Skip to main content

Autore: vabbeiovado@hotmail.com

Dove dormire a New York: consigli per scegliere l’alloggio giusto

Trovare dove dormire a New York è una delle decisioni più importanti dopo aver prenotato volo e documenti. La scelta del nostro alloggio nella Grande Mela sarà parte integrante del viaggio: non vogliamo perdere tempo correndo da una parte all’altra della città, né buttare soldi. Ecco perché il prezzo cambia tantissimo in base alla zona, alla stagione e a quanto ti muovi in anticipo. La buona notizia è che per dormire a New York trovi davvero di tutto: ostelli economici, hotel boutique, grandi catene.
La cattiva? Se scegli male la zona, rischi di perdere tempo (e soldi) ogni giorno. E in una città come New York, il tempo vale oro.

Ecco perché in questo articolo scopriremo insieme come scegliere l’hotel perfetto e dove dormire durante il tuo viaggio a New York.

Se anche tu sogni New York ma non sai da dove iniziare per organizzare il tuo viaggio o creare un itinerario su misura, ci penso io. In qualità di Travel Designer e New York City Destination Specialist, so come aiutarti a costruire un viaggio davvero adatto a te. Visita la mia pagina dedicata ai servizi per saperne di più e, se ancora non lo fai, seguici sui social per non perdere tutte le novità su New York e le prossime avventure.

In quale zona dormire a New York

Manhattan: la scelta migliore per la prima volta

Se è il tuo primo viaggio a New York, il consiglio è uno solo: dormi a Manhattan. È qui che passerai la maggior parte del tempo, tra attrazioni, musei, ristoranti e skyline iconici. Svegliarti e avere tutto a portata di mano fa davvero la differenza. Ecco le zone migliori:

  • Downtown Manhattan → perfetta se cerchi tranquillità
  • SoHo, Tribeca, Greenwich Village → ideali se vuoi vita serale e locali
  • Lower East Side, Chinatown, Little Italy → più economiche e ben collegate
  • West Village, Chelsea, East Village → quartieri giovani, vivi ma meno turistici
  • Midtown → super centrale (vicino a Times Square), ma anche la più cara e caotica
  • Upper West Side, Upper East Side, Harlem → più residenziali, tranquille e spesso più economiche

Brooklyn: alternativa cool (ma non sempre economica)

Negli ultimi anni Brooklyn è diventata una vera protagonista. Abbiamo soggiornato qui ben due volte, in punti strategici del quartiere, vicini alla metro, che ci hanno garantito spostamenti veloci e comodi da e per Manhattan, in zone come Williamsburg e Greenpoint. Anche se ormai, essendo molto alla moda, i prezzi sono diventati simili a quelli di Manhattan. Se vuoi risparmiare un po’, meglio valutare:

Downtown Brooklyn → ben collegata e più accessibile

Io personalmente la amo, ma per un primo viaggio non è sempre la scelta più strategica.

Queens: il miglior rapporto qualità-prezzo

Se cerchi un’alternativa più economica senza rinunciare alla comodità:

  • Long Island City è una delle migliori opzioni

È collegata benissimo a Manhattan e offre ottimi hotel, soprattutto per famiglie e gruppi.

E fuori New York?

Qualcuno valuta anche zone come Hoboken (New Jersey). Sì, risparmi sull’alloggio… ma poi spendi in trasporti e perdi tempo ogni giorno. Valuta bene: spesso non ne vale la pena.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

Banner Heymondo NY

Come scegliere l’alloggio a New York

Qui entriamo nella parte più importante. Perché sì, New York è piena di hotel incredibili ma anche di situazioni da incubo: hotel fantasma, camere sporche, bed bugs (sì, esistono davvero).

Quindi:

  • Controlla sempre le recensioni (bene, non a caso)
  • Prenota su piattaforme affidabili come Booking.com (la nostra preferita), TripAdvisor o Expedia
  • Scegli cancellazione gratuita
  • Evita pagamenti anticipati quando possibile
  • Controlla sempre le tasse (a New York spesso NON sono incluse)
  • Prenota con largo anticipo, anche 6 mesi prima

Il modo migliore e più conveniente per visitare le attrazioni di New York è acquistare uno dei pass turistici. Puoi scegliere quello più adatto alle tue esigenze e alla durata del tuo viaggio. E se vuoi risparmiare ancora un po’, scarica l’app di GetYourGuide da questo link e inserisci il codice VABBEIOVADO5 per ottenere il 5% di sconto sul totale. Avrai tutto a portata di app e cancellazione gratuita fino a 24 ore. Approfittane.

Powered by GetYourGuide

Appartamenti a New York: cosa sapere (importante)

Negli ultimi anni le regole sugli affitti brevi sono cambiate. Oggi puoi affittare per meno di 30 giorni solo se il proprietario vive nell’appartamento, è registrato e autorizzato e ci sono al massimo 2 ospiti. Questo ha ridotto molto le opzioni e fatto aumentare i prezzi degli hotel. Noi siamo riusciti a soggiornare con Airbnb per ben due volte prima del cambio di regolamentazione: avere un appartamento con cucina è stato davvero comodo per evitare spese eccessive per mangiare fuori.

In alternativa, puoi comunque trovare hotel con cucinino cercando bene, e Booking.com offre spesso buone proposte a prezzi convenienti. Dai un’occhiata qui.

Dove abbiamo dormito a New York nel nostro ultimo viaggio

Nel nostro ultimo viaggio con i miei genitori abbiamo scelto il Fairfield Inn & Suites New York Manhattan/Downtown East ed è stata una scelta azzeccata: camera quadrupla con due letti king size, bagno privato, colazione inclusa (sia dolce che salata) e anche una palestra (mai usata, ovviamente).

La posizione è stata il vero punto forte: perfetta per girare Chinatown e Little Italy; a piedi si arriva fino a Downtown Manhattan e Battery Park. Io, in alcune occasioni, prima che arrivasse Riccardo, sono rientrata da sola la sera e posso dire che è una zona molto sicura e sempre vivace. Una soluzione davvero comoda, senza spendere cifre folli. Prenotato su Booking.com dove troverai ottime soluzioni.

Consiglio finale

Quando scegli dove dormire a New York, pensa a questo: quanto tempo vuoi perdere ogni giorno negli spostamenti? Risparmiare 100€ sull’hotel può sembrare una buona idea, ma se poi perdi 2 ore al giorno, il risparmio svanisce. Un altro aspetto fondamentale è scegliere un hotel con colazione inclusa. Anche questo aiuta a contenere i costi: tieni presente che in media per un caffè e un muffin a colazione si spendono circa 10$, quindi farla in hotel è decisamente conveniente. Prima della partenza per il tuo viaggio negli Stati Uniti, controlla bene tutta la documentazione richiesta: ti ho raccolto tutto in questo articolo dedicato.

Tranquilli, avrai comunque tutto il tempo per recuperare pancake e dolci vari durante il tuo viaggio a New York. E se ti affiderai a me, sarò io a guidarti tra le migliori bakery della città.

Noleggio auto negli Stati Uniti: tutto quello che devi sapere

Se stai pensando a un on the road negli Stati Uniti, questo è l’articolo sul noleggio auto che devi leggere e salvare. In viaggio cerchiamo sempre di esplorare il più possibile e molto spesso il noleggio di un’auto ci permette di vivere l’avventura in totale autonomia e libertà. Dai nostri viaggi in Giordania, negli Stati Uniti e in Islanda, il noleggio auto si è rivelato il modo migliore per scoprire davvero un Paese.

Avrete la possibilità di organizzare un itinerario personalizzato, adattandolo ai vostri bisogni e non agli orari di un autobus. Potrete esplorare le zone meno battute e andare alla scoperta di luoghi ancora autentici e poco turistici. Sappiamo che molti di voi sono restii a noleggiare un’auto e che prima di farlo nascono sempre tante domande. Anche noi, più volte, ci siamo chiesti quanto fosse davvero necessario avere un’auto in viaggio. Ad esempio a Los Angeles ci siamo ritrovati a prenotarla il giorno dopo il nostro arrivo, perché spostarsi con i mezzi pubblici è quasi impossibile. Abbiamo quindi imparato che il noleggio auto negli Stati Uniti ti salva il viaggio.

on the road negli Stati Uniti, cosa sapere

E proprio perché le domande sono tante, siamo qui per aiutarvi a trovare le risposte giuste. Il primo passo è sempre decidere la meta e costruire l’itinerario. Poi calcolare i giorni del viaggio e quelli in cui avrete effettivamente bisogno dell’auto. Una volta definiti destinazione e tempistiche, non vi resta che scegliere il veicolo più adatto alle vostre esigenze. Per approfondire meglio le informazioni leggi: Noleggio auto, tutto quello che devi sapere.

Se stai organizzando il tuo prossimo viaggio, seguici sui nostri social per non perdere itinerari, consigli pratici e nuove idee on the road.

Cosa serve per il noleggio auto negli Stati Uniti

Per il noleggio auto negli Stati Uniti è fondamentale rispettare alcuni requisiti base e avere con sé i documenti corretti. Innanzitutto è richiesta la patente di guida, che deve essere valida da almeno due anni. È importante verificare sempre se, per la destinazione specifica, venga richiesta anche la patente internazionale. Negli Stati Uniti, infatti, la normativa non è uniforme nei 50 stati e può variare da zona a zona. Per questo motivo è sempre consigliato controllare le informazioni aggiornate sul sito Viaggiare Sicuri prima della partenza.

La carta di credito è un altro elemento indispensabile. Deve essere una carta nominativa, con numeri e nome in rilievo, intestata al conducente principale (che deve coincidere con il primo guidatore indicato nella prenotazione). Alcune compagnie possono accettare anche carte di debito o prepagate, ma non è la regola: è sempre necessario verificare in anticipo. Inoltre, bisogna assicurarsi che il plafond disponibile sia sufficiente a coprire il deposito cauzionale richiesto.

Un altro aspetto importante riguarda l’età del conducente. In caso di età inferiore ai 25 anni viene spesso applicato un supplemento assicurativo. In alcune compagnie non è possibile noleggiare sotto i 21 anni o oltre i 75 anni, quindi è sempre fondamentale controllare le condizioni specifiche. Infine, per i noleggi fuori dall’Unione Europea è sempre obbligatorio avere con sé il passaporto.

Franchigia, deposito e coperture assicurative

Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda la parte assicurativa e le condizioni del noleggio. La franchigia è l’importo massimo che dovrete coprire in caso di danni, furto o problematiche del veicolo. Ad esempio, se la franchigia è di 50€ per la rottura di un vetro, quello sarà l’importo a vostro carico, mentre eventuali costi superiori verranno coperti dall’assicurazione. Spesso la franchigia coincide con il deposito cauzionale.

Il deposito è la somma bloccata sulla carta di credito come garanzia. Può variare in base alla compagnia, alla tipologia di auto e alla durata del noleggio, partendo da circa 300€ fino a superare anche i 1.300€. È quindi fondamentale verificare di avere disponibilità sufficiente sulla carta di credito.

novità Stati Uniti 2026, 100 anni della Route 66
DiscoverCars.com

Un consiglio pratico: utilizzando la piattaforma che usiamo noi (di cui ti parliamo tra poco), hai la possibilità di filtrare facilmente le auto con deposito più basso, scegliere opzioni con pagamento flessibile e utilizzare altri filtri utili per trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, evitando brutte sorprese.

Le condizioni generali di noleggio includono tutti questi aspetti: documenti richiesti, limiti di età, modalità di pagamento e coperture assicurative. Di base, la maggior parte dei noleggi include la copertura per danni al veicolo (CDW), la protezione contro il furto e la responsabilità civile verso terzi (TPL). Tuttavia, noi consigliamo sempre di valutare una copertura completa che includa anche elementi spesso esclusi come parabrezza e finestrini, pneumatici, assistenza stradale e costi di rimorchio, così da viaggiare davvero senza pensieri.

Dove prenotare il noleggio auto negli Stati Uniti

Dopo diversi viaggi on the road, abbiamo capito che la scelta della piattaforma giusta fa davvero la differenza quando si parla di noleggio auto negli Stati Uniti. Negli ultimi anni noi utilizziamo sempre Discover Cars, un broker internazionale che permette di confrontare in modo semplice e veloce le offerte di compagnie di noleggio sia locali che internazionali. In pratica non è una compagnia diretta, ma una piattaforma che ti aiuta a trovare l’opzione migliore in base a prezzo, condizioni e coperture.

