Per anni ho osservato l’isola di Mal di Ventre dalle varie spiagge del Campidano di Oristano, chiedendomi come poterci arrivare. Da bambina, mi sembrava quasi l’isola che non c’è. A volte, a causa della foschia, spariva per poi riapparire quando il cielo limpido la mostrava in lontananza. Ci sono voluti ben 30 anni per scoprire finalmente come raggiungerla e cosa vedere su questa piccola isola della penisola del Sinis.
Tuffandomi nelle sue acque, ho scoperto un tesoro fatto di specie marine protette, che qui possono nuotare libere grazie alla speciale tutela che mantiene intatto questo paradiso. È un luogo che, nel corso della storia, ha visto insediamenti nuragici, romani e persino incursioni di pirati. Oggi è un’oasi di pace disabitata, dove è possibile entrare in contatto con la natura e il mare. Tra i suoi pochi abitanti ci sono i simpatici coniglietti portati qui il secolo scorso dai pastori. Se vi muovete nell’entroterra in silenzio non sarà difficile vederli correre felici sull’isola. Insomma un luogo dove, per qualche ora, potrete davvero sentirvi su un’isola deserta. Scopriamo insieme come arrivare e come organizzare la vostra escursione sull’isola di Mal di Ventre.
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L’isola di Mal di Ventre si trova sulla costa centro-occidentale della Sardegna, di fronte alla Penisola del Sinis. Il punto più vicino alla terraferma è Capo Mannu, situato a circa 8 km (4,5 miglia marine). L’isola è inclusa nell’area marina protetta della Penisola del Sinis. Si estende per circa 85 ettari, ha un perimetro totale di 6 km, è lunga 2,5 chilometri e larga un chilometro. Nel suo punto più alto, non supera i 20 metri di altitudine. È quindi possibile visitarla interamente in meno di una giornata.
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Tuttavia, scoprirete che tra tuffi, snorkeling nelle sue acque cristalline e passeggiate tra i resti di nuraghi, il tempo dell’escursione potrebbe non essere sufficiente per apprezzare appieno tutto ciò che l’isola ha da offrire. L’isola può essere suddivisa in due versanti: quello orientale e quello occidentale. Sul lato orientale, che affaccia sulla costa della Sardegna, si trovano alcune calette, come Cala Salina e Cala Nuraghe, che offrono un tranquillo approdo e un ambiente riparato dal vento.
Nel versante occidentale, il paesaggio cambia notevolmente: il mare si scaglia violentemente contro la costa rocciosa, rendendo impossibile avvicinarsi all’acqua. Inoltre, in quest’area si trovano alcune delle zone totalmente protette, inaccessibili ai visitatori. Quest’intera area fa parte della zona A, con divieto assoluto di balneazione. Sovrastando il tutto, un faro domina l’isola, eretto sulla sua altura.
La sua storie e il suo nome: Malu Entu
Il nome “Isola di Mal di Ventre” evoca immediatamente l’idea di un gran mal di pancia. In realtà, nulla di tutto ciò si nasconde dietro il suo nome originale: Malu Entu, che significa “isola del vento cattivo”. Sembra quindi che il nome “Mal di Ventre” sia nato da un errore di traduzione.
Tuttavia, le teorie e le leggende su questo nome sono diverse. Una delle meno accreditate suggerisce addirittura che l’isola prenda il nome da un malessere che colpì una principessa in visita nel 1200. Altre teorie fanno riferimento al ventre delle navi, spesso colpito dai bassifondi marini, causando danni così gravi che intorno all’isola si trovano ben tre relitti. Uno di questi è una nave spagnola che trasportava lingotti di piombo e che si arenò tra il 90 e l’89 a.C. C’è anche il relitto della Joyce, affondata nel 1973 con il suo carico di sanitari. Insomma, da queste vicende possiamo capire perché il nome di quest’isola sia legato a qualcosa di negativo, sia esso il vento cattivo o i pericolosi fondali che colpivano il ventre delle navi.
L’isola, insieme al vicino scoglio Catalano, fa parte di un complesso granitico, e lo si capisce subito osservando la sabbia delle sue spiagge a ovest, composta da piccoli frammenti di granito provenienti dalle grandi lastre che circondano l’isola. Non a caso, le spiagge lungo la terraferma, come Mari Ermi e Is Arutas, sono caratterizzate da una sabbia formata da piccoli chicchi di quarzo. I frammenti di granito, trasportati dal mare e corrosi, sono giunti su queste coste, arricchendo queste spiagge uniche.
Le spiagge dell’isola di Mal di Ventre
Come citato precedentemente, le spiagge dove è possibile approdare, rilassarsi facendo snorkeling o leggendo un libro, si trovano lungo il versante orientale dell’isola. Arrivando in gommone, le vedrete comparire una dopo l’altra. Il vostro capitano ve le mostrerà una per una, raccontandovi la loro storia, ma se volete arrivare preparati, leggete qui.
Dritto davanti a voi, dove vi immergerete appena scesi dal gommone, si trova Cala Salina. Questa caletta è perfetta per ammirare subito la bellezza di queste acque.
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Se però volete scoprire anche la storia dell’isola, dirigetevi verso ovest fino a Cala Pastori, chiamata così per i resti delle case dei pastori che fino agli anni ’60 hanno abitato questa terra. Durante i periodi invernali, qui veniva portato il bestiame a pascolare, controllato da circa due uomini che vivevano sull’isola e gestivano il gregge. Non si tratta dell’unico insediamento umano che troverete: poco più avanti, infatti, vi aspetta Cala Nuraghe, chiamata così per i resti del nuraghe che vi si trovano. Questi resti testimoniano l’importanza storica di quest’isola.
Proseguendo, incontrerete Cala Scirocco e Cala Valdaru. Questa zona è interamente classificata come zona C, quindi potete tranquillamente praticare snorkeling, ricordandovi sempre di rispettare la natura e le specie che la abitano. I fondali qui sono ricchi e colorati. Il divieto di pesca e la protezione dell’area preservano le molte specie di pesci che dovrebbero vivere in queste acque. Ho avuto la fortuna di incontrare un polpo e di vedere molte stelle marine rosse. C’è chi dice che, in giornate particolari, si possano avvistare anche i delfini.
