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Dove dormire a New York: consigli per scegliere l’alloggio giusto

Trovare dove dormire a New York è una delle decisioni più importanti dopo aver prenotato volo e documenti. La scelta del nostro alloggio nella Grande Mela sarà parte integrante del viaggio: non vogliamo perdere tempo correndo da una parte all’altra della città, né buttare soldi. Ecco perché il prezzo cambia tantissimo in base alla zona, alla stagione e a quanto ti muovi in anticipo. La buona notizia è che per dormire a New York trovi davvero di tutto: ostelli economici, hotel boutique, grandi catene.
La cattiva? Se scegli male la zona, rischi di perdere tempo (e soldi) ogni giorno. E in una città come New York, il tempo vale oro.

Ecco perché in questo articolo scopriremo insieme come scegliere l’hotel perfetto e dove dormire durante il tuo viaggio a New York.

Se anche tu sogni New York ma non sai da dove iniziare per organizzare il tuo viaggio o creare un itinerario su misura, ci penso io. In qualità di Travel Designer e New York City Destination Specialist, so come aiutarti a costruire un viaggio davvero adatto a te. Visita la mia pagina dedicata ai servizi per saperne di più e, se ancora non lo fai, seguici sui social per non perdere tutte le novità su New York e le prossime avventure.

In quale zona dormire a New York

Manhattan: la scelta migliore per la prima volta

Se è il tuo primo viaggio a New York, il consiglio è uno solo: dormi a Manhattan. È qui che passerai la maggior parte del tempo, tra attrazioni, musei, ristoranti e skyline iconici. Svegliarti e avere tutto a portata di mano fa davvero la differenza. Ecco le zone migliori:

  • Downtown Manhattan → perfetta se cerchi tranquillità
  • SoHo, Tribeca, Greenwich Village → ideali se vuoi vita serale e locali
  • Lower East Side, Chinatown, Little Italy → più economiche e ben collegate
  • West Village, Chelsea, East Village → quartieri giovani, vivi ma meno turistici
  • Midtown → super centrale (vicino a Times Square), ma anche la più cara e caotica
  • Upper West Side, Upper East Side, Harlem → più residenziali, tranquille e spesso più economiche

Brooklyn: alternativa cool (ma non sempre economica)

Negli ultimi anni Brooklyn è diventata una vera protagonista. Abbiamo soggiornato qui ben due volte, in punti strategici del quartiere, vicini alla metro, che ci hanno garantito spostamenti veloci e comodi da e per Manhattan, in zone come Williamsburg e Greenpoint. Anche se ormai, essendo molto alla moda, i prezzi sono diventati simili a quelli di Manhattan. Se vuoi risparmiare un po’, meglio valutare:

Downtown Brooklyn → ben collegata e più accessibile

Io personalmente la amo, ma per un primo viaggio non è sempre la scelta più strategica.

Queens: il miglior rapporto qualità-prezzo

Se cerchi un’alternativa più economica senza rinunciare alla comodità:

  • Long Island City è una delle migliori opzioni

È collegata benissimo a Manhattan e offre ottimi hotel, soprattutto per famiglie e gruppi.

E fuori New York?

Qualcuno valuta anche zone come Hoboken (New Jersey). Sì, risparmi sull’alloggio… ma poi spendi in trasporti e perdi tempo ogni giorno. Valuta bene: spesso non ne vale la pena.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

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Come scegliere l’alloggio a New York

Qui entriamo nella parte più importante. Perché sì, New York è piena di hotel incredibili ma anche di situazioni da incubo: hotel fantasma, camere sporche, bed bugs (sì, esistono davvero).

Quindi:

  • Controlla sempre le recensioni (bene, non a caso)
  • Prenota su piattaforme affidabili come Booking.com (la nostra preferita), TripAdvisor o Expedia
  • Scegli cancellazione gratuita
  • Evita pagamenti anticipati quando possibile
  • Controlla sempre le tasse (a New York spesso NON sono incluse)
  • Prenota con largo anticipo, anche 6 mesi prima

Il modo migliore e più conveniente per visitare le attrazioni di New York è acquistare uno dei pass turistici. Puoi scegliere quello più adatto alle tue esigenze e alla durata del tuo viaggio. E se vuoi risparmiare ancora un po’, scarica l’app di GetYourGuide da questo link e inserisci il codice VABBEIOVADO5 per ottenere il 5% di sconto sul totale. Avrai tutto a portata di app e cancellazione gratuita fino a 24 ore. Approfittane.

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Appartamenti a New York: cosa sapere (importante)

Negli ultimi anni le regole sugli affitti brevi sono cambiate. Oggi puoi affittare per meno di 30 giorni solo se il proprietario vive nell’appartamento, è registrato e autorizzato e ci sono al massimo 2 ospiti. Questo ha ridotto molto le opzioni e fatto aumentare i prezzi degli hotel. Noi siamo riusciti a soggiornare con Airbnb per ben due volte prima del cambio di regolamentazione: avere un appartamento con cucina è stato davvero comodo per evitare spese eccessive per mangiare fuori.

In alternativa, puoi comunque trovare hotel con cucinino cercando bene, e Booking.com offre spesso buone proposte a prezzi convenienti. Dai un’occhiata qui.

Dove abbiamo dormito a New York nel nostro ultimo viaggio

Nel nostro ultimo viaggio con i miei genitori abbiamo scelto il Fairfield Inn & Suites New York Manhattan/Downtown East ed è stata una scelta azzeccata: camera quadrupla con due letti king size, bagno privato, colazione inclusa (sia dolce che salata) e anche una palestra (mai usata, ovviamente).

La posizione è stata il vero punto forte: perfetta per girare Chinatown e Little Italy; a piedi si arriva fino a Downtown Manhattan e Battery Park. Io, in alcune occasioni, prima che arrivasse Riccardo, sono rientrata da sola la sera e posso dire che è una zona molto sicura e sempre vivace. Una soluzione davvero comoda, senza spendere cifre folli. Prenotato su Booking.com dove troverai ottime soluzioni.

Consiglio finale

Quando scegli dove dormire a New York, pensa a questo: quanto tempo vuoi perdere ogni giorno negli spostamenti? Risparmiare 100€ sull’hotel può sembrare una buona idea, ma se poi perdi 2 ore al giorno, il risparmio svanisce. Un altro aspetto fondamentale è scegliere un hotel con colazione inclusa. Anche questo aiuta a contenere i costi: tieni presente che in media per un caffè e un muffin a colazione si spendono circa 10$, quindi farla in hotel è decisamente conveniente. Prima della partenza per il tuo viaggio negli Stati Uniti, controlla bene tutta la documentazione richiesta: ti ho raccolto tutto in questo articolo dedicato.

Tranquilli, avrai comunque tutto il tempo per recuperare pancake e dolci vari durante il tuo viaggio a New York. E se ti affiderai a me, sarò io a guidarti tra le migliori bakery della città.

Noleggio auto negli Stati Uniti: tutto quello che devi sapere

Se stai pensando a un on the road negli Stati Uniti, questo è l’articolo sul noleggio auto che devi leggere e salvare. In viaggio cerchiamo sempre di esplorare il più possibile e molto spesso il noleggio di un’auto ci permette di vivere l’avventura in totale autonomia e libertà. Dai nostri viaggi in Giordania, negli Stati Uniti e in Islanda, il noleggio auto si è rivelato il modo migliore per scoprire davvero un Paese.

Avrete la possibilità di organizzare un itinerario personalizzato, adattandolo ai vostri bisogni e non agli orari di un autobus. Potrete esplorare le zone meno battute e andare alla scoperta di luoghi ancora autentici e poco turistici. Sappiamo che molti di voi sono restii a noleggiare un’auto e che prima di farlo nascono sempre tante domande. Anche noi, più volte, ci siamo chiesti quanto fosse davvero necessario avere un’auto in viaggio. Ad esempio a Los Angeles ci siamo ritrovati a prenotarla il giorno dopo il nostro arrivo, perché spostarsi con i mezzi pubblici è quasi impossibile. Abbiamo quindi imparato che il noleggio auto negli Stati Uniti ti salva il viaggio.

on the road negli Stati Uniti, cosa sapere

E proprio perché le domande sono tante, siamo qui per aiutarvi a trovare le risposte giuste. Il primo passo è sempre decidere la meta e costruire l’itinerario. Poi calcolare i giorni del viaggio e quelli in cui avrete effettivamente bisogno dell’auto. Una volta definiti destinazione e tempistiche, non vi resta che scegliere il veicolo più adatto alle vostre esigenze. Per approfondire meglio le informazioni leggi: Noleggio auto, tutto quello che devi sapere.

Se stai organizzando il tuo prossimo viaggio, seguici sui nostri social per non perdere itinerari, consigli pratici e nuove idee on the road.

Cosa serve per il noleggio auto negli Stati Uniti

Per il noleggio auto negli Stati Uniti è fondamentale rispettare alcuni requisiti base e avere con sé i documenti corretti. Innanzitutto è richiesta la patente di guida, che deve essere valida da almeno due anni. È importante verificare sempre se, per la destinazione specifica, venga richiesta anche la patente internazionale. Negli Stati Uniti, infatti, la normativa non è uniforme nei 50 stati e può variare da zona a zona. Per questo motivo è sempre consigliato controllare le informazioni aggiornate sul sito Viaggiare Sicuri prima della partenza.

La carta di credito è un altro elemento indispensabile. Deve essere una carta nominativa, con numeri e nome in rilievo, intestata al conducente principale (che deve coincidere con il primo guidatore indicato nella prenotazione). Alcune compagnie possono accettare anche carte di debito o prepagate, ma non è la regola: è sempre necessario verificare in anticipo. Inoltre, bisogna assicurarsi che il plafond disponibile sia sufficiente a coprire il deposito cauzionale richiesto.

Un altro aspetto importante riguarda l’età del conducente. In caso di età inferiore ai 25 anni viene spesso applicato un supplemento assicurativo. In alcune compagnie non è possibile noleggiare sotto i 21 anni o oltre i 75 anni, quindi è sempre fondamentale controllare le condizioni specifiche. Infine, per i noleggi fuori dall’Unione Europea è sempre obbligatorio avere con sé il passaporto.

Franchigia, deposito e coperture assicurative

Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda la parte assicurativa e le condizioni del noleggio. La franchigia è l’importo massimo che dovrete coprire in caso di danni, furto o problematiche del veicolo. Ad esempio, se la franchigia è di 50€ per la rottura di un vetro, quello sarà l’importo a vostro carico, mentre eventuali costi superiori verranno coperti dall’assicurazione. Spesso la franchigia coincide con il deposito cauzionale.

