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Autore: vabbeiovado@hotmail.com

Assicurazione viaggio Heymondo: perchè averla sempre in valigia

Una delle cose che ormai non manca mai nella nostra valigia è l’assicurazione sanitaria Heymondo. Se ci seguite già da un pò sapete che siamo grandi viaggiatori ma anche molto sfortunati! In ogni nostro viaggio purtroppo c’è sempre una disavventura: Stefania sta male e finisce in ospedale, Riccardo perde il bagaglio o causa ritardo primo volo rischiamo di perdere la coincidenza. Insomma in ogni viaggio c’è sempre qualcosa che rischia di farci saltare l’avventura.

Ma qual’è il modo migliore per tutelarsi e essere sempre al sicuro? Sicuramente quello di scegliere e avere sempre un’assicurazione sanitaria e viaggio che ci copra qualsiasi problematica possiamo avere durante le nostre esperienze per il mondo.

Vediamo insieme come assicurare al meglio le nostre avventure e come ottenere uno sconto per aver letto tutto l’articolo!

Come valutare la giusta assicurazione e perchè proprio Heymondo?

In questi ultimi due anni ci siamo potuti tutti rendere conto di quanti imprevisti e fuori programma possono influire sulla riuscita di un viaggio. La situazione sanitaria che ha caratterizzato questo periodo ha reso tutto molto imprevedibile. E ancora oggi è molto importante avere una copertura COVID-19. Sembra una cosa passata ma ancora non lo è. Esattamente un’anno fa rientravamo dalla Malaysia per scoprire poi di essere positivi il giorno dopo. Cosa sarebbe successo se ci fossimo sentiti male lì? O peggio: se fossimo risultati positivi ad un giorno dalla partenza? L’assicurazione Heymondo da la possibilità di avere un rimborso del costo del viaggio fino a un limite di 6.000€. Sarebbe si saltato il viaggio ma avremmo avuto modo di poterlo recuperare salvando tutti i nostri soldini.

Cosa succede se mi sento male in viaggio e cosa è coperto.

Sto scrivendo questo articolo due giorni dopo il nostro rientro dalla grande avventura in Islanda. Abbiamo fatto un’indimenticabile esperienza facendo un trekking sul ghiacciaio più grande d’Europa. Avevamo tutta l’attrezzatura e una guida molto preparata. Ma prendere una storta o scivolare sul ghiaccio erano cose imprevedibili che avrebbero potuto creare non pochi problemi.

Grazie all’assicurazione sanitaria Heymondo, che copre anche gli sport d’avventura (copertura opzionale), avremmo avuto la giusta assistenza durante un eventuale trasporto presso la struttura sanitaria più vicina e sostenuto tutte le spese sanitarie in loco ma anche le eventuali cure da dover affrontare al rientro, compresa la fisioterapia. E scegliendo la rimozione della franchigia con un piccolo sovrapprezzo, non dovrete anticipare nulla.

Ho bisogno dell’assicurazione sanitaria anche se viaggio in Europa?

Si! E purtroppo posso dirvelo per esperienza. Anni fa ho avuto una grave cistite a Londra che mi ha portata in pronto soccorso. Fortunatamente l’infezione non era così grave da richiedere un ricovero quindi me la sono cavata con una settimana di antibiotici a costo zero avendo con me la TEAM (Tessera europea assicurazione malattia) cioè la tessera sanitaria. Ma nel caso in cui avessi dovuto affrontare un ricovero o un rientro anticipato, avrei perso tutto il resto del viaggio senza avere alcun rimborso. E per non spendere qualche euro prima, avrei rimpianto l’intero viaggio.

Anche perchè l’assistenza di Heymondo è sempre con voi 24 ore su 24, 7 giorni su 7! Potete utilizzare la semplice applicazione o contattare il numero emergenze sempre in lingua italiana. Potete effettuare la telefonata gratuitamente tramite l’applicazione evitando così anche eventuali spese aggiuntive. Ho infatti consigliato Heymondo ai mie genitori che sono spesso in viaggio ma non parlano inglese. Il limite di età per stipulare una copertura sanitaria è di 74 anni!

Attenzione: non sono coperte eventuali problematiche legate a malattie o patologie preesistenti.

Viaggiare in sicurezza in tutto il Mondo con l’assicurazione Heymondo.

Ci sono luoghi nel mondo in cui l’assicurazione sanitaria è obbligatoria o fortemente consigliata. Durante i nostri lunghi on the road per gli Stati Uniti abbiamo sempre avuto la copertura sanitaria e bagaglio.

La scelta giusta per un viaggio negli States è sicuramente una copertura Viaggio Premium, che vi copre fino a 10.000.000€ per assistenza medica e 3.000€ per furto o danneggiamento bagaglio e altri 3.000€ per annullamento del viaggio. Tenete presente che le spese negli Stati Uniti sono tante e molto alte! Perchè rischiare?

Così come quando siamo stati in Marocco o in Asia mangiando la qualunque. E fidatevi che lì il rischio di un’intossicazione alimentare è molto più probabile che altrove. Con una sola telefonata potrete avere tutta l’assistenza necessaria per capire come gestire e affrontare la situazione. Contando sempre anche su un’assistenza medica telefonica e di un interprete che possa aiutarvi con la lingua locale.

L’importanza di assicurare anche il vostro bagaglio.

Potrà sembrare una cosa da poco e che sicuramente in molto sottovalutano ma in alcune situazioni avere una copertura anche in caso di smarrimento del bagaglio può salvare il viaggio!

Una volta siamo arrivati a Chicago per poi scoprire che i nostri bagagli erano a godersi il mare caraibico di Cancun. Nel caso vi succedesse una cosa simile, potrete richiedere un rimborso delle spese di prima necessità sostenute prima della riconsegna del bagaglio. E quella volta a noi è stato riconsegnato dopo ben 4 giorni!

Pensate al disagio ancora più grande di non riavere mai il vostro bagaglio e dover affrontare tutte le spese per riacquistare gli essenziali.

Attenzione: nell’assicurazione bagaglio è compreso anche il rifacimento dei documenti quali passaporto e carta di identità in seguito a furto o scippo. Trista esperienza avuta a Barcellona, dove abbiamo rischiato di perdere il volo di rientro. Ve lo abbiamo detto che siamo un pò sfigatelli!

Annullamento viaggio: cos’altro è compreso.

Una delle clausole che ci ha fatto scegliere l’assicurazione Heymondo è quella del rimborso viaggio in caso di malessere o intervento chirurgico salva vita, per i nostri amici a 4 zampe! Avendo una cagnolina e due gattine ogni nostro viaggio è compreso di ansie e paura nel lasciarle a casa, anche se con persone fidate. Così ci sentiamo tranquilli e pronti a qualsiasi evenienza.

Allo stesso modo vengono coperti danni materiali e imprevedibili alla propria abitazione o impossibilità a partire per licenziamento o cambio date della sessione di esami universitari.

Devono essere rispettate alcune condizioni: polizza sottoscritta entro 3 giorni successivi alla prenotazione del primo servizio o 30 giorni prima della partenza.

Quale assicurazione Heymondo scegliere?

Heymondo offre più assicurazioni proprio per riuscire a garantire assistenza ovunque e in qualsiasi situazione.

Perchè abbiamo scelto Heymondo?

Avrete capito che amiamo viaggiare ma non sempre tutto fila liscio. Ad ogni partenza le preoccupazioni su quello che potrebbe succedere sono tante. E tante anche che cause che potrebbero portarci ad annullare, anticipare o posticipare la nostra partenza. Heymondo ci offre la tranquillità di cui in tanti anni di viaggi avevamo bisogno. Un’assistenza sempre disponibile fatta di gentilezza e cordialità da parte degli operatori. Un’applicazione semplice e intuitiva che possono usare anche per i nostri genitori. E che ha dato loro grande tranquillità anche durante i nostri viaggi oltre oceano. E non ultimo il fatto di poter partire sapendo che per qualsiasi evenienza possiamo tornare dalle nostra pelosette.

Non ultimo l’ottimo rapporto qualità- prezzo e la sua grande affidabilità, grazie anche ai consigli di tanti altri viaggiatori. La possibilità di eliminare qualsiasi tipo di franchigia e la garanzia di non avere ulteriori costi di viaggio.

E per voi un motivo in più per sceglierla è lo sconto del 10%che potete ottenere essendo nostri lettori. Un piccolo ma grande regalo che ancora di più deve convincervi ad acquistare la giusta assicurazione di viaggio.

Pronti alla prossima spericolata avventura? Noi si e abbiamo già pronta la nostra assicurazione viaggio!

Grand Canyon: come visitare una delle meraviglie americane

L’emozione travolgente di trovarsi davanti all’infinità del Grand Canyon è difficile da descrivere con le parole. L’unica cosa che posso consigliarti è di viverla di persona. Ricordo quando sono arrivata al primo punto panoramico e sono rimasta letteralmente a bocca aperta. Sapevo di essere pronta a vivere qualcosa di unico, ma non mi sarei mai aspettata tanta meraviglia. La natura, nella sua grandezza, si stagliava davanti ai miei occhi. E, come sempre, una lacrimuccia scese perché la vita è fatta di emozioni e quelle così forti devono esprimersi anche con un pianto di gioia.

Siamo arrivati al Grand Canyon dopo quasi tre settimane di un lungo viaggio dalle Hawaii a questo on the road che da Los Angeles ci ha guidati fino a Denver.

Il Grand Canyon era una tappa che non potevamo saltare.

Paesaggi mozzafiato negli USA

Ma come organizzare al meglio una visita in questo grande, immenso parco degli Stati Uniti?

Il Grand Canyon si trova nello stato dell’Arizona ed è il risultato di millenni di erosione da parte del fiume Colorado, che ancora oggi attraversa i canyon. Il suo orizzonte si allunga per ben 450 km, con una larghezza che supera anche i 30 km e una profondità che in alcuni punti arriva a 1850 metri, tanto da mostrare alcuni strati del Proterozoico e del Paleozoico. Come disse il grande studioso statunitense John Wesley Powell: “le rocce del Grand Canyon sono come le pagine di un grande libro”.

