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Tag: stati uniti

Boston: cosa vedere nella capitale del New England

Boston ha un posto speciale nel mio cuore. Non è solo la capitale della regione del New England, ma per me e la mia famiglia è molto di più. Qui nacque e visse il mio bisnonno prima di tornare in Italia e dove ancora oggi vive parte della nostra famiglia. Ma ti racconto meglio questo legame e anche di come ho trovato i documenti ufficiali dell’arrivo dei miei trisnonni a New York, nell’articolo dedicato alla Statua della Libertà e all’immigrazione italiana negli Stati Uniti.

Ma Boston è soprattutto la culla di una parte fondamentale della storia americana. Iniziamo con il Freedom Trail, un percorso di circa 4 km che permette di ripercorrere, in una passeggiata, le tappe più importanti della nascita della città, della Rivoluzione Americana e del percorso che porterà alla Costituzione degli Stati Uniti, firmata nel 1787 a Philadelphia.

E Boston non è solo storia: è anche mercati dove mangiare un ottimo lobster roll, pub storici e locali alla moda dove bere una birra, passeggiate sul porto e partite di baseball al Fenway Park. Non ci resta quindi che partire alla scoperta di Boston.


E se ancora non lo fai, seguici sui nostri social per non perderti tutte le prossime avventure.

Freedom Trail

Se c’è una cosa che devi fare a Boston, è percorrere il Freedom Trail. Un itinerario di circa 4 chilometri, segnato da una linea rossa dipinta sull’asfalto, che collega 16 luoghi fondamentali per la storia della città e per la nascita degli Stati Uniti. È una passeggiata che ti permette di attraversare quartieri diversi, ma soprattutto di ripercorrere i momenti chiave della Rivoluzione Americana. Il percorso inizia dal Boston Common, il parco pubblico più antico degli Stati Uniti, e prosegue verso la Massachusetts State House con la sua iconica cupola dorata. Si continua con la Park Street Church, il Granary Burying Ground, dove sono sepolti personaggi chiave della storia americana e la King’s Chapel con il suo cimitero storico.

Il trail tocca poi la Old South Meeting House, luogo cruciale prima del Boston Tea Party, e la Old State House, uno degli edifici pubblici più antichi del Paese. Si passa quindi per la Faneuil Hall, soprannominata “la culla della libertà”, per arrivare alla Paul Revere House, nel quartiere di North End, e alla Old North Church, famosa per il segnale che diede inizio alla cavalcata di Paul Revere. Attraversando il fiume Charles si giunge infine a Charlestown, dove si trovano il Bunker Hill Monument e la USS Constitution. Il bello del Freedom Trail è che puoi percorrerlo in autonomia, con calma, fermandoti dove vuoi. Ma ogni tappa ha così tanto da raccontare che merita un approfondimento dedicato. Per questo ho scritto un articolo interamente incentrato sul Freedom Trail, con curiosità, consigli pratici e dettagli storici per viverlo al meglio.

Beacon Hill

Se c’è un quartiere che ti fa sentire subito dentro un film ambientato nel New England, quello è Beacon Hill. Stradine acciottolate, lampioni neri, mattoni rossi e balconcini in ferro battuto: ogni angolo sembra fermo nel tempo. Passeggiare qui è un po’ come fare un salto indietro nell’Ottocento, senza però rinunciare al fascino di una Boston elegante e raccolta. Noi ci siamo arrivati di mattina, con mamma e papà al seguito, e siamo rimasti incantati dai dettagli: la famosa Acorn Street, considerata una delle strade più fotografate d’America, le case storiche con porte colorate e i vicoli silenziosi che invitano a scoprire angoli nascosti.

Beacon Hill non è solo bellezza architettonica: è anche storia. Qui vivevano famiglie benestanti e figure chiave della politica e della società bostoniana, e ancora oggi il quartiere mantiene un’atmosfera distinta e signorile, perfetta per passeggiate lente o per una pausa in uno dei caffè locali. Se ami le foto, i dettagli architettonici e le passeggiate senza fretta, Beacon Hill è una tappa obbligata del tuo itinerario a Boston.

Boston Harbor e Waterfront

Boston è una città che si vive camminando. Ma è quando arrivi sull’acqua che cambia tutto. Il Boston Harbor e tutta la zona del Waterfront sono perfetti per rallentare il passo: passeggiate vista oceano, barche che entrano ed escono dal porto, il profumo salmastro nell’aria e quell’atmosfera tipicamente New England che sa di storia e di mare insieme. Una delle tappe che papà voleva assolutamente vedere era la USS Constitution. Si tratta della nave da guerra più antica al mondo ancora galleggiante, simbolo della marina americana. Peccato che l’abbiamo trovata chiusa a causa dello shutdown federale tra ottobre e novembre.

Ed è stato uno di quei momenti in cui capisci davvero cosa significa essere negli Stati Uniti: musei e siti gestiti dal governo federale che chiudono da un giorno all’altro. Papà che cercava di capire cosa stesse succedendo, io che provavo a spiegare che purtroppo era impossibile prevederlo in anticipo. La conclusione è stata una sola: dovremo riportarlo a Boston. Anche perché io e Ricc siamo stati più fortunati: durante il nostro primo viaggio, ormai quasi dieci anni fa, siamo riusciti a visitarla. E possiamo confermarvelo, vale assolutamente la pena. Nonostante la delusione, tutta la zona resta bellissima anche solo da fuori. Puoi passeggiare lungo il porto, sederti su una panchina a guardare le barche o percorrere un tratto della Boston Harborwalk per una camminata panoramica sull’acqua.

In estate, da qui partono anche escursioni in barca e tour per l’avvistamento delle balene. Noi questa volta ci siamo limitati a goderci l’atmosfera, a scattare qualche foto e a lasciarci trasportare dal ritmo lento del mare.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

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North End a Boston

Se c’è un quartiere che mi fa sentire immediatamente a casa, quello è la North End. È la Little Italy di Boston, il quartiere dove per anni si sono stabiliti migliaia di immigrati italiani. Dove ancora oggi si respira un’atmosfera familiare fatta di insegne in italiano, ristoranti storici e profumo di caffè nell’aria. Qui non potevamo non portare mamma e papà. È stato uno di quei momenti semplici, ma pieni di significato: passeggiare tra le vie del quartiere sapendo che anche parte della nostra famiglia aveva vissuto questa città tanti anni fa.

North End non è solo un quartiere dove mangiare bene. È un pezzo di storia dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. E camminare qui, tra ristoranti storici, pasticcerie e case in mattoni rossi, ha qualcosa di profondamente autentico.

Prudential Center

Se vuoi vedere Boston da un’altra prospettiva, la vista dall’alto è roba seria. Sopra il grattacielo del Prudential Center si trova View Boston, il moderno osservatorio panoramico che offre una vista a 360° sulla città. Il grattacielo è uno dei più alti di Boston ed è perfetto per ammirare lo skyline, il Boston Harbor, il Boston Red Sox Park da lontano e il fiume che attraversa la città. L’esperienza si sviluppa su più piani: c’è una piattaforma interna con vetrate panoramiche, un ponte esterno panoramico per foto senza ostacoli, e spazi interattivi con punti informativi sulla città.

L’attuale osservatorio è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:00 (con variazioni stagionali). Il biglietto per l’esperienza base parte da circa 34 $ per gli adulti. Ci sono anche opzioni con drink inclusi o pacchetti speciali se vuoi rendere la visita ancora più memorabile.

Noi ci siamo andati durante il nostro primo viaggio a Boston ormai quasi dieci anni fa, questa volta, però, con papà convinto che i grattacieli sono roba da New York abbiamo deciso di saltarla. Se ami i panorami urbani, la vista da qui merita sicuramente una tappa nel tuo itinerario.

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Fenway Park di Boston

Era la nostra prima partita di baseball in assoluto. Quella sera giocavano i Boston Red Sox contro i Diamondbacks. Inaugurato nel 1912, è lo stadio più antico ancora in uso nella Major League Baseball. Qui tutto profuma di storia: le gradinate strette, il famoso “Green Monster” (la parete verde altissima sul lato sinistro del campo), i venditori di hot dog.

A un certo punto, durante l’ottavo inning, è partita una canzone che tutto lo stadio ha iniziato a cantare in coro: “Sweet Caroline” di Neil Diamond. E lì brividi veri. “Sweet Caroline” è un brano del 1969, diventato nel tempo una specie di inno non ufficiale dei Red Sox. Dal 1997 viene suonata al Fenway durante le partite casalinghe, e il pubblico la canta con un entusiasmo contagioso.

Non importa se non conosci le regole del baseball. In quel momento fai parte di qualcosa. Noi non ci capivamo praticamente nulla di gioco, ma ci siamo emozionati come se fossimo tifosi da sempre. Se vai a Boston, una partita al Fenway è un’esperienza che ti consiglio anche se non sei appassionato di baseball. Anche se non sai cos’è uno strike. Perché è cultura americana pura. Ed è uno di quei ricordi che, a distanza di anni, ti fa ancora sorridere.

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Harvard e Cambridge

Cambridge, il quartiere dove si trova l’università più antica degli Stati Uniti, ha un fascino tutto suo. Passeggiare tra i mattoni rossi di Harvard Yard, vedere i portoni storici e sentire l’energia di studenti che vanno e vengono.

Durante la settimana l’esperienza può essere speciale. Harvard University offre visite guidate ufficiali condotte da studenti universitari: tour a piedi di circa 45–60 minuti attraverso Harvard Yard e i suoi edifici storici. Gli studenti stessi raccontano storie, aneddoti e curiosità sulla vita a Harvard, sulla sua fondazione nel 1636 e su come sia vivere qui oggi. La registrazione per questi tour va fatta in anticipo (la disponibilità viene aggiornata ogni venerdì), ma è gratis e davvero un modo unico per vedere il campus attraverso gli occhi di chi lo abita ogni giorno.

Se ti interessa una guida più strutturata, ci sono anche tour organizzati da studenti locali come il cosiddetto “Hahvahd Tour”. Si tratta di un walking tour di circa 70 minuti che ti porta nei punti più significativi del campus con storie e curiosità raccontate direttamente da chi studia qui. La prima volta che ci abbiamo partecipato, era tutto diverso rispetto alla semplice passeggiata di domenica. Vedere Harvard raccontata dagli studenti è un’altra dimensione, ti fa capire quanto questa università sia più di un nome famoso, è una comunità viva, piena di idee, tradizioni e una storia che attraversa quasi quattro secoli. E se non riesci a partecipare al tour guidato, non preoccuparti. Puoi scaricare l’app Visit Harvard, che funge da audioguida e ti accompagna in autonomia lungo i punti più iconici del campus, con spiegazioni e curiosità storiche su ogni tappa.

