Nanà è volata sul ponte arcobaleno
Sono qui a scrivere l’articolo che mai nella vita mi sarei aspettata di dover pubblicare. Nel mentre, vi anticipo lacrime e tanto dolore tra queste parole, ma anche tanto amore e tanta forza per il futuro. Ancora mi è difficile scriverlo, malgrado in questi giorni sia stata purtroppo la frase che ho dovuto scrivere e riscrivere più volte: Nanà è volata sul ponte. Lunedì 7 settembre la nostra cucciola dal cuore immenso ci ha lasciati. Ha intrapreso il suo viaggio più grande. Beh, lo sappiamo: è una grande viaggiatrice lei. Quindi, insomma, prima o poi dovevamo aspettarcelo. Ma non così.
Mi sembra giusto raccontarvi e condividere con voi non solo il dolore, ma anche le dinamiche di quello che è successo, per magari aiutarvi a capire meglio come aiutare i nostri amici a quattro zampe. Ma dobbiamo fare un passo indietro, a questa estate. Abbiamo iniziato l’estate con una cistite, un forasacco nella patatina che abbiamo fatto non poca fatica a trovare e togliere, la scoperta di un tumore, l’operazione per l’asportazione e, infine, il 2 settembre, l’inizio della chemioterapia.


Ora segniamoci questa data: 2 settembre. All’ora di pranzo Nanà prende la sua prima pasticca. La tengo sotto controllo tutta la giornata, usciamo per la nostra solita passeggiatina, rientriamo e tutto sembra andare bene, fino a quando, dopo la cena, inizia a stare male di stomaco e ad avere scariche di diarrea. Continua per un po’ così e decidiamo di portarla in clinica. Qui viene visitata e le viene fatta una flebo.
Ovviamente tutto riporta agli effetti collaterali della terapia iniziata poche ore prima. Anche il suo oncologo è d’accordo nel sospendere tutto temporaneamente, per capire poi come procedere. Dopo 3 ore facciamo rientro a casa e Nanà sembra stare un po’ meglio, ma la mattina successiva non è migliorata e ci accorgiamo di un gonfiore al muso. Torniamo in clinica e, collegando il gonfiore a una possibile allergia a uno dei farmaci della terapia, le viene fatta una puntura di cortisone. Rientriamo a casa, anche se non la vediamo migliorare, ma aspettiamo la notte, sperando in qualche miglioramento, dato che doveva smaltire la terapia.
Purtroppo, però, i miglioramenti non si vedono. Torniamo in clinica e, facendo altre analisi e confrontando i parametri con quelli del giorno precedente, qualcosa non torna. Tutto riporta al morso di una vipera. Increduli, cerchiamo di capire dove e quando possa essere successo, per riuscire a collegare l’avvenimento a qualcosa che abbia fatto nelle ore precedenti. L’unica possibilità sembra essere il giardino di casa. Nanà viene immediatamente ricoverata e inizia una terapia con fluidi e cortisone.
No, non c’è altro da fare contro il morso di una vipera: non esiste un antidoto. Solo in casi rarissimi viene utilizzato un siero, ma può comportare seri e gravi effetti collaterali, rischiosi tanto quanto il veleno stesso. Lasciamo Nanà nelle ottime mani dei suoi dottori. Da anni, esattamente dal 2020, quando fu purtroppo colpita da un’anemia emolitica, Nanà è in cura alla Clinica Veterinaria Gregorio VII di Roma, oggi clinica Ca’ Zampa, spostatasi in via della Vignaccia. Un centro grandissimo dove, grazie al suo dottore, siamo riusciti a riportare a casa Nanà, che è poi sempre rimasta in cura con lui. Quindi sappiamo di aver lasciato Nanà in ottime mani.
