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Autore: vabbeiovado@hotmail.com

Faro: il nostro primo giorno in Portogallo.

La nostra avventura portoghese inizia dalla decadente e fascinosa città di Faro, capitale dell’Algarve. Superato da pochi chilometri il confine Spagna\Portogallo, questa cittadina portuale è la nostra prima tappa di questo matto on the road.

Da subito capiamo che le sue vibes così rilassate e chill out, rendono questa città adatta ad una lunga serata di relax tra bianche stradine e un bicchiere di vino fresco, da sorseggiare ammirando il tramonto e il via vai di aerei che letteralmente ti sfiorano la testa.

L’aeroporto di Faro è a soli 4 chilometri dal centro città. Quindi tranquilli quando sentirete dei forti boati e un aereo a sbucarvi alle spalle.

Arrivati con la nostra auto siamo riusciti a trovare uno dei tanti parcheggi liberi in centro. Il più grande è quello di Largo de São Francisco, molto vicino al nostro ostello, così da poterci poi muovere tranquillamente per i 202 kmq della città di Faro a piedi.

La sua storia racconta di insediamenti romani, conquiste arabe e continue dispute con la vicina Spagna, fino alla sua tragica distruzione, a causa di un terremoto, nel 1755. Ma oggi si è lasciata alle spalle tutto questo, mantenendo viva la sua anima cattolica e la sua natura di villaggio di pescatori. E ve ne accorgerete dalle bellissime chiese barocche e dal suo animato porto.

i nidi delle cicogne a Faro, Portogallo
I nidi delle cicogne sull’Arco da Vila.

Cosa vedere a Faro.

Ed è proprio da qui che iniziamo la nostra passeggiata serale. La scritta Faro a cui fanno da sfondo le barchette, vi darà il benvenuto, mentre la musica dei locali vi inviterà a vivervi il momento. Soprattutto all’ora del tramonto, non potrete dire no ad un fresco calice di rosato portoghese.

Il grande giardino di Piazza di Francisco Gomez vi condurrà verso le antiche mura arabe. Ma fermatevi prima ad ammirare la bellissima architettura moresca del Banco de Portugal.

Questa struttura vi attirerà per la sua bellissima porta ad arco e le azulejos che decorano la sua facciata. Proprio accanto alla banca, entrate per ammirare la bellissima chiesa Igreja da Misericórdia. Il silenzio sarà interrotto dallo scricchiolare del parquet che crea un’atmosfera ancora più suggestiva in questo luogo sacro. Biglietto di entrata 2€.

Proseguendo fino alla fine del parco vi troverete davanti l’entrata alle mura antiche della città di Faro. L’Arco da Vila vi apre l’ingresso nel cuore antico della città, quello delle mura arabe. Guardando l’imponente porta, mi sono accorta di qualcosa di strano su entrambi i lati. Due grandi nidi di cicogna che ormai sono diventati le mascotte della città.

capella dos ossos, Faro, Portogallo
I teschi all’interno della Capela Dos Ossos.

Passato l’arco sarà come entrare in un’altra dimensione, un viaggio nel tempo. Le bianche stradine acciottolate e silenziose vi porteranno fino a Largo da Sé e alla sua cattedrale. Il campanile di questa chiesa, costruito nel 1251, è ancora incompleto e l’intera struttura, ha subito così tanti danni e ricostruzioni, da essere un mix di architettura gotica, barocca e rinascimentale. Entrate ed ammirate subito il grande rosso organo che la caratterizza e le decorazioni dell’altare. Se riuscite salite sulla torre.

Poco distante si trova il Museu Municipal de Faro, interessante per conoscere meglio la storia di Faro.

Un luogo che non potevo assolutamente perdere qui a Faro è la , forse un pò macabra, Igreja do Carmo e con la sua Capela dos Ossos de Faro. Quindi attraversando la città in direzione nord, scattando foto qua e là di vecchi e abbandonati edifici ricoperti di azulejos, sono arrivata a destinazione. La grande piazza regala una vista completa sulla facciata principale della chiesa Igreja do Carmo, in stile barocco, caratterizzata dalle due torri campanili.

Entrate dalla porta sinistra, ammirate le sue bellissime decorazioni in oro, il grande altare e la freccia sulla destra che indica la Capela dos Ossos de Faro.

Lo so, adoro le cose macabre e spettrali ma per me questo era un must di Faro. Attraverserete una sala in cui ammirare alcuni affreschi dei passati vescovi, uscendo da una porticina, vi ritroverete in un piccolo giardino interno. Alla destra alcune lapidi, un piccolo altare e a sinistra la Cappella delle Ossa. Teschi e ossa ricoprono le intere pareti di questa cappella. Per l’esattezza 1275 teschi, alcuni ormai rovinati dal tempo. Appartenevano ai monaci carmelitani di questa chiesa. Nel 1816 furono riesumati dal cimitero di Faro, quello davanti, e posizionati con grande maestria architettonica qui.

A completare l’allegro quadro, la frase che troverete all’entrata della cappella: “Noi ossa che qui stiamo, le vostre aspettiamo.” Ma che carini!

Lasciamo il centro di Faro per dirigerci verso la sua riserva naturale: Parque de Ria Formosa. Qui potrete prendere un traghetto e girare la zona avvistando tanti dei suoi abitanti. Dai fenicotteri alle cicogne. Noi abbiamo avuto la fortuna lungo la strada di incontrare un camaleonte. Sono protetti e in via d’estinzione, quindi se ne avvistate uno potete segnalare la sua presenza all’associazione Vita Nativa che provvederà a tenere monitorata poi la zona per capire meglio i loro spostamenti.

Dove dormire.

Abbiamo dormito per questa unica notte a Faro in un giovanile e colorato ostello in pieno centro: Ria Terrace. Hanno un parcheggio momentaneo, per il tempo necessario di fare il check-in e scaricare i bagagli. Andate poi nel parcheggio menzionato sopra. Ha camere matrimoniali e una bellissima terrazza con bar, dove poter fare anche la colazione da se, in quanto munita di cucina. Perfetta per un pò di relax o per godersi, come ho fatto io, l’alba. Si trova nei pressi di Rua do Prior, la zona della night life. La sera potrebbe esserci un pò di casino dovuto ai tanti locali. Noi abbiamo dormito come sassi! Nanà compresa. Ah si, particolare: la struttura è Pet Friendly!

 
serate portoghesi

Dove mangiare a Faro.

Per l’aperitivo e il dopo cena vi consigliamo la vivace zona di Rua do Prior.

Abbiamo testato per voi: Grains 864 Brewpub. Un piccolo birrificio con tavolini all’aperto e una buona lista di birre anche locali. Proprio di fronte c’è il Se7e Pedras. Un bar wine e restaurant in cui abbiamo preso alcuni cocktails ben preparati. Non abbiamo mangiato ma i piatti che ci passavano accanto erano molto invitanti ed é molto caratteristico perchè al suo interno c’è anche una biblioteca.

Per la cena, dopo una non troppo lunga attesa, abbiamo mangiato da Old Tavern, nella città vecchia. Ambiente molto rilassato e casareccio, una vera taverna! Con tovaglie a quadratini e personale allegro e gentile, è arrivata anche la ciotolina per Nanà!

Cen tipica a faro, Portogallo

Termina così questa nostra passeggiata in questa piccola ma ricca città che ci ha dato il benvenuto in Portogallo nei migliori dei modi.

Continuiamo il nostro on the road con la nostra macchinetta e voi rimanete sintonizzati per conoscere la prossima tappa!

Mini itinerario di Valencia: 5 cose da non perdere!

Anche se una visita a Valencia in pochissime ore potrebbe sembrare una pazzia, ecco le cose da non perdere in poco tempo nella città della Paella!

Ovviamente Valencia è molto più che una Paella, ma se ci conoscete bene, ormai saprete che non potevamo passare per la Spagna senza mangiarne una! Abbiamo avuto modo di visitare questa vivace e giovanile città del sud della Spagna diversi anni fa. Così da poter dedicare una visita veloce e un ripasso delle cose da non perdere a Valencia anche se solo in pochissime ore!

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Essendo arrivati con la nostra auto abbiamo dovuto cercare un parcheggio. Grazie all’applicazione Parkimeter, abbiamo potuto parcheggiare la nostra auto in un parcheggio privato a soli 5€ per tutta la giornata! Lasciata la nostra auto abbiamo continuato fino in centro a piedi.