Come raggiungere l’isola di Mal di Ventre
L’unico modo per raggiungere l’isola di Mal di Ventre è via mare, utilizzando un’imbarcazione. Potete noleggiare un gommone, se siete pratici, presso la spiaggia di Putzu Idu, oppure affidarvi, come abbiamo fatto noi, a un ente preparato e autorizzato al trasporto sull’isola. Noi ci siamo affidati a Sea Next, che parte direttamente dalla spiaggia di Mare Ermi.
Gli orari e i giorni delle escursioni variano in base alle condizioni climatiche, e riceverete sempre conferma la mattina presto. I gommoni trasportano circa 12-15 persone, e il tempo di viaggio dalla costa all’isola è di circa 15 minuti, più una sosta durante la quale il vostro skipper vi mostrerà le spiagge accessibili e vi racconterà un po’ di storia e regole del luogo. Il costo dell’escursione è di 25€ adulti, 15€ fino agli 8 anni e gratuito per i bambini fino ai 2 anni. Potete prenotare in loco se siete in zona o chiamare e prenotare, se riuscite, giorni prima.
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Portate con voi tutto l’occorrente per trascorrere la giornata: crema solare, ombrellone, tanta acqua e cibo. Le spiagge sono completamente selvagge, quindi ricordate di portare anche una bustina per raccogliere tutti i vostri rifiuti. Ci tengo a informarvi che su tutta l’isola vige il divieto di fumare. Tuttavia, ho raccolto una busta di spazzatura, tra cui molte cicche di sigarette, che ho riportato a riva.
Noi abbiamo scelto di visitare l’isola di Mal di Ventre partendo alle 14:30 e rientrando alle 19:30. Posso dirvi che non avremmo potuto fare scelta migliore: ci siamo goduti un fantastico pomeriggio e uno spettacolare tramonto durante il rientro. Il modo perfetto per salutare questa piccola isola incantata.
Vi aspettiamo sui nostri social per raccontarvi questa esperienza con video e foto, e vi invitiamo a seguirci per non perdervi le prossime avventure. Speriamo di ricevere presto il vostro feedback su questa meravigliosa avventura in terra sarda.
Eccoci qui, rientrati da poche ore dal nostro viaggio in Cina, pronti a condividere con voi i nostri consigli essenziali per aiutarvi a organizzare il viaggio perfetto. Questo paese ci ha subito rapito il cuore. Gli sguardi curiosi dei suoi abitanti, il profumo del cibo e le lanterne rosse, il litchi e le biciclette che attraversano gli hutong. Scene che incarnano perfettamente l’idea che avevo sempre avuto della Cina. La calma e la tranquillità dei vicoli, interrotti dal caos delle grandi strade urbane; i paesaggi autentici e tradizionali accostati ai grandi centri commerciali dalle insegne luminose. Non credo di poter raccontare tutto a parole. Ci sono sentimenti, profumi, suoni e sfumature di luce che non si possono descrivere, ma solo vivere. Tuttavia, dando un’occhiata ai nostri contenuti sul profilo Instagram, forse potrete farvi un’idea più concreta. Seguici qui per non perderti le prossime avventure.
Quello che è certo è che non vi resta che leggere i nostri consigli e organizzare il vostro prossimo viaggio in Cina. Siete pronti a prendere appunti e partire?
Documenti per viaggiare in Cina
Per entrare in Cina avrete bisogno di un passaporto elettronico valido con una residua validità di almeno sei mesi dalla data del viaggio.
La grande notizia di quest’ultimo anno è che per i viaggiatori italiani, così come per molti altri paesi europei e non, il visto per entrare in Cina è gratuito fino al 31 dicembre 2026. Specifichiamo meglio: per viaggi non superiori ai 30 giorni è possibile visitare la Cina senza dover richiedere alcun visto. Per permanenze superiori ai 30 giorni, dovrete rivolgervi all’ambasciata e valutare la richiesta del visto più adatto alle vostre esigenze.
Quindi, vi basterà prenotare il vostro biglietto aereo di andata e ritorno e le strutture di soggiorno. Una volta atterrati in Cina vi recherete alle apposite macchinette per scattare foto e registrare le impronte digitali. Riceverete una ricevuta che dovrete poi mostrare ai controlli doganali insieme al passaporto e al modulo per l’immigrazione, che riceverete in volo o appena atterrati. Sarà necessario fornire le date e il numero dei voli, oltre al nome del primo albergo in cui soggiornerete. In pochi minuti, otterrete il timbro sul passaporto.
Non obbligatoria ai fini del viaggio, ma essenziale per evitare brutte sorprese, è l‘assicurazione sanitaria. Come negli Stati Uniti, anche in Cina esiste un sistema sanitario privato che dovrete pagare di tasca vostra. Stipulando un’assicurazione sanitaria di viaggio, sarete coperti sempre e ovunque. Noi vi consigliamo HeyMondo, a cui ci affidiamo da anni. Potrete scegliere la polizza più adatta alle vostre esigenze e avere un’assistenza h24 ovunque nel mondo, grazie alla comoda applicazione che vi garantisce sempre una consulenza in italiano.
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Quando andare
La Cina è un paese vasto e variegato, con climi e paesaggi che cambiano radicalmente da una regione all’altra. Il periodo migliore per visitare la Cina dipende in gran parte dalla zona che si desidera esplorare. La primavera (da aprile a giugno) e l’autunno (da settembre a ottobre) sono generalmente considerate le stagioni ideali per visitare gran parte del paese, grazie al clima mite e alla natura in fiore o ai colori caldi delle foglie.
Se si desidera esplorare il Tibet o le regioni montuose del sud-ovest, come lo Yunnan e il Sichuan, l’estate (da giugno ad agosto) è la stagione migliore, poiché le alte altitudini rendono il clima più fresco e accogliente. Al contrario, per chi volesse immergersi nella bellezza dei paesaggi innevati, l’inverno (da dicembre a febbraio) offre l’occasione perfetta per visitare la regione nord-orientale della Cina, come Harbin, famosa per il suo Festival delle sculture di ghiaccio e neve.
Infine, per evitare le folle e i prezzi elevati, è consigliabile evitare i periodi di punta del turismo cinese, come la Festa di Primavera (Capodanno cinese) e la Settimana d’Oro di ottobre.
