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Monument Valley: come visitarla, tour, costi e consigli pratici

La nostra esperienza nella Monument Valley è senza dubbio una di quelle che non scorderemo mai. Avete mai dormito in macchina nel parcheggio di un McDonald’s durante un on the road negli Stati Uniti? Ecco, noi sì. E diciamo che da una disavventura è nata una delle albe più spettacolari della nostra vita. Vedere il sole sorgere in mezzo ai grandi monoliti che caratterizzano la Monument Valley, nel cuore del Far West, è un’esperienza difficile da descrivere a parole. Sicuramente rientra nella top 5 dei momenti più belli della nostra vita. Ma come siamo finiti a dormire in auto proprio qui?

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Prima cosa da sapere: gli on the road all’avventura sono meravigliosi, ma lo è anche avere un letto dove dormire, soprattutto dopo tante ore di guida. Se state organizzando di visitare la Monument Valley in auto durante un viaggio on the road negli USA, soprattutto nei periodi di alta stagione (ma vale anche negli altri mesi), il consiglio è uno solo: prenotate con largo anticipo il pernottamento. La Monument Valley è stata una delle tappe del nostro on the road da Los Angeles a Denver. Potete replicare il nostro itinerario leggendo l’articolo dedicato.

lungo la strada Highway 163, Stati Uniti, arizona
Ohmmmm

Dove si trova la Monument Valley

Si avete ragione! Partiamo dal capire dove si trova questo iconico paesaggio americano simbolo del Far West. La Monument Valley si trova negli Stati Uniti occidentali, al confine tra Utah e Arizona, ed è famosa per i suoi grandi monoliti di arenaria rossa che emergono dal deserto. Gran parte della strada che conduce alla valle, la Highway 163, si trova proprio nello Utah e regala scorci spettacolari lungo tutto il percorso. L’ultima cittadina prima di arrivare è Kayenta, in Arizona, a circa 70 chilometri dalla valle, percorribili in circa 30-40 minuti di auto.

È importante sapere che la Monument Valley non è un parco nazionale, ma una riserva indiana: la Navajo Nation Reservation, gestita interamente dalla popolazione nativa Navajo.
Questo significa alcune cose pratiche da tenere a mente:

  • Accesso e permessi: non potrete utilizzare i classici pass dei parchi nazionali americani; l’ingresso alla riserva richiede il pagamento di un biglietto direttamente alla Navajo Nation.
  • Tour guidati: alcune zone della valle sono accessibili solo tramite guide autorizzate Navajo. Prenotare un tour guidato è consigliato se volete esplorare le aree interne e conoscere la storia e la cultura locale.
  • Orari e stagionalità: la Monument Valley è visitabile tutto l’anno, ma le temperature estive possono essere molto elevate, mentre in inverno può esserci neve. Il periodo migliore per visitarla resta primavera e autunno, quando le giornate sono più miti.
  • Servizi e alloggi: i servizi sono limitati; Kayenta offre qualche hotel e ristorante, ma se volete dormire all’interno della valle ci sono strutture iconiche come il The View Hotel, che permette di svegliarsi con vista sui monoliti.

Visitare la Monument Valley non è solo un’esperienza panoramica, ma anche culturale: il rispetto delle regole della riserva e della comunità Navajo è fondamentale per godersi appieno questa meraviglia naturale senza creare problemi.

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Monument Valley e i suoi monoliti

La Monument Valley è un’immensa distesa desertica di origine fluviale. I grandi monoliti che la caratterizzano sono guglie rocciose di sabbia che assumono l’iconico colore rossastro grazie all’alta concentrazione di ferro nel terreno. I “Testimoni di erosione”, come vengono chiamati in lingua nativa, si distinguono tra butte e mesas. Il nome originale di questa zona è Tsé Biiʼ Ndzisgaii, che non a caso significa “Valle delle rocce”.

Un viaggio nella Monument Valley è un’esperienza indimenticabile, ma c’è un aspetto fondamentale da non trascurare: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche un piccolo incidente o una visita medica può costare centinaia di dollari, quindi è importante partire con una copertura adeguata. Personalmente non viaggio mai senza un’assicurazione affidabile, facile da attivare e con assistenza disponibile 24 ore su 24 in italiano. In questo modo potrete godervi il viaggio e le escursioni tra i monoliti senza preoccupazioni, sapendo di essere protetti in caso di imprevisti. E grazie a noi potete avere uno sconto del 10% sulle polizze HeyMondo.

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Queste terre sono abitate fin dal 1300 a.C. e sono rimaste totalmente territorio dei Navajo, anche quando l’industria cinematografica ha scoperto il grande potenziale scenografico e turistico di questo territorio. A partire dagli anni ’30 del Novecento, la Monument Valley diventa così l’iconica cornice dei film Western. Per assurdo, tutti conosciamo già le grandi butte, che ormai fanno parte del nostro immaginario collettivo. Ma trovarsi lì, o meglio, trovarsi in mezzo a questi immensi e maestosi monoliti, è un’esperienza che emoziona profondamente e può far venire le lacrime agli occhi. Non esiste film che possa emozionarvi tanto quanto esserci davvero.

Tour e panorami imperdibili nella riserva Navajo

Arrivati al Monument Valley Tribal Park Visitor Center, potrete parcheggiare e visitare la struttura per acquistare qualche souvenir, prendere una mappa dell’area e utilizzare i servizi igienici (da ricordare: all’interno del parco non ci sono servizi). Da qui avete due opzioni principali: affrontare la Scenic Drive, la strada panoramica che si snoda per 17 miglia, con la vostra auto, oppure partecipare a un tour guidato da una guida locale Navajo.

Se scegliete di guidare da soli su questa strada sterrata e dissestata, state molto attenti. L’ideale sarebbe una 4×4, ma anche noi avevamo una semplice berlina. Mantenete sempre la strada, andate piano ed evitate buche e tratti sabbiosi: sarà più avventuroso, ma anche più rischioso. Ricordate inoltre che le agenzie di noleggio non coprono eventuali danni all’interno del parco.

Se preferite vivere l’esperienza in tranquillità, le guide native offrono tour che permettono di visitare anche aree private accessibili solo con un accompagnamento autorizzato. Alcuni tour permettono addirittura di esplorare la valle a cavallo. Sul sito ufficiale trovate tutte le guide autorizzate e i vari tour disponibili. Ogni butte e mesa ha un suo nome, perché questo è un territorio sacro per la popolazione Navajo. Rispettate sempre la segnaletica e i divieti presenti lungo la strada.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività all’interno della riserva, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

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Tra i monoliti più iconici ci sono The Mittens e Merrick’s Butte, simboli indiscussi della Monument Valley, e Elephant Butte, chiamata così per la sua somiglianza con un elefante. Un altro punto panoramico imperdibile è John Ford’s Point, uno di quei paesaggi che vi resterà nel cuore: dedicate tempo ad ammirare queste meraviglie e a pensare al lavoro che la natura ha fatto nei secoli e nei millenni. Non è difficile percepire la sacralità e la magia di queste terre.

Questi sono solo alcuni dei butte presenti nella valle. Per non perdere nulla e capire cosa state osservando, prendete sempre la cartina al Visitor Center. Andare con una guida vi permetterà inoltre di conoscere meglio le storie e le leggende legate a ciascun monolito.

Esperienza e consigli per esplorare la Monument Valley

La Monument Valley è visitabile tutti i giorni, tranne il giorno del Thanksgiving (quarto giovedì di novembre), Natale e il Primo gennaio. È possibile accedere con la propria auto e percorrere la Scenic Drive dalle 8:00 alle 17:00, tenendo presente che l’ultima entrata è consentita fino alle 14:30. Le stesse regole valgono anche per i tour guidati. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8€ a persona e va pagato direttamente alla macchinetta presente all’ingresso del percorso.

In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’accesso alla riserva potrebbe essere temporaneamente chiuso. Si consiglia di controllare sempre eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale.

Monument Valley, la vista migliore, Stati Uniti
The Mittens and Merrick’s Butte.

Se visitate la valle nei periodi più caldi, attrezzatevi con tanta acqua, crema solare ad alta protezione, cappello e abbigliamento leggero. Se andate la mattina presto, portate con voi una felpa: l’escursione termica si fa sentire. In inverno valutate attentamente il tipo di abbigliamento, perché potreste trovare i monoliti innevati. La valle è visitabile tutto l’anno, ma tenete presente le alte temperature estive, il sole intenso e la possibilità di neve in inverno. Noi a metà settembre siamo arrivati la mattina prima dell’apertura e, anche con una felpa, abbiamo sentito un po’ di fresco.

Gli USA e la loro vastità di panorami e paesaggi regalano sempre grandi emozioni. La natura si fa sentire prepotente e ricorda all’uomo che nessun cemento può resistere alla sua forza o superare le opere artistiche che solo Madre Natura sa creare. Questa valle resta per noi una delle meraviglie naturali che meritano di essere viste almeno una volta nella vita.

Speriamo di avervi dato informazioni utili e l’ispirazione giusta per prenotare il vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti. E non dimenticate di raccontarci la vostra avventura sperando che non finiate anche voi a dormire in un parcheggio!

The Friends Experience a New York: costo e recensione

A volte viaggiare da soli significa ritrovarsi a fare esperienze che rischiano di perdere valore, e avevo tanta paura che The Friends Experience a New York, fosse una di quelle. Difficilmente mi tiro indietro quando devo affrontare qualcosa da sola, soprattutto in viaggio, ma è anche vero che ci sono emozioni ed esperienze che danno il meglio di sé solo se vissute in compagnia. Come diceva qualcuno: la felicità è vera solo se condivisa.

Romanticismi a parte, New York è sempre pronta a sorprenderti e a farti sentire dentro un set cinematografico. The Friends Experience a New York ti riporta proprio sul set di Friends o meglio, nella sua ricostruzione e la sensazione è esattamente quella. Ma alla fine vale davvero la pena fare questa attrazione? E soprattutto, com’è stata per me viverla in solitaria?


Se volete scoprire di più sul mio ultimo viaggio a New York e sulle prossime avventure con Riccardo, non vi resta che seguirci sui nostri social. Per ora, vediamo insieme cos’è la Friends Experience, come acquistare i biglietti e la mia recensione onesta sulla Friends™ Experience a New York.