Valencia è una città tranquillamente visitabile a piedi, con mezzi ma anche con gli economici taxi. L’itinerario che segue è stato fatto tutto a piedi. Tranne lo spostamento alla Ciutat de les Arts i les Ciències.

Le 5 cose da non perdere a Valencia.

  • Barrio del Carmen e il centro Històrico
  • Mercato centrale
  • Bere un Horchata da Santa Catalina
  • Mangiare la Paella
  • Ciutat de les Arts i les Ciències

Mini itinerario di Valencia!

Iniziando dal centro Historico, che comprende il Barrio del Carmen, partiamo proprio da nord. Da Plaza del Carmen dove potrete ammirare la seicentesca barocca Iglesia del Carmen. Da qui vi incamminatevi per le medievali stradine di questo quartiere che di notte si trasforma in uno dei più vivi della città.

Se avete voglia e tempo di musei qui non potete perdervi l‘Istituto Valenciano di Arte Moderna (IVAM), uno dei più importanti della Spagna. Proseguendo verso il centro Historico dirigetevi a Plaza de la Virgen. Qui troverete: La Basilica della Virgen de Los Desamparados dietro cui si trova la Cattedrale de Santa Maria de Valencia. Costruita nel 1238 dove un tempo sorgeva la moschea della città è un tripudio di architettura barocca, gotica e romanico.

Siamo nel cuore di Valencia, nel suo animo più antico risalente addirittura ai romani. Arrivati a Plaza della Reina, una delle piazze principale di questa città, puntiamo verso La Lonja, dichiarato Patrimonio dell’Unesco nel 1996, è l’antico mercato della seta, centro del commercio valenciano dell’epoca. Oggi ospita l’Accademia Culturale di Valencia.

Abbiamo camminato abbastanza per concederci la prima pausa culinaria: il Mercado Central, proprio di fronte alla Lonja. Questo mercato ha l’appellativo di mercato coperto più grande d’Europa. Inaugurato nel 1928, vanta circa 900 banchi di frutta, verdura, carne, pesce di produzione locale. Tappa che per noi è davvero imperdibile tra le cose da non perdere a Valencia.

Incamminandoci verso sud ci troveremo nella grandissima Plaza del Ayuntamiento dove non potrete non notare la bellissima struttura neoclassica del Municipio che ospita il Museo Historico Municipal. Altra meraviglia architettonica da ammirare è la Posta Centrale, visitabile al suo interno. Attenti ai due leoni da cui potrete mandare un cartolina imbucandola direttamente in bocca.

Qui potrete darvi allo shopping tra i tanti negozietti e i grandi marchi all’interno del centro commerciale El Corte Ingles. Ai limiti del quartiere storico possiamo dirigerci alla Estacion de Norte, non per prendere un treno ma per ammirare la sua architettura valenciana, non perdendovi anche il suo interno. Noi anni fa ci stavamo per perdere il treno per Barcellona!

Dietro la stazione si trova Plaza de Toros dove si trova l’arena delle corride, costruita tra il 1850 e il 1860. Se siete interessati alle corride potete visitare l’adiacente Museo Taurino. Altrimenti continuando verso sinistra potrete gustarvi una tapas al Mercado de Colon, finendo così la nostra passeggiata nel quartiere storico di Valencia.

Ma tra le cose da non perdere assolutamente a Valencia, anche se con pochissimo tempo, c’è il futuristico megacomplesso: Ciutat de les Arts i les Ciències.

citta della scienza e delle arti da non perdere a vaencia
Città delle arti e della scienza.

Per arrivarci vi consigliamo un taxi, con pochi euro sarete qui, visto il poco tempo a disposizione.

Premessa: per visitare tutta La Città della Scienza, opera del grande architetto Santiago Calatrava, non basta un giorno. Figuriamoci in poche ore! Ma vale la pena anche se visitato solo esternamente.

Questo complesso comprende: Oceanografico, Hemisferic, il Museo della Scienza, Palazzo delle Arti, Umbracle e il Palazzo delle Esposizioni. Ci sembra quindi abbastanza evidente che nella nostra piccola passeggiata in giornata potremmo solo osservare da fuori questi capolavori di architettura organica. Tutto il complesso si trova dove un tempo scorreva il fiume Turia.

tutti insieme in spagna
A Valencia con Nanà.

Cosa mangiare a Valencia.

Ok il poco tempo, ma dopo questa bella camminata, che ci ha impegnato almeno 4 ore abbiamo bisogno di ricaricarci. E Valencia offre alcune delle prelibatezze culinarie della Spagna che non vanno assolutamente perse! Uhm da dove iniziare?

Alla mattina è obbligatorio fare colazione con Horchata e fartons. L’Horchata non è l’orzata! Si tratta di una bevanda valenciana ottenuta dalla chufa, che cresce proprio in questa zona, oltre che in Sicilia ed Africa. Viene sempre accompagnata da questi dolci lunghi che dovete inzuppare nell’Horchata, come fanno i veri valenciani. E dove bere la migliore?

Horchateria de Santa Catalina: già la sua entrata catturerà la vostra attenzione con delle bellissime decorazioni in piastrelle di ceramica e l’antica insegna. Oltre all’horchata potrete gustare una cioccolata calda accompagnata dai Churros, ma magari in inverno! Noi l’abbiamo presa da asporto perchè Nanà non poteva entrare ma gustarla in questo locale di altri tempi e rilassarsi un pò come fanno i locals è sicuramente tra le cose da non perdere a Valencia. Se come noi andate un pò di fretta e volete gustarvela passeggiando, troverete tanti piccoli carretti con signore che la vendono per la città.

Cosa non deve assolutamente mancare nel vostro viaggio? L’assicurazione e si anche in Europa! Mi raccomando, partite sempre sereni con una buona assicurazione sanitaria e annullamento. Noi ormai da anni ci affidiamo a HeyMondo e, grazie a noi, potete avere uno sconto speciale del 15%. Approfittatene e partite sereni!

Esiste Valencia senza una bella Paella? Direi di no! La nostra veloce tappa in realtà era proprio per mangiare una delle migliori Paelle di Valencia. Siamo fortunatamente riusciti a trovare un posto da Los Gomez Taberna. Questo caratteristico e giovanile locale ci ha accolto con grande gentilezza dello staff. Abbiamo ordinato la loro Paella originale. Sappiate che se è davvero un paella cotta al momento avrete almeno un’attesa di mezz’ora dall’ordine. Così noi abbiamo ingannato l’attesa con una birra fresca e le loro deliziose crocchette di baccalà e quelle di salame iberico. La nostra paella è arrivata insieme alle istruzioni su come mangiarla come un vero local. E rispettandole tutte, dal mangiarla direttamente dalla padella a dividerla in parte uguali per i commensali, non abbiamo lasciato neanche un chicco di riso!

Purtroppo è giunta l’ora di lasciare Valencia! Ma almeno lo facciamo con la pancia piena! E soddisfatti di essere riusciti, anche se in poche ore, a fare un giro di questa briosa città riuscendo nell’intento di completare almeno queste 5 cose da non perdere a Valencia.

La strada verso la meta finale è ancora lunga. Saltiamo in auto e mettiamo su la nostra playlist di viaggio. E voi seguiteci nella prossima tappa!

Il nostro matrimonio a tema viaggio!

Se la nostra storia d’amore è iniziata con un viaggio, come poteva il nostro matrimonio non essere proprio a tema viaggio?

Quando abbiamo deciso che finalmente eravamo pronti a prendere questo biglietto di sola andata per una vita insieme, abbiamo iniziato a pensare a come svolgere e creare una cerimonia che potesse rappresentarci il più possibile. Il tema era ormai deciso, così ci siamo concentrati sulla scelta della location giusta e del catering, le due cose che vi porteranno via la maggior parte delle energie… ma tranquilli, ce la potrete fare!

Le idee per organizzare un matrimonio a tema viaggio sono arrivate man mano, con un po’ di fantasia e qualche aiuto dal web. In questo articolo vi mostreremo e vi linkeremo tutto ciò che ha reso unico il nostro matrimonio a tema viaggio, sperando di potervi aiutare e ispirare nell’organizzazione di questa grande avventura!