Ma non è facile scegliere dove andare perché le diverse zone da visitare sono ben 3, così grandi e distanti tra loro da non poterne vedere più di una nell’arco di una giornata. Quindi vediamo come organizzare al meglio la nostra visita.

Grand Canyon West Rim

Il West Rim fa parte della riserva indiana degli Hualapai ed è facilmente raggiungibile da Las Vegas in circa due ore e mezza di auto. Potete anche prendere in considerazione di fare una gita in giornata proprio dalla città del peccato. Noi siamo partiti in tutta tranquillità, in tarda mattinata, arrivando alle ore 15:00, per poter prendere la navetta che vi porta nei due grandi punti panoramici. Il West Rim non è visitabile con la propria auto perché gestito completamente dalla popolazione Hualapai.

Dovrete quindi recarvi in questo punto e lasciare l’auto: 5001 Diamond Bar Rd, Peach Springs, AZ 86434. Vi consigliamo di controllare anche le indicazioni sul sito ufficiale. Da qui la navetta, compresa nel biglietto d’entrata, vi porterà al primo punto panoramico: Eagle Point. Qui potrete oltre che ammirare un paesaggio mozzafiato, camminare sullo Skywalk. Questa pedana a strapiombo sul canyon è sconsigliata a chi soffre di vertigini perché è trasparente! Questo ponte a ferro di cavallo si trova a ben 1200 metri di altezza sul canyon. Qui non potrete scattare foto ma solo usufruire del servizio di un fotografo professionale, che ovviamente non è compreso nel biglietto d’entrata.

Noi abbiamo rinunciato a questa esperienza in quanto non compresa nel biglietto d’entrata. Ma vi possiamo assicurare che la vista è unica anche dai vari punti laterali.

Oltre allo Skywalk potete visitare il villaggio nativo americano della comunità locale dove nel weekend si svolgono anche degli spettacoli. E nell’Hualapai Ranch potrete ricaricarvi con un pasto, aperto dalle 9:00 alle 16:15. Altro grande punto panoramico è il Guano Point che è indubbiamente il punto migliore dove ammirare la suggestiva potenza di questo luogo. Mi raccomando, state sempre molto attenti: in questi posti non ci sono staccionate e purtroppo molto spesso per fare la foto più instagrammabile accadono gravi incidenti.

Le attività da svolgere qui sono tante altre: dal volo in elicottero, rafting nel fiume Colorado, alla zipline. Inoltre potrete soggiornare presso una delle cabine del Hualapai Lodge.

Il Grand Canyon West Rim è aperto dalle 8:00 alle 17:00 da ottobre a marzo, dalle 7:00 alle 17:00 da aprile a settembre. Calcolate circa 3 ore per l’intera visita.

Il costo dei biglietti varia dall’attività scelta:

  • Grand Package: che include general admission e Skywalk va dai 64$ ai 72$
  • Grander Package: che include general admission, Skywalk e il pasto va dagli 85$ ai 93$.

Se volete provare l’esperienza del giro in elicottero, voliamo a ben 289$.

Ci sono molto tour organizzati che partono da Las Vegas.

Vi consigliamo la vista qui? Assolutamente sì! Molto spesso è poco affollata e quindi si vive un’esperienza tranquilla. Noi abbiamo avuto modo di goderci anche uno splendido tramonto

North Rim

Si tratta della porzione di territorio più incontaminata e meno turistica dove vivere un’esperienza quasi in solitaria. North e South fanno parte del Parco Nazionale del Gran Canyon.

Noi abbiamo saltato questa zona perché non avremmo avuto tempo di visitarla a dovere e perché poco preparati ad intraprendere trekking nella natura selvaggia.

Non è possibile visitare il North e South in una sola giornata perché distano circa 354 km da percorrere in auto. In alternativa potrete percorrere un sentiero di circa 34 km a piedi, ma è consigliato solo ad esperti. La città più grande da cui partire è sempre Las Vegas ma potrete prendere in considerazione Page in modo da poter essere più vicini per una partenza in mattinata.

Qui non ci sono mezzi alternativi alla vostra macchina che vi ci possano portare.

Una cosa a cui dovete prestare grande attenzione, sono tutte le indicazioni rilasciate giornalmente dai ranger sul sito ufficiale del parco.

In inverno la zona è quasi del tutto chiusa a causa delle condizioni meteorologiche. Da novembre tutte le strutture, compresi gli alloggi e il campeggio sono chiusi, quindi potrete fare escursioni e visite ai 3 maggiori punti panoramici solo in giornata. Uno dei più accessibili e suggestivi è il Bright Angel Point. Controllate attentamente gli aggiornamenti prima di recarvi qui durante la stagione invernale.

Facendo parte del Grand Canyon National Park potete utilizzare la tessera Parchi Nazionali a 80$ (valida un anno) o pagare il biglietto per il singolo parco di 35$, che vi darà accesso anche al South Rim.

South Rim

Ok, ve lo diciamo subito. È il punto più turistico dei tre. Quello più attrezzato e popolare, grazie anche ai migliori punti panoramici da cui ammirare i canyon.

Sicuramente, a meno che non andiate la mattina presto, troverete file ai punti panoramici. Noi siamo stati alla fine di settembre, arrivando in tarda mattinata, e spesso ci siamo ritrovati a dover aspettare per fare uno scatto al panorama. È vero anche che potete intraprendere uno dei tanti trekking e ritrovarvi soli, poiché la maggior parte dei turisti e dei tour organizzati opta solo per la visita dei punti panoramici.

Il modo migliore per visitare il South Rim è parcheggiare l’auto in uno dei parcheggi disponibili, consultabili sulla mappa sul sito ufficiale, e utilizzare la navetta gratuita. Questo vi permette di raggiungere anche i punti non accessibili con l’auto, compresi gli alloggi. Le navette operano dalle 7:00 alle 19:30 e ci sono 4 diverse linee che normalmente passano ogni 15-20 minuti. Tuttavia, è consigliabile consultare sempre il sito ufficiale prima della visita. In alternativa, potete visitare il parco con la vostra auto seguendo la scenografica Desert View Drive.

Il Visitor Centre si trova al 20 South Entrance Road, Grand Canyon, AZ 86023, ed è aperto dalle 10:00 alle 16:00.

I migliori punti panoramici da non perdere includono: Mather Point, Desert View, Grandview Point. Assicuratevi di prendere una mappa al Visitor Centre e di non perdere nessuno di questi punti. Da ognuno di essi partono numerosi sentieri di diverse difficoltà e lunghezze. Valutate attentamente quello più adatto a voi e partite provvisti di acqua e cibo.

Ci sono ovviamente tour organizzati e gestiti dai ranger, come ad esempio il percorso che vi porta giù al Colorado River, ma che richiede un pernottamento obbligatorio.

Qui è valida la tessera dei parchi e il biglietto già pagato al North Rim.

Se decidete di pernottare all’interno del parco, prenotate il prima possibile e per il campeggio recatevi alla piazzola in tempo per montare la tenda e occupare lo spazio disponibile.

Ricordate sempre di rispettare l’ambiente: non date cibo agli animali, non li disturbate e non lasciate rifiuti. Se siete bravi, potreste anche raccogliere i rifiuti che trovate in giro. La natura vi ringrazierà.

Quando visitare il Grand Canyon

Che decidiate di visitare il West, il North o il South Rim, il consiglio è quello di evitare sia i periodi estivi, caldi e affollati, sia quelli invernali. In inverno, le temperature sono molto rigide e la neve rende impossibile l’accesso ai sentieri, oltre al fatto che strade, strutture e campeggi sono chiusi. Noi siamo stati alla fine di settembre e indossavamo ancora canottiere e pantaloncini durante il giorno, ma la sera le temperature scendevano notevolmente, tanto che dovevamo cambiare completamente abbigliamento.

In estate, è necessario indossare un cappello e protezione solare. Portate sempre con voi acqua e cibo nutriente, soprattutto se intraprendete lunghi sentieri. Durante le escursioni, è fondamentale avere scarpe da trekking adeguate e non lasciare mai i sentieri. Inoltre, evitate di tuffarvi nel fiume Colorado!

ATTENZIONE: non partite mai senza assicurazione sanitaria! Anche un piccolo incidente come una storta può avere costi elevati qui. Meglio non correre rischi! Noi ci affidiamo sempre a Heymondo e partiamo sempre sereni e tranquilli in ogni situazione. Inoltre, avete l’opportunità di ottenere uno sconto del 10% come nostri lettori!

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Avendo saltato la notte organizzata nel campeggio del Desert View, abbiamo proseguito il nostro viaggio in notturna fino a Kayenta. Evitate di commettere lo stesso errore e raggiungete le piazzole camping in tempo per montare la vostra tenda! Gli on the road sono meravigliosi, ma è importante organizzare gli alloggi per tempo per evitare di finire la notte in macchina, come è successo a noi. L’unico motivo per cui ne è valsa la pena è stato poter ammirare la Monument Valley all’alba, di cui vi raccontiamo l’avventura qui.

Il Grand Canyon rimarrà sempre nei nostri cuori, come l’avventura più entusiasmante vissuta fino ad ora negli Stati Uniti.

Speriamo di sentire presto i vostri racconti e non esitate a contattarci per ulteriori informazioni o aiuti! E se vi manchiamo, seguiteci giornalmente sui nostri social!

Partire senza il tuo cane o gatto: come organizzare la casa

Quando purtroppo non è possibile portare con noi in viaggio il nostro cane o gatto, dobbiamo trovare il modo migliore per lasciarli a casa in sicurezza e tranquillità.

