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Autore: vabbeiovado@hotmail.com

Boston: cosa vedere nella capitale del New England

Boston ha un posto speciale nel mio cuore. Non è solo la capitale della regione del New England, ma per me e la mia famiglia è molto di più. Qui nacque e visse il mio bisnonno prima di tornare in Italia e dove ancora oggi vive parte della nostra famiglia. Ma ti racconto meglio questo legame e anche di come ho trovato i documenti ufficiali dell’arrivo dei miei trisnonni a New York, nell’articolo dedicato alla Statua della Libertà e all’immigrazione italiana negli Stati Uniti.

Ma Boston è soprattutto la culla di una parte fondamentale della storia americana. Iniziamo con il Freedom Trail, un percorso di circa 4 km che permette di ripercorrere, in una passeggiata, le tappe più importanti della nascita della città, della Rivoluzione Americana e del percorso che porterà alla Costituzione degli Stati Uniti, firmata nel 1787 a Philadelphia.

E Boston non è solo storia: è anche mercati dove mangiare un ottimo lobster roll, pub storici e locali alla moda dove bere una birra, passeggiate sul porto e partite di baseball al Fenway Park. Non ci resta quindi che partire alla scoperta di Boston.


E se ancora non lo fai, seguici sui nostri social per non perderti tutte le prossime avventure.

Freedom Trail

Se c’è una cosa che devi fare a Boston, è percorrere il Freedom Trail. Un itinerario di circa 4 chilometri, segnato da una linea rossa dipinta sull’asfalto, che collega 16 luoghi fondamentali per la storia della città e per la nascita degli Stati Uniti. È una passeggiata che ti permette di attraversare quartieri diversi, ma soprattutto di ripercorrere i momenti chiave della Rivoluzione Americana. Il percorso inizia dal Boston Common, il parco pubblico più antico degli Stati Uniti, e prosegue verso la Massachusetts State House con la sua iconica cupola dorata. Si continua con la Park Street Church, il Granary Burying Ground, dove sono sepolti personaggi chiave della storia americana e la King’s Chapel con il suo cimitero storico.

Il trail tocca poi la Old South Meeting House, luogo cruciale prima del Boston Tea Party, e la Old State House, uno degli edifici pubblici più antichi del Paese. Si passa quindi per la Faneuil Hall, soprannominata “la culla della libertà”, per arrivare alla Paul Revere House, nel quartiere di North End, e alla Old North Church, famosa per il segnale che diede inizio alla cavalcata di Paul Revere. Attraversando il fiume Charles si giunge infine a Charlestown, dove si trovano il Bunker Hill Monument e la USS Constitution. Il bello del Freedom Trail è che puoi percorrerlo in autonomia, con calma, fermandoti dove vuoi. Ma ogni tappa ha così tanto da raccontare che merita un approfondimento dedicato. Per questo ho scritto un articolo interamente incentrato sul Freedom Trail, con curiosità, consigli pratici e dettagli storici per viverlo al meglio.

Beacon Hill

Se c’è un quartiere che ti fa sentire subito dentro un film ambientato nel New England, quello è Beacon Hill. Stradine acciottolate, lampioni neri, mattoni rossi e balconcini in ferro battuto: ogni angolo sembra fermo nel tempo. Passeggiare qui è un po’ come fare un salto indietro nell’Ottocento, senza però rinunciare al fascino di una Boston elegante e raccolta. Noi ci siamo arrivati di mattina, con mamma e papà al seguito, e siamo rimasti incantati dai dettagli: la famosa Acorn Street, considerata una delle strade più fotografate d’America, le case storiche con porte colorate e i vicoli silenziosi che invitano a scoprire angoli nascosti.

Beacon Hill non è solo bellezza architettonica: è anche storia. Qui vivevano famiglie benestanti e figure chiave della politica e della società bostoniana, e ancora oggi il quartiere mantiene un’atmosfera distinta e signorile, perfetta per passeggiate lente o per una pausa in uno dei caffè locali. Se ami le foto, i dettagli architettonici e le passeggiate senza fretta, Beacon Hill è una tappa obbligata del tuo itinerario a Boston.

Boston Harbor e Waterfront

Boston è una città che si vive camminando. Ma è quando arrivi sull’acqua che cambia tutto. Il Boston Harbor e tutta la zona del Waterfront sono perfetti per rallentare il passo: passeggiate vista oceano, barche che entrano ed escono dal porto, il profumo salmastro nell’aria e quell’atmosfera tipicamente New England che sa di storia e di mare insieme. Una delle tappe che papà voleva assolutamente vedere era la USS Constitution. Si tratta della nave da guerra più antica al mondo ancora galleggiante, simbolo della marina americana. Peccato che l’abbiamo trovata chiusa a causa dello shutdown federale tra ottobre e novembre.

Ed è stato uno di quei momenti in cui capisci davvero cosa significa essere negli Stati Uniti: musei e siti gestiti dal governo federale che chiudono da un giorno all’altro. Papà che cercava di capire cosa stesse succedendo, io che provavo a spiegare che purtroppo era impossibile prevederlo in anticipo. La conclusione è stata una sola: dovremo riportarlo a Boston. Anche perché io e Ricc siamo stati più fortunati: durante il nostro primo viaggio, ormai quasi dieci anni fa, siamo riusciti a visitarla. E possiamo confermarvelo, vale assolutamente la pena. Nonostante la delusione, tutta la zona resta bellissima anche solo da fuori. Puoi passeggiare lungo il porto, sederti su una panchina a guardare le barche o percorrere un tratto della Boston Harborwalk per una camminata panoramica sull’acqua.

In estate, da qui partono anche escursioni in barca e tour per l’avvistamento delle balene. Noi questa volta ci siamo limitati a goderci l’atmosfera, a scattare qualche foto e a lasciarci trasportare dal ritmo lento del mare.

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North End a Boston

Se c’è un quartiere che mi fa sentire immediatamente a casa, quello è la North End. È la Little Italy di Boston, il quartiere dove per anni si sono stabiliti migliaia di immigrati italiani. Dove ancora oggi si respira un’atmosfera familiare fatta di insegne in italiano, ristoranti storici e profumo di caffè nell’aria. Qui non potevamo non portare mamma e papà. È stato uno di quei momenti semplici, ma pieni di significato: passeggiare tra le vie del quartiere sapendo che anche parte della nostra famiglia aveva vissuto questa città tanti anni fa.

North End non è solo un quartiere dove mangiare bene. È un pezzo di storia dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. E camminare qui, tra ristoranti storici, pasticcerie e case in mattoni rossi, ha qualcosa di profondamente autentico.

Prudential Center

Se vuoi vedere Boston da un’altra prospettiva, la vista dall’alto è roba seria. Sopra il grattacielo del Prudential Center si trova View Boston, il moderno osservatorio panoramico che offre una vista a 360° sulla città. Il grattacielo è uno dei più alti di Boston ed è perfetto per ammirare lo skyline, il Boston Harbor, il Boston Red Sox Park da lontano e il fiume che attraversa la città. L’esperienza si sviluppa su più piani: c’è una piattaforma interna con vetrate panoramiche, un ponte esterno panoramico per foto senza ostacoli, e spazi interattivi con punti informativi sulla città.

L’attuale osservatorio è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:00 (con variazioni stagionali). Il biglietto per l’esperienza base parte da circa 34 $ per gli adulti. Ci sono anche opzioni con drink inclusi o pacchetti speciali se vuoi rendere la visita ancora più memorabile.

Noi ci siamo andati durante il nostro primo viaggio a Boston ormai quasi dieci anni fa, questa volta, però, con papà convinto che i grattacieli sono roba da New York abbiamo deciso di saltarla. Se ami i panorami urbani, la vista da qui merita sicuramente una tappa nel tuo itinerario.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività a Boston, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

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Fenway Park di Boston

Era la nostra prima partita di baseball in assoluto. Quella sera giocavano i Boston Red Sox contro i Diamondbacks. Inaugurato nel 1912, è lo stadio più antico ancora in uso nella Major League Baseball. Qui tutto profuma di storia: le gradinate strette, il famoso “Green Monster” (la parete verde altissima sul lato sinistro del campo), i venditori di hot dog.

A un certo punto, durante l’ottavo inning, è partita una canzone che tutto lo stadio ha iniziato a cantare in coro: “Sweet Caroline” di Neil Diamond. E lì brividi veri. “Sweet Caroline” è un brano del 1969, diventato nel tempo una specie di inno non ufficiale dei Red Sox. Dal 1997 viene suonata al Fenway durante le partite casalinghe, e il pubblico la canta con un entusiasmo contagioso.

Non importa se non conosci le regole del baseball. In quel momento fai parte di qualcosa. Noi non ci capivamo praticamente nulla di gioco, ma ci siamo emozionati come se fossimo tifosi da sempre. Se vai a Boston, una partita al Fenway è un’esperienza che ti consiglio anche se non sei appassionato di baseball. Anche se non sai cos’è uno strike. Perché è cultura americana pura. Ed è uno di quei ricordi che, a distanza di anni, ti fa ancora sorridere.

Per rimanere connessi con il mondo, condividere sui social il vostro viaggio o controllare i gatti a casa, vi consigliamo Holafly: l’eSIM di viaggio che vi garantirà connessione sempre. Approfittate del nostro sconto del 5%! Clicca sul banner e inserisci il codice VABBEIOVADO.

Harvard e Cambridge

Cambridge, il quartiere dove si trova l’università più antica degli Stati Uniti, ha un fascino tutto suo. Passeggiare tra i mattoni rossi di Harvard Yard, vedere i portoni storici e sentire l’energia di studenti che vanno e vengono.

Durante la settimana l’esperienza può essere speciale. Harvard University offre visite guidate ufficiali condotte da studenti universitari: tour a piedi di circa 45–60 minuti attraverso Harvard Yard e i suoi edifici storici. Gli studenti stessi raccontano storie, aneddoti e curiosità sulla vita a Harvard, sulla sua fondazione nel 1636 e su come sia vivere qui oggi. La registrazione per questi tour va fatta in anticipo (la disponibilità viene aggiornata ogni venerdì), ma è gratis e davvero un modo unico per vedere il campus attraverso gli occhi di chi lo abita ogni giorno.

Se ti interessa una guida più strutturata, ci sono anche tour organizzati da studenti locali come il cosiddetto “Hahvahd Tour”. Si tratta di un walking tour di circa 70 minuti che ti porta nei punti più significativi del campus con storie e curiosità raccontate direttamente da chi studia qui. La prima volta che ci abbiamo partecipato, era tutto diverso rispetto alla semplice passeggiata di domenica. Vedere Harvard raccontata dagli studenti è un’altra dimensione, ti fa capire quanto questa università sia più di un nome famoso, è una comunità viva, piena di idee, tradizioni e una storia che attraversa quasi quattro secoli. E se non riesci a partecipare al tour guidato, non preoccuparti. Puoi scaricare l’app Visit Harvard, che funge da audioguida e ti accompagna in autonomia lungo i punti più iconici del campus, con spiegazioni e curiosità storiche su ogni tappa.

Newbury Street

Se vuoi vedere il lato più elegante e contemporaneo di Boston, devi fare un giro su Newbury Street. Qui cambia completamente atmosfera. Dopo la storia del Freedom Trail, il mare del Waterfront e i mattoni rossi di Harvard, ti ritrovi in una via lunga otto isolati fatta di brownstone ottocentesche, vetrine curate, gallerie d’arte, caffetterie e negozi che vanno dal lusso ai brand più accessibili. Qui trovi di tutto: boutique indipendenti, marchi internazionali, librerie e negozi vintage, saloni storici e gallerie d’arte.

Ed è il posto perfetto per una pausa caffè o un brunch lento prima di proseguire verso il vicino quartiere di Back Bay. Non è una “attrazione” nel senso classico del termine. Ma è una di quelle strade che raccontano la Boston di oggi: dinamica, curata, un po’ chic ma senza esagerare.

Conclusione

Boston molte volte è sottovalutata, ma per noi è la città americana che va assolutamente visitata, mai tralasciata. Tra storia, mare, quartieri iconici e piccoli momenti in famiglia, ha tutto ciò che serve per restare nel cuore. Siamo sicuri che un po’ ti abbiamo convinto. Se ancora non lo sei, vai a dare un’occhiata ai nostri contenuti sui social e raccontaci com’è stata la tua avventura a Boston: non vediamo l’ora di leggere le tue storie!

