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Itinerario tra le note di New York

New York, si sa, è la città che non dorme mai e con un itinerario come quello che stiamo per condividere, probabilmente non dormirete nemmeno voi!

Ricca di locali dove poter ascoltare qualsiasi genere, New York vanta una storia musicale straordinaria, soprattutto nel mondo del punk e del rock. Questo è uno dei motivi per cui New York è sempre stata tra le nostre mete più ambite. Dai video dei Ramones girati per le strade del Lower East Side di Manhattan ai locali più alternativi di Brooklyn, dove è possibile trovare vecchi e rarissimi vinili nei mercatini, la città ha una storia ricca e variegata legata alla musica.

Vista dell'Empire State Building dal Top of the Rock, NY

Nella storia del Rock, New York ha segnato l’inizio di molti gruppi emergenti, diventando la culla di storici gruppi rock. La nascita del Jazz e del Punk americano ha contribuito a plasmare l’identità musicale della città. Dai video musicali che ci hanno fatto sognare sulle note hip hop dei Beastie Boys e alle loro corse per le strade di Brooklyn, New York ha sempre ispirato e stimolato la creatività artistica.

Eccoci qui a rincorrere la storia sulle note di un itinerario rock punk nella nostra ormai città del cuore: New York. In questo articolo vi porteremo alla scoperta di alcuni dei luoghi iconici che hanno segnato la storia musicale di New York, dai luoghi di festa ai malinconici memoriali, dove ancora oggi si spera in un mondo di pace.

Esploriamo insieme le tappe del nostro itinerario musicale a New York.

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Itinerario sulle note di New York

Chelsea Hotel

Leggendario albergo che ha ospitato molti artisti rock nel corso degli anni, tra cui Bob Dylan, Jimi Hendrix e Janis Joplin. La morte di Nancy Spungen, fidanzata del bassista dei Sex Pistols Sid Vicius, avvenne all’interno dell’hotel il 12 ottobre 1978. Il corpo di Nancy fu trovato nella stanza 100 del Chelsea Hotel e Sid Vicious fu arrestato con l’accusa di omicidio ma morì prima del processo nel febbraio 1979 e il caso rimase irrisolto. Inquietante? Assolutamente sì, ma io e Riccardo non potevamo perdere questo luogo proprio alla nostra prima visita in città. Si trova: Chelsea Hotel 222 West 23rd Street New York.

Bowery Electric

Locale rock rinomato per i suoi spettacoli dal vivo. Qui potrai immergerti nella vibrante scena musicale di New York City e scoprire nuove band emergenti o assistere a esibizioni di musicisti già affermati. Non perderti l’opportunità di vivere l’energia e l’atmosfera uniche di questo locale storico. Si trova: 327 Bowery, New York, NY 10003.

Apollo Theater

Situato ad Harlem, l’Apollo Theater è una leggendaria sala da concerto che ha ospitato alcune delle più grandi star della musica, in particolare nel campo del jazz, del soul e del R&B. Si trova: 253 West 125th Street, New York.

The Dakota Building

Questo palazzo è stato il luogo in cui John Lennon e Yoko Ono hanno vissuto insieme e dove John è stato tragicamente assassinato l’8 dicembre 1980. The Dakota è diventato un luogo di pellegrinaggio per i fan di Lennon da tutto il mondo. È stato triste ed emozionante allo stesso tempo essere davanti a quel portone e pensare a quanta pace John avrebbe portato in questo mondo. Si trova: 1 West 72nd Street, New York.

Strawberry Fields Memorial

Proprio davanti al Dakota Building all’interno di Central Park c’è un mosaico con la scritta Imagine. Donato alla città di New York dal comune di Napoli nel 1985, è ormai un simbolo di pace newyorkese, dove ogni giorno fan del gruppo e pacifisti portano in dono un fiore. Strawberry Fields Memorial si trova all’interno di questo piccolo spazio all’interno del grande Central Park ed ha una forma a goccia. Per noi è stata una tappa imperdibile del nostro itinerario a New York. Si trova: Central Park West, New York.

Rough Trade NYC

A Williamsburg, è un negozio di dischi che ospita spesso concerti intimi e sessioni di ascolto. Correzione: questo famoso negozio, dove abbiamo trascorso ore dal 1 giugno, si sposterà a Manhattan. Da quella data, lo troverete al Rockefeller Center (30 Rockefeller Plaza, Avenue of the Americas tra le strade 49-50), poco distante dall’iconico Radio City Music Hall. Potete avere aggiornamenti dal loro sito ufficiale. Si trova: 30 Rockefeller Plaza, Avenue of the Americas, New York.

Café Wha?

Un locale storico aperto nel 1959, punto di riferimento per molti artisti emergenti ormai famosi, come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Lenny Bruce. Prenotate un tavolo con largo anticipo. Si trova: 115 Macdougal Street, New York.

Electric Lady Studios

È uno studio di registrazione fondato da Jimi Hendrix nel quartiere di Greenwich. Una tappa essenziale per noi dato che qui è stato registrato “Houses of the Holy” dei Led Zeppelin nel 1973. Si trova: 52 West 8th Street, New York.

CBGB

Il CBGB era un locale punk rock e new wave che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia della musica a New York negli anni ’70 e ’80. Anche se il locale originale è stato chiuso nel 2006, è ancora possibile visitare il sito originale al 315 di Bowery Street, dove ora c’è un negozio di abbigliamento. All’interno c’è ancora il bagno originale con i muri tappezzati di scritte e adesivi dove potete tranquillamente entrare e dare un’occhiata. Si trova: 315 Bowery, New York.

Joey Ramone Place

Usciti dal CBGB, vi basterà alzare lo sguardo all’incrocio con la 2nd Street e la Bowery. Questa strada è stata rinominata così nel 2003 dopo la morte cantante. Se siete fan del gruppo, non potete non inserire questa tappa nel vostro itinerario a New York. Si trova: East 2nd Street e Bowery, New York.

Village Vanguard

Situato nel Greenwich Village, il Village Vanguard è uno dei club jazz più iconici di New York. Ha una lunga storia e ha ospitato molte leggende del jazz. È conosciuto per le sue esibizioni dal vivo di alta qualità e la sua atmosfera intima. Prima di recarvi qui, così come negli altri locali, controllate sempre gli eventi della serata, eventuali dress code e orari di apertura. Si trova: 178 7th Avenue South, New York.

Blue Note Jazz Club

Un altro luogo di spicco nel Greenwich Village, il Blue Note è rinomato per le sue esibizioni di jazz dal vivo. Ha ospitato molti dei più grandi nomi del jazz e continua ad essere un punto di riferimento per gli amanti del genere. Si trova: 131 West 3rd Street, New York

Duff’s Brooklyn

È stato proprio l’ultimo locale in cui abbiamo bevuto l’ultima sera dell’ultima volta che siamo stati a New York. A parte il gioco infinito di parole, si tratta di uno dei locali metal-rock più importanti di Brooklyn. Quella sera c’era il batterista di un gruppo metal con cui tutti scattavano foto che noi non abbiamo riconosciuto. Il bar offre una vasta selezione di birre e liquori, insieme a un’atmosfera vivace e accogliente. Duff’s Brooklyn ospita spesso eventi musicali dal vivo, feste a tema e serate speciali, quindi controllate la programmazione degli eventi prima di partire.

Hard Rock Cafe

Impossibile non includere una tappa in ogni Hard Rock Cafe per noi. Quello di New York, situato in Broadway, è un vero e proprio tempio del rock che non potete perdervi. Oltre alla deliziosa cucina, il locale offre anche spettacoli dal vivo e concerti che renderanno la vostra serata indimenticabile. Date un’occhiata agli eventi in programma sul sito ufficiale e prenotate il vostro tavolo con anticipo per garantirvi un posto in questa iconica location del rock.

Ora che sapete dove andare per scatenarvi, ascoltare un po’ di jazz o cercare il fantasma di qualche cantante, non vi resta che esplorare anche l’itinerario tra i film e i telefilm di New York. La Grande Mela è una città che non dorme mai e offre un’infinità di opportunità per immergersi nella cultura cinematografica e televisiva.

Non vediamo l’ora di tornare in questa città che ci ha rapito il cuore. Siamo qui per rispondere alle vostre domande e leggere le vostre esperienze. Seguiteci sui nostri social per non perdervi tutte le prossime avventure!

Da Los Angeles a Denver: itinerario tra le meraviglie americane

Siamo stati fortunati ad aver intrapreso numerosi viaggi on the road, ma quello che ci apprestiamo a raccontare negli Stati Uniti è senza dubbio uno dei più emozionanti. Il nostro viaggio è iniziato da Los Angeles, la vibrante città della California, con l’obiettivo di raggiungere le maestose Rocky Mountains e scoprire la perla nascosta di Denver, nel cuore del Colorado. Lungo il percorso, abbiamo attraversato oltre 1400 miglia di paesaggi mozzafiato, dal deserto arido alle verdi foreste del Grand Canyon. Nonostante la fatica accumulata e le sfide affrontate, questo è uno di quei viaggi che rifaremmo altre mille volte.

Welcome to Colorado

Sentire il calore del sole sul viso e lasciare che il vento sfiori la tua mano fuori dal finestrino, mentre la melodia di “Scar Tissue” dei Red Hot Chili Peppers accompagna lo sguardo all’orizzonte, è un’esperienza che sembra uscita direttamente da un film. È la sensazione di libertà che solo le strade desolate, malinconiche e infinite sanno trasmettere. Un viaggio on the road negli Stati Uniti è un’esperienza che ogni persona dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Non è solo un viaggio, ma uno stile di vita che cambierà per sempre la tua concezione di avventura. In nessun altro posto al mondo il concetto di infinito diventa così tangibile come negli Stati Uniti.

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In questo articolo, condivideremo il nostro itinerario dettagliato da Los Angeles a Denver, passando per le terre selvagge dell’Ovest americano. Scopri i luoghi di pernottamento che abbiamo utilizzato lungo il cammino e lasciati ispirare per il tuo prossimo viaggio on the road. Ma prima di immergerci nei dettagli, ecco alcuni consigli pratici per prepararsi a un’esperienza unica attraverso il deserto e le montagne degli USA.

Il nostro itinerario on the road da Los Angeles a Denver

Noi abbiamo percorso questo itinerario in 10 giorni. Vi sconsigliamo di farlo in meno tempo. Ovviamente alcune tappe hanno richiesto una sosta maggiore. Di seguito vi indicheremo anche i giorni di permanenza.