A volte la fortuna di avere amici, parenti o vicini che ci possano pensare è tanto. Anche perchè vuol dire lasciare i nostri amici pelosi con persone di fiducia e che conoscono. Malgrado questo non è sempre detto che possiamo avere una persona che si occupi di loro mattina e sera o a cui comunque vogliamo lasciare tutta la responsabilità. L’alternativa è quella di rivolgerci ad un professionista quale un dog sitter che si occupi per lavoro di gestire il nostro cane o gatto quando siamo in viaggio. O trovare dei prodotti che limito la presenza fissa di qualcuno in casa.

Nell’arco di questi anni abbiamo sempre avuto la fortuna di avere parenti molto vicini a casa che si sono potuti occupare della nostra cagnolina Nanà e delle nostre gattine. Ma abbiamo comunque trovato modo di facilitare il compito ai nostri Pet sitter inserendo in casa alcuni prodotti che hanno limitato le loro cure.

Quindi qui di seguito trovate alcuni consigli e prodotti che hanno agevolato la gestione dei nostri amici pelosi e tranquillizzato le nostre assenze.

Prodotti da avere in casa per il tuo cane o gatto quando sei in viaggio.

Gestire Nanà è cosa molto semplice: pappa, coccole e biscottini. La lasciamo sempre dai nonni che la viziano! Avendo la fortuna di vivere davanti a noi, lei la notte dorme tranquilla in casa nostra nella sua cuccia. In realtà Nanà non ha bisogno di grandi cure o attenzioni in quanto durante il giorno se ne sta tranquilla in giardino.

Chi ha bisogno di qualche attenzione in più sono le due gattine Lilo e Ginny.

Per renderle più autonome in entrata e uscita dal giardino abbiamo munito la finestra del salotto di una gattaiola. Questo è il modello che abbiamo scelto. Potete impostarlo in totale apertura o bloccare la porticina in modo che una volta entrate non possano riuscire. Comoda perchè una volta entrate sono dentro e l’unica cosa a cui rimane da pensare è la pappa.

E proprio per quanto riguarda il cibo abbiamo fatto l’acquisto del secolo! Ci è costato un po’ ma abbiamo tolto del tutto il problema del dover dare da mangiare ai gatti.

Il dispenser per i croccantini dotato di due ciotole.

Si carica e si imposta con la giusta dose. Si può avviare registrando le impostazioni in automatico o gestire tutto dalla comodissima applicazione. Una volta impostato l’orario e registrato l’audio con il richiamo della vostra voce (Riccardo si è divertito tantissimo a fare questa cosa) il dispenser parte in automatico. Potete decidere se aumentare la dose o se dare aggiunte in altri orari. L’applicazione vi segnala anche quando il dispenser ha bisogno di essere ricaricato.

Noi l’abbiamo trovato comodissimo. Una di quelle spese che davvero vi consigliamo e che ridurrà di tanto l’eventuale assistenza da parte di altre persone ai vostri gattini.

Trovate anche quella per l’acqua ma noi abbiamo optato per una più economica avendo anche altre ciotole che lasciamo sempre piene e che vengono cambiate all’occorrenza da chi si occupa delle nostre gattine. Ovviamente le ciotole sono adatte anche per l’uso di uno o più cani.

Altro prodotto per noi ormai essenziale e che rende più sicura la nostra casa è la telecamera per controllare, anche quando siamo in viaggio, i movimenti delle nostre gattine.

Abbiamo scelto questa qui che con la comodo applicazione può essere girata e sistemata.

Questi sono a nostro parere alcuni prodotti per facilitare e semplificare la gestione del nostro cane o gatto quando siamo viaggio.

Altre accortezze sono quelle di controllare che in casa non lasciate cibo o altro che potrebbero mangiare. Sistemiamo e puliamo il giorno prima le lettiere. Facendo molto spesso dentro e fuori dal giardino sono molto autonome ormai e non sentono molto la nostra mancanza. Calcolando anche l’indifferenza con cui ci salutano al ritorno!

Al contrario di Nanà che ci riempie di coccole!

Ovviamente ci reputiamo fortunati ad avere persone fidate che possano venire all’occorrenza e che oltra a far star tranquilli noi e facciano tante coccole alle nostra amichette pelose.

E questi prodotti fanno si che i nostri aiutanti si possano dedicare di più a loro. Mentre se potete portare con voi in viaggio il vostro cane o gatto, qui trovate tutto quello che vi serve da sapere prima della partenza.

Noi sistemato tutto siamo pronti alla prossima partenza. Ma dove staremo per andare? Chiedete a Nanà, Lilo e Ginny!

Thanksgiving a New York: come partecipare alla parata

La nostra ultima gita a New York è stata proprio in occasione del Thanksgiving! Questa festa tutta americana, qui a New York è celebrata con una grande parata, a cui segue il pranzo di famiglia, quello con il tacchino gigante! Inutile parlarvi della grande emozione di essere lì, assistere a questo evento e condividere un’indimenticabile cena con nuovi amici.

È una delle festività americane più sentite, forse anche più del 4 luglio. Riunisce le famiglie che molto spesso vivono in diversi stati. E proclama l’inizio del periodo natalizio, tanto che il giorno dopo si parte con gli addobbi di Natale!

Non dimenticate mai di mettere in valigia la vostra assicurazione viaggio. Grazie a noi con HeyMondo, che ormai ci accompagna da anni, potete avere uno sconto del 10% sulla vostra prossima copertura viaggio.

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È sicuramente, oltre ad Halloween, la festa che più conosciamo grazie ai film e telefilm che spesso ci raccontano come ci si prepari a questa grande cena. E vivere l’emozione del Thanksgiving a New York vi darà davvero la sensazione di essere in una puntata di Friends.

Ma quali sono le origini di questa festività?

Il Thanksgiving è per la prima volta festeggiato nel 1921 a Plymouth. Nasce come festa di ringraziamento verso i nativi americani che aiutarono i Padri Pellegrini nel coltivare e organizzare raccolti e bestiame in questa nuova terra.

Arrivati dal vecchio continente non sapevano purtroppo gestire la terra e il suo clima. Così i nativi corsero in aiuto con i prodotti locali che ormai loro sapevano ben lavorare. Tra i più comuni la zucca che diventò poi uno dei grandi piatti di questa festa insieme al tacchino. Nel 1863 Abramo Lincoln ufficializza la festa al quarto giovedì di Novembre.

Tradizione a cui poi, nei secoli successivi, si è aggiunto il Black Friday. Dal 1952 al giorno del Ringraziamento segue il Balck Friday, la giornata che da il via allo shopping natalizio. Si dice che il suo nome sia nato a Philadelphia a causa del grande traffico che bloccava la città per via degli sconti. Così, dopo il giorno del Ringraziamento, si passa non solo agli addobbi ma anche alla stagione delle grandi compere di Natale e dei saldi.

Ora che abbiamo una visuale completa su questa festività, capiamo come poter vivere al meglio l’atmosfera del Thanksgiving a New York.

New York è la città che non dorme mai, e se vuoi viverla al meglio ti conviene prenotare in anticipo le tue esperienze nella City. Con GetYourGuide puoi scoprire le migliori attività e attrazioni, con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima. E se scarichi l’app da QUI e usi il nostro codice VABBEIOVADO5, hai anche un 5% di sconto sul tuo prossimo acquisto.

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Come assistere alla Parata del Thanksgiving a New York

La parata del Thanksgiving a New York viene organizzata per la prima volta nel 1924 dai dipendenti del grande magazzino Macy’s. Infatti questa parata prende il nome di Macy’s Thanksgiving Day Parade e termina proprio davanti allo store.

Il punto di partenza è West 77th Street & Central Park West alle 8:30. Da qui il cordone di carri con palloni giganti, ballerini, cheerleaders e grandi dello spettacolo si snoda fino a Columbus Circle, prosegue poi lungo la 6th Avenue arrivando fino a Macy’s Herald Square. Il percorso è di 4 chilometri.

Ovviamente non potete seguirla tutta! Ma vi facciamo scoprire alcuni punti strategici dove poter vedere meglio i tanti personaggi che animano questa festa! Tenete presente che la parata inizia alle 8:30 dal quartiere Upper East Side per terminare a Midtown, in circa 3 ore e mezza, quindi calcolate che se contate di aspettarla al punto finale dovrete essere lì almeno alle 10:00.

Noi eravamo a Brooklyn e siamo usciti alle 8:00 arrivando con la metro a Rockfeller. Ci siamo intrufolati lungo la 6th Avenue all’incrocio con la 39th. Siamo arrivati alle 9:30. La situazione in realtà è sempre molto tranquilla e controllata da polizia e servizi organizzativi. Non si è mai creata troppa folla o ressa, ne siamo mai stati schiacciati. C’erano anche tanti bimbi, quindi lo spazio tra le transenne viene ben monitorato in base all’affluenza. Ovviamente non pensate di allontanarvi per andare al bagno!

Rockfeller center a New York

E questo è uno dei luoghi consigliati per avere una buona visuale della parata. Potrete valutare gli altri sul sito di Macy’s in cui trovate anche la mappa con tutte le tappe.

Vivere il Thanksgivinig a New York era una di quelle cose segnata nelle Wish List da un po’ ed è andata oltre le aspettative! Ci siamo goduti in tutta tranquillità il passaggio dei carri: Snoopy, Spongebob, il Tacchino gigante e Jimmy Fallon! È sicuramente una di quelle esperienze da fare e vivere in compagnia della propria famiglia o degli amici prima del meritato pasto. Tutto termina verso le 12:30. Le strade vengono pian pian svuotate, si smonta tutto e la gente si avvia verso casa per terminare il pranzo.

Aspettate se potete un pò prima di avviarvi verso le varie stazioni metro. Potete controllare gli orari dei mezzi qui, tecnicamente rispettano gli orari festivi con alcune deviazioni per il passaggio della parata.