Il deposito è la somma bloccata sulla carta di credito come garanzia. Può variare in base alla compagnia, alla tipologia di auto e alla durata del noleggio, partendo da circa 300€ fino a superare anche i 1.300€. È quindi fondamentale verificare di avere disponibilità sufficiente sulla carta di credito.

novità Stati Uniti 2026, 100 anni della Route 66
DiscoverCars.com

Un consiglio pratico: utilizzando la piattaforma che usiamo noi (di cui ti parliamo tra poco), hai la possibilità di filtrare facilmente le auto con deposito più basso, scegliere opzioni con pagamento flessibile e utilizzare altri filtri utili per trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, evitando brutte sorprese.

Le condizioni generali di noleggio includono tutti questi aspetti: documenti richiesti, limiti di età, modalità di pagamento e coperture assicurative. Di base, la maggior parte dei noleggi include la copertura per danni al veicolo (CDW), la protezione contro il furto e la responsabilità civile verso terzi (TPL). Tuttavia, noi consigliamo sempre di valutare una copertura completa che includa anche elementi spesso esclusi come parabrezza e finestrini, pneumatici, assistenza stradale e costi di rimorchio, così da viaggiare davvero senza pensieri.

Dove prenotare il noleggio auto negli Stati Uniti

Dopo diversi viaggi on the road, abbiamo capito che la scelta della piattaforma giusta fa davvero la differenza quando si parla di noleggio auto negli Stati Uniti. Negli ultimi anni noi utilizziamo sempre Discover Cars, un broker internazionale che permette di confrontare in modo semplice e veloce le offerte di compagnie di noleggio sia locali che internazionali. In pratica non è una compagnia diretta, ma una piattaforma che ti aiuta a trovare l’opzione migliore in base a prezzo, condizioni e coperture.

Quello che apprezziamo di più è la trasparenza: a differenza di molti altri siti, i prezzi che vedete includono già tasse, supplementi e costi obbligatori, evitando così brutte sorprese al momento del ritiro dell’auto. Un altro grande vantaggio è la possibilità di filtrare la ricerca in base alle proprie esigenze. Ad esempio, potete selezionare auto con deposito più basso, scegliere condizioni di pagamento flessibili e confrontare facilmente le coperture assicurative incluse.

Per quanto riguarda l’assicurazione, Discover Cars offre anche una copertura completa (che include carrozzeria, vetri e pneumatici) spesso più conveniente rispetto a quella proposta direttamente dalle compagnie di noleggio. Molto comoda anche la cancellazione gratuita, disponibile nella maggior parte dei casi fino a 48 ore prima del ritiro, e l’assistenza clienti attiva 24/7, utile soprattutto quando si viaggia in fusi orari diversi.

Benvenuti in Utah, Stati Uniti
gli animali nel loro habitat, Stati Uniti

Al momento del ritiro vi serviranno il voucher della prenotazione (anche su cellulare), patente valida, carta di credito intestata al conducente principale e documento d’identità. E come sempre: controllate bene l’auto e fate foto e video prima di partire. Per noi è diventato negli anni uno strumento fondamentale per organizzare i nostri viaggi on the road in modo semplice, sicuro e senza sorprese.

Perché scegliere Discover Cars rispetto ad altre piattaforme

Negli anni abbiamo provato diverse soluzioni per il noleggio auto, ma non tutte offrono lo stesso livello di chiarezza e facilità. Quello che abbiamo notato è che molte piattaforme mostrano prezzi inizialmente bassi, ma nascondono costi aggiuntivi che emergono solo nelle fasi finali della prenotazione o direttamente al ritiro dell’auto. Con Discover Cars, invece, uno dei punti di forza è proprio la trasparenza dei prezzi, che includono già tasse e supplementi obbligatori.

Tra i principali vantaggi:

  • confronto immediato tra più compagnie di noleggio
  • filtri avanzati (come deposito basso e coperture assicurative)
  • copertura completa a prezzi competitivi
  • cancellazione gratuita nella maggior parte dei casi
  • assistenza clienti 24/7
  • recensioni chiare sulla compagnia di noleggio scelta

Come per tutte le piattaforme di intermediazione, è comunque importante ricordare che il servizio finale dipende dalla compagnia di noleggio selezionata, quindi consigliamo sempre di controllare punteggi e condizioni prima di prenotare.

Conclusioni

Organizzare un on the road negli Stati Uniti può sembrare complicato all’inizio, ma come avete visto il noleggio auto è molto più semplice di quanto si pensi: basta sapere cosa controllare e affidarsi agli strumenti giusti. Avere un’auto vi permetterà di vivere il viaggio in totale libertà, creare un itinerario su misura e raggiungere anche i luoghi meno turistici, quelli che spesso diventano i ricordi più belli.

Il nostro consiglio è quello di prenotare sempre con anticipo e utilizzare piattaforme che vi permettano di confrontare facilmente prezzi, condizioni e coperture. Noi da tempo utilizziamo Discover Cars proprio per questo: ci aiuta a trovare le soluzioni migliori, evitando sorprese e semplificando tutta la fase di prenotazione. Se state organizzando il vostro viaggio, il suggerimento è semplice: fate una ricerca, confrontate le opzioni e scegliete l’auto più adatta alle vostre esigenze.

DiscoverCars.com

👉 Approfittate del nostro link per verificare prezzi e disponibilità e partire senza pensieri. Salvate questo articolo per averlo sempre a portata di mano e, se avete dubbi o domande, scriveteci: come sempre siamo qui per aiutarvi.

Boston: cosa vedere nella capitale del New England

Boston ha un posto speciale nel mio cuore. Non è solo la capitale della regione del New England, ma per me e la mia famiglia è molto di più. Qui nacque e visse il mio bisnonno prima di tornare in Italia e dove ancora oggi vive parte della nostra famiglia. Ma ti racconto meglio questo legame e anche di come ho trovato i documenti ufficiali dell’arrivo dei miei trisnonni a New York, nell’articolo dedicato alla Statua della Libertà e all’immigrazione italiana negli Stati Uniti.

Ma Boston è soprattutto la culla di una parte fondamentale della storia americana. Iniziamo con il Freedom Trail, un percorso di circa 4 km che permette di ripercorrere, in una passeggiata, le tappe più importanti della nascita della città, della Rivoluzione Americana e del percorso che porterà alla Costituzione degli Stati Uniti, firmata nel 1787 a Philadelphia.

E Boston non è solo storia: è anche mercati dove mangiare un ottimo lobster roll, pub storici e locali alla moda dove bere una birra, passeggiate sul porto e partite di baseball al Fenway Park. Non ci resta quindi che partire alla scoperta di Boston.


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Freedom Trail

Se c’è una cosa che devi fare a Boston, è percorrere il Freedom Trail. Un itinerario di circa 4 chilometri, segnato da una linea rossa dipinta sull’asfalto, che collega 16 luoghi fondamentali per la storia della città e per la nascita degli Stati Uniti. È una passeggiata che ti permette di attraversare quartieri diversi, ma soprattutto di ripercorrere i momenti chiave della Rivoluzione Americana. Il percorso inizia dal Boston Common, il parco pubblico più antico degli Stati Uniti, e prosegue verso la Massachusetts State House con la sua iconica cupola dorata. Si continua con la Park Street Church, il Granary Burying Ground, dove sono sepolti personaggi chiave della storia americana e la King’s Chapel con il suo cimitero storico.

Il trail tocca poi la Old South Meeting House, luogo cruciale prima del Boston Tea Party, e la Old State House, uno degli edifici pubblici più antichi del Paese. Si passa quindi per la Faneuil Hall, soprannominata “la culla della libertà”, per arrivare alla Paul Revere House, nel quartiere di North End, e alla Old North Church, famosa per il segnale che diede inizio alla cavalcata di Paul Revere. Attraversando il fiume Charles si giunge infine a Charlestown, dove si trovano il Bunker Hill Monument e la USS Constitution. Il bello del Freedom Trail è che puoi percorrerlo in autonomia, con calma, fermandoti dove vuoi. Ma ogni tappa ha così tanto da raccontare che merita un approfondimento dedicato. Per questo ho scritto un articolo interamente incentrato sul Freedom Trail, con curiosità, consigli pratici e dettagli storici per viverlo al meglio.

Beacon Hill

Se c’è un quartiere che ti fa sentire subito dentro un film ambientato nel New England, quello è Beacon Hill. Stradine acciottolate, lampioni neri, mattoni rossi e balconcini in ferro battuto: ogni angolo sembra fermo nel tempo. Passeggiare qui è un po’ come fare un salto indietro nell’Ottocento, senza però rinunciare al fascino di una Boston elegante e raccolta. Noi ci siamo arrivati di mattina, con mamma e papà al seguito, e siamo rimasti incantati dai dettagli: la famosa Acorn Street, considerata una delle strade più fotografate d’America, le case storiche con porte colorate e i vicoli silenziosi che invitano a scoprire angoli nascosti.

Beacon Hill non è solo bellezza architettonica: è anche storia. Qui vivevano famiglie benestanti e figure chiave della politica e della società bostoniana, e ancora oggi il quartiere mantiene un’atmosfera distinta e signorile, perfetta per passeggiate lente o per una pausa in uno dei caffè locali. Se ami le foto, i dettagli architettonici e le passeggiate senza fretta, Beacon Hill è una tappa obbligata del tuo itinerario a Boston.

Boston Harbor e Waterfront

Boston è una città che si vive camminando. Ma è quando arrivi sull’acqua che cambia tutto. Il Boston Harbor e tutta la zona del Waterfront sono perfetti per rallentare il passo: passeggiate vista oceano, barche che entrano ed escono dal porto, il profumo salmastro nell’aria e quell’atmosfera tipicamente New England che sa di storia e di mare insieme. Una delle tappe che papà voleva assolutamente vedere era la USS Constitution. Si tratta della nave da guerra più antica al mondo ancora galleggiante, simbolo della marina americana. Peccato che l’abbiamo trovata chiusa a causa dello shutdown federale tra ottobre e novembre.

Ed è stato uno di quei momenti in cui capisci davvero cosa significa essere negli Stati Uniti: musei e siti gestiti dal governo federale che chiudono da un giorno all’altro. Papà che cercava di capire cosa stesse succedendo, io che provavo a spiegare che purtroppo era impossibile prevederlo in anticipo. La conclusione è stata una sola: dovremo riportarlo a Boston. Anche perché io e Ricc siamo stati più fortunati: durante il nostro primo viaggio, ormai quasi dieci anni fa, siamo riusciti a visitarla. E possiamo confermarvelo, vale assolutamente la pena. Nonostante la delusione, tutta la zona resta bellissima anche solo da fuori. Puoi passeggiare lungo il porto, sederti su una panchina a guardare le barche o percorrere un tratto della Boston Harborwalk per una camminata panoramica sull’acqua.