Quello che apprezziamo di più è la trasparenza: a differenza di molti altri siti, i prezzi che vedete includono già tasse, supplementi e costi obbligatori, evitando così brutte sorprese al momento del ritiro dell’auto. Un altro grande vantaggio è la possibilità di filtrare la ricerca in base alle proprie esigenze. Ad esempio, potete selezionare auto con deposito più basso, scegliere condizioni di pagamento flessibili e confrontare facilmente le coperture assicurative incluse.

Per quanto riguarda l’assicurazione, Discover Cars offre anche una copertura completa (che include carrozzeria, vetri e pneumatici) spesso più conveniente rispetto a quella proposta direttamente dalle compagnie di noleggio. Molto comoda anche la cancellazione gratuita, disponibile nella maggior parte dei casi fino a 48 ore prima del ritiro, e l’assistenza clienti attiva 24/7, utile soprattutto quando si viaggia in fusi orari diversi.

Benvenuti in Utah, Stati Uniti
gli animali nel loro habitat, Stati Uniti

Al momento del ritiro vi serviranno il voucher della prenotazione (anche su cellulare), patente valida, carta di credito intestata al conducente principale e documento d’identità. E come sempre: controllate bene l’auto e fate foto e video prima di partire. Per noi è diventato negli anni uno strumento fondamentale per organizzare i nostri viaggi on the road in modo semplice, sicuro e senza sorprese.

Perché scegliere Discover Cars rispetto ad altre piattaforme

Negli anni abbiamo provato diverse soluzioni per il noleggio auto, ma non tutte offrono lo stesso livello di chiarezza e facilità. Quello che abbiamo notato è che molte piattaforme mostrano prezzi inizialmente bassi, ma nascondono costi aggiuntivi che emergono solo nelle fasi finali della prenotazione o direttamente al ritiro dell’auto. Con Discover Cars, invece, uno dei punti di forza è proprio la trasparenza dei prezzi, che includono già tasse e supplementi obbligatori.

Tra i principali vantaggi:

  • confronto immediato tra più compagnie di noleggio
  • filtri avanzati (come deposito basso e coperture assicurative)
  • copertura completa a prezzi competitivi
  • cancellazione gratuita nella maggior parte dei casi
  • assistenza clienti 24/7
  • recensioni chiare sulla compagnia di noleggio scelta

Come per tutte le piattaforme di intermediazione, è comunque importante ricordare che il servizio finale dipende dalla compagnia di noleggio selezionata, quindi consigliamo sempre di controllare punteggi e condizioni prima di prenotare.

Conclusioni

Organizzare un on the road negli Stati Uniti può sembrare complicato all’inizio, ma come avete visto il noleggio auto è molto più semplice di quanto si pensi: basta sapere cosa controllare e affidarsi agli strumenti giusti. Avere un’auto vi permetterà di vivere il viaggio in totale libertà, creare un itinerario su misura e raggiungere anche i luoghi meno turistici, quelli che spesso diventano i ricordi più belli.

Il nostro consiglio è quello di prenotare sempre con anticipo e utilizzare piattaforme che vi permettano di confrontare facilmente prezzi, condizioni e coperture. Noi da tempo utilizziamo Discover Cars proprio per questo: ci aiuta a trovare le soluzioni migliori, evitando sorprese e semplificando tutta la fase di prenotazione. Se state organizzando il vostro viaggio, il suggerimento è semplice: fate una ricerca, confrontate le opzioni e scegliete l’auto più adatta alle vostre esigenze.

DiscoverCars.com

👉 Approfittate del nostro link per verificare prezzi e disponibilità e partire senza pensieri. Salvate questo articolo per averlo sempre a portata di mano e, se avete dubbi o domande, scriveteci: come sempre siamo qui per aiutarvi.

Sarajevo: come organizzare il tuo viaggio in Bosnia

Sarajevo era nella mia wishlist da tanto tempo. Un po’ per la mancanza di collegamenti comodi dall’Italia, un po’ perché finivo sempre per scegliere destinazioni più semplici da raggiungere, ho continuato a rimandare. Finché non ho trovato il volo perfetto da Roma, in un weekend lungo che ci ha fatto prenotare senza pensarci due volte. Era arrivato il momento di scoprire quella che viene spesso definita la “Gerusalemme d’Europa”.

Sarajevo è una città che ti rapisce, ma che va anche ascoltata e compresa nel suo profondo. Non è una meta da visitare in modo superficiale, né una destinazione da prendere alla leggera. La sua storia, così recente, è ancora viva e presente ovunque. Ma di questo parleremo meglio in un articolo dedicato. Qui partiamo dalle basi: tutto quello che devi sapere per organizzare al meglio il tuo viaggio a Sarajevo e in Bosnia ed Erzegovina.

se ancora non lo fai, seguici sui nostri social per non perderti tutte le prossime avventure.

Come arrivare in Bosnia ed Erzegovina

Ad oggi, marzo 2026, raggiungere la Bosnia ed Erzegovina dall’Italia è decisamente più semplice rispetto a qualche anno fa. Sono infatti attivi diversi voli diretti verso Sarajevo, soprattutto da città come Roma e Milano. Nel dettaglio, puoi trovare collegamenti diretti da Aeroporto di Roma Fiumicino con Wizz Air, oppure voli da Bergamo operati da Ryanair. Esistono inoltre opzioni interessanti anche dal sud Italia, come i voli da Bari verso Mostar, perfetti se vuoi inserire nel viaggio anche questa splendida città. Naturalmente, scegliendo voli con scalo, le possibilità aumentano ulteriormente, con compagnie come ITA Airways o Air Serbia.

Il consiglio è di valutare bene la città di partenza: spesso Roma e Bergamo offrono le soluzioni più comode e convenienti. In generale, oggi hai molte più alternative rispetto al passato, e organizzare il viaggio è finalmente diventato molto più semplice.

Documenti e ingresso nel Paese

Ad oggi la Bosnia ed Erzegovina non fa parte né dell’Unione Europea né dell’area Schengen. Tuttavia, la sua candidatura è stata accettata e nei prossimi mesi potremmo assistere ad alcuni cambiamenti. In ogni caso, per recarsi a Sarajevo è sufficiente la carta di identità valida per l’espatrio, con una validità residua di almeno 3 mesi, oppure un passaporto in corso di validità.

Per chi parte da Aeroporto di Roma Fiumicino, i controlli saranno quelli previsti per i Paesi fuori dall’area Schengen: questo significa che passerete dai controlli passaporti. Se siete muniti solo di carta di identità, fatelo presente agli operatori, che vi indirizzeranno verso i controlli dedicati. Una volta arrivati a destinazione, effettuerete i controlli di dogana e, se viaggiate con passaporto, verrà apposto il timbro sia in entrata che in uscita dal Paese.

Per quanto riguarda il visto, non è obbligatorio per soggiorni turistici fino a 90 giorni nell’arco di 6 mesi. Per situazioni diverse, è consigliabile rivolgersi al consolato. Noi siamo partiti con passaporto, portando a casa un nuovo timbro.

Abbiamo prenotato il nostro aparthotel, come sempre nei nostri viaggi, su Booking.com. Ottime offerte e strutture perfette per rendere ogni viaggio speciale. Scopri le migliori offerte cliccando sul banner.

Moneta locale e contanti a Sarajevo

Una volta arrivati a Sarajevo, il consiglio è di ritirare una somma di contanti: molti ristoranti e locali non accettano carte e, in alcuni casi, anche gli hotel richiedono il pagamento in contanti. Attenzione però: evitate di prelevare in aeroporto, dove le commissioni possono arrivare anche a 15 KM.

Ma qual è la moneta locale? In Bosnia ed Erzegovina si utilizza il marco bosniaco, indicato con il simbolo BAM o più comunemente KM. Ad oggi, 1 KM corrisponde a circa 0,50€, quindi per fare un calcolo veloce basta considerare più o meno la metà dell’importo (10 KM ≈ 5€).

Tornando al tema contanti: sì, conviene averli. Noi abbiamo prelevato 200 KM (circa 100€), ma lo abbiamo fatto una volta arrivati in città, presso una banca, evitando così commissioni più alte come quelle applicate in aeroporto. Questa è una regola che vale un po’ ovunque nel mondo. In alternativa, se avete carte come Revolut, con cui noi ci troviamo molto bene, potete evitare commissioni aggiuntive e gestire tutto direttamente dall’app. Con 200 KM siamo riusciti a coprire diverse spese, tra cui l’hotel e alcune cene non pagabili con carta. Per darvi un’idea dei prezzi: una birra in pub costa circa 5 KM (2,50€), mentre una cena per due può aggirarsi intorno ai 20 KM.

Rimani connesso a Sarajevo

Un’altra questione legata al fatto che Sarajevo, e quindi la Bosnia, non fanno ancora parte dell’Unione Europea è la mancanza del roaming. Questo significa che, se partite impreparati, rischiate di consumare rapidamente il traffico telefonico. La soluzione più comoda, e ormai una costante nei nostri viaggi, è la eSIM di Holafly: è semplice da installare (trovate la guida passo passo nel nostro articolo dedicato), funziona praticamente ovunque nel mondo e vi permette di connettervi subito, spendendo poco.

Inoltre, utilizzando il nostro codice VABBEIOVADO potete ottenere anche un 5% di sconto.

Mezzi pubblici a Sarajevo

proprio parlando di mezzi pubblici ecco che avrete bisogno della connessione dati per acquistare i visrtri biglietti dall’app: Javni Prevoz KS. da qui potrete controllare e acquistare i bislgietti per i mezzi pubblici compresa la navetta dall’aeroporto al centro. anche s epoi una volta in centro noi ci siamo tyrovati solo che a accminare e camminare. per arrivare dall’aeroportyo a centro città le opzioni sono due: Aerodrom che si prende proprio davanti alluscita dell’aeroporto ma che passa circa ogni 20/30 minuti o come abbiamo fatto noi per non aspettare troppo dato che era domanica mattina presto tram 103 linea rossa (ogni 10 minuti). Tempo di percorrenza 1 ora circa. La fermata dista 12/15 minuti a piedi dall’aeroporto (Dobrinja Sola).

Ricordate sempre di stipulare una valida assicurazione sanitaria di viaggio, che vi copra per qualsiasi imprevisto: fidatevi, possono capitare anche solo in un weekend. Noi da anni ci affidiamo a Heymondo e, grazie al nostro link affiliato, potete ottenere anche uno sconto del 10%. Cliccate sul banner e partite tranquilli.

Banner Heymondo NY

L’ultimo consiglio

Sarajevo è una città che ci è rimasta nel cuore e avremmo mille motivi per raccontarvi nel dettaglio il perché. Basta però pensare alla sua storia travagliata per capire quanto sia speciale. Proprio per questo, uno dei consigli più importanti che ci sentiamo di darvi è quello di fare almeno un tour organizzato con una guida locale: è il modo migliore per entrare davvero nella sua anima.

Noi ci siamo affidati alla nostra app di viaggio preferita, GetYourGuide, che utilizziamo ovunque nel mondo per trovare esperienze di qualità. Tramite l’app abbiamo prenotato due tour con Bella Bosnia: un walking tour della città e il tour della guerra. Con il nostro codice VABBEIOVADO5 avete subito il 5% di sconto. Salvatelo e inseritelo al momento del pagamento, dopo aver scaricato l’app dal nostro link affiliato: cliccate qui.

Powered by GetYourGuide

Le guide sono state fantastiche nel trasmettere empatia e nel raccontare la complessa storia del Paese. Preparatevi a storie forti, a confrontarvi con un passato che qui è ancora molto presente. Ma è proprio così che Sarajevo va vissuta: nel suo bene e nel suo male.

Allo stesso tempo, però, Sarajevo è anche una città piena di vita e voglia di rinascere. Per questo vi consigliamo di dedicare del tempo anche alla scoperta dei suoi locali e ristorantini, iniziando magari dallo storico birrificio Sarajevska Pivara, fondato nel 1864 e famoso per la sua birra Sarajevsko. Ve ne parleremo meglio in un articolo dedicato. Nel frattempo, iniziate a organizzare il vostro viaggio a Sarajevo e non dimenticate di seguirci sui social: ne vedrete delle belle!

Boston: cosa vedere nella capitale del New England

Boston ha un posto speciale nel mio cuore. Non è solo la capitale della regione del New England, ma per me e la mia famiglia è molto di più. Qui nacque e visse il mio bisnonno prima di tornare in Italia e dove ancora oggi vive parte della nostra famiglia. Ma ti racconto meglio questo legame e anche di come ho trovato i documenti ufficiali dell’arrivo dei miei trisnonni a New York, nell’articolo dedicato alla Statua della Libertà e all’immigrazione italiana negli Stati Uniti.