Newbury Street

Se vuoi vedere il lato più elegante e contemporaneo di Boston, devi fare un giro su Newbury Street. Qui cambia completamente atmosfera. Dopo la storia del Freedom Trail, il mare del Waterfront e i mattoni rossi di Harvard, ti ritrovi in una via lunga otto isolati fatta di brownstone ottocentesche, vetrine curate, gallerie d’arte, caffetterie e negozi che vanno dal lusso ai brand più accessibili. Qui trovi di tutto: boutique indipendenti, marchi internazionali, librerie e negozi vintage, saloni storici e gallerie d’arte.

Ed è il posto perfetto per una pausa caffè o un brunch lento prima di proseguire verso il vicino quartiere di Back Bay. Non è una “attrazione” nel senso classico del termine. Ma è una di quelle strade che raccontano la Boston di oggi: dinamica, curata, un po’ chic ma senza esagerare.

Conclusione

Boston molte volte è sottovalutata, ma per noi è la città americana che va assolutamente visitata, mai tralasciata. Tra storia, mare, quartieri iconici e piccoli momenti in famiglia, ha tutto ciò che serve per restare nel cuore. Siamo sicuri che un po’ ti abbiamo convinto. Se ancora non lo sei, vai a dare un’occhiata ai nostri contenuti sui social e raccontaci com’è stata la tua avventura a Boston: non vediamo l’ora di leggere le tue storie!

Monument Valley: come visitarla, tour, costi e consigli pratici

La nostra esperienza nella Monument Valley è senza dubbio una di quelle che non scorderemo mai. Avete mai dormito in macchina nel parcheggio di un McDonald’s durante un on the road negli Stati Uniti? Ecco, noi sì. E diciamo che da una disavventura è nata una delle albe più spettacolari della nostra vita. Vedere il sole sorgere in mezzo ai grandi monoliti che caratterizzano la Monument Valley, nel cuore del Far West, è un’esperienza difficile da descrivere a parole. Sicuramente rientra nella top 5 dei momenti più belli della nostra vita. Ma come siamo finiti a dormire in auto proprio qui?

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Prima cosa da sapere: gli on the road all’avventura sono meravigliosi, ma lo è anche avere un letto dove dormire, soprattutto dopo tante ore di guida. Se state organizzando di visitare la Monument Valley in auto durante un viaggio on the road negli USA, soprattutto nei periodi di alta stagione (ma vale anche negli altri mesi), il consiglio è uno solo: prenotate con largo anticipo il pernottamento. La Monument Valley è stata una delle tappe del nostro on the road da Los Angeles a Denver. Potete replicare il nostro itinerario leggendo l’articolo dedicato.

lungo la strada Highway 163, Stati Uniti, arizona
Ohmmmm

Dove si trova la Monument Valley

Si avete ragione! Partiamo dal capire dove si trova questo iconico paesaggio americano simbolo del Far West. La Monument Valley si trova negli Stati Uniti occidentali, al confine tra Utah e Arizona, ed è famosa per i suoi grandi monoliti di arenaria rossa che emergono dal deserto. Gran parte della strada che conduce alla valle, la Highway 163, si trova proprio nello Utah e regala scorci spettacolari lungo tutto il percorso. L’ultima cittadina prima di arrivare è Kayenta, in Arizona, a circa 70 chilometri dalla valle, percorribili in circa 30-40 minuti di auto.

È importante sapere che la Monument Valley non è un parco nazionale, ma una riserva indiana: la Navajo Nation Reservation, gestita interamente dalla popolazione nativa Navajo.
Questo significa alcune cose pratiche da tenere a mente:

  • Accesso e permessi: non potrete utilizzare i classici pass dei parchi nazionali americani; l’ingresso alla riserva richiede il pagamento di un biglietto direttamente alla Navajo Nation.
  • Tour guidati: alcune zone della valle sono accessibili solo tramite guide autorizzate Navajo. Prenotare un tour guidato è consigliato se volete esplorare le aree interne e conoscere la storia e la cultura locale.
  • Orari e stagionalità: la Monument Valley è visitabile tutto l’anno, ma le temperature estive possono essere molto elevate, mentre in inverno può esserci neve. Il periodo migliore per visitarla resta primavera e autunno, quando le giornate sono più miti.
  • Servizi e alloggi: i servizi sono limitati; Kayenta offre qualche hotel e ristorante, ma se volete dormire all’interno della valle ci sono strutture iconiche come il The View Hotel, che permette di svegliarsi con vista sui monoliti.

Visitare la Monument Valley non è solo un’esperienza panoramica, ma anche culturale: il rispetto delle regole della riserva e della comunità Navajo è fondamentale per godersi appieno questa meraviglia naturale senza creare problemi.

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Monument Valley e i suoi monoliti

La Monument Valley è un’immensa distesa desertica di origine fluviale. I grandi monoliti che la caratterizzano sono guglie rocciose di sabbia che assumono l’iconico colore rossastro grazie all’alta concentrazione di ferro nel terreno. I “Testimoni di erosione”, come vengono chiamati in lingua nativa, si distinguono tra butte e mesas. Il nome originale di questa zona è Tsé Biiʼ Ndzisgaii, che non a caso significa “Valle delle rocce”.

Un viaggio nella Monument Valley è un’esperienza indimenticabile, ma c’è un aspetto fondamentale da non trascurare: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche un piccolo incidente o una visita medica può costare centinaia di dollari, quindi è importante partire con una copertura adeguata. Personalmente non viaggio mai senza un’assicurazione affidabile, facile da attivare e con assistenza disponibile 24 ore su 24 in italiano. In questo modo potrete godervi il viaggio e le escursioni tra i monoliti senza preoccupazioni, sapendo di essere protetti in caso di imprevisti. E grazie a noi potete avere uno sconto del 10% sulle polizze HeyMondo.

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Queste terre sono abitate fin dal 1300 a.C. e sono rimaste totalmente territorio dei Navajo, anche quando l’industria cinematografica ha scoperto il grande potenziale scenografico e turistico di questo territorio. A partire dagli anni ’30 del Novecento, la Monument Valley diventa così l’iconica cornice dei film Western. Per assurdo, tutti conosciamo già le grandi butte, che ormai fanno parte del nostro immaginario collettivo. Ma trovarsi lì, o meglio, trovarsi in mezzo a questi immensi e maestosi monoliti, è un’esperienza che emoziona profondamente e può far venire le lacrime agli occhi. Non esiste film che possa emozionarvi tanto quanto esserci davvero.

Tour e panorami imperdibili nella riserva Navajo

Arrivati al Monument Valley Tribal Park Visitor Center, potrete parcheggiare e visitare la struttura per acquistare qualche souvenir, prendere una mappa dell’area e utilizzare i servizi igienici (da ricordare: all’interno del parco non ci sono servizi). Da qui avete due opzioni principali: affrontare la Scenic Drive, la strada panoramica che si snoda per 17 miglia, con la vostra auto, oppure partecipare a un tour guidato da una guida locale Navajo.

Se scegliete di guidare da soli su questa strada sterrata e dissestata, state molto attenti. L’ideale sarebbe una 4×4, ma anche noi avevamo una semplice berlina. Mantenete sempre la strada, andate piano ed evitate buche e tratti sabbiosi: sarà più avventuroso, ma anche più rischioso. Ricordate inoltre che le agenzie di noleggio non coprono eventuali danni all’interno del parco.

Se preferite vivere l’esperienza in tranquillità, le guide native offrono tour che permettono di visitare anche aree private accessibili solo con un accompagnamento autorizzato. Alcuni tour permettono addirittura di esplorare la valle a cavallo. Sul sito ufficiale trovate tutte le guide autorizzate e i vari tour disponibili. Ogni butte e mesa ha un suo nome, perché questo è un territorio sacro per la popolazione Navajo. Rispettate sempre la segnaletica e i divieti presenti lungo la strada.

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Tra i monoliti più iconici ci sono The Mittens e Merrick’s Butte, simboli indiscussi della Monument Valley, e Elephant Butte, chiamata così per la sua somiglianza con un elefante. Un altro punto panoramico imperdibile è John Ford’s Point, uno di quei paesaggi che vi resterà nel cuore: dedicate tempo ad ammirare queste meraviglie e a pensare al lavoro che la natura ha fatto nei secoli e nei millenni. Non è difficile percepire la sacralità e la magia di queste terre.

Questi sono solo alcuni dei butte presenti nella valle. Per non perdere nulla e capire cosa state osservando, prendete sempre la cartina al Visitor Center. Andare con una guida vi permetterà inoltre di conoscere meglio le storie e le leggende legate a ciascun monolito.

Esperienza e consigli per esplorare la Monument Valley

La Monument Valley è visitabile tutti i giorni, tranne il giorno del Thanksgiving (quarto giovedì di novembre), Natale e il Primo gennaio. È possibile accedere con la propria auto e percorrere la Scenic Drive dalle 8:00 alle 17:00, tenendo presente che l’ultima entrata è consentita fino alle 14:30. Le stesse regole valgono anche per i tour guidati. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8€ a persona e va pagato direttamente alla macchinetta presente all’ingresso del percorso.

In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’accesso alla riserva potrebbe essere temporaneamente chiuso. Si consiglia di controllare sempre eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale.

Monument Valley, la vista migliore, Stati Uniti
The Mittens and Merrick’s Butte.

Se visitate la valle nei periodi più caldi, attrezzatevi con tanta acqua, crema solare ad alta protezione, cappello e abbigliamento leggero. Se andate la mattina presto, portate con voi una felpa: l’escursione termica si fa sentire. In inverno valutate attentamente il tipo di abbigliamento, perché potreste trovare i monoliti innevati. La valle è visitabile tutto l’anno, ma tenete presente le alte temperature estive, il sole intenso e la possibilità di neve in inverno. Noi a metà settembre siamo arrivati la mattina prima dell’apertura e, anche con una felpa, abbiamo sentito un po’ di fresco.