  • Los Angeles è una tappa imprescindibile del tuo viaggio on the road negli Stati Uniti. Ti consigliamo di dedicare almeno 3 giorni per esplorare questa città cosmopolita e ricca di attrazioni.
  • Las Vegas è sinonimo di divertimento e lusso. Non puoi perderti l’opportunità di trascorrere un giorno a bordo piscina, sorseggiando un cocktail e godendoti il sole del deserto.
  • Grand Canyon West è parte della riserva indiana della tribù degli Hualapai. Partendo da Las Vegas al mattino, avrai l’opportunità di visitare questa meraviglia naturale in giornata.
  • Kingman è una piccola cittadina sulla mitica Route 66. Utilizzala come base per cena e pernottamento, e approfitta della mattina seguente per esplorarla brevemente prima di ripartire.
  • Williams è un’altra tappa sulla storica Route 66, nota anche per il suo museo dedicato. Fai una breve sosta per un caffè e rifornirti di carburante, e non dimenticare di scattare una foto ricordo sulla Mother Road.
  • Grand Canyon South Rim è la parte più turistica e attrezzata del parco. Se hai la possibilità, trascorci almeno 2 giorni qui, magari optando per il pernottamento in uno dei bungalow o nelle aree per il campeggio per vivere un’esperienza più immersiva nella natura.
  • Kayenta è il luogo ideale per passare la notte prima di raggiungere la Monument Valley. Assicurati di prenotare in anticipo il tuo pernottamento per evitare inconvenienti come quello che abbiamo incontrato noi.
  • Monument Valley se hai la fortuna di pernottare a Kayenta, parti presto per goderti una delle albe più spettacolari della tua vita nella Monument Valley. Per ulteriori informazioni su questo luogo magico, ti consigliamo di leggere la nostra guida dedicata: Monument Valley: come visitarla.
  • Four Corners è un luogo unico dove convergono quattro stati: Arizona, New Mexico, Utah e Colorado. Anche se poco conosciuto, merita sicuramente una visita durante il tuo viaggio.
  • Moab è famosa per il suo iconico arco Delicate Arch. Se hai l’opportunità, fai una breve sosta qui e non te ne pentirai.
  • Grand Junction ti farà sentire come se fossi protagonista di una puntata di un telefilm americano come “The Ranch”. Approfitta di questa cittadina per goderti una notte di riposo e assaporare i deliziosi pancake del Pufferbelly Restaurant.
  • Denver è la tappa finale del nostro epico on the road negli States. Questa città, famosa per la sua scena della birra artigianale, ti offrirà lunghe passeggiate, bar accoglienti e meravigliose case vittoriane dove potrai riposare dopo il tuo avventuroso viaggio.

Di seguito vi lasciamo La mappa con tutte le tappe di questo on the road.

Questo itinerario ovviamente è strutturato per essere fatto con un proprio mezzo. Questo vuol dire che dovrete noleggiare un’auto.

Questa scelta vi offrirà la flessibilità e l’autonomia necessarie per esplorare a vostro piacimento, senza essere vincolati agli orari dei mezzi pubblici o dei tour organizzati. Potrete fermarvi nei luoghi più suggestivi, fare delle pause improvvisate lungo il percorso e godervi appieno l’esperienza di viaggio on the road. Inoltre, il noleggio auto vi permetterà di raggiungere facilmente le varie tappe del vostro itinerario e di esplorare anche luoghi al di fuori delle zone turistiche più frequentate. Noi noleggiamo sempre la nostra auto con Discover Cars che offre un’efficiente assistenza e prezzi molto competitivi.

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Quindi, non esitate a prenotare il vostro veicolo in anticipo per assicurarvi di avere la scelta migliore e di ottenere tariffe convenienti. Con un’auto a disposizione, potrete vivere il vostro viaggio nel modo più autentico e memorabile possibile. Se avete dubbi il modo migliore per avere risposta alle vostre domande è leggendo: on the road negli Stati Uniti.

Denver tappa finale del nostro viaggio da Los Angeles

Che aspettate? Preparatevi per un’avventura indimenticabile e partite alla scoperta di Los Angeles e Denver! E se vi manchiamo potete seguirci sui nostri social per rimanere sempre connessi. Vi aspettiamo!

On the road negli Stati Uniti: cosa sapere prima di partire

Un on the road negli Stati Uniti è molto più di quello che potete immaginare. È un viaggio alla ricerca della libertà, del proprio io, dei paesaggi idilliaci che spesso abbiamo visto solo nei film. Non è un semplice modo di viaggiare ma è un vero e proprio stile di vita. Il contatto diretto con la strada, con quel lungo rettilineo dove l’orizzonte si avvicina sempre di più.

Un viaggio fatto di sensazioni e suoni, di playlist dove la musica giusta crea una simbiosi perfetta tra noi e lo scenario. Sentirsi un pò come Iggy Pop in “The passenger” e attraversare le stesse strade desertiche nel video “Scar tissue” dei Red Hot Chili Peppers. Perlomeno questo da sempre è stato il mio concetto di on the road negli Stati Uniti. Nel mio immaginario fatto di racconti di Kerouak, di film e di video musicali. Un immaginario che è diventato realtà guidando per chilometri e chilometri lungo le famose, immense e infinite strade americane. Con una mano fuori dal finestrino pronti ad acchiappare il vento.

Le strade immense con la Monument Valley

Ora che vi abbiamo raccontato la bellissima sensazione di guidare lungo le iconiche strade americane, ci sono alcune accortezze da dover sapere. Per organizzare un viaggio del genere ovviamente avremmo bisogno di un’auto a noleggio. Vediamo insieme quindi i requisiti base per noleggiare la tua auto negli USA.

Di cosa hai bisogno per il noleggio auto negli USA

  • Patente di guida italiana attualmente valida
  • Età minima 21 anni, tenendo presente che vi verrà applicata una maggiorazione assicurativa per “young driver” fino ai 25 anni
  • Passaporto in corso di validità con durata residua di 6 mesi e ESTA
  • Carta di credito intestata al primo guidatore e contraente del noleggio auto
  • Patente internazionale negli stati in cui è richiesta

E proprio su quest’ultimo punto ci soffermeremo un pò di più. Molti danno per scontato che se in California non è richiesta lo sia nel resto di tutti gli USA. Purtroppo non è così. Ognuno dei 50 Stati Federali ha una propria legislatura e legge. Quindi in alcuni stati come New Messico la nostra patente italiana deve essere accompagnata da quella internazionale o da traduzione certificata in lingua inglese. Vi consigliamo sempre di controllare gli stati in cui è richiesta prima della partenza dopo aver strutturato il vostro itinerario. Abbiamo fatto questo errore alle Hawaii e abbiamo rischiato multa e fermo dell’auto. Trovate la lista completa degli stati con i vari requisiti su Viaggiare Sicuri.

Per tutte le altre specifiche sul noleggio auto potete consultare “noleggio auto: tutto quello che devi sapere”. Le regole della strada sono quelle italiane ma su alcune cose dovrete stare davvero attenti. Prime tra tutte il tasso alcolemico e il trasporto in auto di alcolici che è severamente vietato. Rispettate i limiti di velocità e mettete sempre la cintura di sicurezza. Al momento della prenotazione del noleggio auto calcolate bene l’importo del drop off, cioè la riconsegna dell’auto in un’altra città o in un altro stato. Molto spesso questa tassa può superare l’intero noleggio. Ma per un on the road negli Stati Uniti, almeno che non facciate un percorso ad anello, sarà sicuramente una delle spese da calcolare. Nel nostro on the road da Los Angeles a Denver abbiamo speso circa 450$ di drop off.

Per il noleggio auto noi ci affidiamo sempre a Discover Cars che ha un’ ottima assistenza e prezzi davvero competitivi. Vi consigliamo di dare un’occhiata qui!

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Le strade americane

Quando si parla di strade americane non può che venire subito in mente l’iconica Route 66. Ad oggi purtroppo percorribile solo in parte. Molte delle strade in cui guiderete, soprattutto sulla costa ovest, richiamano molto a questo immaginario. Lunghe strade isolate dove per chilometri e chilometri difficilmente incontrerete anima viva. Ma state sempre attenti a non farvi prendere troppo il piede. I limiti di velocità sono segnati in miglia e vanno sempre rispettati se non volete avere un bel souvenir al rientro.

Vi ricordiamo di stipulare SEMPRE un assicurazione sanitaria quando viaggiate negli Stati Uniti. Noi ci fidiamo da sempre di HeyMondo e grazie a noi potete avere uno sconto del 10% sulla prossima assicurazione viaggio!

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Le strade sono tutte in ottimo stato e quasi sempre senza pedaggio. Per essere più sicuri presentate sempre l’itinerario che percorrerete agli assistenti della compagnia di noleggio. Saranno sicuramente disposti a darvi chiarimenti e aiutarvi. Se avete intenzione di fare lunghi percorsi valutate bene le tempistiche e cercare di avere un cambio alla guida. Questo comporterà l’aggiunta del guidatore aggiuntivo ma una maggior sicurezza alla guida e un viaggio più leggero. Le lunghe strade americane sono un sogno ma anche molto stancanti in quanto molto spesso per moltissimi chilometri il paesaggio sarà monotono. Fate sempre attenzione all’attraversamento di animali come: coyote, volpi, bisonti, cavalli, cervi e in alcuni stati anche degli orsi.

E soprattutto fate sempre rifornimento quando ne avete modo. Mantenete sempre pieno il vostro serbatoio. Soprattutto quando intendete attraversare aree desertiche nelle stagioni calde controllate il limite di acqua, olio e liquido del radiatore. Non utilizzate mai l’aria condizionata al massimo per evitare sovraccarico energetico per l’auto e sbalzi di temperatura per voi.

Creare un itinerario per un on the road negli Stati Uniti

Essenziale è avere un’itinerario dettagliato e ben studiato del vostro on the road negli Stati Uniti. Le distanze sono inimmaginabili. Percorrerete così tanti chilometri prima di arrivare a destinazione che dovrete per forza valutare anticipatamente i vostri spostamenti. Valutate bene anche i periodi evitando il pieno inverno in cui il ghiaccio e le poche ore di luce potrebbero condizionarvi molto.

Noi di solito strutturiamo percorsi con massimo 6 ore di guida giornaliere per non appesantire troppo la giornata e non arrivare troppo stanchi. Soprattutto cerchiamo di darci il cambio dopo massimo 3 ore di guida. Nei luoghi in cui decidete di fermarvi per eventuali attrazioni valutate bene le ore che vi serviranno per la visita inserendo sempre un’ora per eventuali imprevisti e ritardi dovuti anche al traffico.

In base agli stati che visiterete controllate la tipologia di animali che ci vivono. In Oregon ad esempio non è raro incontrare gli orsi. Quindi è bene sapere come comportarsi. In Colorado molto spesso abbiamo incontrato cervi reali, alcuni purtroppo investiti. Guidate sempre al massimo della concentrazione ecco perchè vi consigliamo di strutturare un itinerario non troppo lungo o di avere sempre un guidatore aggiuntivo.

Oggi siamo ormai molto facilitati nella gestione di un itinerario grazie alle tante applicazioni, anche off line, con cui poter strutturare il vostro viaggio. Alcune di queste le trovate indicate in “Le applicazioni da avere per un viaggio on the road”. Pensate che nel nostro primo viaggio in California nel 2016 avevamo ancora la classica cartina di carta. Che tempi!

Ora che avete tutte le informazioni per organizzare il vostro sogno americano non vi rimane che prendere il primo volo per Los Angeles e raccontarci la vostra avventura al rientro. Sarete voi a farci sognare. Vi ricordiamo di seguirci sui nostro social per non perdervi i prossimi viaggi. Vi aspettiamo!

Grand Canyon: come visitare una delle meraviglie americane

L’emozione travolgente di trovarsi davanti all’infinità del Grand Canyon è difficile da descrivere con le parole. L’unica cosa che posso consigliarti è di viverla di persona. Ricordo quando sono arrivata al primo punto panoramico e sono rimasta letteralmente a bocca aperta. Sapevo di essere pronta a vivere qualcosa di unico, ma non mi sarei mai aspettata tanta meraviglia. La natura, nella sua grandezza, si stagliava davanti ai miei occhi. E, come sempre, una lacrimuccia scese perché la vita è fatta di emozioni e quelle così forti devono esprimersi anche con un pianto di gioia.

Siamo arrivati al Grand Canyon dopo quasi tre settimane di un lungo viaggio dalle Hawaii a questo on the road che da Los Angeles ci ha guidati fino a Denver.

Il Grand Canyon era una tappa che non potevamo saltare.

Paesaggi mozzafiato negli USA

Ma come organizzare al meglio una visita in questo grande, immenso parco degli Stati Uniti?

Il Grand Canyon si trova nello stato dell’Arizona ed è il risultato di millenni di erosione da parte del fiume Colorado, che ancora oggi attraversa i canyon. Il suo orizzonte si allunga per ben 450 km, con una larghezza che supera anche i 30 km e una profondità che in alcuni punti arriva a 1850 metri, tanto da mostrare alcuni strati del Proterozoico e del Paleozoico. Come disse il grande studioso statunitense John Wesley Powell: “le rocce del Grand Canyon sono come le pagine di un grande libro”.