Ma Boston è soprattutto la culla di una parte fondamentale della storia americana. Iniziamo con il Freedom Trail, un percorso di circa 4 km che permette di ripercorrere, in una passeggiata, le tappe più importanti della nascita della città, della Rivoluzione Americana e del percorso che porterà alla Costituzione degli Stati Uniti, firmata nel 1787 a Philadelphia.

E Boston non è solo storia: è anche mercati dove mangiare un ottimo lobster roll, pub storici e locali alla moda dove bere una birra, passeggiate sul porto e partite di baseball al Fenway Park. Non ci resta quindi che partire alla scoperta di Boston.


E se ancora non lo fai, seguici sui nostri social per non perderti tutte le prossime avventure.

Freedom Trail

Se c’è una cosa che devi fare a Boston, è percorrere il Freedom Trail. Un itinerario di circa 4 chilometri, segnato da una linea rossa dipinta sull’asfalto, che collega 16 luoghi fondamentali per la storia della città e per la nascita degli Stati Uniti. È una passeggiata che ti permette di attraversare quartieri diversi, ma soprattutto di ripercorrere i momenti chiave della Rivoluzione Americana. Il percorso inizia dal Boston Common, il parco pubblico più antico degli Stati Uniti, e prosegue verso la Massachusetts State House con la sua iconica cupola dorata. Si continua con la Park Street Church, il Granary Burying Ground, dove sono sepolti personaggi chiave della storia americana e la King’s Chapel con il suo cimitero storico.

Il trail tocca poi la Old South Meeting House, luogo cruciale prima del Boston Tea Party, e la Old State House, uno degli edifici pubblici più antichi del Paese. Si passa quindi per la Faneuil Hall, soprannominata “la culla della libertà”, per arrivare alla Paul Revere House, nel quartiere di North End, e alla Old North Church, famosa per il segnale che diede inizio alla cavalcata di Paul Revere. Attraversando il fiume Charles si giunge infine a Charlestown, dove si trovano il Bunker Hill Monument e la USS Constitution. Il bello del Freedom Trail è che puoi percorrerlo in autonomia, con calma, fermandoti dove vuoi. Ma ogni tappa ha così tanto da raccontare che merita un approfondimento dedicato. Per questo ho scritto un articolo interamente incentrato sul Freedom Trail, con curiosità, consigli pratici e dettagli storici per viverlo al meglio.

Beacon Hill

Se c’è un quartiere che ti fa sentire subito dentro un film ambientato nel New England, quello è Beacon Hill. Stradine acciottolate, lampioni neri, mattoni rossi e balconcini in ferro battuto: ogni angolo sembra fermo nel tempo. Passeggiare qui è un po’ come fare un salto indietro nell’Ottocento, senza però rinunciare al fascino di una Boston elegante e raccolta. Noi ci siamo arrivati di mattina, con mamma e papà al seguito, e siamo rimasti incantati dai dettagli: la famosa Acorn Street, considerata una delle strade più fotografate d’America, le case storiche con porte colorate e i vicoli silenziosi che invitano a scoprire angoli nascosti.

Beacon Hill non è solo bellezza architettonica: è anche storia. Qui vivevano famiglie benestanti e figure chiave della politica e della società bostoniana, e ancora oggi il quartiere mantiene un’atmosfera distinta e signorile, perfetta per passeggiate lente o per una pausa in uno dei caffè locali. Se ami le foto, i dettagli architettonici e le passeggiate senza fretta, Beacon Hill è una tappa obbligata del tuo itinerario a Boston.

Boston Harbor e Waterfront

Boston è una città che si vive camminando. Ma è quando arrivi sull’acqua che cambia tutto. Il Boston Harbor e tutta la zona del Waterfront sono perfetti per rallentare il passo: passeggiate vista oceano, barche che entrano ed escono dal porto, il profumo salmastro nell’aria e quell’atmosfera tipicamente New England che sa di storia e di mare insieme. Una delle tappe che papà voleva assolutamente vedere era la USS Constitution. Si tratta della nave da guerra più antica al mondo ancora galleggiante, simbolo della marina americana. Peccato che l’abbiamo trovata chiusa a causa dello shutdown federale tra ottobre e novembre.

Ed è stato uno di quei momenti in cui capisci davvero cosa significa essere negli Stati Uniti: musei e siti gestiti dal governo federale che chiudono da un giorno all’altro. Papà che cercava di capire cosa stesse succedendo, io che provavo a spiegare che purtroppo era impossibile prevederlo in anticipo. La conclusione è stata una sola: dovremo riportarlo a Boston. Anche perché io e Ricc siamo stati più fortunati: durante il nostro primo viaggio, ormai quasi dieci anni fa, siamo riusciti a visitarla. E possiamo confermarvelo, vale assolutamente la pena. Nonostante la delusione, tutta la zona resta bellissima anche solo da fuori. Puoi passeggiare lungo il porto, sederti su una panchina a guardare le barche o percorrere un tratto della Boston Harborwalk per una camminata panoramica sull’acqua.

In estate, da qui partono anche escursioni in barca e tour per l’avvistamento delle balene. Noi questa volta ci siamo limitati a goderci l’atmosfera, a scattare qualche foto e a lasciarci trasportare dal ritmo lento del mare.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

Banner Heymondo NY

North End a Boston

Se c’è un quartiere che mi fa sentire immediatamente a casa, quello è la North End. È la Little Italy di Boston, il quartiere dove per anni si sono stabiliti migliaia di immigrati italiani. Dove ancora oggi si respira un’atmosfera familiare fatta di insegne in italiano, ristoranti storici e profumo di caffè nell’aria. Qui non potevamo non portare mamma e papà. È stato uno di quei momenti semplici, ma pieni di significato: passeggiare tra le vie del quartiere sapendo che anche parte della nostra famiglia aveva vissuto questa città tanti anni fa.

North End non è solo un quartiere dove mangiare bene. È un pezzo di storia dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. E camminare qui, tra ristoranti storici, pasticcerie e case in mattoni rossi, ha qualcosa di profondamente autentico.

Prudential Center

Se vuoi vedere Boston da un’altra prospettiva, la vista dall’alto è roba seria. Sopra il grattacielo del Prudential Center si trova View Boston, il moderno osservatorio panoramico che offre una vista a 360° sulla città. Il grattacielo è uno dei più alti di Boston ed è perfetto per ammirare lo skyline, il Boston Harbor, il Boston Red Sox Park da lontano e il fiume che attraversa la città. L’esperienza si sviluppa su più piani: c’è una piattaforma interna con vetrate panoramiche, un ponte esterno panoramico per foto senza ostacoli, e spazi interattivi con punti informativi sulla città.

L’attuale osservatorio è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:00 (con variazioni stagionali). Il biglietto per l’esperienza base parte da circa 34 $ per gli adulti. Ci sono anche opzioni con drink inclusi o pacchetti speciali se vuoi rendere la visita ancora più memorabile.

Noi ci siamo andati durante il nostro primo viaggio a Boston ormai quasi dieci anni fa, questa volta, però, con papà convinto che i grattacieli sono roba da New York abbiamo deciso di saltarla. Se ami i panorami urbani, la vista da qui merita sicuramente una tappa nel tuo itinerario.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività a Boston, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

Powered by GetYourGuide

Fenway Park di Boston

Era la nostra prima partita di baseball in assoluto. Quella sera giocavano i Boston Red Sox contro i Diamondbacks. Inaugurato nel 1912, è lo stadio più antico ancora in uso nella Major League Baseball. Qui tutto profuma di storia: le gradinate strette, il famoso “Green Monster” (la parete verde altissima sul lato sinistro del campo), i venditori di hot dog.

A un certo punto, durante l’ottavo inning, è partita una canzone che tutto lo stadio ha iniziato a cantare in coro: “Sweet Caroline” di Neil Diamond. E lì brividi veri. “Sweet Caroline” è un brano del 1969, diventato nel tempo una specie di inno non ufficiale dei Red Sox. Dal 1997 viene suonata al Fenway durante le partite casalinghe, e il pubblico la canta con un entusiasmo contagioso.

Non importa se non conosci le regole del baseball. In quel momento fai parte di qualcosa. Noi non ci capivamo praticamente nulla di gioco, ma ci siamo emozionati come se fossimo tifosi da sempre. Se vai a Boston, una partita al Fenway è un’esperienza che ti consiglio anche se non sei appassionato di baseball. Anche se non sai cos’è uno strike. Perché è cultura americana pura. Ed è uno di quei ricordi che, a distanza di anni, ti fa ancora sorridere.

Per rimanere connessi con il mondo, condividere sui social il vostro viaggio o controllare i gatti a casa, vi consigliamo Holafly: l’eSIM di viaggio che vi garantirà connessione sempre. Approfittate del nostro sconto del 5%! Clicca sul banner e inserisci il codice VABBEIOVADO.

Harvard e Cambridge

Cambridge, il quartiere dove si trova l’università più antica degli Stati Uniti, ha un fascino tutto suo. Passeggiare tra i mattoni rossi di Harvard Yard, vedere i portoni storici e sentire l’energia di studenti che vanno e vengono.

Durante la settimana l’esperienza può essere speciale. Harvard University offre visite guidate ufficiali condotte da studenti universitari: tour a piedi di circa 45–60 minuti attraverso Harvard Yard e i suoi edifici storici. Gli studenti stessi raccontano storie, aneddoti e curiosità sulla vita a Harvard, sulla sua fondazione nel 1636 e su come sia vivere qui oggi. La registrazione per questi tour va fatta in anticipo (la disponibilità viene aggiornata ogni venerdì), ma è gratis e davvero un modo unico per vedere il campus attraverso gli occhi di chi lo abita ogni giorno.

Se ti interessa una guida più strutturata, ci sono anche tour organizzati da studenti locali come il cosiddetto “Hahvahd Tour”. Si tratta di un walking tour di circa 70 minuti che ti porta nei punti più significativi del campus con storie e curiosità raccontate direttamente da chi studia qui. La prima volta che ci abbiamo partecipato, era tutto diverso rispetto alla semplice passeggiata di domenica. Vedere Harvard raccontata dagli studenti è un’altra dimensione, ti fa capire quanto questa università sia più di un nome famoso, è una comunità viva, piena di idee, tradizioni e una storia che attraversa quasi quattro secoli. E se non riesci a partecipare al tour guidato, non preoccuparti. Puoi scaricare l’app Visit Harvard, che funge da audioguida e ti accompagna in autonomia lungo i punti più iconici del campus, con spiegazioni e curiosità storiche su ogni tappa.

Newbury Street

Se vuoi vedere il lato più elegante e contemporaneo di Boston, devi fare un giro su Newbury Street. Qui cambia completamente atmosfera. Dopo la storia del Freedom Trail, il mare del Waterfront e i mattoni rossi di Harvard, ti ritrovi in una via lunga otto isolati fatta di brownstone ottocentesche, vetrine curate, gallerie d’arte, caffetterie e negozi che vanno dal lusso ai brand più accessibili. Qui trovi di tutto: boutique indipendenti, marchi internazionali, librerie e negozi vintage, saloni storici e gallerie d’arte.

Ed è il posto perfetto per una pausa caffè o un brunch lento prima di proseguire verso il vicino quartiere di Back Bay. Non è una “attrazione” nel senso classico del termine. Ma è una di quelle strade che raccontano la Boston di oggi: dinamica, curata, un po’ chic ma senza esagerare.

Conclusione

Boston molte volte è sottovalutata, ma per noi è la città americana che va assolutamente visitata, mai tralasciata. Tra storia, mare, quartieri iconici e piccoli momenti in famiglia, ha tutto ciò che serve per restare nel cuore. Siamo sicuri che un po’ ti abbiamo convinto. Se ancora non lo sei, vai a dare un’occhiata ai nostri contenuti sui social e raccontaci com’è stata la tua avventura a Boston: non vediamo l’ora di leggere le tue storie!

Come visitare Petra in Giordania: biglietti, consigli e cosa vedere

Una delle domande che spesso ci avete fatto sul nostro viaggio in Giordania è: come arrivare a Petra? Ed eccoci qui, come sempre, per aiutarvi, ispirarvi e fare in modo che i vostri sogni diventino realtà. Nelle puntate precedenti vi abbiamo spiegato come organizzare un viaggio in Giordania e come noleggiare un’auto per esplorare il paese in autonomia. Vi abbiamo poi raccontato della nostra esperienza unica nel deserto del Wadi Rum, che rientra senza dubbio nella nostra top 5 delle esperienze più incredibili vissute finora. Ed ora, eccoci pronti a scoprire insieme come arrivare e visitare in autonomia e tranquillità una delle sette meraviglie del mondo moderno: Petra.