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Partecipazioni, bomboniere e altre idee per un matrimonio a tema viaggio

Abbiamo iniziato dalle partecipazioni. Dovevamo informare gli invitati dell’evento… e perché non farlo presentandogli un bel biglietto aereo?

Dopo aver girato a lungo tra siti e copisterie, non soddisfatti di ciò che ci veniva proposto, mi sono messa al computer e ho creato da sola una grafica personalizzata. L’abbiamo poi stampata su cartoncino, ritagliata e inserita all’interno di buste vintage! È stato un lavorone, ma la mia passione per la grafica e i lavori di decoupage mi ha aiutata tantissimo a realizzare tutto in poco tempo e con il risultato che desideravo!

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Bomboniere: volevamo qualcosa di utile e riutilizzabile. E fortunatamente abbiamo subito trovato ciò che faceva al caso nostro: tappi con rosa dei venti e apribottiglie a forma di aereo! Presi online e arrivati direttamente a casa, li abbiamo abbinati a delle scatoline a forma di pacchi spedizione vintage, dove abbiamo inserito i classici 5 confetti e il bigliettino fatto da noi!

il nostro menù passaporto
quanto love in Irlanda del Nord

Per l’allestimento delle bomboniere ci siamo ispirati alla meta del nostro viaggio di nozze: le Hawaii! Una sdraio, un telo da mare, un po’ di frutta esotica e tante valigette, dove abbiamo sistemato le bomboniere!

Anche per le decorazioni della tavola abbiamo pensato a tutto noi! I nomi dei tavoli erano quelli delle città delle nostre avventure passate. Qui abbiamo inserito una delle nostre grandi passioni: la birra. Amiamo assaggiare birre locali durante i nostri viaggi… quindi, purtroppo, ne abbiamo dovute bere un bel po’! Non è stato facilissimo trovarle tutte, ma ce l’abbiamo fatta! Grazie al papà falegname ho ricavato da alcuni tronchi delle basi su cui poggiare le bottigliette di birra, usate come vasetti per i fiori. Ovviamente, ogni tavolo era decorato con birre provenienti dalla città che rappresentava. Abbiamo completato il tutto con una cartolina vintage della destinazione che dava il nome al tavolo.

Tableau: ho creato un tabellone delle partenze, dove ogni ospite poteva trovare la propria “destinazione”. Sì, anche questo è stato impegnativo da realizzare, ma vi assicuro che quando c’è passione tutto diventa più semplice. Ecco qui il nostro tableau perfetto per un matrimonio a tema viaggio!

E gli amici? Li abbiamo mandati a divertirsi a Las Vegas! Per loro abbiamo riservato un tavolo imperiale, decorato con bottiglie di alcolici americani usate come portafiori e abbellito con carte da poker e fiches.

Il nostro tavolo era dedicato alla città che ha coronato il nostro amore: Dublino! La città in cui, otto anni prima, avevamo deciso la data del nostro matrimonio. E quindi… bottiglie di Guinness a go-go!

Il menù-passaporto, sempre realizzato da me, lo abbiamo posizionato su ogni postazione, insieme al segnaposto. I colori scelti erano in tonalità pastello, studiati in base ai colori dei bicchieri. Abbinato al menù-passaporto abbiamo trovato delle valigette che ho decorato con dei ciondolini a tema viaggio, come la Torre Eiffel, il Big Ben, uno zainetto e un aereo. Li ho scovati nel nostro amatissimo mercato di Roma: Porta Portese. Per i bimbi, invece, ho realizzato a mano dei piccoli mondi in feltro, all’interno dei quali ho inserito delle caramelle.

Il nostro matrimonio si è svolto con una cerimonia non religiosa. Ci siamo sposati tre giorni prima in Comune e, nella location, abbiamo ricreato una vera e propria cerimonia nuziale, all’interno di un bambuseto.

I testimoni erano ai nostri lati, e la celebrante, mia sorella, ha svolto l’intero rito. Il tavolo era decorato con mappamondi e valigie. E la nostra Nanà ci ha portato le fedi… adagiandole sul nostro cuscinetto a forma di cartolina!

Per la musica abbiamo scelto un fantastico gruppo rock che ci ha fatto ballare tutti, suonando sopra un bel tappeto con la Union Jack! Più rock di così!

La torta: ecco il nostro cake topper! Ho cercato di personalizzarlo un po’, inserendo piccoli dettagli che parlano di noi. Ma quanto ci somigliano?!

Se per il vostro viaggio di nozze state volando fuori dall’Italia e avete bisogno di connessione, approfittate del nostro sconto del 5% sulle eSIM di Holafly. Le abbiamo ormai testate ovunque e possiamo garantirvi che riuscirete a condividere in diretta ogni momento speciale della vostra luna di miele.

La serata è terminata nel delirio più assoluto! Ovviamente non potevano mancare il lancio del bouquet di orchidee fucsia e quello della giarrettiera!

Creare da soli un matrimonio a tema viaggio non è stato facile, ma è stato tutto perfetto e originale. La festa più grande che potessimo mai organizzare, riuscita meglio di come ce la siamo sempre sognata!

Ormai sono passati 5 anni da quel giorno e ci sembra impossibile! È proprio vero: come vola il tempo quando si viaggia!

Nuotare con Nemo alle isole Perhentian: cosa fare e vedere.

Quando si pensa a isole paradisiache e piccole come le isole Perhentian si pensa solo a relax e a lunghe passeggiate sulla spiaggia.

Attenzione: alle isole Perhentian il relax sarà l’ultima delle attività! Ogni giorno sarai così impegnato in trekking e snorkeling che dovrai riposarti una volta tornato a casa. Ogni sera andrai a letto così stanco e carico di adrenalina per le esperienze vissute in giornata che dormirai come un sasso o meglio uno scoglio!

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Quali escursioni fare alle Isole Perhentian.

Ovviamente il mare vi colpirà subito per i suoi colori e la sua acqua così limpida da riuscire a vedere tutti i pesciolini che la popolano. Iniziare quindi con delle escursioni è l’ideale. Noi ci siamo sempre affidati al piccolo chiosco di Nia Cafe, organizzandoci di giorno in giorno. La prima esperienza che abbiamo fatto è stato il giro completo dell’isola di Palau Besar. Siamo partiti la mattina alle 9:00 dal piccolo molo lì davanti, eravamo solo noi due e una famiglia di 3 persone. Il simpatico zio di Nick ci ha portato a scoprire le spiagge più nascoste oltre che le classiche mete turistiche.

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Abbiamo nuotato a largo di Turtle Beach, buttandoci direttamente dalla barca. Abbiamo avuto la fortuna di vedere e la possibilità di nuotare accanto ad una tartaruga. Momento indimenticabile. Ma mai come quando tutta tranquilla nella barriera corallina di Fish Point mi sono ritrovata davanti un pesce Napoleone. Andate e cercare su Wikipedia le sue dimensioni e immaginate quale può essere stata la mia reazione. Vi posso assicurare che volendo si può camminare sull’acqua!

pesciolini colorati alle Isole perhentian, malesia
I coloratissimi pesci pappagallo.

Qui la barriera corallina è tra le più belle e vive che abbia mai visto. Cercate Nemo tra gli anemoni, ma mi raccomando non toccate nulla, soprattutto il corallo o le stelle marine!

Molto più tranquilla, per assurdo, è stata la nuotata fatta con i squali a Shark point. Il nostro driver ci aveva dato tutte le raccomandazioni sulle distanze da mantenere e come comportarci prima di tuffarci per ammirare questi elegantissimi esseri nuotare pacifici in queste paradisiache acque.

Da qui il nostro ultimo point sono state le cascate di Lata Air Berani. Questa sorgente di acqua dolce rifornisce tutta l’sola e potrete bere la sua fresca acqua prima di rientrare alla base. Quasi tutti i tour offrono lo stesso itinerario, potete però accordarvi per inserire anche spiagge di Palau Kecil. Noi purtroppo siamo stati abbastanza sfigati ed il mal tempo ci ha impedito di fare altre escursioni in mare al di fuori di questa. Ma ricordatevi che le isole Perhentian sono ricche di lussureggianti foreste da esplorare!

Quindi non potendo andare in mare ne abbiamo approfittato per cercare le scimmiette nella giungla! Abbiamo seguito, sull’isola di Palua Besar, insieme a una coppia di amici conosciuti lì, il percorso che dal Cozy Chalet ci ha portato fino a Turtle Beach. Mi raccomando state attenti: seguite il percorso, non disturbate gli animali, non lasciate i vostri rifiuti e usate tanto ma tanto spray anti zanzare!