Cos’è la Friends Experience a New York

Friends è una di quelle serie che non hanno bisogno di presentazioni. È la sitcom cult degli anni ’90 (1994–2004), quella che ha fatto conoscere al mondo una giovanissima Jennifer Aniston e che, puntata dopo puntata, ci ha fatto ridere, affezionare e anche un po’ crescere insieme a sei amici che condividono praticamente tutto: casa, drammi, amori e divani.

Tutto ruota attorno a New York anche se qui arriva lo spoiler: Friends è stata girata interamente ai Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Detto questo, New York resta il cuore della serie, e in città non mancano i richiami che ogni fan riconosce al volo. Se vuoi organizzare il tuo itinerario a tema Friends non ti resta che leggere: I luoghi di Friends a New York.

La Friends Experience è pensata proprio per farti rivivere alcune delle scene più iconiche della serie, tra set ricostruiti alla perfezione e angoli super instagrammabili. Io l’ho visitata da sola, quindi sì, un po’ la magia della condivisione si perde ma devo dirlo: l’esperienza resta comunque molto bella.

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Appena entri ti accoglie subito l’iconica fontana, perfetta per la prima foto di rito. Da lì parte un percorso che alterna ricostruzioni fedelissime dei set, video che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione, e una selezione di abiti e oggetti originali usati nel telefilm. L’appartamento di Monica e Rachel? Ovviamente uno dei momenti più attesi. Anche visitandolo da sola, è stato davvero emozionante. E nota super positiva: lo staff è stato gentilissimo. Le ragazze presenti nelle sale, senza che chiedessi nulla, mi hanno aiutata a scattare foto e girare video. Quindi sì, se siete in gruppo potete stare tranquilli: vi daranno una mano senza problemi.

Biglietti, costi e dove comprarli

Lo ammetto subito: i biglietti per la Friends Experience non sono proprio economici. Il prezzo varia in base al giorno e alla fascia oraria scelta, ma anche al tipo di biglietto che decidi di acquistare. Esiste il biglietto standard, con ingresso a data e ora fissa, e il biglietto flessibile, che ti permette di entrare senza prenotazione in qualsiasi giorno e orario, purché almeno un’ora prima della chiusura. Poi ci sono i pacchetti gruppo e l’Ultimate Ticket Package, pensato per i fan più accaniti. Quest’ultimo include diversi extra, come:

  • ingresso flessibile nel giorno scelto (fino a un’ora prima della chiusura)
  • pacchetto foto completo (stampe + tutte le foto digitali)
  • tazza del Central Perk
  • una consumazione al Central Perk Café ricostruito
  • deposito gratuito per cappotti e borse
  • 20% di sconto nel negozio ufficiale

I prezzi, in generale, partono da circa 48$ e arrivano fino a 127$ per il pacchetto più completo.

Per l’acquisto puoi scegliere se comprare i biglietti direttamente dal sito ufficiale oppure tramite GetYourGuide. Io, quando si tratta di esperienze, attrazioni o musei ma anche di pass turistici come il New York City Pass scelgo sempre GetYourGuide. Di solito garantisce ottimi prezzi, esperienze affidabili e soprattutto la cancellazione gratuita fino a 24 ore prima dell’evento, che a New York fa sempre comodo.

In più, se scarichi l’app da questo link e inserisci il codice sconto VABBEIOVADO5, ottieni un 5% di sconto sul totale dell’acquisto. E a quel punto il prezzo fa già un po’ meno paura.

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Orari di apertura e giorni

La Friends Experience: The One in New York City è aperta dal lunedì e dal mercoledì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso consentito). Il martedì è chiusa, quindi tienilo a mente quando organizzi l’itinerario. L’esperienza è adatta a tutte le età, ma i bambini sotto i 12 anni devono essere accompagnati da un adulto di almeno 18 anni. I bambini fino ai 3 anni non pagano il biglietto, se accompagnati da un genitore o tutore.

La location si trova al 130 E 23rd Street, all’angolo tra Lexington Avenue e la 23rd Street, in una zona comodissima da raggiungere e facile da inserire in una giornata di visita a Manhattan.

La mia esperienza alla Friends Experience New York

Come vi raccontavo, quel giorno a New York ero da sola e ho visitato la Friends Experience in solitaria. Ammetto che ero parecchio indecisa se andarci o meno: avevo paura di non godermi davvero l’esperienza senza amici con cui condividere risate, foto e pose assurde. Allo stesso tempo, però, mi conosco e sapevo che, se non ci fossi andata, me ne sarei pentita. Così ho preso coraggio e sono andata. Ovviamente viverla in gruppo è tutta un’altra storia. Mi è mancata la complicità degli amici, il ridere insieme e il rifare certe scene iconiche tipo la famosissima scenetta del divano sulle scale. Però devo dirlo: lo staff è stato fantastico. Le ragazze presenti nelle sale sono state davvero gentili, disponibili e simpatiche, aiutandomi con foto e video e facendomi sentire molto meno “sola” di quanto temessi.

E poi c’è stato un momento che mi ha colpita più di quanto pensassi: osservare i gruppi di amici divertirsi nell’appartamento di Monica, ridere, emozionarsi, riconoscersi in quella casa. Mi ha fatto sorridere e mi ha ricordato quanto questa serie abbia creato qualcosa di enorme, che va ben oltre lo schermo.

Quindi sì, se sei fan di Friends e ti trovi a New York anche da solo o da sola buttati. Entra anche tu a casa di Monica e Rachel, ne vale la pena. E già che ci sei, ricordati di passare per un caffè nel nuovo Central Perk a Times Square: chiudere così l’esperienza è praticamente obbligatorio.

Viaggi Stati Uniti 2026: ESTA, controlli e costi aggiornati da sapere

Il 2026 si preannuncia come un anno ricco di novità, belle e meno belle, per chi ha in programma un viaggio negli Stati Uniti. Già il 2025 ci ha regalato qualche brutta sorpresa, come il raddoppio del costo dell’ESTA. Non parleremo però di politica né entreremo nel merito del perché e del come, perché non è questo che ci interessa. Qui cercheremo invece di capire insieme quali cambiamenti ci aspettano e come organizzare al meglio un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, evitando brutte sorprese e partendo più consapevoli.
Ma attenzione: non mancano anche le belle novità. Il 2026 sarà l’anno dei Mondiali FIFA, dei 250 anni di indipendenza degli Stati Uniti e dei 100 anni della mitica Route 66. Insomma, di scuse per organizzare un viaggio negli USA ce ne sono tante… ma come sempre, bisogna partire preparati.

Se ancora non ci seguite sui social, questo è decisamente il momento giusto per farlo: sono in arrivo tante novità. E come piccolo spoiler, stiamo già lavorando a un nuovo viaggio proprio negli USA. Siamo tornati da poco da New York e dal New England, ma il richiamo oltreoceano si fa già sentire. Corri a scoprire i nuovi contenuti.

Aumento della tessera dei parchi nazionali USA

L’America the Beautiful – National Parks and Federal Recreational Lands Annual Pass, ovvero il pass annuale dei parchi nazionali americani, purtroppo dal 1° gennaio 2026 subirà un cambiamento importante. Non volevo partire subito dalla notizia peggiore, ma visto che il cambiamento è davvero imminente, è giusto informarvi per tempo. Ad oggi, metà dicembre, il costo della tessera annuale è di 80$. Dal 1° gennaio 2026, il prezzo salirà a 250 $. Un aumento importante che inciderà molto sul costo finale del viaggio.

Primo consiglio fondamentale: se state valutando un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, approfittate di queste ultime settimane per acquistare la tessera al prezzo attuale. Ma non è l’unico cambiamento. Aumenteranno anche le modalità di ingresso singolo ai parchi nazionali. Ad oggi, senza tessera, l’ingresso costa da 30 $ in su per auto. Dal 1° gennaio 2026 diventerà invece: 35$ a veicolo + 100$ per ogni singola persona. In pratica, una spesa che inciderà parecchio sul budget di viaggio. E sarà una spesa quasi inevitabile. Fanno parte del sistema dei parchi nazionali degli USA oltre 2.000 aree, tra cui alcuni dei più iconici e imperdibili: Grand Canyon, Yellowstone, Bryce Canyon, solo per citarne alcuni. Pensare a un viaggio negli Stati Uniti senza visitare almeno un parco nazionale è, di fatto, impossibile.
Per questo rinnovo il consiglio: organizzatevi per tempo.

Se stai sognando un viaggio negli USA ma non sai da dove iniziare, posso aiutarti io. In qualità di Travel Designer Certificata e Specialista USA, grazie alla mia formazione e all’esperienza diretta sul posto, posso aiutarti a costruire un viaggio su misura, davvero pensato per te. Dai un’occhiata alla pagina dedicata ai miei servizi per richiedere un preventivo gratuito o un itinerario personalizzato con guida.

Aumento dell’ESTA e nuove modalità di richiesta

In questi giorni le news sugli Stati Uniti e sui cambiamenti previsti per il 2026 stanno facendo il giro del web. La notizia che sta suscitando più scalpore riguarda l’ESTA. Partiamo dall’ultimo aggiornamento: dal 1° ottobre 2025 il costo dell’ESTA (l’autorizzazione elettronica di viaggio) è passato da 20$ a 40$, e purtroppo ci siamo già dovuti adeguare. Per il 2026 si parla di un possibile inasprimento dei controlli e di maggiori richieste di documentazione al momento della domanda. Tra le novità ipotizzate ci sarebbe:

  • l’obbligo di segnalare i propri contatti social, con la cronologia degli ultimi 5 anni;
  • la richiesta di ulteriori dati sui familiari.

Al momento, l’inserimento dei social durante la richiesta dell’ESTA è facoltativo, ma potrebbe diventare obbligatorio con le nuove regole. Va detto che, anche se i controlli dovessero diventare più rigidi, non c’è motivo di farsi prendere dal panico: la proposta è ancora in fase di valutazione e, nella peggiore delle ipotesi, dovremo solo prestare maggiore attenzione a compilare correttamente i dati. Nessun motivo di preoccuparsi per quello che un ufficiale potrebbe vedere sul nostro Instagram o TikTok. Almeno spero per voi.