Come visitare Petra in Giordania: biglietti, consigli e cosa vedere

Una delle domande che spesso ci avete fatto sul nostro viaggio in Giordania è: come arrivare a Petra? Ed eccoci qui, come sempre, per aiutarvi, ispirarvi e fare in modo che i vostri sogni diventino realtà. Nelle puntate precedenti vi abbiamo spiegato come organizzare un viaggio in Giordania e come noleggiare un’auto per esplorare il paese in autonomia. Vi abbiamo poi raccontato della nostra esperienza unica nel deserto del Wadi Rum, che rientra senza dubbio nella nostra top 5 delle esperienze più incredibili vissute finora. Ed ora, eccoci pronti a scoprire insieme come arrivare e visitare in autonomia e tranquillità una delle sette meraviglie del mondo moderno: Petra.

Se amate i viaggi che vi fanno battere il cuore e volete organizzare esperienze fatte bene, concrete e senza improvvisazioni, seguiteci sui social. Se state sognando Petra o qualsiasi altra destinazione nel mondo, restiamo in contatto: il prossimo viaggio potrebbe iniziare proprio da qui.

Petra e la sua storia

Iniziamo con alcuni cenni storici su questo tesoro che per secoli è rimasto nascosto, accessibile solo a pochi prediletti. Petra, conosciuta anche come la “Città Rosa”, fu fondata intorno al VI secolo a.C. dai Nabatei, un popolo arabo nomade che si stabilì nella regione e trasformò la città in un fiorente centro commerciale. La sua posizione strategica, lungo le rotte carovaniere che collegavano l’Arabia, l’Egitto e la Siria, la rese un punto nevralgico per il commercio di spezie, incenso, mirra e altri beni preziosi.

Basta camminare per le sue antiche strade per comprenderne la grandezza e l’importanza. Tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C., Petra raggiunse il suo massimo splendore. I Nabatei svilupparono un avanzato sistema di irrigazione e raccolta dell’acqua, che permise loro di prosperare in un ambiente desertico ostile. Fu in questo periodo che vennero costruiti i monumenti più iconici della città, tra cui il Tesoro (Al-Khazneh) e il Monastero (Ad-Deir), entrambi scolpiti nella roccia arenaria.

Nel 106 d.C., l’Impero Romano annesse il regno nabateo e Petra divenne parte della provincia romana d’Arabia. Durante il dominio romano, la città continuò a prosperare e furono costruiti nuovi edifici, tra cui un grande teatro e strade lastricate. Tuttavia, con il passare del tempo, Petra iniziò a perdere importanza fino a quando, nel 363 d.C., un violento terremoto distrusse molte delle sue infrastrutture, accelerandone il declino. Nei secoli successivi, la città fu progressivamente abbandonata, rimanendo conosciuta solo dalle popolazioni beduine locali.

Nonostante ciò, la sua leggenda non svanì mai. Nel 1812, l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt riuscì a riportarla agli occhi del mondo. Fingendosi un pellegrino musulmano, si fece condurre dai beduini attraverso il Siq, lo stretto canyon che conduce al Tesoro, documentando così per la prima volta la città perduta.

Dopo la sua riscoperta, archeologi e viaggiatori iniziarono a interessarsi a Petra, portando avanti scavi e studi che hanno permesso di ricostruire la sua storia. Oggi, Petra è un sito archeologico di fama mondiale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1985 e inserito tra le Sette Meraviglie del Mondo Moderno nel 2007. E grazie a Indiana Jones, per molti di noi è diventata un luogo leggendario da scoprire.

Come arrivare a Petra da Amman

Noleggio auto

In autonomia con noleggio auto, come abbiamo fatto noi. Partendo da Amman, sono circa tre ore di strada sempre dritta, perfetta e in ottime condizioni. Abbiamo fatto un paio di soste caffè nei chioschi lungo il percorso. L’unica accortezza da avere è nei confronti dei cani randagi e dei cammelli, che si incontrano spesso ai bordi della strada, anche se non ci è mai capitato di vederli attraversare. La benzina costa pochissimo e non ci sono pedaggi da pagare. È fondamentale rispettare tutte le norme di guida e, soprattutto, i limiti di velocità.

Siamo stati fermati una sola volta dalla polizia per un normale controllo documenti, tutto nella norma. Non è necessaria la patente internazionale e, per il noleggio auto, potete affidarvi anche a Discover Cars, che utilizziamo da anni con ottimi risultati grazie alla loro assistenza e ai prezzi competitivi. Scopri di più dal banner qui sotto per prenotare la tua prossima avventura on the road.

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Mezzi pubblici

Un’altra opzione per arrivare Petra è con i mezzi pubblici, utilizzando i bus locali in partenza da Amman. Il modo più comodo è prendere il bus diretto della compagnia privata JETT, che parte dalla stazione di Amman Abdali Terminal. Il tempo di percorrenza per coprire i 235 chilometri fino a Petra è di circa 3 ore e mezza, quindi non si allunga di molto rispetto al viaggio in auto, ma si ha meno autonomia nei movimenti e nelle tempistiche, che potrebbero variare in caso di ritardi.

Per prenotare il vostro posto, potete scaricare l’applicazione JETT o acquistare il biglietto tramite il loro sito ufficiale. Il costo è di 10 JOD (circa 13€) per la corsa singola.

Gli orari di partenza del bus JETT da Amman sono:

  • 06:00 dalla stazione di Amman Abdali Terminal (tutti i giorni).
  • 07:00 dalla stazione 7th Circle (tutti i giorni).

Se invece optate per i bus pubblici locali, il principale svantaggio è che partono solo quando sono pieni, quindi, anche se la partenza è prevista per le 10:00, potreste trovarvi a partire anche due ore dopo. Secondo noi, il bus JETT è la scelta migliore per il rapporto qualità-prezzo.

Arrivare a Petra con tour organizzati

Se non avete intenzione di guidare in un altro Paese né di aspettare ore su un trasporto pubblico, potete sempre valutare un tour organizzato. Se state cercando una persona qualificata in grado di organizzare il vostro viaggio da sogno, vi ricordo che io, Stefania, in qualità di travel designer certificata, sono qui per aiutarvi. Posso assistervi nella prenotazione e nell’organizzazione del viaggio, creando per voi un itinerario su misura e selezionando le migliori esperienze per rendere questa avventura indimenticabile. Puoi seguirmi sui social o contattarmi via email per maggiori informazioni.

Se invece vuoi organizzarti in autonomia ma affidandoti a tour validi e affidabili, ti consiglio di prenotare la tua escursione con Get Your Guide. Potrai scegliere tra tantissimi tour, con partenza e arrivo a Petra in giornata o tour di più giorni. Alcuni includono una guida turistica per il sito, mentre altri comprendono anche un’escursione nel deserto del Wadi Rum. Qui puoi trovare l’escursione più adatta a te e prenotare in autonomia, affidandoti a un servizio sicuro e di qualità che utilizziamo sempre per le nostre esperienze in giro per il mondo. Con il nostro codice VABBEIOVADO5 avete subito il 5% di sconto. Salvatelo e inseritelo al momento del pagamento, dopo aver scaricato l’app dal nostro link affiliato: cliccate qui.

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Entrata a Petra

Una volta giunti a destinazione, non faticherete a capire di essere nel posto giusto. Se siete arrivati a Petra con un’auto a noleggio, potete parcheggiare poco prima dell’ingresso del sito oppure nei parcheggi gratuiti disponibili sul posto. Se invece siete arrivati con mezzi pubblici o tramite un tour organizzato, vi basterà seguire le indicazioni delle vostre guide per concordare il punto di ritrovo per il ritorno.

Già dal parcheggio verrete probabilmente avvicinati da diverse guide locali che vi proporranno tour di Petra e della Piccola Petra, spesso offrendovi anche passaggi fino al Monastero. Noi abbiamo scelto di visitare il sito in totale autonomia, ma se preferite affidarvi a una guida, potete rivolgervi al centro informazioni per richiedere una guida autorizzata.

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

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Quale biglietto scegliere

Quando si organizza la visita a Petra, una delle prime domande è: che biglietto conviene fare? La risposta dipende da quanto tempo avete e da quante notti dormite in Giordania. Se pernottate almeno una notte nel Paese, il biglietto d’ingresso costa 50 JOD per un giorno, 55 JOD per due giorni consecutivi e 60 JOD per tre giorni consecutivi. Se invece pensate di visitare Petra in giornata senza dormire in Giordania, il prezzo sale a 90 JOD. Onestamente? Non ne vale la pena. Petra non è un posto da toccata e fuga.

Io consiglio sempre, se il tempo ve lo permette, di scegliere almeno il biglietto da due giorni. Il Tesoro è solo una parte del sito: c’è il Monastero, le Tombe Reali, i sentieri panoramici, l’Altare dei Sacrifici e le distanze sono molto più ampie di quanto si immagini. Camminerete tanto, quindi avere più tempo cambia completamente l’esperienza. Nella maggior parte dei casi conviene acquistare il Jordan Pass prima della partenza. Non è un visto, ma include l’ingresso a Petra (potete scegliere l’opzione da uno, due o tre giorni), l’accesso a oltre 40 siti nel Paese e, se soggiornate almeno tre notti consecutive in Giordania, vi esonera dal pagamento del visto d’ingresso. Il costo parte da circa 70 JOD e varia in base ai giorni scelti per Petra. Facendo due conti, se avete in programma un itinerario completo, è quasi sempre la soluzione più conveniente.

Il Jordan Pass si acquista online prima di partire, mentre il biglietto singolo per Petra può essere fatto anche direttamente al Visitor Center all’ingresso del sito. In entrambi i casi, ricordatevi di avere con voi il passaporto: viene controllato. Un’ultima cosa importante: l’esperienza di Petra by Night non è inclusa nel biglietto standard. È un evento separato, con supplemento, che si svolge in alcune sere della settimana. Se vi attira l’idea di vedere il Tesoro illuminato da centinaia di candele, vale la pena informarsi prima sulle date disponibili.

Cosa vedere a Petra

Ve lo dico subito: Petra non è solo il Tesoro. Anzi, il Tesoro è solo l’inizio. Petra è immensa e richiede energia, tempo e voglia di camminare. Ma vi ripaga in ogni singolo passo. Ecco cosa non dovete assolutamente perdervi.

Il Siq

È il canyon stretto e scenografico che conduce al Tesoro. Lungo circa 1,2 km, è già parte dell’esperienza. Le pareti di roccia alte decine di metri vi fanno sentire minuscoli. E quando in fondo compare la prima fessura rosa del Tesoro… brividi veri.

Il Tesoro (Al-Khazneh)

L’icona di Petra. Monumentale, perfetto, irreale. Il momento in cui ci si trova davanti a questa facciata scavata nella roccia è qualcosa che non si dimentica. Il mio consiglio è di tornarci più volte durante la giornata: cambia colore con la luce.

Le Tombe Reali

Meno fotografate ma incredibili. Sono grandi facciate monumentali scavate nella parete rocciosa e si raggiungono con una breve salita. Da qui si ha anche una vista bellissima su tutta l’area.

Il Teatro Romano

Scavato direttamente nella roccia, poteva ospitare migliaia di persone. È una delle testimonianze più evidenti delle influenze romane nella città nabatea.

Il Monastero (Ad-Deir)

Per arrivarci dovrete salire circa 800 gradini. Sì, si fa fatica. No, non potete saltarlo. È enorme, ancora più imponente del Tesoro, e molto meno affollato. Una volta arrivati in cima vi consiglio di fermarvi nel piccolo bar panoramico per bere qualcosa e godervi il silenzio del deserto.

L’Altare dei Sacrifici

Se amate i punti panoramici e avete ancora energie, salite fin qui. La vista su Petra dall’alto è incredibile. È un percorso un po’ più impegnativo, ma ne vale la pena. Petra non si visita correndo. Non è un luogo da spuntare in lista.

Prendetevi il tempo di perdervi tra i sentieri secondari, sedervi all’ombra, osservare i colori che cambiano con il sole e capire davvero dove vi trovate: in una delle città antiche più affascinanti del mondo.