Da qui iniziano tre giorni di speranze, tentativi, visite alla nostra cucciola, confronti con i dottori, fino a quando, domenica, mi rendo conto che Nanà è davvero stanca. Questa estate è stata davvero provante e anche se lei non ha mai perso la forza, questo avvenimento ci sta provando tutti. Lo so, forse vi chiederete: ma come è possibile che non si sia arrivati subito alla vipera? Perché Nanà si è gonfiata dopo tante ore e non si è mai trovato il punto del morso, che solitamente si gonfia immediatamente, creando un edema dove molte volte sono visibili i due puntini dei denti della vipera. Inoltre, il cane può dimostrare dolore e lamentarsi, oltre a fattori come vomito, diarrea, tremori. Altro sintomo è la presenza di sangue nelle urine, che anche qui purtroppo era uno dei primi effetti collaterali della terapia chemioterapica di Nanà.
E poi, se guardate bene le foto di Nanà, noterete un asimmetria nel suo musetto, causa della paralisi facciale avuta sempre a fine 2020. Altra difficoltà nel capire l’eventuale gonfiore. Insomma, la coincidenza con l’inizio della terapia ha purtroppo creato molta difficoltà nell’individuare subito la causa, anche perché Nanà è stata tutto il giorno con me. Dalla ricostruzione che ho fatto di quel 2 settembre, può essere successo solo nel nostro giardino, nell’arco di un tempo totale di circa mezz’ora in cui lei è stata con me. Quindi, purtroppo, io per prima ero incredula sul morso della vipera, ma ben 5 dottori hanno confermato questa cosa e anche il confronto con altri padroni presenti in clinica con la stessa problematica. Quello che rimane incredibile di Nanà è il gonfiore tardivo e la coincidenza con la terapia.
Domenica 6 settembre, giorno del nostro 8° anniversario di matrimonio, salutiamo Nanà e torniamo a casa con il cuore pesantissimo. Non ho mai smesso di avere speranze, mai. Sono andata a letto stringendo il suo pupazzetto preferito e aspettando la chiamata della mattina successiva. Ma purtroppo, alle 02:49 del 7 settembre, nella notte, il telefono squilla. Ricordo solo un “non ce l’ha fatta”. Il mio cuore è esploso. Non credo riuscirò mai a raccogliere i pezzi di questo dolore. So solo che mi sono addormentata in lacrime, sperando di risvegliarmi da questo incubo. La mattina seguente prendo il telefono e trovo l’ultimo messaggio che avevo inviato alla mia amica: “Nanà è volata sul ponte”.


Realizzo che non ci sarà un altro risveglio e inizio a scrivere questa frase a tutti quelli che hanno chiesto di lei in questi giorni. Scrivo e riscrivo parola dopo parola, lettera dopo lettera, senza fare mai copia e incolla. Voglio scolpire bene queste parole anche nel mio cuore. Non voglio ma devo realizzare cosa è successo. Poi, purtroppo, arriva il momento di tornare in clinica. Il dolore purtroppo si affronta non solo a casa, ma anche in alcune procedure che purtroppo vanno eseguite nelle ore successive e nei giorni a venire. Ma prima di tutto sento il bisogno di scrivere una lettera al suo veterinario e stampo la foto che più rappresenta Nanà. Questo scatto risale allo scorso anno, in Galles: Rhossilli Bay.
Da qui si ha una vista spettacolare sulla spiaggia e la scogliera. Il mare è prepotente e il vento forte. Ricordo ancora le orecchie di Nanà che svolazzavano mentre lei osservava il tramonto. Ecco, io so che sarà qui, a godersi la fine di un giorno e l’inizio di quello dopo, correndo su quelle vallate tra le pecorelle e i cavalli gallesi. Su uno degli arcobaleni più belli di sempre.
In clinica il suo dottore ci raggiunge con un abbraccio e lacrime. E quanto mi ha confortato quel calore di una persona che so ha fatto sempre tutto per lei, con grande professionalità ma anche umanità, che mi mancherà tanto anche lui.