Abbiamo visto tante scimmiette saltanti, pipistrelli giganti, scoiattoli e varani d’acqua asiatici! Attenti a non iniziare il percorso troppo tardi per rischiare di dover tornare al buio. Questa è stata la prima volta che siamo riusciti a vedere delle scimmie nel loro habitat.

Palau Kecil siamo riusciti a visitarla con un trekking partendo da Fishing Village e arrivando a Long Beach. Quindi l’abbiamo attraversata da sud a nord ovest. Abbiamo seguito il percorso

segnalato facendoci aiutare dai locals. Qualche giorno prima c’era stata una tempesta e c’erano alcuni alberi caduti. Il percorso è abbastanza tranquillo e facile, attenti alle radici e alle scimmie! Il consiglio datoci dai locals è stato quello di tenere in mano un bastone nel caso fossimo stati attaccati da queste simpaticissime bestioline. a differenza delle scimmie su Palau Besar, loro sono molto meno abituate alla presenza dell’uomo. Non abbiamo capito se abbiano voluto metterci paura o allarmarci davvero, comunque tutto è andato bene.

Si tratta delle scimmie Langur, piccoline e agili. Se non disturbate vivono tranquille sugli alberi. Quindi nessuna paura, l’importante è sempre mantenersi a distanza. Gli incontri non sono finiti perchè verso la fine abbiamo avuto modo di conoscere anche il Varano d’acqua asiatico, di cui forse mi preoccuperei di più. Solitamente lo trovate nei pressi dei villaggi a rovistare nella spazzatura. E anche lui se non disturbato vive tranquillo e rilassato. Alla fine di tutte queste avventure ci siamo rilassati sulla spiaggiona di Long Beach, mangiando in uno dei tanti locali sulla spiaggia. Tornando con un taxi boat a Palau Besar sotto un temporale! Temporali che ci hanno accompagnato tutte le sere per tutti e 4 i giorni! Fortunati eh?!

Cosa avere nello zaino.

Ci teniamo a consigliarvi alcune cose essenziali da avere con voi in un viaggio alle isole Perhentian.

Protezione solare e dopo sole sono le prime cose da mettere nello zaino, ma se avete intenzione di fare snorkeling vi consigliamo una magliettina da surf. Vi coprirà meglio e più a lungo dai raggi solari. Se non avete abbastanza spazio per mettere la maschera da snorkeling tranquilli perchè potrete prenderle a noleggio.

Ma una cosa che dovete avere sempre ai pedi sono le scarpette per gli scogli. Non solo per i fondali rocciosi o i resti dei coralli che potrebbero anche ferirvi ma per i pesci pietra. Sono molto più comuni di quello che potevamo pensare. Certo non sono una garanzia ma una protezione in più ve la daranno.

Portate un buon repellente per zanzare da avere soprattutto se vi addentrate nella giungla, magari abbinato ad uno stick dopo puntura.

Per fare questi percorsi l’ideale è avere delle buone scarpe da trekking. in alternativa una scarpa da ginnastica ma mai e poi mai infradito!

E buon senso informarsi con i local delle condizioni dei sentirei e chiedere sempre consigli prima di intraprendere un trekkenig, soprattutto se ci addentra da soli nella foresta.

Ma malgrado la pioggia, il vento e alcune escursioni saltate siamo felici del tempo e delle avventure vissute alle Isole Perhentian. Portiamo nel nostro cuore questo viaggio grazie alla bellezza non solo dei paesaggi ma soprattutto a quella delle fantastiche persone che abbiamo avuto modo di conoscere.

Ora che sapete cosa fare alle isole Perhentian non vi rimare che informarvi su come arrivare qui e decidere dove passare il vostro soggiorno in questo angolo di paradiso malese.

Isole Perhentian: dove dormire e mangiare

Nell’organizzazione di un viaggio è essenziale sapere dove dormire e mangiare, soprattutto alle isole Perhentian . Organizzarci per le isole Perhentian è stato facilissimo. E lo sarà ancora di più per voi grazie ai nostri consigli! La prima cosa da fare nel prenotare un soggiorno alleIsole Perhentian è scegliere l’isola più adatta a voi!

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Palau Kecil è la più piccolina, attraversabile in pochi minuti e quella più gettonata dai giovani che vogliono un pò di vita notturna. Non aspettatevi mega discoteche, ma la sera si organizzano party sulla spiaggia ed è quella che offre maggior scelta negli alloggi con grandi resort con villette e bungalow.

Palau Besar è la più grande e selvaggia. Più tranquilla e adatta a coppie e famiglie. Pochi resort che si distribuiscono su diverse coste raggiungibili con taxi boat o sentieri nella giungla. Vita notturna inesistente a parte i pochi ristoranti in cui cenare. Noi abbiamo deciso di soggiornare qui ed è stata la scelta perfetta! Avendo fatto amicizia con i locals e con alcuni gruppi di visitatori come noi, ci siamo sempre ritrovati in compagnia e a passare lunghe serate di chiacchere guardando il mare.

Che scegliate di soggiornare su Palau Besar o Palau Kecil la scelta degli alloggi sarà abbastanza varia ed adatta ad ogni portafoglio. Potrete scegliere tra grandi resort con ogni comfort e strutture più piccole e probabilmente più caratteristiche.

Dove dormire alle isole Perhentian

Come detto in precedenza, noi abbiamo deciso di soggiornare sull’isola più grande e tranquilla per goderci un pò più di relax: Palau Besar. Trovandoci comunque sempre in grande compagnia di locals e altri viaggiatori. La scelta del pernottamento è stata in verità molto dettata dal poco anticipo della prenotazione e di conseguenza dai posti ancora disponibili. Ma questo non vuol dire che la scelta del nostro alloggio non sia stata azzeccata! Anzi!

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Abbiamo alloggiato per 4 notti al Suhaila Palace, sulla costa occidentale dell’isola. Affaccia proprio davanti Palau Kecil ed è la costa più attrezzata e ricca di strutture ricettive. A est l’isola è totalmente disabitata. Gestito da un gruppo di gentilissime ragazze, il Suhaila Palace è perfetto per godersi quest’isola. Senza troppe pretese avrete una camera spaziosa con aria condizionata, wi-fi, bagno e tutti gli essenziali. Molto spartano ma a nostro avviso perfetto per vivere ancora con più coinvolgimento la tranquillità e semplicità delle isole Perhentian. Avevamo una stanza al piano superiore con un terrazzino che affaccia proprio sul mare. Inutile dirvi l’emozione di aprire le tende la mattina. Al piano di sotto trovate un piccolo market e un baretto dove mangiare dalla colazione alla cena.

Puoi prenotare la tua struttura alle Isole Perhentian tramite Booking.com o il banner affiliato che trovi qui sotto. Ottimo rapporto qualità prezzo e offerte riservate.

suhaila palace a palau besar, malesia
Suhaila Palace, Palau Besar.

Dove mangiare a Palau Besar

Questa parte dell’isola è quella più viva ed abitata quindi la maggior parte dei ristoranti, che sono poi quasi tutti dei resort, li trovate qui. Non avrete quindi grandissima scelta su dove mangiare alle isole Perhentian ma non sarà di certo un problema trovare posti dove farlo bene. Uno dei ristoranti più gettonati, oltre che per dormire nelle sue villette affacciate sulla spiaggia o nei suoi bungalow, è il Tuna Bay. Noi ci abbiamo provato per ben due volte ma purtroppo dobbiamo dare un riscontro negativo. Posto secondo noi un pò sopravvalutato e molto caro, andate presto la sera perchè si riempie subito. Quello che ci è piaciuto tanto sono state la gentilezza e simpatia del personale.

Alla sua destra si trova il Beach Box. A conduzione familiare, per cenare qui dovete prenotare e scegliere in anticipo uno dei due menù giornalieri. Preparano anche cocktails da sorseggiare su una sdraia vista mare. Ci abbiamo fatto una squisita cena e colazione con french toast più volte. Anche qui: la cordialità del personale è indescrivibile.