Gli USA e la loro vastità di panorami e paesaggi regalano sempre grandi emozioni. La natura si fa sentire prepotente e ricorda all’uomo che nessun cemento può resistere alla sua forza o superare le opere artistiche che solo Madre Natura sa creare. Questa valle resta per noi una delle meraviglie naturali che meritano di essere viste almeno una volta nella vita.

Speriamo di avervi dato informazioni utili e l’ispirazione giusta per prenotare il vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti. E non dimenticate di raccontarci la vostra avventura sperando che non finiate anche voi a dormire in un parcheggio!

Statua della Libertà: come visitare l’icona di New York

La Statua della Libertà è l’icona indiscussa di New York. Durante il mio ultimo viaggio a New York è stata una delle prime esperienze che abbiamo fatto con i miei genitori. Mia mamma non vedeva l’ora di vederla dal vivo ed era entusiasta all’idea di poter cercare suo nonno tra gli archivi dell’immigrazione di Ellis Island. Spoiler: sì, l’abbiamo trovato. Ora vi racconterò come arrivare alla Statua della Libertà e a Ellis Island, come prenotare i biglietti e come vivere una delle esperienze più toccanti fatte nel mio viaggio a New York e che puoi fare anche tu.

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Se vuoi un itinerario su misura a New York o hai bisogno di aiuto per organizzare l’intero viaggio, puoi contattarmi direttamente: sarò felice di assisterti.
Oltre alle mie esperienze personali, sono anche una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione ricevuta presso la New York City Travel Trade Academy, quindi puoi davvero affidarti a me.
E per continuare a lasciarti ispirare dai miei viaggi, seguimi anche sui social!

PS: anche tu puoi avere il diario di viaggio che vedi qui!

documenti viaggio a New York

Storia di Lady Liberty

Per i newyorkesi (e ormai per tutto il mondo) la Statua della Libertà è semplicemente Lady Liberty. Un soprannome affettuoso, quasi confidenziale, che nasce dal fatto che questa figura femminile non è solo un monumento, ma una vera presenza simbolica: accoglie, protegge, osserva la città da oltre un secolo. Con la sua torcia alzata, sembra illuminare la strada a chi arriva, ieri come oggi, incarnando l’idea di libertà, speranza e nuove possibilità.

Ma c’è una curiosità che in pochi conoscono: Lady Liberty non è americana, almeno non all’origine. La statua è infatti un dono della Francia agli Stati Uniti, realizzato per celebrare l’amicizia tra i due Paesi e il centenario dell’Indipendenza americana. Progettata dallo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi e ideata da Gustave Eiffel (sì, proprio quello della Torre Eiffel).

La Statua della Libertà fu costruita in Francia, smontata in centinaia di pezzi e spedita via nave a New York, dove venne assemblata su Liberty Island e inaugurata nel 1886. Da allora è diventata il primo simbolo che milioni di immigrati vedevano arrivando in America: per molti di loro rappresentava la fine di un viaggio difficile e l’inizio di una nuova vita.

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Come visitare la Statua della Libertà

Per arrivare a Liberty Island e vedere da vicino Lady Liberty non basta presentarsi lì: la Statua della Libertà fa parte del Statue of Liberty National Monument, gestito dal National Park Service, ma non rientra nei pass “America the Beautiful”, perché l’unico costo da considerare è quello del traghetto e non un ingresso al parco pubblico.

Ci sono due modi ufficiali per raggiungere Liberty Island e Ellis Island:

  • Dal Battery Park, nel cuore di Lower Manhattan.
  • Dal Liberty State Park, a Jersey City (New Jersey).

In entrambe i casi il servizio traghetti è gestito unicamente da Statue City Cruises, l’unico operatore autorizzato dal National Park Service a portarti su Liberty Island ed Ellis Island.

Dal Battery Park (New York City). È l’opzione più gettonata se alloggi a Manhattan o Downtown. Il terminal si trova vicino a Castle Clinton, all’estremità sud di Manhattan. Arrivarci è semplice coi mezzi: la metropolitana 1 ti porta alla stazione South Ferry, la 4/5 a Bowling Green e la R/W a Whitehall Street; ci sono anche bus che fermano nei paraggi.

la vista di NYC dal traghetto

Dal Liberty State Park (Jersey City). Questa è un’alternativa valida se vuoi evitare le folle di Battery Park o sei in zona New Jersey. Il terminal dei traghetti è raggiungibile con il treno leggero Hudson-Bergen Light Rail (scendi a Liberty State Park e cammini fino al terminal).

In tutti i casi, prima di salire ci sarà un controllo di sicurezza in stile aeroportuale, quindi arriva con un po’ di anticipo rispetto all’orario del tuo biglietto.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Statua della Libertà a New York: cosa vedrai

La bellezza di questa esperienza inizia ancora prima di arrivare. Durante la traversata in traghetto, lo sguardo va subito allo skyline di New York, che da questa prospettiva è semplicemente spettacolare. Girandoti in avanti, invece, vedrai lei: la Statua della Libertà, imponente, ferma, mentre osserva la città da oltre un secolo.

La prima tappa è Liberty Island. Appena scesi dal traghetto, il mio consiglio è di dirigervi subito al museo della Statua della Libertà. Qui potrai scoprire la sua storia, dalla progettazione alla costruzione, fino al suo significato simbolico. È un museo moderno, interattivo e davvero ben fatto. C’è anche una cosa molto carina da fare: all’ingresso, sulla destra, troverai delle colonnine dove puoi scattare un selfie indicando la tua nazionalità. Dopo pochi minuti, la tua foto con la bandierina del tuo Paese comparirà sul grande maxi schermo poco più avanti, andando a comporre un mosaico di volti che rappresenta proprio il messaggio universale di Lady Liberty. Un momento semplice ma emozionante, che è piaciuto tantissimo anche ai miei genitori, entusiasti di visitare la Statua della Libertà e New York per la prima volta.

a New York con mamma e papà

Uscendo dal museo, raggiungi finalmente la Statua: selfie obbligatorio ai suoi piedi. Vederla da così vicino fa decisamente un altro effetto. Con un biglietto aggiuntivo è possibile visitare il piedistallo, da cui si gode di una bella vista su New York e sull’isola. Per i più organizzati (e allenati), esiste anche la possibilità di salire fino alla corona: si salgono oltre 160 gradini e non sono ammessi zaini o borse. Un’esperienza unica, ma non per tutti.

Liberty Island non è enorme, ma prenditi il tuo tempo: tra panorama, museo e Statua, è una tappa che resta davvero impressa.

Ellis Island

Una volta terminata la visita su Liberty Island, si riprende il traghetto in direzione Ellis Island. Non potete sbagliarvi, ma chiedete sempre conferma agli operatori. Dopo pochi minuti di traversata si sbarca sull’isola, un tempo addetta ad accogliere e smistare tutti i viaggiatori in arrivo nel Nuovo Continente.

Non vedevamo l’ora di arrivare qui perché avevamo un unico pensiero: recarci al National Museum of Immigration e, in particolare, all’American Family Immigration History Center. Vi racconto subito questa esperienza. Una volta arrivati, abbiamo preso la nostra postazione dopo aver effettuato la registrazione e aver pagato 10$ presso le macchinette (solo con carta). Avrete a disposizione 30 minuti per ricercare negli archivi i vostri parenti. Ovviamente, più informazioni avete, più facile sarà la ricerca.

Noi ci abbiamo messo un po’, ma alla fine abbiamo trovato i miei trisnonni e il mio bisnonno. Tenete presente che all’epoca tutto veniva trascritto a mano e che i nomi, molto spesso, venivano tradotti o storpiati. Nel nostro caso, Pietro è diventato Peter. In altri casi combaciavano la data di nascita e quella di arrivo, ma non il nome. È così che abbiamo capito di aver trovato la persona giusta, anche se il nome era stato trascritto in modo errato: Domenico non è diventato Dominic, ma Damic. Per questo è importante avere almeno informazioni precise sulle date di nascita e di arrivo.

Una volta individuata la persona che cercate, scoprirete con che nave ha viaggiato, la data di arrivo, il nome del contatto di riferimento. Se siete fortunati, potrete trovare anche le foto scattate all’arrivo. Se volete stampare i documenti, è necessario aggiungere un costo extra di 29$. Noi abbiamo scattato delle foto (sì, è possibile farlo) ed è stato un momento molto emozionante e toccante, soprattutto per mia mamma, che ha ritrovato il nonno.

come visitare la Statua della Libertà e Ellis Island a New York

Il resto della visita al museo, che comprende gran parte degli spazi del centro e dell’ospedale, è stato lasciato così com’era. In questo percorso, tra valigie e ricordi, non abbiamo potuto fare a meno di pensare a quando i nostri parenti arrivarono soli, partendo da un piccolo paese dell’Abruzzo. Abbiamo lasciato Ellis Island con una lacrima di commozione.

Costi e orari della Statua della Libertà a New York

Il biglietto per visitare la Statua della Libertà va acquistato solo tramite i canali ufficiali ed è gestito da un unico operatore autorizzato. Il costo del biglietto standard per adulti è di 26$ e include il traghetto di andata e ritorno, l’accesso a Liberty Island, Ellis Island e ai rispettivi musei.

Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere l’accesso al piedistallo oppure alla corona della Statua della Libertà. Il supplemento è minimo 0,30 dollari, quindi sì, si parla davvero di centesimi. La differenza non è economica, ma organizzativa: i biglietti per la corona sono limitati e vanno prenotati con largo anticipo. È fondamentale acquistare i biglietti solo da siti ufficiali o da rivenditori autorizzati. Evitate assolutamente i bagarini che si trovano a Battery Park o nei pressi del molo.

Noi, ad esempio, abbiamo utilizzato il New York City Pass, una soluzione molto conveniente se si vogliono visitare più attrazioni in città oltre alla Statua della Libertà. Leggi: New York pass turistici a confronto, per capire qual è il pass più adatto al tuo viaggio. Attenzione però a un dettaglio importante: se avete il City Pass e decidete di visitare anche la corona, dovrete acquistare nuovamente il biglietto completo, pagando di nuovo l’importo intero. Non è possibile aggiungere solo la differenza per l’accesso alla corona.

Per quanto riguarda gli orari, Liberty Island ed Ellis Island sono visitabili tutti i giorni dell’anno, ad eccezione del Giorno del Ringraziamento e del 25 dicembre. I primi traghetti partono generalmente al mattino intorno alle 9:00 e le ultime partenze sono nel primo pomeriggio, con corse frequenti durante tutta la giornata. Considerate che la visita richiede tempo: tra controlli di sicurezza, traghetti e musei, è consigliabile mettere in conto almeno 3 o 4 ore.