Assistere alla gonfiatura dei palloni

Se purtroppo non avete modo di partecipare alla parata, potrete in alternativa assistere alla cerimonia della gonfiatura dei grandi palloni. L’evento si svolge nel punto di inizio della parata quindi nel quartiere Upper East Side, precisamente tra la West 77th & West 81st Streets. Davanti proprio al Museum of Natural History, a cui potrete con la scusa far visita. Orario di inizio ore 18:00.

Preparati al viaggio: leggi qui quali sono tutti i documenti richieste per entrare negli Stati Uniti.

Terminata tutta la cerimonia abbiamo aspettato con calma che le strade si liberassero per poi dirigerci a Bryant Park, dove ogni anno viene allestita una pista di pattinaggio e un piccolo villaggio di Natale con stand di cibo e prodotti artigianali. Per poi tornare nel nostro appartamento a Brooklyn dove abbiamo condiviso un’indimenticabile cena del Thanksgiving con gli altri ragazzi dell’ostello. Ovviamente con il tacchino gigante che indovinate un po’ chi lo ha disossato? Ogni riferimento a Stefania è puramente casuale.

Ma la cosa più bella è stata aver creato l’atmosfera di una famiglia malgrado le differenze culturali, nazionali e religiose di ognuno di noi. Un tavolo fatto di americani, italiani e sud coreani che in quella serata hanno condiviso la bellezza che le esperienze di viaggio sanno donarci. E mai come in quell’occasione ci siamo sentiti grati di quello che abbiamo.

Trovate molti locali e ristoranti che servono una quasi tradizionale cena del Ringraziamento. In questo articolo vengono elencati alcuni ristoranti in svariate zone di New York, dove assaggiare il tacchino. Avete mai preso in considerazione la possibilità di visitare New York proprio durante il Thanksgiving? Raccontateci le vostre esperienze e se avete bisogno di altri consigli di viaggio vi aspettiamo qui o sui nostri social.

Sacro Bosco di Bomarzo: una passeggiata tra i mostri

A pochi chilometri da Roma, precisamente a 105 km, si trova un parco misterioso e affascinante, abitato da mostri e draghi: il Sacro Bosco di Bomarzo.

In questo luogo riposano strane creature che vi accompagneranno lungo un percorso che vi condurrà in una dimensione onirica, tra sogno e incubo. Incontrerete draghi, creature mitologiche e addirittura una casa pendente.

Come nasce il Bosco Sacro di Bomarzo

Nel 1552, il principe Vicino Orsini progettò questo parco, realizzato poi dall’architetto Pirro Ligorio. Si pensa che entrambi fossero amanti dell’esoterismo e esperti in alchimia. Questo potrebbe spiegare le strane creature che popolano quest’opera unica al mondo. Situato in provincia di Viterbo, poco lontano dal Monte Cimino, il parco nacque come un giardino all’italiana, arricchito successivamente da queste enigmatiche figure. Si inserisce perfettamente nello stile architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, mantenendo però il suo status di parco davvero unico nel suo genere.

Orsini dedicò questo “boschetto” — come lo chiamava lui — alla moglie, e si dice che nel tempietto possa trovarsi anche il suo sepolcro. Entrerete in questo bosco magico varcando un arco che vi presenterà al cospetto di due sfingi, le quali vi daranno il benvenuto con due iscrizioni che recitano così:

«CHI CON CIGLIA INARCATE ET LABBRA STRETTE
NON VA PER QUESTO LOCO, MANCO AMMIRA
LE FAMOSE DEL MONDO MOLI SETTE»

«TU CH’ENTRI QUA PON MENTE PARTE A PARTE
ET DIMMI POI SE TANTE MARAVIGLIE
SIEN FATTE PER INCANTO O PUR PER ARTE»

Da qui capiamo che non stiamo entrando in un bosco qualsiasi e che il silenzio e la pace devono essere tra le prime regole da rispettare. Ci viene posto un quesito che risuonerà nella nostra mente per tutto il percorso: questo posto nasce dalla voglia di condividere l’arte o per sbalordirci? Sicuramente l’intento è quello di trasportare il visitatore in un mondo onirico, un labirinto in cui perdersi e allontanarsi del tutto dalla realtà. Arrivando quasi a chiedersi: ma sono ancora nella dimensione reale? E la cosa sarà ancora più chiara una volta che sarete arrivati davanti alla grande maschera dell’orco. “OGNI PENSIERO VOLA” è la scritta che si trova sulla bocca dell’orco.

Una volta varcata la bocca-porta, sarete dentro una stanza in cui ogni vostro suono riecheggerà in modo spaventoso. Il percorso non ha coerenza tra le sculture; è un labirinto in cui vi perderete, avvolti dalla natura e dai suoi simboli. C’è chi addirittura vi ritrova allegorie con la Divina Commedia.

Effettivamente, è difficile capire se si stia vivendo un sogno o un incubo. La mia impressione è stata quella di entrare in una dimensione fiabesca, ma molto oscura. Mi ha ricordato la sensazione che da piccola provavo guardando film come “La storia infinita”, in cui il protagonista si addentrava in un mondo fantastico tra creature mostruose e altre amichevoli, che lo trasportavano in una dimensione surreale. “Ma dove sono finita?” sarà la domanda che più spesso vi farete, leggendo le strane incisioni sulle statue, tra indovinelli e enigmi a cui difficilmente troverete una soluzione.

Così come sarà difficile trovare un senso alla casa pendente, in cui il vostro equilibrio sarà duramente messo alla prova. Tra elefanti, draghi e creature mitologiche come Ercole, tutto sarà ormai…surreale.

Il Sacro Bosco di Bomarzo, dopo la morte del principe Orsini, fu abbandonato per secoli. Rivedette la luce solo agli inizi del Novecento, quando fu restaurato dalla famiglia Bettini, diventando un luogo di pellegrinaggio per artisti eccentrici come Salvador Dalì, che si innamorò di questo posto.

Quando e come visitarlo

Il Sacro Bosco di Bomarzo è visitabile tutti i giorni, dalle 09:00 alle 17:00 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio, e dalle 09:00 alle 19:00 nei restanti mesi.

Il costo dei biglietti è di 13 € per gli adulti e 8 € per i bambini fino ai 13 anni. Non è consentito introdurre cani, fumare o mangiare nell’area monumentale. Si raccomanda di rispettare le opere.

Fuori dal parco sono disponibili servizi igienici, un’area pic-nic, un bar-ristorante e una libreria, dove potrete trovare libri e souvenir. Valutate attentamente le giornate in cui visitare il parco e, se possibile, prenotate il biglietto online. Noi siamo stati un lunedì mattina di ottobre e, ovviamente, era deserto!

Potete arrivare con la vostra auto e parcheggiarla nel grande parcheggio gratuito davanti alla biglietteria. Da Roma, sono circa 105 chilometri. Potete prendere l’autostrada A1: uscita Attigliano, direzione Bomarzo, oppure la superstrada Viterbo-Orte, uscita Bomarzo. Noi abbiamo optato per l’autostrada venendo da Roma nord. Con i mezzi, potete prendere il treno per la stazione Orte Scalo o optare per il bus diretto a Bomarzo; controllate le corse e gli orari sul sito.

Sicuramente, il periodo migliore per visitarlo e lasciarsi suggestionare da questo luogo è ottobre. La vicinanza ad Halloween aggiunge un’atmosfera di inquietudine, e chissà che questi mostri non entrino nei vostri incubi. Ma è molto affascinante anche per il foliage che riempie di colori la ricca vegetazione. Se poi non siete ancora abbastanza spaventati, nel rientrare a Roma potete passare da Profondo Rosso a prendere un film horror con cui concludere la giornata. Ho fare una bella passeggiata scoprendo i 5 luoghi misteriosi di Roma.

Aspettiamo di conoscere le vostre impressioni su questo luogo tra il fiabesco e il mostruoso e seguiteci sui nostri social per non perdere le prossime avventure.

San Francisco: le 10 cose da non perdere assolutamente!

Nel pensare alle cose da non perdere a San Francisco mi viene subito in mente la Clam Chowder mangiata al Pier 39 e i tantissimi gabbiani che ci volano sopra la testa aspettando il momento giusto per aggiudicarsi la loro parte.

Ricordo la serata Rock’nRoll in quel locale specializzato in Martini e le chiacchierate con la band. La lunga passeggiata, se passeggiata vogliamo chiamarla, fatta attraversando il Golden Gate Bridge e arrivando fino a Sausalito. Il sali e scendi delle sue strade, la più iconica Lombard Street e la copia di “On the Road” di Jack Kerouak comprata nella storica libreria City Lights.

Di cose da non perdere a San Francisco ce ne sono tante. Troppe. Troppissime. Ho deciso di racchiudervi qui le 10 cose da non perdere a San Francisco assolutamente!

Le cose che dovete fare costi quel che costi. E la maggior parte sono gratis!

Il Golden Gate Bridge, da non perdere a San Francisco
Cartoline con il Golden Gate Bridge

Fisherman’s Wharf e Pier 39.

È uno dei quartieri più iconici di questa città. Qui si passeggia tra negozi e ristoranti di pesce. Ordina una Clam Chowder da Chowders e gustatela prima di finire abbacchiato come i leoni marini che dovrai passare a trovare al Pier 39! E si perchè le mascotte di questa zona sono i centinaia di leoni marini che da circa il 1990 vengono a riposarsi sulla banchine di questo molo, diventanti ormai un’attrazione turistica. Mi raccomando non disturbateli e non avvicinatevi. Non sono così carini come sembrano. Se volete conoscerli meglio potete visitare il Sea Lion Center.

Golden Gate Bridge e Sausalito

Cosa c’è di più iconico de Golden Gate Bridge? Questo ponte costruito nel 1937 ha una lunghezza di ben 2,7 km percorribili in auto, a piedi o in bici. Prende il nome dallo stretto che unisce la Baia di San Francisco all’oceano Pacifico.