Noi siamo appena tornati dal nostro viaggio in Cina, partiti il 3 agosto. Nonostante la folla nei maggiori siti turistici, gestibile muovendosi molto presto al mattino, il caldo è stato sicuramente un aspetto piuttosto rilevante. Si parla di temperature tra i 35 e i 38 gradi durante il giorno, con un livello di umidità che varia tra il 90% e il 95%. In compenso, in 14 giorni abbiamo visto la pioggia solo due volte. Il caldo può spesso cambiare i vostri piani e rendere tutto più faticoso e pesante, ma se sfruttate le ore meno calde ed evitate la folla, tutto è fattibile. Non avendo altre scelte, possiamo dire che agosto non è stata una così grande tragedia.
Itinerario e distanze
La Cina è davvero grande, ma proprio tanto grande! Stiamo parlando del quarto paese più grande al mondo. Con una superficie di circa 9,6 milioni di chilometri quadrati, è quasi 30 volte più grande dell’Italia ed è così vasta che si estende attraverso cinque fusi orari, anche se utilizza un unico fuso orario ufficiale (l’ora di Pechino, 6 ore avanti all’Italia). Questo vi dà un’idea dell’importanza di strutturare un buon itinerario e organizzare in anticipo gli spostamenti.
E per spostamenti intendiamo anche quelli interni alle città. Spostarsi dal centro di Pechino per raggiungere il bellissimo Palazzo d’Estate significa fare un viaggio di circa un’ora in metropolitana, senza contare la distanza del vostro hotel dalla zona più centrale. In città come Pechino o Shanghai, vi consigliamo di organizzare il vostro itinerario per zone e di muovervi il più possibile all’interno di queste. I mezzi di trasporto pubblici sono molto efficienti, ma l’unica nota negativa è che la metro è generalmente aperta solo fino alle 00:00.
Se hai bisogno di una mano esperta per organizzare e prenotare il tuo viaggio, Stefania, in qualità di Travel Designer certificata, è qui per aiutarti. Contattami e valuteremo insieme come rendere reale il viaggio dei tuoi sogni. Ti aspetto!
Ma nel caso in cui non abbiate voglia di aspettare un bus notturno, potete tranquillamente prenotare una corsa con il comodo servizio di DiDi, di cui vi parleremo più avanti. In ogni caso, abbiamo utilizzato i bus notturni e li abbiamo trovati sempre molto precisi e comodi. Tenetevi sempre larghi con gli orari dell’itinerario, in modo da avere un margine in caso di ritardi o contrattempi. I treni nazionali, così come quelli cittadini o la metropolitana, sono puntualissimi. Vi farà sorridere il conto alla rovescia all’interno della metropolitana di Shanghai, che inizia poco prima dell’arrivo del vagone in stazione.
Per spostarvi sia a piedi che con i mezzi, vi consigliamo di utilizzare Maps.Me. Google Maps potrebbe sembrarvi utile per gli spostamenti a piedi, ma molto spesso sbaglia la geolocalizzazione. Per esperienza, meglio usare altro. Un’altra accortezza è avere sempre con voi l’indirizzo del vostro hotel in lingua originale, in caso dobbiate mostrarlo ai locali o al vostro taxi.
eSIM e VPN per il tuo viaggio in Cina
Se desiderate recarvi in Cina, è fondamentale avere una connessione dati. Alcune applicazioni di uso quotidiano, come WhatsApp, Instagram e Facebook, sono bloccate in Cina. Per continuare a utilizzare queste app, è necessario disporre di una eSIM, una SIM virtuale supportata da molti smartphone di ultima generazione, oppure di una SIM locale. In entrambi i casi, assicuratevi che la VPN sia inclusa, altrimenti le app che utilizzate abitualmente in Italia non funzioneranno.
Noi abbiamo scelto nuovamente la eSIM Holafly, che ci ha permesso di avere traffico dati illimitato per 15 giorni. Per un viaggio di questo tipo, è un servizio essenziale. Una volta scaricata l’app Holafly, selezionate “Cina” e inserite i giorni di permanenza nel vostro viaggio nella terra del Dragone. Il prezzo della eSIM varierà in base alla durata del soggiorno. Grazie a un semplice tutorial, installarla e attivarla sarà molto facile. Dopo averla attivata prima della partenza, troverete la eSIM sul vostro smartphone. Non resta che attivarla. La eSIM inizierà a funzionare appena sarete in territorio cinese, e solo da quel momento inizierà il vostro piano dati. Ricordatevi di disattivare la vostra SIM italiana. Potete eseguire queste ultime operazioni in modalità aereo, evitando così costi aggiuntivi.
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Pagamenti e applicazioni da avere
Molti esercizi in Cina non accettano carte di credito oppure, se lo fanno, applicano commissioni. Nella maggior parte dei negozi e ristoranti è possibile pagare in contanti, ma a volte potrebbero non avere il resto. Per ovviare a questo problema, è essenziale avere installate sullo smartphone due app: WeChat e Alipay. WeChat è una combinazione di WhatsApp, social network e TripAdvisor cinesi, mentre Alipay è una piattaforma di pagamento online. Per utilizzare entrambe le app, dovrete registrarvi e collegare il vostro passaporto.
Solo dopo aver completato questi passaggi, da fare in Italia perchè vi verrà richiesta la conferma al numero cellulare, potrete aggiungere la vostra carta di credito come metodo di pagamento. Consigliamo di contattare la vostra banca una settimana prima della partenza per assicurarvi che la carta sia abilitata ai pagamenti online in Cina. Da quanto abbiamo capito, questa opzione è diversa dalla classica “opzione Mondo”. Una volta associata la carta, effettuare i pagamenti sarà molto semplice. Ogni negozio, ristorante o esercizio ha un QR code alla cassa. Inquadrate il QR code tramite l’app, inserite l’importo da pagare e il gioco è fatto.
Su Alipay troverete anche l’app Didi, l’equivalente di Uber. Funziona allo stesso modo: selezionate il punto di pick-up e la destinazione, poi l’app vi chiederà di confermare la corsa effettuando il pagamento della cifra stimata. A questo punto, non vi resta che attendere il vostro Didi. Se la corsa, una volta arrivati a destinazione, avrà un costo inferiore a quello stimato, riceverete un riaccredito immediato della differenza; in caso contrario, verrà addebitato l’importo effettivo.