In estate, da qui partono anche escursioni in barca e tour per l’avvistamento delle balene. Noi questa volta ci siamo limitati a goderci l’atmosfera, a scattare qualche foto e a lasciarci trasportare dal ritmo lento del mare.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

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North End a Boston

Se c’è un quartiere che mi fa sentire immediatamente a casa, quello è la North End. È la Little Italy di Boston, il quartiere dove per anni si sono stabiliti migliaia di immigrati italiani. Dove ancora oggi si respira un’atmosfera familiare fatta di insegne in italiano, ristoranti storici e profumo di caffè nell’aria. Qui non potevamo non portare mamma e papà. È stato uno di quei momenti semplici, ma pieni di significato: passeggiare tra le vie del quartiere sapendo che anche parte della nostra famiglia aveva vissuto questa città tanti anni fa.

North End non è solo un quartiere dove mangiare bene. È un pezzo di storia dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. E camminare qui, tra ristoranti storici, pasticcerie e case in mattoni rossi, ha qualcosa di profondamente autentico.

Prudential Center

Se vuoi vedere Boston da un’altra prospettiva, la vista dall’alto è roba seria. Sopra il grattacielo del Prudential Center si trova View Boston, il moderno osservatorio panoramico che offre una vista a 360° sulla città. Il grattacielo è uno dei più alti di Boston ed è perfetto per ammirare lo skyline, il Boston Harbor, il Boston Red Sox Park da lontano e il fiume che attraversa la città. L’esperienza si sviluppa su più piani: c’è una piattaforma interna con vetrate panoramiche, un ponte esterno panoramico per foto senza ostacoli, e spazi interattivi con punti informativi sulla città.

L’attuale osservatorio è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:00 (con variazioni stagionali). Il biglietto per l’esperienza base parte da circa 34 $ per gli adulti. Ci sono anche opzioni con drink inclusi o pacchetti speciali se vuoi rendere la visita ancora più memorabile.

Noi ci siamo andati durante il nostro primo viaggio a Boston ormai quasi dieci anni fa, questa volta, però, con papà convinto che i grattacieli sono roba da New York abbiamo deciso di saltarla. Se ami i panorami urbani, la vista da qui merita sicuramente una tappa nel tuo itinerario.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività a Boston, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

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Fenway Park di Boston

Era la nostra prima partita di baseball in assoluto. Quella sera giocavano i Boston Red Sox contro i Diamondbacks. Inaugurato nel 1912, è lo stadio più antico ancora in uso nella Major League Baseball. Qui tutto profuma di storia: le gradinate strette, il famoso “Green Monster” (la parete verde altissima sul lato sinistro del campo), i venditori di hot dog.

A un certo punto, durante l’ottavo inning, è partita una canzone che tutto lo stadio ha iniziato a cantare in coro: “Sweet Caroline” di Neil Diamond. E lì brividi veri. “Sweet Caroline” è un brano del 1969, diventato nel tempo una specie di inno non ufficiale dei Red Sox. Dal 1997 viene suonata al Fenway durante le partite casalinghe, e il pubblico la canta con un entusiasmo contagioso.

Non importa se non conosci le regole del baseball. In quel momento fai parte di qualcosa. Noi non ci capivamo praticamente nulla di gioco, ma ci siamo emozionati come se fossimo tifosi da sempre. Se vai a Boston, una partita al Fenway è un’esperienza che ti consiglio anche se non sei appassionato di baseball. Anche se non sai cos’è uno strike. Perché è cultura americana pura. Ed è uno di quei ricordi che, a distanza di anni, ti fa ancora sorridere.

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Harvard e Cambridge

Cambridge, il quartiere dove si trova l’università più antica degli Stati Uniti, ha un fascino tutto suo. Passeggiare tra i mattoni rossi di Harvard Yard, vedere i portoni storici e sentire l’energia di studenti che vanno e vengono.

Durante la settimana l’esperienza può essere speciale. Harvard University offre visite guidate ufficiali condotte da studenti universitari: tour a piedi di circa 45–60 minuti attraverso Harvard Yard e i suoi edifici storici. Gli studenti stessi raccontano storie, aneddoti e curiosità sulla vita a Harvard, sulla sua fondazione nel 1636 e su come sia vivere qui oggi. La registrazione per questi tour va fatta in anticipo (la disponibilità viene aggiornata ogni venerdì), ma è gratis e davvero un modo unico per vedere il campus attraverso gli occhi di chi lo abita ogni giorno.

Se ti interessa una guida più strutturata, ci sono anche tour organizzati da studenti locali come il cosiddetto “Hahvahd Tour”. Si tratta di un walking tour di circa 70 minuti che ti porta nei punti più significativi del campus con storie e curiosità raccontate direttamente da chi studia qui. La prima volta che ci abbiamo partecipato, era tutto diverso rispetto alla semplice passeggiata di domenica. Vedere Harvard raccontata dagli studenti è un’altra dimensione, ti fa capire quanto questa università sia più di un nome famoso, è una comunità viva, piena di idee, tradizioni e una storia che attraversa quasi quattro secoli. E se non riesci a partecipare al tour guidato, non preoccuparti. Puoi scaricare l’app Visit Harvard, che funge da audioguida e ti accompagna in autonomia lungo i punti più iconici del campus, con spiegazioni e curiosità storiche su ogni tappa.

Newbury Street

Se vuoi vedere il lato più elegante e contemporaneo di Boston, devi fare un giro su Newbury Street. Qui cambia completamente atmosfera. Dopo la storia del Freedom Trail, il mare del Waterfront e i mattoni rossi di Harvard, ti ritrovi in una via lunga otto isolati fatta di brownstone ottocentesche, vetrine curate, gallerie d’arte, caffetterie e negozi che vanno dal lusso ai brand più accessibili. Qui trovi di tutto: boutique indipendenti, marchi internazionali, librerie e negozi vintage, saloni storici e gallerie d’arte.

Ed è il posto perfetto per una pausa caffè o un brunch lento prima di proseguire verso il vicino quartiere di Back Bay. Non è una “attrazione” nel senso classico del termine. Ma è una di quelle strade che raccontano la Boston di oggi: dinamica, curata, un po’ chic ma senza esagerare.

Conclusione

Boston molte volte è sottovalutata, ma per noi è la città americana che va assolutamente visitata, mai tralasciata. Tra storia, mare, quartieri iconici e piccoli momenti in famiglia, ha tutto ciò che serve per restare nel cuore. Siamo sicuri che un po’ ti abbiamo convinto. Se ancora non lo sei, vai a dare un’occhiata ai nostri contenuti sui social e raccontaci com’è stata la tua avventura a Boston: non vediamo l’ora di leggere le tue storie!

Monument Valley: come visitarla, tour, costi e consigli pratici

La nostra esperienza nella Monument Valley è senza dubbio una di quelle che non scorderemo mai. Avete mai dormito in macchina nel parcheggio di un McDonald’s durante un on the road negli Stati Uniti? Ecco, noi sì. E diciamo che da una disavventura è nata una delle albe più spettacolari della nostra vita. Vedere il sole sorgere in mezzo ai grandi monoliti che caratterizzano la Monument Valley, nel cuore del Far West, è un’esperienza difficile da descrivere a parole. Sicuramente rientra nella top 5 dei momenti più belli della nostra vita. Ma come siamo finiti a dormire in auto proprio qui?

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Prima cosa da sapere: gli on the road all’avventura sono meravigliosi, ma lo è anche avere un letto dove dormire, soprattutto dopo tante ore di guida. Se state organizzando di visitare la Monument Valley in auto durante un viaggio on the road negli USA, soprattutto nei periodi di alta stagione (ma vale anche negli altri mesi), il consiglio è uno solo: prenotate con largo anticipo il pernottamento. La Monument Valley è stata una delle tappe del nostro on the road da Los Angeles a Denver. Potete replicare il nostro itinerario leggendo l’articolo dedicato.

lungo la strada Highway 163, Stati Uniti, arizona
Ohmmmm

Dove si trova la Monument Valley

Si avete ragione! Partiamo dal capire dove si trova questo iconico paesaggio americano simbolo del Far West. La Monument Valley si trova negli Stati Uniti occidentali, al confine tra Utah e Arizona, ed è famosa per i suoi grandi monoliti di arenaria rossa che emergono dal deserto. Gran parte della strada che conduce alla valle, la Highway 163, si trova proprio nello Utah e regala scorci spettacolari lungo tutto il percorso. L’ultima cittadina prima di arrivare è Kayenta, in Arizona, a circa 70 chilometri dalla valle, percorribili in circa 30-40 minuti di auto.

È importante sapere che la Monument Valley non è un parco nazionale, ma una riserva indiana: la Navajo Nation Reservation, gestita interamente dalla popolazione nativa Navajo.
Questo significa alcune cose pratiche da tenere a mente:

  • Accesso e permessi: non potrete utilizzare i classici pass dei parchi nazionali americani; l’ingresso alla riserva richiede il pagamento di un biglietto direttamente alla Navajo Nation.
  • Tour guidati: alcune zone della valle sono accessibili solo tramite guide autorizzate Navajo. Prenotare un tour guidato è consigliato se volete esplorare le aree interne e conoscere la storia e la cultura locale.
  • Orari e stagionalità: la Monument Valley è visitabile tutto l’anno, ma le temperature estive possono essere molto elevate, mentre in inverno può esserci neve. Il periodo migliore per visitarla resta primavera e autunno, quando le giornate sono più miti.
  • Servizi e alloggi: i servizi sono limitati; Kayenta offre qualche hotel e ristorante, ma se volete dormire all’interno della valle ci sono strutture iconiche come il The View Hotel, che permette di svegliarsi con vista sui monoliti.

Visitare la Monument Valley non è solo un’esperienza panoramica, ma anche culturale: il rispetto delle regole della riserva e della comunità Navajo è fondamentale per godersi appieno questa meraviglia naturale senza creare problemi.

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Monument Valley e i suoi monoliti

La Monument Valley è un’immensa distesa desertica di origine fluviale. I grandi monoliti che la caratterizzano sono guglie rocciose di sabbia che assumono l’iconico colore rossastro grazie all’alta concentrazione di ferro nel terreno. I “Testimoni di erosione”, come vengono chiamati in lingua nativa, si distinguono tra butte e mesas. Il nome originale di questa zona è Tsé Biiʼ Ndzisgaii, che non a caso significa “Valle delle rocce”.

Un viaggio nella Monument Valley è un’esperienza indimenticabile, ma c’è un aspetto fondamentale da non trascurare: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche un piccolo incidente o una visita medica può costare centinaia di dollari, quindi è importante partire con una copertura adeguata. Personalmente non viaggio mai senza un’assicurazione affidabile, facile da attivare e con assistenza disponibile 24 ore su 24 in italiano. In questo modo potrete godervi il viaggio e le escursioni tra i monoliti senza preoccupazioni, sapendo di essere protetti in caso di imprevisti. E grazie a noi potete avere uno sconto del 10% sulle polizze HeyMondo.