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Conclusione

Avrete capito che sì, per noi la visita alla Statua della Libertà e a Ellis Island ha reso davvero speciale il nostro viaggio a New York. Non è stata solo un’attrazione imperdibile di una delle città più belle al mondo, ma anche la ricerca e il ritrovamento di una parte della nostra famiglia.

Io, e noi tutti, ci siamo resi conto della fortuna che abbiamo oggi nel poter viaggiare liberamente, per scelta e per piacere personale, e non per necessità. Questo luogo ti ricorda che ieri come oggi una valigia può essere simbolo di speranza, libertà e del desiderio di una vita migliore. Mi sento ancora più fortunata per aver avuto la possibilità di conoscere e incontrare più volte i miei parenti qui, in questo Paese, e capisco sempre di più il motivo per cui continua ad attirarmi a sé.

Se anche tu hai una storia da riscoprire, visita Ellis Island portando con te quante più informazioni possibili sulla tua famiglia immigrata. E se vuoi, raccontami la tua esperienza. Alla prossima avventura.

Viaggi Stati Uniti 2026: ESTA, controlli e costi aggiornati da sapere

Il 2026 si preannuncia come un anno ricco di novità, belle e meno belle, per chi ha in programma un viaggio negli Stati Uniti. Già il 2025 ci ha regalato qualche brutta sorpresa, come il raddoppio del costo dell’ESTA. Non parleremo però di politica né entreremo nel merito del perché e del come, perché non è questo che ci interessa. Qui cercheremo invece di capire insieme quali cambiamenti ci aspettano e come organizzare al meglio un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, evitando brutte sorprese e partendo più consapevoli.
Ma attenzione: non mancano anche le belle novità. Il 2026 sarà l’anno dei Mondiali FIFA, dei 250 anni di indipendenza degli Stati Uniti e dei 100 anni della mitica Route 66. Insomma, di scuse per organizzare un viaggio negli USA ce ne sono tante… ma come sempre, bisogna partire preparati.

Se ancora non ci seguite sui social, questo è decisamente il momento giusto per farlo: sono in arrivo tante novità. E come piccolo spoiler, stiamo già lavorando a un nuovo viaggio proprio negli USA. Siamo tornati da poco da New York e dal New England, ma il richiamo oltreoceano si fa già sentire. Corri a scoprire i nuovi contenuti.

Aumento della tessera dei parchi nazionali USA

L’America the Beautiful – National Parks and Federal Recreational Lands Annual Pass, ovvero il pass annuale dei parchi nazionali americani, purtroppo dal 1° gennaio 2026 subirà un cambiamento importante. Non volevo partire subito dalla notizia peggiore, ma visto che il cambiamento è davvero imminente, è giusto informarvi per tempo. Ad oggi, metà dicembre, il costo della tessera annuale è di 80$. Dal 1° gennaio 2026, il prezzo salirà a 250 $. Un aumento importante che inciderà molto sul costo finale del viaggio.

Primo consiglio fondamentale: se state valutando un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, approfittate di queste ultime settimane per acquistare la tessera al prezzo attuale. Ma non è l’unico cambiamento. Aumenteranno anche le modalità di ingresso singolo ai parchi nazionali. Ad oggi, senza tessera, l’ingresso costa da 30 $ in su per auto. Dal 1° gennaio 2026 diventerà invece: 35$ a veicolo + 100$ per ogni singola persona. In pratica, una spesa che inciderà parecchio sul budget di viaggio. E sarà una spesa quasi inevitabile. Fanno parte del sistema dei parchi nazionali degli USA oltre 2.000 aree, tra cui alcuni dei più iconici e imperdibili: Grand Canyon, Yellowstone, Bryce Canyon, solo per citarne alcuni. Pensare a un viaggio negli Stati Uniti senza visitare almeno un parco nazionale è, di fatto, impossibile.
Per questo rinnovo il consiglio: organizzatevi per tempo.

Se stai sognando un viaggio negli USA ma non sai da dove iniziare, posso aiutarti io. In qualità di Travel Designer Certificata e Specialista USA, grazie alla mia formazione e all’esperienza diretta sul posto, posso aiutarti a costruire un viaggio su misura, davvero pensato per te. Dai un’occhiata alla pagina dedicata ai miei servizi per richiedere un preventivo gratuito o un itinerario personalizzato con guida.

Aumento dell’ESTA e nuove modalità di richiesta

In questi giorni le news sugli Stati Uniti e sui cambiamenti previsti per il 2026 stanno facendo il giro del web. La notizia che sta suscitando più scalpore riguarda l’ESTA. Partiamo dall’ultimo aggiornamento: dal 1° ottobre 2025 il costo dell’ESTA (l’autorizzazione elettronica di viaggio) è passato da 20$ a 40$, e purtroppo ci siamo già dovuti adeguare. Per il 2026 si parla di un possibile inasprimento dei controlli e di maggiori richieste di documentazione al momento della domanda. Tra le novità ipotizzate ci sarebbe:

  • l’obbligo di segnalare i propri contatti social, con la cronologia degli ultimi 5 anni;
  • la richiesta di ulteriori dati sui familiari.

Al momento, l’inserimento dei social durante la richiesta dell’ESTA è facoltativo, ma potrebbe diventare obbligatorio con le nuove regole. Va detto che, anche se i controlli dovessero diventare più rigidi, non c’è motivo di farsi prendere dal panico: la proposta è ancora in fase di valutazione e, nella peggiore delle ipotesi, dovremo solo prestare maggiore attenzione a compilare correttamente i dati. Nessun motivo di preoccuparsi per quello che un ufficiale potrebbe vedere sul nostro Instagram o TikTok. Almeno spero per voi.

Un viaggio negli USA è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Novità Stati Uniti 2026: America 250

Il 2026 segna un traguardo importantissimo per gli Stati Uniti: i 250 anni dall’Indipendenza americana.
Il 4 luglio 1776, nella Pennsylvania State House di Philadelphia (oggi Independence Hall), veniva dichiarata l’indipendenza delle tredici colonie americane dalla Gran Bretagna. Nel 2026 ricorrono quindi 250 anni da quella data storica. I festeggiamenti non si concentreranno solo su un singolo giorno: sono previsti eventi, celebrazioni e iniziative per tutto il periodo che precede il 4 luglio, con il culmine proprio nella giornata dell’Independence Day. Le città protagoniste saranno soprattutto Philadelphia, Boston, Washington D.C. e New York, con rievocazioni storiche, eventi culturali, mostre, concerti e grandi spettacoli pubblici.

Una delle novità più curiose riguarda proprio New York: la celebre palla di Times Square scenderà eccezionalmente il 3 luglio 2026, per la prima volta fuori dal Capodanno. Un evento simbolico, pensato proprio per celebrare America 250, che attirerà visitatori da tutto il mondo.

Tradotto: se state pensando a un viaggio negli USA in questo periodo, meglio organizzarsi per tempo. Le date estive del 2026 saranno particolarmente richieste, soprattutto nelle grandi città della East Coast.

FIFA World Cup 2026: il Mondiale più grande di sempre

Il 2026 sarà anche l’anno della Coppa del Mondo FIFA, che per la prima volta nella storia si svolgerà in tre Paesi: Stati Uniti, Canada e Messico. La parte più consistente del torneo si terrà proprio negli USA, con partite in città iconiche come New York/New Jersey, Los Angeles, Miami, Dallas, Atlanta, San Francisco, Seattle e Boston.

Sarà anche il primo Mondiale a 48 squadre, quindi con più partite, più tifosi e un’atmosfera che promette di essere incredibile. Anche chi non è un appassionato di calcio si troverà immerso in un clima di festa continua, con fan zone, eventi collaterali e città completamente trasformate. Se l’idea è unire sport, viaggio e grandi metropoli americane, il 2026 è l’anno perfetto. Ma anche qui vale la stessa regola: prenotazioni anticipate e itinerari studiati bene, perché la richiesta sarà altissima.

Route 66: 100 anni della Mother Road

E infine, ultima ma assolutamente non per importanza: la Route 66 compie 100 anni. La Mother Road, simbolo indiscusso del sogno americano, venne ufficialmente istituita nel 1926 e collegava Chicago a Santa Monica, attraversando otto Stati e migliaia di chilometri di America autentica.

Nel 2026 sono previsti eventi celebrativi lungo tutto il tracciato: festival, raduni di auto d’epoca, mostre, concerti e iniziative locali nelle cittadine storiche della Route. Un’occasione unica per percorrerla proprio nell’anno del suo centenario, respirando quell’atmosfera vintage che la rende così iconica. La Route 66 non è solo una strada: è un viaggio nella storia americana, tra diner, motel d’altri tempi, stazioni di servizio storiche e paesaggi che sembrano usciti da un film. Farla nel 2026 significa viverla nel suo anno più simbolico.

Conclusione delle novità Stati Uniti 2026

Ormai, se mi conoscete, sapete che parlare degli Stati Uniti per me è sempre un grande piacere. Anche quando, purtroppo, le notizie non sono sempre “wow”. Noi abbiamo già rinnovato la nostra tessera dei parchi, a breve chiuderemo definitivamente il nostro itinerario e poi non resterà che aspettare il giorno della partenza, sperando che il 2026 ci porti solo buone notizie.

Che sia per una partita di calcio dei Mondiali, per la storica gara di hot dog a Coney Island o per celebrare i 250 anni d’America, l’augurio è uno solo: vivere tutto questo senza doverci ritrovare a commentare l’ennesimo aumento o qualche nuova complicazione di troppo. Incrociamo le dita e continuiamo a sognare il prossimo viaggio.

Thanksgiving a New York: come partecipare alla parata

La nostra ultima gita a New York è stata proprio in occasione del Thanksgiving! Questa festa tutta americana, qui a New York è celebrata con una grande parata, a cui segue il pranzo di famiglia, quello con il tacchino gigante! Inutile parlarvi della grande emozione di essere lì, assistere a questo evento e condividere un’indimenticabile cena con nuovi amici.

È una delle festività americane più sentite, forse anche più del 4 luglio. Riunisce le famiglie che molto spesso vivono in diversi stati. E proclama l’inizio del periodo natalizio, tanto che il giorno dopo si parte con gli addobbi di Natale!