Purtroppo, abbiamo avuto problemi con entrambe le applicazioni fin dall’inizio. Di conseguenza, abbiamo dovuto prelevare contanti e utilizzare la carta di credito dove e quando era accettata. Non è sempre stato facile ottenere il resto, e in alcuni casi le carte sono state rifiutate. Nonostante tutto, siamo riusciti a viaggiare tranquillamente, ma le applicazioni sopra menzionate avrebbero sicuramente facilitato e velocizzato alcune operazioni di pagamento. Sono quindi utili e pratiche, ma non del tutto essenziali. È possibile fare un viaggio in Cina anche senza di esse, ma il nostro consiglio è di partire preparati augurandovi di non avere la nostra stessa sfortuna!
Dove dormire
Gli standard medi degli hotel in Cina potrebbero essere un po’ più bassi rispetto a quelli europei. È quindi consigliabile scegliere strutture di livello superiore e, soprattutto, accertarsi sempre che accettino turisti stranieri. Cosa significa? In molte strutture, soprattutto fuori dalle grandi città, il turismo è essenzialmente locale, e questo è legato anche alla registrazione obbligatoria del viaggiatore presso la stazione di polizia più vicina. Per evitare queste pratiche burocratiche, molte strutture preferiscono non accettare stranieri. In ogni caso, è sufficiente scegliere attentamente la struttura e, per essere sicuri, inviare anche un’email di conferma. Se organizzate il viaggio da soli, questa verifica è fondamentale, mentre se vi affidate a un’agenzia o a un Travel Designer come me, sarò io a occuparmi di tutto.
Per il nostro viaggio abbiamo optato per strutture di medio-alto livello e ostelli, scegliendo sempre sistemazioni in camera matrimoniale con bagno in comune. Nella scelta dei pernottamenti, ci siamo affidati a portali come Trip.com e al nostro ormai fedele Booking.com. Abbiamo anche avuto due esperienze in homestay, con colazione e cena condivise con la famiglia ospitante, una scelta che ha reso il viaggio molto più caratteristico. Due sistemazioni che ci tengo a consigliarvi, data la grandissima gentilezza degli host.
Valutate quindi strutture di livello medio-alto, riconfermate la vostra presenza come turisti stranieri e, quando possibile, scegliete strutture abbastanza centrali o vicine a una stazione della metropolitana. In città come Xi’an o Pingyao, è stata un’ottima idea alloggiare all’interno delle mura della città vecchia, per poter esplorare meglio anche a piedi. In camera troverete sempre acqua, set di cortesia, asciugamani e ciabatte per la doccia. Durante l’estate, assicuratevi che sia presente l’aria condizionata.
Come spostarsi in viaggio in Cina
Come detto precedentemente, le dimensioni di questo paese sono significative. Per i viaggi a lunga distanza tra le principali città, il treno ad alta velocità rappresenta una delle opzioni migliori: la rete ferroviaria cinese è tra le più avanzate al mondo, con treni che possono raggiungere velocità di oltre 300 km/h, collegando città come Pechino, Shanghai, Xi’an e Guangzhou in poche ore. Viaggiare in treno non solo permette di risparmiare tempo rispetto agli spostamenti in aereo, ma offre anche l’opportunità di ammirare i paesaggi del paese. Viaggiare di notte è un’ottima idea per risparmiare tempo durante il giorno. Noi abbiamo preferito spezzare i lunghi viaggi e goderci un po’ di relax durante le ore di tragitto diurno.
Per distanze ancora maggiori o per raggiungere regioni remote, l’aereo rimane la scelta più pratica. La Cina dispone di numerosi aeroporti internazionali e domestici ben collegati, con frequenti voli tra le città principali. Tuttavia, è importante prenotare in anticipo, soprattutto durante i periodi di alta stagione, per evitare prezzi elevati e problemi di disponibilità.
Il nostro consiglio è di valutare subito l’itinerario e prenotare il prima possibile gli spostamenti. Le prenotazioni dei treni possono essere effettuate tramite Trip.com. L’agenzia si occuperà di prenotare i biglietti alla loro emissione, 15 giorni prima della data di partenza. Questo purtroppo non vi garantisce l’effettiva disponibilità dei biglietti. Inviate la richiesta il prima possibile e, in caso di non riuscita, ritentate. Rimane comunque sempre la possibilità di acquistare i biglietti direttamente in stazione. Per i voli interni, le maggiori compagnie da considerare sono: Air China, China Eastern, China Southern; anche in questo caso, è sempre utile consultare Trip.com. A breve pubblicheremo un articolo dettagliato sui treni e le stazioni ferroviarie.
Consigli random per il tuo viaggio in Cina
Ci sono alcune cose che avrei voluto sapere prima della partenza per il nostro viaggio in Cina, anche solo per arrivare mentalmente preparata ad alcune, seppur piccole, differenze culturali e abitudinali. In Cina troverete bagni pubblici gratuiti ovunque, il che è una cosa bellissima per chi, come me, beve molta acqua. Ma preparatevi ai bagni alla turca: quasi sempre troverete solo questi, raramente wc tradizionali. Portate sempre con voi un rotolo di carta igienica o fazzoletti, perché spesso non la troverete. Fate attenzione, perché a volte c’è un distributore di carta igienica all’ingresso; prendetela prima di entrare in bagno.
Le date di scadenza sulla maggior parte degli alimenti sembrano superare la loro validità. Non sappiamo il perché, ma ci informeremo. Abbiamo comunque sempre mangiato prodotti scaduti, magari di pochissimi giorni, ma comunque scaduti. Finché si tratta di alimenti conservati, come merendine o altro, non ci siamo mai fatti problemi. Il nostro consiglio: ignorate le date di scadenza, a meno che non si tratti di prodotti freschi. Fate attenzione a mangiare solo cibi ben cotti, soprattutto se intendete assaggiare qualcosa nei mercati; difficilmente troverete street food come lo intendiamo nel resto del Sud-Est asiatico. Dalla riapertura post-Covid, lo street food e la vendita di cibo in strada sono stati regolamentati. Acqua sempre e solo in bottiglia.