Ma non è facile scegliere dove andare perché le diverse zone da visitare sono ben 3, così grandi e distanti tra loro da non poterne vedere più di una nell’arco di una giornata. Quindi vediamo come organizzare al meglio la nostra visita.

Grand Canyon West Rim

Il West Rim fa parte della riserva indiana degli Hualapai ed è facilmente raggiungibile da Las Vegas in circa due ore e mezza di auto. Potete anche prendere in considerazione di fare una gita in giornata proprio dalla città del peccato. Noi siamo partiti in tutta tranquillità, in tarda mattinata, arrivando alle ore 15:00, per poter prendere la navetta che vi porta nei due grandi punti panoramici. Il West Rim non è visitabile con la propria auto perché gestito completamente dalla popolazione Hualapai.

Dovrete quindi recarvi in questo punto e lasciare l’auto: 5001 Diamond Bar Rd, Peach Springs, AZ 86434. Vi consigliamo di controllare anche le indicazioni sul sito ufficiale. Da qui la navetta, compresa nel biglietto d’entrata, vi porterà al primo punto panoramico: Eagle Point. Qui potrete oltre che ammirare un paesaggio mozzafiato, camminare sullo Skywalk. Questa pedana a strapiombo sul canyon è sconsigliata a chi soffre di vertigini perché è trasparente! Questo ponte a ferro di cavallo si trova a ben 1200 metri di altezza sul canyon. Qui non potrete scattare foto ma solo usufruire del servizio di un fotografo professionale, che ovviamente non è compreso nel biglietto d’entrata.

Noi abbiamo rinunciato a questa esperienza in quanto non compresa nel biglietto d’entrata. Ma vi possiamo assicurare che la vista è unica anche dai vari punti laterali.

Oltre allo Skywalk potete visitare il villaggio nativo americano della comunità locale dove nel weekend si svolgono anche degli spettacoli. E nell’Hualapai Ranch potrete ricaricarvi con un pasto, aperto dalle 9:00 alle 16:15. Altro grande punto panoramico è il Guano Point che è indubbiamente il punto migliore dove ammirare la suggestiva potenza di questo luogo. Mi raccomando, state sempre molto attenti: in questi posti non ci sono staccionate e purtroppo molto spesso per fare la foto più instagrammabile accadono gravi incidenti.

Le attività da svolgere qui sono tante altre: dal volo in elicottero, rafting nel fiume Colorado, alla zipline. Inoltre potrete soggiornare presso una delle cabine del Hualapai Lodge.

Il Grand Canyon West Rim è aperto dalle 8:00 alle 17:00 da ottobre a marzo, dalle 7:00 alle 17:00 da aprile a settembre. Calcolate circa 3 ore per l’intera visita.

Il costo dei biglietti varia dall’attività scelta:

  • Grand Package: che include general admission e Skywalk va dai 64$ ai 72$
  • Grander Package: che include general admission, Skywalk e il pasto va dagli 85$ ai 93$.

Se volete provare l’esperienza del giro in elicottero, voliamo a ben 289$.

Ci sono molto tour organizzati che partono da Las Vegas.

Vi consigliamo la vista qui? Assolutamente sì! Molto spesso è poco affollata e quindi si vive un’esperienza tranquilla. Noi abbiamo avuto modo di goderci anche uno splendido tramonto

North Rim

Si tratta della porzione di territorio più incontaminata e meno turistica dove vivere un’esperienza quasi in solitaria. North e South fanno parte del Parco Nazionale del Gran Canyon.

Noi abbiamo saltato questa zona perché non avremmo avuto tempo di visitarla a dovere e perché poco preparati ad intraprendere trekking nella natura selvaggia.

Non è possibile visitare il North e South in una sola giornata perché distano circa 354 km da percorrere in auto. In alternativa potrete percorrere un sentiero di circa 34 km a piedi, ma è consigliato solo ad esperti. La città più grande da cui partire è sempre Las Vegas ma potrete prendere in considerazione Page in modo da poter essere più vicini per una partenza in mattinata.

Qui non ci sono mezzi alternativi alla vostra macchina che vi ci possano portare.

Una cosa a cui dovete prestare grande attenzione, sono tutte le indicazioni rilasciate giornalmente dai ranger sul sito ufficiale del parco.

In inverno la zona è quasi del tutto chiusa a causa delle condizioni meteorologiche. Da novembre tutte le strutture, compresi gli alloggi e il campeggio sono chiusi, quindi potrete fare escursioni e visite ai 3 maggiori punti panoramici solo in giornata. Uno dei più accessibili e suggestivi è il Bright Angel Point. Controllate attentamente gli aggiornamenti prima di recarvi qui durante la stagione invernale.

Facendo parte del Grand Canyon National Park potete utilizzare la tessera Parchi Nazionali a 80$ (valida un anno) o pagare il biglietto per il singolo parco di 35$, che vi darà accesso anche al South Rim.

South Rim

Ok, ve lo diciamo subito. È il punto più turistico dei tre. Quello più attrezzato e popolare, grazie anche ai migliori punti panoramici da cui ammirare i canyon.

Sicuramente, a meno che non andiate la mattina presto, troverete file ai punti panoramici. Noi siamo stati alla fine di settembre, arrivando in tarda mattinata, e spesso ci siamo ritrovati a dover aspettare per fare uno scatto al panorama. È vero anche che potete intraprendere uno dei tanti trekking e ritrovarvi soli, poiché la maggior parte dei turisti e dei tour organizzati opta solo per la visita dei punti panoramici.

Il modo migliore per visitare il South Rim è parcheggiare l’auto in uno dei parcheggi disponibili, consultabili sulla mappa sul sito ufficiale, e utilizzare la navetta gratuita. Questo vi permette di raggiungere anche i punti non accessibili con l’auto, compresi gli alloggi. Le navette operano dalle 7:00 alle 19:30 e ci sono 4 diverse linee che normalmente passano ogni 15-20 minuti. Tuttavia, è consigliabile consultare sempre il sito ufficiale prima della visita. In alternativa, potete visitare il parco con la vostra auto seguendo la scenografica Desert View Drive.

Il Visitor Centre si trova al 20 South Entrance Road, Grand Canyon, AZ 86023, ed è aperto dalle 10:00 alle 16:00.

I migliori punti panoramici da non perdere includono: Mather Point, Desert View, Grandview Point. Assicuratevi di prendere una mappa al Visitor Centre e di non perdere nessuno di questi punti. Da ognuno di essi partono numerosi sentieri di diverse difficoltà e lunghezze. Valutate attentamente quello più adatto a voi e partite provvisti di acqua e cibo.

Ci sono ovviamente tour organizzati e gestiti dai ranger, come ad esempio il percorso che vi porta giù al Colorado River, ma che richiede un pernottamento obbligatorio.

Qui è valida la tessera dei parchi e il biglietto già pagato al North Rim.

Se decidete di pernottare all’interno del parco, prenotate il prima possibile e per il campeggio recatevi alla piazzola in tempo per montare la tenda e occupare lo spazio disponibile.

Ricordate sempre di rispettare l’ambiente: non date cibo agli animali, non li disturbate e non lasciate rifiuti. Se siete bravi, potreste anche raccogliere i rifiuti che trovate in giro. La natura vi ringrazierà.

Quando visitare il Grand Canyon

Che decidiate di visitare il West, il North o il South Rim, il consiglio è quello di evitare sia i periodi estivi, caldi e affollati, sia quelli invernali. In inverno, le temperature sono molto rigide e la neve rende impossibile l’accesso ai sentieri, oltre al fatto che strade, strutture e campeggi sono chiusi. Noi siamo stati alla fine di settembre e indossavamo ancora canottiere e pantaloncini durante il giorno, ma la sera le temperature scendevano notevolmente, tanto che dovevamo cambiare completamente abbigliamento.

In estate, è necessario indossare un cappello e protezione solare. Portate sempre con voi acqua e cibo nutriente, soprattutto se intraprendete lunghi sentieri. Durante le escursioni, è fondamentale avere scarpe da trekking adeguate e non lasciare mai i sentieri. Inoltre, evitate di tuffarvi nel fiume Colorado!

ATTENZIONE: non partite mai senza assicurazione sanitaria! Anche un piccolo incidente come una storta può avere costi elevati qui. Meglio non correre rischi! Noi ci affidiamo sempre a Heymondo e partiamo sempre sereni e tranquilli in ogni situazione. Inoltre, avete l’opportunità di ottenere uno sconto del 10% come nostri lettori!

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Avendo saltato la notte organizzata nel campeggio del Desert View, abbiamo proseguito il nostro viaggio in notturna fino a Kayenta. Evitate di commettere lo stesso errore e raggiungete le piazzole camping in tempo per montare la vostra tenda! Gli on the road sono meravigliosi, ma è importante organizzare gli alloggi per tempo per evitare di finire la notte in macchina, come è successo a noi. L’unico motivo per cui ne è valsa la pena è stato poter ammirare la Monument Valley all’alba, di cui vi raccontiamo l’avventura qui.

Il Grand Canyon rimarrà sempre nei nostri cuori, come l’avventura più entusiasmante vissuta fino ad ora negli Stati Uniti.

Speriamo di sentire presto i vostri racconti e non esitate a contattarci per ulteriori informazioni o aiuti! E se vi manchiamo, seguiteci giornalmente sui nostri social!

Thanksgiving a New York: come partecipare alla parata

La nostra ultima gita a New York è stata proprio in occasione del Thanksgiving! Questa festa tutta americana, qui a New York è celebrata con una grande parata, a cui segue il pranzo di famiglia, quello con il tacchino gigante! Inutile parlarvi della grande emozione di essere lì, assistere a questo evento e condividere un’indimenticabile cena con nuovi amici.

È una delle festività americane più sentite, forse anche più del 4 luglio. Riunisce le famiglie che molto spesso vivono in diversi stati. E proclama l’inizio del periodo natalizio, tanto che il giorno dopo si parte con gli addobbi di Natale!

Non dimenticate mai di mettere in valigia la vostra assicurazione viaggio. Grazie a noi con HeyMondo, che ormai ci accompagna da anni, potete avere uno sconto del 10% sulla vostra prossima copertura viaggio.

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È sicuramente, oltre ad Halloween, la festa che più conosciamo grazie ai film e telefilm che spesso ci raccontano come ci si prepari a questa grande cena. E vivere l’emozione del Thanksgiving a New York vi darà davvero la sensazione di essere in una puntata di Friends.

Ma quali sono le origini di questa festività?

Il Thanksgiving è per la prima volta festeggiato nel 1921 a Plymouth. Nasce come festa di ringraziamento verso i nativi americani che aiutarono i Padri Pellegrini nel coltivare e organizzare raccolti e bestiame in questa nuova terra.

Arrivati dal vecchio continente non sapevano purtroppo gestire la terra e il suo clima. Così i nativi corsero in aiuto con i prodotti locali che ormai loro sapevano ben lavorare. Tra i più comuni la zucca che diventò poi uno dei grandi piatti di questa festa insieme al tacchino. Nel 1863 Abramo Lincoln ufficializza la festa al quarto giovedì di Novembre.

Tradizione a cui poi, nei secoli successivi, si è aggiunto il Black Friday. Dal 1952 al giorno del Ringraziamento segue il Balck Friday, la giornata che da il via allo shopping natalizio. Si dice che il suo nome sia nato a Philadelphia a causa del grande traffico che bloccava la città per via degli sconti. Così, dopo il giorno del Ringraziamento, si passa non solo agli addobbi ma anche alla stagione delle grandi compere di Natale e dei saldi.