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È sicuramente, oltre ad Halloween, la festa che più conosciamo grazie ai film e telefilm che spesso ci raccontano come ci si prepari a questa grande cena. E vivere l’emozione del Thanksgiving a New York vi darà davvero la sensazione di essere in una puntata di Friends.

Ma quali sono le origini di questa festività?

Il Thanksgiving è per la prima volta festeggiato nel 1921 a Plymouth. Nasce come festa di ringraziamento verso i nativi americani che aiutarono i Padri Pellegrini nel coltivare e organizzare raccolti e bestiame in questa nuova terra.

Arrivati dal vecchio continente non sapevano purtroppo gestire la terra e il suo clima. Così i nativi corsero in aiuto con i prodotti locali che ormai loro sapevano ben lavorare. Tra i più comuni la zucca che diventò poi uno dei grandi piatti di questa festa insieme al tacchino. Nel 1863 Abramo Lincoln ufficializza la festa al quarto giovedì di Novembre.

Tradizione a cui poi, nei secoli successivi, si è aggiunto il Black Friday. Dal 1952 al giorno del Ringraziamento segue il Balck Friday, la giornata che da il via allo shopping natalizio. Si dice che il suo nome sia nato a Philadelphia a causa del grande traffico che bloccava la città per via degli sconti. Così, dopo il giorno del Ringraziamento, si passa non solo agli addobbi ma anche alla stagione delle grandi compere di Natale e dei saldi.

Ora che abbiamo una visuale completa su questa festività, capiamo come poter vivere al meglio l’atmosfera del Thanksgiving a New York.

New York è la città che non dorme mai, e se vuoi viverla al meglio ti conviene prenotare in anticipo le tue esperienze nella City. Con GetYourGuide puoi scoprire le migliori attività e attrazioni, con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima. E se scarichi l’app da QUI e usi il nostro codice VABBEIOVADO5, hai anche un 5% di sconto sul tuo prossimo acquisto.

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Come assistere alla Parata del Thanksgiving a New York

La parata del Thanksgiving a New York viene organizzata per la prima volta nel 1924 dai dipendenti del grande magazzino Macy’s. Infatti questa parata prende il nome di Macy’s Thanksgiving Day Parade e termina proprio davanti allo store.

Il punto di partenza è West 77th Street & Central Park West alle 8:30. Da qui il cordone di carri con palloni giganti, ballerini, cheerleaders e grandi dello spettacolo si snoda fino a Columbus Circle, prosegue poi lungo la 6th Avenue arrivando fino a Macy’s Herald Square. Il percorso è di 4 chilometri.

Ovviamente non potete seguirla tutta! Ma vi facciamo scoprire alcuni punti strategici dove poter vedere meglio i tanti personaggi che animano questa festa! Tenete presente che la parata inizia alle 8:30 dal quartiere Upper East Side per terminare a Midtown, in circa 3 ore e mezza, quindi calcolate che se contate di aspettarla al punto finale dovrete essere lì almeno alle 10:00.

Noi eravamo a Brooklyn e siamo usciti alle 8:00 arrivando con la metro a Rockfeller. Ci siamo intrufolati lungo la 6th Avenue all’incrocio con la 39th. Siamo arrivati alle 9:30. La situazione in realtà è sempre molto tranquilla e controllata da polizia e servizi organizzativi. Non si è mai creata troppa folla o ressa, ne siamo mai stati schiacciati. C’erano anche tanti bimbi, quindi lo spazio tra le transenne viene ben monitorato in base all’affluenza. Ovviamente non pensate di allontanarvi per andare al bagno!

Rockfeller center a New York

E questo è uno dei luoghi consigliati per avere una buona visuale della parata. Potrete valutare gli altri sul sito di Macy’s in cui trovate anche la mappa con tutte le tappe.

Vivere il Thanksgivinig a New York era una di quelle cose segnata nelle Wish List da un po’ ed è andata oltre le aspettative! Ci siamo goduti in tutta tranquillità il passaggio dei carri: Snoopy, Spongebob, il Tacchino gigante e Jimmy Fallon! È sicuramente una di quelle esperienze da fare e vivere in compagnia della propria famiglia o degli amici prima del meritato pasto. Tutto termina verso le 12:30. Le strade vengono pian pian svuotate, si smonta tutto e la gente si avvia verso casa per terminare il pranzo.

Aspettate se potete un pò prima di avviarvi verso le varie stazioni metro. Potete controllare gli orari dei mezzi qui, tecnicamente rispettano gli orari festivi con alcune deviazioni per il passaggio della parata.

Assistere alla gonfiatura dei palloni

Se purtroppo non avete modo di partecipare alla parata, potrete in alternativa assistere alla cerimonia della gonfiatura dei grandi palloni. L’evento si svolge nel punto di inizio della parata quindi nel quartiere Upper East Side, precisamente tra la West 77th & West 81st Streets. Davanti proprio al Museum of Natural History, a cui potrete con la scusa far visita. Orario di inizio ore 18:00.

Preparati al viaggio: leggi qui quali sono tutti i documenti richieste per entrare negli Stati Uniti.

Terminata tutta la cerimonia abbiamo aspettato con calma che le strade si liberassero per poi dirigerci a Bryant Park, dove ogni anno viene allestita una pista di pattinaggio e un piccolo villaggio di Natale con stand di cibo e prodotti artigianali. Per poi tornare nel nostro appartamento a Brooklyn dove abbiamo condiviso un’indimenticabile cena del Thanksgiving con gli altri ragazzi dell’ostello. Ovviamente con il tacchino gigante che indovinate un po’ chi lo ha disossato? Ogni riferimento a Stefania è puramente casuale.

Ma la cosa più bella è stata aver creato l’atmosfera di una famiglia malgrado le differenze culturali, nazionali e religiose di ognuno di noi. Un tavolo fatto di americani, italiani e sud coreani che in quella serata hanno condiviso la bellezza che le esperienze di viaggio sanno donarci. E mai come in quell’occasione ci siamo sentiti grati di quello che abbiamo.

Trovate molti locali e ristoranti che servono una quasi tradizionale cena del Ringraziamento. In questo articolo vengono elencati alcuni ristoranti in svariate zone di New York, dove assaggiare il tacchino. Avete mai preso in considerazione la possibilità di visitare New York proprio durante il Thanksgiving? Raccontateci le vostre esperienze e se avete bisogno di altri consigli di viaggio vi aspettiamo qui o sui nostri social.

San Francisco: le 10 cose da non perdere assolutamente!

Nel pensare alle cose da non perdere a San Francisco mi viene subito in mente la Clam Chowder mangiata al Pier 39 e i tantissimi gabbiani che ci volano sopra la testa aspettando il momento giusto per aggiudicarsi la loro parte.

Ricordo la serata Rock’nRoll in quel locale specializzato in Martini e le chiacchierate con la band. La lunga passeggiata, se passeggiata vogliamo chiamarla, fatta attraversando il Golden Gate Bridge e arrivando fino a Sausalito. Il sali e scendi delle sue strade, la più iconica Lombard Street e la copia di “On the Road” di Jack Kerouak comprata nella storica libreria City Lights.

Di cose da non perdere a San Francisco ce ne sono tante. Troppe. Troppissime. Ho deciso di racchiudervi qui le 10 cose da non perdere a San Francisco assolutamente!

Le cose che dovete fare costi quel che costi. E la maggior parte sono gratis!

Il Golden Gate Bridge, da non perdere a San Francisco
Cartoline con il Golden Gate Bridge

Fisherman’s Wharf e Pier 39.

È uno dei quartieri più iconici di questa città. Qui si passeggia tra negozi e ristoranti di pesce. Ordina una Clam Chowder da Chowders e gustatela prima di finire abbacchiato come i leoni marini che dovrai passare a trovare al Pier 39! E si perchè le mascotte di questa zona sono i centinaia di leoni marini che da circa il 1990 vengono a riposarsi sulla banchine di questo molo, diventanti ormai un’attrazione turistica. Mi raccomando non disturbateli e non avvicinatevi. Non sono così carini come sembrano. Se volete conoscerli meglio potete visitare il Sea Lion Center.

Golden Gate Bridge e Sausalito

Cosa c’è di più iconico de Golden Gate Bridge? Questo ponte costruito nel 1937 ha una lunghezza di ben 2,7 km percorribili in auto, a piedi o in bici. Prende il nome dallo stretto che unisce la Baia di San Francisco all’oceano Pacifico.

Noi ovviamente abbiamo deciso non solo di attraversarlo ma anche di arrivare a Sausalito. A piedi! Si può percorrere a piedi o in bici solo dalla carreggiata sinistra, quella che affaccia su tutta la città. Il passaggio ai pedoni e ciclisti è gratuito e aperto dalle 5:00 alle 17:00/ 21:00 in estate. Il tempo è stato a nostro favore quindi ci siamo goduti la passeggiata sul ponte e indecisi se proseguire o no abbiamo optato per raggiungere la piccola cittadina di Sausalito per poi rientrare a San Francisco con il traghetto.

Non potete dire di essere stati a San Francisco se tra le cose da non perdere non avete attraversato il Golden Gate Bridge. Vale con qualsiasi mezzo!

Coit Tower e Lombard Street

La Coit Tower è uno dei punti panoramici migliori della città, posizionata su Telegraph Hill. Si tratta di un monumento ai vigili del fuoco, che per anni sono stati impegnati nello spegnimento di tanti incendi che abbattevano la città a causa delle case costruite in legno. Costruita nel 1934, si trova all’interno del Pioneer Park, raggiungibile con una scalinata di legno che vi porterà davanti la statua di Cristoforo Colombo. E magari potrete anche conoscere i simpatici pappagallini: Wild Parrots of Telegraph Hill, che ormai vivono in questo parco dal 1990.

Al suo interno si trovano tanti murales che raccontano la vita quotidiana della popolazione locale negli anni ’30 e della Grande Depressione.

È possibile visitarla tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00/ 18:00, costo del biglietto 9$.

Noi abbiamo unito la visita alla Coit Tower alla passeggiata lungo Lombard Street. Questa strada si aggiudica l’appellativo di “strada più tortuosa del mondo”.

Per l’esattezza il suo tratto più famoso è “Russian Hill” che si snoda in ben 8 tornanti, in pendenza, difficili da fare in macchina figuratevi a piedi. Ma come sempre le nostre gambe, abituate a tutto, ci hanno portato fin su. Da cui abbiamo ammirato il paesaggio osservando la Coit Tower di fronte a noi.