Se amate i viaggi che vi fanno battere il cuore e volete organizzare esperienze fatte bene, concrete e senza improvvisazioni, seguiteci sui social. Se state sognando Petra o qualsiasi altra destinazione nel mondo, restiamo in contatto: il prossimo viaggio potrebbe iniziare proprio da qui.

Petra e la sua storia

Iniziamo con alcuni cenni storici su questo tesoro che per secoli è rimasto nascosto, accessibile solo a pochi prediletti. Petra, conosciuta anche come la “Città Rosa”, fu fondata intorno al VI secolo a.C. dai Nabatei, un popolo arabo nomade che si stabilì nella regione e trasformò la città in un fiorente centro commerciale. La sua posizione strategica, lungo le rotte carovaniere che collegavano l’Arabia, l’Egitto e la Siria, la rese un punto nevralgico per il commercio di spezie, incenso, mirra e altri beni preziosi.

Basta camminare per le sue antiche strade per comprenderne la grandezza e l’importanza. Tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C., Petra raggiunse il suo massimo splendore. I Nabatei svilupparono un avanzato sistema di irrigazione e raccolta dell’acqua, che permise loro di prosperare in un ambiente desertico ostile. Fu in questo periodo che vennero costruiti i monumenti più iconici della città, tra cui il Tesoro (Al-Khazneh) e il Monastero (Ad-Deir), entrambi scolpiti nella roccia arenaria.

Nel 106 d.C., l’Impero Romano annesse il regno nabateo e Petra divenne parte della provincia romana d’Arabia. Durante il dominio romano, la città continuò a prosperare e furono costruiti nuovi edifici, tra cui un grande teatro e strade lastricate. Tuttavia, con il passare del tempo, Petra iniziò a perdere importanza fino a quando, nel 363 d.C., un violento terremoto distrusse molte delle sue infrastrutture, accelerandone il declino. Nei secoli successivi, la città fu progressivamente abbandonata, rimanendo conosciuta solo dalle popolazioni beduine locali.

Nonostante ciò, la sua leggenda non svanì mai. Nel 1812, l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt riuscì a riportarla agli occhi del mondo. Fingendosi un pellegrino musulmano, si fece condurre dai beduini attraverso il Siq, lo stretto canyon che conduce al Tesoro, documentando così per la prima volta la città perduta.

Dopo la sua riscoperta, archeologi e viaggiatori iniziarono a interessarsi a Petra, portando avanti scavi e studi che hanno permesso di ricostruire la sua storia. Oggi, Petra è un sito archeologico di fama mondiale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1985 e inserito tra le Sette Meraviglie del Mondo Moderno nel 2007. E grazie a Indiana Jones, per molti di noi è diventata un luogo leggendario da scoprire.

Come arrivare a Petra da Amman

Noleggio auto

In autonomia con noleggio auto, come abbiamo fatto noi. Partendo da Amman, sono circa tre ore di strada sempre dritta, perfetta e in ottime condizioni. Abbiamo fatto un paio di soste caffè nei chioschi lungo il percorso. L’unica accortezza da avere è nei confronti dei cani randagi e dei cammelli, che si incontrano spesso ai bordi della strada, anche se non ci è mai capitato di vederli attraversare. La benzina costa pochissimo e non ci sono pedaggi da pagare. È fondamentale rispettare tutte le norme di guida e, soprattutto, i limiti di velocità.

Siamo stati fermati una sola volta dalla polizia per un normale controllo documenti, tutto nella norma. Non è necessaria la patente internazionale e, per il noleggio auto, potete affidarvi anche a Discover Cars, che utilizziamo da anni con ottimi risultati grazie alla loro assistenza e ai prezzi competitivi. Scopri di più dal banner qui sotto per prenotare la tua prossima avventura on the road.

DiscoverCars.com

Mezzi pubblici

Un’altra opzione per arrivare Petra è con i mezzi pubblici, utilizzando i bus locali in partenza da Amman. Il modo più comodo è prendere il bus diretto della compagnia privata JETT, che parte dalla stazione di Amman Abdali Terminal. Il tempo di percorrenza per coprire i 235 chilometri fino a Petra è di circa 3 ore e mezza, quindi non si allunga di molto rispetto al viaggio in auto, ma si ha meno autonomia nei movimenti e nelle tempistiche, che potrebbero variare in caso di ritardi.

Per prenotare il vostro posto, potete scaricare l’applicazione JETT o acquistare il biglietto tramite il loro sito ufficiale. Il costo è di 10 JOD (circa 13€) per la corsa singola.

Gli orari di partenza del bus JETT da Amman sono:

  • 06:00 dalla stazione di Amman Abdali Terminal (tutti i giorni).
  • 07:00 dalla stazione 7th Circle (tutti i giorni).

Se invece optate per i bus pubblici locali, il principale svantaggio è che partono solo quando sono pieni, quindi, anche se la partenza è prevista per le 10:00, potreste trovarvi a partire anche due ore dopo. Secondo noi, il bus JETT è la scelta migliore per il rapporto qualità-prezzo.

Arrivare a Petra con tour organizzati

Se non avete intenzione di guidare in un altro Paese né di aspettare ore su un trasporto pubblico, potete sempre valutare un tour organizzato. Se state cercando una persona qualificata in grado di organizzare il vostro viaggio da sogno, vi ricordo che io, Stefania, in qualità di travel designer certificata, sono qui per aiutarvi. Posso assistervi nella prenotazione e nell’organizzazione del viaggio, creando per voi un itinerario su misura e selezionando le migliori esperienze per rendere questa avventura indimenticabile. Puoi seguirmi sui social o contattarmi via email per maggiori informazioni.

Se invece vuoi organizzarti in autonomia ma affidandoti a tour validi e affidabili, ti consiglio di prenotare la tua escursione con Get Your Guide. Potrai scegliere tra tantissimi tour, con partenza e arrivo a Petra in giornata o tour di più giorni. Alcuni includono una guida turistica per il sito, mentre altri comprendono anche un’escursione nel deserto del Wadi Rum. Qui puoi trovare l’escursione più adatta a te e prenotare in autonomia, affidandoti a un servizio sicuro e di qualità che utilizziamo sempre per le nostre esperienze in giro per il mondo. Con il nostro codice VABBEIOVADO5 avete subito il 5% di sconto. Salvatelo e inseritelo al momento del pagamento, dopo aver scaricato l’app dal nostro link affiliato: cliccate qui.

Powered by GetYourGuide

Entrata a Petra

Una volta giunti a destinazione, non faticherete a capire di essere nel posto giusto. Se siete arrivati a Petra con un’auto a noleggio, potete parcheggiare poco prima dell’ingresso del sito oppure nei parcheggi gratuiti disponibili sul posto. Se invece siete arrivati con mezzi pubblici o tramite un tour organizzato, vi basterà seguire le indicazioni delle vostre guide per concordare il punto di ritrovo per il ritorno.

Già dal parcheggio verrete probabilmente avvicinati da diverse guide locali che vi proporranno tour di Petra e della Piccola Petra, spesso offrendovi anche passaggi fino al Monastero. Noi abbiamo scelto di visitare il sito in totale autonomia, ma se preferite affidarvi a una guida, potete rivolgervi al centro informazioni per richiedere una guida autorizzata.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

Sconto Heymondo banner lungo

Quale biglietto scegliere

Quando si organizza la visita a Petra, una delle prime domande è: che biglietto conviene fare? La risposta dipende da quanto tempo avete e da quante notti dormite in Giordania. Se pernottate almeno una notte nel Paese, il biglietto d’ingresso costa 50 JOD per un giorno, 55 JOD per due giorni consecutivi e 60 JOD per tre giorni consecutivi. Se invece pensate di visitare Petra in giornata senza dormire in Giordania, il prezzo sale a 90 JOD. Onestamente? Non ne vale la pena. Petra non è un posto da toccata e fuga.

Io consiglio sempre, se il tempo ve lo permette, di scegliere almeno il biglietto da due giorni. Il Tesoro è solo una parte del sito: c’è il Monastero, le Tombe Reali, i sentieri panoramici, l’Altare dei Sacrifici e le distanze sono molto più ampie di quanto si immagini. Camminerete tanto, quindi avere più tempo cambia completamente l’esperienza. Nella maggior parte dei casi conviene acquistare il Jordan Pass prima della partenza. Non è un visto, ma include l’ingresso a Petra (potete scegliere l’opzione da uno, due o tre giorni), l’accesso a oltre 40 siti nel Paese e, se soggiornate almeno tre notti consecutive in Giordania, vi esonera dal pagamento del visto d’ingresso. Il costo parte da circa 70 JOD e varia in base ai giorni scelti per Petra. Facendo due conti, se avete in programma un itinerario completo, è quasi sempre la soluzione più conveniente.

Il Jordan Pass si acquista online prima di partire, mentre il biglietto singolo per Petra può essere fatto anche direttamente al Visitor Center all’ingresso del sito. In entrambi i casi, ricordatevi di avere con voi il passaporto: viene controllato. Un’ultima cosa importante: l’esperienza di Petra by Night non è inclusa nel biglietto standard. È un evento separato, con supplemento, che si svolge in alcune sere della settimana. Se vi attira l’idea di vedere il Tesoro illuminato da centinaia di candele, vale la pena informarsi prima sulle date disponibili.

Cosa vedere a Petra

Ve lo dico subito: Petra non è solo il Tesoro. Anzi, il Tesoro è solo l’inizio. Petra è immensa e richiede energia, tempo e voglia di camminare. Ma vi ripaga in ogni singolo passo. Ecco cosa non dovete assolutamente perdervi.

Il Siq

È il canyon stretto e scenografico che conduce al Tesoro. Lungo circa 1,2 km, è già parte dell’esperienza. Le pareti di roccia alte decine di metri vi fanno sentire minuscoli. E quando in fondo compare la prima fessura rosa del Tesoro… brividi veri.

Il Tesoro (Al-Khazneh)

L’icona di Petra. Monumentale, perfetto, irreale. Il momento in cui ci si trova davanti a questa facciata scavata nella roccia è qualcosa che non si dimentica. Il mio consiglio è di tornarci più volte durante la giornata: cambia colore con la luce.

Le Tombe Reali

Meno fotografate ma incredibili. Sono grandi facciate monumentali scavate nella parete rocciosa e si raggiungono con una breve salita. Da qui si ha anche una vista bellissima su tutta l’area.

Il Teatro Romano

Scavato direttamente nella roccia, poteva ospitare migliaia di persone. È una delle testimonianze più evidenti delle influenze romane nella città nabatea.

Il Monastero (Ad-Deir)

Per arrivarci dovrete salire circa 800 gradini. Sì, si fa fatica. No, non potete saltarlo. È enorme, ancora più imponente del Tesoro, e molto meno affollato. Una volta arrivati in cima vi consiglio di fermarvi nel piccolo bar panoramico per bere qualcosa e godervi il silenzio del deserto.

L’Altare dei Sacrifici

Se amate i punti panoramici e avete ancora energie, salite fin qui. La vista su Petra dall’alto è incredibile. È un percorso un po’ più impegnativo, ma ne vale la pena. Petra non si visita correndo. Non è un luogo da spuntare in lista.

Prendetevi il tempo di perdervi tra i sentieri secondari, sedervi all’ombra, osservare i colori che cambiano con il sole e capire davvero dove vi trovate: in una delle città antiche più affascinanti del mondo.

La nostra esperienza

Inutile negarlo: questo luogo era da anni nella mia wishlist. Ricordo perfettamente quando l’ho visto per la prima volta in Indiana Jones. Già affascinata dal personaggio e dai suoi viaggi, mi promisi che, ovunque si trovasse la facciata di quel tempio, prima o poi ci sarei arrivata. Il mio animo da viaggiatrice ed esploratrice lo devo proprio a Jones. E l’emozione che ho provato nel momento in cui, girando quella parete del canyon, mi sono trovata davanti al Tesoro… beh, non credo davvero di poterla descrivere a parole. Potete seguirci sui nostri social per rivivere con le immagini le emozioni di questa avventura. Ma soprattutto per scoprire quali altri luoghi meravigliosi nel mondo ci aspettano, insieme a voi.