Ora che abbiamo una visuale completa su questa festività, capiamo come poter vivere al meglio l’atmosfera del Thanksgiving a New York.

New York è la città che non dorme mai, e se vuoi viverla al meglio ti conviene prenotare in anticipo le tue esperienze nella City. Con GetYourGuide puoi scoprire le migliori attività e attrazioni, con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima. E se scarichi l’app da QUI e usi il nostro codice VABBEIOVADO5, hai anche un 5% di sconto sul tuo prossimo acquisto.

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Come assistere alla Parata del Thanksgiving a New York

La parata del Thanksgiving a New York viene organizzata per la prima volta nel 1924 dai dipendenti del grande magazzino Macy’s. Infatti questa parata prende il nome di Macy’s Thanksgiving Day Parade e termina proprio davanti allo store.

Il punto di partenza è West 77th Street & Central Park West alle 8:30. Da qui il cordone di carri con palloni giganti, ballerini, cheerleaders e grandi dello spettacolo si snoda fino a Columbus Circle, prosegue poi lungo la 6th Avenue arrivando fino a Macy’s Herald Square. Il percorso è di 4 chilometri.

Ovviamente non potete seguirla tutta! Ma vi facciamo scoprire alcuni punti strategici dove poter vedere meglio i tanti personaggi che animano questa festa! Tenete presente che la parata inizia alle 8:30 dal quartiere Upper East Side per terminare a Midtown, in circa 3 ore e mezza, quindi calcolate che se contate di aspettarla al punto finale dovrete essere lì almeno alle 10:00.

Noi eravamo a Brooklyn e siamo usciti alle 8:00 arrivando con la metro a Rockfeller. Ci siamo intrufolati lungo la 6th Avenue all’incrocio con la 39th. Siamo arrivati alle 9:30. La situazione in realtà è sempre molto tranquilla e controllata da polizia e servizi organizzativi. Non si è mai creata troppa folla o ressa, ne siamo mai stati schiacciati. C’erano anche tanti bimbi, quindi lo spazio tra le transenne viene ben monitorato in base all’affluenza. Ovviamente non pensate di allontanarvi per andare al bagno!

Rockfeller center a New York

E questo è uno dei luoghi consigliati per avere una buona visuale della parata. Potrete valutare gli altri sul sito di Macy’s in cui trovate anche la mappa con tutte le tappe.

Vivere il Thanksgivinig a New York era una di quelle cose segnata nelle Wish List da un po’ ed è andata oltre le aspettative! Ci siamo goduti in tutta tranquillità il passaggio dei carri: Snoopy, Spongebob, il Tacchino gigante e Jimmy Fallon! È sicuramente una di quelle esperienze da fare e vivere in compagnia della propria famiglia o degli amici prima del meritato pasto. Tutto termina verso le 12:30. Le strade vengono pian pian svuotate, si smonta tutto e la gente si avvia verso casa per terminare il pranzo.

Aspettate se potete un pò prima di avviarvi verso le varie stazioni metro. Potete controllare gli orari dei mezzi qui, tecnicamente rispettano gli orari festivi con alcune deviazioni per il passaggio della parata.

Assistere alla gonfiatura dei palloni

Se purtroppo non avete modo di partecipare alla parata, potrete in alternativa assistere alla cerimonia della gonfiatura dei grandi palloni. L’evento si svolge nel punto di inizio della parata quindi nel quartiere Upper East Side, precisamente tra la West 77th & West 81st Streets. Davanti proprio al Museum of Natural History, a cui potrete con la scusa far visita. Orario di inizio ore 18:00.

Preparati al viaggio: leggi qui quali sono tutti i documenti richieste per entrare negli Stati Uniti.

Terminata tutta la cerimonia abbiamo aspettato con calma che le strade si liberassero per poi dirigerci a Bryant Park, dove ogni anno viene allestita una pista di pattinaggio e un piccolo villaggio di Natale con stand di cibo e prodotti artigianali. Per poi tornare nel nostro appartamento a Brooklyn dove abbiamo condiviso un’indimenticabile cena del Thanksgiving con gli altri ragazzi dell’ostello. Ovviamente con il tacchino gigante che indovinate un po’ chi lo ha disossato? Ogni riferimento a Stefania è puramente casuale.

Ma la cosa più bella è stata aver creato l’atmosfera di una famiglia malgrado le differenze culturali, nazionali e religiose di ognuno di noi. Un tavolo fatto di americani, italiani e sud coreani che in quella serata hanno condiviso la bellezza che le esperienze di viaggio sanno donarci. E mai come in quell’occasione ci siamo sentiti grati di quello che abbiamo.

Trovate molti locali e ristoranti che servono una quasi tradizionale cena del Ringraziamento. In questo articolo vengono elencati alcuni ristoranti in svariate zone di New York, dove assaggiare il tacchino. Avete mai preso in considerazione la possibilità di visitare New York proprio durante il Thanksgiving? Raccontateci le vostre esperienze e se avete bisogno di altri consigli di viaggio vi aspettiamo qui o sui nostri social.

San Francisco: le 10 cose da non perdere assolutamente!

Nel pensare alle cose da non perdere a San Francisco mi viene subito in mente la Clam Chowder mangiata al Pier 39 e i tantissimi gabbiani che ci volano sopra la testa aspettando il momento giusto per aggiudicarsi la loro parte.

Ricordo la serata Rock’nRoll in quel locale specializzato in Martini e le chiacchierate con la band. La lunga passeggiata, se passeggiata vogliamo chiamarla, fatta attraversando il Golden Gate Bridge e arrivando fino a Sausalito. Il sali e scendi delle sue strade, la più iconica Lombard Street e la copia di “On the Road” di Jack Kerouak comprata nella storica libreria City Lights.

Di cose da non perdere a San Francisco ce ne sono tante. Troppe. Troppissime. Ho deciso di racchiudervi qui le 10 cose da non perdere a San Francisco assolutamente!

Le cose che dovete fare costi quel che costi. E la maggior parte sono gratis!

Il Golden Gate Bridge, da non perdere a San Francisco
Cartoline con il Golden Gate Bridge

Fisherman’s Wharf e Pier 39.

È uno dei quartieri più iconici di questa città. Qui si passeggia tra negozi e ristoranti di pesce. Ordina una Clam Chowder da Chowders e gustatela prima di finire abbacchiato come i leoni marini che dovrai passare a trovare al Pier 39! E si perchè le mascotte di questa zona sono i centinaia di leoni marini che da circa il 1990 vengono a riposarsi sulla banchine di questo molo, diventanti ormai un’attrazione turistica. Mi raccomando non disturbateli e non avvicinatevi. Non sono così carini come sembrano. Se volete conoscerli meglio potete visitare il Sea Lion Center.

Golden Gate Bridge e Sausalito

Cosa c’è di più iconico de Golden Gate Bridge? Questo ponte costruito nel 1937 ha una lunghezza di ben 2,7 km percorribili in auto, a piedi o in bici. Prende il nome dallo stretto che unisce la Baia di San Francisco all’oceano Pacifico.

Noi ovviamente abbiamo deciso non solo di attraversarlo ma anche di arrivare a Sausalito. A piedi! Si può percorrere a piedi o in bici solo dalla carreggiata sinistra, quella che affaccia su tutta la città. Il passaggio ai pedoni e ciclisti è gratuito e aperto dalle 5:00 alle 17:00/ 21:00 in estate. Il tempo è stato a nostro favore quindi ci siamo goduti la passeggiata sul ponte e indecisi se proseguire o no abbiamo optato per raggiungere la piccola cittadina di Sausalito per poi rientrare a San Francisco con il traghetto.

Non potete dire di essere stati a San Francisco se tra le cose da non perdere non avete attraversato il Golden Gate Bridge. Vale con qualsiasi mezzo!

Coit Tower e Lombard Street

La Coit Tower è uno dei punti panoramici migliori della città, posizionata su Telegraph Hill. Si tratta di un monumento ai vigili del fuoco, che per anni sono stati impegnati nello spegnimento di tanti incendi che abbattevano la città a causa delle case costruite in legno. Costruita nel 1934, si trova all’interno del Pioneer Park, raggiungibile con una scalinata di legno che vi porterà davanti la statua di Cristoforo Colombo. E magari potrete anche conoscere i simpatici pappagallini: Wild Parrots of Telegraph Hill, che ormai vivono in questo parco dal 1990.

Al suo interno si trovano tanti murales che raccontano la vita quotidiana della popolazione locale negli anni ’30 e della Grande Depressione.

È possibile visitarla tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00/ 18:00, costo del biglietto 9$.

Noi abbiamo unito la visita alla Coit Tower alla passeggiata lungo Lombard Street. Questa strada si aggiudica l’appellativo di “strada più tortuosa del mondo”.

Per l’esattezza il suo tratto più famoso è “Russian Hill” che si snoda in ben 8 tornanti, in pendenza, difficili da fare in macchina figuratevi a piedi. Ma come sempre le nostre gambe, abituate a tutto, ci hanno portato fin su. Da cui abbiamo ammirato il paesaggio osservando la Coit Tower di fronte a noi.

Haight-Ashbury

Da grande fan del movimento Hippie e dei figli dei fiori, non potevo assolutamente perdermi tra le vie di questo quartiere. Tra Haight Street e Ashbury Street, si concentrano negozi vintage, esoterici, caffetterie super colorate e leggendari negozi di musica come: Amoeba Music. Per gli amanti della musica e del rock come noi questo posto è il Paradiso!

Si respira un’aria tranquilla dove negli anni ’60 i grandi della musica rock come Janis Joplin e Jimi Hendrix proclamavano amore e pace.

State però attenti la sera, la zona purtroppo al calar del buio non è molto tranquilla. Noi ci siamo mossi per un pò di locali ma poi siamo tornati con il taxi evitando di passare nei pressi del Golden Gate Park. Consiglio datoci dai local.

Castro

Iconico quartiere legato al movimento LGBT. Grazie proprio all’espandersi della cultura Hippie e ai radicali cambiamenti culturali che gli anni ’60 hanno visto, questo quartiere è diventato casa per tanti giovani omosessuali. Una grande bandiera arcobaleno sventola a Castro street, con i suoi marciapiedi arcobaleno e il famoso Castro Theatre sede di alcui importanti appuntamenti della comunità che vive in questa zona. Il luogo perfetto dove sorseggiare un drink in un locale Gay Friendly.

Painted Ladies

Queste casette colorate sono sicuramente la cosa che più si avvicina al mio ideale di casa perfetta! Con il loro stile Vittoriano e Edwardian (cioè stile neo- barocco) i loro colori e decorazioni attirano subito l’attenzione. Si trovano dal numero 710 al 120 di Steiner Street all’incrocio con Alamo Square Park. Sono diventate famose grazie anche all’apparizione in tanti film e sono sicuramente una delle cartoline da riportare a casa.

China Town

Non è la solita China Town che potete trovare in tutte le città ma è la più antica e più grande comunità cinese degli Stati Uniti. Dal 1840 la cominità cinese ha reso questo quartiere, nel cuore di San Francisco, la proprio casa. Le lanterna lungo le strade e i negozi sono delimitati dalla Dragon’s Gate, il grande portone che da accesso a China Town dal 1970.

Non mancate di gustare i famosi biscotti della fortuna che sono diventati famosi in tutto il mondo grazie alla Golden Gate Cookie Factory che dal 1962 sforna questi dolcetti che si dice siano in realtà di origine giapponese. In ogni caso qui li troverete di qualsiasi tipo e gusto.

Cable Car

Fare un giro su uno dei storici Cable Car di San Francisco è una delle cose da non perdere. I Cable Car che vediamo oggi sono andati in sostituzione ai vecchi tram che venivano trainati da cavalli. Nel 1873 finalmente viene messo in uso il primo Cable Car elettrico che portò poi alla realizzazione di ben 23 linee.