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Novità Stati Uniti 2026: America 250

Il 2026 segna un traguardo importantissimo per gli Stati Uniti: i 250 anni dall’Indipendenza americana.
Il 4 luglio 1776, nella Pennsylvania State House di Philadelphia (oggi Independence Hall), veniva dichiarata l’indipendenza delle tredici colonie americane dalla Gran Bretagna. Nel 2026 ricorrono quindi 250 anni da quella data storica. I festeggiamenti non si concentreranno solo su un singolo giorno: sono previsti eventi, celebrazioni e iniziative per tutto il periodo che precede il 4 luglio, con il culmine proprio nella giornata dell’Independence Day. Le città protagoniste saranno soprattutto Philadelphia, Boston, Washington D.C. e New York, con rievocazioni storiche, eventi culturali, mostre, concerti e grandi spettacoli pubblici.

Una delle novità più curiose riguarda proprio New York: la celebre palla di Times Square scenderà eccezionalmente il 3 luglio 2026, per la prima volta fuori dal Capodanno. Un evento simbolico, pensato proprio per celebrare America 250, che attirerà visitatori da tutto il mondo.

Tradotto: se state pensando a un viaggio negli USA in questo periodo, meglio organizzarsi per tempo. Le date estive del 2026 saranno particolarmente richieste, soprattutto nelle grandi città della East Coast.

FIFA World Cup 2026: il Mondiale più grande di sempre

Il 2026 sarà anche l’anno della Coppa del Mondo FIFA, che per la prima volta nella storia si svolgerà in tre Paesi: Stati Uniti, Canada e Messico. La parte più consistente del torneo si terrà proprio negli USA, con partite in città iconiche come New York/New Jersey, Los Angeles, Miami, Dallas, Atlanta, San Francisco, Seattle e Boston.

Sarà anche il primo Mondiale a 48 squadre, quindi con più partite, più tifosi e un’atmosfera che promette di essere incredibile. Anche chi non è un appassionato di calcio si troverà immerso in un clima di festa continua, con fan zone, eventi collaterali e città completamente trasformate. Se l’idea è unire sport, viaggio e grandi metropoli americane, il 2026 è l’anno perfetto. Ma anche qui vale la stessa regola: prenotazioni anticipate e itinerari studiati bene, perché la richiesta sarà altissima.

Route 66: 100 anni della Mother Road

E infine, ultima ma assolutamente non per importanza: la Route 66 compie 100 anni. La Mother Road, simbolo indiscusso del sogno americano, venne ufficialmente istituita nel 1926 e collegava Chicago a Santa Monica, attraversando otto Stati e migliaia di chilometri di America autentica.

Nel 2026 sono previsti eventi celebrativi lungo tutto il tracciato: festival, raduni di auto d’epoca, mostre, concerti e iniziative locali nelle cittadine storiche della Route. Un’occasione unica per percorrerla proprio nell’anno del suo centenario, respirando quell’atmosfera vintage che la rende così iconica. La Route 66 non è solo una strada: è un viaggio nella storia americana, tra diner, motel d’altri tempi, stazioni di servizio storiche e paesaggi che sembrano usciti da un film. Farla nel 2026 significa viverla nel suo anno più simbolico.

Conclusione delle novità Stati Uniti 2026

Ormai, se mi conoscete, sapete che parlare degli Stati Uniti per me è sempre un grande piacere. Anche quando, purtroppo, le notizie non sono sempre “wow”. Noi abbiamo già rinnovato la nostra tessera dei parchi, a breve chiuderemo definitivamente il nostro itinerario e poi non resterà che aspettare il giorno della partenza, sperando che il 2026 ci porti solo buone notizie.

Che sia per una partita di calcio dei Mondiali, per la storica gara di hot dog a Coney Island o per celebrare i 250 anni d’America, l’augurio è uno solo: vivere tutto questo senza doverci ritrovare a commentare l’ennesimo aumento o qualche nuova complicazione di troppo. Incrociamo le dita e continuiamo a sognare il prossimo viaggio.

I luoghi di Friends a New York

Fan di Friends all’ascolto: in questo articolo parleremo della Friends Experience di New York e di tutto ciò che riguarda la famosa serie nella città che le fa da sfondo.

Intanto, il 12 dicembre 2025 è stato finalmente inaugurato il Central Perk New York, una notizia che tutti noi fan aspettavamo da anni. Peccato solo che ero a New York il mese scorso e me lo sono perso per pochissimo. Eh niente, dovrò fare “lo sforzo” di tornare di nuovo nella Grande Mela!

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Insomma, abbiamo davvero tante news e tanti posticini da segnare se state progettando un viaggio a New York e Friends è la serie del vostro cuore. Ma partiamo dall’inizio.

Friends per chi non lo conosce

Friends è la serie cult degli anni ’90, andato in onda dal 1994 al 2004, quella che ha visto una giovanissima Jennifer Aniston debuttare in TV. Insieme a un gruppo di amici che condividono letteralmente lo stesso tetto ci fanno ridere e commuovere puntata dopo puntata. La serie, composta da dieci stagioni, è ricca anche di cameo memorabili: da Bruce Willis a Brad Pitt, sono tanti i volti celebri che hanno arricchito il cast.

E tutto nasce da New York anche se, spoiler, la serie è stata interamente registrata nei Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Nonostante questo, a New York puoi trovare tantissimi richiami. Location iconiche e scorci che riconosci subito: dalla facciata dell’appartamento sopra il Central Perk, al vero Central Perk, fino alla Friends Experience.

I luoghi di Friends a New York

Guardando le puntate di Friends capita spesso di intravedere vere scene di New York. Ogni tanto c’è anche un piccolo tuffo al cuore quando compaiono le Torri Gemelle.
Come detto in precedenza, molti luoghi della serie sono reali oppure ispirati a posti che esistono davvero a New York. Quindi iniziamo subito a segnare quelli dove puoi andare a scattare la classica foto ricordo.

La casa di Friends

La casa di Friends si trova all’incrocio tra Grove Street e Bedford Street, al numero 90, nel West Village.
È l’edificio che vediamo praticamente sempre nelle scene esterne dell’appartamento di Monica (e compagnia). Sotto gli appartamenti del gruppo c’è il Central Perk che, nella realtà, è il Little Owl, un ristorante americano. Non l’ho ancora provato personalmente, ma ha ottime recensioni, magari sarà per il prossimo viaggio a New York. PS: ci credete che la prima volta siamo capitati qui assolutamente per caso, mentre cercavamo un ristorante giapponese? Ci siamo persi? Sì. Ne è valsa la pena? Assolutamente sì.

La fontana della sigla

Qui nasce una piccola disputa. La fontana della sigla non esiste davvero, ma sembra essere ispirata a due fontane reali di New York:

  • la Pulitzer Fountain, che si trova a Grand Army Plaza
  • la Cherry Hill Fountain, all’interno di Central Park

In pratica, la fontana di Friends è un mix ideale di queste due. Il consiglio? Visitale entrambe: così non sbagli di sicuro.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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L’ufficio di Chandler

Anche qui siamo davanti a un luogo ispirato alla realtà, ma con tutte le scene girate in studio.
L’ufficio del mio personaggio preferito della serie, Chandler, nella realtà è il Solow Building, un grattacielo di 49 piani situato a Midtown Manhattan.

È qui che, almeno teoricamente, Chandler lavora o almeno così la serie ci fa pensare.
Questo edificio, tra l’altro, è comparso anche in altre produzioni famose come Sex and the City e Zoolander.

Bloomingdale’s

Uno dei grandi templi dello shopping di New York è anche il luogo di lavoro di Rachel. No, non troverete Jennifer Aniston pronta a farvi da personal shopper, ma un po’ di shopping qui è praticamente obbligatorio. Anche in questo caso, nella serie vediamo solo la facciata esterna: tutte le scene interne sono state girate in studio. Resta comunque una tappa iconica da inserire nel vostro tour a tema Friends a New York, soprattutto se amate unire serie TV e shopping.

Bloomingdale’s si trova al 1000 di Third Avenue, tra la 59th Street e Lexington Avenue, nell’Upper East Side.

Teatro Lucille Lortel

Questo è invece il luogo di lavoro di Joey Tribbiani. Sì, è proprio qui che lo vediamo recitare in alcune delle parti (più o meno memorabili) che riesce a ottenere nel corso della serie. Il Lucille Lortel Theatre si trova al 121 di Christopher Street, vicino all’angolo tra Bedford Street e Christopher Street, nel Greenwich Village.
Il teatro è ancora attivo, quindi perché non approfittarne per vedere uno spettacolo dal vivo? Sarebbe un’ottima aggiunta a un tour di Friends fatto come si deve.

American Museum of Natural History

L’American Museum of Natural History si trova sulla Upper West Side, tra Central Park West e la 79th Street. È un museo iconico di per sé, ma se pensi a Ross, paleontologo felice in mezzo ai suoi fossili, lo diventa ancora di più. Nella serie, in realtà, il museo per cui lavora Ross non esiste davvero, ma le riprese sono state fatte proprio qui. Tra l’altro, questo museo compare anche in altri film famosissimi come Una notte al museo, Il diavolo veste Prada e I pinguini di Mr. Popper. Il museo è incluso nel New York Pass, quello che consiglio spesso anche ai miei clienti perché permette di risparmiare parecchio sulle attrazioni.
Se anche tu lo stai valutando, puoi acquistarlo su GetYourGuide: scaricando l’app da questo link e inserendo il codice VABBEIOVADO5 ottieni il 5% di sconto sul totale del city pass.
Approfittane, perché questo museo merita davvero.

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The FRIENDS™ Experience: New York

Arriviamo a una delle esperienze più entusiasmanti da fare a tema Friends a New York. Soprattutto se viaggi con gli amici: vi divertirete un sacco a rivivere alcune delle scene più iconiche della serie e a scattare mille foto nell’appartamento di Monica e Rachel.

Io l’ho visitata da sola, quindi un po’ ho perso la magia della condivisione ma devo dirlo: le ragazze che lavorano all’interno e controllano le varie sale sono state gentilissime. Su loro iniziativa mi hanno aiutata a fare foto e video, quindi sì, potete stare tranquilli: saranno super disponibili anche con il vostro gruppo di amici.