Passeggiando verso il molo, alla vostra sinistra, noterete un piccolo chiosco sulla spiaggia: Nia Cafe. Ecco questo è uno dei nostri posti del cuore. Ci siamo fermati una mattina per fare colazione e da quel giorno è diventato il nostro punto di riferimento. Intanto da mangiare è tutto buonissimo!

A pranzo provate tutte le specialità locali come il kuey teow. Noi eravamo fissi lì per il mango lassi che vi obblighiamo ad assaggiare! E poi perchè ormai avevamo in nostro amico Nick, che ci ha dato sempre grandi consigli e ci ha raccontato tutto quello che sa su queste isole. Offrono anche servizi di taxi boat ed escursioni.

Abdul Chalet, poco dopo è perfetto per una cena tipica di pesce, ovviamente sempre freschissimo. Molto spartano ma caratteristico.

Mi raccomando, non partire senza assicurazione sanitaria. Noi ci affidiamo da anni aHeymondo. Con la sua comodissima app puoi gestire tutto direttamente da lì e contattare l’assistenza in qualsiasi momento. Puoi anche chiamare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tramite Wi-Fi o dati, come una semplice chiamata. In più, per le polizze stipulate dal 4 marzo, hanno aggiunto due servizi davvero utili: chat medica attiva 24/7 e videoconsulto medico. Se stai per partire, approfittane ora: hai uno sconto del 10% valido sulla tua assicurazione viaggio.

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Se riuscite a spostarvi verso nord fermatevi al Perhentian Island resort. Affaccia su Teluk Pauh, una bellissima spiaggia, dove siamo arrivati in seguito ad un trekking. È stato il posto perfetto per riposarsi con un gelato e della frutta fresca. Ci è sembrato uno dei posti più chic dell’isola.

Notate bene: essendo queste isole, così come tutta la Malesia, di origine islamica sarà molto difficile trovare alcolici o anche una semplice birra. Su questo lato dell’isola troverete alcolici solo da Tuna bay e da Beach Box. Tenete presente che tutti i locali sull’isola chiudono presto.

Una cosa che vi farà vivere come dei veri locals è camminare scalzi. Lasciate direttamente le vostre scarpe in resort anche perchè nella maggior parte dei locali, se non in tutti, è vietato entrare con scarpe o infradito, che dovrete lasciare fuori. Gustatevi una colazione o una cena con la sensazione di libertà che vi darà avere la sabbia sotto i piedi.

Ora che avete sapete come arrivare , dove dormire e mangiare non vi rimane che bruciare qualche caloria scoprendo cosa fare e dove nuotare alle Isole Perhentian! E seguiteci sui nostri social per scoprire le nuove avventure!

Principato di Monaco: cosa fare e vedere in poche ore.

La prima tappa del nostro grande on the road 2023 è stata Principato di Monaco!

Questa città stato di soli 2,02 kmq affacciata sulla Costa Azzurra, è uno degli stati più antichi al mondo ma ebbe la sua indipendenza solo nel 1815. Si tratta del secondo stato più piccolo del mondo dopo Città del Vaticano, si può quindi tranquillamente visitare in una giornata ottimizzando i tempi.

Famoso per lo shopping, i casinò e la Formula 1, è facilissima da raggiungere dall’Italia, a soli 10 km dal confine. Noi ci siamo arrivati con la nostra macchina, altrimenti avete a disposizione il treno o un volo dalle principali città italiane atterrando a Nizza, a soli 28 km di distanza. Essendo così piccola non ha un suo aeroporto!

La città stato è suddivisa in 4 quartieri:

Monaco-Ville, la sua città vecchia. La Condamine, la zona del porto. Monte Carlo, nota per il casinò e in fine Fonteville, la zona più interna e industriale.

in viaggio con Nanà, davanti al casinò di Monte-Carlo
La prima tappa del nostro on the road 2023: Principato di Monaco!

Arrivando in auto potrete lasciare la macchina in uno dei parcheggi cittadini. È impossibile trovarne non a pagamento, preparatevi perchè sono un pò cari. Abbiamo speso la bellezza di 11€ per 3 ore! IPotete scaricare l’applicazione Monaco Parkings in cui vi vengono segnalati tutti i parcheggi e i posti liberi al suo interno. Altrimenti per risparmiare qualche euro potete lasciare l’auto all’ingresso della città, al momento l’unico disponibile è quello di Zac Saint-Antoine, che vi darà la possibilità di risparmiare qualche euro e proseguire con un bus cittadino.

Cosa vedere nel Principato di Monaco in poche ore.

Noi abbiamo iniziato la nostra visita del Principato di Monaco dal quartiere di Montecarlo e proprio da uno dei suoi simboli indiscussi: il Casinò di Montecarlo.

In stile Belle Epoque fu costruito nel 1878 dall’architetto Charles Garnier già famoso per aver progettato l’Opera di Parigi, tanto da essere proprio una sua miniatura. Di questa struttura tra l’altro fa parte il Gran Teatro di Monte Carlo. Che giochiate o meno entrare qui è d’obbligo. Ma attenzione: va rispettato un certo dress code. Quindi niente infradito o pantaloncini per gli uomini e non sono ammessi cani. Nanà ha aspettato fuori insieme a Riccardo. Inoltre bisogna essere maggiorenni. All’entrata vi verrà controllata la borsetta e chiesto un documento. Il suo interno è ovviamente sfarzoso e molto elegante. Ha fatto da scenario a film come Ocean’s Twelve e James Bond.

Davanti al casinò di Monte Carlo.
Con Nanà davanti al casinò di Monte-Carlo.

La parte che però ho apprezzato di più è la fontana a specchio che si trova al suo ingresso sulla piazza. “Sky Mirror” Opera di Anish Kapoor, questo grande specchio ricurvo da la possibilità di scattarsi un selfie con tutto il casinò di sfondo.

In questa piazza avrete modo di prendere un caffè nell’elegante Cafè de Paris e fare lussuoso shopping di grandi marche. Ma non perdete i sui giardini in cui c’è la grande fontana che si illumina la sera con giochi d’acqua e luci. Qui potrete passeggiare nella sua rigogliosa vegetazione e approfittarne per riposarvi al fresco. Ma non abbacchiatevi troppo perchè il fresco lo troverete anche nel bellissimo giardino Giapponese, con vista mare e gratuito. Una vera oasi di pace zen in questo angolo del Principato di Monaco.

Per i grandi amanti del calcio, vedi Riccardo, non potete perdere la Champions Promenade, una Walk of Fame dei calciatori più forti e famosi del mondo. Ne vale la pena perchè costeggerete il lungo mare.

Se proprio vi va di camminare potrete arrivare fino al Port Hercule, ammirando gli innumerevoli e lussuosissimi yatch. Principato di Monaco ha la più alta concentrazione di milionari del mondo! Qui vi ritroverete su uno dei pezzi del circuito della Formula 1.

Da qui ammirate il promontorio della città vecchia, che potrete iniziare a visitare dal Palazzo dei Principi, dove ogni giorno alle 11:55 si svolge il cambio della guardia. Questa è la residenza ufficiale del Principe, conosciuto anche come Palazzo Grimaldi che è stato fondato nel 1191. Da qui potrete raggiungere la bellissima Cattedrale dell’Immacolata Concezione che è il luogo di riposo del Principe Ranieri III di Monaco e di Grace Kelly.

Se avete tempo potrete visitare il Museo Oceanografico di Monaco o continuare fino alla grande cornice da cui poter immortalare in uno scatto tutto il bellissimo paesaggio sul mare e tutto il Principato di Monaco.

Una cosa molto carina, che purtroppo noi non abbiamo potuto fare perchè chiuso di domenica, è recarsi all’ufficio del Turismo di Monaco. Qui potrete avere un passaporto souvenir con alcune informazioni sul Principato di Monaco e su cui potete far mettere il timbro di entrata nel paese.

Non fate timbrare il vostro passaporto perchè non essendo un timbro ufficiale potrete poi avere problemi. Per entrare nel Principato di Monaco dall’Italia basta la carta di identità, però questo è un modo carino per avere un ricordo in più di questa città stato. Fateci sapere se siete riusciti ad averlo!

Da qui salutiamo il Principato di Monaco. Ci aspettano ancora tanti chilometri perchè siamo solo all’inizio del nostro lungo on the road.

Mettiamo su la nostra playlist per continuare il lungo viaggio e voi non perdetevi le prossime puntate!