Ma ad oggi ne sono attive solo 3: Powell – Mason, Powell -Hyde e la California St. line. Tenete presente che si tratta di una delle più turistiche attrazione di San Francisco, quindi molto spesso c’è una gran fila da fare. Le corse partono alle ore 07:00 e terminano alle 22:00, costo del biglietto per una sola corsa: 8$. Potete studiare bene le corse sul sito ufficiale in modo da organizzarvi bene e sfruttare la corsa più comoda per raggiungere un punto di interesse. Aspettate alla fine della corsa, di vedere come il Cable car viene girato sulla sua piattaforma.

Ferry Building

Questo edificio storico di San Francisco si trova nel quartiere di Embarcadero e insieme al Golden Gate Bridge è tra le costruzione simbolo di San Francisco.

La sua torre dell’orologio svetta a 75 metri di altezza e si ispira alla Giralda di Siviglia. Fa da faro a tutte le imbarcazione che attraversano la baia di San Francisco. È stato costruito nel 1898 e da grande porto purtroppo vide un periodo di declino terminato agli inizi del 2000 quando fu ristrutturato e trasformato in un mercato. Nasce così il Ferry Building marketplace. Avrete una grande scelte tra prodotti locali e biologici a marchi più commerciali. Io ho preso un gustosissimo gelato da Humphry Slocombe.

I suoi orari di apertura sono dal lunedì alla domenica dalle 07:00 alle 20:00. Potete controllare eventuali chiusure sul loro sito ufficiale.

Union Square

Si tratta del quartiere finanziario della città. Ma non solo, perchè in questa piazza, dalla data della sua costruzione nel 1850, si sono mosse tante manifestazioni che ancora oggi animano la popolazione. È anche il quartiere dello shopping e delle grandi marche.

Una delle prime tappe fatte appena arrivati a San Francisco infatti è stata la ricerca di una calda felpa proprio tra i negozi di questa zona. Una cosa che dovete tenere presente su San Francisco sono le sue temperature. Qui non troverete mai il caldo di Los Angeles! Quindi tenete con voi sempre una felpa.

City Light Bookstrore, San Francisco
Libri volanti a North Beach

Queste sono solo alcune, anzi 10, delle tappe che non potete assolutamente perdere a San Francisco.

Ma vi do un bonus. Vi ho parlato di Jack Kerouak e della libreria simbolo della beat generation: City Light Bookstore. Questa libreria è stata fondata da due italo americani nel 1953, nel quartiere di North Beach. Per la precisione fondano la casa editrice a cui poi sussegue la libreria. Era ritrovo dei grandi scrittori che riuscirono con le parole a stravolgere un’intera generazione, che ancora oggi trova in questi libri un credo. E poter entrare lì è stata un’emozione che ha reso questo viaggio indimenticabile.

Le cose da vedere a San Francisco sono così tante che ci vorrebbero almeno altri 5 articoli “10 cose da non perdere a San Francisco“.

Ma per il momento ci fermiamo qui, sperando magari di poter tornare presto in questa favolosa città e portarvi a scoprire i suoi luoghi più nascosi.

Ma se riuscite prima voi, siamo come sempre felici di leggervi e sapere la vostra su questa città unica dei favolosi States!

PS: Ti consigliamo sempre di stipulare un’assicurazione viaggio che posso farti vivere la tua esperienza in tutta tranquillità!

Noi ci affidiamo a Heymondo ed abbiamo per un codice sconto per te!

Road to Hana: lungo la strada più scenografica delle Hawaii.

La Road to Hana è una di quelle esperienze che devono essere nella lista delle cose da fare prima di morire. Uno di quei traguardi che devi raggiungere. Poter dire: ho guidato lungo la Road to Hana!

Della serie che se sei riuscito ad uscire con la macchina illesa da queste strette strade fatte di cascate, strapiombi sull’oceano e viste su spiagge paradisiache, puoi guidare ovunque.

E non scherziamo! Abbiamo visto anche delle magliette che riportano: Survivor of Road to Hana. Cioè: sopravvissuto alla Road To Hana.

Ma cerchiamo di capire bene dove siamo e che percorso segue una delle strade più belle e leggendarie del mondo.

Dove si trova la Road to Hana.

Siamo nell’arcipelago delle Hawaii, sull’isola di Maui. La Hana Highway, si snoda lungo la costa nord orientale dell’isola, partendo da Kaului per arrivare appunto ad Hana. In realtà la strada continua ad anello. Ma continuare a fino a Kihei non è consigliabile in quanto da Kipahulu alcuni tratti di strada sono sterrati e la compagnia di noleggio auto stessa, non copre possibili danni avuti in quel tratto di strada. La sua numerazione parte da Hwy 36, diventando poi Hwy 360 per continuare dopo Hana con la Hwy 31 poi Hwy37.

Consiglio numero uno: tenete sempre il serbatoio pieno! Fate rifornimento ogni volta che potete. Tenete conto che le strade sono per la maggiore molto strette con piccoli ponticelli in cui vi troverete in una sola corsia e magari con qualcuno che va di fretta e vuole superarvi. Mantenete la calma e lo spirito Aloha. Godetevi le meraviglie che questo on the road vi regalerà!

Spiaggia di Koki, Maui
Spiaggia di Koki, lungo la Road to Hana

Il nostro percorso.

Siamo arrivati a Maui da Oahu, di cui trovate l‘itinerario completo, con un volo interno operato da Hawaiian Airlines. Volo durato appena 35 minuti! Da qui abbiamo noleggiato subito l’auto a l’aeroporto.

Maui ci accoglie con i postumi di una Olivia che è passata un po’ più arrabbiata rispetto ad Oahu. Un fortissimo vento ci rende un po’ titubanti del nostro itinerario serale. In ogni caso ci dirigiamo verso Haleakala Crater dove passeremo la notte nel camping di Hosmer Grove in tenda.
Guidiamo con un pò di titubanza in quanto la strada è totalmente buia e più di una volta Riccardo ha rischiato di investire le mucche al pascolo!

Arriviamo che ormai il sole è totalmente andato e cerchiamo di montare la tenda con un inaspettato successo. Eh si inaspettato successo perché era la prima volta in vita nostra che montavamo una tenda! Quello all’Haleakala è stato in nostro primo camping! Non male no?!

Hosmer Grove offre circa 12 posti auto, noi siamo stati gli ultimi ad arrivare, l’accesso al camping è compreso nel biglietto di entrata al parco nazionale dell’ Haleakala che si paga all’entrata solo con carta debito/credito ad una macchinetta lunga la strada, la ricevuta va posta sul cruscotto in bella vista!

Costo di entrata al parco per 3 giorni 30$ a macchina. Controllate sempre sul sito ufficiale le possibili comunicazioni in quanto potrebbero esserci chiusure a causa di condizioni meteo avverse.
Dormiamo sotto un fitto cielo di stelle, con una temperatura di circa 10 gradi che ci prelude quello che ci aspetta l’alba seguente. Ci siamo addormentati dopo aver osservato incantati tutte quelle stelle. E alcune Nene che strillavano nella foresta. Le Nene sono le oche selvatiche hawaiane, abbiamo avuto la fortuna di intravederne una lungo la strada la mattina seguente. Calcolando che il sole sorgerà per le 06:00 alle 04: 30 smontiamo tutto e percorriamo in macchina i circa 40 minuti di strada per arrivare al Visitor center. Minuti di qualsiasi straccio che possa tenerci al caldo prendiamo postazione e aspettiamo di salutare il sole.

Haleakala è un cratere inattivo a circa 3000 mt famoso per le sue sorprendenti albe a 0°. E’ una delle esperienze da fare se si è a Maui, in pratica un Must!

Per accedere al Visitor Centre dovete però prenotare, con largo anticipo, il vostro posto. Sul sito ufficiale prenotate nella sezione Sunrise Reservation, con una tassa di 1$.

Stavamo per morire di ipotermia quando ecco i primo raggi di sole che ci salutano. La foschia che sovrasta il cratere questa volta la vediamo dall’alto che raggio dopo raggio si dissolve. Alcuni hawaiani intonano canti di saluto al sole mentre noi ci teniamo stretti ad ammirare lo scenario di colori che Haleakala ci offre.

A spettacolo finito la scelta dei trail da fare è vasta ma noi abbiamo un altro piano: percorrere entro sera circa 132 km della Road to Hana per dormire nuovamente sotto le stelle ma con vista oceano, al camping di Kipahulu.

Noi ci dividiamo quindi le vari tappe in due giorni iniziando dalle Twin Falls. Ma prima foto di rito al Road To Hana Mile Marker Zero. Il trail fino alle cascate è tranquillo e al di fuori c’è un piccolo stand di frutta fresca e un bellissimo bambuseto dove il simpaticone di Riccardo si è nascosto per i suoi scherzi! Ci fermiamo al Garden of Eden. Questo piccolo giardino già dal nome dice tanto.

Road To Hana Mile Marker Zero, Maui
Road To Hana Mile Marker Zero

Altro stop Ke’Anae Arboretum! In questo arboretum gratuito avrete modo di poter ammirare i bellissimi eucalipto arcobaleno, passeggiando nella fitta foresta, una piccola pausa nel verde per sgranchirsi un po’ le gambe.

Da qui non può mancare una pausa con uno dei migliori banana bread del mondo. Quello di Halfaway to Hana! Ne abbiamo presi due pezzi appena sfornati. Ancora ho l’acquolina in bocca! Ovviamente con le banane appena colte nella foresta!

Potete fare uno stop al Nahiku Marketplace, vale la pena fermarsi anche solo per dare un’occhiata ai pittoreschi stand. Si arriva poi ad Hana! Piccola cittadina famosa per i suoi mega resort!

Se come nel nostro caso avete intenzione di campeggiare a Kipahulu sappiate che questo è l’ultimo posto dove potete trovare un market per comprare le provviste. 
Rimarrete senza parole alla vista dei due market di Hana. Si trovano uno fronte all’ altro: Hasegawa General Store e Hāna Ranch Store. E qui scoprirete la vera faccia della Hawaii!

Piccoli store a gestione familiare dove trovare cibo e souvenir particolari e unici non che dei veri e propri musei archeologici! Per evitare come noi di arrivare al camping di Kipahulu e dover tornare indietro, fermatevi qui per acquistare viveri.

Tappa che purtroppo abbiamo saltato è la Hana Lava Tube. Dei veri e proprio percorsi sotterranei nei scavati nella lava. Ci siamo poi un po’ rilassati sulla piccola spiaggia di Koki giusto il tempo di una pennichella sotto il sole!

Per l’accesso al camping di Kipahulu vale il biglietto pagato all’Haleakala, e si ha a disposizione uno spazio per 12 auto con vista oceano ed è attrezzato per pic nic e barbecue.

Montata la nostra tenda ci siamo goduti un tramonto oceanico con birretta e tarallucci (immancabili nel mio zaino) mentre preparavamo il fuoco per la brace dove abbiamo cotto delle bistecche prese ad Hana. 

Qui come in tanti altri punti delle Hawaii è pieno di gattini che vi faranno fusa sperando di rimediare un po’ pappa! E con noi hanno banchettato alla grande! Avevamo un po’ esagerato con la ciccia!

Abbiamo passato la notte in tranquillità finché non ha iniziato a piovere e ci siamo trasferiti a dormire in macchina. Sorto il sole malgrado la pioggia ci siamo messi in cammino lungo il parco e siamo arrivati alle Seven Sacred Pool conosciute anche come ‘Ohe’o Gulch (Oh-Hey-Oh) queste cascate, in quella giornata di forte mare, facevano veramente paura eppure c’è chi malgrado i divieti continua a tuffarsi rischiando la vita. Altra tappa molto suggestiva, soprattutto in quesat giornata di pioggia, è stata la Black Beach a Waianapanapa State Park. Il nero della sabbia e la forza delle onde con il cielo grigio ci sono rimaste impresse.