Noi ovviamente abbiamo deciso non solo di attraversarlo ma anche di arrivare a Sausalito. A piedi! Si può percorrere a piedi o in bici solo dalla carreggiata sinistra, quella che affaccia su tutta la città. Il passaggio ai pedoni e ciclisti è gratuito e aperto dalle 5:00 alle 17:00/ 21:00 in estate. Il tempo è stato a nostro favore quindi ci siamo goduti la passeggiata sul ponte e indecisi se proseguire o no abbiamo optato per raggiungere la piccola cittadina di Sausalito per poi rientrare a San Francisco con il traghetto.

Non potete dire di essere stati a San Francisco se tra le cose da non perdere non avete attraversato il Golden Gate Bridge. Vale con qualsiasi mezzo!

Coit Tower e Lombard Street

La Coit Tower è uno dei punti panoramici migliori della città, posizionata su Telegraph Hill. Si tratta di un monumento ai vigili del fuoco, che per anni sono stati impegnati nello spegnimento di tanti incendi che abbattevano la città a causa delle case costruite in legno. Costruita nel 1934, si trova all’interno del Pioneer Park, raggiungibile con una scalinata di legno che vi porterà davanti la statua di Cristoforo Colombo. E magari potrete anche conoscere i simpatici pappagallini: Wild Parrots of Telegraph Hill, che ormai vivono in questo parco dal 1990.

Al suo interno si trovano tanti murales che raccontano la vita quotidiana della popolazione locale negli anni ’30 e della Grande Depressione.

È possibile visitarla tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00/ 18:00, costo del biglietto 9$.

Noi abbiamo unito la visita alla Coit Tower alla passeggiata lungo Lombard Street. Questa strada si aggiudica l’appellativo di “strada più tortuosa del mondo”.

Per l’esattezza il suo tratto più famoso è “Russian Hill” che si snoda in ben 8 tornanti, in pendenza, difficili da fare in macchina figuratevi a piedi. Ma come sempre le nostre gambe, abituate a tutto, ci hanno portato fin su. Da cui abbiamo ammirato il paesaggio osservando la Coit Tower di fronte a noi.

Haight-Ashbury

Da grande fan del movimento Hippie e dei figli dei fiori, non potevo assolutamente perdermi tra le vie di questo quartiere. Tra Haight Street e Ashbury Street, si concentrano negozi vintage, esoterici, caffetterie super colorate e leggendari negozi di musica come: Amoeba Music. Per gli amanti della musica e del rock come noi questo posto è il Paradiso!

Si respira un’aria tranquilla dove negli anni ’60 i grandi della musica rock come Janis Joplin e Jimi Hendrix proclamavano amore e pace.

State però attenti la sera, la zona purtroppo al calar del buio non è molto tranquilla. Noi ci siamo mossi per un pò di locali ma poi siamo tornati con il taxi evitando di passare nei pressi del Golden Gate Park. Consiglio datoci dai local.

Castro

Iconico quartiere legato al movimento LGBT. Grazie proprio all’espandersi della cultura Hippie e ai radicali cambiamenti culturali che gli anni ’60 hanno visto, questo quartiere è diventato casa per tanti giovani omosessuali. Una grande bandiera arcobaleno sventola a Castro street, con i suoi marciapiedi arcobaleno e il famoso Castro Theatre sede di alcui importanti appuntamenti della comunità che vive in questa zona. Il luogo perfetto dove sorseggiare un drink in un locale Gay Friendly.

Painted Ladies

Queste casette colorate sono sicuramente la cosa che più si avvicina al mio ideale di casa perfetta! Con il loro stile Vittoriano e Edwardian (cioè stile neo- barocco) i loro colori e decorazioni attirano subito l’attenzione. Si trovano dal numero 710 al 120 di Steiner Street all’incrocio con Alamo Square Park. Sono diventate famose grazie anche all’apparizione in tanti film e sono sicuramente una delle cartoline da riportare a casa.

China Town

Non è la solita China Town che potete trovare in tutte le città ma è la più antica e più grande comunità cinese degli Stati Uniti. Dal 1840 la cominità cinese ha reso questo quartiere, nel cuore di San Francisco, la proprio casa. Le lanterna lungo le strade e i negozi sono delimitati dalla Dragon’s Gate, il grande portone che da accesso a China Town dal 1970.

Non mancate di gustare i famosi biscotti della fortuna che sono diventati famosi in tutto il mondo grazie alla Golden Gate Cookie Factory che dal 1962 sforna questi dolcetti che si dice siano in realtà di origine giapponese. In ogni caso qui li troverete di qualsiasi tipo e gusto.

Cable Car

Fare un giro su uno dei storici Cable Car di San Francisco è una delle cose da non perdere. I Cable Car che vediamo oggi sono andati in sostituzione ai vecchi tram che venivano trainati da cavalli. Nel 1873 finalmente viene messo in uso il primo Cable Car elettrico che portò poi alla realizzazione di ben 23 linee.

Ma ad oggi ne sono attive solo 3: Powell – Mason, Powell -Hyde e la California St. line. Tenete presente che si tratta di una delle più turistiche attrazione di San Francisco, quindi molto spesso c’è una gran fila da fare. Le corse partono alle ore 07:00 e terminano alle 22:00, costo del biglietto per una sola corsa: 8$. Potete studiare bene le corse sul sito ufficiale in modo da organizzarvi bene e sfruttare la corsa più comoda per raggiungere un punto di interesse. Aspettate alla fine della corsa, di vedere come il Cable car viene girato sulla sua piattaforma.

Ferry Building

Questo edificio storico di San Francisco si trova nel quartiere di Embarcadero e insieme al Golden Gate Bridge è tra le costruzione simbolo di San Francisco.

La sua torre dell’orologio svetta a 75 metri di altezza e si ispira alla Giralda di Siviglia. Fa da faro a tutte le imbarcazione che attraversano la baia di San Francisco. È stato costruito nel 1898 e da grande porto purtroppo vide un periodo di declino terminato agli inizi del 2000 quando fu ristrutturato e trasformato in un mercato. Nasce così il Ferry Building marketplace. Avrete una grande scelte tra prodotti locali e biologici a marchi più commerciali. Io ho preso un gustosissimo gelato da Humphry Slocombe.

I suoi orari di apertura sono dal lunedì alla domenica dalle 07:00 alle 20:00. Potete controllare eventuali chiusure sul loro sito ufficiale.

Union Square

Si tratta del quartiere finanziario della città. Ma non solo, perchè in questa piazza, dalla data della sua costruzione nel 1850, si sono mosse tante manifestazioni che ancora oggi animano la popolazione. È anche il quartiere dello shopping e delle grandi marche.

Una delle prime tappe fatte appena arrivati a San Francisco infatti è stata la ricerca di una calda felpa proprio tra i negozi di questa zona. Una cosa che dovete tenere presente su San Francisco sono le sue temperature. Qui non troverete mai il caldo di Los Angeles! Quindi tenete con voi sempre una felpa.

City Light Bookstrore, San Francisco
Libri volanti a North Beach

Queste sono solo alcune, anzi 10, delle tappe che non potete assolutamente perdere a San Francisco.

Ma vi do un bonus. Vi ho parlato di Jack Kerouak e della libreria simbolo della beat generation: City Light Bookstore. Questa libreria è stata fondata da due italo americani nel 1953, nel quartiere di North Beach. Per la precisione fondano la casa editrice a cui poi sussegue la libreria. Era ritrovo dei grandi scrittori che riuscirono con le parole a stravolgere un’intera generazione, che ancora oggi trova in questi libri un credo. E poter entrare lì è stata un’emozione che ha reso questo viaggio indimenticabile.

Le cose da vedere a San Francisco sono così tante che ci vorrebbero almeno altri 5 articoli “10 cose da non perdere a San Francisco“.

Ma per il momento ci fermiamo qui, sperando magari di poter tornare presto in questa favolosa città e portarvi a scoprire i suoi luoghi più nascosi.

Ma se riuscite prima voi, siamo come sempre felici di leggervi e sapere la vostra su questa città unica dei favolosi States!

PS: Ti consigliamo sempre di stipulare un’assicurazione viaggio che posso farti vivere la tua esperienza in tutta tranquillità!

Noi ci affidiamo a Heymondo ed abbiamo per un codice sconto per te!

Profondo Rosso Store e il museo degli Orrori.

In via dei Gracchi 260, c’è una porta dall’insegna terrificante: Profondo Rosso! Il suo nome dice tutto. Varcata la sua soglia sarete catapultati in una dimensione fatta di orrende creature, alieni e esseri terrificanti. Da bimbi passare qui davanti era un’incubo. Le maschere e i strani gadget incutevano terrore e paura.

La stessa dei film di Dario Argento, che visti di nascosto, hanno segnato la mia infanzia.

Profondo Rosso store, Roma

Eppure anni e anni dopo questo store è diventato il punto di ritrovo durante il mese di ottobre. Quando presi dalla curiosità e dalla voglia di mistero ci si incontrava qui davanti per comperare la maschera più terrificante da sfoggiare alla festa di Halloween. E magari portarsi a casa anche il DVD dell’ultimo raccapricciante film horror da guardare tutti insieme terrorizzati!

Ma come e da chi nasce Profondo Rosso?

Quando si parla di Profondo Rosso la mente non può che non ricollegarsi al famoso film del 1975. Nato dalla mente del grande regista Dario Argento, questo film ha segnato il suo passaggio dal thriller all’horror. Le musiche della colonna sonora dei Goblin ricollegano in automatico alla famosa scena dello specchio.

Profondo Rosso non è quindi un nome scelto a caso. Ad Halloween del 1989 Dario Argento e Luigi Cozzi, anche lui regista e suo collaboratore, decidono di aprire questo store che in pochissimo tempo diventa punto di incontro per fan e amanti del genere horror e fantascienza.