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Queste terre sono abitate fin dal 1300 a.C. e sono rimaste totalmente territorio dei Navajo, anche quando l’industria cinematografica ha scoperto il grande potenziale scenografico e turistico di questo territorio. A partire dagli anni ’30 del Novecento, la Monument Valley diventa così l’iconica cornice dei film Western. Per assurdo, tutti conosciamo già le grandi butte, che ormai fanno parte del nostro immaginario collettivo. Ma trovarsi lì, o meglio, trovarsi in mezzo a questi immensi e maestosi monoliti, è un’esperienza che emoziona profondamente e può far venire le lacrime agli occhi. Non esiste film che possa emozionarvi tanto quanto esserci davvero.

Tour e panorami imperdibili nella riserva Navajo

Arrivati al Monument Valley Tribal Park Visitor Center, potrete parcheggiare e visitare la struttura per acquistare qualche souvenir, prendere una mappa dell’area e utilizzare i servizi igienici (da ricordare: all’interno del parco non ci sono servizi). Da qui avete due opzioni principali: affrontare la Scenic Drive, la strada panoramica che si snoda per 17 miglia, con la vostra auto, oppure partecipare a un tour guidato da una guida locale Navajo.

Se scegliete di guidare da soli su questa strada sterrata e dissestata, state molto attenti. L’ideale sarebbe una 4×4, ma anche noi avevamo una semplice berlina. Mantenete sempre la strada, andate piano ed evitate buche e tratti sabbiosi: sarà più avventuroso, ma anche più rischioso. Ricordate inoltre che le agenzie di noleggio non coprono eventuali danni all’interno del parco.

Se preferite vivere l’esperienza in tranquillità, le guide native offrono tour che permettono di visitare anche aree private accessibili solo con un accompagnamento autorizzato. Alcuni tour permettono addirittura di esplorare la valle a cavallo. Sul sito ufficiale trovate tutte le guide autorizzate e i vari tour disponibili. Ogni butte e mesa ha un suo nome, perché questo è un territorio sacro per la popolazione Navajo. Rispettate sempre la segnaletica e i divieti presenti lungo la strada.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività all’interno della riserva, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

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Tra i monoliti più iconici ci sono The Mittens e Merrick’s Butte, simboli indiscussi della Monument Valley, e Elephant Butte, chiamata così per la sua somiglianza con un elefante. Un altro punto panoramico imperdibile è John Ford’s Point, uno di quei paesaggi che vi resterà nel cuore: dedicate tempo ad ammirare queste meraviglie e a pensare al lavoro che la natura ha fatto nei secoli e nei millenni. Non è difficile percepire la sacralità e la magia di queste terre.

Questi sono solo alcuni dei butte presenti nella valle. Per non perdere nulla e capire cosa state osservando, prendete sempre la cartina al Visitor Center. Andare con una guida vi permetterà inoltre di conoscere meglio le storie e le leggende legate a ciascun monolito.

Esperienza e consigli per esplorare la Monument Valley

La Monument Valley è visitabile tutti i giorni, tranne il giorno del Thanksgiving (quarto giovedì di novembre), Natale e il Primo gennaio. È possibile accedere con la propria auto e percorrere la Scenic Drive dalle 8:00 alle 17:00, tenendo presente che l’ultima entrata è consentita fino alle 14:30. Le stesse regole valgono anche per i tour guidati. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8€ a persona e va pagato direttamente alla macchinetta presente all’ingresso del percorso.

In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’accesso alla riserva potrebbe essere temporaneamente chiuso. Si consiglia di controllare sempre eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale.

Monument Valley, la vista migliore, Stati Uniti
The Mittens and Merrick’s Butte.

Se visitate la valle nei periodi più caldi, attrezzatevi con tanta acqua, crema solare ad alta protezione, cappello e abbigliamento leggero. Se andate la mattina presto, portate con voi una felpa: l’escursione termica si fa sentire. In inverno valutate attentamente il tipo di abbigliamento, perché potreste trovare i monoliti innevati. La valle è visitabile tutto l’anno, ma tenete presente le alte temperature estive, il sole intenso e la possibilità di neve in inverno. Noi a metà settembre siamo arrivati la mattina prima dell’apertura e, anche con una felpa, abbiamo sentito un po’ di fresco.

Gli USA e la loro vastità di panorami e paesaggi regalano sempre grandi emozioni. La natura si fa sentire prepotente e ricorda all’uomo che nessun cemento può resistere alla sua forza o superare le opere artistiche che solo Madre Natura sa creare. Questa valle resta per noi una delle meraviglie naturali che meritano di essere viste almeno una volta nella vita.

Speriamo di avervi dato informazioni utili e l’ispirazione giusta per prenotare il vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti. E non dimenticate di raccontarci la vostra avventura sperando che non finiate anche voi a dormire in un parcheggio!

Statua della Libertà: come visitare l’icona di New York

La Statua della Libertà è l’icona indiscussa di New York. Durante il mio ultimo viaggio a New York è stata una delle prime esperienze che abbiamo fatto con i miei genitori. Mia mamma non vedeva l’ora di vederla dal vivo ed era entusiasta all’idea di poter cercare suo nonno tra gli archivi dell’immigrazione di Ellis Island. Spoiler: sì, l’abbiamo trovato. Ora vi racconterò come arrivare alla Statua della Libertà e a Ellis Island, come prenotare i biglietti e come vivere una delle esperienze più toccanti fatte nel mio viaggio a New York e che puoi fare anche tu.

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Se vuoi un itinerario su misura a New York o hai bisogno di aiuto per organizzare l’intero viaggio, puoi contattarmi direttamente: sarò felice di assisterti.
Oltre alle mie esperienze personali, sono anche una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione ricevuta presso la New York City Travel Trade Academy, quindi puoi davvero affidarti a me.
E per continuare a lasciarti ispirare dai miei viaggi, seguimi anche sui social!

PS: anche tu puoi avere il diario di viaggio che vedi qui!

documenti viaggio a New York

Storia di Lady Liberty

Per i newyorkesi (e ormai per tutto il mondo) la Statua della Libertà è semplicemente Lady Liberty. Un soprannome affettuoso, quasi confidenziale, che nasce dal fatto che questa figura femminile non è solo un monumento, ma una vera presenza simbolica: accoglie, protegge, osserva la città da oltre un secolo. Con la sua torcia alzata, sembra illuminare la strada a chi arriva, ieri come oggi, incarnando l’idea di libertà, speranza e nuove possibilità.

Ma c’è una curiosità che in pochi conoscono: Lady Liberty non è americana, almeno non all’origine. La statua è infatti un dono della Francia agli Stati Uniti, realizzato per celebrare l’amicizia tra i due Paesi e il centenario dell’Indipendenza americana. Progettata dallo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi e ideata da Gustave Eiffel (sì, proprio quello della Torre Eiffel).

La Statua della Libertà fu costruita in Francia, smontata in centinaia di pezzi e spedita via nave a New York, dove venne assemblata su Liberty Island e inaugurata nel 1886. Da allora è diventata il primo simbolo che milioni di immigrati vedevano arrivando in America: per molti di loro rappresentava la fine di un viaggio difficile e l’inizio di una nuova vita.

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Come visitare la Statua della Libertà

Per arrivare a Liberty Island e vedere da vicino Lady Liberty non basta presentarsi lì: la Statua della Libertà fa parte del Statue of Liberty National Monument, gestito dal National Park Service, ma non rientra nei pass “America the Beautiful”, perché l’unico costo da considerare è quello del traghetto e non un ingresso al parco pubblico.

Ci sono due modi ufficiali per raggiungere Liberty Island e Ellis Island:

  • Dal Battery Park, nel cuore di Lower Manhattan.
  • Dal Liberty State Park, a Jersey City (New Jersey).

In entrambe i casi il servizio traghetti è gestito unicamente da Statue City Cruises, l’unico operatore autorizzato dal National Park Service a portarti su Liberty Island ed Ellis Island.

Dal Battery Park (New York City). È l’opzione più gettonata se alloggi a Manhattan o Downtown. Il terminal si trova vicino a Castle Clinton, all’estremità sud di Manhattan. Arrivarci è semplice coi mezzi: la metropolitana 1 ti porta alla stazione South Ferry, la 4/5 a Bowling Green e la R/W a Whitehall Street; ci sono anche bus che fermano nei paraggi.

la vista di NYC dal traghetto

Dal Liberty State Park (Jersey City). Questa è un’alternativa valida se vuoi evitare le folle di Battery Park o sei in zona New Jersey. Il terminal dei traghetti è raggiungibile con il treno leggero Hudson-Bergen Light Rail (scendi a Liberty State Park e cammini fino al terminal).

In tutti i casi, prima di salire ci sarà un controllo di sicurezza in stile aeroportuale, quindi arriva con un po’ di anticipo rispetto all’orario del tuo biglietto.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Statua della Libertà a New York: cosa vedrai

La bellezza di questa esperienza inizia ancora prima di arrivare. Durante la traversata in traghetto, lo sguardo va subito allo skyline di New York, che da questa prospettiva è semplicemente spettacolare. Girandoti in avanti, invece, vedrai lei: la Statua della Libertà, imponente, ferma, mentre osserva la città da oltre un secolo.

La prima tappa è Liberty Island. Appena scesi dal traghetto, il mio consiglio è di dirigervi subito al museo della Statua della Libertà. Qui potrai scoprire la sua storia, dalla progettazione alla costruzione, fino al suo significato simbolico. È un museo moderno, interattivo e davvero ben fatto. C’è anche una cosa molto carina da fare: all’ingresso, sulla destra, troverai delle colonnine dove puoi scattare un selfie indicando la tua nazionalità. Dopo pochi minuti, la tua foto con la bandierina del tuo Paese comparirà sul grande maxi schermo poco più avanti, andando a comporre un mosaico di volti che rappresenta proprio il messaggio universale di Lady Liberty. Un momento semplice ma emozionante, che è piaciuto tantissimo anche ai miei genitori, entusiasti di visitare la Statua della Libertà e New York per la prima volta.

a New York con mamma e papà

Uscendo dal museo, raggiungi finalmente la Statua: selfie obbligatorio ai suoi piedi. Vederla da così vicino fa decisamente un altro effetto. Con un biglietto aggiuntivo è possibile visitare il piedistallo, da cui si gode di una bella vista su New York e sull’isola. Per i più organizzati (e allenati), esiste anche la possibilità di salire fino alla corona: si salgono oltre 160 gradini e non sono ammessi zaini o borse. Un’esperienza unica, ma non per tutti.

Liberty Island non è enorme, ma prenditi il tuo tempo: tra panorama, museo e Statua, è una tappa che resta davvero impressa.