All’ingresso si parte subito con lo scatto davanti all’iconica fontana, poi inizia un percorso tra:

  • ricostruzioni fedelissime dei set
  • video narrativi che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione
  • abiti e accessori originali usati nel telefilm

L’appartamento di Monica e Rachel, ovviamente, è uno dei punti più attesi. Insomma anche se visitato e vissuto da sola: è stato davvero emozionante.

Prenotate in anticipo il biglietto. Anche qui potete farlo su GetYourGuide e inserendo il codice sconto VABBEIOVADO5 avete il 5% di sconto. Meglio di così?

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Central Perk di Friends a New York

Finalmente, il 12 dicembre 2025, è stato inaugurato il tanto atteso Central Perk Café dedicato alla serie.
Ovviamente, un mese dopo che sono tornata io. Tempismo perfetto, come sempre. La sua apertura è stata rimandata più volte e tra i fan stava iniziando a girare un po’ di ansia, ma ora è realtà.
Lo trovate a Times Square, precisamente al 20 Times Square, all’angolo tra 7th Avenue e 47th Street.

Se siete fan di Friends, questa è una tappa obbligatoria. Io ormai ho una scusa in più per tornare a New York. E onestamente, non mi dispiace affatto.

Quindi, cosa dire ragazzi. Non vi resta che rifare un bel rewatch di tutta la serie, prenotare il vostro biglietto per New York oppure affidarvi a me e rivivere dal vivo alcune delle avventure del gruppo di amici che ci ha fatto ridere, piangere e crescere. Friends non è solo una serie TV: è un pezzo di vita, ed è anche uno dei motivi per cui New York ci entra sotto pelle e non se ne va più. Camminare per le sue strade sapendo che, da qualche parte, lì vicino “abitavano” Monica, Rachel, Joey, Chandler, Phoebe e Ross, ha tutto un altro sapore.

Se anche tu sogni una New York fatta di emozioni, luoghi iconici e ricordi che restano, sai dove trovarmi.
Io sono già pronta a tornarci. Sempre.

Addio MetroCard: a New York arriva OMNY

Ancora pochissimi giorni e saluteremo per sempre la MetroCard di New York, che verrà sostituita da OMNY. Nel mio ultimo viaggio a New York, lo scorso mese, ne ho approfittato per acquistarla per l’ultima volta: la storica tesserina è ormai destinata a diventare un pezzo da museo.

OMNY, il sistema di pagamento contactless, andrà infatti a sostituire del tutto la MetroCard di New York a partire dal 1° gennaio 2026. Ma come funziona e quali saranno le sue tariffe? Lo scopriamo insieme. Prima di partire, controlla di avere tutti i documenti per New York in regola.

E se ancora non ci segui sui social beh, devi recuperare subito, altrimenti ti perdi tutte le novità su New York e le prossime avventure!

OMNY New York: come funziona

Dopo più di trent’anni di onorato servizio, la MetroCard sta per sparire definitivamente dalla scena del trasporto pubblico di New York. A partire dal 1° gennaio 2026, il sistema di pagamento contactless OMNY prenderà il suo posto su tutta la metropolitana e gli autobus MTA.

Addio swipe, benvenuto tap, con OMNY non ci sono più tessere da infilare nella fessura: basta avvicinare una carta contactless (di credito, debito o prepagata) oppure il tuo smartphone o smartwatch con Apple Pay o Google Pay al lettore verde all’ingresso di metro e bus.

Non serve scaricare app, registrarti o comprare nulla: tocchi e vai. Usando sempre la stessa carta o lo stesso dispositivo, OMNY ti riconosce automaticamente e tiene traccia delle tue corse. Se però vuoi controllare che le corse siano state caricate correttamente o sapere quante te ne mancano per raggiungere il limite settimanale, allora sì: puoi scaricare l’app e tenere tutto sotto controllo.

Se anche tu sogni New York e cerchi un modo senza stress per organizzare il tuo viaggio con un itinerario personalizzato, puoi contattarmi direttamente: ti aiuto volentieri! Oltre alle mie esperienze di viaggio, sono una Travel Designer certificata e una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione con la New York City Travel Trade Academy. Visita la mia pagina dedicata per conoscere meglio i mie servizi.

Quanto costa?

La tariffa base per una singola corsa su metropolitana, autobus locale e Select Bus Service è 2,90 $, lo stesso prezzo della MetroCard. Per gli autobus espresso la tariffa è diversa e più alta, come già succedeva prima. Il vero vantaggio di OMNY è il sistema chiamato fare capping:

  • Se tappi 12 volte con lo stesso metodo di pagamento in un periodo di 7 giorni, tutte le corse successive di quella settimana diventano gratuite. Pagherai l’importo settimanale di 35$.
  • È come avere un abbonamento settimanale, ma senza doverlo acquistare in anticipo: paghi solo quello che usi.

La settimana parte dalla tua prima corsa e dura 7 giorni consecutivi. Anche i trasferimenti tra metro e bus rientrano nel conteggio, purché tu usi sempre lo stesso strumento di pagamento. E mi raccomando su questo state molto attenti altrimenti rischiate di perdere corse e pagarle doppie non rientrando nella tariffa settimanale.

Per l’acquisto del tuo pass per New York, GetYourGuide è una delle opzioni che preferisco, per due motivi: garantisce la cancellazione gratuita entro 24 ore, il che è utilissimo se devi ripensarci o riorganizzarti per maltempo. E poi con il codice VABBEIOVADO5 (da inserire al momento del pagamento sull’app da scaricare qui) puoi ottenere uno sconto del 5%. Approfittane e risparmia!

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Carte fisiche OMNY

Se non hai una carta contactless o un telefono compatibile, puoi comunque utilizzare una OMNY Card fisica: si compra in alcune stazioni o negozi, si ricarica e funziona come una carta contactless tradizionale. In più, se hai ancora un saldo sulla tua vecchia MetroCard, potrai trasferirlo su una OMNY Card nei centri assistenza MTA o tramite i venditori mobili entro la fine del 2025.

Puoi acquistare la tua OMNY Card al costo di 5$ (a volte in offerta a 1$), caricarla con 35$ e usare comunque il tap per le corse settimanali: pagherai sempre un massimo di 35$, proprio come con il “fare cap” attivo dopo la dodicesima corsa in 7 giorni. È una soluzione utile se vuoi toglierti subito la spesa totale. Io ad esempio l’ho consigliata ai miei genitori, poco pratici con i pagamenti contactless e desiderosi di sapere da subito quanto avrebbero speso.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Dove funziona OMNY a New York

OMNY è attivo su:

  • Metropolitana
  • Autobus MTA
  • Staten Island Railway
  • Roosevelt Island Tram
  • Hudson Rail Link
  • Alcune tratte dell’AirTrain

E continuerà ad espandersi nei prossimi anni. Per restare aggiornati e avere informazioni più specifiche sui servizi, vi consiglio di consultare il sito ufficiale.

Conviene davvero?

La risposta breve? Sì.

  • Se vai a New York da turista per pochi giorni, OMNY è più comodo: niente scelte complicate, nessun biglietto da comprare o ricaricare, solo un tap e via.
  • Se vivi o lavori in città, il “fare cap” ti fa risparmiare rispetto al pay-per-ride classico, senza obbligarti a comprare un settimanale che magari non sfrutti del tutto.

Opzione scelta, ad esempio, da Riccardo, che mi ha raggiunto negli ultimi due giorni a New York e ha sfruttato il tap and go per le poche corse fatte in 48 ore.

Ammetto di essere molto affezionata alle tesserine, e sicuramente nel mio prossimo viaggio a New York mi vedrete girare con la OMNY Card. Ma, diciamolo, se a Roma utilizziamo il tap and go già da anni… poteva New York rimanere indietro?

Se avete bisogno di maggiori chiarimenti, scriveteci. E fateci sapere se anche voi terrete per ricordo la vecchia MetroCard.

SUMMIT One Vanderbilt New York: biglietti, prezzi e consigli pratici

Essendo la mia quarta volta a New York, dovevo per forza inserire le ultime novità in città e il SUMMIT One Vanderbilt era in cima alla lista. Premessa: sono partita molto scettica su questo osservatorio. Fin dalla mia prima volta a New York, per me la vista più iconica è sempre stata quella del Top of the Rock che infatti anche questa volta ho rivisto volentieri. Ma spoiler: mi sono dovuta ricredere. Il Summit di New York forse si merita davvero il podio. Come ogni cosa qui a New York, mi ha sorpresa e meravigliata. Ora però andiamo con ordine, e ti porto con me alla scoperta del Summit.


Se ancora non lo fai, ti consiglio di seguirmi sui miei canali social: lì racconto bene anche l’esperienza al Top of the Rock e tutte le prossime avventure di viaggio.

Storia del SUMMIT One Vanderbilt New York

Inaugurato nell’ottobre 2021, il SUMMIT si trova all’interno del grattacielo One Vanderbilt, nel cuore di Manhattan. Il grattacielo raggiunge i 397 metri (427 con la guglia) e l’osservatorio principale si trova tra i piani 91 e 93, a circa 324 metri di altezza. Volendo, si può salire ancora di più con Ascent, l’ascensore panoramico esterno che arriva a circa 368 metri ma qui serve un biglietto extra. Il Summit di New York non è pensato solo per regalare una vista pazzesca sullo skyline: è proprio un percorso sensoriale, un’esperienza immersiva tra luci, riflessi e anche un po’ di adrenalina.

SUMMIT New York, come prendere i biglietti

Già all’ingresso, mentre aspetti l’ascensore nel buio totale, inizia quella sensazione un po’ da “ok, cosa ci aspetta là sopra?”. È fatto apposta: ti mette nella mood giusta prima di catapultarti in cima. Una volta arrivati al piano 91, inizia il percorso vero e proprio. È obbligato, segui le indicazioni dello staff e non puoi tornare indietro quindi preparati a vivere l’esperienza in un’unica direzione, passo dopo passo.

Per non perderti in città, restare sempre connesso e condividere live la tua avventura sui social, installa Holafly: la comodissima eSIM con giga illimitati attiva in tutto il mondo. Inserendo il nostro codice VABBEIOVADO hai subito il 5% di sconto. Approfittane!