No, non si mangia più il cane e no, non si trovano insetti nei mercati, a parte una sola volta a Xi’an in un mercato molto turistico.
Tranquilli, sono tentacoli di polpo alla griglia!
Non parlano inglese, quindi scaricate un buon traduttore. Noi abbiamo sempre e solo utilizzato quello del nostro iPhone, riuscendo a fare anche chiacchierate di ore. Il popolo cinese ci adora e ci osanna; preparatevi a diventare delle star. Verrete continuamente fermati per foto, video e videochiamate. Il turismo interno supera di gran lunga quello internazionale, quindi per loro è ancora poco comune incontrare occidentali. Per questo ci tengono così tanto ad avere uno scatto insieme. Fidatevi, vi divertirete così tanto che sarà una delle cose che non vedrete l’ora di raccontare al rientro.
Questo loro modo di fare così istintivo li rende unici. Malgrado la barriera linguistica, riescono sempre ad aiutarti, a comunicare, a raccontarti orgogliosamente del loro paese e ad ascoltare del tuo. Sono felici ed entusiasti di confrontarsi, soprattutto i più giovani, e di capire quanto di diverso abbiamo da imparare l’uno dall’altro.
È stato uno di quei viaggi che ti apre la mente. Ti fa capire quanto spesso i pregiudizi prevalgano sulla realtà. Siamo sempre più convinti che viaggiare sia il miglior modo per conoscere il mondo e se stessi. Siamo curiosi di conoscere la vostra esperienza al rientro da questo grande viaggio. Per altre richieste, siamo qui e sui nostri social, pronti per le prossime avventure.
L’estate a Roma significa una sola cosa: grattachecca. Fresca, dolce e guarnita con frutta fresca, la grattachecca a Roma è una di quelle tradizioni estive che noi romani portiamo avanti sin da piccolini. Le passeggiate in centro e la lunga fila alla Sora Maria sono sicuramente tra i ricordi più vividi della mia infanzia, così come le serate trasteverine passate sul lungo Tevere, tra chiacchiere e una lemoncocco di Alla Fonte d’Oro. Lo scricchiolio del ghiaccio sotto i denti e il dolce gusto degli sciroppi fruttati vi daranno una bella botta di freschezza. Passeggiando per le assolate strade della capitale, ringrazierete di esservi fermati per un bicchiere di grattachecca salva-vita.
Ma prima di scoprire dove assaggiare la vera grattachecca a Roma, scopriamo l’origine del suo nome così insolito.
L’origine della grattachecca
Sembrerebbe che già ai tempi dei romani fosse comune grattare il ghiaccio, o meglio, la “checca”. Questa grande lastra di ghiaccio veniva conservata sotto terra quando ancora non c’erano i frigoriferi. Il nome grattachecca, infatti, deriva dall’unione del verbo “grattare” e di “checca”, il blocco di ghiaccio che ancora oggi potete vedere nei chioschi dove viene servita la vera grattachecca. Gli antichi romani usavano la neve per creare una bevanda rinfrescante con miele e frutta, che poi si è evoluta nel corso dei secoli fino a diventare quella che conosciamo oggi, verso l’inizio del 1900, diventando poi popolare tra gli anni ’50 e ’60.
In tutta Italia esistono diverse versioni di questo tipo di bevanda; la più famosa è sicuramente la granita, che però viene prodotta da un composto di sciroppi e aromi, gelati e mescolati di tanto in tanto. Ci sono molte altre varianti lungo lo stivale e siamo curiosi di conoscere il nome nella vostra regione.
La grattachecca romana è composta da ghiaccio grattato con l’aggiunta di sciroppi e quando richiesta, frutta fresca. Seppur semplice, possiamo assicurarvi che si tratta di uno dei “street food” romani che vi può salvare la vita durante le calde giornate estive.
Dove mangiare la vera grattachecca a Roma
Nella capitale, i chioschi rimasti a servirla sono pochi ma tutti continuano a portare avanti la tradizione con orgoglio. Vi indichiamo qui di seguito i 5 chioschi che sono ancora attivi e dove spesso ci trovate per sopravvivere all’afa romana.
La Sora Maria: ancora oggi colleziona una lunga fila di romani e non in attesa di refrigerio. Si trova in Via Trionfale 37, zona Prati. Aperto dal lunedì al sabato: 16:00 – 00:00, e domenica: 18:00 – 00:00.
Sora Mirella: da qui potete ammirare l’Isola Tiberina e passeggiare lungo Ponte Cestio con una bella grattachecca al tamarindo e amarena (presa questa mattina!). Si trova in Lungotevere degli Anguillara, altezza Isola Tiberina, Trastevere. Aperto dalle 08:00 alle 02:00 tutti i giorni.
Alla Fonte D’Oro: qui troverete l’unica e inconfondibile lemoncocco! Si trova in Lungotevere Raffaello Sanzio, altezza Ponte Garibaldi, Trastevere. Aperto dalle 11:00 alle 02:00.
Er Chioschetto: altra istituzione capitolina che molto onestamente si definisce “la mejo grattachecca de Roma”. Si trova in Via Magnagrecia 49, zona San Giovanni. Aperto dalle 14:30 alle 00:30.
Chiosco Testaccio: possiamo terminare qui la nostra passeggiata con una bella grattachecca e frutta fresca nel cuore di Testaccio. Si trova in Via Giovanni Branca 122, Testaccio. Aperto dalle 16:00 alle 01:00.
Se, dopo aver passeggiato per le strade di Trastevere, volete sapere cos’altro fare in questo Rione, potete leggere il nostro articolo con itinerario su Trastevere qui.
Ora che sapete come affrontare l’afa romana con una rinfrescante grattachecca, non vi resta che farci sapere quale è il vostro gusto preferito! Condividete le vostre esperienze e impressioni sui nostri social e restate aggiornati per non perdere le nostre prossime avventure culinarie e alla scoperta delle migliori tradizioni romane. Siamo curiosi di conoscere le vostre preferenze e vi invitiamo a seguirci per continuare insieme questo delizioso viaggio nella capitale!