Ci rimettiamo in macchina e ci fermiamo per assaggiare uno Shave ice da Aunty Sandy’s Bread e ammiriamo le potentissime onde che si infrangono sulla scogliera di Ke’anae Peninsula un piccolo ma originario paesino hawaiano. 

Da qui andiamo dritti fino alla famosissima spiaggia di Hookipa; qui numerosi surfisti hanno perso la vita cavalcando le altissime onde che soprattutto di inverno di infrangono sugli scogli e a commemorazione della loro tragica fine si trovano tante targhe e croci. Questo punto però è lo spot preferito anche dalle Honu le Tartarughe verdi Hawaiane. 

Queste bellissime tartarughe si rilassano tranquille sulla spiaggia al sole e si ha la possibilità di ammirarle senza infastidirle, infatti ogni qual volta delle tartarughe vengono avvistate in una spiagge degli addetti volontari segnalano la loro presenza per far si che sia rispettato il loro spazio e la loro tranquillità.

Ammirarle così a decine è stato bellissimo, anche perché questa specie di tartarughe vive solo alle Hawaii!
Poco più in giù tra le casette troverete una spiaggia isolata dove godersi un po’ di pace lontano da turisti e surfisti in compagnia sempre delle Honu che se la dormono tranquille.

L’ultima tappa della Road to Hana è Pa’ia. Questa piccola cittadina Hippie è piena di colorati negozietti artigianali e localetti dove gustarsi un buon pranzo o cena dopo il mare. Torneremo a Pa’ia prima di lasciare Maui di lì a pochi giorni ma per oggi la nostra avventura finisce qui e ci dirigiamo verso il nostro appartamento a Kihei stanchi ma pieni di nuovi e bellissimi ricordi.

Ma la nostra avventura non termina qui. Vi racconteremo nella prossima puntata le altre meraviglie viste su quest’isola.

Intanto: chi di voi è sopravvissuto alla Road to Hana?

Hawaii i consigli per organizzare il viaggio perfetto.

Quando pensavo alle Hawaii immaginavo spiagge deserte con palme, ananas fresche, surfisti e io a sorseggiare il mio Mai Tai.

Beh il nostro viaggio è stato così. Anzi molto di più. Quello che frena tante persone da l’organizzare un viaggio alla Hawaii sono le ore di volo che bisogna affrontare per raggiungere l’altra parte del mondo e il budget. Sull’ansia da volo non posso aiutarvi, se non rassicurarvi che l’aereo rimane sempre il mezzo più sicuro e veloce. E poi tra un film, un pasto e un po’ di ninna ,il tempo “vola”!

Sul budget invece abbiamo tanti consigli e info che possono aiutarvi a realizzare quello che per tanti è il sogno di una vita: le Hawaii!

Ovviamente parliamo di fai da te low cost, che premettiamo non è mai facile organizzare. Ho passato settimane intere solo a monitorare i voli.

Prima di iniziare l’organizzazione e di elencarvi i nostri consigli per le Hawaii, occorre informarsi su dove si va, come si va ed avere una buona visuale su cosa volere e aspettarsi dalle Hawaii.

Dove sono le Hawaii.

Le Hawaii sono un arcipelago di 137 tra isole e atolli, di cui 8 maggiori: da nord-ovest a sud-est Niihau, Kauai, Oahu, Molokai, Lanai, Kahoolawe, Maui e l’isola di Hawaii.

L’ultima è anche la più grande chiamata infatti Big Island.

Le Hawaii sono uno dei due stati della nazione Americana che non adottano l’ora legale; l’altro è l’Arizona, e rispetto a l’Italia ci sono 12 o 11 ore di fuso orario in meno.

Le Hawaii sono disperse nell’oceano Pacifico, Honolulu dista 3 857 Km dalla California, 6 190 Km da Tokyo, 4 411 Km da Tahiti.

tartarughe a Maui,
Tartarughe sull’Isola di Maui.

Qualsiasi periodo dell’anno è buono per visitare le Hawaii. I surfisti preferiscono l’inverno con venti forti e onde spaventose. L’estate è per la folla di turisti che vuole fare snorkeling e spalmarsi di abbronzante. Le temperature oscillano sempre tra i 20°e i 30°, ma è molto facile passare da mega acquazzoni, a sole cuocente e di nuovo alla pioggia, soprattutto tra Gennaio e Aprile!

Nella lingua hawaiana, la parola Hawaii significa “patria”. La cultura e la religione dell’arcipelago sono di origine polinesiana.
Il primo europeo ad esplorare le Hawaii fu James Cook nel Gennaio 1778.
Dopo essere state scenario dell’attacco a Pearl Harbor nel dicembre 1941, il 21 Agosto del 1959, le Hawaii sono la cinquantesima stella aggiunta sulla bandiera americana.
Ciò che caratterizza le Hawaii e rende il suo popolo tra i più amorevoli è lo spirito Aloha.
Aloha: Alo: “in presenza di”, Ha: “alito di vita” cioè in presenza di Dio.
Aloha non è solo un saluto, è un benvenuto, è un augurio, è lo star bene insieme, il volersi bene, è condividere insieme quel momento, è avere calma e pazienza.

Solo interagendo con gli hawaiani avrete modo di capire il vero significato di Aloha. Perché ogni mattina c’è qualche sconosciuto che vi da il buon giorno e che vi saluta la sera mentre rientrate. Che attacca bottone al bar e vi offre una birra per il semplice voglia di condividere con voi qualche minuto e una risata. Insomma vi sentirete davvero come a casa.

E quello che più vi mancherà delle Hawaii sarà la calma e la pace con cui si vive in queste isole. 

I nostri consigli per arrivare alle Hawaii.

La via più veloce e comoda per raggiungere le Hawaii sarebbe un volo diretto dall’Italia fino a Los Angeles, partendo da Roma sono 13 ore di volo. Potete controllare le tratte effettuate da Ita Airways e dalle altre compagnie SkyTeam. Da Los Angeles a Honolulu sono altre 5 ore e 50 minuti.

Ci sono voli diretti dagli Stati Uniti e dal Canada che partono da New York, Chicago, San Francisco, Toronto e Vancouver.

Si può optare anche per passare via Asia, con scalo a Tokyo o Osaka o anche per la Corea del Sud.

Mentre per le compagnie che operano i voli interni tra le isole ci sono: Mokulele Airlines e Hawaiian Airlines. La prima offre voli con piccoli aerei turistici, opera tra un isola e l’altra e offre anche la possibilità di tour come Big Island Volcano o la vista delle scogliere a Molokai. Hawaiian Airlines opera tra il continente americano e le maggiori isole hawaiiane.

Per il nostro viaggio 2018, abbiamo volato con: Alitalia, American Airlines e Hawaiian Airlines. facendo tre scali prima di arrivare a Honolulu.

Pernottamento.

La scelta dell’alloggio inciderà molto sul budget. I nostri consigli per le Hawaii sono sicuramente quelli di optare per gli appartamenti.

La scelta tra un resort, albergo o appartamento sta a voi e al vostro budget. Noi da 6 anni, soprattutto negli Stati Uniti ci troviamo benissimo con Airbnb.com.

Abbiamo optato per una stanza privata in un appartamento condiviso. Stanza tutta per noi con utilizzo bagno e cucina, un po’ come in ostello ma con meno gente in giro per casa e calcolando che ci siamo stati il tempo di una doccia e la notte per qualche ora di ninna, è stata la scelta migliore. La media per un appartamento intero si aggira intorno ai: 450/500€ settimanali.

Media di un resort o albergo: dai 700€ a settimana in su.

Questi sono i prezzi per Honolulu a Settembre, per due persone, 5 notti, prenotati con 7/6 mesi di anticipo.

Se si sceglie l’appartamento decidendo di consumare alcuni pasti a casa, bisogna fare i conti con i prezzi molto alti di alcuni viveri, risparmiando comunque rispetto a mangiare sempre fuori. Per la frutta, verdura, carne e pesce di produzione locale, i prezzi sono abbordabili. Ma per un pacco di Pringles o Lay’s si spendono 5$. Purtroppo bisogna tenere conto dei costi di importazione. Prezzi di fast food o ristoranti sono nella media americana. Certo che una cena da Duke’s ha il suo prezzo!

La maggior parte delle spiagge sono abbastanza isolate da cittadine dove poter mangiare seduti ad un tavolo, quindi se si opta per il pranzo in spiaggia l’unica soluzione è quella del pranzo al sacco o un take away. Tutte le spiagge però hanno tavolini da pic nic e bagni.

Consigli per il noleggio auto alle Hawaii.

Bene anche qui purtroppo si spende un po’ di più. Per una semplice Chevrolet o simile a Honolulu siamo intorno hai 60€ al giorno.

Documenti richiesti per il noleggio: Passaporto, Carta di credito, Patente e Patente internazionale.

Troverete su vari forum e diari di viaggio che in tanti non fanno la patente internazionale, noi compresi perché mai richiesta, soprattutto dalle compagnie di noleggio. In realtà possiamo dirvi per esperienza che è obbligatoria. Siamo stati fermati dalla polizia a Maui. Non avendo la patente internazionale volevano multarci, mandarci in consolato a richiederla per poi portarla in questura. In tutto questo multa e fermo della macchina.

Non sono stati affatto bei momenti, siamo riusciti a fargli capire che purtroppo la cosa non è molto chiara e che erroneamente abbiamo optato per non richiederla. Poi mettici un pianto con la scusa del viaggio di nozze e il gentile police man ci ha graziato dopo una interminabile ramanzina. Quindi il nostro consiglio per le Hawaii, e negli altri stati americani dove richiesta, è di fare sempre la patente internazionale.

Il carburante è sicuramente più caro della media americana ma sempre più basso che in Italia.

I parcheggi per le spiagge sono solitamente tutti gratuiti. A Honolulu, zona Waikiki, si paga dalle 8:00 alle ore 23:00 e il costo è di circa 1/1,50$ l’ora.

Spiaggia di Kihei, Maui, Hawaii i consigli
Kihei al tramonto, Maui, Hawaii.

Mezzi pubblici: 

A Oahu il biglietto del bus è di: 2,50$, 12$ per la tessera giornaliera. Servizio operato da The bus. Si paga direttamente sul bus e vale solo una corsa. Sono puntuali e servono bene quasi tutta l’isola.  Da notare che non è consentito salire a bordo con le valige, quindi non è possibile arrivare o andare in aeroporto con i mezzi pubblici se avete grandi bagagli o trolley .

La nostra soluzione al problema è stata la navetta privata. Abbiamo scelto Go808Express. Prenotato online anticipatamente da Roma, con conferma entro le 24 ore dall’arrivo, si paga in contanti appena giunti a destinazione: 30$ più la mancia. Si può richiedere anche la Lei (la corona di fiori hawaiina) con 10$, questa però acquistabile solo online.

Per le altre isole non abbiamo informazioni in quanto abbiamo noleggiato subito l’auto.

Altrimenti potete chiamare un Uber. Noi lo abbiamo utilizzato per il viaggio di rientro in aeroporto.

Bene ora sapete abbastanza su queste isole. Avete tutti i consigli per le Hawaii e potete iniziare a farci un bel pensierino.

Anche perchè avete due bellissimi itinerari tra le isole di Oahu e Maui.

Pronti ad andare a trovare Merlino ad Honolulu?

Oahu: alla scoperta delle bellezze di quest’isola delle Hawaii

La prima delle due isole esplorate nel nostro viaggio alle Hawaii, è stata Oahu. La terza isola per dimensioni e di origine vulcanica. La capitale è la famosa Honolulu il cui nome Honolulu significa “baia (Hono o Hana) riparata”. Il quartiere più conosciuto di Honolulu è Waikiki che significa “acqua spruzzata”, zampillante, e si riferisce alle sorgenti e ai ruscelli che alimentavano la zona umida che un tempo separava Waikiki dall’interno dell’isola.