La nostra esperienza

Inutile negarlo: questo luogo era da anni nella mia wishlist. Ricordo perfettamente quando l’ho visto per la prima volta in Indiana Jones. Già affascinata dal personaggio e dai suoi viaggi, mi promisi che, ovunque si trovasse la facciata di quel tempio, prima o poi ci sarei arrivata. Il mio animo da viaggiatrice ed esploratrice lo devo proprio a Jones. E l’emozione che ho provato nel momento in cui, girando quella parete del canyon, mi sono trovata davanti al Tesoro… beh, non credo davvero di poterla descrivere a parole. Potete seguirci sui nostri social per rivivere con le immagini le emozioni di questa avventura. Ma soprattutto per scoprire quali altri luoghi meravigliosi nel mondo ci aspettano, insieme a voi.

Viaggio di gruppo tra le location di Harry Potter in Inghilterra

Potterhead a rapporto, che ne dite di un viaggio di gruppo a tema Harry Potter nel Regno Unito? Per chi ancora non mi conoscesse: ciao, sono Stefania, viaggiatrice e travel designer. Insieme alla mia agenzia di fiducia abbiamo organizzato qualcosa di davvero speciale: un viaggio che non puoi perdere se anche tu ti sei perso tra le pagine magiche di Harry Potter, de Il Signore degli Anelli o, più in generale, se ami le atmosfere dei villaggi inglesi da fiaba. Sì, hai capito bene: un viaggio di gruppo completamente organizzato in ogni dettaglio, con un itinerario magico tra le location di Harry Potter e non solo.

Se sei curioso di scoprire di più, continua la lettura e seguimi sui miei social per non perderti le prossime avventure.

Perché questo viaggio è diverso dagli altri

Questo non è un tour qualunque: è un viaggio pensato per chi ama davvero l’immaginario di Harry Potter e le atmosfere dei villaggi inglesi. Il gruppo sarà piccolo, per vivere ogni tappa con calma, condividere momenti autentici e non sentirsi parte di una comitiva anonima. Il cuore dell’esperienza sono i Warner Bros. Studio Tour di Londra: scenografie, costumi e set iconici che rivivono sotto i nostri occhi, con il tempo necessario per immergersi completamente nel dietro le quinte della saga.

Accanto agli studios, visiteremo villaggi inglesi che sembrano usciti direttamente da un libro: case in pietra, pub storici, strade acciottolate. Luoghi che hanno ispirato non solo Harry Potter, ma tutta la tradizione narrativa inglese, con la sua magia unica e inconfondibile. Un viaggio pensato per vivere la magia, non solo guardarla.

L’itinerario giorno per giorno

5 MAGGIO – Londra, Stonehenge e Bath: Ci troveremo in aeroporto a Roma o Milano e voleremo insieme verso Londra, con arrivo previsto in mattinata. Ritirata l’auto, iniziamo subito col botto.

Prima tappa: Stonehenge. Uno dei luoghi più iconici, misteriosi e affascinanti d’Inghilterra. Questo antico cerchio di megaliti, costruito tra il 3100 e il 1600 a.C., è ancora oggi avvolto da domande e teorie: allineamenti con i solstizi, rituali, osservazioni astronomiche. Dal vivo ha un’energia particolare, e sì, lascia davvero senza parole. Dopo la visita ci sposteremo a Bath. Qui esploreremo gli antichi Roman Baths e passeggeremo tra scorci eleganti come Pulteney Bridge, Royal Crescent e The Circus. Notte a Bath.

6 MAGGIO – Lacock, Castle Combe e Bibury: Dopo colazione entriamo ufficialmente nel cuore delle Cotswolds, una delle zone più affascinanti e pittoresche d’Europa. Partiamo da Lacock, villaggio medievale perfettamente conservato. Qui visiteremo la splendida Abbazia di Lacock, che per noi non è solo un’abbazia: è Hogwarts. Tra questi chiostri sono state girate scene iconiche della saga, dall’aula di Difesa contro le Arti Oscure. Camminarci dentro è un piccolo sogno che si realizza. Proseguiremo poi verso Castle Combe, considerato da molti il villaggio più bello d’Inghilterra: case in pietra color miele, tetti in ardesia e atmosfera da film.

Chiuderemo la giornata a Bibury, tra una passeggiata ad Arlington Row e una pausa tè nella bakery del villaggio. Campagna inglese allo stato puro. Notte nelle Cotswolds.

7 MAGGIO – Cotswolds e Oxford: Dopo colazione continuiamo a esplorare altri gioiellini delle Cotswolds: Bourton-on-the-Water, la più fotografata; Stow-on-the-Wold, con la sua celebre porta che sembra uscita da un romanzo fantasy; Moreton-in-Marsh, dove ci fermeremo in uno dei pub legati a Tolkien; e infine Broadway, da cui saliremo alla Broadway Tower per ammirare le Cotswolds dall’alto un’ultima volta.

Nel tardo pomeriggio arriveremo a Oxford. Prime passeggiate tra librerie storiche, negozi a tema e pub iconici. L’atmosfera qui è speciale, e si sente. Notte a Oxford.

8 MAGGIO – Oxford e Londra: Dopo colazione visiteremo Oxford con più calma, esplorando alcuni dei suoi college storici. Entreremo nella celebre Christ Church College, che ha ispirato la Sala Grande di Hogwarts. E vi assicuro che quando si entra lì dentro, il collegamento è immediato. Nel pomeriggio partiremo verso Londra. Restituita l’auto, inizieremo a respirare l’energia della capitale con una prima passeggiata tra le sue vie. Notte a Londra.

9 MAGGIO – Warner Bros Studios: Dopo colazione visiteremo i Warner Bros. Studio Tour London – The Making of Harry Potter. Qui entriamo davvero nel cuore della magia. Vedremo dal vivo la Sala Grande, la Foresta Proibita, Diagon Alley e il Binario 9¾. Ammireremo costumi originali, creature magiche, oggetti di scena iconici e ovviamente assaggeremo una Burrobirra. È un’esperienza immersiva, emozionante e sì, prepara i fazzoletti. Rientro a Londra e notte in città.

10 MAGGIO – Londra, ovviamente a tema Harry Potter: Dopo colazione iniziamo il nostro itinerario tematico in città. Prima tappa: Stazione di Londra King’s Cross, con il mitico Binario 9¾. Foto di rito obbligatoria.

Passeremo poi sul Millennium Bridge, protagonista della scena iniziale de Il Principe Mezzosangue, attraverseremo Leadenhall Market, che ha ispirato Diagon Alley, e ci fermeremo a Piccadilly Circus, dove il trio si smaterializza per sfuggire ai Mangiamorte. Concluderemo a Trafalgar Square, altro set iconico della saga. Notte a Londra.

11 MAGGIO – Ultime ore a Londra e rientro: Dopo colazione avremo ancora qualche ora da dedicare alla città. Chi vorrà potrà visitare il British Museum o il Museo di Storia Naturale di Londra, oppure semplicemente godersi le ultime passeggiate tra souvenir e shopping. Poi trasferimento in aeroporto e volo di rientro in Italia. Purtroppo il nostro viaggio di gruppo a tema Harry Potter giunge al termine. Si torna a casa ma con un bel pezzo di magia nello zaino.

Quando si parte per il viaggio di gruppo a tema Harry Potter

Segnati le date, perché non sono trattabili: dal 5 all’11 maggio si parte per il nostro viaggio di gruppo a tema Harry Potter nel Regno Unito. Ci incontreremo a Roma e partiremo tutti insieme. Niente ansia da organizzazione, niente “ci vediamo là”: si vive l’esperienza fin dall’aeroporto, perché un viaggio di gruppo inizia nel momento in cui si fa il primo passo verso il gate. Arriveremo all’aeroporto di Londra e da lì comincerà ufficialmente la nostra avventura tra atmosfere british, location iconiche e scenari che sembrano usciti direttamente da un libro di magia.

Ho scelto maggio non a caso: è un periodo perfetto per godersi il Regno Unito con giornate più lunghe, temperature piacevoli e la luce giusta per vivere al meglio ogni tappa del nostro itinerario. Sette giorni pensati per farti entrare davvero in quell’immaginario che ci ha fatto sognare per anni. E questa volta non da spettatore, ma da protagonista.

Cosa è incluso e cosa no nel viaggio di gruppo a tema Harry Potter

La quota comprende: il volo internazionale con bagaglio a mano, l’auto a noleggio per tutta la durata del viaggio con benzina e parcheggi inclusi, sistemazione in camere doppie con prima colazione e transfer aeroportuale. Sono inclusi anche gli ingressi ai luoghi simbolo del nostro itinerario: l’Abbazia di Lacock, Stonehenge e i Warner Bros. Studio Tour London – The Making of Harry Potter. In più avrete l’accompagnatore dall’Italia, assicurazione medica e annullamento, e un gruppo WhatsApp dedicato per coordinarci prima e durante il viaggio.

Cosa non è incluso: nel viaggio di gruppo a tema Harry Potter non sono incluse le spese personali e i pasti non espressamente indicati nel programma, eventuali adeguamenti del costo del volo e i biglietti dei mezzi pubblici qualora decidessimo di utilizzarli. Restano esclusi anche gli ingressi ai Roman Baths e al Christ Church College, il contributo accompagnatore di €120,00 e l’ETA per il Regno Unito (circa 18–20€). Così è tutto nero su bianco, senza sorprese.

Con chi partirai e come prenotare

Pagamenti: per confermare il tuo posto è richiesto il 50% della quota al momento della prenotazione.
Il restante 50% andrà saldato entro 30 giorni dalla partenza. Posti limitati, quindi la conferma avviene solo al momento del versamento della caparra.

Politiche di cancellazione: una volta effettuata la prenotazione e versata la caparra, la penale è del 100% dell’intera quota di viaggio. L’importo potrà essere recuperato esclusivamente tramite assicurazione annullamento, secondo le condizioni, le coperture e le eventuali franchigie previste dalla polizza.

Il gruppo sarà composto da: 12 partecipanti + 2 accompagnatrici. L’accompagnatore potrà essere sostituito da Terracqueo per motivazioni interne. Questo non dà diritto al recesso. Se il viaggio venisse annullato da noi per mancato raggiungimento del numero minimo. È previsto il rimborso totale di quanto versato.

Voli: partenza e rientro da Milano. I voli sono soggetti a variazioni e riconferma: verranno definitivamente confermati una volta formato il gruppo e acquistati.

Età consigliata: non è prevista un’età consigliata specifica. È però fondamentale che ogni partecipante sia in grado di affrontare il ritmo del viaggio e le attività previste, indipendentemente dall’età anagrafica.

Chi accompagnerà il gruppo? Martina e Stefania.

Documenti necessari: passaporto in corso di validità. ETA per il Regno Unito da richiedere online prima della partenza.

Direzione tecnica: Terracqueo Travel SRL Tour Operator, Via Federico Ozanam 13 Milano. Per ulteriori approfondimenti, dettagli operativi e programma completo aggiornato, trovi tutte le informazioni direttamente sul sito.

Pronti a partire?

Questo non è solo un viaggio. È un’esperienza pensata per chi vuole vivere la magia sul serio, non solo guardarla da uno schermo. Cammineremo nei chiostri che sono diventati Hogwarts, attraverseremo villaggi che sembrano usciti da un libro fantasy e entreremo nei set originali dove tutto ha preso vita. Il tutto in un piccolo gruppo, curato, seguito e organizzato in ogni dettaglio. Tu devi solo preparare la valigia. I posti sono limitati e, quando finiscono, finiscono davvero.

Se senti che questo viaggio è per te, scrivimi e blocca il tuo posto. La magia non aspetta.

Dove mangiare a Budapest: ristoranti tipici e locali imperdibili

Appena tornati da una nuova avventura ungherese, la domanda che ci avete fatto più spesso è stata: dove mangiare bene a Budapest? E ormai lo sapete: voi chiedete, noi rispondiamo, soprattutto quando si tratta di mangiare. Questa è stata la nostra seconda esperienza nella capitale ungherese, tra passeggiate recuperate in quartieri nuovi ed esperienze perse durante il primo viaggio. Prima fra tutte, la crociera sul Danubio con cena romantica, che avevamo in lista da tempo.

Se non volete perdervi tutte le nostre avventure in viaggio, seguiteci sui social, anche solo per vedere la bellezza di Budapest di notte, che merita davvero.