Mont Saint Michel è stata una delle meraviglie che abbiamo ammirato durante uno dei nostri viaggi on the road con Nanà. Situata al nord della Francia, nel cuore della Normandia, è una delle destinazioni imperdibili della vita. Questa isola fortificata, situata a circa un chilometro dalla terraferma, è famosa per la sua straordinaria bellezza e il suo fascino fiabesco. La sua posizione, che cambia magicamente con le maree, conferisce al sito un’atmosfera unica e quasi surreale. Vivere quest’esperienza con la nostra amica a quattro zampe ha reso il tutto davvero indimenticabile. Scopriamo insieme come raggiungerla, cosa vedere e come assistere all’affascinante fenomeno delle maree di Mont Saint-Michel.
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Dove si trova e come raggiungere Mont Saint-Michel
Questa isola fiabesca, che non a caso ha ispirato il castello di Rapunzel, si trova a circa un chilometro dalla costa del Mont Saint-Michel, nel dipartimento della Manica, a nord della Francia. L’isola è facilmente visibile da lontano grazie alla sua imponente abbazia gotica che svetta sopra il paesaggio circostante. Per raggiungere questo luogo magico, ci sono diverse opzioni:
In auto: Da Parigi, si può percorrere l’autostrada A13 fino a Caen e poi proseguire sulla A84 verso Avranches. Seguite le indicazioni per Mont Saint-Michel. Una volta arrivati, potrete parcheggiare nel grande parcheggio a pagamento situato a pochi chilometri dall’isola e proseguire a piedi o con una navetta. Questa è stata la nostra scelta, dato che arrivavamo con la nostra auto direttamente da Roma. Abbiamo condiviso tutto il nostro itinerario in Normandia in questo articolo, dove vi guidiamo tappa dopo tappa.
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In treno: Potete prendere un treno da Parigi (stazione Gare Saint-Lazare) fino alla città di Pontorson, che è la località ferroviaria più vicina a Mont Saint-Michel. Da Pontorson, ci sono bus e navette che collegano la stazione con l’isola.
In autobus: Diverse compagnie offrono servizi di autobus diretti a Mont Saint-Michel da Parigi e altre grandi città francesi. Questi servizi spesso includono tour che permettono di esplorare la zona circostante.
In bici o a piedi: Per gli avventurosi, esistono percorsi ciclabili e pedonali che collegano i dintorni con Mont Saint-Michel, offrendo un’esperienza unica e immersiva nel paesaggio normanno.
Per il parcheggio, vi basterà inserire “Mont Saint-Michel Parking” nel vostro navigatore. Una volta parcheggiato, il pagamento si effettua al ritorno presso le apposite macchinette. Preparatevi, poiché il parcheggio giornaliero in alta stagione costa ben 25€. Rincuoratevi però che, se lo desiderate, potrete raggiungere l’isola tramite navetta, che è gratuita.
Dal parcheggio, le opzioni per arrivare all’isola sono la navetta, a piedi o tramite carrozza. Noi abbiamo trovato abbastanza obsoleto e triste che, nel 2024, si sfruttino ancora gli animali in questo modo. Abbiamo deciso, anche se un po’ forzati, di percorrere i 2,5 km a piedi. Ai nostri amici a quattro zampe non è concesso salire sulla navetta. Per noi è stata una bellissima esperienza vedere questa meraviglia avvicinarsi sempre di più passo dopo passo.
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Cosa vedere al suo interno
Percorsa la suggestiva passerella che vi porterà ai piedi dell’isola, avrete modo di scoprire i segreti dei suoi vicoli. Prima di tutto, la bellissima Abbazia, che svetta e sovrasta l’isola, è la protagonista indiscussa. L’ingresso al complesso è gratuito e sempre aperto. Costruita tra l’VIII e il XVIII secolo, l’abbazia è un capolavoro dell’architettura gotica e romanica. Essendo la principale attrazione, è consigliabile prenotare con largo anticipo. Il biglietto d’ingresso costa 13€, gratuito per i giovani sotto i 18 anni. Per orari e prenotazioni, potete consultare il sito ufficiale.
Vi perderete a passeggiare tra i vicoli medievali, salendo e scendendo dalle mura e ammirando il panorama dalle torri. Potrete rilassarvi nei giardini dell’Abbazia o in uno dei tanti ristoranti tipici situati nella grande via principale.
Ma ci teniamo ad essere onesti con voi: preparatevi a essere travolti da una marea di persone. È vero, siamo stati in agosto, e purtroppo si sa che è il mese peggiore per visitare luoghi particolarmente turistici, ma a prescindere da questo, crediamo che l’affluenza di visitatori andrebbe gestita meglio. La grande affluenza può far perdere fascino e magia a luoghi che, come questo, meriterebbero di essere vissuti in silenzio e tranquillità.
Il nostro consiglio è di godervi il viaggio. Incamminatevi a piedi per arrivare qui e osservate la fortezza diventare sempre più imponente davanti ai vostri occhi. Tenete per mano il vostro compagno di viaggio e aspettate di ammirare la marea cambiare lo scenario. Anche se l’ingresso può essere affollato, non lasciatevi scoraggiare: siete sempre in un luogo tra i più magici e unici al mondo.
Domandina: sapete che Mont Saint-Michel ha una “sorella minore” in Cornovaglia? Venite ascoprire quidi cosa stiamo parlando!
Come osservare le maree
Non c’è nulla di più suggestivo che osservare il grande fenomeno delle maree in questo contesto magico. Le maree a Mont Saint-Michel sono causate dalla gravità della Luna e del Sole. L’escursione mareale può variare fino a 14 metri, creando forti differenze tra alta e bassa marea. Durante l’alta marea, il monte è quasi completamente circondato dall’acqua, mentre durante la bassa marea l’acqua si ritira di diversi chilometri, creando ampie distese di sabbia e fango. Questo fenomeno, che trasforma Mont Saint-Michel da isola a terraferma, si manifesta due volte al giorno ma varia in base alle stagioni.
Non abbiate paura dell’alta marea: la passerella è molto rialzata e percorribile senza problemi. Sarà una delle esperienze più sorprendenti vedere come l’acqua avvolge il monte e con quale velocità. Il nostro consiglio è di studiare gli orari delle maree e visitare il sito proprio durante questo fenomeno. Al tramonto, in estate, è pura magia. Vi lasciamo ilsito ufficiale dove controllare gli orari delle maree.