 

Come arrivare alle isole Perhentian: voli, bus e barca

Le Isole Perhentian non sono mai state nella nostra wish list. Ad essere sinceri fino a due settimane prima della partenza non sapevamo neanche dove fossero, figuriamoci sapere come arrivare alle isole Perhentian! Abbiamo lasciato così un pò di cose al caso decidendo di inserirle nel nostro itinerario e scoprire strada facendo come arrivare fin lì! È un lungo viaggio che con i nostri consigli voi sicuramente riuscirete ad ottimizzare. Siamo qui proprio per evitarvi 13 ore di pullman! Si 13! Iniziamo scoprendo dove sono queste meravigliose isolette da sogno.

Prima di partire, fallo con calma. Nel tuo zaino aggiungi anche un’assicurazione sanitaria di viaggio. Noi da anni ci affidiamo a Heymondo: assistenza H24, app comoda e supporto in italiano. Se vuoi partire sereno anche tu, puoi usare il nostro link con sconto del 10%. Clicca qui il banner.

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Le Isole Perhentian sono un piccolo arcipelago con due isole maggiori: Palau Besar (la grande) e Palau Kecil (la piccola). Si trovano nella regione malese di Terengganu, nella parte nord orientale della Malesia, quasi ai confini con la Thailandia. Nuoterete nel Mar Cinese meridionale, in acque cristalline e piene di vita. Forse anche troppo ma vi raccontiamo più avanti le nostre disavv- ops avventure!

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Queste isole sono così rilassanti anche perchè non possono circolare auto. Non hanno un aeroporto e l’unico modo per arrivare alle isole Perhentian è via mare. Per spostarsi all’interno delle isole o usate il taxi boat o vi avventurate nella giungla! Il vostro unico disturbo sarà il canto della moschea e le grida delle scimmiette. Il periodo migliore per tuffarsi qui è da marzo a ottobre, noi siamo stati a luglio.

cartina per i Water taxi in malesia, come arrivare alle isole Perhentian
Le fermate dei water taxi tra le isole.

Come arrivare alle Isole Perhentian?

Ecco i primissimi consigli per non fare il nostro errore! Se avete letto i primi articoli di questa nostra saga asiatica, sapete che il nostro punto di arrivo è stata Kuala Lumpur. Ma il nostro viaggio è iniziato da Singapore. Ed è da qui che siamo partiti per raggiungere questo arcipelago paradisiaco. Per arrivare alle isole Perhentian da Singapore abbiamo preso un bus che ci ha portato a Kuala Lumpur. Da qui un secondo bus che in 8 ore, viaggio in notturna, ci avrebbe dovuto portare a Kuala Besut, il porto da cui raggiungere le isole. In teoria!

Il nostro bus ci ha messo la bellezza di 13 lunghe ore per arrivare a destinazione! Avevamo tralasciato un particolare: era sabato sera! Il che vuol dire che insieme a noi si è mossa la stragrande maggioranza dei malesi anche loro in cerca di riposo per il weekend. C’è però un modo molto più veloce di arrivare qui! Un volo interno che partendo da una delle città principali della Malesia o da Singapore vi porterà all’aeroporto di Kota Bharu. Per i voli potete vedere le compagnie Air Asia o Malaysia Airlines, prezzo del biglietto da 40/ 50€.

Per il bus vi consigliamo di scaricare l’applicazione Easybook, avrete a disposizione tutte le compagnie di bus, costo della tratta in media è sui 15/ 18€. Il bus vi lascerà direttamente a Kuala Besut. Il viaggio in bus rimane una valida alternativa in quanto viaggiando la notte, potrete dormire e guadagnare una notte di viaggio. Valutate però bene il giorno di partenza e il periodo per evitare di incontrare grandi intoppi in autostrada.

Se siete arrivati in aereo a Kota Bharu potete prendere un bus che in circa un’ora vi porterà al porto. Altra alternativa è prenotare un Grab. Arrivati al piccolo e incasinato porto di Kuala Besut dovrete pagare il biglietto di accesso al parco Pulau Redang National Marine Park. Questo paradiso è un parco protetto, il costo del biglietto è di 30 RM, circa 6€.

Mentre il biglietto per le isole che abbiamo preso direttamente lì (non c’è bisogno di comprarlo con anticipo) ci è costato 140 RM andata e ritorno per due.

Se ancora non lo fai, seguici sui nostri social per non perderti le prossime avventure di viaggio.
Spoiler: sono quasi sempre tragicomiche, almeno ti fai due risate.

Ora preparatevi: non salirete su grandi imbarcazioni ne tanto meno su mezzi in cui al primo posto c’è la sicurezza. Avrete in alcuni momenti anche paura di non arrivare all’altra sponda . Ma tranquilli arriverete a destinazione! L’importante è indossare il giubbotto di sicurezza che vi verrà fornito, rimanere al proprio posto e tenersi stretti stretti alla corda. Non aggiungiamo altro perchè vogliamo che sia una bella sorpresa anche per voi! L’imbarcazione, una vale l’altra una volta pagato il biglietto, vi porterà direttamente sull’isola e sulla spiaggia in cui avete il resort. Se c’è il molo bene altrimenti sarete letteralmente buttati in acqua. Se riuscite viaggiate leggeri: zaino e al massimo piccoli trolley!

Fate attenzione agli orari: le prime partenze sono alle 8:00 e le ultime alle 17:00. Oltre quell’orario non avrete modo di arrivare sulle isole e dovrete aspettare il giorno successivo. Per il rientro potrete affidarvi direttamente al vostro resort ma gli orari sono gli stessi.

ATTENZIONE: munitevi di soldi in contati prima di lasciare la terra ferma! Sulle isole, soprattutto a Plau Besar non ci sono ATM e il segnale è scarso, quindi potrete avere problemi a pagare con le carte.

spiagge paradisiache alle Perhentian Malaysia
Spiaggia a Palau Besar.

Ma fidatevi che una volta toccata terra non vorrete più lasciare queste isolette che ci hanno regalato alcuni dei ricordi più indimenticabili dei nostri tanti viaggi. Godetevele e tranquilli se una lacrimuccia righerà il vostro viso al rientro, è quello che succede quando un posto ti ruba un pezzetto di cuore.

Ma dove mangiare e dormire? Tranquilli che trovate tutte le risposte qui! E mi raccomando scoprite le nostre nuove avventure seguendoci sui nostri social!

Viaggio on the road: le regole per viaggiare sicuri e felici!

Il viaggio on the road è per molti uno stile di vita. Così come scrisse Kerouac:

“Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo. – Per andare dove, amico? – Non lo so, ma dobbiamo andare.“

On the road, Jack Kerouac.

Ma non possiamo negare che viaggiare in strada con l’auto o in camper non richieda grandi attenzioni, organizzazione e consapevolezza che non sempre sarà una cosa facile.

E possiamo confermarlo soprattutto dopo essere rientrati da questo viaggione di ben 5 800 Km, che ci ha portati da Roma fino in Portogallo!

Guidare per ore con la playlist giusta di sottofondo, ammirare i paesaggi cambiare e la strada scorrere davanti a noi è indubbiamente una gande sensazione di libertà!

Ma cosa succede se ci ritroviamo invece per ore in lunghe code di attese ai caselli sotto il sole cuocente? È qui che si realizza che viaggiare on the road ha una faccia meno confortante. La cruda realtà dei fatti è che l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo! Ma se ci arriviamo organizzati sapremo sicuramente affrontare e superare meglio gli ostacoli. E vivere una grande avventura.

In questo articolo cercheremo di darvi alcuni consigli maturati in anni di on the road in Europa e Italia sempre con la nostra auto.

Vi racconteremo poi le nostre avventure in giro per il mondo in un articolo dedicato.

Guida ai consigli per un viaggio on the road!

Se partiamo con un nostro mezzo che sia auto o camper la regola numero 1 è fare un bel check up o un tagliando dal nostro meccanico di fiducia.

Controllare olio, acqua, filtri, liquido radiatore, pressione delle ruote e farsi anche consigliare da lui se intraprendere un viaggio on the road o meno con il vostro mezzo. Ruota di scorta pronta e kit per cambiarla! Controlliamo i tergicristalli e in caso cambiamoli, se arriva la pioggia dobbiamo guidare con una buona visuale. Il parasole, essenziale nei mesi caldi. Assicurarsi che sia tutto ok prima della partenza sicuramente ci darà una tranquillità in più. Anche se bucare una ruota è un’attimo!