L’arrivederci
Decidiamo di lasciare in clinica le spoglie di Nanà e procedere alla cremazione comune. Vi lascio qualche informazione anche qui: potete decidere di riportare con voi il vostro cucciolo e sotterrarlo in terreno privato seguendo determinati criteri, potete procedere alla cremazione comune o collettiva, gestita dalla clinica e poi dal Comune, oppure alla cremazione privata e riportare a casa con voi le ceneri. Qui potete affidarvi anche ad agenzie esterne che provvederanno anche ad aiutarvi alla scelta dell’urna più dolce per il vostro amichetto peloso. Io so che avrò sempre Nanà nel cuore, quindi la nostra scelta è stata la cremazione comune.
E così abbiamo fatto la parte più difficile di questo processo di distacco. Ci viene poi consegnato il certificato di decesso. Altro colpo al cuore. Alcune strutture veterinarie autorizzate si possono occuparsi anche della registrazione in Comune, altrimenti, come fatto noi, in autonimia, nei giorni successivi ma entro 5 giorni (si rischiano multe). Se siete anche voi nel Comune di Roma potete scrivere all’indirizzo: ambulatorioveterinario@aslroma1.it
Vanno allegate:
- copia del vostro documento;
- copia della registrazione all’anagrafe canina;
- copia del certificato di decesso;
- modulo di denuncia di decesso fornito dall’ente o scaricabile online;
- passaporto del Pet (se ovviamente lo avevate);
- attestazione di avvenuta termodistruzione delle spoglie, anche questo noi non l’avevamo.
Inviate tutto e poi saranno loro a darvi conferma. Ricontrollate tutto dal sito ufficiale.
Ecco, proprio mentre scrivo, è arrivata l’email che mi informa: “Il decesso del cane è stato registrato”. Sì, una gran colpo al cuore. Ma ora che abbiamo terminato tutta la parte burocratica, non ci rimane che convivere con il dolore, farci forza e ritrovare Nanà in tutte le cose belle che ci porterà anche da lassù.


In viaggio con Nanà
Non avrei mai pensato di dover affrontare tutto questo proprio in questo periodo o in questi giorni. Non ero pronta, credo che non si è mai pronti, ma dopo la grande fatica fatta questa estate e la grande speranza di ripresa anche dal tumore, questa è stata davvero la cosa più inaspettata della mia vita. Sto cercando di capire, di elaborare, di vivere anche senza di lei. Una cosa che sento tanto il bisogno di fare in questi giorni è scrivere e creare. Condividere questo dolore ed esprimerlo mi fa sentire lei ancora vicina. Perché so che non mi vorrebbe mai vedere giù o star male per lei. È per questo che continuerò a parlare di lei, a scrivere di lei, a condividere i nostri consigli di viaggio, le nostre avventure.
Nanà è stata una grande viaggiatrice e abbiamo ancora tantissimi consigli da darvi. Vogliamo continuare ad aiutarvi ad organizzare i vostri viaggi al meglio, vogliamo vedervi partire e correre con i vostri amichetti. Quindi la categoria Pet Friendly, In viaggio con Nanà sarà sempre aggiornata, continueranno ad essere pubblicati articoli, così come contenuti sui nostri canali social. Sarà il mio modo di ricordare Nanà, il mio modo di andare avanti, ma soprattutto il modo di Nanà di continuare ad essere parte di Vabbè io vado.
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Vi ringraziamo tutti per il caloroso abbraccio che ci avete mandato, chi in presenza, chi virtualmente dai nostri social. Motivo ancora di più per continuare ad aiutarvi con i nostri consigli. Questo spazio sarà sempre aperto al confronto, alla condivisione e al dialogo, quindi sentitevi liberi di rispondere a questo articolo, di commentare, di lasciare un vostro ricordo su Nanà, sul vostro amico peloso che non c’è più. Sarò felicissima di leggervi, rispondervi e di confortarvi. Perché il mio dolore è anche la forza che Nanà mi sta mandando.
Al prossimo articolo, che sia il consiglio su come viaggiare in Francia, dei locali pet friendly a Londra o una lettera per Nanà, spero di trovarvi qui. Grazie.