Haight-Ashbury

Da grande fan del movimento Hippie e dei figli dei fiori, non potevo assolutamente perdermi tra le vie di questo quartiere. Tra Haight Street e Ashbury Street, si concentrano negozi vintage, esoterici, caffetterie super colorate e leggendari negozi di musica come: Amoeba Music. Per gli amanti della musica e del rock come noi questo posto è il Paradiso!

Si respira un’aria tranquilla dove negli anni ’60 i grandi della musica rock come Janis Joplin e Jimi Hendrix proclamavano amore e pace.

State però attenti la sera, la zona purtroppo al calar del buio non è molto tranquilla. Noi ci siamo mossi per un pò di locali ma poi siamo tornati con il taxi evitando di passare nei pressi del Golden Gate Park. Consiglio datoci dai local.

Castro

Iconico quartiere legato al movimento LGBT. Grazie proprio all’espandersi della cultura Hippie e ai radicali cambiamenti culturali che gli anni ’60 hanno visto, questo quartiere è diventato casa per tanti giovani omosessuali. Una grande bandiera arcobaleno sventola a Castro street, con i suoi marciapiedi arcobaleno e il famoso Castro Theatre sede di alcui importanti appuntamenti della comunità che vive in questa zona. Il luogo perfetto dove sorseggiare un drink in un locale Gay Friendly.

Painted Ladies

Queste casette colorate sono sicuramente la cosa che più si avvicina al mio ideale di casa perfetta! Con il loro stile Vittoriano e Edwardian (cioè stile neo- barocco) i loro colori e decorazioni attirano subito l’attenzione. Si trovano dal numero 710 al 120 di Steiner Street all’incrocio con Alamo Square Park. Sono diventate famose grazie anche all’apparizione in tanti film e sono sicuramente una delle cartoline da riportare a casa.

China Town

Non è la solita China Town che potete trovare in tutte le città ma è la più antica e più grande comunità cinese degli Stati Uniti. Dal 1840 la cominità cinese ha reso questo quartiere, nel cuore di San Francisco, la proprio casa. Le lanterna lungo le strade e i negozi sono delimitati dalla Dragon’s Gate, il grande portone che da accesso a China Town dal 1970.

Non mancate di gustare i famosi biscotti della fortuna che sono diventati famosi in tutto il mondo grazie alla Golden Gate Cookie Factory che dal 1962 sforna questi dolcetti che si dice siano in realtà di origine giapponese. In ogni caso qui li troverete di qualsiasi tipo e gusto.

Cable Car

Fare un giro su uno dei storici Cable Car di San Francisco è una delle cose da non perdere. I Cable Car che vediamo oggi sono andati in sostituzione ai vecchi tram che venivano trainati da cavalli. Nel 1873 finalmente viene messo in uso il primo Cable Car elettrico che portò poi alla realizzazione di ben 23 linee.

Ma ad oggi ne sono attive solo 3: Powell – Mason, Powell -Hyde e la California St. line. Tenete presente che si tratta di una delle più turistiche attrazione di San Francisco, quindi molto spesso c’è una gran fila da fare. Le corse partono alle ore 07:00 e terminano alle 22:00, costo del biglietto per una sola corsa: 8$. Potete studiare bene le corse sul sito ufficiale in modo da organizzarvi bene e sfruttare la corsa più comoda per raggiungere un punto di interesse. Aspettate alla fine della corsa, di vedere come il Cable car viene girato sulla sua piattaforma.

Ferry Building

Questo edificio storico di San Francisco si trova nel quartiere di Embarcadero e insieme al Golden Gate Bridge è tra le costruzione simbolo di San Francisco.

La sua torre dell’orologio svetta a 75 metri di altezza e si ispira alla Giralda di Siviglia. Fa da faro a tutte le imbarcazione che attraversano la baia di San Francisco. È stato costruito nel 1898 e da grande porto purtroppo vide un periodo di declino terminato agli inizi del 2000 quando fu ristrutturato e trasformato in un mercato. Nasce così il Ferry Building marketplace. Avrete una grande scelte tra prodotti locali e biologici a marchi più commerciali. Io ho preso un gustosissimo gelato da Humphry Slocombe.

I suoi orari di apertura sono dal lunedì alla domenica dalle 07:00 alle 20:00. Potete controllare eventuali chiusure sul loro sito ufficiale.

Union Square

Si tratta del quartiere finanziario della città. Ma non solo, perchè in questa piazza, dalla data della sua costruzione nel 1850, si sono mosse tante manifestazioni che ancora oggi animano la popolazione. È anche il quartiere dello shopping e delle grandi marche.

Una delle prime tappe fatte appena arrivati a San Francisco infatti è stata la ricerca di una calda felpa proprio tra i negozi di questa zona. Una cosa che dovete tenere presente su San Francisco sono le sue temperature. Qui non troverete mai il caldo di Los Angeles! Quindi tenete con voi sempre una felpa.

City Light Bookstrore, San Francisco
Libri volanti a North Beach

Queste sono solo alcune, anzi 10, delle tappe che non potete assolutamente perdere a San Francisco.

Ma vi do un bonus. Vi ho parlato di Jack Kerouak e della libreria simbolo della beat generation: City Light Bookstore. Questa libreria è stata fondata da due italo americani nel 1953, nel quartiere di North Beach. Per la precisione fondano la casa editrice a cui poi sussegue la libreria. Era ritrovo dei grandi scrittori che riuscirono con le parole a stravolgere un’intera generazione, che ancora oggi trova in questi libri un credo. E poter entrare lì è stata un’emozione che ha reso questo viaggio indimenticabile.

Le cose da vedere a San Francisco sono così tante che ci vorrebbero almeno altri 5 articoli “10 cose da non perdere a San Francisco“.

Ma per il momento ci fermiamo qui, sperando magari di poter tornare presto in questa favolosa città e portarvi a scoprire i suoi luoghi più nascosi.

Ma se riuscite prima voi, siamo come sempre felici di leggervi e sapere la vostra su questa città unica dei favolosi States!

PS: Ti consigliamo sempre di stipulare un’assicurazione viaggio che posso farti vivere la tua esperienza in tutta tranquillità!

Noi ci affidiamo a Heymondo ed abbiamo per un codice sconto per te!

Hawaii i consigli per organizzare il viaggio perfetto.

Quando pensavo alle Hawaii immaginavo spiagge deserte con palme, ananas fresche, surfisti e io a sorseggiare il mio Mai Tai.

Beh il nostro viaggio è stato così. Anzi molto di più. Quello che frena tante persone da l’organizzare un viaggio alla Hawaii sono le ore di volo che bisogna affrontare per raggiungere l’altra parte del mondo e il budget. Sull’ansia da volo non posso aiutarvi, se non rassicurarvi che l’aereo rimane sempre il mezzo più sicuro e veloce. E poi tra un film, un pasto e un po’ di ninna ,il tempo “vola”!

Sul budget invece abbiamo tanti consigli e info che possono aiutarvi a realizzare quello che per tanti è il sogno di una vita: le Hawaii!

Ovviamente parliamo di fai da te low cost, che premettiamo non è mai facile organizzare. Ho passato settimane intere solo a monitorare i voli.

Prima di iniziare l’organizzazione e di elencarvi i nostri consigli per le Hawaii, occorre informarsi su dove si va, come si va ed avere una buona visuale su cosa volere e aspettarsi dalle Hawaii.

Dove sono le Hawaii.

Le Hawaii sono un arcipelago di 137 tra isole e atolli, di cui 8 maggiori: da nord-ovest a sud-est Niihau, Kauai, Oahu, Molokai, Lanai, Kahoolawe, Maui e l’isola di Hawaii.

L’ultima è anche la più grande chiamata infatti Big Island.

Le Hawaii sono uno dei due stati della nazione Americana che non adottano l’ora legale; l’altro è l’Arizona, e rispetto a l’Italia ci sono 12 o 11 ore di fuso orario in meno.

Le Hawaii sono disperse nell’oceano Pacifico, Honolulu dista 3 857 Km dalla California, 6 190 Km da Tokyo, 4 411 Km da Tahiti.

tartarughe a Maui,
Tartarughe sull’Isola di Maui.

Qualsiasi periodo dell’anno è buono per visitare le Hawaii. I surfisti preferiscono l’inverno con venti forti e onde spaventose. L’estate è per la folla di turisti che vuole fare snorkeling e spalmarsi di abbronzante. Le temperature oscillano sempre tra i 20°e i 30°, ma è molto facile passare da mega acquazzoni, a sole cuocente e di nuovo alla pioggia, soprattutto tra Gennaio e Aprile!

Nella lingua hawaiana, la parola Hawaii significa “patria”. La cultura e la religione dell’arcipelago sono di origine polinesiana.
Il primo europeo ad esplorare le Hawaii fu James Cook nel Gennaio 1778.
Dopo essere state scenario dell’attacco a Pearl Harbor nel dicembre 1941, il 21 Agosto del 1959, le Hawaii sono la cinquantesima stella aggiunta sulla bandiera americana.
Ciò che caratterizza le Hawaii e rende il suo popolo tra i più amorevoli è lo spirito Aloha.
Aloha: Alo: “in presenza di”, Ha: “alito di vita” cioè in presenza di Dio.
Aloha non è solo un saluto, è un benvenuto, è un augurio, è lo star bene insieme, il volersi bene, è condividere insieme quel momento, è avere calma e pazienza.

Solo interagendo con gli hawaiani avrete modo di capire il vero significato di Aloha. Perché ogni mattina c’è qualche sconosciuto che vi da il buon giorno e che vi saluta la sera mentre rientrate. Che attacca bottone al bar e vi offre una birra per il semplice voglia di condividere con voi qualche minuto e una risata. Insomma vi sentirete davvero come a casa.

E quello che più vi mancherà delle Hawaii sarà la calma e la pace con cui si vive in queste isole. 

I nostri consigli per arrivare alle Hawaii.

La via più veloce e comoda per raggiungere le Hawaii sarebbe un volo diretto dall’Italia fino a Los Angeles, partendo da Roma sono 13 ore di volo. Potete controllare le tratte effettuate da Ita Airways e dalle altre compagnie SkyTeam. Da Los Angeles a Honolulu sono altre 5 ore e 50 minuti.

Ci sono voli diretti dagli Stati Uniti e dal Canada che partono da New York, Chicago, San Francisco, Toronto e Vancouver.

Si può optare anche per passare via Asia, con scalo a Tokyo o Osaka o anche per la Corea del Sud.