Anche se già la prima volta non ci eravamo fatti mancare lángos caldi e gulash succulenti, abbiamo fatto lo sforzo di mangiare e riscoprire i piatti tradizionali della cucina ungherese e le novità contemporanee. Quindi vi lasciamo la lista dei locali da noi approvati e qualche consiglio sui piatti da mangiare a Budapest. Partiamo subito!

Cirkusz

Appena arrivati in una gelida e innevata Budapest di una domenica mattina, era impossibile non gettarsi subito su un brunch. Tra le mie ricerche mi ha colpito subito questo locale. Ok, lo ammetto: mi ha affascinato il murales sulla loro parete, ma i piatti mi hanno dato la conferma che è qui che dovevo portare Ricc. Specialità della casa: uova alla Benedict. Riccardo ne va ghiotto. Non avevamo prenotato, cosa che vi consigliamo di fare, ma fortunatamente due posti si sono trovati subito. Ambiente molto tranquillo, con tavolini intimi ma anche tavolate: dopo poco siamo capitati accanto a un’altra coppia, ma entrambi siamo stati in totale intimità.

Io sognavo i loro pancake americani con i mirtilli: giuro, tra i più buoni mai mangiati, anche negli USA. Riccardo ovviamente ha puntato sulle uova alla Benedict e due cappuccini. Tutto delizioso. Ovviamente servizio e qualità si pagano, quindi un po’ caro per la media, ma ne vale davvero la pena se siete a Budapest mangiare qui. Bellissima anche la cucina a vetrata, dove potete osservare lo chef durante la decorazione dei piatti.

Dove si trova: Dob utca 25, Budapest 1074, Ungheria
Orari: dalle 7:30 alle 16:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Cirkusz

Aran Bakery

Avevo segnato questa piccola bakery senza controllare la sua posizione, ma il caso ha voluto che fosse proprio davanti al nostro appartamento. Che casualità. E quindi perché non passare subito a fare colazione qui. All’entrata mi ha colpito subito il colore di questa bakery, i sorrisi delle ragazze e la cordialità tra i clienti. Ho capito subito che si tratta di un locale in cui le persone del quartiere vengono quotidianamente. E abbiamo poi capito il perché. Tra pane tradizionale e sandwich, ecco anche i dolci per la colazione. Ho puntato subito al cinnamon roll e Riccardo a un coconut bostock, una sorta di fetta di pane dolce ricoperta di cocco e crema. E poi un cappuccino da applauso: il caffè si sentiva davvero di qualità.

Ci è piaciuto così tanto che siamo poi ripassati per prenderci la colazione del giorno dopo da fare in aeroporto e abbiamo provato la pumpkin cake, adorata, e la carrot cake. Buonissime e morbide anche il giorno dopo. C’è un bancone dove potete sedervi a mangiare all’interno oppure potete richiedere il take away. Provare per credere.

Dove si trova: 1077 Budapest, Wesselényi utca 23
Orari: dalle 8:00 alle 18:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Arán bakery

Ricordatevi di mettere in valigia non solo il passaporto, ma anche una buona assicurazione sanitaria di viaggio. Sì, anche quando viaggiate in Europa. Noi da tempo ci affidiamo a Heymondo perché ci copre ovunque nel mondo e viaggiamo decisamente più tranquilli. E c’è di più: grazie a noi avete il 10% di sconto sulla vostra polizza. Se state organizzando un viaggio, è il momento giusto per approfittarne.

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Kemenes Cukrászat & Bistro

Si sa, a volte le cose scoperte per caso sono le migliori. Perché qui siamo capitati proprio per caso: non era nella mia lista dei luoghi dove mangiare a Budapest, ma ci ha attirato e siamo entrati. Locale molto accogliente e confortevole, semplice ma di quelli che irradiano luce. Abbiamo optato per una colazione con cappuccino e una torta al cioccolato per Riccardo, e un cinnamon roll per me. Buonissimi e soffici. Purtroppo non avevamo molta fame, perché abbiamo visto i piatti del brunch, come la colazione all’inglese o il croque madame, decisamente da provare la prossima volta

Dove si trova: Budapest, Vámház krt. 9, 1093, Ungheria
Orari: dalle 9:00 alle 21:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Kemenes Cukrászat & Bistro

Paprika Vendéglő

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: questo ristorantino è stato inserito nella lista dei luoghi dove mangiare a Budapest da Riccardo, quindi merito suo. Eravamo in zona Vajdahunyad Castle quando è salita la fame e abbiamo scoperto la vicinanza di questo ristorante. Presentarci senza prenotazione è stata un’azzardata, ma abbiamo atteso solo 10 minuti prima di avere il nostro tavolo. Ambiente molto tradizionale: sembra un’antica capanna ungherese, con tanti cimeli alle pareti. Abbiamo subito ordinato una birra locale, un gulash e una zuppa di fagioli con salsiccia affumicata. Gulash buonissimo, la zuppa di fagioli deliziosa. Il sapore dell’affumicato si sentiva quel tanto da rendere il piatto uno dei motivi per tornare qui. Ci è piaciuta molto anche la ciotolina di paprika servita al tavolo da aggiungere ai piatti: andateci piano, perché pizzica un pochino. Prenotate prima di recarvi qui.

Dove si trova: Dózsa György út 72, Budapest 1071, Ungheria
Orari: dalle 12:00 alle 23:00, tutti i giorni
Sito ufficiale: Paprika Vendéglő

Se state pensando di prenotare un tour guidato o qualche esperienza imperdibile a Budapest (come una crociera serale sul Danubio o l’ingresso alle famose terme), vi consigliamo di acquistare in anticipo i biglietti su GetYourGuide, il nostro fidato compagno di avventure in giro per il mondo. Con il nostro codice VABBEIOVADO5 avete subito il 5% di sconto. Salvatelo e inseritelo al momento del pagamento, dopo aver scaricato l’app dal nostro link affiliato: cliccate qui.

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EXTRA Budapest – Brunch Bar Club

L’ambiente è moderno, con un’atmosfera giovane e rilassata. Nulla di troppo elegante o impostato: si sta bene, punto. Perfetto per una cena tranquilla dopo una giornata a camminare per Budapest. Il menù è vario e mescola piatti ungheresi a proposte più internazionali, quindi ideale se non tutti al tavolo vogliono il classico gulash. Noi abbiamo optato per piatti tipici rivisitati e qualche proposta più creativa. Porzioni abbondanti, presentazione curata e sapori ben bilanciati. Si sente che la cucina è attenta, ma senza diventare pretenziosa.

Buon rapporto qualità-prezzo, servizio veloce e staff gentile. Non è il posto “ultra tradizionale” da cartolina, ma è uno di quei ristoranti dove torneresti volentieri. Consiglio: ottimo anche per gruppi o cene tra amici, ma meglio prenotare nel weekend perché si riempie facilmente.

Dove si trova:  Klauzál u. 15, 1072 Ungheria
Orari: dalle 12:00 alle 23:00 (verificare eventuali variazioni stagionali)
Sito ufficiale: Extra Budapes

Klauzal Cafe

Questo posto, invece, è nato da una delle nostre solite discussioni da viaggio. Io volevo qualcosa di tipico e raccolto, Ricc puntava a un posto “easy ma buono”. Alla fine aveva ragione lui (sì, l’ho scritto). Il Klauzál Café è uno di quei locali che dall’esterno non ti fanno gridare al miracolo, ma appena entri capisci che è il classico posto di quartiere dove si mangia bene e si sta tranquilli. Atmosfera semplice, senza fronzoli, molto autentica. Qui abbiamo puntato su piatti ungheresi tradizionali: carne tenerissima, salse saporite, porzioni generose (Budapest su questo non delude mai). Io ho scelto un piatto più “comfort”, Ricc qualcosa di più sostanzioso — e ovviamente ha finito per assaggiare anche il mio.

Servizio veloce, ambiente rilassato, prezzi onesti. Non è il ristorante da cena romantica, ma è perfetto se vuoi mangiare bene in centro senza spendere una follia. Morale della storia: ogni tanto bisogna dare ragione a Ricc.

Dove si trova: Klauzál tér 7, Budapest 1072, Ungheria
Orari: generalmente dalle 8:00 alle 23:00 (meglio verificare prima)
Sito ufficiale: Klauzál Café

Cosa mangiare a Budapest oltre ai ristoranti

Vi abbiamo raccontato alcuni dei nostri locali preferiti e dei piatti da provare, ma a Budapest si mangia benissimo anche camminando. Per esempio con un caldo kürtőskalács, il dolce simbolo dello street food ungherese: un cilindro di pasta lievitata arrotolato su uno spiedo, cotto lentamente fino a diventare dorato fuori e soffice dentro, poi ricoperto di zucchero caramellato. Lo trovate anche con cannella, cocco o cioccolato, ma quello classico resta imbattibile.

Oppure con un lángos, la focaccia fritta regina delle bancarelle: croccante fuori, morbida dentro, servita con panna acida e formaggio grattugiato (e sì, se non state attenti vi ritrovate un disastro sulle mani, ma ne vale la pena).

Una tappa che merita una pausa, anche solo per l’edificio, è il Nagycsarnok, il grande mercato coperto di Budapest. Inaugurato nel 1897, è il più antico e il più scenografico della città, con la sua struttura in ferro e il tetto decorato con le colorate ceramiche Zsolnay. Durante la Seconda Guerra Mondiale subì gravi danni, ma è stato restaurato mantenendo il suo fascino originale. Al piano terra trovate banchi di paprika, salumi, formaggi e prodotti locali; al piano superiore invece un piccolo mondo fatto di street food, souvenir e ricami tradizionali. È qui che potete fermarvi per un altro lángos o per un kolbice, una spirale di salsiccia ungherese servita nel pane, semplice e sostanziosa. È uno di quei posti turistici, sì, ma che raccontano davvero l’anima gastronomica della città.

Conclusione

E dopo cena? A Budapest il dopo cena perfetto non può che essere in un ruin pub. Punto. Che tu abbia voglia di una birra tranquilla, di musica dal vivo o di perderti tra stanze piene di oggetti improbabili e luci soffuse, i ruin pub sono un’esperienza che va fatta almeno una volta. Anzi, più di una. Nell’articolo dedicato trovi la lista completa dei miei preferiti, con indirizzi e consigli pratici per scegliere quello più adatto a te.

Se stai organizzando il tuo viaggio a Budapest e vuoi un itinerario studiato bene (senza perdere tempo nei posti sbagliati), seguimi sui social oppure scrivimi: ti aiuto a costruire un viaggio su misura, curato in ogni dettaglio. Perché Budapest è bellissima, sì. Ma vissuta nel modo giusto lo è ancora di più.

Monument Valley: come visitarla, tour, costi e consigli pratici

La nostra esperienza nella Monument Valley è senza dubbio una di quelle che non scorderemo mai. Avete mai dormito in macchina nel parcheggio di un McDonald’s durante un on the road negli Stati Uniti? Ecco, noi sì. E diciamo che da una disavventura è nata una delle albe più spettacolari della nostra vita. Vedere il sole sorgere in mezzo ai grandi monoliti che caratterizzano la Monument Valley, nel cuore del Far West, è un’esperienza difficile da descrivere a parole. Sicuramente rientra nella top 5 dei momenti più belli della nostra vita. Ma come siamo finiti a dormire in auto proprio qui?

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Prima cosa da sapere: gli on the road all’avventura sono meravigliosi, ma lo è anche avere un letto dove dormire, soprattutto dopo tante ore di guida. Se state organizzando di visitare la Monument Valley in auto durante un viaggio on the road negli USA, soprattutto nei periodi di alta stagione (ma vale anche negli altri mesi), il consiglio è uno solo: prenotate con largo anticipo il pernottamento. La Monument Valley è stata una delle tappe del nostro on the road da Los Angeles a Denver. Potete replicare il nostro itinerario leggendo l’articolo dedicato.

lungo la strada Highway 163, Stati Uniti, arizona
Ohmmmm

Dove si trova la Monument Valley

Si avete ragione! Partiamo dal capire dove si trova questo iconico paesaggio americano simbolo del Far West. La Monument Valley si trova negli Stati Uniti occidentali, al confine tra Utah e Arizona, ed è famosa per i suoi grandi monoliti di arenaria rossa che emergono dal deserto. Gran parte della strada che conduce alla valle, la Highway 163, si trova proprio nello Utah e regala scorci spettacolari lungo tutto il percorso. L’ultima cittadina prima di arrivare è Kayenta, in Arizona, a circa 70 chilometri dalla valle, percorribili in circa 30-40 minuti di auto.