Viaggio di gruppo tra le location di Harry Potter in Inghilterra

Potterhead a rapporto, che ne dite di un viaggio di gruppo a tema Harry Potter nel Regno Unito? Per chi ancora non mi conoscesse: ciao, sono Stefania, viaggiatrice e travel designer. Insieme alla mia agenzia di fiducia abbiamo organizzato qualcosa di davvero speciale: un viaggio che non puoi perdere se anche tu ti sei perso tra le pagine magiche di Harry Potter, de Il Signore degli Anelli o, più in generale, se ami le atmosfere dei villaggi inglesi da fiaba. Sì, hai capito bene: un viaggio di gruppo completamente organizzato in ogni dettaglio, con un itinerario magico tra le location di Harry Potter e non solo.

Se sei curioso di scoprire di più, continua la lettura e seguimi sui miei social per non perderti le prossime avventure.

Perché questo viaggio è diverso dagli altri

Questo non è un tour qualunque: è un viaggio pensato per chi ama davvero l’immaginario di Harry Potter e le atmosfere dei villaggi inglesi. Il gruppo sarà piccolo, per vivere ogni tappa con calma, condividere momenti autentici e non sentirsi parte di una comitiva anonima. Il cuore dell’esperienza sono i Warner Bros. Studio Tour di Londra: scenografie, costumi e set iconici che rivivono sotto i nostri occhi, con il tempo necessario per immergersi completamente nel dietro le quinte della saga.

Accanto agli studios, visiteremo villaggi inglesi che sembrano usciti direttamente da un libro: case in pietra, pub storici, strade acciottolate. Luoghi che hanno ispirato non solo Harry Potter, ma tutta la tradizione narrativa inglese, con la sua magia unica e inconfondibile. Un viaggio pensato per vivere la magia, non solo guardarla.

L’itinerario giorno per giorno

5 MAGGIO – Londra, Stonehenge e Bath: Ci troveremo in aeroporto a Roma o Milano e voleremo insieme verso Londra, con arrivo previsto in mattinata. Ritirata l’auto, iniziamo subito col botto.

Prima tappa: Stonehenge. Uno dei luoghi più iconici, misteriosi e affascinanti d’Inghilterra. Questo antico cerchio di megaliti, costruito tra il 3100 e il 1600 a.C., è ancora oggi avvolto da domande e teorie: allineamenti con i solstizi, rituali, osservazioni astronomiche. Dal vivo ha un’energia particolare, e sì, lascia davvero senza parole. Dopo la visita ci sposteremo a Bath. Qui esploreremo gli antichi Roman Baths e passeggeremo tra scorci eleganti come Pulteney Bridge, Royal Crescent e The Circus. Notte a Bath.

6 MAGGIO – Lacock, Castle Combe e Bibury: Dopo colazione entriamo ufficialmente nel cuore delle Cotswolds, una delle zone più affascinanti e pittoresche d’Europa. Partiamo da Lacock, villaggio medievale perfettamente conservato. Qui visiteremo la splendida Abbazia di Lacock, che per noi non è solo un’abbazia: è Hogwarts. Tra questi chiostri sono state girate scene iconiche della saga, dall’aula di Difesa contro le Arti Oscure. Camminarci dentro è un piccolo sogno che si realizza. Proseguiremo poi verso Castle Combe, considerato da molti il villaggio più bello d’Inghilterra: case in pietra color miele, tetti in ardesia e atmosfera da film.

Chiuderemo la giornata a Bibury, tra una passeggiata ad Arlington Row e una pausa tè nella bakery del villaggio. Campagna inglese allo stato puro. Notte nelle Cotswolds.

7 MAGGIO – Cotswolds e Oxford: Dopo colazione continuiamo a esplorare altri gioiellini delle Cotswolds: Bourton-on-the-Water, la più fotografata; Stow-on-the-Wold, con la sua celebre porta che sembra uscita da un romanzo fantasy; Moreton-in-Marsh, dove ci fermeremo in uno dei pub legati a Tolkien; e infine Broadway, da cui saliremo alla Broadway Tower per ammirare le Cotswolds dall’alto un’ultima volta.

Nel tardo pomeriggio arriveremo a Oxford. Prime passeggiate tra librerie storiche, negozi a tema e pub iconici. L’atmosfera qui è speciale, e si sente. Notte a Oxford.

8 MAGGIO – Oxford e Londra: Dopo colazione visiteremo Oxford con più calma, esplorando alcuni dei suoi college storici. Entreremo nella celebre Christ Church College, che ha ispirato la Sala Grande di Hogwarts. E vi assicuro che quando si entra lì dentro, il collegamento è immediato. Nel pomeriggio partiremo verso Londra. Restituita l’auto, inizieremo a respirare l’energia della capitale con una prima passeggiata tra le sue vie. Notte a Londra.

9 MAGGIO – Warner Bros Studios: Dopo colazione visiteremo i Warner Bros. Studio Tour London – The Making of Harry Potter. Qui entriamo davvero nel cuore della magia. Vedremo dal vivo la Sala Grande, la Foresta Proibita, Diagon Alley e il Binario 9¾. Ammireremo costumi originali, creature magiche, oggetti di scena iconici e ovviamente assaggeremo una Burrobirra. È un’esperienza immersiva, emozionante e sì, prepara i fazzoletti. Rientro a Londra e notte in città.

10 MAGGIO – Londra, ovviamente a tema Harry Potter: Dopo colazione iniziamo il nostro itinerario tematico in città. Prima tappa: Stazione di Londra King’s Cross, con il mitico Binario 9¾. Foto di rito obbligatoria.

Passeremo poi sul Millennium Bridge, protagonista della scena iniziale de Il Principe Mezzosangue, attraverseremo Leadenhall Market, che ha ispirato Diagon Alley, e ci fermeremo a Piccadilly Circus, dove il trio si smaterializza per sfuggire ai Mangiamorte. Concluderemo a Trafalgar Square, altro set iconico della saga. Notte a Londra.

11 MAGGIO – Ultime ore a Londra e rientro: Dopo colazione avremo ancora qualche ora da dedicare alla città. Chi vorrà potrà visitare il British Museum o il Museo di Storia Naturale di Londra, oppure semplicemente godersi le ultime passeggiate tra souvenir e shopping. Poi trasferimento in aeroporto e volo di rientro in Italia. Purtroppo il nostro viaggio di gruppo a tema Harry Potter giunge al termine. Si torna a casa ma con un bel pezzo di magia nello zaino.

Quando si parte per il viaggio di gruppo a tema Harry Potter

Segnati le date, perché non sono trattabili: dal 5 all’11 maggio si parte per il nostro viaggio di gruppo a tema Harry Potter nel Regno Unito. Ci incontreremo a Roma e partiremo tutti insieme. Niente ansia da organizzazione, niente “ci vediamo là”: si vive l’esperienza fin dall’aeroporto, perché un viaggio di gruppo inizia nel momento in cui si fa il primo passo verso il gate. Arriveremo all’aeroporto di Londra e da lì comincerà ufficialmente la nostra avventura tra atmosfere british, location iconiche e scenari che sembrano usciti direttamente da un libro di magia.

Ho scelto maggio non a caso: è un periodo perfetto per godersi il Regno Unito con giornate più lunghe, temperature piacevoli e la luce giusta per vivere al meglio ogni tappa del nostro itinerario. Sette giorni pensati per farti entrare davvero in quell’immaginario che ci ha fatto sognare per anni. E questa volta non da spettatore, ma da protagonista.

Cosa è incluso e cosa no nel viaggio di gruppo a tema Harry Potter

La quota comprende: il volo internazionale con bagaglio a mano, l’auto a noleggio per tutta la durata del viaggio con benzina e parcheggi inclusi, sistemazione in camere doppie con prima colazione e transfer aeroportuale. Sono inclusi anche gli ingressi ai luoghi simbolo del nostro itinerario: l’Abbazia di Lacock, Stonehenge e i Warner Bros. Studio Tour London – The Making of Harry Potter. In più avrete l’accompagnatore dall’Italia, assicurazione medica e annullamento, e un gruppo WhatsApp dedicato per coordinarci prima e durante il viaggio.

Cosa non è incluso: nel viaggio di gruppo a tema Harry Potter non sono incluse le spese personali e i pasti non espressamente indicati nel programma, eventuali adeguamenti del costo del volo e i biglietti dei mezzi pubblici qualora decidessimo di utilizzarli. Restano esclusi anche gli ingressi ai Roman Baths e al Christ Church College, il contributo accompagnatore di €120,00 e l’ETA per il Regno Unito (circa 18–20€). Così è tutto nero su bianco, senza sorprese.

Con chi partirai e come prenotare

Pagamenti: per confermare il tuo posto è richiesto il 50% della quota al momento della prenotazione.
Il restante 50% andrà saldato entro 30 giorni dalla partenza. Posti limitati, quindi la conferma avviene solo al momento del versamento della caparra.

Politiche di cancellazione: una volta effettuata la prenotazione e versata la caparra, la penale è del 100% dell’intera quota di viaggio. L’importo potrà essere recuperato esclusivamente tramite assicurazione annullamento, secondo le condizioni, le coperture e le eventuali franchigie previste dalla polizza.

Il gruppo sarà composto da: 12 partecipanti + 2 accompagnatrici. L’accompagnatore potrà essere sostituito da Terracqueo per motivazioni interne. Questo non dà diritto al recesso. Se il viaggio venisse annullato da noi per mancato raggiungimento del numero minimo. È previsto il rimborso totale di quanto versato.

Voli: partenza e rientro da Milano. I voli sono soggetti a variazioni e riconferma: verranno definitivamente confermati una volta formato il gruppo e acquistati.

Età consigliata: non è prevista un’età consigliata specifica. È però fondamentale che ogni partecipante sia in grado di affrontare il ritmo del viaggio e le attività previste, indipendentemente dall’età anagrafica.

Chi accompagnerà il gruppo? Martina e Stefania.

Documenti necessari: passaporto in corso di validità. ETA per il Regno Unito da richiedere online prima della partenza.

Direzione tecnica: Terracqueo Travel SRL Tour Operator, Via Federico Ozanam 13 Milano. Per ulteriori approfondimenti, dettagli operativi e programma completo aggiornato, trovi tutte le informazioni direttamente sul sito.

Pronti a partire?

Questo non è solo un viaggio. È un’esperienza pensata per chi vuole vivere la magia sul serio, non solo guardarla da uno schermo. Cammineremo nei chiostri che sono diventati Hogwarts, attraverseremo villaggi che sembrano usciti da un libro fantasy e entreremo nei set originali dove tutto ha preso vita. Il tutto in un piccolo gruppo, curato, seguito e organizzato in ogni dettaglio. Tu devi solo preparare la valigia. I posti sono limitati e, quando finiscono, finiscono davvero.

Se senti che questo viaggio è per te, scrivimi e blocca il tuo posto. La magia non aspetta.

Dove mangiare a Budapest: ristoranti tipici e locali imperdibili

Appena tornati da una nuova avventura ungherese, la domanda che ci avete fatto più spesso è stata: dove mangiare bene a Budapest? E ormai lo sapete: voi chiedete, noi rispondiamo, soprattutto quando si tratta di mangiare. Questa è stata la nostra seconda esperienza nella capitale ungherese, tra passeggiate recuperate in quartieri nuovi ed esperienze perse durante il primo viaggio. Prima fra tutte, la crociera sul Danubio con cena romantica, che avevamo in lista da tempo.

Se non volete perdervi tutte le nostre avventure in viaggio, seguiteci sui social, anche solo per vedere la bellezza di Budapest di notte, che merita davvero.

Anche se già la prima volta non ci eravamo fatti mancare lángos caldi e gulash succulenti, abbiamo fatto lo sforzo di mangiare e riscoprire i piatti tradizionali della cucina ungherese e le novità contemporanee. Quindi vi lasciamo la lista dei locali da noi approvati e qualche consiglio sui piatti da mangiare a Budapest. Partiamo subito!

Cirkusz

Appena arrivati in una gelida e innevata Budapest di una domenica mattina, era impossibile non gettarsi subito su un brunch. Tra le mie ricerche mi ha colpito subito questo locale. Ok, lo ammetto: mi ha affascinato il murales sulla loro parete, ma i piatti mi hanno dato la conferma che è qui che dovevo portare Ricc. Specialità della casa: uova alla Benedict. Riccardo ne va ghiotto. Non avevamo prenotato, cosa che vi consigliamo di fare, ma fortunatamente due posti si sono trovati subito. Ambiente molto tranquillo, con tavolini intimi ma anche tavolate: dopo poco siamo capitati accanto a un’altra coppia, ma entrambi siamo stati in totale intimità.