Qui poterete trovare film ricercatissimi e grandi cult. Libri, gadget, maschere terrificanti, posters, action figures dei vostri mostri preferiti e le chicche che difficilmente potrete trovare altrove. In tutto ciò a rendere questo luogo ancora più oscuro e misterioso c’è la piccola scala a chiocciola sulla sinistra che vi condurrà nei tenebrosi sotterranei del Museo dell’Orrore. Avete capito bene: Museo degli Orrori. Preparatevi a ritrovarvi nelle scene più terrificanti di alcuni film come “Demoni”, “Phenomena” e altri ancora. In questi sotterranei, Dario Argento e Luigi Cozzi, hanno ricostruito alcune scene con i materiali originali utilizzati durante le riprese dei film. Mentre scendete e vi avvicinate ad ogni cella, una voce vi narrerà le tragiche vicende di quello che avete davanti i vostri occhi.

È giusto informarvi che tra demoni e uccelli maledetti non è detto che riusciate ad uscirne vivi…

Nel caso contrario potrete avere la fortuna, riemersi dalle tenebre, di incontrare i due registi e artefici di queste mostruosità.

Fortuna che in tanti anni noi ancora non abbiamo avuto. Ma la gentilissima Letizia, che ormai gestisce lo store dalla sua apertura, ci ha raccontato come ormai questi mostri, le maschere, e la cupa atmosfera di questo posto, siano casa. Di come la paura ha fatto spazio alla tranquillità. Di come questo posto ormai sia una comfort zone in cui vengono da tutto il mondo, non solo per cercare le rarità da collezione, ma per poter respirare la storia e la passione che ormai da 34 anni sono racchiuse in queste mura. E tantissimi grandi nomi del cinema sono passati e passano qui, da Tim Burton a Tom Savini.

Lo store vende anche online in tutto il mondo ma perchè privarsi della possibilità di acquistare il film direttamente dal suo regista?

E poi non è giusto che io sia l’unica a dover passare notti insonni dopo aver visitato il Museo degli Orrori! Quindi: Profondo Rosso vi aspetta dal lunedì al sabato dalle ore 11:00 alle 19:30. Vediamo un pò in quanti avranno il coraggio di entrare!

Cosa non perdere a Lisbona in ordine sparso

Lisbona è una città dalle facciate decorate con azulejos e dalle inspiegabili case abbandonate, dalle vivaci stradine colorate alle eleganti e austere cattedrali. Dai deliziosi dolcetti di crema alle crocchette di formaggio filante. Dalla sua architettura al suo cibo, con il sottofondo della musica Fado, la vostra visita a questa città rimarrà una delle più singolari.

Se avete seguito le nostre precedenti avventure, sapete che siamo arrivati fino a Lisbona con la nostra macchina, partendo da Roma!

Sì, avete capito bene! Abbiamo percorso più di 2.850 chilometri per venirci a gustare l’originale Pastel de Belém nella sua città di origine. Ah, e sempre in compagnia della nostra dolce Nanà! La nostra visita, però, è stata molto breve. In soli due giorni abbiamo dovuto fare un giro veloce delle attrazioni imperdibili di Lisbona! Nella puntata precedente eravamo in Algarve, la nostra prima tappa portoghese! Non avevamo un piano ben preciso: questa volta nessun itinerario super dettagliato da seguire. Ci siamo goduti questa città così come veniva.

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Cosa non perdere a Lisbona in ordine sparso!

Pastéis de Nata

Se, come noi, volete iniziare la mattinata in dolcezza, partite da questo quartiere che profuma di dolcetti appena sfornati. Belém, il quartiere dei Pastéis de Nata. Posizionatevi dalle 8:00 al numero 84 di Rua de Belém, aspettate che le porte della storica pasticceria Pastéis de Belém aprano e gustatevi l’originale tortino ripieno di crema appena sfornato, magari con una spruzzatina di cannella.

Questa pasticceria ha origine in una vecchia raffineria di canna da zucchero del 1837, dove si iniziò a sfornare questi dolcetti seguendo la segreta ricetta del monastero di Mosteiro dos Jerónimos, che fu chiuso qualche anno prima.

La ricetta è così segreta che queste tortine di crema sono le uniche a potersi chiamare «Pastéis de Belém» perché prodotte all’interno di questa pasticceria. Tutte le altre sono semplicemente Pastéis de Nata. Qui, cannella e zucchero a velo vi vengono dati a parte. Il nostro consiglio è di gustarne uno senza nulla e poi passare al secondo con un leggero velo di cannella. Preparatevi a fare un po’ di fila!

Se da qui vi incamminate lungo Rua de Belem, a solo 170 metri ma al lato opposto, il vostro olfatto sarà attirato da profumo cannelloso dei Pastel de nata di Manteigaria – Fábrica de Pastéis de Nata. Questa è una delle tante sedi che trovate qui a Lisbona e a Porto. La crema qui è molto più saporita e l’impasto della sfoglia più fino. Forse, forse ci è piaciuto di più!

Quello che è certo che sono in assoluto le cose da non perdere a Lisbona! Ma aspettiamo un vostro riscontro!

Torre di Belem e Padrão dos Descobrimentos

A stomaco pieno, non ci resta che metterci in cammino e dirigerci verso i due luoghi iconici di questo quartiere occidentale di Lisbona, che affaccia sul fiume Tago.

Iniziamo dalla Torre di Belém o Torre di São Vicente. Questa torre fortificata, terminata nel 1521, è un sito del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco grazie all’importante ruolo avuto durante il periodo delle scoperte come porto sicuro per tutti i navigatori portoghesi.

È possibile accedervi e godere di una vista stupenda dalla sua terrazza. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 09:30 alle 18:00. Il costo del biglietto è di 8€. Consigliamo di prenotare online con il salta fila, a meno che non pensiate di andare molto presto la mattina. Possiamo assicurarvi che la fila alle 11:00 del mattino era piuttosto lunga. Da qui, proseguite costeggiando il lungo fiume; la vostra prossima meta è ben visibile.

Il Monumento alle Scoperte, Padrão dos Descobrimentos, è un elogio a tutti i grandi navigatori portoghesi, primo fra tutti Enrico il Navigatore. Fu dedicato a lui in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morte. Realizzato nel 1960 sulle rovine del precedente monumento del 1940, che fu demolito perché costruito con materiali scadenti, il monumento raffigura Enrico il Navigatore che tiene in mano una caravella, seguito da altri grandi eroi portoghesi. Potete accedere all’interno del Monumento alle Scoperte e salire sulla terrazza per ammirare il panorama su tutto il quartiere e su Lisbona a ben 54 metri di altezza. L’accesso alla terrazza è servito da un ascensore.

Al piano inferiore, potete visitare il Centro Culturale delle Scoperte. È aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. Il costo del biglietto è di 10€. Alle spalle del monumento si trova la grande Rosa dei Venti, di 50 metri di diametro, che traccia le rotte dei grandi navigatori. Realizzata dall’architetto Luís Cristino da Silva, è un mosaico in marmo rosa e nero, regalo del Sudafrica.

Per ammirarla interamente, non vi resta che salire sul Monumento alle Scoperte. Queste due tappe sono sicuramente tra le cose da non perdere a Lisbona.

Monastero di san Gerolamo,, portogallo

Monastero dos Jerónimos.

In pochi passi potrete raggiungere un altro iconico luogo di questo quartiere che celebra il ritorno del grande Vasco da Gama dopo la scoperta della rotta per l’India: Monastero dos Jerónimos.

La sua costruzione fu iniziata nel 1502 e terminata cento anni dopo. In stile manuelito si unisce perfettamente con il tardo gotico e il rinascimento. È quindi uno spettacolo che non può essere perso anche solo se ammirato da fuori. Realizzato dall’architetto Diogo Boytac e dedicato al santo protettore dei marinai: San Geronimo. Nel 1983 fu dichiarato patrimonio dell’Unesco.

Il suo interno, rimane per noi una delle tappe da recuperare nella nostra prossima visita a Lisbona. Vi lasciamo comunque le info indispensabili.

Visitabile dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 17:00 orario invernale alle 18:00 orario estivo, costo del biglietto 12€.

 

LX Factory, il quartiere da non perdere a Lisbona

Proprio perché qui è tutto in ordine sparso, saltiamo all’alternativa e colorata zona di LX Factory. Si tratta di un’ex zona industriale, facilmente riconoscibile dai suoi grandi capannoni. Abbandonata per decenni, nel 2008 è stata rivalutata e riconvertita in uno spazio creativo e sociale.

Ora potete passeggiare nella sua verde area tra negozietti vintage, tatuatori, librerie e tanti locali con una vasta scelta culinaria. L’impronta industriale è stata trasformata dai colori sgargianti della street art, che ha portato nuova vita a questi grigi muri. Tra le cose da non perdere, un libro ricordo/souvenir nell’ormai instagrammabile Livraria Ler Devagar.

Avrete l’imbarazzo della scelta su dove fermarvi a caricare le batterie con un buon piatto. La scelta è vastissima e include opzioni vegane. Dovete solo scegliere il localino che vi ispira di più.

Noi ci siamo concessi un Pastel de Bacalhau da Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau. Si tratta di tipiche crocchette di baccalà e patate con un cuore di formaggio filante. Imperdibili, peccato solo che qui costano 5€ l’una. In giro per la città trovate tante altre opzioni più economiche, anche se questi sono davvero spettacolari!

Il centro è aperto in media dalla mattina dalle 08:00 fino alle 02:00, ma ogni singolo negozio e locale ha il proprio orario. Per noi è il luogo perfetto per un aperitivo e un po’ di shopping di seconda mano in totale relax.

Il quartiere di Alfama e Barrio Alto

Tra le cose da non perdere a Lisbona sicuramente una passeggiata tre le viette che fanno su e giù nello storico quartiere di Alfama. Qui il  Castello di Sao Jorge si erge su tutta la città come punto panoramico più alto. Le stradine e le facciate delle costruzioni decorate dagli azulejos lo rendono uno dei quartiere più caratteristici dove potersi fermare per un tramonto super in uno dei suoi mirador: Miradouro de Santa Luzia e il Miradouro das Portas do Sol. Per scendere potrete fare un giro sul famoso Tram 28.