Mentre per le compagnie che operano i voli interni tra le isole ci sono: Mokulele Airlines e Hawaiian Airlines. La prima offre voli con piccoli aerei turistici, opera tra un isola e l’altra e offre anche la possibilità di tour come Big Island Volcano o la vista delle scogliere a Molokai. Hawaiian Airlines opera tra il continente americano e le maggiori isole hawaiiane.

Per il nostro viaggio 2018, abbiamo volato con: Alitalia, American Airlines e Hawaiian Airlines. facendo tre scali prima di arrivare a Honolulu.

Pernottamento.

La scelta dell’alloggio inciderà molto sul budget. I nostri consigli per le Hawaii sono sicuramente quelli di optare per gli appartamenti.

La scelta tra un resort, albergo o appartamento sta a voi e al vostro budget. Noi da 6 anni, soprattutto negli Stati Uniti ci troviamo benissimo con Airbnb.com.

Abbiamo optato per una stanza privata in un appartamento condiviso. Stanza tutta per noi con utilizzo bagno e cucina, un po’ come in ostello ma con meno gente in giro per casa e calcolando che ci siamo stati il tempo di una doccia e la notte per qualche ora di ninna, è stata la scelta migliore. La media per un appartamento intero si aggira intorno ai: 450/500€ settimanali.

Media di un resort o albergo: dai 700€ a settimana in su.

Questi sono i prezzi per Honolulu a Settembre, per due persone, 5 notti, prenotati con 7/6 mesi di anticipo.

Se si sceglie l’appartamento decidendo di consumare alcuni pasti a casa, bisogna fare i conti con i prezzi molto alti di alcuni viveri, risparmiando comunque rispetto a mangiare sempre fuori. Per la frutta, verdura, carne e pesce di produzione locale, i prezzi sono abbordabili. Ma per un pacco di Pringles o Lay’s si spendono 5$. Purtroppo bisogna tenere conto dei costi di importazione. Prezzi di fast food o ristoranti sono nella media americana. Certo che una cena da Duke’s ha il suo prezzo!

La maggior parte delle spiagge sono abbastanza isolate da cittadine dove poter mangiare seduti ad un tavolo, quindi se si opta per il pranzo in spiaggia l’unica soluzione è quella del pranzo al sacco o un take away. Tutte le spiagge però hanno tavolini da pic nic e bagni.

Consigli per il noleggio auto alle Hawaii.

Bene anche qui purtroppo si spende un po’ di più. Per una semplice Chevrolet o simile a Honolulu siamo intorno hai 60€ al giorno.

Documenti richiesti per il noleggio: Passaporto, Carta di credito, Patente e Patente internazionale.

Troverete su vari forum e diari di viaggio che in tanti non fanno la patente internazionale, noi compresi perché mai richiesta, soprattutto dalle compagnie di noleggio. In realtà possiamo dirvi per esperienza che è obbligatoria. Siamo stati fermati dalla polizia a Maui. Non avendo la patente internazionale volevano multarci, mandarci in consolato a richiederla per poi portarla in questura. In tutto questo multa e fermo della macchina.

Non sono stati affatto bei momenti, siamo riusciti a fargli capire che purtroppo la cosa non è molto chiara e che erroneamente abbiamo optato per non richiederla. Poi mettici un pianto con la scusa del viaggio di nozze e il gentile police man ci ha graziato dopo una interminabile ramanzina. Quindi il nostro consiglio per le Hawaii, e negli altri stati americani dove richiesta, è di fare sempre la patente internazionale.

Il carburante è sicuramente più caro della media americana ma sempre più basso che in Italia.

I parcheggi per le spiagge sono solitamente tutti gratuiti. A Honolulu, zona Waikiki, si paga dalle 8:00 alle ore 23:00 e il costo è di circa 1/1,50$ l’ora.

Spiaggia di Kihei, Maui, Hawaii i consigli
Kihei al tramonto, Maui, Hawaii.

Mezzi pubblici: 

A Oahu il biglietto del bus è di: 2,50$, 12$ per la tessera giornaliera. Servizio operato da The bus. Si paga direttamente sul bus e vale solo una corsa. Sono puntuali e servono bene quasi tutta l’isola.  Da notare che non è consentito salire a bordo con le valige, quindi non è possibile arrivare o andare in aeroporto con i mezzi pubblici se avete grandi bagagli o trolley .

La nostra soluzione al problema è stata la navetta privata. Abbiamo scelto Go808Express. Prenotato online anticipatamente da Roma, con conferma entro le 24 ore dall’arrivo, si paga in contanti appena giunti a destinazione: 30$ più la mancia. Si può richiedere anche la Lei (la corona di fiori hawaiina) con 10$, questa però acquistabile solo online.

Per le altre isole non abbiamo informazioni in quanto abbiamo noleggiato subito l’auto.

Altrimenti potete chiamare un Uber. Noi lo abbiamo utilizzato per il viaggio di rientro in aeroporto.

Bene ora sapete abbastanza su queste isole. Avete tutti i consigli per le Hawaii e potete iniziare a farci un bel pensierino.

Anche perchè avete due bellissimi itinerari tra le isole di Oahu e Maui.

Pronti ad andare a trovare Merlino ad Honolulu?

Oahu: alla scoperta delle bellezze di quest’isola delle Hawaii

La prima delle due isole esplorate nel nostro viaggio alle Hawaii, è stata Oahu. La terza isola per dimensioni e di origine vulcanica. La capitale è la famosa Honolulu il cui nome Honolulu significa “baia (Hono o Hana) riparata”. Il quartiere più conosciuto di Honolulu è Waikiki che significa “acqua spruzzata”, zampillante, e si riferisce alle sorgenti e ai ruscelli che alimentavano la zona umida che un tempo separava Waikiki dall’interno dell’isola.

Quest’isola è famosa per l’inaspettato e distruttivo attacco a Pearl Harbor. Fortunatamente questo tragico evento non ha attaccato il cuore di questa popolazione sempre pronta ad accogliere ed amare il prossimo, con il loro avvolgente “Aloha”.
Honolulu è una città con vista oceano ricca di locali e resort di lusso ma anche di food truck e alternative alberghiere molto più economiche. Si può sorseggiare un cocktail al tramonto vista Waikiki o mangiarsi una ciotola di Pokè comprata da ABC spendendo pochi dollari. Così in tutta l’isola avrete tantissime opzioni per vivere al meglio le meraviglie che queste terre vulcaniche, ricche di vegetazione unica e di spiagge idilliache, hanno da scoprire.

Una cosa è certa: non aspettatevi di rilassarvi in spiaggia con un Mai Tai! Sull’isola di Oahu le attività quali escursioni, trekking panoramici e snorkeling, sono cose imperdibili!

Preparatevi a sudare per aver quel cocktail!

Quindi partiamo subito alla scoperta dell’isola scelta da Mago Merlino per il suo viaggio di relax!

Cosa fare e vedere a Oahu.

Honolulu e Waikiki Beach

Non potrò mai dimenticare l’emozione che ho provato quando i miei piedi sono affondati nella soffice sabbia di questa spiaggia che da troppo tempo sognavo. Il mio cuore è esploso quando attraversata l’iconica Waikiki Surf Alley, con tutte le tavole da surf, mi sono ritrovata davanti l‘oceano Pacifico e sullo sfondo la sagoma del Diamon Head. La musica di Hula riecheggiava per tutta la spiaggia e le ballerine sembravano danzare nell’aria. Ho ancora così vivo nel cuore quel momento, che una lacrimuccia segna il mio viso ancora oggi. Questa è Waikiki Beach.

Una sola parola può descrivere tutto ciò: Aloha!

Lungo questa spiaggia potrete passeggiare godendovi il tramonto, tuffarvi nelle sue basse e tranquille acque e costruire castelli di sabbia con la sua bianca e fina sabbia. Ma non mancate di salutare il grande Duke. La statua del grande surfista Duke Paoa Kahanamoku (1890- 1968) si trova nel punto in cui si dice cavalcò un’onda di 9 metri per quasi 2 km. Il grande padre fondatore del Surf! Questa statua di bronzo si trova nella parte centrale della spiaggia di Waikiki: Kuhio. Impossibile non immortalarsi in uno scatto con il grande re del Surf!

Spettacolo di Hula a Kuhio Beach

Una cosa che non potete mancare di vedere, visto anche che è gratuito, uno spettacolo di Hula! Kuhio Beach Torch Lighting & Hula Cerimony, il piccolo palco si trova sulla spiaggia di Waikiki e ammirare lo spettacolo di Hula al tramonto da lì non ha davvero prezzo. Infatti è gratuito e si svolge ogni martedì, giovedì e sabato dalle 18:30 alle 19:30 ( 18:00- 19:00 da Novembre a Gennaio). Finito lo spettacolo potete fare una passeggiata per Waikiki lungo Kalakua Ave dove poter fare shopping con una carta di credito dal plafond illimitato. Vi consigliamo di entrate da Waikiki Christmas Store, negozio di palle di Natale! Per i souvenir entrate in uno dei tanti ABC, catena di souvenir hawaiani, dove superati i 100$ di spesa potete scegliere un regalino, noi abbiamo preso una mug con l’arcipelago hawaiano. Perché fidatevi, tra calamite, camicie hawaiane e statue polinesiane i 100$ si superano sicuro!

Hanauma Bay, la baia di Oahu

Questa baia è una riserva naturale, aperta dal mercoledì alla domenica dalle 06:45 AM alle 04:00 PM. L’entrata è di 25$ (7.50$ nel 2018) e va prenotato online. All’ingresso c’è una piccola esposizione e a fasce orarie di mezz’ora viene mostrato un documentario in cui viene spiegata l’origine della baia, la sua flora, la fauna e come comportarsi una volta in acqua; esempio mai toccare i coralli! Giù sono presenti guard life con annesse cabine di controllo, due punti informazione dove poter studiare l’immensa varietà di pesci tropicali che si vedranno facendo snorkeling.

Noi siamo rimasti ammollo fino ad essere lessi! Attenzione al sole, tenetevi sempre ben protetti con protezione e maglietta, poi per ripararsi un po’ all’ombra e per la pennichella ci sono le palme!