Viaggio per il mondo
NYC la vista sui suoi grattacieli

Le sale del SUMMIT One Vanderbilt di New York

Nella prima sala Air: Transcendence 1 capirai subito perché ti avevano detto di evitare gonne o vestiti troppo svolazzanti. Qui il pavimento e le pareti sono un mix di vetro e specchi che riflettono tutto. Ti ritrovi in un gioco di prospettive dove perdi letteralmente la percezione dello spazi e sì, è qui che inizia il divertimento. Tra riflessi, luci e panorami pazzeschi ti ritroverai faccia a faccia con giganti come l’Empire State Building e il Chrysler Building.

Nella sala successiva, Air: Transcendence 2, ti renderai conto che, per quanto nella stanza precedente tu abbia guardato ovunque, ti erano sfuggite due balconate sospese che scoprirai solo qui. Poi arriverai a Air: Affinity, sicuramente la sala più famosa grazie ai social. Lo spazio diventa un’enorme bolla di gioco: decine di sfere specchiate che rimbalzano, ti avvolgono e trasformano ogni foto in qualcosa di quasi surreale. Air: Unity ti farà letteralmente volare nel cielo di New York, prima di trascinarti verso l’ultima tappa: Levitation. Qui ci sono due passerelle di vetro sospese sulla città. Cammini a più di 300 metri d’altezza, con Manhattan ai tuoi piedi. Serve un po’ di coraggio ma fidati: anche Riccardo, che soffre di vertigini, preso dall’euforia del momento non si è neanche accorto di star camminando nel vuoto.

E non perderti assolutamente la terrazza esterna, uno dei punti più belli del SUMMIT New York. Pochi passi più in là trovi Après, il bar e ristorante in stile nordico dove puoi chiudere l’esperienza nel modo più piacevole possibile.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Orari e biglietti

Il SUMMIT One Vanderbilt è aperto tutti i giorni dalle 8:00 fino a mezzanotte. L’ultimo ingresso è consentito alle 22:30. Quando ho prenotato il mio biglietto, ho studiato bene le opzioni perché ci sono varie fasce in base a cosa vuoi fare. Inoltre i prezzi variano in base all’orario (mattina, tramonto o sera) e a eventuali promozioni, quindi conviene sempre controllare prima di prenotare.

  • Il biglietto Summit Experience (solo osservatorio + installazioni) parte da 44 $.
  • La Summit Signature Experience, che include anche un cocktail al bar Après, parte da 58 $.
  • Per chi desidera un po’ di adrenalina in più, la SUMMIT Ascent con ascensore esterno in vetro parte da 66 $.
  • Se vuoi l’esperienza completa, osservatorio + Ascent + drink, c’è il biglietto Ultimate SUMMIT, che parte da 80 $.

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Consigli e come arrivare

Avrai capito che tra vetri e specchi dovrai arrivare al SUMMIT One Vanderbilt New York preparata. Niente gonne o vestiti svolazzanti, perché qui ogni superficie riflette tutto. Indossa scarpe comode senza tacchi: prima di entrare nelle sale ti faranno mettere i copriscarpe, che dovrai tenere fino alla fine del percorso per non rovinare pavimenti e passerelle.

L’ultimo consiglio che vi do è quello di sfruttare gli orari strategici: uno, per risparmiare (vedi le fasce orarie e i rispettivi prezzi) e due, per evitare la folla. Lo so che il tramonto è bellissimo, ma è anche uno di quei momenti da evitare se non amate troppa confusione. Stessa cosa per il sabato. Noi siamo andati lunedì mattina alle 10 e la situazione era super gestibile: poca attesa all’ingresso e sale non così affollate da rovinarci l’esperienza. Ah, e ricordati di fermarti a fare pipì: i bagni del Summit hanno una vista indimenticabile su New York. Quando ti ricapiterà di fare pipì con uno skyline così?

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Arrivare qui è facile: il Summit si trova accanto alla Grand Central Terminal, quindi la metro è la soluzione più comoda.

  • Metro: linee 4, 5, 6, 7 e S fermano tutte a Grand Central – 42 St. Esci e segui le indicazioni per “One Vanderbilt / Summit”.
  • Bus: diverse linee passano in zona, tra cui M1, M2, M3, M4, M42, M101, M102. Scendi nei pressi di 42nd Street o Madison Avenue e sei praticamente arrivata.

Gli ingressi principali sono tre: dalla Transit Hall di One Vanderbilt (angolo Vanderbilt Ave / 43rd St), da 45 East 42nd Street a livello strada, oppure direttamente dal Main Concourse dentro Grand Central. Una volta dentro, segui lo staff fino al piano B1: da lì inizia l’esperienza e fidati, sarà impossibile non restare a bocca aperta.

Conclusione

Allora, difficilmente mi capita di sbagliarmi su qualcosa o di non rispettare le mie aspettative. Ma si sa: New York è una città che sorprende sempre e il SUMMIT è stata proprio una di quelle esperienze che mi hanno fatto dire: ok, mi sbagliavo sul suo conto. Me lo immaginavo come una turistata, una di quelle attrazioni fatte solo per creare contenuti da Instagram e invece no. Ci siamo divertiti tutti, boomer compresi.

Se anche tu stai sognando un viaggio a New York ma non sai da dove iniziare, come Travel Designer e New York Destination Specialist posso aiutarti a organizzare il tuo itinerario su misura, con tante esperienze uniche e consigli pratici. Tu dovrai solo pensare alla valigia: visita la mia pagina dedicata per saperne di più.

Tanto che ora, sul podio delle viste più belle di New York, ci sono Top of the Rock e SUMMIT One Vanderbilt. Se mi sono ricreduta io, spero che anche chi la pensava come me possa venire qui e dirmi: avevi ragione, questo osservatorio regala davvero viste, emozioni e ricordi unici della città.

Brooklyn in un giorno: itinerario tra DUMBO, street art e mercatini

Brooklyn è sicuramente il quartiere più visitato di New York dopo Manhattan. Nei nostri viaggi passati nella Grande Mela è stato anche il nostro punto di pernottamento e in questo viaggio con mamma e papà non potevo che portarli a trascorrere una giornata tra brownstone, parchi colorati d’autunno, birrifici e mercatini vintage.

Se ancora non lo fai, seguici sui social per scoprire le nostre avventure (e soprattutto per farti due risate su questa avventura newyorkese con i miei due “boomer” preferiti, super ospiti di questo viaggio!).

Brooklyn racchiude mille anime: dal maestoso Brooklyn Bridge con il suo quartiere di DUMBO e le viste spettacolari su Manhattan, ai quartieri eleganti e al suo lato più alternativo. Per assaporarla con calma servirebbero almeno tre giorni, magari includendo anche la sua iconica Coney Island. Ma so che, nella maggior parte dei casi, il tempo non basta mai: per questo voglio aiutarti a ottimizzare il tuo itinerario di un giorno a Brooklyn, facendoti scoprire le sue tappe imperdibili e i miei luoghi del cuore, quelli dove torno ogni volta che sono a New York.

E se anche tu stai sognando un viaggio a New York ma non sai da dove iniziare, come Travel Designer e New York Destination Specialist posso aiutarti a organizzare il tuo itinerario su misura, con tante esperienze uniche e consigli pratici. Tu dovrai solo pensare alla valigia: visita la mia pagina dedicata per saperne di più.

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Brooklyn Bridge

Iconico e maestoso, il Brooklyn Bridge domina la scena newyorkese, facendo letteralmente da ponte tra le due anime più celebri della città: Manhattan e Brooklyn. La prima volta che lo si vede con la bandiera a stelle e strisce che sventola fiera sull’arco principale è impossibile non restare a bocca aperta. Costruito tra il 1869 e il 1883, fu il primo ponte sospeso al mondo realizzato in acciaio e, per anni, anche il più lungo. Un’opera d’ingegneria rivoluzionaria per l’epoca, oggi è diventata uno dei simboli assoluti di New York.

Mi raccomando, prima di partire leggi “Documenti per entrare a New York”, così sarai pronto alla partenza e saprai in anticipo tutto quello di cui hai bisogno per entrare negli Stati Uniti.

L’ideale sarebbe attraversarlo da Brooklyn verso Manhattan, così da avere sempre davanti lo skyline, ma in realtà è più comodo farlo la mattina da Manhattan a Brooklyn, per poi passare la giornata a esplorare DUMBO e i dintorni. Nessuno però vi vieta (a parte i vostri piedi!) di rifarlo al tramonto. Vedere le luci della città accendersi piano piano davanti ai vostri occhi è pura magia. Il percorso pedonale si trova nella parte sinistra del ponte e si accede da Lower Manhattan; dal lato di Brooklyn si entra invece da Washington Street o Prospect Street. Il passaggio è condiviso con la pista ciclabile, quindi fate attenzione quando vi fermate a scattare foto: le bici sfrecciano davvero veloci.

Ponte di Brooklyn

Negli ultimi anni il ponte è diventato molto turistico, con diversi ambulanti che vendono souvenir lungo il percorso. Ricordate che è vietato lasciare i famosi lucchetti (per fortuna stanno iniziando a sparire). Non ci sono servizi igienici né food truck, quindi portatevi una bottiglietta d’acqua. Se vi serve potete fermarvi su una delle panchine lungo il tragitto per una piccola pausa.

Per darvi un’idea: io con i miei genitori boomer, che si fermavano ogni due metri a fare foto, ci abbiamo messo circa 50 minuti per arrivare a Brooklyn. Ma voi sicuramente sarete molto più rapidi! Se invece pensate di attraversarlo in auto, sappiate che il traffico può essere intenso, quindi controllate su Google Maps la situazione in tempo reale. Non ci sono pedaggi, ma credetemi: la vera esperienza resta percorrerlo a piedi. È uno di quei momenti che non si dimenticano mai.

DUMBO

DUMBO (acronimo di Down Under the Manhattan Bridge Overpass) è senza dubbio una delle zone più iconiche di Brooklyn. Un tempo era un quartiere industriale pieno di magazzini e fabbriche, oggi è diventato uno dei luoghi più fotografati e vivaci della città. Negli anni ’90, gli spazi abbandonati sono stati riconvertiti in gallerie d’arte, loft e locali alla moda, trasformando completamente l’anima del quartiere. Oggi DUMBO è un mix perfetto tra fascino post-industriale e atmosfera creativa, con le tipiche strade acciottolate, i mattoni rossi e quella vista incredibile su Manhattan che tutti vogliono immortalare.