Ellis Island

Una volta terminata la visita su Liberty Island, si riprende il traghetto in direzione Ellis Island. Non potete sbagliarvi, ma chiedete sempre conferma agli operatori. Dopo pochi minuti di traversata si sbarca sull’isola, un tempo addetta ad accogliere e smistare tutti i viaggiatori in arrivo nel Nuovo Continente.

Non vedevamo l’ora di arrivare qui perché avevamo un unico pensiero: recarci al National Museum of Immigration e, in particolare, all’American Family Immigration History Center. Vi racconto subito questa esperienza. Una volta arrivati, abbiamo preso la nostra postazione dopo aver effettuato la registrazione e aver pagato 10$ presso le macchinette (solo con carta). Avrete a disposizione 30 minuti per ricercare negli archivi i vostri parenti. Ovviamente, più informazioni avete, più facile sarà la ricerca.

Noi ci abbiamo messo un po’, ma alla fine abbiamo trovato i miei trisnonni e il mio bisnonno. Tenete presente che all’epoca tutto veniva trascritto a mano e che i nomi, molto spesso, venivano tradotti o storpiati. Nel nostro caso, Pietro è diventato Peter. In altri casi combaciavano la data di nascita e quella di arrivo, ma non il nome. È così che abbiamo capito di aver trovato la persona giusta, anche se il nome era stato trascritto in modo errato: Domenico non è diventato Dominic, ma Damic. Per questo è importante avere almeno informazioni precise sulle date di nascita e di arrivo.

Una volta individuata la persona che cercate, scoprirete con che nave ha viaggiato, la data di arrivo, il nome del contatto di riferimento. Se siete fortunati, potrete trovare anche le foto scattate all’arrivo. Se volete stampare i documenti, è necessario aggiungere un costo extra di 29$. Noi abbiamo scattato delle foto (sì, è possibile farlo) ed è stato un momento molto emozionante e toccante, soprattutto per mia mamma, che ha ritrovato il nonno.

come visitare la Statua della Libertà e Ellis Island a New York

Il resto della visita al museo, che comprende gran parte degli spazi del centro e dell’ospedale, è stato lasciato così com’era. In questo percorso, tra valigie e ricordi, non abbiamo potuto fare a meno di pensare a quando i nostri parenti arrivarono soli, partendo da un piccolo paese dell’Abruzzo. Abbiamo lasciato Ellis Island con una lacrima di commozione.

Costi e orari della Statua della Libertà a New York

Il biglietto per visitare la Statua della Libertà va acquistato solo tramite i canali ufficiali ed è gestito da un unico operatore autorizzato. Il costo del biglietto standard per adulti è di 26$ e include il traghetto di andata e ritorno, l’accesso a Liberty Island, Ellis Island e ai rispettivi musei.

Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere l’accesso al piedistallo oppure alla corona della Statua della Libertà. Il supplemento è minimo 0,30 dollari, quindi sì, si parla davvero di centesimi. La differenza non è economica, ma organizzativa: i biglietti per la corona sono limitati e vanno prenotati con largo anticipo. È fondamentale acquistare i biglietti solo da siti ufficiali o da rivenditori autorizzati. Evitate assolutamente i bagarini che si trovano a Battery Park o nei pressi del molo.

Noi, ad esempio, abbiamo utilizzato il New York City Pass, una soluzione molto conveniente se si vogliono visitare più attrazioni in città oltre alla Statua della Libertà. Leggi: New York pass turistici a confronto, per capire qual è il pass più adatto al tuo viaggio. Attenzione però a un dettaglio importante: se avete il City Pass e decidete di visitare anche la corona, dovrete acquistare nuovamente il biglietto completo, pagando di nuovo l’importo intero. Non è possibile aggiungere solo la differenza per l’accesso alla corona.

Per quanto riguarda gli orari, Liberty Island ed Ellis Island sono visitabili tutti i giorni dell’anno, ad eccezione del Giorno del Ringraziamento e del 25 dicembre. I primi traghetti partono generalmente al mattino intorno alle 9:00 e le ultime partenze sono nel primo pomeriggio, con corse frequenti durante tutta la giornata. Considerate che la visita richiede tempo: tra controlli di sicurezza, traghetti e musei, è consigliabile mettere in conto almeno 3 o 4 ore.

Per rimanere connessi con il mondo, condividere sui social il vostro viaggio o controllare i gatti a casa, vi consigliamo Holafly: l’eSIM di viaggio che vi garantirà connessione sempre. Approfittate del nostro sconto del 5%! Clicca sul banner e inserisci il codice VABBEIOVADO.

Conclusione

Avrete capito che sì, per noi la visita alla Statua della Libertà e a Ellis Island ha reso davvero speciale il nostro viaggio a New York. Non è stata solo un’attrazione imperdibile di una delle città più belle al mondo, ma anche la ricerca e il ritrovamento di una parte della nostra famiglia.

Io, e noi tutti, ci siamo resi conto della fortuna che abbiamo oggi nel poter viaggiare liberamente, per scelta e per piacere personale, e non per necessità. Questo luogo ti ricorda che ieri come oggi una valigia può essere simbolo di speranza, libertà e del desiderio di una vita migliore. Mi sento ancora più fortunata per aver avuto la possibilità di conoscere e incontrare più volte i miei parenti qui, in questo Paese, e capisco sempre di più il motivo per cui continua ad attirarmi a sé.

Se anche tu hai una storia da riscoprire, visita Ellis Island portando con te quante più informazioni possibili sulla tua famiglia immigrata. E se vuoi, raccontami la tua esperienza. Alla prossima avventura.

The Friends Experience a New York: costo e recensione

A volte viaggiare da soli significa ritrovarsi a fare esperienze che rischiano di perdere valore, e avevo tanta paura che The Friends Experience a New York, fosse una di quelle. Difficilmente mi tiro indietro quando devo affrontare qualcosa da sola, soprattutto in viaggio, ma è anche vero che ci sono emozioni ed esperienze che danno il meglio di sé solo se vissute in compagnia. Come diceva qualcuno: la felicità è vera solo se condivisa.

Romanticismi a parte, New York è sempre pronta a sorprenderti e a farti sentire dentro un set cinematografico. The Friends Experience a New York ti riporta proprio sul set di Friends o meglio, nella sua ricostruzione e la sensazione è esattamente quella. Ma alla fine vale davvero la pena fare questa attrazione? E soprattutto, com’è stata per me viverla in solitaria?


Se volete scoprire di più sul mio ultimo viaggio a New York e sulle prossime avventure con Riccardo, non vi resta che seguirci sui nostri social. Per ora, vediamo insieme cos’è la Friends Experience, come acquistare i biglietti e la mia recensione onesta sulla Friends™ Experience a New York.

Cos’è la Friends Experience a New York

Friends è una di quelle serie che non hanno bisogno di presentazioni. È la sitcom cult degli anni ’90 (1994–2004), quella che ha fatto conoscere al mondo una giovanissima Jennifer Aniston e che, puntata dopo puntata, ci ha fatto ridere, affezionare e anche un po’ crescere insieme a sei amici che condividono praticamente tutto: casa, drammi, amori e divani.

Tutto ruota attorno a New York anche se qui arriva lo spoiler: Friends è stata girata interamente ai Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Detto questo, New York resta il cuore della serie, e in città non mancano i richiami che ogni fan riconosce al volo. Se vuoi organizzare il tuo itinerario a tema Friends non ti resta che leggere: I luoghi di Friends a New York.

La Friends Experience è pensata proprio per farti rivivere alcune delle scene più iconiche della serie, tra set ricostruiti alla perfezione e angoli super instagrammabili. Io l’ho visitata da sola, quindi sì, un po’ la magia della condivisione si perde ma devo dirlo: l’esperienza resta comunque molto bella.

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Appena entri ti accoglie subito l’iconica fontana, perfetta per la prima foto di rito. Da lì parte un percorso che alterna ricostruzioni fedelissime dei set, video che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione, e una selezione di abiti e oggetti originali usati nel telefilm. L’appartamento di Monica e Rachel? Ovviamente uno dei momenti più attesi. Anche visitandolo da sola, è stato davvero emozionante. E nota super positiva: lo staff è stato gentilissimo. Le ragazze presenti nelle sale, senza che chiedessi nulla, mi hanno aiutata a scattare foto e girare video. Quindi sì, se siete in gruppo potete stare tranquilli: vi daranno una mano senza problemi.

Biglietti, costi e dove comprarli

Lo ammetto subito: i biglietti per la Friends Experience non sono proprio economici. Il prezzo varia in base al giorno e alla fascia oraria scelta, ma anche al tipo di biglietto che decidi di acquistare. Esiste il biglietto standard, con ingresso a data e ora fissa, e il biglietto flessibile, che ti permette di entrare senza prenotazione in qualsiasi giorno e orario, purché almeno un’ora prima della chiusura. Poi ci sono i pacchetti gruppo e l’Ultimate Ticket Package, pensato per i fan più accaniti. Quest’ultimo include diversi extra, come:

  • ingresso flessibile nel giorno scelto (fino a un’ora prima della chiusura)
  • pacchetto foto completo (stampe + tutte le foto digitali)
  • tazza del Central Perk
  • una consumazione al Central Perk Café ricostruito
  • deposito gratuito per cappotti e borse
  • 20% di sconto nel negozio ufficiale

I prezzi, in generale, partono da circa 48$ e arrivano fino a 127$ per il pacchetto più completo.

Per l’acquisto puoi scegliere se comprare i biglietti direttamente dal sito ufficiale oppure tramite GetYourGuide. Io, quando si tratta di esperienze, attrazioni o musei ma anche di pass turistici come il New York City Pass scelgo sempre GetYourGuide. Di solito garantisce ottimi prezzi, esperienze affidabili e soprattutto la cancellazione gratuita fino a 24 ore prima dell’evento, che a New York fa sempre comodo.

In più, se scarichi l’app da questo link e inserisci il codice sconto VABBEIOVADO5, ottieni un 5% di sconto sul totale dell’acquisto. E a quel punto il prezzo fa già un po’ meno paura.

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Orari di apertura e giorni

La Friends Experience: The One in New York City è aperta dal lunedì e dal mercoledì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso consentito). Il martedì è chiusa, quindi tienilo a mente quando organizzi l’itinerario. L’esperienza è adatta a tutte le età, ma i bambini sotto i 12 anni devono essere accompagnati da un adulto di almeno 18 anni. I bambini fino ai 3 anni non pagano il biglietto, se accompagnati da un genitore o tutore.

La location si trova al 130 E 23rd Street, all’angolo tra Lexington Avenue e la 23rd Street, in una zona comodissima da raggiungere e facile da inserire in una giornata di visita a Manhattan.