Io sognavo i loro pancake americani con i mirtilli: giuro, tra i più buoni mai mangiati, anche negli USA. Riccardo ovviamente ha puntato sulle uova alla Benedict e due cappuccini. Tutto delizioso. Ovviamente servizio e qualità si pagano, quindi un po’ caro per la media, ma ne vale davvero la pena se siete a Budapest mangiare qui. Bellissima anche la cucina a vetrata, dove potete osservare lo chef durante la decorazione dei piatti.

Dove si trova: Dob utca 25, Budapest 1074, Ungheria
Orari: dalle 7:30 alle 16:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Cirkusz

Aran Bakery

Avevo segnato questa piccola bakery senza controllare la sua posizione, ma il caso ha voluto che fosse proprio davanti al nostro appartamento. Che casualità. E quindi perché non passare subito a fare colazione qui. All’entrata mi ha colpito subito il colore di questa bakery, i sorrisi delle ragazze e la cordialità tra i clienti. Ho capito subito che si tratta di un locale in cui le persone del quartiere vengono quotidianamente. E abbiamo poi capito il perché. Tra pane tradizionale e sandwich, ecco anche i dolci per la colazione. Ho puntato subito al cinnamon roll e Riccardo a un coconut bostock, una sorta di fetta di pane dolce ricoperta di cocco e crema. E poi un cappuccino da applauso: il caffè si sentiva davvero di qualità.

Ci è piaciuto così tanto che siamo poi ripassati per prenderci la colazione del giorno dopo da fare in aeroporto e abbiamo provato la pumpkin cake, adorata, e la carrot cake. Buonissime e morbide anche il giorno dopo. C’è un bancone dove potete sedervi a mangiare all’interno oppure potete richiedere il take away. Provare per credere.

Dove si trova: 1077 Budapest, Wesselényi utca 23
Orari: dalle 8:00 alle 18:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Arán bakery

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

Sconto Heymondo banner lungo

Kemenes Cukrászat & Bistro

Si sa, a volte le cose scoperte per caso sono le migliori. Perché qui siamo capitati proprio per caso: non era nella mia lista dei luoghi dove mangiare a Budapest, ma ci ha attirato e siamo entrati. Locale molto accogliente e confortevole, semplice ma di quelli che irradiano luce. Abbiamo optato per una colazione con cappuccino e una torta al cioccolato per Riccardo, e un cinnamon roll per me. Buonissimi e soffici. Purtroppo non avevamo molta fame, perché abbiamo visto i piatti del brunch, come la colazione all’inglese o il croque madame, decisamente da provare la prossima volta

Dove si trova: Budapest, Vámház krt. 9, 1093, Ungheria
Orari: dalle 9:00 alle 21:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Kemenes Cukrászat & Bistro

Paprika Vendéglő

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: questo ristorantino è stato inserito nella lista dei luoghi dove mangiare a Budapest da Riccardo, quindi merito suo. Eravamo in zona Vajdahunyad Castle quando è salita la fame e abbiamo scoperto la vicinanza di questo ristorante. Presentarci senza prenotazione è stata un’azzardata, ma abbiamo atteso solo 10 minuti prima di avere il nostro tavolo. Ambiente molto tradizionale: sembra un’antica capanna ungherese, con tanti cimeli alle pareti. Abbiamo subito ordinato una birra locale, un gulash e una zuppa di fagioli con salsiccia affumicata. Gulash buonissimo, la zuppa di fagioli deliziosa. Il sapore dell’affumicato si sentiva quel tanto da rendere il piatto uno dei motivi per tornare qui. Ci è piaciuta molto anche la ciotolina di paprika servita al tavolo da aggiungere ai piatti: andateci piano, perché pizzica un pochino. Prenotate prima di recarvi qui.

Dove si trova: Dózsa György út 72, Budapest 1071, Ungheria
Orari: dalle 12:00 alle 23:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Paprika Vendéglő

Se state pensando di prenotare un tour guidato o qualche esperienza imperdibile a Budapest (come una crociera serale sul Danubio o l’ingresso alle famose terme), vi consigliamo di acquistare in anticipo i biglietti su GetYourGuide, il nostro fidato compagno di avventure in giro per il mondo. Con il nostro codice VABBEIOVADO5 avete subito il 5% di sconto. Salvatelo e inseritelo al momento del pagamento, dopo aver scaricato l’app dal nostro link affiliato: cliccate qui.

Powered by GetYourGuide

EXTRA Budapest – Brunch Bar Club

L’ambiente è moderno, con un’atmosfera giovane e rilassata. Nulla di troppo elegante o impostato: si sta bene, punto. Perfetto per una cena tranquilla dopo una giornata a camminare per Budapest. Il menù è vario e mescola piatti ungheresi a proposte più internazionali, quindi ideale se non tutti al tavolo vogliono il classico gulash. Noi abbiamo optato per piatti tipici rivisitati e qualche proposta più creativa. Porzioni abbondanti, presentazione curata e sapori ben bilanciati. Si sente che la cucina è attenta, ma senza diventare pretenziosa.

Buon rapporto qualità-prezzo, servizio veloce e staff gentile. Non è il posto “ultra tradizionale” da cartolina, ma è uno di quei ristoranti dove torneresti volentieri. Consiglio: ottimo anche per gruppi o cene tra amici, ma meglio prenotare nel weekend perché si riempie facilmente.

Dove si trova:  Klauzál u. 15, 1072 Ungheria
Orari: dalle 12:00 alle 23:00 (verificare eventuali variazioni stagionali)
Sito ufficiale: Extra Budapes

Klauzal Cafe

Questo posto, invece, è nato da una delle nostre solite discussioni da viaggio. Io volevo qualcosa di tipico e raccolto, Ricc puntava a un posto “easy ma buono”. Alla fine aveva ragione lui (sì, l’ho scritto). Il Klauzál Café è uno di quei locali che dall’esterno non ti fanno gridare al miracolo, ma appena entri capisci che è il classico posto di quartiere dove si mangia bene e si sta tranquilli. Atmosfera semplice, senza fronzoli, molto autentica. Qui abbiamo puntato su piatti ungheresi tradizionali: carne tenerissima, salse saporite, porzioni generose (Budapest su questo non delude mai). Io ho scelto un piatto più “comfort”, Ricc qualcosa di più sostanzioso — e ovviamente ha finito per assaggiare anche il mio.

Servizio veloce, ambiente rilassato, prezzi onesti. Non è il ristorante da cena romantica, ma è perfetto se vuoi mangiare bene in centro senza spendere una follia. Morale della storia: ogni tanto bisogna dare ragione a Ricc.

Dove si trova: Klauzál tér 7, Budapest 1072, Ungheria
Orari: generalmente dalle 8:00 alle 23:00 (meglio verificare prima)
Sito ufficiale: Klauzál Café

Cosa mangiare a Budapest oltre ai ristoranti

Vi abbiamo raccontato alcuni dei nostri locali preferiti e dei piatti da provare, ma a Budapest si mangia benissimo anche camminando. Per esempio con un caldo kürtőskalács, il dolce simbolo dello street food ungherese: un cilindro di pasta lievitata arrotolato su uno spiedo, cotto lentamente fino a diventare dorato fuori e soffice dentro, poi ricoperto di zucchero caramellato. Lo trovate anche con cannella, cocco o cioccolato, ma quello classico resta imbattibile.

Oppure con un lángos, la focaccia fritta regina delle bancarelle: croccante fuori, morbida dentro, servita con panna acida e formaggio grattugiato (e sì, se non state attenti vi ritrovate un disastro sulle mani, ma ne vale la pena).

Una tappa che merita una pausa, anche solo per l’edificio, è il Nagycsarnok, il grande mercato coperto di Budapest. Inaugurato nel 1897, è il più antico e il più scenografico della città, con la sua struttura in ferro e il tetto decorato con le colorate ceramiche Zsolnay. Durante la Seconda Guerra Mondiale subì gravi danni, ma è stato restaurato mantenendo il suo fascino originale. Al piano terra trovate banchi di paprika, salumi, formaggi e prodotti locali; al piano superiore invece un piccolo mondo fatto di street food, souvenir e ricami tradizionali. È qui che potete fermarvi per un altro lángos o per un kolbice, una spirale di salsiccia ungherese servita nel pane, semplice e sostanziosa. È uno di quei posti turistici, sì, ma che raccontano davvero l’anima gastronomica della città.

Conclusione

E dopo cena? A Budapest il dopo cena perfetto non può che essere in un ruin pub. Punto. Che tu abbia voglia di una birra tranquilla, di musica dal vivo o di perderti tra stanze piene di oggetti improbabili e luci soffuse, i ruin pub sono un’esperienza che va fatta almeno una volta. Anzi, più di una. Nell’articolo dedicato trovi la lista completa dei miei preferiti, con indirizzi e consigli pratici per scegliere quello più adatto a te.

Se stai organizzando il tuo viaggio a Budapest e vuoi un itinerario studiato bene (senza perdere tempo nei posti sbagliati), seguimi sui social oppure scrivimi: ti aiuto a costruire un viaggio su misura, curato in ogni dettaglio. Perché Budapest è bellissima, sì. Ma vissuta nel modo giusto lo è ancora di più.

Crea il tuo viaggio dei sogni con un’esperta Travel Designer!

Se sogni un viaggio personalizzato e indimenticabile, sono qui per aiutarti a trasformare i tuoi desideri in realtà. In qualità di travel designer certificata, mi occupo di progettare itinerari su misura, curando ogni dettaglio e prenotando tutto il necessario per il tuo viaggio. Grazie alla collaborazione con un tour operator esperto, ti offro un’assistenza completa durante tutto il percorso, garantendoti un’esperienza senza stress. Inoltre, riceverai la tua guida di viaggio personalizzata in formato PDF, per avere sempre tutte le informazioni a portata di mano.

Contattami per prenotare una consulenza gratuita e iniziare a pianificare insieme il tuo prossimo viaggio!

Monument Valley: come visitarla, tour, costi e consigli pratici

La nostra esperienza nella Monument Valley è senza dubbio una di quelle che non scorderemo mai. Avete mai dormito in macchina nel parcheggio di un McDonald’s durante un on the road negli Stati Uniti? Ecco, noi sì. E diciamo che da una disavventura è nata una delle albe più spettacolari della nostra vita. Vedere il sole sorgere in mezzo ai grandi monoliti che caratterizzano la Monument Valley, nel cuore del Far West, è un’esperienza difficile da descrivere a parole. Sicuramente rientra nella top 5 dei momenti più belli della nostra vita. Ma come siamo finiti a dormire in auto proprio qui?

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Prima cosa da sapere: gli on the road all’avventura sono meravigliosi, ma lo è anche avere un letto dove dormire, soprattutto dopo tante ore di guida. Se state organizzando di visitare la Monument Valley in auto durante un viaggio on the road negli USA, soprattutto nei periodi di alta stagione (ma vale anche negli altri mesi), il consiglio è uno solo: prenotate con largo anticipo il pernottamento. La Monument Valley è stata una delle tappe del nostro on the road da Los Angeles a Denver. Potete replicare il nostro itinerario leggendo l’articolo dedicato.

lungo la strada Highway 163, Stati Uniti, arizona
Ohmmmm

Dove si trova la Monument Valley

Si avete ragione! Partiamo dal capire dove si trova questo iconico paesaggio americano simbolo del Far West. La Monument Valley si trova negli Stati Uniti occidentali, al confine tra Utah e Arizona, ed è famosa per i suoi grandi monoliti di arenaria rossa che emergono dal deserto. Gran parte della strada che conduce alla valle, la Highway 163, si trova proprio nello Utah e regala scorci spettacolari lungo tutto il percorso. L’ultima cittadina prima di arrivare è Kayenta, in Arizona, a circa 70 chilometri dalla valle, percorribili in circa 30-40 minuti di auto.

È importante sapere che la Monument Valley non è un parco nazionale, ma una riserva indiana: la Navajo Nation Reservation, gestita interamente dalla popolazione nativa Navajo.
Questo significa alcune cose pratiche da tenere a mente:

  • Accesso e permessi: non potrete utilizzare i classici pass dei parchi nazionali americani; l’ingresso alla riserva richiede il pagamento di un biglietto direttamente alla Navajo Nation.
  • Tour guidati: alcune zone della valle sono accessibili solo tramite guide autorizzate Navajo. Prenotare un tour guidato è consigliato se volete esplorare le aree interne e conoscere la storia e la cultura locale.
  • Orari e stagionalità: la Monument Valley è visitabile tutto l’anno, ma le temperature estive possono essere molto elevate, mentre in inverno può esserci neve. Il periodo migliore per visitarla resta primavera e autunno, quando le giornate sono più miti.
  • Servizi e alloggi: i servizi sono limitati; Kayenta offre qualche hotel e ristorante, ma se volete dormire all’interno della valle ci sono strutture iconiche come il The View Hotel, che permette di svegliarsi con vista sui monoliti.