Qui a DUMBO devi segnarti due posticini imperdibili per le foto ricordo:

  1. Iconica vista dell’Empire State Building incorniciato dal Manhattan Bridge: cercala su Google Maps come DUMBO Manhattan Bridge View. È un classico, ma davvero da non perdere.
  2. Pebble Beach: altro punto perfetto per ammirare sia il ponte sia Manhattan. Attenzione però a non bagnarvi i piedi con le onde che arrivano: parlo per esperienza… ops!
foto a skyline NYC

Tra i luoghi da non perdere c’è il Time Out Market, ricavato in un ex magazzino sul lungofiume. Qui troverete un’ampia selezione di ristoranti curata dagli editor della famosa rivista Time Out un vero paradiso gastronomico. Piatti di ogni tipo e una terrazza panoramica da cui ammirare lo skyline di Manhattan. Io adoro il Time Out a qualsiasi ora: colazione, pranzo, aperitivo o cena, ogni momento è perfetto.

Se capitate nel weekend, segnatevi anche il Brooklyn Flea Market, il mercatino delle pulci che si tiene a Pearl Street (proprio sotto il Manhattan Bridge). Troverete oggetti vintage, artigianato locale e un sacco di pezzi curiosi. Controllate sempre sul sito ufficiale per verificare i giorni e il periodo di apertura, perché cambiano a seconda della stagione. Più tardi vi darò un’altra chicca per gli amanti dei mercatini ma questo, fidatevi, è già un ottimo punto di partenza.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Brooklyn Heights Promenade

Indiscutibilmente, la passeggiata più bella di Brooklyn. Si trova nel quartiere residenziale e ormai super in voga di Brooklyn Heights, una delle zone più eleganti e tranquille del borough.
La Brooklyn Heights Promenade costeggia l’East River ed è delimitata tra Remsen Street e Orange Street, affacciandosi proprio di fronte allo skyline di Manhattan. È facile arrivarci a piedi da DUMBO, salendo con una piacevole camminata di circa 15-20 minuti. Il percorso è perfetto per una passeggiata vista skyline o, ancora meglio, per godersi il tramonto con i grattacieli che si accendono uno a uno.

Noi abbiamo approfittato per percorrerla fino in fondo e poi, tornando indietro, siamo risaliti attraverso lo Squibb Park. Questo piccolo parco ha una storia interessante: un tempo era collegato al Brooklyn Bridge Park tramite un ponte sospeso in legno, lo Squibb Park Bridge, progettato con un design innovativo che però si rivelò troppo elastico. Dopo vari problemi strutturali e chiusure, il ponte è stato completamente ricostruito nel 2020 con una versione in acciaio. Oggi è nuovamente percorribile un modo comodo e scenografico per collegare i due parchi. Da lì abbiamo continuato la passeggiata tra le famose case in brownstone di Brooklyn Heights, con le loro facciate eleganti e le scale in ferro battuto, fino ad arrivare al Cadman Plaza Park, dove abbiamo preso il bus per la tappa successiva.

Se vuoi prenotare una delle attrazioni di New York o un tour guidato di Brooklyn, approfitta del mio codice sconto! Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. New York è super gettonata, quindi prenota sempre tutto con anticipo per evitare sorprese.

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Nota pratica: quando sono a Brooklyn preferisco spostarmi con la rete di autobus, a meno che non ci sia troppo traffico. A differenza di Manhattan, qui le strade sono meno congestionate e i bus permettono di sedersi, guardare dal finestrino e osservare la vita locale, passando da un quartiere all’altro e notando i loro cambiamenti.
In più, per raggiungere alcune zone, il bus è davvero più comodo. Ad esempio, per arrivare alla nostra tappa successiva siamo passati proprio davanti al Barclays Center, l’arena simbolo di Brooklyn. Insomma, controllate sempre con Google Maps e se potete, optate per il bus: è un modo lento ma autentico per vivere davvero Brooklyn.

Prospect Park

Questa tappa era in lista da tempo, ma la grandezza di questo quartiere e le mille cose da fare a Brooklyn ci hanno sempre fatto rimandare la visita a quello che è, senza esagerare, uno dei parchi più belli e importanti di New York.

Progettato nel 1867 dagli stessi architetti di Central Park, Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, Prospect Park è un vero e proprio polmone verde nel cuore di Brooklyn. Con oltre 200 ettari di prati, laghetti, boschi e sentieri, è il luogo perfetto per una pausa dalla frenesia della città.

All’interno si trovano diversi punti di interesse, tra cui:

  • Long Meadow, uno dei prati urbani più lunghi degli Stati Uniti, perfetto per picnic e relax;
  • il Lullwater Bridge e il Boathouse, una delle zone più pittoresche del parco;
  • lo Zoo di Prospect Park, piccolo ma ben curato, ideale se viaggiate con bambini;
  • il Lakeside Center con la sua pista di pattinaggio in inverno e il noleggio di barche in estate;
  • e la Prospect Park Bandshell, dove in estate si tengono concerti gratuiti all’aperto.

Noi siamo arrivati per l’ora di pranzo, con un obiettivo ben preciso: raggiungere il Smorgasburg, in versione speciale di Halloween.

Il Smorgasburg (nome che nasce dall’unione tra “smorgasbord” e “Williamsburg”) è il più grande mercato di street food all’aperto d’America, definito dal New York Times come “the Woodstock of Eating”. Nato nel 2011 come spin-off del Brooklyn Flea, oggi riunisce decine di venditori indipendenti con cucine da tutto il mondo. Molti dei locali più amati di New York sono partiti proprio da qui, trasformandosi poi in ristoranti veri e propri o marchi famosi. Durante l’anno il mercato cambia location e orari, quindi controllate sempre sul sito ufficiale prima di andarci: può trovarsi a Williamsburg, a Prospect Park o in altri punti della città, con eventi a tema davvero divertenti.

Noi abbiamo beccato la versione “Spookysburg”, quella dedicata ad Halloween, ed è stata una delle esperienze più esilaranti del viaggio: stand di street food tra i migliori mai provati, decorazioni terrificanti e una piccola parata musicale che ha animato tutto il pomeriggio. Si può prendere una birra artigianale e gustarla seduti a uno dei lunghi tavoli condivisi, chiacchierando con gli altri visitatori un modo perfetto per vivere Brooklyn come fanno i locals.

Anche i miei genitori si sono divertiti un sacco (e non è scontato!), proprio perché era un’esperienza autentica, lontana dai soliti giri turistici. Ci siamo sentiti per un giorno parte della vita vera di New York. E anche se il pomeriggio si è concluso lì… la giornata aveva ancora qualche sorpresa in serbo per noi.

Williamsburg

Rieccoci in bus, attraversando di nuovo Brooklyn per arrivare in quella che ormai è considerata la nuova Manhattan anche nei costi dei permessi e degli affitti, purtroppo. Benvenuti a Williamsburg, il quartiere simbolo della rinascita creativa di Brooklyn.

Un tempo era zona industriale abitata prevalentemente da comunità operaie e dalla storica comunità ebraica ortodossa. Williamsburg ha iniziato a trasformarsi negli anni 2000, quando artisti e musicisti in cerca di affitti più accessibili rispetto a Manhattan si sono trasferiti qui. Da quel momento è esploso tutto: gallerie d’arte, locali alternativi, rooftop bar, concept store e mercatini vintage. Oggi è una delle aree più vivaci e alla moda di New York, dove si respira un’energia unica, giovane e creativa.

Per noi è una tappa fondamentale: ogni volta che torniamo a New York, una giornata a Williamsburg è d’obbligo. La prima cosa che facciamo? Giro dei mercatini vintage, ovviamente. E credetemi, qui gli affari si fanno davvero:

  • Awoke Vintage: selezione curata e prezzi onesti, perfetto per chi ama capi un po’ particolari.
  • Monk Vintage: il classico negozio dove puoi perderti tra pile di jeans, giacche e accessori anni ’80-’90.
  • Beacon’s Closet: un must assoluto, enorme e pieno di pezzi firmati a prezzi ridicoli (qui mia madre si è superata: ha comprato addirittura due paia di scarpe).
  • Artists & Fleas Market: il mercato coperto più famoso del quartiere, dove si trovano creazioni di artisti locali, gioielli handmade, stampe e abiti vintage.

Insomma, se amate lo shopping un po’ alternativo, Williamsburg è un piccolo paradiso. E anche se non comprate nulla, vi basterà girare tra le vie colorate, murales e caffè per capire perché questo quartiere è diventato uno dei più amati di tutta New York.

Conclusione

È vero, ci starebbe benissimo una chiusura con i nostri posti preferiti dove mangiare a Brooklyn, ma direi che questo articolo è già bello ricco così. Quindi vi rimando al prossimo capitolo, tutto dedicato ai migliori locali, bakery e rooftop dove fare una pausa golosa tra una tappa e l’altra.

Nel frattempo, seguiteci sui social per rimanere aggiornati e soprattutto fateci sapere se state sognando di visitare Brooklyn. Siamo qui proprio per questo: aiutarvi a scoprire il meglio di ogni destinazione e Brooklyn è senza dubbio una di quelle giornate che resteranno impresse nel vostro viaggio nella Grande Mela. Quello che è certo è che questo quartiere riesce sempre a regalare emozioni. E averlo vissuto insieme ai miei genitori, osservando la città anche attraverso i loro occhi, ha reso tutto ancora più magico.

Osservatori di New York: quale scegliere

New York è bella da qualsiasi angolazione e punto di vista, ma diciamocelo seriamente: quale sono i migliori osservatori da cui ammirarla? Io, romantica e un po’ nostalgica, non posso che rispondere: il Top of the Rock. Ma negli ultimi anni sono arrivati nuovi grattacieli che potrebbero ribaltare questa risposta.

No, tranquilli, non la mia perché per me trovarsi davanti la bellezza del Chrysler Building non ha paragone. Però lo ammetto: giocare un po’ con gli specchi al SUMMIT One Vanderbilt o camminare nel vuoto su The Edge sono esperienze da provare almeno una volta nella vita.

Quindi, più che decretare il migliore, cerchiamo insieme di capire qual è degli osservatori di New York quello che più si adatta alle vostre aspettative. Che tu voglia foto perfette per Instagram, un momento romantico al tramonto, o un brivido d’altezza… qui c’è sicuramente quello che fa per te.