La mia esperienza alla Friends Experience New York

Come vi raccontavo, quel giorno a New York ero da sola e ho visitato la Friends Experience in solitaria. Ammetto che ero parecchio indecisa se andarci o meno: avevo paura di non godermi davvero l’esperienza senza amici con cui condividere risate, foto e pose assurde. Allo stesso tempo, però, mi conosco e sapevo che, se non ci fossi andata, me ne sarei pentita. Così ho preso coraggio e sono andata. Ovviamente viverla in gruppo è tutta un’altra storia. Mi è mancata la complicità degli amici, il ridere insieme e il rifare certe scene iconiche tipo la famosissima scenetta del divano sulle scale. Però devo dirlo: lo staff è stato fantastico. Le ragazze presenti nelle sale sono state davvero gentili, disponibili e simpatiche, aiutandomi con foto e video e facendomi sentire molto meno “sola” di quanto temessi.

E poi c’è stato un momento che mi ha colpita più di quanto pensassi: osservare i gruppi di amici divertirsi nell’appartamento di Monica, ridere, emozionarsi, riconoscersi in quella casa. Mi ha fatto sorridere e mi ha ricordato quanto questa serie abbia creato qualcosa di enorme, che va ben oltre lo schermo.

Quindi sì, se sei fan di Friends e ti trovi a New York anche da solo o da sola buttati. Entra anche tu a casa di Monica e Rachel, ne vale la pena. E già che ci sei, ricordati di passare per un caffè nel nuovo Central Perk a Times Square: chiudere così l’esperienza è praticamente obbligatorio.

Viaggi Stati Uniti 2026: ESTA, controlli e costi aggiornati da sapere

Il 2026 si preannuncia come un anno ricco di novità, belle e meno belle, per chi ha in programma un viaggio negli Stati Uniti. Già il 2025 ci ha regalato qualche brutta sorpresa, come il raddoppio del costo dell’ESTA. Non parleremo però di politica né entreremo nel merito del perché e del come, perché non è questo che ci interessa. Qui cercheremo invece di capire insieme quali cambiamenti ci aspettano e come organizzare al meglio un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, evitando brutte sorprese e partendo più consapevoli.
Ma attenzione: non mancano anche le belle novità. Il 2026 sarà l’anno dei Mondiali FIFA, dei 250 anni di indipendenza degli Stati Uniti e dei 100 anni della mitica Route 66. Insomma, di scuse per organizzare un viaggio negli USA ce ne sono tante… ma come sempre, bisogna partire preparati.

Se ancora non ci seguite sui social, questo è decisamente il momento giusto per farlo: sono in arrivo tante novità. E come piccolo spoiler, stiamo già lavorando a un nuovo viaggio proprio negli USA. Siamo tornati da poco da New York e dal New England, ma il richiamo oltreoceano si fa già sentire. Corri a scoprire i nuovi contenuti.

Aumento della tessera dei parchi nazionali USA

L’America the Beautiful – National Parks and Federal Recreational Lands Annual Pass, ovvero il pass annuale dei parchi nazionali americani, purtroppo dal 1° gennaio 2026 subirà un cambiamento importante. Non volevo partire subito dalla notizia peggiore, ma visto che il cambiamento è davvero imminente, è giusto informarvi per tempo. Ad oggi, metà dicembre, il costo della tessera annuale è di 80$. Dal 1° gennaio 2026, il prezzo salirà a 250 $. Un aumento importante che inciderà molto sul costo finale del viaggio.

Primo consiglio fondamentale: se state valutando un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, approfittate di queste ultime settimane per acquistare la tessera al prezzo attuale. Ma non è l’unico cambiamento. Aumenteranno anche le modalità di ingresso singolo ai parchi nazionali. Ad oggi, senza tessera, l’ingresso costa da 30 $ in su per auto. Dal 1° gennaio 2026 diventerà invece: 35$ a veicolo + 100$ per ogni singola persona. In pratica, una spesa che inciderà parecchio sul budget di viaggio. E sarà una spesa quasi inevitabile. Fanno parte del sistema dei parchi nazionali degli USA oltre 2.000 aree, tra cui alcuni dei più iconici e imperdibili: Grand Canyon, Yellowstone, Bryce Canyon, solo per citarne alcuni. Pensare a un viaggio negli Stati Uniti senza visitare almeno un parco nazionale è, di fatto, impossibile.
Per questo rinnovo il consiglio: organizzatevi per tempo.

Se stai sognando un viaggio negli USA ma non sai da dove iniziare, posso aiutarti io. In qualità di Travel Designer Certificata e Specialista USA, grazie alla mia formazione e all’esperienza diretta sul posto, posso aiutarti a costruire un viaggio su misura, davvero pensato per te. Dai un’occhiata alla pagina dedicata ai miei servizi per richiedere un preventivo gratuito o un itinerario personalizzato con guida.

Aumento dell’ESTA e nuove modalità di richiesta

In questi giorni le news sugli Stati Uniti e sui cambiamenti previsti per il 2026 stanno facendo il giro del web. La notizia che sta suscitando più scalpore riguarda l’ESTA. Partiamo dall’ultimo aggiornamento: dal 1° ottobre 2025 il costo dell’ESTA (l’autorizzazione elettronica di viaggio) è passato da 20$ a 40$, e purtroppo ci siamo già dovuti adeguare. Per il 2026 si parla di un possibile inasprimento dei controlli e di maggiori richieste di documentazione al momento della domanda. Tra le novità ipotizzate ci sarebbe:

  • l’obbligo di segnalare i propri contatti social, con la cronologia degli ultimi 5 anni;
  • la richiesta di ulteriori dati sui familiari.

Al momento, l’inserimento dei social durante la richiesta dell’ESTA è facoltativo, ma potrebbe diventare obbligatorio con le nuove regole. Va detto che, anche se i controlli dovessero diventare più rigidi, non c’è motivo di farsi prendere dal panico: la proposta è ancora in fase di valutazione e, nella peggiore delle ipotesi, dovremo solo prestare maggiore attenzione a compilare correttamente i dati. Nessun motivo di preoccuparsi per quello che un ufficiale potrebbe vedere sul nostro Instagram o TikTok. Almeno spero per voi.

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Novità Stati Uniti 2026: America 250

Il 2026 segna un traguardo importantissimo per gli Stati Uniti: i 250 anni dall’Indipendenza americana.
Il 4 luglio 1776, nella Pennsylvania State House di Philadelphia (oggi Independence Hall), veniva dichiarata l’indipendenza delle tredici colonie americane dalla Gran Bretagna. Nel 2026 ricorrono quindi 250 anni da quella data storica. I festeggiamenti non si concentreranno solo su un singolo giorno: sono previsti eventi, celebrazioni e iniziative per tutto il periodo che precede il 4 luglio, con il culmine proprio nella giornata dell’Independence Day. Le città protagoniste saranno soprattutto Philadelphia, Boston, Washington D.C. e New York, con rievocazioni storiche, eventi culturali, mostre, concerti e grandi spettacoli pubblici.

Una delle novità più curiose riguarda proprio New York: la celebre palla di Times Square scenderà eccezionalmente il 3 luglio 2026, per la prima volta fuori dal Capodanno. Un evento simbolico, pensato proprio per celebrare America 250, che attirerà visitatori da tutto il mondo.

Tradotto: se state pensando a un viaggio negli USA in questo periodo, meglio organizzarsi per tempo. Le date estive del 2026 saranno particolarmente richieste, soprattutto nelle grandi città della East Coast.

FIFA World Cup 2026: il Mondiale più grande di sempre

Il 2026 sarà anche l’anno della Coppa del Mondo FIFA, che per la prima volta nella storia si svolgerà in tre Paesi: Stati Uniti, Canada e Messico. La parte più consistente del torneo si terrà proprio negli USA, con partite in città iconiche come New York/New Jersey, Los Angeles, Miami, Dallas, Atlanta, San Francisco, Seattle e Boston.

Sarà anche il primo Mondiale a 48 squadre, quindi con più partite, più tifosi e un’atmosfera che promette di essere incredibile. Anche chi non è un appassionato di calcio si troverà immerso in un clima di festa continua, con fan zone, eventi collaterali e città completamente trasformate. Se l’idea è unire sport, viaggio e grandi metropoli americane, il 2026 è l’anno perfetto. Ma anche qui vale la stessa regola: prenotazioni anticipate e itinerari studiati bene, perché la richiesta sarà altissima.

Route 66: 100 anni della Mother Road

E infine, ultima ma assolutamente non per importanza: la Route 66 compie 100 anni. La Mother Road, simbolo indiscusso del sogno americano, venne ufficialmente istituita nel 1926 e collegava Chicago a Santa Monica, attraversando otto Stati e migliaia di chilometri di America autentica.

Nel 2026 sono previsti eventi celebrativi lungo tutto il tracciato: festival, raduni di auto d’epoca, mostre, concerti e iniziative locali nelle cittadine storiche della Route. Un’occasione unica per percorrerla proprio nell’anno del suo centenario, respirando quell’atmosfera vintage che la rende così iconica. La Route 66 non è solo una strada: è un viaggio nella storia americana, tra diner, motel d’altri tempi, stazioni di servizio storiche e paesaggi che sembrano usciti da un film. Farla nel 2026 significa viverla nel suo anno più simbolico.

Conclusione delle novità Stati Uniti 2026

Ormai, se mi conoscete, sapete che parlare degli Stati Uniti per me è sempre un grande piacere. Anche quando, purtroppo, le notizie non sono sempre “wow”. Noi abbiamo già rinnovato la nostra tessera dei parchi, a breve chiuderemo definitivamente il nostro itinerario e poi non resterà che aspettare il giorno della partenza, sperando che il 2026 ci porti solo buone notizie.

Che sia per una partita di calcio dei Mondiali, per la storica gara di hot dog a Coney Island o per celebrare i 250 anni d’America, l’augurio è uno solo: vivere tutto questo senza doverci ritrovare a commentare l’ennesimo aumento o qualche nuova complicazione di troppo. Incrociamo le dita e continuiamo a sognare il prossimo viaggio.

I luoghi di Friends a New York

Fan di Friends all’ascolto: in questo articolo parleremo della Friends Experience di New York e di tutto ciò che riguarda la famosa serie nella città che le fa da sfondo.

Intanto, il 12 dicembre 2025 è stato finalmente inaugurato il Central Perk New York, una notizia che tutti noi fan aspettavamo da anni. Peccato solo che ero a New York il mese scorso e me lo sono perso per pochissimo. Eh niente, dovrò fare “lo sforzo” di tornare di nuovo nella Grande Mela!

Se anche tu sogni New York ma non sai da dove iniziare per organizzare il tuo viaggio o creare un itinerario su misura ci posso pensare io. In qualità di Travel Designer e New York City Destination Specialist so come aiutarti. Visita la mia pagina dedicata ai servizi per saperne di più e, se ancora non lo fai, seguici sui social per non perdere le novità su New York e sulle prossime avventure.