Attenzione: non è possibile avventurarsi da soli nella laguna. È obbligatorio prenotare un’escursione con guida e prestare attenzione al suono dell’allarme poco prima dell’arrivo della marea.
Per la ricerca del tuo hotel perfetto, magari con vista sul Mont Saint-Michel, affidati a Booking.com come facciamo noi. Troverai sempre le migliori sistemazioni a un prezzo conveniente. Scopri qui il nostro alloggio speciale a Mont Saint-Michel.
Non dimenticherò mai il momento in cui, affacciati dalla passerella, abbiamo osservato la magia di quest’isola. Con Nanà al nostro fianco, eravamo felici di essere tutti e tre in uno dei luoghi più spettacolari e a lungo sognati di questo meraviglioso mondo.
Ora che avete tutte le informazioni necessarie per realizzare il vostro sogno, non vi resta che partire e raccontarci la vostra esperienza. Come sempre, vi aspettiamo sui nostri social, dove presto condivideremo la prossima grande avventura!
Ormai lo sappiamo che prima di un viaggio, le ansie e i dubbi sono sempre tanti e quando si parla degli Stati Uniti, non so perché, ma tutto si amplifica. Ok, ormai abbiamo una certa esperienza e partiamo molto più tranquilli, ma ricordo che i primi viaggi erano sempre un: “Cosa dobbiamo fare? E il passaporto? Come fare l’ESTA?” Così abbiamo deciso di darvi un po’ di consigli pre-partenza per gli Stati Uniti. Vediamo insieme, passo dopo passo, come organizzare il viaggio dei vostri sogni.
Louis Lunch: dove è stato servito il primo hamburgerUn salto a Chicago
Documenti
Passaporto elettronico: tutti i passaporti rilasciati dopo il 2006 sono elettronici e devono essere in corso di validità per tutta la durata del viaggio. Quindi, non servono più i famosi 6 mesi di validità residua. Basta essere coperti fino al rientro in Italia. Anche se il nostro consiglio è: rinnovate il passaporto prima!
Per viaggiare dall’Italia agli USA per turismo e non oltre i 90 giorni di permanenza non occorre visto. Vi basterà richiedere online l’autorizzazione ESTA. L’unico sito ufficiale per richiedere il vostro ESTA è questo. Tutte le altre sono agenzie che vi addebiteranno una percentuale in più, arrivando anche a 50€. L’ESTA ha un costo di 21$ e una durata di 2 anni. Durante questo arco di tempo potrete andare negli USA un numero illimitato di volte, rispettando sempre i 90 giorni di permanenza per ogni visita. Avrete bisogno, per la richiesta, del vostro passaporto e dei vostri dati anagrafici e residenziali, oltre che dell’indirizzo e nome del vostro hotel o della persona da cui sarete ospiti. Va richiesta almeno 72 ore prima del viaggio, in quanto questo è il tempo massimo per la lavorazione della vostra richiesta, anche se normalmente in poche ore riceverete l’email. In alternativa, potete provare anche l’applicazione, molto più pratica.
Assicurazione sanitaria
Non è obbligatoria per l’ingresso nel paese, ma è fortemente consigliata. Dai tanti film avrete sicuramente capito che qui la sanità può essere davvero molto costosa, quindi perché rovinarsi il viaggio? Noi vi consigliamo di aggiungere un’assicurazione viaggio e sanitaria con massimali alti in modo da essere totalmente coperti. Da anni ci affidiamo a HeyMondo, che con la sua pratica applicazione sarà sempre pronta (si spera di no) all’utilizzo. Vi lasciamo qui il nostro sconto del 10% valido per qualsiasi copertura assicurativa ovunque nel mondo.
Connessione dati
Nel 2024, dopo averne provate varie, ci sentiamo di consigliarvi di acquistare una eSIM. Tra le tante, ci siamo trovati molto bene con Holafly. Potete scoprire meglio come installarla seguendo le indicazioni riportate sul loro sito. In sostanza, si tratta di una SIM virtuale che viene installata sul vostro telefono e attivata nel momento dell’arrivo a destinazione.
L’alternativa utilizzata in tanti dei nostri viaggi è usufruire di una delle offerte per l’estero del vostro operatore telefonico. Forse è una soluzione leggermente più costosa, ma vi darà modo di avere, oltre ai gigabyte di dati, anche un minimo di minuti di telefonata.
Ultima, ma sempre degna di nota, è l’acquisto di una SIM locale. La sconsigliamo per via dei costi sicuramente più elevati e del bisogno di cambiare SIM, a meno che non vi convenga nel caso in cui soggiorniate per un periodo lungo.
Noleggio auto
Tutto quello che dovete sapere sul noleggio auto per un viaggio negli Stati Uniti lo trovate nel nostro precedente articolo dedicato agli on the road negli USA. Tutto quello di cui avete bisogno è:
Passaporto in corso di validità con associato ESTA o visto
Carta di credito a nome della persona che ha effettuato la prenotazione e sarà il primo guidatore
Patente e/o patente internazionale nel caso in cui nello stato in cui vi recate sia richiesta
Non tralasciate mai la patente internazionale. Un piccolo errore come questo potrebbe costarvi il viaggio e, purtroppo, possiamo dirvelo per esperienza. Durante il nostro grande viaggio negli Stati Uniti, siamo stati alle Hawaii. Qui la patente internazionale è obbligatoria. Siamo stati fermati e abbiamo rischiato il ritiro dell’auto e una grossa multa, scampata solo perché eravamo in partenza il giorno successivo. Controllate bene di avere tutti i documenti necessari prima della partenza, e verificate le norme per lo stato in cui noleggerete o guiderete durante il vostro viaggio negli Stati Uniti.
Quando andare in viaggio negli Sati Uniti
Parlando di un paese composto da 50 stati, 5 diversi fusi orari e due coste bagnate da due diversi oceani, è molto difficile dare una risposta univoca a questa domanda. Tutto dipende da quale costa e quali stati intendete visitare. Florida? Totalmente sconsigliata tra agosto e ottobre a causa degli uragani. Città come New York o Chicago sarebbero da evitare durante gennaio o febbraio, quando le tempeste di neve o il forte gelo possono portare le temperature molto sotto lo 0.