È importante sapere che la Monument Valley non è un parco nazionale, ma una riserva indiana: la Navajo Nation Reservation, gestita interamente dalla popolazione nativa Navajo.
Questo significa alcune cose pratiche da tenere a mente:

  • Accesso e permessi: non potrete utilizzare i classici pass dei parchi nazionali americani; l’ingresso alla riserva richiede il pagamento di un biglietto direttamente alla Navajo Nation.
  • Tour guidati: alcune zone della valle sono accessibili solo tramite guide autorizzate Navajo. Prenotare un tour guidato è consigliato se volete esplorare le aree interne e conoscere la storia e la cultura locale.
  • Orari e stagionalità: la Monument Valley è visitabile tutto l’anno, ma le temperature estive possono essere molto elevate, mentre in inverno può esserci neve. Il periodo migliore per visitarla resta primavera e autunno, quando le giornate sono più miti.
  • Servizi e alloggi: i servizi sono limitati; Kayenta offre qualche hotel e ristorante, ma se volete dormire all’interno della valle ci sono strutture iconiche come il The View Hotel, che permette di svegliarsi con vista sui monoliti.

Visitare la Monument Valley non è solo un’esperienza panoramica, ma anche culturale: il rispetto delle regole della riserva e della comunità Navajo è fondamentale per godersi appieno questa meraviglia naturale senza creare problemi.

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Monument Valley e i suoi monoliti

La Monument Valley è un’immensa distesa desertica di origine fluviale. I grandi monoliti che la caratterizzano sono guglie rocciose di sabbia che assumono l’iconico colore rossastro grazie all’alta concentrazione di ferro nel terreno. I “Testimoni di erosione”, come vengono chiamati in lingua nativa, si distinguono tra butte e mesas. Il nome originale di questa zona è Tsé Biiʼ Ndzisgaii, che non a caso significa “Valle delle rocce”.

Un viaggio nella Monument Valley è un’esperienza indimenticabile, ma c’è un aspetto fondamentale da non trascurare: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche un piccolo incidente o una visita medica può costare centinaia di dollari, quindi è importante partire con una copertura adeguata. Personalmente non viaggio mai senza un’assicurazione affidabile, facile da attivare e con assistenza disponibile 24 ore su 24 in italiano. In questo modo potrete godervi il viaggio e le escursioni tra i monoliti senza preoccupazioni, sapendo di essere protetti in caso di imprevisti. E grazie a noi potete avere uno sconto del 10% sulle polizze HeyMondo.

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Queste terre sono abitate fin dal 1300 a.C. e sono rimaste totalmente territorio dei Navajo, anche quando l’industria cinematografica ha scoperto il grande potenziale scenografico e turistico di questo territorio. A partire dagli anni ’30 del Novecento, la Monument Valley diventa così l’iconica cornice dei film Western. Per assurdo, tutti conosciamo già le grandi butte, che ormai fanno parte del nostro immaginario collettivo. Ma trovarsi lì, o meglio, trovarsi in mezzo a questi immensi e maestosi monoliti, è un’esperienza che emoziona profondamente e può far venire le lacrime agli occhi. Non esiste film che possa emozionarvi tanto quanto esserci davvero.

Tour e panorami imperdibili nella riserva Navajo

Arrivati al Monument Valley Tribal Park Visitor Center, potrete parcheggiare e visitare la struttura per acquistare qualche souvenir, prendere una mappa dell’area e utilizzare i servizi igienici (da ricordare: all’interno del parco non ci sono servizi). Da qui avete due opzioni principali: affrontare la Scenic Drive, la strada panoramica che si snoda per 17 miglia, con la vostra auto, oppure partecipare a un tour guidato da una guida locale Navajo.

Se scegliete di guidare da soli su questa strada sterrata e dissestata, state molto attenti. L’ideale sarebbe una 4×4, ma anche noi avevamo una semplice berlina. Mantenete sempre la strada, andate piano ed evitate buche e tratti sabbiosi: sarà più avventuroso, ma anche più rischioso. Ricordate inoltre che le agenzie di noleggio non coprono eventuali danni all’interno del parco.

Se preferite vivere l’esperienza in tranquillità, le guide native offrono tour che permettono di visitare anche aree private accessibili solo con un accompagnamento autorizzato. Alcuni tour permettono addirittura di esplorare la valle a cavallo. Sul sito ufficiale trovate tutte le guide autorizzate e i vari tour disponibili. Ogni butte e mesa ha un suo nome, perché questo è un territorio sacro per la popolazione Navajo. Rispettate sempre la segnaletica e i divieti presenti lungo la strada.

Se vuoi prenotare un tour guidato o un’attività all’interno della riserva, puoi approfittare di uno sconto speciale. Scaricando l’app GetYourGuide e inserendo il codice VABBEIOVADO5, avrai subito uno sconto del 5% sul totale. Le attività nella zona sono molto gettonate, quindi prenota sempre con anticipo per assicurarti il posto e non rischiare sorprese durante il viaggio.

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Tra i monoliti più iconici ci sono The Mittens e Merrick’s Butte, simboli indiscussi della Monument Valley, e Elephant Butte, chiamata così per la sua somiglianza con un elefante. Un altro punto panoramico imperdibile è John Ford’s Point, uno di quei paesaggi che vi resterà nel cuore: dedicate tempo ad ammirare queste meraviglie e a pensare al lavoro che la natura ha fatto nei secoli e nei millenni. Non è difficile percepire la sacralità e la magia di queste terre.

Questi sono solo alcuni dei butte presenti nella valle. Per non perdere nulla e capire cosa state osservando, prendete sempre la cartina al Visitor Center. Andare con una guida vi permetterà inoltre di conoscere meglio le storie e le leggende legate a ciascun monolito.

Esperienza e consigli per esplorare la Monument Valley

La Monument Valley è visitabile tutti i giorni, tranne il giorno del Thanksgiving (quarto giovedì di novembre), Natale e il Primo gennaio. È possibile accedere con la propria auto e percorrere la Scenic Drive dalle 8:00 alle 17:00, tenendo presente che l’ultima entrata è consentita fino alle 14:30. Le stesse regole valgono anche per i tour guidati. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8€ a persona e va pagato direttamente alla macchinetta presente all’ingresso del percorso.

In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’accesso alla riserva potrebbe essere temporaneamente chiuso. Si consiglia di controllare sempre eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale.

Monument Valley, la vista migliore, Stati Uniti
The Mittens and Merrick’s Butte.

Se visitate la valle nei periodi più caldi, attrezzatevi con tanta acqua, crema solare ad alta protezione, cappello e abbigliamento leggero. Se andate la mattina presto, portate con voi una felpa: l’escursione termica si fa sentire. In inverno valutate attentamente il tipo di abbigliamento, perché potreste trovare i monoliti innevati. La valle è visitabile tutto l’anno, ma tenete presente le alte temperature estive, il sole intenso e la possibilità di neve in inverno. Noi a metà settembre siamo arrivati la mattina prima dell’apertura e, anche con una felpa, abbiamo sentito un po’ di fresco.

Gli USA e la loro vastità di panorami e paesaggi regalano sempre grandi emozioni. La natura si fa sentire prepotente e ricorda all’uomo che nessun cemento può resistere alla sua forza o superare le opere artistiche che solo Madre Natura sa creare. Questa valle resta per noi una delle meraviglie naturali che meritano di essere viste almeno una volta nella vita.

Speriamo di avervi dato informazioni utili e l’ispirazione giusta per prenotare il vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti. E non dimenticate di raccontarci la vostra avventura sperando che non finiate anche voi a dormire in un parcheggio!

Statua della Libertà: come visitare l’icona di New York

La Statua della Libertà è l’icona indiscussa di New York. Durante il mio ultimo viaggio a New York è stata una delle prime esperienze che abbiamo fatto con i miei genitori. Mia mamma non vedeva l’ora di vederla dal vivo ed era entusiasta all’idea di poter cercare suo nonno tra gli archivi dell’immigrazione di Ellis Island. Spoiler: sì, l’abbiamo trovato. Ora vi racconterò come arrivare alla Statua della Libertà e a Ellis Island, come prenotare i biglietti e come vivere una delle esperienze più toccanti fatte nel mio viaggio a New York e che puoi fare anche tu.

Se non volete perdervi le prossime avventure e i nostri consigli di viaggio, seguiteci sui nostri social.

Se vuoi un itinerario su misura a New York o hai bisogno di aiuto per organizzare l’intero viaggio, puoi contattarmi direttamente: sarò felice di assisterti.
Oltre alle mie esperienze personali, sono anche una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione ricevuta presso la New York City Travel Trade Academy, quindi puoi davvero affidarti a me.
E per continuare a lasciarti ispirare dai miei viaggi, seguimi anche sui social!

PS: anche tu puoi avere il diario di viaggio che vedi qui!

documenti viaggio a New York

Storia di Lady Liberty

Per i newyorkesi (e ormai per tutto il mondo) la Statua della Libertà è semplicemente Lady Liberty. Un soprannome affettuoso, quasi confidenziale, che nasce dal fatto che questa figura femminile non è solo un monumento, ma una vera presenza simbolica: accoglie, protegge, osserva la città da oltre un secolo. Con la sua torcia alzata, sembra illuminare la strada a chi arriva, ieri come oggi, incarnando l’idea di libertà, speranza e nuove possibilità.

Ma c’è una curiosità che in pochi conoscono: Lady Liberty non è americana, almeno non all’origine. La statua è infatti un dono della Francia agli Stati Uniti, realizzato per celebrare l’amicizia tra i due Paesi e il centenario dell’Indipendenza americana. Progettata dallo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi e ideata da Gustave Eiffel (sì, proprio quello della Torre Eiffel).

La Statua della Libertà fu costruita in Francia, smontata in centinaia di pezzi e spedita via nave a New York, dove venne assemblata su Liberty Island e inaugurata nel 1886. Da allora è diventata il primo simbolo che milioni di immigrati vedevano arrivando in America: per molti di loro rappresentava la fine di un viaggio difficile e l’inizio di una nuova vita.

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Come visitare la Statua della Libertà

Per arrivare a Liberty Island e vedere da vicino Lady Liberty non basta presentarsi lì: la Statua della Libertà fa parte del Statue of Liberty National Monument, gestito dal National Park Service, ma non rientra nei pass “America the Beautiful”, perché l’unico costo da considerare è quello del traghetto e non un ingresso al parco pubblico.

Ci sono due modi ufficiali per raggiungere Liberty Island e Ellis Island:

  • Dal Battery Park, nel cuore di Lower Manhattan.
  • Dal Liberty State Park, a Jersey City (New Jersey).

In entrambe i casi il servizio traghetti è gestito unicamente da Statue City Cruises, l’unico operatore autorizzato dal National Park Service a portarti su Liberty Island ed Ellis Island.

Dal Battery Park (New York City). È l’opzione più gettonata se alloggi a Manhattan o Downtown. Il terminal si trova vicino a Castle Clinton, all’estremità sud di Manhattan. Arrivarci è semplice coi mezzi: la metropolitana 1 ti porta alla stazione South Ferry, la 4/5 a Bowling Green e la R/W a Whitehall Street; ci sono anche bus che fermano nei paraggi.

la vista di NYC dal traghetto

Dal Liberty State Park (Jersey City). Questa è un’alternativa valida se vuoi evitare le folle di Battery Park o sei in zona New Jersey. Il terminal dei traghetti è raggiungibile con il treno leggero Hudson-Bergen Light Rail (scendi a Liberty State Park e cammini fino al terminal).

In tutti i casi, prima di salire ci sarà un controllo di sicurezza in stile aeroportuale, quindi arriva con un po’ di anticipo rispetto all’orario del tuo biglietto.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Statua della Libertà a New York: cosa vedrai

La bellezza di questa esperienza inizia ancora prima di arrivare. Durante la traversata in traghetto, lo sguardo va subito allo skyline di New York, che da questa prospettiva è semplicemente spettacolare. Girandoti in avanti, invece, vedrai lei: la Statua della Libertà, imponente, ferma, mentre osserva la città da oltre un secolo.