Insomma, abbiamo davvero tante news e tanti posticini da segnare se state progettando un viaggio a New York e Friends è la serie del vostro cuore. Ma partiamo dall’inizio.

Friends per chi non lo conosce

Friends è la serie cult degli anni ’90, andato in onda dal 1994 al 2004, quella che ha visto una giovanissima Jennifer Aniston debuttare in TV. Insieme a un gruppo di amici che condividono letteralmente lo stesso tetto ci fanno ridere e commuovere puntata dopo puntata. La serie, composta da dieci stagioni, è ricca anche di cameo memorabili: da Bruce Willis a Brad Pitt, sono tanti i volti celebri che hanno arricchito il cast.

E tutto nasce da New York anche se, spoiler, la serie è stata interamente registrata nei Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Nonostante questo, a New York puoi trovare tantissimi richiami. Location iconiche e scorci che riconosci subito: dalla facciata dell’appartamento sopra il Central Perk, al vero Central Perk, fino alla Friends Experience.

I luoghi di Friends a New York

Guardando le puntate di Friends capita spesso di intravedere vere scene di New York. Ogni tanto c’è anche un piccolo tuffo al cuore quando compaiono le Torri Gemelle.
Come detto in precedenza, molti luoghi della serie sono reali oppure ispirati a posti che esistono davvero a New York. Quindi iniziamo subito a segnare quelli dove puoi andare a scattare la classica foto ricordo.

La casa di Friends

La casa di Friends si trova all’incrocio tra Grove Street e Bedford Street, al numero 90, nel West Village.
È l’edificio che vediamo praticamente sempre nelle scene esterne dell’appartamento di Monica (e compagnia). Sotto gli appartamenti del gruppo c’è il Central Perk che, nella realtà, è il Little Owl, un ristorante americano. Non l’ho ancora provato personalmente, ma ha ottime recensioni, magari sarà per il prossimo viaggio a New York. PS: ci credete che la prima volta siamo capitati qui assolutamente per caso, mentre cercavamo un ristorante giapponese? Ci siamo persi? Sì. Ne è valsa la pena? Assolutamente sì.

La fontana della sigla

Qui nasce una piccola disputa. La fontana della sigla non esiste davvero, ma sembra essere ispirata a due fontane reali di New York:

  • la Pulitzer Fountain, che si trova a Grand Army Plaza
  • la Cherry Hill Fountain, all’interno di Central Park

In pratica, la fontana di Friends è un mix ideale di queste due. Il consiglio? Visitale entrambe: così non sbagli di sicuro.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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L’ufficio di Chandler

Anche qui siamo davanti a un luogo ispirato alla realtà, ma con tutte le scene girate in studio.
L’ufficio del mio personaggio preferito della serie, Chandler, nella realtà è il Solow Building, un grattacielo di 49 piani situato a Midtown Manhattan.

È qui che, almeno teoricamente, Chandler lavora o almeno così la serie ci fa pensare.
Questo edificio, tra l’altro, è comparso anche in altre produzioni famose come Sex and the City e Zoolander.

Bloomingdale’s

Uno dei grandi templi dello shopping di New York è anche il luogo di lavoro di Rachel. No, non troverete Jennifer Aniston pronta a farvi da personal shopper, ma un po’ di shopping qui è praticamente obbligatorio. Anche in questo caso, nella serie vediamo solo la facciata esterna: tutte le scene interne sono state girate in studio. Resta comunque una tappa iconica da inserire nel vostro tour a tema Friends a New York, soprattutto se amate unire serie TV e shopping.

Bloomingdale’s si trova al 1000 di Third Avenue, tra la 59th Street e Lexington Avenue, nell’Upper East Side.

Teatro Lucille Lortel

Questo è invece il luogo di lavoro di Joey Tribbiani. Sì, è proprio qui che lo vediamo recitare in alcune delle parti (più o meno memorabili) che riesce a ottenere nel corso della serie. Il Lucille Lortel Theatre si trova al 121 di Christopher Street, vicino all’angolo tra Bedford Street e Christopher Street, nel Greenwich Village.
Il teatro è ancora attivo, quindi perché non approfittarne per vedere uno spettacolo dal vivo? Sarebbe un’ottima aggiunta a un tour di Friends fatto come si deve.

American Museum of Natural History

L’American Museum of Natural History si trova sulla Upper West Side, tra Central Park West e la 79th Street. È un museo iconico di per sé, ma se pensi a Ross, paleontologo felice in mezzo ai suoi fossili, lo diventa ancora di più. Nella serie, in realtà, il museo per cui lavora Ross non esiste davvero, ma le riprese sono state fatte proprio qui. Tra l’altro, questo museo compare anche in altri film famosissimi come Una notte al museo, Il diavolo veste Prada e I pinguini di Mr. Popper. Il museo è incluso nel New York Pass, quello che consiglio spesso anche ai miei clienti perché permette di risparmiare parecchio sulle attrazioni.
Se anche tu lo stai valutando, puoi acquistarlo su GetYourGuide: scaricando l’app da questo link e inserendo il codice VABBEIOVADO5 ottieni il 5% di sconto sul totale del city pass.
Approfittane, perché questo museo merita davvero.

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The FRIENDS™ Experience: New York

Arriviamo a una delle esperienze più entusiasmanti da fare a tema Friends a New York. Soprattutto se viaggi con gli amici: vi divertirete un sacco a rivivere alcune delle scene più iconiche della serie e a scattare mille foto nell’appartamento di Monica e Rachel.

Io l’ho visitata da sola, quindi un po’ ho perso la magia della condivisione ma devo dirlo: le ragazze che lavorano all’interno e controllano le varie sale sono state gentilissime. Su loro iniziativa mi hanno aiutata a fare foto e video, quindi sì, potete stare tranquilli: saranno super disponibili anche con il vostro gruppo di amici.

All’ingresso si parte subito con lo scatto davanti all’iconica fontana, poi inizia un percorso tra:

  • ricostruzioni fedelissime dei set
  • video narrativi che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione
  • abiti e accessori originali usati nel telefilm

L’appartamento di Monica e Rachel, ovviamente, è uno dei punti più attesi. Insomma anche se visitato e vissuto da sola: è stato davvero emozionante.

Prenotate in anticipo il biglietto. Anche qui potete farlo su GetYourGuide e inserendo il codice sconto VABBEIOVADO5 avete il 5% di sconto. Meglio di così?

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Central Perk di Friends a New York

Finalmente, il 12 dicembre 2025, è stato inaugurato il tanto atteso Central Perk Café dedicato alla serie.
Ovviamente, un mese dopo che sono tornata io. Tempismo perfetto, come sempre. La sua apertura è stata rimandata più volte e tra i fan stava iniziando a girare un po’ di ansia, ma ora è realtà.
Lo trovate a Times Square, precisamente al 20 Times Square, all’angolo tra 7th Avenue e 47th Street.

Se siete fan di Friends, questa è una tappa obbligatoria. Io ormai ho una scusa in più per tornare a New York. E onestamente, non mi dispiace affatto.

Quindi, cosa dire ragazzi. Non vi resta che rifare un bel rewatch di tutta la serie, prenotare il vostro biglietto per New York oppure affidarvi a me e rivivere dal vivo alcune delle avventure del gruppo di amici che ci ha fatto ridere, piangere e crescere. Friends non è solo una serie TV: è un pezzo di vita, ed è anche uno dei motivi per cui New York ci entra sotto pelle e non se ne va più. Camminare per le sue strade sapendo che, da qualche parte, lì vicino “abitavano” Monica, Rachel, Joey, Chandler, Phoebe e Ross, ha tutto un altro sapore.

Se anche tu sogni una New York fatta di emozioni, luoghi iconici e ricordi che restano, sai dove trovarmi.
Io sono già pronta a tornarci. Sempre.

Addio MetroCard: a New York arriva OMNY

Ancora pochissimi giorni e saluteremo per sempre la MetroCard di New York, che verrà sostituita da OMNY. Nel mio ultimo viaggio a New York, lo scorso mese, ne ho approfittato per acquistarla per l’ultima volta: la storica tesserina è ormai destinata a diventare un pezzo da museo.

OMNY, il sistema di pagamento contactless, andrà infatti a sostituire del tutto la MetroCard di New York a partire dal 1° gennaio 2026. Ma come funziona e quali saranno le sue tariffe? Lo scopriamo insieme. Prima di partire, controlla di avere tutti i documenti per New York in regola.

E se ancora non ci segui sui social beh, devi recuperare subito, altrimenti ti perdi tutte le novità su New York e le prossime avventure!

OMNY New York: come funziona

Dopo più di trent’anni di onorato servizio, la MetroCard sta per sparire definitivamente dalla scena del trasporto pubblico di New York. A partire dal 1° gennaio 2026, il sistema di pagamento contactless OMNY prenderà il suo posto su tutta la metropolitana e gli autobus MTA.

Addio swipe, benvenuto tap, con OMNY non ci sono più tessere da infilare nella fessura: basta avvicinare una carta contactless (di credito, debito o prepagata) oppure il tuo smartphone o smartwatch con Apple Pay o Google Pay al lettore verde all’ingresso di metro e bus.

Non serve scaricare app, registrarti o comprare nulla: tocchi e vai. Usando sempre la stessa carta o lo stesso dispositivo, OMNY ti riconosce automaticamente e tiene traccia delle tue corse. Se però vuoi controllare che le corse siano state caricate correttamente o sapere quante te ne mancano per raggiungere il limite settimanale, allora sì: puoi scaricare l’app e tenere tutto sotto controllo.

Se anche tu sogni New York e cerchi un modo senza stress per organizzare il tuo viaggio con un itinerario personalizzato, puoi contattarmi direttamente: ti aiuto volentieri! Oltre alle mie esperienze di viaggio, sono una Travel Designer certificata e una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione con la New York City Travel Trade Academy. Visita la mia pagina dedicata per conoscere meglio i mie servizi.

Quanto costa?

La tariffa base per una singola corsa su metropolitana, autobus locale e Select Bus Service è 2,90 $, lo stesso prezzo della MetroCard. Per gli autobus espresso la tariffa è diversa e più alta, come già succedeva prima. Il vero vantaggio di OMNY è il sistema chiamato fare capping:

  • Se tappi 12 volte con lo stesso metodo di pagamento in un periodo di 7 giorni, tutte le corse successive di quella settimana diventano gratuite. Pagherai l’importo settimanale di 35$.
  • È come avere un abbonamento settimanale, ma senza doverlo acquistare in anticipo: paghi solo quello che usi.

La settimana parte dalla tua prima corsa e dura 7 giorni consecutivi. Anche i trasferimenti tra metro e bus rientrano nel conteggio, purché tu usi sempre lo stesso strumento di pagamento. E mi raccomando su questo state molto attenti altrimenti rischiate di perdere corse e pagarle doppie non rientrando nella tariffa settimanale.