Visitare la Monument Valley non è solo un’esperienza panoramica, ma anche culturale: il rispetto delle regole della riserva e della comunità Navajo è fondamentale per godersi appieno questa meraviglia naturale senza creare problemi.

Per rimanere connessi con il mondo, condividere sui social il vostro viaggio o controllare i gatti a casa, vi consigliamo Holafly: l’eSIM di viaggio che vi garantirà connessione sempre. Approfittate del nostro sconto del 5%! Clicca sul banner e inserisci il codice VABBEIOVADO.

Monument Valley e i suoi monoliti

La Monument Valley è un’immensa distesa desertica di origine fluviale. I grandi monoliti che la caratterizzano sono guglie rocciose di sabbia che assumono l’iconico colore rossastro grazie all’alta concentrazione di ferro nel terreno. I “Testimoni di erosione”, come vengono chiamati in lingua nativa, si distinguono tra butte e mesas. Il nome originale di questa zona è Tsé Biiʼ Ndzisgaii, che non a caso significa “Valle delle rocce”.

Un viaggio nella Monument Valley è un’esperienza indimenticabile, ma c’è un aspetto fondamentale da non trascurare: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche un piccolo incidente o una visita medica può costare centinaia di dollari, quindi è importante partire con una copertura adeguata. Personalmente non viaggio mai senza un’assicurazione affidabile, facile da attivare e con assistenza disponibile 24 ore su 24 in italiano. In questo modo potrete godervi il viaggio e le escursioni tra i monoliti senza preoccupazioni, sapendo di essere protetti in caso di imprevisti. E grazie a noi potete avere uno sconto del 10% sulle polizze HeyMondo.

Banner Heymondo NY

Queste terre sono abitate fin dal 1300 a.C. e sono rimaste totalmente territorio dei Navajo, anche quando l’industria cinematografica ha scoperto il grande potenziale scenografico e turistico di questo territorio. A partire dagli anni ’30 del Novecento, la Monument Valley diventa così l’iconica cornice dei film Western. Per assurdo, tutti conosciamo già le grandi butte, che ormai fanno parte del nostro immaginario collettivo. Ma trovarsi lì, o meglio, trovarsi in mezzo a questi immensi e maestosi monoliti, è un’esperienza che emoziona profondamente e può far venire le lacrime agli occhi. Non esiste film che possa emozionarvi tanto quanto esserci davvero.

Tour e panorami imperdibili nella riserva Navajo

Arrivati al Monument Valley Tribal Park Visitor Center, potrete parcheggiare e visitare la struttura per acquistare qualche souvenir, prendere una mappa dell’area e utilizzare i servizi igienici (da ricordare: all’interno del parco non ci sono servizi). Da qui avete due opzioni principali: affrontare la Scenic Drive, la strada panoramica che si snoda per 17 miglia, con la vostra auto, oppure partecipare a un tour guidato da una guida locale Navajo.

Se scegliete di guidare da soli su questa strada sterrata e dissestata, state molto attenti. L’ideale sarebbe una 4×4, ma anche noi avevamo una semplice berlina. Mantenete sempre la strada, andate piano ed evitate buche e tratti sabbiosi: sarà più avventuroso, ma anche più rischioso. Ricordate inoltre che le agenzie di noleggio non coprono eventuali danni all’interno del parco.

Se preferite vivere l’esperienza in tranquillità, le guide native offrono tour che permettono di visitare anche aree private accessibili solo con un accompagnamento autorizzato. Alcuni tour permettono addirittura di esplorare la valle a cavallo. Sul sito ufficiale trovate tutte le guide autorizzate e i vari tour disponibili. Ogni butte e mesa ha un suo nome, perché questo è un territorio sacro per la popolazione Navajo. Rispettate sempre la segnaletica e i divieti presenti lungo la strada.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività all’interno della riserva, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

Powered by GetYourGuide

Tra i monoliti più iconici ci sono The Mittens e Merrick’s Butte, simboli indiscussi della Monument Valley, e Elephant Butte, chiamata così per la sua somiglianza con un elefante. Un altro punto panoramico imperdibile è John Ford’s Point, uno di quei paesaggi che vi resterà nel cuore: dedicate tempo ad ammirare queste meraviglie e a pensare al lavoro che la natura ha fatto nei secoli e nei millenni. Non è difficile percepire la sacralità e la magia di queste terre.

Questi sono solo alcuni dei butte presenti nella valle. Per non perdere nulla e capire cosa state osservando, prendete sempre la cartina al Visitor Center. Andare con una guida vi permetterà inoltre di conoscere meglio le storie e le leggende legate a ciascun monolito.

Esperienza e consigli per esplorare la Monument Valley

La Monument Valley è visitabile tutti i giorni, tranne il giorno del Thanksgiving (quarto giovedì di novembre), Natale e il Primo gennaio. È possibile accedere con la propria auto e percorrere la Scenic Drive dalle 8:00 alle 17:00, tenendo presente che l’ultima entrata è consentita fino alle 14:30. Le stesse regole valgono anche per i tour guidati. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8€ a persona e va pagato direttamente alla macchinetta presente all’ingresso del percorso.

In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’accesso alla riserva potrebbe essere temporaneamente chiuso. Si consiglia di controllare sempre eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale.

Monument Valley, la vista migliore, Stati Uniti
The Mittens and Merrick’s Butte.

Se visitate la valle nei periodi più caldi, attrezzatevi con tanta acqua, crema solare ad alta protezione, cappello e abbigliamento leggero. Se andate la mattina presto, portate con voi una felpa: l’escursione termica si fa sentire. In inverno valutate attentamente il tipo di abbigliamento, perché potreste trovare i monoliti innevati. La valle è visitabile tutto l’anno, ma tenete presente le alte temperature estive, il sole intenso e la possibilità di neve in inverno. Noi a metà settembre siamo arrivati la mattina prima dell’apertura e, anche con una felpa, abbiamo sentito un po’ di fresco.

Gli USA e la loro vastità di panorami e paesaggi regalano sempre grandi emozioni. La natura si fa sentire prepotente e ricorda all’uomo che nessun cemento può resistere alla sua forza o superare le opere artistiche che solo Madre Natura sa creare. Questa valle resta per noi una delle meraviglie naturali che meritano di essere viste almeno una volta nella vita.

Speriamo di avervi dato informazioni utili e l’ispirazione giusta per prenotare il vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti. E non dimenticate di raccontarci la vostra avventura sperando che non finiate anche voi a dormire in un parcheggio!

Statua della Libertà: come visitare l’icona di New York

La Statua della Libertà è l’icona indiscussa di New York. Durante il mio ultimo viaggio a New York è stata una delle prime esperienze che abbiamo fatto con i miei genitori. Mia mamma non vedeva l’ora di vederla dal vivo ed era entusiasta all’idea di poter cercare suo nonno tra gli archivi dell’immigrazione di Ellis Island. Spoiler: sì, l’abbiamo trovato. Ora vi racconterò come arrivare alla Statua della Libertà e a Ellis Island, come prenotare i biglietti e come vivere una delle esperienze più toccanti fatte nel mio viaggio a New York e che puoi fare anche tu.

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Se vuoi un itinerario su misura a New York o hai bisogno di aiuto per organizzare l’intero viaggio, puoi contattarmi direttamente: sarò felice di assisterti.
Oltre alle mie esperienze personali, sono anche una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione ricevuta presso la New York City Travel Trade Academy, quindi puoi davvero affidarti a me.
E per continuare a lasciarti ispirare dai miei viaggi, seguimi anche sui social!

PS: anche tu puoi avere il diario di viaggio che vedi qui!

documenti viaggio a New York

Storia di Lady Liberty

Per i newyorkesi (e ormai per tutto il mondo) la Statua della Libertà è semplicemente Lady Liberty. Un soprannome affettuoso, quasi confidenziale, che nasce dal fatto che questa figura femminile non è solo un monumento, ma una vera presenza simbolica: accoglie, protegge, osserva la città da oltre un secolo. Con la sua torcia alzata, sembra illuminare la strada a chi arriva, ieri come oggi, incarnando l’idea di libertà, speranza e nuove possibilità.

Ma c’è una curiosità che in pochi conoscono: Lady Liberty non è americana, almeno non all’origine. La statua è infatti un dono della Francia agli Stati Uniti, realizzato per celebrare l’amicizia tra i due Paesi e il centenario dell’Indipendenza americana. Progettata dallo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi e ideata da Gustave Eiffel (sì, proprio quello della Torre Eiffel).

La Statua della Libertà fu costruita in Francia, smontata in centinaia di pezzi e spedita via nave a New York, dove venne assemblata su Liberty Island e inaugurata nel 1886. Da allora è diventata il primo simbolo che milioni di immigrati vedevano arrivando in America: per molti di loro rappresentava la fine di un viaggio difficile e l’inizio di una nuova vita.

Se vuoi prenotare una delle attrazioni di New York o un tour guidato, approfitta del mio codice sconto! Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. New York è super gettonata, quindi prenota sempre tutto con anticipo per evitare sorprese.

Powered by GetYourGuide

Come visitare la Statua della Libertà

Per arrivare a Liberty Island e vedere da vicino Lady Liberty non basta presentarsi lì: la Statua della Libertà fa parte del Statue of Liberty National Monument, gestito dal National Park Service, ma non rientra nei pass “America the Beautiful”, perché l’unico costo da considerare è quello del traghetto e non un ingresso al parco pubblico.

Ci sono due modi ufficiali per raggiungere Liberty Island e Ellis Island:

  • Dal Battery Park, nel cuore di Lower Manhattan.
  • Dal Liberty State Park, a Jersey City (New Jersey).

In entrambe i casi il servizio traghetti è gestito unicamente da Statue City Cruises, l’unico operatore autorizzato dal National Park Service a portarti su Liberty Island ed Ellis Island.

Dal Battery Park (New York City). È l’opzione più gettonata se alloggi a Manhattan o Downtown. Il terminal si trova vicino a Castle Clinton, all’estremità sud di Manhattan. Arrivarci è semplice coi mezzi: la metropolitana 1 ti porta alla stazione South Ferry, la 4/5 a Bowling Green e la R/W a Whitehall Street; ci sono anche bus che fermano nei paraggi.

la vista di NYC dal traghetto

Dal Liberty State Park (Jersey City). Questa è un’alternativa valida se vuoi evitare le folle di Battery Park o sei in zona New Jersey. Il terminal dei traghetti è raggiungibile con il treno leggero Hudson-Bergen Light Rail (scendi a Liberty State Park e cammini fino al terminal).

In tutti i casi, prima di salire ci sarà un controllo di sicurezza in stile aeroportuale, quindi arriva con un po’ di anticipo rispetto all’orario del tuo biglietto.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

Banner Heymondo NY

Statua della Libertà a New York: cosa vedrai

La bellezza di questa esperienza inizia ancora prima di arrivare. Durante la traversata in traghetto, lo sguardo va subito allo skyline di New York, che da questa prospettiva è semplicemente spettacolare. Girandoti in avanti, invece, vedrai lei: la Statua della Libertà, imponente, ferma, mentre osserva la città da oltre un secolo.

La prima tappa è Liberty Island. Appena scesi dal traghetto, il mio consiglio è di dirigervi subito al museo della Statua della Libertà. Qui potrai scoprire la sua storia, dalla progettazione alla costruzione, fino al suo significato simbolico. È un museo moderno, interattivo e davvero ben fatto. C’è anche una cosa molto carina da fare: all’ingresso, sulla destra, troverai delle colonnine dove puoi scattare un selfie indicando la tua nazionalità. Dopo pochi minuti, la tua foto con la bandierina del tuo Paese comparirà sul grande maxi schermo poco più avanti, andando a comporre un mosaico di volti che rappresenta proprio il messaggio universale di Lady Liberty. Un momento semplice ma emozionante, che è piaciuto tantissimo anche ai miei genitori, entusiasti di visitare la Statua della Libertà e New York per la prima volta.

a New York con mamma e papà

Uscendo dal museo, raggiungi finalmente la Statua: selfie obbligatorio ai suoi piedi. Vederla da così vicino fa decisamente un altro effetto. Con un biglietto aggiuntivo è possibile visitare il piedistallo, da cui si gode di una bella vista su New York e sull’isola. Per i più organizzati (e allenati), esiste anche la possibilità di salire fino alla corona: si salgono oltre 160 gradini e non sono ammessi zaini o borse. Un’esperienza unica, ma non per tutti.