La prima tappa è Liberty Island. Appena scesi dal traghetto, il mio consiglio è di dirigervi subito al museo della Statua della Libertà. Qui potrai scoprire la sua storia, dalla progettazione alla costruzione, fino al suo significato simbolico. È un museo moderno, interattivo e davvero ben fatto. C’è anche una cosa molto carina da fare: all’ingresso, sulla destra, troverai delle colonnine dove puoi scattare un selfie indicando la tua nazionalità. Dopo pochi minuti, la tua foto con la bandierina del tuo Paese comparirà sul grande maxi schermo poco più avanti, andando a comporre un mosaico di volti che rappresenta proprio il messaggio universale di Lady Liberty. Un momento semplice ma emozionante, che è piaciuto tantissimo anche ai miei genitori, entusiasti di visitare la Statua della Libertà e New York per la prima volta.

a New York con mamma e papà

Uscendo dal museo, raggiungi finalmente la Statua: selfie obbligatorio ai suoi piedi. Vederla da così vicino fa decisamente un altro effetto. Con un biglietto aggiuntivo è possibile visitare il piedistallo, da cui si gode di una bella vista su New York e sull’isola. Per i più organizzati (e allenati), esiste anche la possibilità di salire fino alla corona: si salgono oltre 160 gradini e non sono ammessi zaini o borse. Un’esperienza unica, ma non per tutti.

Liberty Island non è enorme, ma prenditi il tuo tempo: tra panorama, museo e Statua, è una tappa che resta davvero impressa.

Ellis Island

Una volta terminata la visita su Liberty Island, si riprende il traghetto in direzione Ellis Island. Non potete sbagliarvi, ma chiedete sempre conferma agli operatori. Dopo pochi minuti di traversata si sbarca sull’isola, un tempo addetta ad accogliere e smistare tutti i viaggiatori in arrivo nel Nuovo Continente.

Non vedevamo l’ora di arrivare qui perché avevamo un unico pensiero: recarci al National Museum of Immigration e, in particolare, all’American Family Immigration History Center. Vi racconto subito questa esperienza. Una volta arrivati, abbiamo preso la nostra postazione dopo aver effettuato la registrazione e aver pagato 10$ presso le macchinette (solo con carta). Avrete a disposizione 30 minuti per ricercare negli archivi i vostri parenti. Ovviamente, più informazioni avete, più facile sarà la ricerca.

Noi ci abbiamo messo un po’, ma alla fine abbiamo trovato i miei trisnonni e il mio bisnonno. Tenete presente che all’epoca tutto veniva trascritto a mano e che i nomi, molto spesso, venivano tradotti o storpiati. Nel nostro caso, Pietro è diventato Peter. In altri casi combaciavano la data di nascita e quella di arrivo, ma non il nome. È così che abbiamo capito di aver trovato la persona giusta, anche se il nome era stato trascritto in modo errato: Domenico non è diventato Dominic, ma Damic. Per questo è importante avere almeno informazioni precise sulle date di nascita e di arrivo.

Una volta individuata la persona che cercate, scoprirete con che nave ha viaggiato, la data di arrivo, il nome del contatto di riferimento. Se siete fortunati, potrete trovare anche le foto scattate all’arrivo. Se volete stampare i documenti, è necessario aggiungere un costo extra di 29$. Noi abbiamo scattato delle foto (sì, è possibile farlo) ed è stato un momento molto emozionante e toccante, soprattutto per mia mamma, che ha ritrovato il nonno.

come visitare la Statua della Libertà e Ellis Island a New York

Il resto della visita al museo, che comprende gran parte degli spazi del centro e dell’ospedale, è stato lasciato così com’era. In questo percorso, tra valigie e ricordi, non abbiamo potuto fare a meno di pensare a quando i nostri parenti arrivarono soli, partendo da un piccolo paese dell’Abruzzo. Abbiamo lasciato Ellis Island con una lacrima di commozione.

Costi e orari della Statua della Libertà a New York

Il biglietto per visitare la Statua della Libertà va acquistato solo tramite i canali ufficiali ed è gestito da un unico operatore autorizzato. Il costo del biglietto standard per adulti è di 26$ e include il traghetto di andata e ritorno, l’accesso a Liberty Island, Ellis Island e ai rispettivi musei.

Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere l’accesso al piedistallo oppure alla corona della Statua della Libertà. Il supplemento è minimo 0,30 dollari, quindi sì, si parla davvero di centesimi. La differenza non è economica, ma organizzativa: i biglietti per la corona sono limitati e vanno prenotati con largo anticipo. È fondamentale acquistare i biglietti solo da siti ufficiali o da rivenditori autorizzati. Evitate assolutamente i bagarini che si trovano a Battery Park o nei pressi del molo.

Noi, ad esempio, abbiamo utilizzato il New York City Pass, una soluzione molto conveniente se si vogliono visitare più attrazioni in città oltre alla Statua della Libertà. Leggi: New York pass turistici a confronto, per capire qual è il pass più adatto al tuo viaggio. Attenzione però a un dettaglio importante: se avete il City Pass e decidete di visitare anche la corona, dovrete acquistare nuovamente il biglietto completo, pagando di nuovo l’importo intero. Non è possibile aggiungere solo la differenza per l’accesso alla corona.

Per quanto riguarda gli orari, Liberty Island ed Ellis Island sono visitabili tutti i giorni dell’anno, ad eccezione del Giorno del Ringraziamento e del 25 dicembre. I primi traghetti partono generalmente al mattino intorno alle 9:00 e le ultime partenze sono nel primo pomeriggio, con corse frequenti durante tutta la giornata. Considerate che la visita richiede tempo: tra controlli di sicurezza, traghetti e musei, è consigliabile mettere in conto almeno 3 o 4 ore.

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Conclusione

Avrete capito che sì, per noi la visita alla Statua della Libertà e a Ellis Island ha reso davvero speciale il nostro viaggio a New York. Non è stata solo un’attrazione imperdibile di una delle città più belle al mondo, ma anche la ricerca e il ritrovamento di una parte della nostra famiglia.

Io, e noi tutti, ci siamo resi conto della fortuna che abbiamo oggi nel poter viaggiare liberamente, per scelta e per piacere personale, e non per necessità. Questo luogo ti ricorda che ieri come oggi una valigia può essere simbolo di speranza, libertà e del desiderio di una vita migliore. Mi sento ancora più fortunata per aver avuto la possibilità di conoscere e incontrare più volte i miei parenti qui, in questo Paese, e capisco sempre di più il motivo per cui continua ad attirarmi a sé.

Se anche tu hai una storia da riscoprire, visita Ellis Island portando con te quante più informazioni possibili sulla tua famiglia immigrata. E se vuoi, raccontami la tua esperienza. Alla prossima avventura.

The Friends Experience a New York: costo e recensione

A volte viaggiare da soli significa ritrovarsi a fare esperienze che rischiano di perdere valore, e avevo tanta paura che The Friends Experience a New York, fosse una di quelle. Difficilmente mi tiro indietro quando devo affrontare qualcosa da sola, soprattutto in viaggio, ma è anche vero che ci sono emozioni ed esperienze che danno il meglio di sé solo se vissute in compagnia. Come diceva qualcuno: la felicità è vera solo se condivisa.

Romanticismi a parte, New York è sempre pronta a sorprenderti e a farti sentire dentro un set cinematografico. The Friends Experience a New York ti riporta proprio sul set di Friends o meglio, nella sua ricostruzione e la sensazione è esattamente quella. Ma alla fine vale davvero la pena fare questa attrazione? E soprattutto, com’è stata per me viverla in solitaria?


Se volete scoprire di più sul mio ultimo viaggio a New York e sulle prossime avventure con Riccardo, non vi resta che seguirci sui nostri social. Per ora, vediamo insieme cos’è la Friends Experience, come acquistare i biglietti e la mia recensione onesta sulla Friends™ Experience a New York.

Cos’è la Friends Experience a New York

Friends è una di quelle serie che non hanno bisogno di presentazioni. È la sitcom cult degli anni ’90 (1994–2004), quella che ha fatto conoscere al mondo una giovanissima Jennifer Aniston e che, puntata dopo puntata, ci ha fatto ridere, affezionare e anche un po’ crescere insieme a sei amici che condividono praticamente tutto: casa, drammi, amori e divani.

Tutto ruota attorno a New York anche se qui arriva lo spoiler: Friends è stata girata interamente ai Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Detto questo, New York resta il cuore della serie, e in città non mancano i richiami che ogni fan riconosce al volo. Se vuoi organizzare il tuo itinerario a tema Friends non ti resta che leggere: I luoghi di Friends a New York.

La Friends Experience è pensata proprio per farti rivivere alcune delle scene più iconiche della serie, tra set ricostruiti alla perfezione e angoli super instagrammabili. Io l’ho visitata da sola, quindi sì, un po’ la magia della condivisione si perde ma devo dirlo: l’esperienza resta comunque molto bella.

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Appena entri ti accoglie subito l’iconica fontana, perfetta per la prima foto di rito. Da lì parte un percorso che alterna ricostruzioni fedelissime dei set, video che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione, e una selezione di abiti e oggetti originali usati nel telefilm. L’appartamento di Monica e Rachel? Ovviamente uno dei momenti più attesi. Anche visitandolo da sola, è stato davvero emozionante. E nota super positiva: lo staff è stato gentilissimo. Le ragazze presenti nelle sale, senza che chiedessi nulla, mi hanno aiutata a scattare foto e girare video. Quindi sì, se siete in gruppo potete stare tranquilli: vi daranno una mano senza problemi.

Biglietti, costi e dove comprarli

Lo ammetto subito: i biglietti per la Friends Experience non sono proprio economici. Il prezzo varia in base al giorno e alla fascia oraria scelta, ma anche al tipo di biglietto che decidi di acquistare. Esiste il biglietto standard, con ingresso a data e ora fissa, e il biglietto flessibile, che ti permette di entrare senza prenotazione in qualsiasi giorno e orario, purché almeno un’ora prima della chiusura. Poi ci sono i pacchetti gruppo e l’Ultimate Ticket Package, pensato per i fan più accaniti. Quest’ultimo include diversi extra, come:

  • ingresso flessibile nel giorno scelto (fino a un’ora prima della chiusura)
  • pacchetto foto completo (stampe + tutte le foto digitali)
  • tazza del Central Perk
  • una consumazione al Central Perk Café ricostruito
  • deposito gratuito per cappotti e borse
  • 20% di sconto nel negozio ufficiale

I prezzi, in generale, partono da circa 48$ e arrivano fino a 127$ per il pacchetto più completo.

Per l’acquisto puoi scegliere se comprare i biglietti direttamente dal sito ufficiale oppure tramite GetYourGuide. Io, quando si tratta di esperienze, attrazioni o musei ma anche di pass turistici come il New York City Pass scelgo sempre GetYourGuide. Di solito garantisce ottimi prezzi, esperienze affidabili e soprattutto la cancellazione gratuita fino a 24 ore prima dell’evento, che a New York fa sempre comodo.

In più, se scarichi l’app da questo link e inserisci il codice sconto VABBEIOVADO5, ottieni un 5% di sconto sul totale dell’acquisto. E a quel punto il prezzo fa già un po’ meno paura.

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Orari di apertura e giorni

La Friends Experience: The One in New York City è aperta dal lunedì e dal mercoledì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso consentito). Il martedì è chiusa, quindi tienilo a mente quando organizzi l’itinerario. L’esperienza è adatta a tutte le età, ma i bambini sotto i 12 anni devono essere accompagnati da un adulto di almeno 18 anni. I bambini fino ai 3 anni non pagano il biglietto, se accompagnati da un genitore o tutore.

La location si trova al 130 E 23rd Street, all’angolo tra Lexington Avenue e la 23rd Street, in una zona comodissima da raggiungere e facile da inserire in una giornata di visita a Manhattan.

La mia esperienza alla Friends Experience New York

Come vi raccontavo, quel giorno a New York ero da sola e ho visitato la Friends Experience in solitaria. Ammetto che ero parecchio indecisa se andarci o meno: avevo paura di non godermi davvero l’esperienza senza amici con cui condividere risate, foto e pose assurde. Allo stesso tempo, però, mi conosco e sapevo che, se non ci fossi andata, me ne sarei pentita. Così ho preso coraggio e sono andata. Ovviamente viverla in gruppo è tutta un’altra storia. Mi è mancata la complicità degli amici, il ridere insieme e il rifare certe scene iconiche tipo la famosissima scenetta del divano sulle scale. Però devo dirlo: lo staff è stato fantastico. Le ragazze presenti nelle sale sono state davvero gentili, disponibili e simpatiche, aiutandomi con foto e video e facendomi sentire molto meno “sola” di quanto temessi.