Per l’acquisto del tuo pass per New York, GetYourGuide è una delle opzioni che preferisco, per due motivi: garantisce la cancellazione gratuita entro 24 ore, il che è utilissimo se devi ripensarci o riorganizzarti per maltempo. E poi con il codice VABBEIOVADO5 (da inserire al momento del pagamento sull’app da scaricare qui) puoi ottenere uno sconto del 5%. Approfittane e risparmia!

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Carte fisiche OMNY

Se non hai una carta contactless o un telefono compatibile, puoi comunque utilizzare una OMNY Card fisica: si compra in alcune stazioni o negozi, si ricarica e funziona come una carta contactless tradizionale. In più, se hai ancora un saldo sulla tua vecchia MetroCard, potrai trasferirlo su una OMNY Card nei centri assistenza MTA o tramite i venditori mobili entro la fine del 2025.

Puoi acquistare la tua OMNY Card al costo di 5$ (a volte in offerta a 1$), caricarla con 35$ e usare comunque il tap per le corse settimanali: pagherai sempre un massimo di 35$, proprio come con il “fare cap” attivo dopo la dodicesima corsa in 7 giorni. È una soluzione utile se vuoi toglierti subito la spesa totale. Io ad esempio l’ho consigliata ai miei genitori, poco pratici con i pagamenti contactless e desiderosi di sapere da subito quanto avrebbero speso.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Dove funziona OMNY a New York

OMNY è attivo su:

  • Metropolitana
  • Autobus MTA
  • Staten Island Railway
  • Roosevelt Island Tram
  • Hudson Rail Link
  • Alcune tratte dell’AirTrain

E continuerà ad espandersi nei prossimi anni. Per restare aggiornati e avere informazioni più specifiche sui servizi, vi consiglio di consultare il sito ufficiale.

Conviene davvero?

La risposta breve? Sì.

  • Se vai a New York da turista per pochi giorni, OMNY è più comodo: niente scelte complicate, nessun biglietto da comprare o ricaricare, solo un tap e via.
  • Se vivi o lavori in città, il “fare cap” ti fa risparmiare rispetto al pay-per-ride classico, senza obbligarti a comprare un settimanale che magari non sfrutti del tutto.

Opzione scelta, ad esempio, da Riccardo, che mi ha raggiunto negli ultimi due giorni a New York e ha sfruttato il tap and go per le poche corse fatte in 48 ore.

Ammetto di essere molto affezionata alle tesserine, e sicuramente nel mio prossimo viaggio a New York mi vedrete girare con la OMNY Card. Ma, diciamolo, se a Roma utilizziamo il tap and go già da anni… poteva New York rimanere indietro?

Se avete bisogno di maggiori chiarimenti, scriveteci. E fateci sapere se anche voi terrete per ricordo la vecchia MetroCard.

SUMMIT One Vanderbilt New York: biglietti, prezzi e consigli pratici

Essendo la mia quarta volta a New York, dovevo per forza inserire le ultime novità in città e il SUMMIT One Vanderbilt era in cima alla lista. Premessa: sono partita molto scettica su questo osservatorio. Fin dalla mia prima volta a New York, per me la vista più iconica è sempre stata quella del Top of the Rock che infatti anche questa volta ho rivisto volentieri. Ma spoiler: mi sono dovuta ricredere. Il Summit di New York forse si merita davvero il podio. Come ogni cosa qui a New York, mi ha sorpresa e meravigliata. Ora però andiamo con ordine, e ti porto con me alla scoperta del Summit.


Se ancora non lo fai, ti consiglio di seguirmi sui miei canali social: lì racconto bene anche l’esperienza al Top of the Rock e tutte le prossime avventure di viaggio.

Storia del SUMMIT One Vanderbilt New York

Inaugurato nell’ottobre 2021, il SUMMIT si trova all’interno del grattacielo One Vanderbilt, nel cuore di Manhattan. Il grattacielo raggiunge i 397 metri (427 con la guglia) e l’osservatorio principale si trova tra i piani 91 e 93, a circa 324 metri di altezza. Volendo, si può salire ancora di più con Ascent, l’ascensore panoramico esterno che arriva a circa 368 metri ma qui serve un biglietto extra. Il Summit di New York non è pensato solo per regalare una vista pazzesca sullo skyline: è proprio un percorso sensoriale, un’esperienza immersiva tra luci, riflessi e anche un po’ di adrenalina.

SUMMIT New York, come prendere i biglietti

Già all’ingresso, mentre aspetti l’ascensore nel buio totale, inizia quella sensazione un po’ da “ok, cosa ci aspetta là sopra?”. È fatto apposta: ti mette nella mood giusta prima di catapultarti in cima. Una volta arrivati al piano 91, inizia il percorso vero e proprio. È obbligato, segui le indicazioni dello staff e non puoi tornare indietro quindi preparati a vivere l’esperienza in un’unica direzione, passo dopo passo.

Per non perderti in città, restare sempre connesso e condividere live la tua avventura sui social, installa Holafly: la comodissima eSIM con giga illimitati attiva in tutto il mondo. Inserendo il nostro codice VABBEIOVADO hai subito il 5% di sconto. Approfittane!

Viaggio per il mondo
NYC la vista sui suoi grattacieli

Le sale del SUMMIT One Vanderbilt di New York

Nella prima sala Air: Transcendence 1 capirai subito perché ti avevano detto di evitare gonne o vestiti troppo svolazzanti. Qui il pavimento e le pareti sono un mix di vetro e specchi che riflettono tutto. Ti ritrovi in un gioco di prospettive dove perdi letteralmente la percezione dello spazi e sì, è qui che inizia il divertimento. Tra riflessi, luci e panorami pazzeschi ti ritroverai faccia a faccia con giganti come l’Empire State Building e il Chrysler Building.

Nella sala successiva, Air: Transcendence 2, ti renderai conto che, per quanto nella stanza precedente tu abbia guardato ovunque, ti erano sfuggite due balconate sospese che scoprirai solo qui. Poi arriverai a Air: Affinity, sicuramente la sala più famosa grazie ai social. Lo spazio diventa un’enorme bolla di gioco: decine di sfere specchiate che rimbalzano, ti avvolgono e trasformano ogni foto in qualcosa di quasi surreale. Air: Unity ti farà letteralmente volare nel cielo di New York, prima di trascinarti verso l’ultima tappa: Levitation. Qui ci sono due passerelle di vetro sospese sulla città. Cammini a più di 300 metri d’altezza, con Manhattan ai tuoi piedi. Serve un po’ di coraggio ma fidati: anche Riccardo, che soffre di vertigini, preso dall’euforia del momento non si è neanche accorto di star camminando nel vuoto.

E non perderti assolutamente la terrazza esterna, uno dei punti più belli del SUMMIT New York. Pochi passi più in là trovi Après, il bar e ristorante in stile nordico dove puoi chiudere l’esperienza nel modo più piacevole possibile.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Orari e biglietti

Il SUMMIT One Vanderbilt è aperto tutti i giorni dalle 8:00 fino a mezzanotte. L’ultimo ingresso è consentito alle 22:30. Quando ho prenotato il mio biglietto, ho studiato bene le opzioni perché ci sono varie fasce in base a cosa vuoi fare. Inoltre i prezzi variano in base all’orario (mattina, tramonto o sera) e a eventuali promozioni, quindi conviene sempre controllare prima di prenotare.

  • Il biglietto Summit Experience (solo osservatorio + installazioni) parte da 44 $.
  • La Summit Signature Experience, che include anche un cocktail al bar Après, parte da 58 $.
  • Per chi desidera un po’ di adrenalina in più, la SUMMIT Ascent con ascensore esterno in vetro parte da 66 $.
  • Se vuoi l’esperienza completa, osservatorio + Ascent + drink, c’è il biglietto Ultimate SUMMIT, che parte da 80 $.

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Consigli e come arrivare

Avrai capito che tra vetri e specchi dovrai arrivare al SUMMIT One Vanderbilt New York preparata. Niente gonne o vestiti svolazzanti, perché qui ogni superficie riflette tutto. Indossa scarpe comode senza tacchi: prima di entrare nelle sale ti faranno mettere i copriscarpe, che dovrai tenere fino alla fine del percorso per non rovinare pavimenti e passerelle.

L’ultimo consiglio che vi do è quello di sfruttare gli orari strategici: uno, per risparmiare (vedi le fasce orarie e i rispettivi prezzi) e due, per evitare la folla. Lo so che il tramonto è bellissimo, ma è anche uno di quei momenti da evitare se non amate troppa confusione. Stessa cosa per il sabato. Noi siamo andati lunedì mattina alle 10 e la situazione era super gestibile: poca attesa all’ingresso e sale non così affollate da rovinarci l’esperienza. Ah, e ricordati di fermarti a fare pipì: i bagni del Summit hanno una vista indimenticabile su New York. Quando ti ricapiterà di fare pipì con uno skyline così?

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Arrivare qui è facile: il Summit si trova accanto alla Grand Central Terminal, quindi la metro è la soluzione più comoda.

  • Metro: linee 4, 5, 6, 7 e S fermano tutte a Grand Central – 42 St. Esci e segui le indicazioni per “One Vanderbilt / Summit”.
  • Bus: diverse linee passano in zona, tra cui M1, M2, M3, M4, M42, M101, M102. Scendi nei pressi di 42nd Street o Madison Avenue e sei praticamente arrivata.

Gli ingressi principali sono tre: dalla Transit Hall di One Vanderbilt (angolo Vanderbilt Ave / 43rd St), da 45 East 42nd Street a livello strada, oppure direttamente dal Main Concourse dentro Grand Central. Una volta dentro, segui lo staff fino al piano B1: da lì inizia l’esperienza e fidati, sarà impossibile non restare a bocca aperta.

Conclusione

Allora, difficilmente mi capita di sbagliarmi su qualcosa o di non rispettare le mie aspettative. Ma si sa: New York è una città che sorprende sempre e il SUMMIT è stata proprio una di quelle esperienze che mi hanno fatto dire: ok, mi sbagliavo sul suo conto. Me lo immaginavo come una turistata, una di quelle attrazioni fatte solo per creare contenuti da Instagram e invece no. Ci siamo divertiti tutti, boomer compresi.

Se anche tu stai sognando un viaggio a New York ma non sai da dove iniziare, come Travel Designer e New York Destination Specialist posso aiutarti a organizzare il tuo itinerario su misura, con tante esperienze uniche e consigli pratici. Tu dovrai solo pensare alla valigia: visita la mia pagina dedicata per saperne di più.

Tanto che ora, sul podio delle viste più belle di New York, ci sono Top of the Rock e SUMMIT One Vanderbilt. Se mi sono ricreduta io, spero che anche chi la pensava come me possa venire qui e dirmi: avevi ragione, questo osservatorio regala davvero viste, emozioni e ricordi unici della città.