Quest’isola è famosa per l’inaspettato e distruttivo attacco a Pearl Harbor. Fortunatamente questo tragico evento non ha attaccato il cuore di questa popolazione sempre pronta ad accogliere ed amare il prossimo, con il loro avvolgente “Aloha”.
Honolulu è una città con vista oceano ricca di locali e resort di lusso ma anche di food truck e alternative alberghiere molto più economiche. Si può sorseggiare un cocktail al tramonto vista Waikiki o mangiarsi una ciotola di Pokè comprata da ABC spendendo pochi dollari. Così in tutta l’isola avrete tantissime opzioni per vivere al meglio le meraviglie che queste terre vulcaniche, ricche di vegetazione unica e di spiagge idilliache, hanno da scoprire.

Una cosa è certa: non aspettatevi di rilassarvi in spiaggia con un Mai Tai! Sull’isola di Oahu le attività quali escursioni, trekking panoramici e snorkeling, sono cose imperdibili!

Preparatevi a sudare per aver quel cocktail!

Quindi partiamo subito alla scoperta dell’isola scelta da Mago Merlino per il suo viaggio di relax!

Cosa fare e vedere a Oahu.

Honolulu e Waikiki Beach

Non potrò mai dimenticare l’emozione che ho provato quando i miei piedi sono affondati nella soffice sabbia di questa spiaggia che da troppo tempo sognavo. Il mio cuore è esploso quando attraversata l’iconica Waikiki Surf Alley, con tutte le tavole da surf, mi sono ritrovata davanti l‘oceano Pacifico e sullo sfondo la sagoma del Diamon Head. La musica di Hula riecheggiava per tutta la spiaggia e le ballerine sembravano danzare nell’aria. Ho ancora così vivo nel cuore quel momento, che una lacrimuccia segna il mio viso ancora oggi. Questa è Waikiki Beach.

Una sola parola può descrivere tutto ciò: Aloha!

Lungo questa spiaggia potrete passeggiare godendovi il tramonto, tuffarvi nelle sue basse e tranquille acque e costruire castelli di sabbia con la sua bianca e fina sabbia. Ma non mancate di salutare il grande Duke. La statua del grande surfista Duke Paoa Kahanamoku (1890- 1968) si trova nel punto in cui si dice cavalcò un’onda di 9 metri per quasi 2 km. Il grande padre fondatore del Surf! Questa statua di bronzo si trova nella parte centrale della spiaggia di Waikiki: Kuhio. Impossibile non immortalarsi in uno scatto con il grande re del Surf!

Spettacolo di Hula a Kuhio Beach

Una cosa che non potete mancare di vedere, visto anche che è gratuito, uno spettacolo di Hula! Kuhio Beach Torch Lighting & Hula Cerimony, il piccolo palco si trova sulla spiaggia di Waikiki e ammirare lo spettacolo di Hula al tramonto da lì non ha davvero prezzo. Infatti è gratuito e si svolge ogni martedì, giovedì e sabato dalle 18:30 alle 19:30 ( 18:00- 19:00 da Novembre a Gennaio). Finito lo spettacolo potete fare una passeggiata per Waikiki lungo Kalakua Ave dove poter fare shopping con una carta di credito dal plafond illimitato. Vi consigliamo di entrate da Waikiki Christmas Store, negozio di palle di Natale! Per i souvenir entrate in uno dei tanti ABC, catena di souvenir hawaiani, dove superati i 100$ di spesa potete scegliere un regalino, noi abbiamo preso una mug con l’arcipelago hawaiano. Perché fidatevi, tra calamite, camicie hawaiane e statue polinesiane i 100$ si superano sicuro!

Hanauma Bay, la baia di Oahu

Questa baia è una riserva naturale, aperta dal mercoledì alla domenica dalle 06:45 AM alle 04:00 PM. L’entrata è di 25$ (7.50$ nel 2018) e va prenotato online. All’ingresso c’è una piccola esposizione e a fasce orarie di mezz’ora viene mostrato un documentario in cui viene spiegata l’origine della baia, la sua flora, la fauna e come comportarsi una volta in acqua; esempio mai toccare i coralli! Giù sono presenti guard life con annesse cabine di controllo, due punti informazione dove poter studiare l’immensa varietà di pesci tropicali che si vedranno facendo snorkeling.

Noi siamo rimasti ammollo fino ad essere lessi! Attenzione al sole, tenetevi sempre ben protetti con protezione e maglietta, poi per ripararsi un po’ all’ombra e per la pennichella ci sono le palme!

Diamond Head

Il cratere vulcanico inattivo che occupa gran parte del territorio di Oahu. A 762 piedi dal livello del mare, questo vulcano ha eruttato una sola volta circa 300 000 anni fa. È possibile accedervi tutti i giorni dalle 06:00 AM alle 18:00, l’ultima entrata è alle ore 16.30. Biglietto di entrata 5$, più 10$ di parcheggio. Calcolate un’ora e mezza di percorso tra salita e discesa.

Munitevi di tanta acqua e magari uno spuntino. 

Attenzione è pieno di insetti quindi portatevi un buon repellente! Arrivati su, il panorama ci mostra tutta Honolulu e l’immenso oceano! I più impavidi potranno riuscire a fare foto da crepacuore da postare su Instagram. Ma noi non siamo così coraggiosi!

North Shore

Dista 30 miglia a nord dell’isola, è famosa per le grandi onde, soprattutto durante il periodo invernale quando i forti venti del pacifico danno modo di potersi divertire alla grande sulla tavola da surf.

Il nostro giro è iniziato da Haleʻiwa Town , piccola cittadina di surfisti, ricca di food truck, caffetterie, piccola, colorata e molto Hawaii! Tra i food truck il più famoso e gustoso è GiovanniShrimp truck.

Con la pancia piena, il nostro primo stop è Laniakea beach, dove riusciamo ad avvistare le green sea turtle. Dovete sapere che alla Hawaii c’è un gran senso di rispetto e protezione verso la natura e ei suoi abitanti. Rispettate sempre le distanze e non disturbate mai gli animali.

Waimea Bay Beach Park

I parcheggi sono sempre free, ma i posti limitati e alcune volte bisogna pazientare molto prima di trovarne uno.

Prestate sempre attenzione alle informazioni sulle condizioni del mare e delle correnti. In inverno si tengono molti contest di surf perché in questo punto si creano grandi onde, in estate è più tranquillo e l’acqua è limpida e chiara.

Waimea bay è famosa per essere apparsa nella serie televisiva Lost, e uno di suoi segni di riconoscimento è il The Rock, uno scoglio di circa 10 metri dove i più impavidi si tuffano. Noi ci siamo astenuti e abbiamo optato per recuperare un po’ di tintarella.

Alle spalle di Waimea Beach ci sono le Waimea falls, all’interno del Waimea Park. 

Sharks Cove a Oahu

Un bellissimo punto per fare snorkeling. Forse uno dei nostri preferiti sull’isola di Oahu. Bisogna fare un po’ di attenzione e avere scarpe per gli scogli, ma la vista sott’acqua è ricca e colorata con pesci di ogni tipo. e tranquilli che no, non ci sono squali. Qui la marea durante il giorno è bassissima tanto che i squali rimangono fuori e si crea questa piscina naturale dove fare snorkeling, senza paura di essere mangiati!

Lanikai Beach

Nel tragitto per arrivare qui, attraversando l’isola da Honolulu, ci siamo imbattuti in un acquazzone. La fortuna un po’ ci assiste e riusciamo a tuffarci in queste acque basse e calme. È una zona residenziale di alto livello, ognuno dei residenti ha accesso privato alla spiaggia, in pratica si tuffa dal giardino. Si consiglia di parcheggiare all’inizio per avere accesso alla spiaggia pubblica. 

Beh che dire è davvero una delle spiagge più belle di quest’isola. Il colore azzurro dell’acqua fa quasi male agli occhi data la sua intensità. un vero paradiso.

Waimanalo Beach Park

Spiaggia attrezzata con docce e tavolini da pic nic, è un vero sogno. Immensa, acqua azzurra e palme che rendono questo posto lo spot perfetto per una cartolina.

Attenti: qui oltre alle fortissime correnti ci sono molte Portuguese Man of War, caravella portoghese, paragonata ad una medusa è in realtà un sifonosoro, e bisogna stare molto attenti perché i suoi tentacoli sono capaci di dolorose e pericolose punture. Quel giorno l’accesso in acqua non era consigliato per le onde e la corrente. Da qui è possibile vedere le due isolette Manana, Rabbit Island e Kaohikaipu, Island State Sea Bird Sanctuary. Ripartiamo per fermarci a Makau’u Lookout, ammirare le scogliere.

The Byodo in Temple a Oahu

Un tempio Buddista situato all’interno della Valley of the Temples Memorial Park, costruito nel 1968 per commemorare il centenario dell’arrivo dei primi immigrati giapponesi alle Hawaii.

È la ricostruzione del famoso tempio di Kyoto, che però non ospita alcuna comunità di monaci.

L’accesso al monastero è consentito dalle 9:00 alle 16:00, 5$ pagabili solo con carte.
È consigliato munirsi di repellente e ricordate che si tratta di un luogo di culto in cui riposano tante anime. Da subito capirete che è un luogo in cui poter riposare la mente e lo spirito per qualche minuto, immersi nel verde, guardando in alto potrete vedere la cappa di nuvole che sovrasta sempre le montagne.

Rispettate le regole, quali togliere le scarpe per entrare nel tempio e camminate nel silenzio e nel rispetto di chi prega e commemora i proprio defunti. 

Da qui purtroppo, abbiamo perso due giorni di itinerario a causa dell’uragano Olivia, che nel settembre 2018 ha colpito queste isole. La nostra solita gran fortuna!

Vi menzioniamo comunque le tappe che avrebbero dovuto seguire a questa ultima giornata. Tutto ovviamente di questo itinerario è stato controllato e aggiornato al 2023.

Pearl Harbor 

Questo luogo è la sede del tragico attacca che il 7 dicembre 1941 ha visto il Giappone commettere una delle più grandi torti verso questa terra. Questa baia nasce come coltivazione di ostriche, per essere poi nel 1820 insediamento militare americano. Qui avrete modo di conoscere mehlio la storia e glia vvenimenti che quel giorno segnarono l’entrata nella seconda Guerra Mondiale da Parte degli Stati Uniti. Una guerra contro il Giappone che poi sfociò in un’altro grave avvenimento storico e bellico che il novecento ha visto.

Di questo complesso fanno parte: il USS Arizona Memorial, il Battleship Missouri Memorial e il giro completo di tutto ciò che Pearl Harbor include. L’accesso all’area è gratuita.

Biglietto per tutti i siti circa 50$, prenotabile online.

Aloha Stadium Swap Meet 

Questo mercato adiacente allo stadio da cui prende il nome si tiene il sabato, domenica e mercoledì dalla mattina alle 15:00. Molto spesso qui vengono organizzati e ventine concerti. Buttateci quindi un occhio. C’è una piccola tassa di entrata da pagare: 2$.

Down Town di Honolulu, Oahu

Iolani Palace che è l’unico palazzo reale degli Stati Uniti, abitato dai reali, Kamehameha, fino al 1845

Aloha Tower il faro simbolo di Honolulu costruito nel 1926, è stato per tanto tempo la costruzione più alta non solo di Oahu ma di tutte le Hawaii. Ai suoi piedi potrete passeggiare per le vie dell’ Aloha Tower Marketplace. Potrete salire sul faro gratuitamente dalle 9:00 alle 17:00.