Se viaggiate in inverno assicuratevi di avere liquido antigelo nel radiatore, ruote termiche e o catene a bordo.

Documenti della nostra auto.

Oltre ad avere con noi sempre il libretto e tutta la documentazione della nostra auto è obbligatoria l’assicurazione auto! Assicuratevi di avere compresa l’ assistenza stradale! Fondamentale per un viaggio on the road! Cosa fare se si rompe l’auto e dobbiamo chiamare un carroattrezzi? In questo caso siamo coperti per le spese di trasporto auto al più vicino meccanico.

Tutte le coperture della nostra assicurazione auto saranno valide in tutti i paesi della comunità europea. Diverso invece il discorso se usciamo fuori da questi confini. Dovremmo quindi cautamente informarci sul paese in cui ci recheremo per sapere se dobbiamo o meno avere la Carta Verde. La carte verde, un vero e proprio foglio verde, fa si che la nostra auto possa circolare nel paese in ci siamo godendo della nostra RC auto secondo la loro normativa assicurativa.

paesaggi durante un on the road in Germania
Le meraviglie lungo le strade tedesche.

Alcuni dei paesi in cui vige la carta verde sono: Albania, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Iran, Israele, Macedonia, Marocco, Moldavia, Montenegro, Russia, Tunisia, Turchia e Ucraina. In alcuni casi potremmo avere la carta verde compresa già nella nostra assicurazione in caso contrario va richiesta e va controllato o meno se è incluso il paese interessato. Nel caso in cui il paese non rientri nella lista carta verde dovremmo acquistare una polizza temporanea direttamente alla dogana di entrata.

Fuori dai confini europei dobbiamo controllare di non dover richiedere la patente internazionale, potete controllare qui i requisiti per la guida in ogni paese.

Come equipaggiare la nostra auto.

La ruota di scorta dovrebbe a questo punto essere abbastanza scontata in ogni caso assicuriamoci di averla e in buone condizioni. Teniamo a portata di mano una torcia. Un piccolo estintore a norma e un kit di pronto soccorso che attenzione è ormai obbligatorio avere in macchina!

Non dimenticate il giacchetto catarifrangente, anche questo dovrebbe già essere nella vostra auto! Viste le lunghe tratte che dovremmo affrontare nel nostro viaggio on the road e l’uso che probabilmente faremo di telefono e navigatore accertiamoci di avere cavi USB e caricatori.

Una cosa importantissima che porto sempre con me è la chiave di scorta dell’auto! Ovviamente non mettetela dentro l’auto ma fate in modo di averla sempre con voi nello zaino o nella borsetta.

Abbiate sempre a disposizione acqua fresca e qualche snack. Munitevi di una borsetta frigo, noi ci prepariamo spesso anche il pranzo per fermarci nelle aree di sosta.

Cercate di partire nelle ore meno calde soprattutto se in estate. E in inverno attenti alle ore buie a rischio ghiaccio o neve.

Buono sarebbe poter avere anche un cambio alla guida. Noi di solito cerchiamo di alternaci facendo in modo di non caricare tutto solo su un guidatore. Guidare vuol dire essere perennemente allerta e concentrati, il che stanca molto.

Lo spirito giusto per il nostro viaggio on the road!

Un viaggio on the road non è per tutti. Affrontare tante ore in macchina, gli imprevisti e la stanchezza non sono di certo il tipo di vacanza che la maggior parte si aspetta.

Ma c’è poi il suo lato romantico: i paesaggi all’alba o al tramonto, i cambi di scenari, la mano fuori dal finestrino con la canzone preferita.

E la musica in un on the road è essenziale! Avremmo sicuramente bisogno del sottofondo perfetto per creare i meravigliosi ricordi che questo viaggio ci regalerà.

Vi linkiamo una delle nostre playlist preferite del nostro viaggione on the road fino in Portogallo!

Playlist per viaggio on the road

Oltre la musica i viaggi sono fatti di persone. E qui vi auguriamo di avere accanto il passeggero giusto.

Un viaggio on the road è qualcosa che va vissuto a 360 gradi. E vedrete che una volta raggiunta la meta sarete così soddisfatti dei chilometri percorsi che non vedrete l’ora di partire di nuovo.

PS: sì, ci sono anche i Black Eyed Peas!

La valigia del tuo cane: prepariamola insieme a Nanà!

Partire per un viaggio con il nostro cane è una delle esperienze più belle che si possano condividere insieme. Ma come preparare la valigia del tuo cane?

Nanà è pronta ad aiutarvi ad organizzare al meglio il vostro viaggio! Prima di tutto dobbiamo pensare alla tipologia del viaggio e alla destinazione.

Se rimaniamo in Italia non dobbiamo preoccuparci troppo dei documenti, a parte il microchip obbligatorio. Ma se usciamo fuori dal nostro paese nella valigia del tuo cane ci dovrà essere il passaporto! Per sapere come richiederlo puoi leggere le informazione che abbiamo dato in questo articolo. E mi raccomando informati sempre bene prima sulle regole di accesso del paese in cui andrete. Magari contattando prima l’ambasciata!

Una volta scelta la meta pensiamo come organizzare al meglio tutto quanto!

Premessa: per nostra esperienza possiamo darvi consiglio solo su viaggi in auto o treno. Nanà non ha mai viaggiato in aereo e mai lo farà finchè non cambieranno le leggi che ci obbligano a mettere i nostri amici a 4 zampe in stiva!

Quindi se viaggiamo in auto dobbiamo essere sicuri di avere tutto a norma, per la nostra sicurezza e quella del nostro cane. Una soluzione comodissima se si viaggia con un solo cane è il box auto o il telo copri sedili a cui aggiungiamo la cinta.

Trasportino per auto cane, cosa mettere in valigia del cane
Nanà che dorme comoda nel suo box con cinta.

In caso ci sia più di un cane dovete provvedere con la rete rigida che va installata e poi autorizzata dalla motorizzazione. Altra accortezza è quella di oscurare i vetri dell’auto con delle tendine. Evitate che sia esposto al sole durante il tragitto in auto.

Nanà ci sta comodissima e si fa dei gran sonni. Ora che abbiamo la destinazione e il posto in auto provvediamo a preparare la valigia del nostro cane!

Cosa mettere nella valigia del tuo cane!

  • Passaporto ( per l’estero) e libretto delle vaccinazioni con il numero del microchip.
  • Pettorina, guinzaglio e museruola. Ricordiamo che la museruola non è obbligatoria indossarla ma averla con se in caso sia richiesta.
  • Altra cosa importane che il vostro amico a 4 zampe deve avere è una targhetta con nome e contatti telefonici!
  • Bustine per la pupù! Guardando i nostri marciapiedi non è una cosa così scontata da ricordarvi! Ma soprattutto le dovete usare per raccogliere i regalini dei nostri amici pelosi! Mi raccomando il rispetto per il prossimo e il territorio è alla base del viaggiare!
  • Ciotolina portatile con borraccia per l’acqua sempre fresca!
  • Croccantini sufficienti per il viaggio e snack. Portate la sua solita pappa, evitate di fare cambi in viaggio che potrebbero dargli problemi.
  • Scarpine: in caso di neve, rocce e o scogli. Ma anche nell’eventualità in cui camminando in strada in estate ci rendiamo conto che l’asfalto sia troppo caldo. Ricordatevi che è come se voi camminaste a piedi nudi!
  • Vestitino o cappottino nel caso si viaggi in inverno e in paesi particolarmente freddi.
  • Un asciugamano, non si sa mai venga voglia di un bagno in lago, mare, fiume ai nostri amici pelosi.
  • Spazzola e salviette pe tenerli puliti.
  • Spazzolino e dentifricio per l’igiene orale. E anche per l’alito visto il lungo viaggio tutti insieme in auto!
  • Un cuscino o la sua cuccetta con il suo pupazzetto preferito! Questo è essenziale per farli sentire a casa. Nanà non molla mai la sua scimmietta!
  • Una pinzetta per le zecche soprattutto se viaggiate in estate. Oltre ad aver messo l’antiparassitario prima del viaggio.
  • Cuscinetto rinfrescante da poter mettere anche nel box in auto.