Tornati giù gustatevi un drink vista Tago da uno dei chioschi a Praca do Comercio. Quiosque Ribeira das Naus vi da la possibilità di rilassarvi su una sdraia e osservare le imbarcazione illuminate nella notte che navigano il fiume in tranquillità.

Da questo quartiere ci siamo diretti verso il Bairro Alto. Tra i tanti locali di questa zona vivace, ci siamo fermati da Tasca Da Tia Mancheta, attirati dalla musica Fado. Inaspettatamente, siamo riusciti a gustarci una cena tradizionale e a vivere l’emozione che questi canti popolari sanno trasmettere.

Solitamente, per partecipare a uno spettacolo di Fado bisogna prenotare in qualche locale specializzato, con prezzi che si aggirano tra i 20€ e i 50€, cena inclusa. Qui, invece, abbiamo avuto modo di godercelo al costo di due portate e un bicchiere di vino. Inoltre, è stato importante per noi poterci sedere con Nanà, la nostra cagnolina, in quanto il locale ha tavolini all’esterno posizionati esattamente davanti alla porta dove gli artisti si esibiscono. Davvero un’esperienza d non perdere a Lisbona!

Purtroppo, non possiamo definire Lisbona come una città Dog Friendly. Nei locali, i cani non possono accedere a meno che non ci siano tavolini all’aperto. Possono salire sui mezzi pubblici solo se in un trasportino e non possono entrare in nessun negozio. Ovviamente, è normale che non possano accedere ai luoghi di culto o monumenti.

Questo ci ha limitato molto. Abbiamo sempre dovuto optare per usare la nostra auto per i grandi spostamenti o camminare, rinunciando anche a un giro sul famoso Tram 28. Abbiamo riscontrato questa problematica in tutto il Portogallo che abbiamo visitato in questo viaggio. Motivo per cui, la prossima volta Nanà rimarrà a casa con i nonni e noi ci godremo Lisbona in tranquillità!

Lisbona ha tanto altro da scoprire e gustare. Purtroppo, il nostro tempo era scarso. Ma abbiamo comunque voluto condividere con voi le cose da non perdere a Lisbona anche se con pochissimo tempo. Aspettiamo con ansia di tornare e se volete, nel frattempo, raccontarci la vostra esperienza o consigliarci altro, saremo lieti di leggervi. Vi ricordiamo che trovate tutte le nostre avventure aggiornate sui nostri social! Al prossimo Pastel de nata!

Cameron Highlands: una giornata tra le piantagioni di tè

Tra le gite da fare fuori porta a Kuala Lumpur, sicuramente non può mancare un fresca passeggiata tra le piantagioni di tè nelle Cameron Highlands. Si tratta delle piantagioni di tè verde più grandi del sud est asiatico. Risalenti al periodo coloniale britannico, furono chiamate così in onore dell’esploratore William Cameron che nel 1885 mappò la zona. Ad oggi oltre al tè potrete visitare piantagioni di fragole, lavanda e miele che si alternano a strutture turistiche. Ma fortunatamente ancora c’è molto del loro fascino naturale e della foresta.

Come organizzare un’escursione nelle Cameron Highlands

Abbiamo organizzato la nostra escursione in giornata nelle Cameron Highlands il giorno prima grazie alle ragazze del Centro Turistico malese a Kuala Lumpur. Ci hanno messo in contatto direttamente con una guida locale, con cui ci siamo poi accordati per orario e punto di incontro. Per visitare questa zona è consigliato affidarsi a tour. Impensabile girare da soli, almeno che non si pensi di affittare un’auto. Tenete presente che il viaggio comunque richiede più di 3 ore di auto. Sarebbe un vero sbattimento, almeno che non abbiate tempo a disposizione per passarci una notte, approfittarne per qualche trekking e godervi un tramonto tra le verdi terrazze.

Visto il poco anticipo nella nostra organizzazione del tour, abbiamo preferito affidarci a un driver personale che ci ha prelevato dal nostro hotel e portato in giro tutto il giorno. Tra l’altro è stata un’esperienza anche molto più intima. Abbiamo avuto la possibilità di passare un’intera giornata con un locale, preparatissimo sul suo paese, felice e orgoglioso di spiegarci ogni particolare della sua cultura e del territorio malese. è stato un vero piacere. Siamo partiti alle 7:30 dal nostro hotel di Kuala Lumpur e siamo tornati alle ore 20:00. Costo del tour in due: 740 RM, circa 150€ in due, quindi anche meno della media dei prezzi dei tour con bus.

Cameron Highlands, Malaysia

È vero che sono famose per le piantagioni di tè, ma non saranno le uniche cose che vedrete qui! Vi stupirete di quante meraviglie naturali e attrazioni turistiche ci sono in questa zona centrale della Malesia. Quindi qui di seguito tutto quello che puoi vedere alle Cameron Highlands.

Cascate di Lata Iskandar

La prima tappa del nostro tour privato è stata in queste cascate che rimangono lungo il percorso. Immerse nelle foresta sono un vero spettacolo naturale. Alcune persone stavano addirittura facendo il bagno. Tra l’altro qui ci sarebbe anche un bel trekking da fare se avete tempo. Ci sono alcune bancarelle che vendono frutta fresca raccolta nella foresta. Se alzate il naso all’insù vedrete molti alberi di Jack Fruit e mango. Una sosta piacevole per spezzare le prime ore di auto.

Cameron Valley Tea Plantation

La nostra prima piantagione di tè! Sarete subito colpiti dalla grande scritta stile Hollywood che spicca sulle verde terrazze. Ci siamo incamminati dal parcheggio seguendo il percorso che si snoda all’interno delle piantagioni. State attenti a non uscire fuori dal sentiero e non rovinare le piante al vostro passaggio. Abbiamo assaggiato una tazza di tè gustandoci la pace di questo posto. Abbiamo fatto scorta di tè per almeno tutto l’anno!

PS: Vi ricordiamo sempre di viaggiare tranquilli e sicuri. Quindi non partite mai senza una buona assicurazione viaggio e sanitaria! Noi ormai ci affidiamo a HeyMondo! E grazie a noi potete avere uno sconto del 10%! Clicca qui!

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Boh Plantation, nelle Cameron Highlands.

Molto più turistica e commerciale è anche la prima e più antica piantagione di tè del paese. Risalente ai primi anni venti ad opera dell’inglese Archibald ‘Archie’ Russell. Negli anni questo territorio è stato più volte occupato e scenario di guerre. Rimanendo l’unica piantagione inglese all’attivo anche dopo l’indipendenza della Malesia dall’Impero Britannico. Oggi qui è possibile visitare le piantagioni che si espandono per ettari in verdi e lussureggianti terrazze, assistere alla lavorazione delle foglie da te e soprattutto poterlo assaggiare ammirando tutto questo. Tra l’altro è anche un ottimo souvenir da riportare!

Cameron Lavander alle Cameron Highlands

Dobbiamo ammettere che è stata la nostra prima volta anche per il campo di lavanda. Questo grande giardino in realtà sembra più un parco divertimenti per bambini. Ma non eravamo a conoscenza delle tappe del nostro tour quindi ci siamo affidati a tutto quello che la nostra guida-driver ci proponeva. Nel complesso è stato carino. Tra l’altro potete assaggiare il gelato alla lavanda!

Prezzo di entrata 40 RM, circa 8€.

Cameron Higlands Butterfly Garden

Piccolo parco che ospita oltre alle farfalle altre piccole specie animali, come rettili, coniglietti e altri piccoli mammiferi. Si trovano anche alcune piante tipiche e autoctone della zona. Sicuramente non lo avremmo mai inserito in un itinerario strutturato da noi. Forse va bene se siete con bimbi ma altrimenti potrebbe benissimo essere una tappa da evitare. Anche perchè non molto ben tenuto e non è da noi visitare luoghi dove gli animali vivono in gabbie.

Raaju’s Hill Strawberry Farm

Abbiamo scoperto grazie a questa esperienza che la Malesia è una gran produttrice di fragole. In questa piccola coltivazione così come nelle tante altre in questa zona potete divertirvi a cogliere le vostre fragole che potrete poi acquistare al chilo. C’è un caffe con terrazza dove potrete acquistare uno dei dolci fatti da loro con le fragole e gustarvelo in tranquillità.

Queste sono state tutte le tappe del nostro tour privato. Il nome dell’agenzia di riferimento è Avin Travel. La nostra guida è stata molto carina e preparata. Quello che possiamo dirvi che sicuramente avremmo saltato alcune tappe di questo tour per dedicarci volentieri ad altro, magari spendendo qualche ora in un bel trekking nella giungla. Quindi quello che vi consigliamo è sicuramente prenotare con anticipo e organizzare in base ai vostri interessi il tour, soprattutto se privato. Noi purtroppo, dato il poco tempo per l’organizzazione dell’intero viaggio, ci siamo fidati completamente e ciecamente di quello che ci proponeva la guida. Nel complesso è stata una grande giornata ricca di novità e attività interessanti.

Una perfetta gita fuori porta per spezzare un pò l’itinerario di tre giorni nella fantastica città di Kuala Lumpur.

E voi avete mai visitato questa zona o altre piantagioni di tè in giro per il mondo? Seguiteci sui nostri social per le ultime avventure!

Road to Hana: lungo la strada più scenografica delle Hawaii

La Road to Hana è una di quelle esperienze che devono essere nella lista delle cose da fare prima di morire. Uno di quei traguardi che devi raggiungere. Poter dire: ho guidato lungo la Road to Hana!

Della serie che se sei riuscito ad uscire con la macchina illesa da queste strette strade fatte di cascate, strapiombi sull’oceano e viste su spiagge paradisiache, puoi guidare ovunque.

E non scherziamo! Abbiamo visto anche delle magliette che riportano: Survivor of Road to Hana. Cioè: sopravvissuto alla Road To Hana.