Diamond Head

Il cratere vulcanico inattivo che occupa gran parte del territorio di Oahu. A 762 piedi dal livello del mare, questo vulcano ha eruttato una sola volta circa 300 000 anni fa. È possibile accedervi tutti i giorni dalle 06:00 AM alle 18:00, l’ultima entrata è alle ore 16.30. Biglietto di entrata 5$, più 10$ di parcheggio. Calcolate un’ora e mezza di percorso tra salita e discesa.

Munitevi di tanta acqua e magari uno spuntino. 

Attenzione è pieno di insetti quindi portatevi un buon repellente! Arrivati su, il panorama ci mostra tutta Honolulu e l’immenso oceano! I più impavidi potranno riuscire a fare foto da crepacuore da postare su Instagram. Ma noi non siamo così coraggiosi!

North Shore

Dista 30 miglia a nord dell’isola, è famosa per le grandi onde, soprattutto durante il periodo invernale quando i forti venti del pacifico danno modo di potersi divertire alla grande sulla tavola da surf.

Il nostro giro è iniziato da Haleʻiwa Town , piccola cittadina di surfisti, ricca di food truck, caffetterie, piccola, colorata e molto Hawaii! Tra i food truck il più famoso e gustoso è GiovanniShrimp truck.

Con la pancia piena, il nostro primo stop è Laniakea beach, dove riusciamo ad avvistare le green sea turtle. Dovete sapere che alla Hawaii c’è un gran senso di rispetto e protezione verso la natura e ei suoi abitanti. Rispettate sempre le distanze e non disturbate mai gli animali.

Waimea Bay Beach Park

I parcheggi sono sempre free, ma i posti limitati e alcune volte bisogna pazientare molto prima di trovarne uno.

Prestate sempre attenzione alle informazioni sulle condizioni del mare e delle correnti. In inverno si tengono molti contest di surf perché in questo punto si creano grandi onde, in estate è più tranquillo e l’acqua è limpida e chiara.

Waimea bay è famosa per essere apparsa nella serie televisiva Lost, e uno di suoi segni di riconoscimento è il The Rock, uno scoglio di circa 10 metri dove i più impavidi si tuffano. Noi ci siamo astenuti e abbiamo optato per recuperare un po’ di tintarella.

Alle spalle di Waimea Beach ci sono le Waimea falls, all’interno del Waimea Park. 

Sharks Cove a Oahu

Un bellissimo punto per fare snorkeling. Forse uno dei nostri preferiti sull’isola di Oahu. Bisogna fare un po’ di attenzione e avere scarpe per gli scogli, ma la vista sott’acqua è ricca e colorata con pesci di ogni tipo. e tranquilli che no, non ci sono squali. Qui la marea durante il giorno è bassissima tanto che i squali rimangono fuori e si crea questa piscina naturale dove fare snorkeling, senza paura di essere mangiati!

Lanikai Beach

Nel tragitto per arrivare qui, attraversando l’isola da Honolulu, ci siamo imbattuti in un acquazzone. La fortuna un po’ ci assiste e riusciamo a tuffarci in queste acque basse e calme. È una zona residenziale di alto livello, ognuno dei residenti ha accesso privato alla spiaggia, in pratica si tuffa dal giardino. Si consiglia di parcheggiare all’inizio per avere accesso alla spiaggia pubblica. 

Beh che dire è davvero una delle spiagge più belle di quest’isola. Il colore azzurro dell’acqua fa quasi male agli occhi data la sua intensità. un vero paradiso.

Waimanalo Beach Park

Spiaggia attrezzata con docce e tavolini da pic nic, è un vero sogno. Immensa, acqua azzurra e palme che rendono questo posto lo spot perfetto per una cartolina.

Attenti: qui oltre alle fortissime correnti ci sono molte Portuguese Man of War, caravella portoghese, paragonata ad una medusa è in realtà un sifonosoro, e bisogna stare molto attenti perché i suoi tentacoli sono capaci di dolorose e pericolose punture. Quel giorno l’accesso in acqua non era consigliato per le onde e la corrente. Da qui è possibile vedere le due isolette Manana, Rabbit Island e Kaohikaipu, Island State Sea Bird Sanctuary. Ripartiamo per fermarci a Makau’u Lookout, ammirare le scogliere.

The Byodo in Temple a Oahu

Un tempio Buddista situato all’interno della Valley of the Temples Memorial Park, costruito nel 1968 per commemorare il centenario dell’arrivo dei primi immigrati giapponesi alle Hawaii.

È la ricostruzione del famoso tempio di Kyoto, che però non ospita alcuna comunità di monaci.

L’accesso al monastero è consentito dalle 9:00 alle 16:00, 5$ pagabili solo con carte.
È consigliato munirsi di repellente e ricordate che si tratta di un luogo di culto in cui riposano tante anime. Da subito capirete che è un luogo in cui poter riposare la mente e lo spirito per qualche minuto, immersi nel verde, guardando in alto potrete vedere la cappa di nuvole che sovrasta sempre le montagne.

Rispettate le regole, quali togliere le scarpe per entrare nel tempio e camminate nel silenzio e nel rispetto di chi prega e commemora i proprio defunti. 

Da qui purtroppo, abbiamo perso due giorni di itinerario a causa dell’uragano Olivia, che nel settembre 2018 ha colpito queste isole. La nostra solita gran fortuna!

Vi menzioniamo comunque le tappe che avrebbero dovuto seguire a questa ultima giornata. Tutto ovviamente di questo itinerario è stato controllato e aggiornato al 2023.

Pearl Harbor 

Questo luogo è la sede del tragico attacca che il 7 dicembre 1941 ha visto il Giappone commettere una delle più grandi torti verso questa terra. Questa baia nasce come coltivazione di ostriche, per essere poi nel 1820 insediamento militare americano. Qui avrete modo di conoscere mehlio la storia e glia vvenimenti che quel giorno segnarono l’entrata nella seconda Guerra Mondiale da Parte degli Stati Uniti. Una guerra contro il Giappone che poi sfociò in un’altro grave avvenimento storico e bellico che il novecento ha visto.

Di questo complesso fanno parte: il USS Arizona Memorial, il Battleship Missouri Memorial e il giro completo di tutto ciò che Pearl Harbor include. L’accesso all’area è gratuita.

Biglietto per tutti i siti circa 50$, prenotabile online.

Aloha Stadium Swap Meet 

Questo mercato adiacente allo stadio da cui prende il nome si tiene il sabato, domenica e mercoledì dalla mattina alle 15:00. Molto spesso qui vengono organizzati e ventine concerti. Buttateci quindi un occhio. C’è una piccola tassa di entrata da pagare: 2$.

Down Town di Honolulu, Oahu

Iolani Palace che è l’unico palazzo reale degli Stati Uniti, abitato dai reali, Kamehameha, fino al 1845

Aloha Tower il faro simbolo di Honolulu costruito nel 1926, è stato per tanto tempo la costruzione più alta non solo di Oahu ma di tutte le Hawaii. Ai suoi piedi potrete passeggiare per le vie dell’ Aloha Tower Marketplace. Potrete salire sul faro gratuitamente dalle 9:00 alle 17:00.

Dove e cosa mangiare sull’isola di Oahu

Rock Island Cafè!

All’entrata vi accoglierà una statua dimensioni umane di Elvis! Il locale è un museo shop con cimeli rock e vintage. Tutto quello che vedete è in vendita! Qui abbiamo mangiato il nostro primo hamburger con l’ananas! Si trova all’entrata del King’s Village Shopping Center dove ci sono venditori di prodotti artigianali con stand e negozietti che non troverete altrove.

Hard Rock Cafe, Honolulu, Oahu

Non potevamo non fermarci qui per una birra. Possiamo dire che è uno dei Hard Rock più belli visti in giro per il mondo. Ha un palco dove ogni sera si esibiscono artisti locali e non.

Giovanni’s Shrimp truck

Serve i suoi famosissimi gamberi dal 1953, potete trovarlo fisso dalle 10.30 alle 18:00 al 66 Kamehameha, una piazzola dove, se non amate i gamberi, potete optare per del pokè o un semplice hot dog. Calcolate un po’ di fila, ma ne vale davvero la pena.

Mai Bird Tiki Bar

Situato all’interno dell’International Market Place. I cocktail vengono serviti in coloratissimi bicchieri dalle strane forme, l’ambiente è molto tranquillo, adatto a un po’ di relax dopo una lunga giornata di mare. Un piccolo Tiki Bar nascosto in questo centro commerciale.

Down Town Honolulu

Vi segnaliamo alcuni locali storici in questa zona un tempo ritrovo di marinai e soldati. Smith’s Union Bar, The Dragon Upstairs e Hanks Cafe. Noi ci siamo fermati in questi locali che ancora sono esattamente come all’epoca. E ve lo dimostrerà anche la sua clientela.

Helena’s Hawaiian Food

Aperto nel 1946 a gestione familiare serve piatti tipici della cultura hawaiana, aperto dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 19.30.
Si possono scegliere i piatti alla carta o ci sono menù con varie opzioni, noi scegliamo quello più completo: Menù D.
Ribs buonissime così come il Poke, Lomi Salmon ok, Luau Squid una zuppa di verdura e calamari che non abbiamo mandato giù. Il Poi una salsa di taro molto particolare. Non siamo usciti del tutto soddisfatti, siamo abituati a mangiare tutto ma questa volta abbiamo trovato sapori molto forti e un po’ diversi da quello che mangiamo di solito. Ma in ogni caso direi di non perdervi questa esperienza culinaria.

Duke’s.

Duke’s lo trovate al’ interno del Outrigger Waikiki Beach Resort.Ci sediamo nell’area bar per sorseggiare un Mai Tai con sfondo Waikiki e prendiamo un piatto di nachos ricoperte di qualsiasi cosa. Questo locale è tra i più rinomati di Oahu. Si vede un pochino dai prezzi che tutto sommato sono ancora fattibili. Perfetto per ammirare il tramonto su Waikiki, alcuni giorni c’è anche musica dal vivo.

Per noi Oahu è stata amore a prima vista. Ci ha accolto con il suo Aloha facendoci scoprire alcune meraviglie naturali che non abbiamo ancora mai trovato altrove, soprattutto le sue spiagge.

L’accoglienza del suo popolo e l’amore per la madre terra. L’attenzione ai suoi esseri e i tramonti indimenticabili. Insomma Merlino ci aveva visto lungo quando ha deciso di partite per Honolulu.

Ma dato che voi non avete la bacchetta magica avrete bisogno di alcuni consigli pre-partenza! E ora messo il costume da bagno in valigia siete pronti a volare anche voi ad Oahu!