E se sogni anche tu New York ma non sai da dove iniziare per organizzare il viaggio, ricordati che in qualità di Travel Designer certificata posso pensare a tutto io, anche se vuoi solo un itinerario su misura. Come New York Destination Specialist, so bene come rendere speciale il tuo viaggio.
Contattami in DM e seguimi sui miei social per lasciarti ispirare e non perderti le prossime avventure!

Top of the Rock

Dove si trova: Midtown Manhattan, nel complesso del Rockefeller Center
Altezza: 260 metri (70° piano)
Incluso nei pass turistici: sì

Il Top of the Rock ha un vantaggio su tutti gli altri: la vista perfetta sull’Empire State Building, con Central Park alle spalle. È una prospettiva unica, che non trovi da nessun’altra parte. L’osservatorio è diviso su più livelli, e la terrazza superiore è completamente aperta, senza vetrate. Questo lo rende perfetto anche per chi ama scattare foto nitide e senza riflessi. Il momento ideale? Il tramonto, quando la città si accende di luci e colori. Tra gli osservatori di New York è sicuramente quello che non devi perdere.

Diciamolo subito: se vuoi risparmiare sul pass turistico o sui singoli biglietti per entrare in uno di questi osservatori, ti basta scaricare l’app di GetYourGuide da questo link e inserire il codice VABBEIOVADO5 per ottenere uno sconto del 5% sul tuo acquisto.

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Empire State Building

Dove si trova: Midtown, sulla 5th Avenue
Altezza: 381 metri (86° piano) e 443 metri (102° piano con accesso extra)
Incluso nei pass turistici: sì

Salire sull’Empire è un’esperienza da fare almeno una volta. Qui respiri la storia della città. Tuttavia, salendo fin qui sopra… ti perdi l’Empire stesso nello skyline. E sì, per chi ama vedere e fotografare tutti i grattacieli simbolo di New York, questa cosa può mancare. Gli interni sono stati rinnovati e raccontano la storia dell’edificio in modo coinvolgente. Ma per la vista, continuo a preferire il Top of the Rock.

Prima della partenza, assicurati di avere tutti i documenti richiesti per entrare negli Stati Uniti: dal passaporto all’ESTA. Ti spiego qui come richiedere e controllare tutta la tua documentazione di viaggio.

One World Observatory

Dove si trova: Downtown Manhattan, sulla Freedom Tower
Altezza: 387 metri (102° piano)
Incluso nei pass turistici: sì

Costruito nel punto esatto dove sorgevano le Torri Gemelle, il One World Observatory è molto più di un semplice osservatorio.
La vista è spettacolare: si domina tutto il sud di Manhattan, il ponte di Brooklyn, Ellis Island e la Statua della Libertà. Tuttavia, la struttura è completamente chiusa e le vetrate creano molti riflessi, soprattutto al tramonto o di sera. Questo lo rende meno adatto a chi vuole scattare belle foto. Ma l’impatto emotivo di trovarsi lì, soprattutto per chi ha vissuto quel tragico giorno del 2001, è difficile da spiegare a parole.

SUMMIT One Vanderbilt

Dove si trova: accanto a Grand Central Terminal
Altezza: circa 330 metri (93° piano)
Incluso nei pass turistici: no

Il SUMMIT è più di un osservatorio: è un’esperienza immersiva. Qui giochi con i riflessi, cammini in stanze a specchio, fluttui tra installazioni artistiche e ti ritrovi sospeso nel cielo tra luce e vetro. Perfetto se cerchi una visita spettacolare, quasi teatrale.
Le vetrate sono pulitissime, ma resta un luogo chiuso: per chi preferisce l’aria aperta e la classica terrazza panoramica, potrebbe non essere la prima scelta. Nonostante questo, è probabilmente tra gli osservatori più fotogenici di New York.

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Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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The Edge

Dove si trova: Hudson Yards
Altezza: 345 metri (102° piano)
Incluso nei pass turistici: no

La sua sky deck è una piattaforma sospesa nel vuoto, con pavimento in vetro e vista a 360 gradi su New York. The Edge è perfetto per chi cerca un po’ di adrenalina, ma anche per chi vuole scattare foto diverse dal solito. La vista si estende sull’Hudson River, sul New Jersey e sul lato ovest di Manhattan. Il tramonto da qui è indimenticabile. Un consiglio: prenota con largo anticipo, specialmente se vuoi salire nelle ore più richieste.

Qualche informazione pratica

  • Inclusione nei pass: Top of the Rock, Empire State Building e One World Observatory sono inclusi nei principali pass turistici.
    The Edge e SUMMIT non lo sono: in quel caso bisogna acquistare i biglietti separatamente.
  • Prezzi: si parte da circa 35-40 dollari a persona, ma ci sono supplementi per orari “premium” come il tramonto. Verifica sempre sul sito ufficiale.
  • Quando andare: se puoi, evita i momenti centrali del weekend. Le code possono essere lunghe. Per la luce migliore, scegli la golden hour (un’ora prima del tramonto).

Osservatori di New York: conclusione

Qualunque sia la tua scelta, vedere New York dall’alto è qualcosa che ti cambia lo sguardo sulla città.
Non c’è un osservatorio giusto o sbagliato. C’è quello che rispecchia il tuo modo di viaggiare, i tuoi desideri, le emozioni che cerchi. E se puoi, visitane più di uno. Ogni angolazione racconta una New York diversa.

Io, intanto, penso al mio prossimo viaggio nella Grande Mela e a quale osservatorio tornare. Perché certi luoghi, anche se li conosci già, sanno sorprenderti ogni volta come fosse la prima.

New York pass turistici a confronto: quale scegliere

Organizzare un viaggio a New York è un mix di entusiasmo e incastri perfetti, soprattutto se vuoi vedere il più possibile senza spendere una fortuna. Ecco perché scegliere il New York pass turistico giusto può davvero fare la differenza. Ce ne sono tanti in circolazione, ognuno con caratteristiche diverse, e capire quale fa per te non è sempre così immediato.

Io li ho studiati uno per uno (sì, proprio con blocco appunti e confronti vari), e in questo articolo ti porto una panoramica chiara e sincera per aiutarti a scegliere il New York pass più adatto al tuo stile di viaggio.
Parlo anche con un pizzico di competenza in più: sono travel designer certificata e New York Destination Specialist, quindi se c’è un posto che conosco bene e che amo profondamente è proprio la Grande Mela.

Connessione sempre attiva a New York? Facile!
Per restare connessi anche dall’altra parte dell’oceano e condividere in tempo reale il tuo viaggio nella Grande Mela, puoi attivare la comodissima eSIM di Holafly. Niente più Wi-Fi da elemosinare nei caffè o sorprese in bolletta: scegli il piano che fa per te, attivalo in un attimo e sei online appena atterri. E se usi il mio link hai anche il 5% di sconto. Clicca sul banner qui accanto!

Che tu sia un fan dei musei, un amante dei panorami mozzafiato o il tipo che non vuole perdersi nemmeno una delle mille esperienze iconiche della città, c’è un New York pass perfetto anche per te. Il trucco è capire quanto vuoi vedere, in quanti giorni, e con che tipo di ritmo. Alcuni pass ti spingono a correre da un’attrazione all’altra, altri ti lasciano più libertà di movimento. E se ti stai chiedendo se ne vale davvero la pena, spoiler: sì, soprattutto se li usi bene. Il New York pass non solo ti fa risparmiare, ma ti evita anche code infinite e ti semplifica l’ingresso in tantissimi luoghi famosi. Quindi andiamo al confronto e scegliamo il più adatto per la nostra prossima avventura newyorkese!

New York City Pass

Costo: circa 137€. Cosa include:

  • Empire State Building
  • Museo di Storia Naturale
  • Metropolitan Museum of Art
  • Museo Guggenheim
  • Biglietto per il Top of the Rock oppure il Circle Line Sightseeing Cruise
  • Un’altra attrazione a scelta, come il 9/11 Memorial Museum o il MoMA

Perché sceglierlo:
È perfetto se hai già le idee chiare su cosa visitare. Include le attrazioni più iconiche e ti fa saltare molte code. Valido per 9 giorni, quindi ti permette di esplorare la città con calma, senza stress da scadenze. È il New York pass ideale per chi ama i grandi classici.

Non smetterò mai di ripeterlo, e soprattutto a New York è essenziale: stipulate una buona e valida assicurazione sanitaria! Non rovinatevi il viaggio per risparmiare qualche soldino. Anche perché, grazie a noi, con Heymondo potete avere uno sconto del 10% sulla vostra prossima copertura. Mi raccomando: partite in sicurezza. Trovate lo sconto nel banner qui sotto!

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Sightseeing Pass

Aggiornamento importante
Purtroppo il Sightseeing Pass non è più disponibile. Dal 19 giugno 2025 il servizio è stato sospeso a tempo indefinito e i pass già acquistati non risultano più validi. Una brutta sorpresa, lo so… Se ne avevi già uno, ti consiglio di contattare subito il servizio clienti per chiedere un rimborso. Al momento non è chiaro se tornerà attivo in futuro, quindi per ora meglio puntare su alternative come il New York Pass o il Go City Explorer Pass.

Se stai organizzando tutto in autonomia ma hai qualche dubbio, oltre a scrivermi o commentare questo articolo puoi leggere anche: Documenti per entrare a New York. Essenziale, prima della partenza, sapere tutto quello che serve per l’ingresso negli Stati Uniti.

vista dall'alto di NYC

Explorer Pass

Costo: a partire da 74€ (per 3 attrazioni). Cosa include:

  • Scegli tra 3, 4, 5, 7 o 10 attrazioni
  • Nessun obbligo di giorni consecutivi

Perché sceglierlo:
Libertà totale. Lo puoi usare anche a distanza di giorni, secondo i tuoi tempi. È il New York pass perfetto se non vuoi vedere troppe cose ma vuoi comunque risparmiare. Se invece hai l’obiettivo di fare tutto, forse non è il più conveniente.

Go City Pass

Costo: da circa 85€ (per 2 attrazioni). Cosa include:

  • Scelta tra oltre 90 attrazioni
  • Valido per 60 giorni
  • Disponibile in versione da 2 a 7 attrazioni

Perché sceglierlo:
Molto simile all’Explorer, ma include anche esperienze più particolari: tour in elicottero, degustazioni, crociere al tramonto… È il New York pass ideale se cerchi qualcosa di diverso e vuoi mescolare cultura, avventura e divertimento.