Ma cerchiamo di capire bene dove siamo e che percorso segue una delle strade più belle e leggendarie del mondo.

Dove si trova la Road to Hana.

Siamo nell’arcipelago delle Hawaii, sull’isola di Maui. La Hana Highway, si snoda lungo la costa nord orientale dell’isola, partendo da Kaului per arrivare appunto ad Hana. In realtà la strada continua ad anello. Ma continuare a fino a Kihei non è consigliabile in quanto da Kipahulu alcuni tratti di strada sono sterrati e la compagnia di noleggio auto stessa, non copre possibili danni avuti in quel tratto di strada. La sua numerazione parte da Hwy 36, diventando poi Hwy 360 per continuare dopo Hana con la Hwy 31 poi Hwy37.

Consiglio numero uno: tenete sempre il serbatoio pieno! Fate rifornimento ogni volta che potete. Tenete conto che le strade sono per la maggiore molto strette con piccoli ponticelli in cui vi troverete in una sola corsia e magari con qualcuno che va di fretta e vuole superarvi. Mantenete la calma e lo spirito Aloha. Godetevi le meraviglie che questo on the road vi regalerà!

Spiaggia di Koki, Maui
Spiaggia di Koki, lungo la Road to Hana

Il nostro percorso.

Siamo arrivati a Maui da Oahu, di cui trovate l‘itinerario completo, con un volo interno operato da Hawaiian Airlines. Volo durato appena 35 minuti! Da qui abbiamo noleggiato subito l’auto a l’aeroporto.

Maui ci accoglie con i postumi di una Olivia che è passata un po’ più arrabbiata rispetto ad Oahu. Un fortissimo vento ci rende un po’ titubanti del nostro itinerario serale. In ogni caso ci dirigiamo verso Haleakala Crater dove passeremo la notte nel camping di Hosmer Grove in tenda.
Guidiamo con un pò di titubanza in quanto la strada è totalmente buia e più di una volta Riccardo ha rischiato di investire le mucche al pascolo!

Arriviamo che ormai il sole è totalmente andato e cerchiamo di montare la tenda con un inaspettato successo. Eh si inaspettato successo perché era la prima volta in vita nostra che montavamo una tenda! Quello all’Haleakala è stato in nostro primo camping! Non male no?!

Hosmer Grove offre circa 12 posti auto, noi siamo stati gli ultimi ad arrivare, l’accesso al camping è compreso nel biglietto di entrata al parco nazionale dell’ Haleakala che si paga all’entrata solo con carta debito/credito ad una macchinetta lunga la strada, la ricevuta va posta sul cruscotto in bella vista!

Costo di entrata al parco per 3 giorni 30$ a macchina. Controllate sempre sul sito ufficiale le possibili comunicazioni in quanto potrebbero esserci chiusure a causa di condizioni meteo avverse.
Dormiamo sotto un fitto cielo di stelle, con una temperatura di circa 10 gradi che ci prelude quello che ci aspetta l’alba seguente. Ci siamo addormentati dopo aver osservato incantati tutte quelle stelle. E alcune Nene che strillavano nella foresta. Le Nene sono le oche selvatiche hawaiane, abbiamo avuto la fortuna di intravederne una lungo la strada la mattina seguente. Calcolando che il sole sorgerà per le 06:00 alle 04: 30 smontiamo tutto e percorriamo in macchina i circa 40 minuti di strada per arrivare al Visitor center. Minuti di qualsiasi straccio che possa tenerci al caldo prendiamo postazione e aspettiamo di salutare il sole.

Haleakala è un cratere inattivo a circa 3000 mt famoso per le sue sorprendenti albe a 0°. E’ una delle esperienze da fare se si è a Maui, in pratica un Must!

Per accedere al Visitor Centre dovete però prenotare, con largo anticipo, il vostro posto. Sul sito ufficiale prenotate nella sezione Sunrise Reservation, con una tassa di 1$.

Stavamo per morire di ipotermia quando ecco i primo raggi di sole che ci salutano. La foschia che sovrasta il cratere questa volta la vediamo dall’alto che raggio dopo raggio si dissolve. Alcuni hawaiani intonano canti di saluto al sole mentre noi ci teniamo stretti ad ammirare lo scenario di colori che Haleakala ci offre.

A spettacolo finito la scelta dei trail da fare è vasta ma noi abbiamo un altro piano: percorrere entro sera circa 132 km della Road to Hana per dormire nuovamente sotto le stelle ma con vista oceano, al camping di Kipahulu.

Noi ci dividiamo quindi le vari tappe in due giorni iniziando dalle Twin Falls. Ma prima foto di rito al Road To Hana Mile Marker Zero. Il trail fino alle cascate è tranquillo e al di fuori c’è un piccolo stand di frutta fresca e un bellissimo bambuseto dove il simpaticone di Riccardo si è nascosto per i suoi scherzi! Ci fermiamo al Garden of Eden. Questo piccolo giardino già dal nome dice tanto.

Road To Hana Mile Marker Zero, Maui
Road To Hana Mile Marker Zero

Altro stop Ke’Anae Arboretum! In questo arboretum gratuito avrete modo di poter ammirare i bellissimi eucalipto arcobaleno, passeggiando nella fitta foresta, una piccola pausa nel verde per sgranchirsi un po’ le gambe.

Da qui non può mancare una pausa con uno dei migliori banana bread del mondo. Quello di Halfaway to Hana! Ne abbiamo presi due pezzi appena sfornati. Ancora ho l’acquolina in bocca! Ovviamente con le banane appena colte nella foresta!

Potete fare uno stop al Nahiku Marketplace, vale la pena fermarsi anche solo per dare un’occhiata ai pittoreschi stand. Si arriva poi ad Hana! Piccola cittadina famosa per i suoi mega resort!

Se come nel nostro caso avete intenzione di campeggiare a Kipahulu sappiate che questo è l’ultimo posto dove potete trovare un market per comprare le provviste. 
Rimarrete senza parole alla vista dei due market di Hana. Si trovano uno fronte all’ altro: Hasegawa General Store e Hāna Ranch Store. E qui scoprirete la vera faccia della Hawaii!

Piccoli store a gestione familiare dove trovare cibo e souvenir particolari e unici non che dei veri e propri musei archeologici! Per evitare come noi di arrivare al camping di Kipahulu e dover tornare indietro, fermatevi qui per acquistare viveri.

Tappa che purtroppo abbiamo saltato è la Hana Lava Tube. Dei veri e proprio percorsi sotterranei nei scavati nella lava. Ci siamo poi un po’ rilassati sulla piccola spiaggia di Koki giusto il tempo di una pennichella sotto il sole!

Per l’accesso al camping di Kipahulu vale il biglietto pagato all’Haleakala, e si ha a disposizione uno spazio per 12 auto con vista oceano ed è attrezzato per pic nic e barbecue.

Montata la nostra tenda ci siamo goduti un tramonto oceanico con birretta e tarallucci (immancabili nel mio zaino) mentre preparavamo il fuoco per la brace dove abbiamo cotto delle bistecche prese ad Hana. 

Qui come in tanti altri punti delle Hawaii è pieno di gattini che vi faranno fusa sperando di rimediare un po’ pappa! E con noi hanno banchettato alla grande! Avevamo un po’ esagerato con la ciccia!

Abbiamo passato la notte in tranquillità finché non ha iniziato a piovere e ci siamo trasferiti a dormire in macchina. Sorto il sole malgrado la pioggia ci siamo messi in cammino lungo il parco e siamo arrivati alle Seven Sacred Pool conosciute anche come ‘Ohe’o Gulch (Oh-Hey-Oh) queste cascate, in quella giornata di forte mare, facevano veramente paura eppure c’è chi malgrado i divieti continua a tuffarsi rischiando la vita. Altra tappa molto suggestiva, soprattutto in quesat giornata di pioggia, è stata la Black Beach a Waianapanapa State Park. Il nero della sabbia e la forza delle onde con il cielo grigio ci sono rimaste impresse.

Ci rimettiamo in macchina e ci fermiamo per assaggiare uno Shave ice da Aunty Sandy’s Bread e ammiriamo le potentissime onde che si infrangono sulla scogliera di Ke’anae Peninsula un piccolo ma originario paesino hawaiano. 

Da qui andiamo dritti fino alla famosissima spiaggia di Hookipa; qui numerosi surfisti hanno perso la vita cavalcando le altissime onde che soprattutto di inverno di infrangono sugli scogli e a commemorazione della loro tragica fine si trovano tante targhe e croci. Questo punto però è lo spot preferito anche dalle Honu le Tartarughe verdi Hawaiane. 

Queste bellissime tartarughe si rilassano tranquille sulla spiaggia al sole e si ha la possibilità di ammirarle senza infastidirle, infatti ogni qual volta delle tartarughe vengono avvistate in una spiagge degli addetti volontari segnalano la loro presenza per far si che sia rispettato il loro spazio e la loro tranquillità.

Ammirarle così a decine è stato bellissimo, anche perché questa specie di tartarughe vive solo alle Hawaii!
Poco più in giù tra le casette troverete una spiaggia isolata dove godersi un po’ di pace lontano da turisti e surfisti in compagnia sempre delle Honu che se la dormono tranquille.

L’ultima tappa della Road to Hana è Pa’ia. Questa piccola cittadina Hippie è piena di colorati negozietti artigianali e localetti dove gustarsi un buon pranzo o cena dopo il mare. Torneremo a Pa’ia prima di lasciare Maui di lì a pochi giorni ma per oggi la nostra avventura finisce qui e ci dirigiamo verso il nostro appartamento a Kihei stanchi ma pieni di nuovi e bellissimi ricordi.

Ma la nostra avventura non termina qui. Vi racconteremo nella prossima puntata le altre meraviglie viste su quest’isola.

Intanto: chi di voi è sopravvissuto alla Road to Hana?