E poi c’è stato un momento che mi ha colpita più di quanto pensassi: osservare i gruppi di amici divertirsi nell’appartamento di Monica, ridere, emozionarsi, riconoscersi in quella casa. Mi ha fatto sorridere e mi ha ricordato quanto questa serie abbia creato qualcosa di enorme, che va ben oltre lo schermo.

Quindi sì, se sei fan di Friends e ti trovi a New York anche da solo o da sola buttati. Entra anche tu a casa di Monica e Rachel, ne vale la pena. E già che ci sei, ricordati di passare per un caffè nel nuovo Central Perk a Times Square: chiudere così l’esperienza è praticamente obbligatorio.

Viaggi Stati Uniti 2026: ESTA, controlli e costi aggiornati da sapere

Il 2026 si preannuncia come un anno ricco di novità, belle e meno belle, per chi ha in programma un viaggio negli Stati Uniti. Già il 2025 ci ha regalato qualche brutta sorpresa, come il raddoppio del costo dell’ESTA. Non parleremo però di politica né entreremo nel merito del perché e del come, perché non è questo che ci interessa. Qui cercheremo invece di capire insieme quali cambiamenti ci aspettano e come organizzare al meglio un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, evitando brutte sorprese e partendo più consapevoli.
Ma attenzione: non mancano anche le belle novità. Il 2026 sarà l’anno dei Mondiali FIFA, dei 250 anni di indipendenza degli Stati Uniti e dei 100 anni della mitica Route 66. Insomma, di scuse per organizzare un viaggio negli USA ce ne sono tante… ma come sempre, bisogna partire preparati.

Se ancora non ci seguite sui social, questo è decisamente il momento giusto per farlo: sono in arrivo tante novità. E come piccolo spoiler, stiamo già lavorando a un nuovo viaggio proprio negli USA. Siamo tornati da poco da New York e dal New England, ma il richiamo oltreoceano si fa già sentire. Corri a scoprire i nuovi contenuti.

Aumento della tessera dei parchi nazionali USA

L’America the Beautiful – National Parks and Federal Recreational Lands Annual Pass, ovvero il pass annuale dei parchi nazionali americani, purtroppo dal 1° gennaio 2026 subirà un cambiamento importante. Non volevo partire subito dalla notizia peggiore, ma visto che il cambiamento è davvero imminente, è giusto informarvi per tempo. Ad oggi, metà dicembre, il costo della tessera annuale è di 80$. Dal 1° gennaio 2026, il prezzo salirà a 250 $. Un aumento importante che inciderà molto sul costo finale del viaggio.

Primo consiglio fondamentale: se state valutando un viaggio negli Stati Uniti nel 2026, approfittate di queste ultime settimane per acquistare la tessera al prezzo attuale. Ma non è l’unico cambiamento. Aumenteranno anche le modalità di ingresso singolo ai parchi nazionali. Ad oggi, senza tessera, l’ingresso costa da 30 $ in su per auto. Dal 1° gennaio 2026 diventerà invece: 35$ a veicolo + 100$ per ogni singola persona. In pratica, una spesa che inciderà parecchio sul budget di viaggio. E sarà una spesa quasi inevitabile. Fanno parte del sistema dei parchi nazionali degli USA oltre 2.000 aree, tra cui alcuni dei più iconici e imperdibili: Grand Canyon, Yellowstone, Bryce Canyon, solo per citarne alcuni. Pensare a un viaggio negli Stati Uniti senza visitare almeno un parco nazionale è, di fatto, impossibile.
Per questo rinnovo il consiglio: organizzatevi per tempo.

Se stai sognando un viaggio negli USA ma non sai da dove iniziare, posso aiutarti io. In qualità di Travel Designer Certificata e Specialista USA, grazie alla mia formazione e all’esperienza diretta sul posto, posso aiutarti a costruire un viaggio su misura, davvero pensato per te. Dai un’occhiata alla pagina dedicata ai miei servizi per richiedere un preventivo gratuito o un itinerario personalizzato con guida.

Aumento dell’ESTA e nuove modalità di richiesta

In questi giorni le news sugli Stati Uniti e sui cambiamenti previsti per il 2026 stanno facendo il giro del web. La notizia che sta suscitando più scalpore riguarda l’ESTA. Partiamo dall’ultimo aggiornamento: dal 1° ottobre 2025 il costo dell’ESTA (l’autorizzazione elettronica di viaggio) è passato da 20$ a 40$, e purtroppo ci siamo già dovuti adeguare. Per il 2026 si parla di un possibile inasprimento dei controlli e di maggiori richieste di documentazione al momento della domanda. Tra le novità ipotizzate ci sarebbe:

  • l’obbligo di segnalare i propri contatti social, con la cronologia degli ultimi 5 anni;
  • la richiesta di ulteriori dati sui familiari.

Al momento, l’inserimento dei social durante la richiesta dell’ESTA è facoltativo, ma potrebbe diventare obbligatorio con le nuove regole. Va detto che, anche se i controlli dovessero diventare più rigidi, non c’è motivo di farsi prendere dal panico: la proposta è ancora in fase di valutazione e, nella peggiore delle ipotesi, dovremo solo prestare maggiore attenzione a compilare correttamente i dati. Nessun motivo di preoccuparsi per quello che un ufficiale potrebbe vedere sul nostro Instagram o TikTok. Almeno spero per voi.

Un viaggio negli USA è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Novità Stati Uniti 2026: America 250

Il 2026 segna un traguardo importantissimo per gli Stati Uniti: i 250 anni dall’Indipendenza americana.
Il 4 luglio 1776, nella Pennsylvania State House di Philadelphia (oggi Independence Hall), veniva dichiarata l’indipendenza delle tredici colonie americane dalla Gran Bretagna. Nel 2026 ricorrono quindi 250 anni da quella data storica. I festeggiamenti non si concentreranno solo su un singolo giorno: sono previsti eventi, celebrazioni e iniziative per tutto il periodo che precede il 4 luglio, con il culmine proprio nella giornata dell’Independence Day. Le città protagoniste saranno soprattutto Philadelphia, Boston, Washington D.C. e New York, con rievocazioni storiche, eventi culturali, mostre, concerti e grandi spettacoli pubblici.

Una delle novità più curiose riguarda proprio New York: la celebre palla di Times Square scenderà eccezionalmente il 3 luglio 2026, per la prima volta fuori dal Capodanno. Un evento simbolico, pensato proprio per celebrare America 250, che attirerà visitatori da tutto il mondo.

Tradotto: se state pensando a un viaggio negli USA in questo periodo, meglio organizzarsi per tempo. Le date estive del 2026 saranno particolarmente richieste, soprattutto nelle grandi città della East Coast.

FIFA World Cup 2026: il Mondiale più grande di sempre

Il 2026 sarà anche l’anno della Coppa del Mondo FIFA, che per la prima volta nella storia si svolgerà in tre Paesi: Stati Uniti, Canada e Messico. La parte più consistente del torneo si terrà proprio negli USA, con partite in città iconiche come New York/New Jersey, Los Angeles, Miami, Dallas, Atlanta, San Francisco, Seattle e Boston.

Sarà anche il primo Mondiale a 48 squadre, quindi con più partite, più tifosi e un’atmosfera che promette di essere incredibile. Anche chi non è un appassionato di calcio si troverà immerso in un clima di festa continua, con fan zone, eventi collaterali e città completamente trasformate. Se l’idea è unire sport, viaggio e grandi metropoli americane, il 2026 è l’anno perfetto. Ma anche qui vale la stessa regola: prenotazioni anticipate e itinerari studiati bene, perché la richiesta sarà altissima.

Route 66: 100 anni della Mother Road

E infine, ultima ma assolutamente non per importanza: la Route 66 compie 100 anni. La Mother Road, simbolo indiscusso del sogno americano, venne ufficialmente istituita nel 1926 e collegava Chicago a Santa Monica, attraversando otto Stati e migliaia di chilometri di America autentica.

Nel 2026 sono previsti eventi celebrativi lungo tutto il tracciato: festival, raduni di auto d’epoca, mostre, concerti e iniziative locali nelle cittadine storiche della Route. Un’occasione unica per percorrerla proprio nell’anno del suo centenario, respirando quell’atmosfera vintage che la rende così iconica. La Route 66 non è solo una strada: è un viaggio nella storia americana, tra diner, motel d’altri tempi, stazioni di servizio storiche e paesaggi che sembrano usciti da un film. Farla nel 2026 significa viverla nel suo anno più simbolico.

Conclusione delle novità Stati Uniti 2026

Ormai, se mi conoscete, sapete che parlare degli Stati Uniti per me è sempre un grande piacere. Anche quando, purtroppo, le notizie non sono sempre “wow”. Noi abbiamo già rinnovato la nostra tessera dei parchi, a breve chiuderemo definitivamente il nostro itinerario e poi non resterà che aspettare il giorno della partenza, sperando che il 2026 ci porti solo buone notizie.

Che sia per una partita di calcio dei Mondiali, per la storica gara di hot dog a Coney Island o per celebrare i 250 anni d’America, l’augurio è uno solo: vivere tutto questo senza doverci ritrovare a commentare l’ennesimo aumento o qualche nuova complicazione di troppo. Incrociamo le dita e continuiamo a sognare il prossimo viaggio.

I luoghi di Friends a New York

Fan di Friends all’ascolto: in questo articolo parleremo della Friends Experience di New York e di tutto ciò che riguarda la famosa serie nella città che le fa da sfondo.

Intanto, il 12 dicembre 2025 è stato finalmente inaugurato il Central Perk New York, una notizia che tutti noi fan aspettavamo da anni. Peccato solo che ero a New York il mese scorso e me lo sono perso per pochissimo. Eh niente, dovrò fare “lo sforzo” di tornare di nuovo nella Grande Mela!

Se anche tu sogni New York ma non sai da dove iniziare per organizzare il tuo viaggio o creare un itinerario su misura ci posso pensare io. In qualità di Travel Designer e New York City Destination Specialist so come aiutarti. Visita la mia pagina dedicata ai servizi per saperne di più e, se ancora non lo fai, seguici sui social per non perdere le novità su New York e sulle prossime avventure.

Insomma, abbiamo davvero tante news e tanti posticini da segnare se state progettando un viaggio a New York e Friends è la serie del vostro cuore. Ma partiamo dall’inizio.

Friends per chi non lo conosce

Friends è la serie cult degli anni ’90, andato in onda dal 1994 al 2004, quella che ha visto una giovanissima Jennifer Aniston debuttare in TV. Insieme a un gruppo di amici che condividono letteralmente lo stesso tetto ci fanno ridere e commuovere puntata dopo puntata. La serie, composta da dieci stagioni, è ricca anche di cameo memorabili: da Bruce Willis a Brad Pitt, sono tanti i volti celebri che hanno arricchito il cast.

E tutto nasce da New York anche se, spoiler, la serie è stata interamente registrata nei Warner Bros Studios di Burbank, a Los Angeles. Nonostante questo, a New York puoi trovare tantissimi richiami. Location iconiche e scorci che riconosci subito: dalla facciata dell’appartamento sopra il Central Perk, al vero Central Perk, fino alla Friends Experience.

I luoghi di Friends a New York

Guardando le puntate di Friends capita spesso di intravedere vere scene di New York. Ogni tanto c’è anche un piccolo tuffo al cuore quando compaiono le Torri Gemelle.
Come detto in precedenza, molti luoghi della serie sono reali oppure ispirati a posti che esistono davvero a New York. Quindi iniziamo subito a segnare quelli dove puoi andare a scattare la classica foto ricordo.

La casa di Friends

La casa di Friends si trova all’incrocio tra Grove Street e Bedford Street, al numero 90, nel West Village.
È l’edificio che vediamo praticamente sempre nelle scene esterne dell’appartamento di Monica (e compagnia). Sotto gli appartamenti del gruppo c’è il Central Perk che, nella realtà, è il Little Owl, un ristorante americano. Non l’ho ancora provato personalmente, ma ha ottime recensioni, magari sarà per il prossimo viaggio a New York. PS: ci credete che la prima volta siamo capitati qui assolutamente per caso, mentre cercavamo un ristorante giapponese? Ci siamo persi? Sì. Ne è valsa la pena? Assolutamente sì.