Liberty Island non è enorme, ma prenditi il tuo tempo: tra panorama, museo e Statua, è una tappa che resta davvero impressa.

Ellis Island

Una volta terminata la visita su Liberty Island, si riprende il traghetto in direzione Ellis Island. Non potete sbagliarvi, ma chiedete sempre conferma agli operatori. Dopo pochi minuti di traversata si sbarca sull’isola, un tempo addetta ad accogliere e smistare tutti i viaggiatori in arrivo nel Nuovo Continente.

Non vedevamo l’ora di arrivare qui perché avevamo un unico pensiero: recarci al National Museum of Immigration e, in particolare, all’American Family Immigration History Center. Vi racconto subito questa esperienza. Una volta arrivati, abbiamo preso la nostra postazione dopo aver effettuato la registrazione e aver pagato 10$ presso le macchinette (solo con carta). Avrete a disposizione 30 minuti per ricercare negli archivi i vostri parenti. Ovviamente, più informazioni avete, più facile sarà la ricerca.

Noi ci abbiamo messo un po’, ma alla fine abbiamo trovato i miei trisnonni e il mio bisnonno. Tenete presente che all’epoca tutto veniva trascritto a mano e che i nomi, molto spesso, venivano tradotti o storpiati. Nel nostro caso, Pietro è diventato Peter. In altri casi combaciavano la data di nascita e quella di arrivo, ma non il nome. È così che abbiamo capito di aver trovato la persona giusta, anche se il nome era stato trascritto in modo errato: Domenico non è diventato Dominic, ma Damic. Per questo è importante avere almeno informazioni precise sulle date di nascita e di arrivo.

Una volta individuata la persona che cercate, scoprirete con che nave ha viaggiato, la data di arrivo, il nome del contatto di riferimento. Se siete fortunati, potrete trovare anche le foto scattate all’arrivo. Se volete stampare i documenti, è necessario aggiungere un costo extra di 29$. Noi abbiamo scattato delle foto (sì, è possibile farlo) ed è stato un momento molto emozionante e toccante, soprattutto per mia mamma, che ha ritrovato il nonno.

come visitare la Statua della Libertà e Ellis Island a New York

Il resto della visita al museo, che comprende gran parte degli spazi del centro e dell’ospedale, è stato lasciato così com’era. In questo percorso, tra valigie e ricordi, non abbiamo potuto fare a meno di pensare a quando i nostri parenti arrivarono soli, partendo da un piccolo paese dell’Abruzzo. Abbiamo lasciato Ellis Island con una lacrima di commozione.

Costi e orari della Statua della Libertà a New York

Il biglietto per visitare la Statua della Libertà va acquistato solo tramite i canali ufficiali ed è gestito da un unico operatore autorizzato. Il costo del biglietto standard per adulti è di 26$ e include il traghetto di andata e ritorno, l’accesso a Liberty Island, Ellis Island e ai rispettivi musei.

Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere l’accesso al piedistallo oppure alla corona della Statua della Libertà. Il supplemento è minimo 0,30 dollari, quindi sì, si parla davvero di centesimi. La differenza non è economica, ma organizzativa: i biglietti per la corona sono limitati e vanno prenotati con largo anticipo. È fondamentale acquistare i biglietti solo da siti ufficiali o da rivenditori autorizzati. Evitate assolutamente i bagarini che si trovano a Battery Park o nei pressi del molo.

Noi, ad esempio, abbiamo utilizzato il New York City Pass, una soluzione molto conveniente se si vogliono visitare più attrazioni in città oltre alla Statua della Libertà. Leggi: New York pass turistici a confronto, per capire qual è il pass più adatto al tuo viaggio. Attenzione però a un dettaglio importante: se avete il City Pass e decidete di visitare anche la corona, dovrete acquistare nuovamente il biglietto completo, pagando di nuovo l’importo intero. Non è possibile aggiungere solo la differenza per l’accesso alla corona.

Per quanto riguarda gli orari, Liberty Island ed Ellis Island sono visitabili tutti i giorni dell’anno, ad eccezione del Giorno del Ringraziamento e del 25 dicembre. I primi traghetti partono generalmente al mattino intorno alle 9:00 e le ultime partenze sono nel primo pomeriggio, con corse frequenti durante tutta la giornata. Considerate che la visita richiede tempo: tra controlli di sicurezza, traghetti e musei, è consigliabile mettere in conto almeno 3 o 4 ore.

Per rimanere connessi con il mondo, condividere sui social il vostro viaggio o controllare i gatti a casa, vi consigliamo Holafly: l’eSIM di viaggio che vi garantirà connessione sempre. Approfittate del nostro sconto del 5%! Clicca sul banner e inserisci il codice VABBEIOVADO.

Conclusione

Avrete capito che sì, per noi la visita alla Statua della Libertà e a Ellis Island ha reso davvero speciale il nostro viaggio a New York. Non è stata solo un’attrazione imperdibile di una delle città più belle al mondo, ma anche la ricerca e il ritrovamento di una parte della nostra famiglia.

Io, e noi tutti, ci siamo resi conto della fortuna che abbiamo oggi nel poter viaggiare liberamente, per scelta e per piacere personale, e non per necessità. Questo luogo ti ricorda che ieri come oggi una valigia può essere simbolo di speranza, libertà e del desiderio di una vita migliore. Mi sento ancora più fortunata per aver avuto la possibilità di conoscere e incontrare più volte i miei parenti qui, in questo Paese, e capisco sempre di più il motivo per cui continua ad attirarmi a sé.

Se anche tu hai una storia da riscoprire, visita Ellis Island portando con te quante più informazioni possibili sulla tua famiglia immigrata. E se vuoi, raccontami la tua esperienza. Alla prossima avventura.

The Friends Experience a New York: costo e recensione

A volte viaggiare da soli significa ritrovarsi a fare esperienze che rischiano di perdere valore, e avevo tanta paura che The Friends Experience a New York, fosse una di quelle. Difficilmente mi tiro indietro quando devo affrontare qualcosa da sola, soprattutto in viaggio, ma è anche vero che ci sono emozioni ed esperienze che danno il meglio di sé solo se vissute in compagnia. Come diceva qualcuno: la felicità è vera solo se condivisa.

Romanticismi a parte, New York è sempre pronta a sorprenderti e a farti sentire dentro un set cinematografico. The Friends Experience a New York ti riporta proprio sul set di Friends o meglio, nella sua ricostruzione e la sensazione è esattamente quella. Ma alla fine vale davvero la pena fare questa attrazione? E soprattutto, com’è stata per me viverla in solitaria?


Se volete scoprire di più sul mio ultimo viaggio a New York e sulle prossime avventure con Riccardo, non vi resta che seguirci sui nostri social. Per ora, vediamo insieme cos’è la Friends Experience, come acquistare i biglietti e la mia recensione onesta sulla Friends™ Experience a New York.

Cos’è la Friends Experience a New York

Friends è una di quelle serie che non hanno bisogno di presentazioni. È la sitcom cult degli anni ’90 (1994–2004), quella che ha fatto conoscere al mondo una giovanissima Jennifer Aniston e che, puntata dopo puntata, ci ha fatto ridere, affezionare e anche un po’ crescere insieme a sei amici che condividono praticamente tutto: casa, drammi, amori e divani.

Tutto ruota attorno a New York anche se qui arriva lo spoiler: Friends è stata girata interamente ai Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Detto questo, New York resta il cuore della serie, e in città non mancano i richiami che ogni fan riconosce al volo. Se vuoi organizzare il tuo itinerario a tema Friends non ti resta che leggere: I luoghi di Friends a New York.

La Friends Experience è pensata proprio per farti rivivere alcune delle scene più iconiche della serie, tra set ricostruiti alla perfezione e angoli super instagrammabili. Io l’ho visitata da sola, quindi sì, un po’ la magia della condivisione si perde ma devo dirlo: l’esperienza resta comunque molto bella.

Prenota su GetYourGuide il tuo biglietto con il codice sconto VABBEIOVADO5.

Powered by GetYourGuide

Appena entri ti accoglie subito l’iconica fontana, perfetta per la prima foto di rito. Da lì parte un percorso che alterna ricostruzioni fedelissime dei set, video che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione, e una selezione di abiti e oggetti originali usati nel telefilm. L’appartamento di Monica e Rachel? Ovviamente uno dei momenti più attesi. Anche visitandolo da sola, è stato davvero emozionante. E nota super positiva: lo staff è stato gentilissimo. Le ragazze presenti nelle sale, senza che chiedessi nulla, mi hanno aiutata a scattare foto e girare video. Quindi sì, se siete in gruppo potete stare tranquilli: vi daranno una mano senza problemi.

Biglietti, costi e dove comprarli

Lo ammetto subito: i biglietti per la Friends Experience non sono proprio economici. Il prezzo varia in base al giorno e alla fascia oraria scelta, ma anche al tipo di biglietto che decidi di acquistare. Esiste il biglietto standard, con ingresso a data e ora fissa, e il biglietto flessibile, che ti permette di entrare senza prenotazione in qualsiasi giorno e orario, purché almeno un’ora prima della chiusura. Poi ci sono i pacchetti gruppo e l’Ultimate Ticket Package, pensato per i fan più accaniti. Quest’ultimo include diversi extra, come:

  • ingresso flessibile nel giorno scelto (fino a un’ora prima della chiusura)
  • pacchetto foto completo (stampe + tutte le foto digitali)
  • tazza del Central Perk
  • una consumazione al Central Perk Café ricostruito
  • deposito gratuito per cappotti e borse
  • 20% di sconto nel negozio ufficiale

I prezzi, in generale, partono da circa 48$ e arrivano fino a 127$ per il pacchetto più completo.

Per l’acquisto puoi scegliere se comprare i biglietti direttamente dal sito ufficiale oppure tramite GetYourGuide. Io, quando si tratta di esperienze, attrazioni o musei ma anche di pass turistici come il New York City Pass scelgo sempre GetYourGuide. Di solito garantisce ottimi prezzi, esperienze affidabili e soprattutto la cancellazione gratuita fino a 24 ore prima dell’evento, che a New York fa sempre comodo.

In più, se scarichi l’app da questo link e inserisci il codice sconto VABBEIOVADO5, ottieni un 5% di sconto sul totale dell’acquisto. E a quel punto il prezzo fa già un po’ meno paura.

Powered by GetYourGuide

Orari di apertura e giorni

La Friends Experience: The One in New York City è aperta dal lunedì e dal mercoledì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso consentito). Il martedì è chiusa, quindi tienilo a mente quando organizzi l’itinerario. L’esperienza è adatta a tutte le età, ma i bambini sotto i 12 anni devono essere accompagnati da un adulto di almeno 18 anni. I bambini fino ai 3 anni non pagano il biglietto, se accompagnati da un genitore o tutore.

La location si trova al 130 E 23rd Street, all’angolo tra Lexington Avenue e la 23rd Street, in una zona comodissima da raggiungere e facile da inserire in una giornata di visita a Manhattan.

La mia esperienza alla Friends Experience New York

Come vi raccontavo, quel giorno a New York ero da sola e ho visitato la Friends Experience in solitaria. Ammetto che ero parecchio indecisa se andarci o meno: avevo paura di non godermi davvero l’esperienza senza amici con cui condividere risate, foto e pose assurde. Allo stesso tempo, però, mi conosco e sapevo che, se non ci fossi andata, me ne sarei pentita. Così ho preso coraggio e sono andata. Ovviamente viverla in gruppo è tutta un’altra storia. Mi è mancata la complicità degli amici, il ridere insieme e il rifare certe scene iconiche tipo la famosissima scenetta del divano sulle scale. Però devo dirlo: lo staff è stato fantastico. Le ragazze presenti nelle sale sono state davvero gentili, disponibili e simpatiche, aiutandomi con foto e video e facendomi sentire molto meno “sola” di quanto temessi.

E poi c’è stato un momento che mi ha colpita più di quanto pensassi: osservare i gruppi di amici divertirsi nell’appartamento di Monica, ridere, emozionarsi, riconoscersi in quella casa. Mi ha fatto sorridere e mi ha ricordato quanto questa serie abbia creato qualcosa di enorme, che va ben oltre lo schermo.

Quindi sì, se sei fan di Friends e ti trovi a New York anche da solo o da sola buttati. Entra anche tu a casa di Monica e Rachel, ne vale la pena. E già che ci sei, ricordati di passare per un caffè nel nuovo Central Perk a Times Square: chiudere così l’esperienza è praticamente obbligatorio.