Ovviamente ricordatevi eventuali medicine se ne prende e calcolate bene i giorni. Purtroppo l’estate che Nanà è stata male aveva una lunga cura da fare che prevedeva svariati farmaci. Quindi calcolateli bene e portatene alcuni di scorta, oltre ad avere sempre con voi la ricetta.

Io avevo anche segnato le cliniche veterinarie vicine alle zone in cui soggiornavamo. Chiedete prima anche un consiglio al vostro veterinario di fiducia. Per noi è stato essenziale e di gran sicurezza sapere che il nostro veterinario era tranquillo nel saperci in viaggio durante la malattia di Nanà. Ed è stato rassicurante per noi avere i suoi contatti in caso di necessità.

Se viaggiate con un cane anziano vi saranno sicuramente utili i consigli del nostro amico Gastone: il fedele compagno di viaggi di Martina meglio conosciuta come Viaggi Scritti a Mano!

Se cucciolo abituatelo molto prima ai viaggi in auto con piccole passeggiate sempre più lunghe. Ed è fondamentale una gran dose di educazione! Siate sinceri con voi nel capire se davvero il vostro cane è abbastanza educato e addestrato per poter passeggiare e convivere con altre persone.

Ora che avete preparato la valigia non vi rimane che partire e seguirci sui social nel nostro grande viaggio con Nanà verso il Portogallo!

PS: vi abbiamo linkato i prodotti comprati e testati da Nanà con cui si trova bene.

La città blu del Marocco: visitare Chefchaouen da Fes.

Quando si associa il colore blu a una città molto probabilmente la prima che vi verrà in mente sarà la città blu del Marocco: Chefchaouen.

Stradine blu, casette blu, scalette blu, cielo blu. Sembrerà quasi di ritrovarsi in un sogno. In realtà ci troviamo nella parte settentrionale del Marocco, precisamente ai piedi della catena montuosa del Rif. Infatti il nome della città blu del Marocco, in passato Chaouen cioè “vette”, poi ribattezzata Chef-Chaouen, significa “guarda le vette”. Le vette del Rif, purtroppo, non sono però tra i luoghi più tranquilli di questo paese. La causa sono i traffici illegali di hashish che rendono questa zona poco tranquilla.

Porte instagrammabili a Chefchoauen, Marocco
Porticine colorate di Chefchaouen.

Ma non roviniamoci il sogno e scopriamo insieme tutta la bellezza della “città santa”. Si, questo è un altro appellativo di Chefchaouen. Fondata nel 1471 da Moulay Ali Ibn Rachid, uno dei discendenti di Maometto e dalla popolazione berbera del Rif, divenne poi rifugio per i musulmani ed ebrei che fuggivano dall‘Andalusia. Per secoli fu totalmente proibito l’ingresso agli stranieri. Solo nel 1920 le truppe spagnole riuscirono ad entrare e conquistare la città blu del Marocco fino al 1956. La sua impronta spagnola risalente già a metà del XV secolo è visibile in molti angoli, che ricordano proprio le città andaluse. La sua struttura però è quella tradizionale di una kasbah con la presenza di 4 moschee, 4 Hammam e 4 scuole coraniche.

Ma perchè è blu?

Il suo colore originario era il marrone! E sul perchè si sia poi tinta di blu ci sono tantissime e fantasiose teorie. Si crede sia stata dipinta di blu dagli ebrei per ricordare il colore del Paradiso. O che questo colore sia un efficace repellente contro le zanzare. Altra ipotesi è quella che aiuti a tenere fresche le case riflettendo meglio la luce del sole. Si suppone anche che sia semplicemente per ricordare il mare. Quello che sappiamo per certo è che rimarrà un segreto legato alla bellezza e al fascino che il blu regala a questa città.

Come visitare la città blu del Marocco.

Angoletti instagrammabili della città blu del Marocco, Chefchaouen
Angoletti instagrammabili della città blu del Marocco, Chefchaouen.

Per il tour a Chefchaouen ci siamo affidati a Get Your Guide. Ormai è l’applicazione essenziale nei nostri viaggi. Potrete scegliere tra vari tour. Noi abbiamo optato per la visita in giornata da Fes. Scegliete il tour più adatto a voi, tra gruppo o privato. In entrambi i casi sarete prelevati direttamente al vostro hotel con un mini bus o un’ auto privata. Orario di partenza circa le 8:00. Lungo la strada ci siamo fermati in un punto panoramico sulla riserva naturale di Sidi Chahed a circa 30 km da Fes. Altra sosta per colazione e bagno e poi dritti fino a Chefchaouen. Il paesaggio è molto brullo ma spesso vedrete sugli alberi e sui tetti delle case tanti nidi di cicogne.

Prima di addentravi nella medina della città blu vi fermerete ad ammirare la vista dal basso. La parte più alta della città è la più antica. Quella in cui tra poco vi perderete. Tutto il tour è seguito da una guida ma appena scesi dal mini bus si è aggiunto un simpatico signorotto local che ci ha accompagnato e raccontato tutti i segreti di della città blu del Marocco. A cui tra l’altro è stato davvero difficile tenere il passo! Anche perchè la cittadina punta in alto, che vuol dire tante salite! Avete 4 ore per girare tutta la città e il giro con la guida è stato di quasi 2 ore.

Vi ricordiamo sempre di viaggiare sicuri! Quindi non partite mai senza una buona assicurazione viaggio e sanitaria! Noi ormai ci affidiamo a HeyMondo! E grazie a noi potete avere uno sconto del 10%! Clicca qui!

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Cosa vedere a Chefchaouen.

Il tour con la guida vi darà modo di girarla e di conoscere meglio la sua storia e i suoi angoli nascosti. Il consiglio è quello di fare poi un giro in autonomia. Siamo partiti da Bab el Ain uno dei principali accessi alla medina, una piccolissima porta. Da qui se non accompagnati vi perderete. Che in ogni caso vorrebbe dire scoprire comunque tante meraviglie. Tra i vicoli vivono ancora tante realtà artigianali. Potrete vedere come si tesse un tappeto a mano o come si lavora il legno e respirare il profumo del pane appena sfornato. Non mancherà l’occasione di fare shopping e riportarsi a casa qualche piccolo manufatto.

Tappeti per le strade di Chefchaouen, Marocco
Tappeti per le strade della città blu.

Punto di ritrovo per i cittadini è Plaza Uta el-Hammam in cui rilassarsi in un bar. Da qui scorgerete la Grande Moschea, accessibile solo ai musulmani e la kasbah edificata nel 1672 che merita di essere visitata per il suo lussureggiante giardino e il Museo Etnografico. Il percorso però punta a salire verso le cascate del Ras el Ma. Forse chiamarla cascata è un pò eccessivo ma comunque ha il suo fascino. Appena fuori dalle mura della medina, è perfetta per prendere una cosa fresca e ammirare le donne di Chefchaouen che ancora lavano i panni qui. Il tour con la nostra guida termina in questo punto.

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Torniamo sui nostri passi per ammirare con più tranquillità ogni angolo di questa città. Ci rendiamo purtroppo conto che il turismo qui viene sfruttato il più possibile e in tutti i modi. Vi capiterà spesso di vedere dei bellissimi spot fotografici, delle vere e proprie scenografie in cui poter scattare delle super foto instagrammabili pagando. È vero che si parla di pochissimi euro ma purtroppo questo sistema rischia di rovinare la naturale e tradizionale entità di questa città. Il tempo di concederci un pranzo con un cous cous e ci siamo ritrovati nel punto di partenza per tornare verso il nostro mini bus. Termina così la nostra piccola passeggiata qui. Siamo rientrati a Fes per le 20:00.

Spot romantici nella città blu del Marocco, Chefchaouen
Spot romantici nella città blu del Marocco, Chefchaouen

Per molti potrebbe sembrare un pò una mattata visto il poco tempo a disposizione. In realtà date le ristrette dimensioni di questa città il tempo a diposizione è perfetto per visitarla anche abbastanza in tranquillità. Poi potendo aggiungere una notte sicuramente si ha modo di visitarla fuori dal contesto turistico e magari viverla meglio. Per noi questo tour è stato il modo migliore per visitare Chefchaouen da Fes in giornata. Tanto da aver avuto modo di rientrare la sera nella sua caotica medina e gustarci una tajine. Ed esplorarla con calma seguendo l’itinerario qui.

Ora aspettiamo solo di sentire la vostra su questa perla blu del Marocco e vi aspettiamo sui nostri social.