Dove e cosa mangiare sull’isola di Oahu

Rock Island Cafè!

All’entrata vi accoglierà una statua dimensioni umane di Elvis! Il locale è un museo shop con cimeli rock e vintage. Tutto quello che vedete è in vendita! Qui abbiamo mangiato il nostro primo hamburger con l’ananas! Si trova all’entrata del King’s Village Shopping Center dove ci sono venditori di prodotti artigianali con stand e negozietti che non troverete altrove.

Hard Rock Cafe, Honolulu, Oahu

Non potevamo non fermarci qui per una birra. Possiamo dire che è uno dei Hard Rock più belli visti in giro per il mondo. Ha un palco dove ogni sera si esibiscono artisti locali e non.

Giovanni’s Shrimp truck

Serve i suoi famosissimi gamberi dal 1953, potete trovarlo fisso dalle 10.30 alle 18:00 al 66 Kamehameha, una piazzola dove, se non amate i gamberi, potete optare per del pokè o un semplice hot dog. Calcolate un po’ di fila, ma ne vale davvero la pena.

Mai Bird Tiki Bar

Situato all’interno dell’International Market Place. I cocktail vengono serviti in coloratissimi bicchieri dalle strane forme, l’ambiente è molto tranquillo, adatto a un po’ di relax dopo una lunga giornata di mare. Un piccolo Tiki Bar nascosto in questo centro commerciale.

Down Town Honolulu

Vi segnaliamo alcuni locali storici in questa zona un tempo ritrovo di marinai e soldati. Smith’s Union Bar, The Dragon Upstairs e Hanks Cafe. Noi ci siamo fermati in questi locali che ancora sono esattamente come all’epoca. E ve lo dimostrerà anche la sua clientela.

Helena’s Hawaiian Food

Aperto nel 1946 a gestione familiare serve piatti tipici della cultura hawaiana, aperto dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 19.30.
Si possono scegliere i piatti alla carta o ci sono menù con varie opzioni, noi scegliamo quello più completo: Menù D.
Ribs buonissime così come il Poke, Lomi Salmon ok, Luau Squid una zuppa di verdura e calamari che non abbiamo mandato giù. Il Poi una salsa di taro molto particolare. Non siamo usciti del tutto soddisfatti, siamo abituati a mangiare tutto ma questa volta abbiamo trovato sapori molto forti e un po’ diversi da quello che mangiamo di solito. Ma in ogni caso direi di non perdervi questa esperienza culinaria.

Duke’s.

Duke’s lo trovate al’ interno del Outrigger Waikiki Beach Resort.Ci sediamo nell’area bar per sorseggiare un Mai Tai con sfondo Waikiki e prendiamo un piatto di nachos ricoperte di qualsiasi cosa. Questo locale è tra i più rinomati di Oahu. Si vede un pochino dai prezzi che tutto sommato sono ancora fattibili. Perfetto per ammirare il tramonto su Waikiki, alcuni giorni c’è anche musica dal vivo.

Per noi Oahu è stata amore a prima vista. Ci ha accolto con il suo Aloha facendoci scoprire alcune meraviglie naturali che non abbiamo ancora mai trovato altrove, soprattutto le sue spiagge.

L’accoglienza del suo popolo e l’amore per la madre terra. L’attenzione ai suoi esseri e i tramonti indimenticabili. Insomma Merlino ci aveva visto lungo quando ha deciso di partite per Honolulu.

Ma dato che voi non avete la bacchetta magica avrete bisogno di alcuni consigli pre-partenza! E ora messo il costume da bagno in valigia siete pronti a volare anche voi ad Oahu!

Matrimonio a Las Vegas: cosa sapere prima del Sì!

Ho sempre pensato che la nostra prima volta a Las Vegas dovesse essere memorabile, e iniziare con un matrimonio mi sembrava il modo migliore. Sicuramente indimenticabile! Visto e rivisto in tanti film, il matrimonio a Las Vegas con Elvis era uno dei nostri sogni da realizzare, e allora quale occasione migliore del nostro primo viaggio nella città del peccato?

Matrimonio con Elvis, tra le cose da fare a Las Vegas

Come sposarsi a Las Vegas?

Il matrimonio a Las Vegas è davvero valido anche in Italia? Queste sono le primissime domande che ci sono arrivate non appena i nostri parenti e amici hanno visto le nostre foto all’altare con Elvis. Procediamo per punti.

A Las Vegas è possibile qualsiasi cosa. Pensate al matrimonio più assurdo che potreste mai organizzare, e potete essere sicuri che ci sarà più di una cappella pronta a realizzare il vostro desiderio. Ovviamente, tutto ha un costo. E più ci spingiamo in là con la fantasia, più soldi tiriamo fuori dal nostro portafoglio. E sulla sua validità o meno, tutto sta a voi! Quindi, la risposta all’ultima domanda è: sì, se davvero lo volete. Ma ora vi raccontiamo meglio.

Se non vuoi perderti tutte le nostre mattate in viaggio e le prossime avventure, non ti resta che seguirci sui nostri social. Ti aspettiamo!

Quali documenti servono per un matrimonio a Las Vegas

Tutto dipende dalle vostre volontà. Volete soltanto vivere un’esperienza divertente e romantica da ricordare in coppia? O volete dire “Sì” lontano da tutti e lasciare da parte le lunghe e faticose problematiche di un matrimonio con 100 invitati?

Se la vostra risposta è la prima, l’unica cosa che vi servirà è il passaporto, la prenotazione presso una cappella e il vostro partner in crime. Specificando nella prenotazione che intendete fare una Non Legal/Commitment Ceremony, un matrimonio non legale. Potete anche rinnovare le vostre promesse per festeggiare alla grande un anniversario. Se invece intendete davvero pronunciare quel si con tutta la vostra forza e ufficialità ci sono un po’ di cosine da sapere.

Matrimonio a Las Vegas! Cosa sapere per organizzarlo al meglio!
Si lo voglio!

Legalizzare il matrimonio a Las Vegas

La vostra prenotazione in questo caso parlerà di Wedding Ceremony. Prima della cerimonia dovrete presentarvi al comune di Las Vegas per richiedere il Marriage License, licenza di matrimonio, presso gli uffici della contea di Clark al 201 E Clark Ave 89101, Las Vegas. Potete anche fare la richiesta online, stampando la ricevuta che vi verrà poi fornita. Il suo costo, ad oggi, è di 102$. L’ufficio è aperto tutti i giorni dalle 08:00 alle 24:00.

Una volta ritirata la licenza, potete recarvi nella cappella scelta e procedere con la cerimonia. Se non avete testimoni, tranquilli, c’è sempre qualcuno pronto a testimoniare la vostra unione.

Finita la cerimonia, bisognerà poi inviare i documenti e l’attestato di matrimonio all’ufficio del Segretario di Stato del Nevada, richiedendo l’apposizione della prevista Apostille. Il costo della copia di matrimonio è di 15$. Dovrete poi presentarvi presso il consolato per tradurre e inoltrare in Italia tutta la documentazione per la legalizzazione del matrimonio. Questo passaggio dovrete completarlo una volta in Italia, recandovi al vostro comune di residenza. Contattate in anticipo gli uffici che si occupano di queste pratiche. Insomma, da un gioco diventa una cosa abbastanza seria. Ma è pur sempre un matrimonio, volete prenderlo alla leggera?

foto da scattare in Nevada
Viva Las Vegas!

Scegliere il tema e la cappella del matrimonio

Per noi è stato facile! In realtà dovrei dire: per me è stato facile! Sì, perché ancora non vi ho detto che per Riccardo è stata tutta una sorpresa. Tranne il viaggio a Las Vegas, ovviamente! Mesi prima, dopo vari confronti e studi, ho deciso che la cappella giusta per noi era la Graceland Wedding Chapel.

L’avrete sicuramente vista in qualche film o in qualche giornale di gossip. È una delle più gettonate, ma per questo non tra le più care. In realtà, i pacchetti base sono tutti molto simili, con prezzi che variano pochissimo tra loro. Possiamo partire dai 100$ e salire all’infinito. Se volete, potete sposarvi su un elicottero sorvolando il Grand Canyon!

Uno dei documenti immancabile per gli Stati Uniti che ti consiglio di avere sempre con te è una buona assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una visita banale può costare centinaia di dollari. Io mi affido sempre a Heymondo: è semplice, copre tutto e puoi avere anche uno sconto del 10% usando il link qui sotto.

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Il nostro sogno era quello di coronare le nozze con Elvis. Ho quindi scelto il pacchetto base che comprende:

  • L’uso della cappella per mezz’ora
  • Elvis che scorta la sposa cantando una canzone e altre due canzoni cantate durante il resto della cerimonia, perché tutto viene celebrato da lui!
  • Bouquet di rose per la sposa e fiore all’occhiello per lo sposo
  • Attestato di matrimonio versione Elvis e Priscilla, più il vostro con firma dei testimoni
  • Foto professionali con il fotografo, a cui dovrete poi lasciare una mancia di 20$, più la mancia per l’ufficializzante di 60$

Costo totale della mattata: 250$ più le mance. Se volete le foto che sono state scattate, hanno un costo di circa 5€ l’una. Potete anche aggiungere il video richiedendolo alla prenotazione. Io ho optato per un matrimonio simbolico e a farci da testimoni c’erano dei cugini di secondo grado da parte di mia nonna materna.

foto davanti alla Graceland Wedding Chapel
Sorpresa riuscita!

Come ho organizzato la sorpresa a Riccardo

Ho prenotato tutto circa 2 mesi prima della partenza, organizzandomi anche con i miei futuri testimoni. Siamo arrivati a Las Vegas la mattina presto da Los Angeles con il Greyhound, sì, una mattata, ma poi vi racconteremo meglio. Fatto il check-in all’Hard Rock Hotel, ci siamo goduti un po’ di relax in piscina. Calcolando bene i tempi, sono riuscita a convincere Riccardo a uscire in taxi per la cena. Il furbo non ha capito nulla neanche quando il tassista ci ha fatto gli auguri dopo avergli dato l’indirizzo del posto, cioè quello della Graceland Wedding Chapel.

Scendiamo dall’auto, Riccardo mi guarda e fa: “Come mai siamo qui?” Vabbè, sorpresa riuscita direi!

Matrimonio a Las Vegas
E ora tutti a festeggiare!

I nostri testimoni erano lì ad aspettarci. Abbiamo consegnato i documenti mentre organizzavano le ultime cose. Riccardo è entrato in sala con i miei cugini, e io sono stata accompagnata all’altare poco dopo da Elvis, che intanto intonava “Can’t Help Falling in Love”. Ok, non era una cerimonia ufficiale e ne eravamo tutti consapevoli, ma le lacrime d’emozione non siamo proprio riusciti a trattenerle. Eravamo solo noi e la musica di sottofondo. Quando ci siamo guardati, sapevamo che quel “sì”, anche se senza valore legale, ci stava per unire per sempre in quell’esperienza che ancora oggi mi fa commuovere. Anche perché, come in un vero matrimonio, ci sono stati lo scambio delle fedi e delle promesse!

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Riccardo era così emozionato e incredulo che ha sbagliato sia mano che dito durante lo scambio degli anelli. Io ridevo come una matta, con le lacrime agli occhi. I nostri testimoni, per rendere la cosa più particolare, ripetevano tutta la cerimonia in italiano mentre il fotografo immortalava il momento.

Sono stati tutti molto bravi e simpatici. E così, tra risate e lacrime, il 21 agosto 2016 abbiamo pronunciato il primo “sì” davanti a Elvis! Che dite, sono riuscita nell’intento di rendere indimenticabile questo viaggio?

Ma ora siamo curiosi di sapere chi vorrebbe fare questa mattata! Vi aspettiamo sui nostri social per le prossime avventure.