La fontana della sigla

Qui nasce una piccola disputa. La fontana della sigla non esiste davvero, ma sembra essere ispirata a due fontane reali di New York:

  • la Pulitzer Fountain, che si trova a Grand Army Plaza
  • la Cherry Hill Fountain, all’interno di Central Park

In pratica, la fontana di Friends è un mix ideale di queste due. Il consiglio? Visitale entrambe: così non sbagli di sicuro.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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L’ufficio di Chandler

Anche qui siamo davanti a un luogo ispirato alla realtà, ma con tutte le scene girate in studio.
L’ufficio del mio personaggio preferito della serie, Chandler, nella realtà è il Solow Building, un grattacielo di 49 piani situato a Midtown Manhattan.

È qui che, almeno teoricamente, Chandler lavora o almeno così la serie ci fa pensare.
Questo edificio, tra l’altro, è comparso anche in altre produzioni famose come Sex and the City e Zoolander.

Bloomingdale’s

Uno dei grandi templi dello shopping di New York è anche il luogo di lavoro di Rachel. No, non troverete Jennifer Aniston pronta a farvi da personal shopper, ma un po’ di shopping qui è praticamente obbligatorio. Anche in questo caso, nella serie vediamo solo la facciata esterna: tutte le scene interne sono state girate in studio. Resta comunque una tappa iconica da inserire nel vostro tour a tema Friends a New York, soprattutto se amate unire serie TV e shopping.

Bloomingdale’s si trova al 1000 di Third Avenue, tra la 59th Street e Lexington Avenue, nell’Upper East Side.

Teatro Lucille Lortel

Questo è invece il luogo di lavoro di Joey Tribbiani. Sì, è proprio qui che lo vediamo recitare in alcune delle parti (più o meno memorabili) che riesce a ottenere nel corso della serie. Il Lucille Lortel Theatre si trova al 121 di Christopher Street, vicino all’angolo tra Bedford Street e Christopher Street, nel Greenwich Village.
Il teatro è ancora attivo, quindi perché non approfittarne per vedere uno spettacolo dal vivo? Sarebbe un’ottima aggiunta a un tour di Friends fatto come si deve.

American Museum of Natural History

L’American Museum of Natural History si trova sulla Upper West Side, tra Central Park West e la 79th Street. È un museo iconico di per sé, ma se pensi a Ross, paleontologo felice in mezzo ai suoi fossili, lo diventa ancora di più. Nella serie, in realtà, il museo per cui lavora Ross non esiste davvero, ma le riprese sono state fatte proprio qui. Tra l’altro, questo museo compare anche in altri film famosissimi come Una notte al museo, Il diavolo veste Prada e I pinguini di Mr. Popper. Il museo è incluso nel New York Pass, quello che consiglio spesso anche ai miei clienti perché permette di risparmiare parecchio sulle attrazioni.
Se anche tu lo stai valutando, puoi acquistarlo su GetYourGuide: scaricando l’app da questo link e inserendo il codice VABBEIOVADO5 ottieni il 5% di sconto sul totale del city pass.
Approfittane, perché questo museo merita davvero.

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The FRIENDS™ Experience: New York

Arriviamo a una delle esperienze più entusiasmanti da fare a tema Friends a New York. Soprattutto se viaggi con gli amici: vi divertirete un sacco a rivivere alcune delle scene più iconiche della serie e a scattare mille foto nell’appartamento di Monica e Rachel.

Io l’ho visitata da sola, quindi un po’ ho perso la magia della condivisione ma devo dirlo: le ragazze che lavorano all’interno e controllano le varie sale sono state gentilissime. Su loro iniziativa mi hanno aiutata a fare foto e video, quindi sì, potete stare tranquilli: saranno super disponibili anche con il vostro gruppo di amici.

All’ingresso si parte subito con lo scatto davanti all’iconica fontana, poi inizia un percorso tra:

  • ricostruzioni fedelissime dei set
  • video narrativi che raccontano la storia della serie e della sua realizzazione
  • abiti e accessori originali usati nel telefilm

L’appartamento di Monica e Rachel, ovviamente, è uno dei punti più attesi. Insomma anche se visitato e vissuto da sola: è stato davvero emozionante.

Prenotate in anticipo il biglietto. Anche qui potete farlo su GetYourGuide e inserendo il codice sconto VABBEIOVADO5 avete il 5% di sconto. Meglio di così?

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Central Perk di Friends a New York

Finalmente, il 12 dicembre 2025, è stato inaugurato il tanto atteso Central Perk Café dedicato alla serie.
Ovviamente, un mese dopo che sono tornata io. Tempismo perfetto, come sempre. La sua apertura è stata rimandata più volte e tra i fan stava iniziando a girare un po’ di ansia, ma ora è realtà.
Lo trovate a Times Square, precisamente al 20 Times Square, all’angolo tra 7th Avenue e 47th Street.

Se siete fan di Friends, questa è una tappa obbligatoria. Io ormai ho una scusa in più per tornare a New York. E onestamente, non mi dispiace affatto.

Quindi, cosa dire ragazzi. Non vi resta che rifare un bel rewatch di tutta la serie, prenotare il vostro biglietto per New York oppure affidarvi a me e rivivere dal vivo alcune delle avventure del gruppo di amici che ci ha fatto ridere, piangere e crescere. Friends non è solo una serie TV: è un pezzo di vita, ed è anche uno dei motivi per cui New York ci entra sotto pelle e non se ne va più. Camminare per le sue strade sapendo che, da qualche parte, lì vicino “abitavano” Monica, Rachel, Joey, Chandler, Phoebe e Ross, ha tutto un altro sapore.

Se anche tu sogni una New York fatta di emozioni, luoghi iconici e ricordi che restano, sai dove trovarmi.
Io sono già pronta a tornarci. Sempre.

Addio MetroCard: a New York arriva OMNY

Ancora pochissimi giorni e saluteremo per sempre la MetroCard di New York, che verrà sostituita da OMNY. Nel mio ultimo viaggio a New York, lo scorso mese, ne ho approfittato per acquistarla per l’ultima volta: la storica tesserina è ormai destinata a diventare un pezzo da museo.

OMNY, il sistema di pagamento contactless, andrà infatti a sostituire del tutto la MetroCard di New York a partire dal 1° gennaio 2026. Ma come funziona e quali saranno le sue tariffe? Lo scopriamo insieme. Prima di partire, controlla di avere tutti i documenti per New York in regola.

E se ancora non ci segui sui social beh, devi recuperare subito, altrimenti ti perdi tutte le novità su New York e le prossime avventure!

OMNY New York: come funziona

Dopo più di trent’anni di onorato servizio, la MetroCard sta per sparire definitivamente dalla scena del trasporto pubblico di New York. A partire dal 1° gennaio 2026, il sistema di pagamento contactless OMNY prenderà il suo posto su tutta la metropolitana e gli autobus MTA.

Addio swipe, benvenuto tap, con OMNY non ci sono più tessere da infilare nella fessura: basta avvicinare una carta contactless (di credito, debito o prepagata) oppure il tuo smartphone o smartwatch con Apple Pay o Google Pay al lettore verde all’ingresso di metro e bus.

Non serve scaricare app, registrarti o comprare nulla: tocchi e vai. Usando sempre la stessa carta o lo stesso dispositivo, OMNY ti riconosce automaticamente e tiene traccia delle tue corse. Se però vuoi controllare che le corse siano state caricate correttamente o sapere quante te ne mancano per raggiungere il limite settimanale, allora sì: puoi scaricare l’app e tenere tutto sotto controllo.

Se anche tu sogni New York e cerchi un modo senza stress per organizzare il tuo viaggio con un itinerario personalizzato, puoi contattarmi direttamente: ti aiuto volentieri! Oltre alle mie esperienze di viaggio, sono una Travel Designer certificata e una New York City Destination Specialist, grazie alla formazione con la New York City Travel Trade Academy. Visita la mia pagina dedicata per conoscere meglio i mie servizi.

Quanto costa?

La tariffa base per una singola corsa su metropolitana, autobus locale e Select Bus Service è 2,90 $, lo stesso prezzo della MetroCard. Per gli autobus espresso la tariffa è diversa e più alta, come già succedeva prima. Il vero vantaggio di OMNY è il sistema chiamato fare capping:

  • Se tappi 12 volte con lo stesso metodo di pagamento in un periodo di 7 giorni, tutte le corse successive di quella settimana diventano gratuite. Pagherai l’importo settimanale di 35$.
  • È come avere un abbonamento settimanale, ma senza doverlo acquistare in anticipo: paghi solo quello che usi.

La settimana parte dalla tua prima corsa e dura 7 giorni consecutivi. Anche i trasferimenti tra metro e bus rientrano nel conteggio, purché tu usi sempre lo stesso strumento di pagamento. E mi raccomando su questo state molto attenti altrimenti rischiate di perdere corse e pagarle doppie non rientrando nella tariffa settimanale.

Per l’acquisto del tuo pass per New York, GetYourGuide è una delle opzioni che preferisco, per due motivi: garantisce la cancellazione gratuita entro 24 ore, il che è utilissimo se devi ripensarci o riorganizzarti per maltempo. E poi con il codice VABBEIOVADO5 (da inserire al momento del pagamento sull’app da scaricare qui) puoi ottenere uno sconto del 5%. Approfittane e risparmia!

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Carte fisiche OMNY

Se non hai una carta contactless o un telefono compatibile, puoi comunque utilizzare una OMNY Card fisica: si compra in alcune stazioni o negozi, si ricarica e funziona come una carta contactless tradizionale. In più, se hai ancora un saldo sulla tua vecchia MetroCard, potrai trasferirlo su una OMNY Card nei centri assistenza MTA o tramite i venditori mobili entro la fine del 2025.

Puoi acquistare la tua OMNY Card al costo di 5$ (a volte in offerta a 1$), caricarla con 35$ e usare comunque il tap per le corse settimanali: pagherai sempre un massimo di 35$, proprio come con il “fare cap” attivo dopo la dodicesima corsa in 7 giorni. È una soluzione utile se vuoi toglierti subito la spesa totale. Io ad esempio l’ho consigliata ai miei genitori, poco pratici con i pagamenti contactless e desiderosi di sapere da subito quanto avrebbero speso.

Un viaggio a New York è un sogno, ma non dimenticare una cosa fondamentale: l’assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una semplice visita al pronto soccorso può costare centinaia di dollari. Per questo motivo io non parto mai senza una copertura adeguata. Ti consiglio HeyMondo, l’assicurazione che uso personalmente per i miei viaggi. È facile da attivare, l’assistenza è disponibile 24/7 in italiano e puoi gestire tutto comodamente da app.

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Dove funziona OMNY a New York

OMNY è attivo su:

  • Metropolitana
  • Autobus MTA
  • Staten Island Railway
  • Roosevelt Island Tram
  • Hudson Rail Link
  • Alcune tratte dell’AirTrain

E continuerà ad espandersi nei prossimi anni. Per restare aggiornati e avere informazioni più specifiche sui servizi, vi consiglio di consultare il sito ufficiale.

Conviene davvero?

La risposta breve? Sì.

  • Se vai a New York da turista per pochi giorni, OMNY è più comodo: niente scelte complicate, nessun biglietto da comprare o ricaricare, solo un tap e via.
  • Se vivi o lavori in città, il “fare cap” ti fa risparmiare rispetto al pay-per-ride classico, senza obbligarti a comprare un settimanale che magari non sfrutti del tutto.

Opzione scelta, ad esempio, da Riccardo, che mi ha raggiunto negli ultimi due giorni a New York e ha sfruttato il tap and go per le poche corse fatte in 48 ore.

Ammetto di essere molto affezionata alle tesserine, e sicuramente nel mio prossimo viaggio a New York mi vedrete girare con la OMNY Card. Ma, diciamolo, se a Roma utilizziamo il tap and go già da anni… poteva New York rimanere indietro?

Se avete bisogno di maggiori chiarimenti, scriveteci. E fateci sapere se anche voi terrete per ricordo la vecchia MetroCard.