Confronto finale

Se vuoi qualcosa di semplice e completo, il mio consiglio è il New York City Pass: include tutto quello che serve per vivere la città da film, senza complicazioni. Secondo me, resta il miglior New York pass per un primo viaggio: attrazioni iconiche, risparmio concreto e una validità ampia che ti permette di non correre.

Gli altri sono perfetti se:

  • Vuoi libertà totale → Explorer Pass o Go City Pass

Dove acquistare il New York pass

Ti consiglio di prenderlo online prima di partire. Eviti code, stress e spesso trovi offerte più vantaggiose.
Ma se preferisci comprarlo direttamente in città, ecco dove:

  • Centri turistici ufficiali (il più comodo è al 810 Seventh Ave, vicino a Times Square)
  • Attrazioni principali, come l’Empire o il Top of the Rock (ma verifica prima online, perché non tutti i pass si comprano in loco)
Powered by GetYourGuide

Personalmente, mi affido sempre a Get Your Guide: il sito è chiaro, sicuro e spesso ci sono sconti interessanti. Ormai è la nostra app immancabile in qualsiasi viaggio.

Se vuoi muoverti in autonomia per la città ma non vuoi perderti le location iconiche dei tuoi film o telefilm preferiti, puoi seguire il mio Tour tra i film di New York.
E se ancora non ci segui sui social… allora devi correre a farlo! Presto arriveranno tante novità, su New York e non solo. See you in New York!

Cosa fare a Oahu: itinerario tra spiagge da sogno e non solo

Oahu è l’isola delle Hawaii che mi è rimasta più nel cuore. Sarà per l’energia di Waikiki, per le tartarughe che spuntano dalla sabbia come se nulla fosse, per la bellezza irreale delle sue spiagge o per i paesaggi che sembrano usciti da un film (e in effetti lo sono davvero). È l’isola dove ho fatto più esperienze diverse, anche se non tutte quelle che avevo in programma… l’uragano Olivia ci ha rovinato i piani, ma ci ha anche fatto scoprire quanto siano resilienti e ospitali le persone qui.

Ecco quindi il mio itinerario a Oahu: un mix tra tappe iconiche, avventure improvvisate, tramonti che ti cambiano l’umore e consigli che avrei voluto leggere prima di partire.

Se ancora non lo fai, ti consigliamo di seguirci subito sui social per non perderti le prossime avventure.
Spoiler: torneremo presto negli USA!

Waikiki: caos, surf e tramonti da film

Siamo atterrati a Honolulu e abbiamo deciso di dormire a Waikiki. Sì, è turistica, caotica e piena di hotel alti, ma è anche comoda e con tramonti sul mare che sembrano finti. Non potrò mai dimenticare l’emozione che ho provato quando i miei piedi hanno affondato nella soffice sabbia di questa spiaggia che sognavo da troppo tempo. Il mio cuore è esploso quando, attraversata l’iconica Waikiki Surf Alley con tutte le tavole da surf, mi sono ritrovata davanti l’oceano Pacifico e, sullo sfondo, la sagoma del Diamond Head. La musica dell’hula riecheggiava per tutta la spiaggia e le ballerine sembravano danzare nell’aria. Ho ancora così vivo nel cuore quel momento che, ancora oggi, una lacrimuccia segna il mio viso.
Questa è Waikiki Beach.

Se non vedi l’ora di postare le foto delle splendide spiagge delle Hawaii o di condividere con amici e parenti le tue avventure, allora Holafly è quello che fa per te.
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Diamond Head: il trekking più famoso di Oahu

Un classico che non poteva mancare. Per salire sul cratere di Diamond Head il sentiero non è lunghissimo ma è tutto in salita, quindi fatica sì, ma poi arrivi in cima e hai una vista pazzesca su tutta Waikiki. A 762 piedi dal livello del mare, questo vulcano ha eruttato una sola volta circa 300 000 anni fa. È possibile accedervi tutti i giorni dalle 06:00 AM alle 18:00, l’ultima entrata è alle ore 16.30. Biglietto di entrata 5$, più 10$ di parcheggio. Calcolate un’ora e mezza di percorso tra salita e discesa. Lo rifarei anche solo per la foto.

Ricordati che, anche se siamo sperduti nell’Oceano Pacifico, siamo comunque negli Stati Uniti. Ti consiglio quindi di partire sempre coperto da una buona assicurazione viaggio e sanitaria, che ti protegga da qualsiasi imprevisto. Noi da anni ci affidiamo a HeyMondo e, grazie a noi, puoi ottenere uno sconto del 10% sulla tua prossima copertura. Clicca sul banner per approfittarne!

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Assicurati anche di avere tutta la documentazione di viaggio in ordine leggendo il nostro approfondimento: documenti per entrare negli Stati Uniti.

Hanauma Bay: snorkeling nel cratere vulcanico

Uno dei miei posti preferiti in assoluto. È una baia formata da un antico cratere vulcanico, oggi riserva naturale. Si entra solo con prenotazione (fatelo in anticipo!) e si paga un biglietto, ma ne vale ogni centesimo. Ho nuotato accanto a pesci colorati, coralli e una tartaruga gigante che sembrava volare sott’acqua. Mai visto niente di simile. Aperta dal mercoledì alla domenica dalle 06:45 AM alle 04:00 PM. L’entrata è di 25$ (7.50$ nel 2018) e va prenotato online. 

Le spiagge più belle di Oahu (secondo me)

Abbiamo affittato l’auto per esplorare la costa est e il North Shore, e posso dire che le spiagge più belle di Oahu sono anche tra le più varie:

  • Lanikai Beach: acqua turchese, sabbia bianca, palme e pochissima gente se vai presto. È una zona residenziale di alto livello, ognuno dei residenti ha accesso privato alla spiaggia, in pratica si tuffa dal giardino. Si consiglia di parcheggiare all’inizio per avere accesso alla spiaggia pubblica.
  • Kailua Beach: accanto a Lanikai, più spaziosa e perfetta per passeggiare o fare kayak.
  • Laniakea Beach (Turtle Beach): qui ho visto le tartarughe verdi giganti riposare al sole. Un’emozione enorme, e sì, ho pianto.
  • Waimea Bay: nel North Shore, è famosa per essere apparsa nella serie televisiva Lost, e uno di suoi segni di riconoscimento è il The Rock, uno scoglio di circa 10 metri dove i più impavidi si tuffano.
  • Sunset Beach: il nome dice tutto. Uno dei tramonti più belli dell’isola.

North Shore: shrimp truck, onde giganti e atmosfera chill

Il North Shore è un mondo a parte. Meno turisti, più natura e quell’atmosfera surfista un po’ anni ‘70 che ti fa venire voglia di restare per sempre. Abbiamo pranzato da Giovanni’s Shrimp Truck (imperdibili i gamberi all’aglio), poi spiaggia, tartarughe e tramonto con musica hawaiana dal vivo. Pace assoluta.

Esperienze autentiche da fare a Oahu

Non solo mare e spiagge. Queste sono alcune delle cose che mi hanno fatto sentire davvero “dentro” l’isola:

  • Tempio Byodo-In: immerso nella valle di Kaneohe, questo tempio buddista è una replica di uno giapponese. L’accesso al monastero è consentito dalle 9:00 alle 16:00, 5$ pagabili solo con carte. È consigliato munirsi di repellente. Da subito capirete che è un luogo in cui poter riposare la mente e lo spirito per qualche minuto, immersi nel verde, guardando in alto potrete vedere la cappa di nuvole che sovrasta sempre le montagne. Rispettate le regole, quali togliere le scarpe per entrare nel tempio e camminate nel silenzio e nel rispetto di chi prega e commemora i proprio defunti. 
  • Tramonto con danze hula gratuite: Kuhio Beach Torch Lighting & Hula Cerimony, il piccolo palco si trova sulla spiaggia di Waikiki e ammirare lo spettacolo di Hula al tramonto da lì non ha davvero prezzo. Infatti è gratuito e si svolge ogni martedì, giovedì e sabato dalle 18:30 alle 19:30 ( 18:00- 19:00 da Novembre a Gennaio). Finito lo spettacolo potete fare una passeggiata per Waikiki lungo Kalakua Ave dove poter fare shopping con una carta di credito dal plafond illimitato.

Pearl Harbor: l’itinerario “mancato”

Doveva essere una delle tappe fondamentali del nostro viaggio, ma l’uragano Olivia ha cambiato i piani. Non siamo riusciti a visitare Pearl Harbor a causa della chiusura dei siti. Un vero peccato, perché il Memoriale dell’USS Arizona è gratuito (va prenotato in anticipo) e sembra essere una delle esperienze più toccanti da fare a Oahu. Lo tengo in cima alla lista per il prossimo viaggio, perché qui la storia si sente forte.

Diamond Head, Hawaii, Oahu, cosa fare a Oahu

Oahu nei film e nei sogni

Molti dei luoghi che ho visto mi sembravano familiari… poi ho capito perché:

  • Lilo & Stitch: anche se ufficialmente ambientato a Kauai, molte atmosfere vengono da Oahu, soprattutto nella zona di Haleiwa.
  • 50 volte il primo bacio: il cafè esiste davvero, e si trova nel nord dell’isola.
  • Jurassic Park, Lost, Pirates of the Caribbean… tutti passati da qui. La natura è così spettacolare che sembra davvero un set cinematografico.
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Quanti giorni servono per visitare Oahu?

Ti direi almeno 4 giorni pieni, ma se puoi farne 5 o 6, ancora meglio. Noi abbiamo corso un po’ e comunque ci siamo persi alcune cose (tipo Pearl Harbor). L’isola ha tanto da offrire e ogni zona ha un’atmosfera diversa. Vale la pena rallentare.

Il mio consiglio finale

Non fare solo le cose “da checklist”. Lascia spazio all’imprevisto, a un tuffo nell’oceano in più, a un tramonto visto da uno scoglio, a un mango tagliato male sul cofano dell’auto. È lì che Oahu ti resta dentro. E se ancora non lo fai seguici si nostri social per non perderti le prossime avventure.