La costa ovest rimane forse quella con temperature più miti, ma comunque molto calde durante l’estate, soprattutto se vi avventurate tra Nevada e Arizona. Le Hawaii sono perfette tutto l’anno, ma da novembre a marzo c’è un rischio maggiore di pioggia. Insomma, tutto dipende dalla vostra destinazione. Sicuramente, primavera e autunno sono i periodi migliori per valutare un viaggio negli Stati Uniti.
Mance come funziona
Premessa: durante i nostri viaggi negli USA, due volte non abbiamo lasciato la mancia! Ma come, non è obbligatoria? No, non è obbligatoria, ma è uso comune e ormai un obbligo morale e sociale. Tuttavia, nel caso in cui il servizio non sia stato all’altezza, nessuno vi correrà mai dietro se non lasciate la mancia. Ho aspettato il mio hamburger per più di un’ora, mentre Riccardo aveva già finito il suo, e alla fine si è scoperto che il cameriere aveva dimenticato l’ordine e cercava, tra l’altro, di incolpare me di non averlo ordinato, davanti al titolare. Insomma, capite che si tratta di eventi molto particolari.
Quello che vi possiamo dire è che nella maggior parte dei casi sarete davvero felici di lasciare la giusta parte al cameriere che vi ha servito. Contando molto sulla mancia, sono sempre molto attenti alle esigenze del cliente e vi coccolano, facendovi sentire sempre a vostro agio. Si rincarerà sul vostro conto finale, ma sicuramente ne sarà valsa la pena.
La percentuale di mancia consigliata va dal 10 al 25/30%. Dipende dagli stati e dai locali. Se pagate in contanti, potete lasciarla al tavolo o direttamente al cameriere. Nel caso in cui paghiate con carta, potrete addebitare la percentuale durante o dopo il pagamento direttamente dal POS. Vi verrà sempre chiesto se desiderate aggiungerla.
Trasporti per il tuo viaggio negli Stati Uniti
Abbiamo girato gli Stati Uniti in auto, in treno e nei comodissimi e famosi Greyhound, vivendo sempre esperienze diverse. Si sa, gli on the road negli USA sono un must. Hanno quel fascino che non si può spiegare, va solo vissuto. Ma non sempre è la scelta migliore per il nostro itinerario o per le nostre tasche. Il modo più economico di spostarsi sono sicuramente i bus. Abbiamo fatto tratte come San Diego – San Francisco in notturna, guadagnando tempo prezioso. Ci siamo mossi da New York a Boston ammirando il paesaggio e il foliage, fermandoci a New Haven. E ci siamo concessi un riposino dopo lunghe camminate a Chicago, prima di arrivare a Toronto (viaggio fatto sempre in notturna). È vero: l’inconveniente del traffico o del ritardo è sempre dietro l’angolo, ma fortunatamente abbiamo sempre rispettato la tabella di marcia.
Tra le compagnie di bus ci sono: Greyhound, Megabus e Flixbus. In base agli stati, ci sono compagnie minori che operano solo lungo la costa est o ovest. Potete acquistare i biglietti online trovando sempre ottime offerte. Controllate sempre di inserire il bagaglio e tranquilli, a bordo c’è sempre il bagno utilizzabile durante il viaggio. Sarà un’esperienza dal sapore molto vintage.
Altra alternativa, utilizzata solo una volta perché più costosa, sono gli Amtrak. Si tratta della rete ferroviaria che opera attraverso tutti i 50 stati degli USA. I biglietti costano molto rispetto ai bus, ma sono sicuramente più efficienti e offrono un’esperienza unica. Infatti, alcune delle sue tratte vi daranno modo di attraversare scenari unici. Speriamo un giorno di viaggiare a bordo del California Zephyr.
Consigli random per il tuo viaggio negli Stati Uniti
Quello che sicuramente vi consigliamo di fare prima di un viaggio negli Stati Uniti è di muovervi sempre con un po’ di anticipo. Dalla prenotazione di volo, hotel, attrazioni e spostamenti, alla richiesta dell’ESTA. Calcolate bene come spostarvi e i periodi dell’anno in cui intendete viaggiare per mettere in valigia i giusti indumenti. Partite sempre con un itinerario ben organizzato, ricordandovi che la vostra Travel Designer Stefania è sempre pronta ad aiutarvi. Scaricate tutte le applicazioni che vi possano servire, compreso un navigatore offline. Potrete pagare con le carte quasi ovunque, ma il nostro consiglio è di avere sempre qualche dollaro in contanti. Assurdo, ma molte volte siamo entrati in locali dove ancora c’è la scritta “Only Cash”. Ritirate agli ATM e non in aeroporto e pagate sempre scegliendo la valuta del paese in cui siete.
Attenzione: ricordatevi di mettere in valigia un adattatore. In commercio ci sono quelli internazionali che potrete poi usare ovunque nel mondo. Godetevi il calore degli americani e il loro essere così friendly.
Speriamo di avervi aiutato ad organizzare il vostro viaggio negli Stati Uniti e vi invitiamo a seguirci sui nostri social per non perdervi le prossime avventure.
Il Portogallo è stato uno di quei paesi che ci ha affascinato e meravigliato da subito, e non vediamo l’ora di darti i giusti consigli per realizzare il tuo viaggio perfetto. Ricordo ancora il momento in cui abbiamo varcato il confine con la Spagna. Tutti e tre nella nostra macchina, felici di vedere quella bandierina verde e rossa sventolare davanti a noi.
Sì, siamo entrati in Portogallo con la nostra auto, dopo un lungo viaggio direttamente da Roma, in compagnia di Nanà! È stato uno dei viaggi più belli fatti con la nostra amica a quattro zampe. Un itinerario che da Faro ci ha portato a scoprire l’Algarve fino alla sua punta estrema: Cabo de São Vicente. Trovi tutte le tappe nel nostro itinerario da Faro a Cabo de São Vicente nell’articolo dedicato.
Arrivare finalmente davanti al cartellone che dà il benvenuto in Algarve è stato un vero e proprio traguardo. Il primo bagno tutti e tre nell’oceano, i pasteis de nata appena sfornati e gli aperitivi con la musica Fado di sottofondo hanno reso questo viaggio uno dei più belli di sempre. Ma non sempre tutto va come ci aspettiamo. Ecco perché siamo qui a darti alcuni preziosi consigli per evitare alcune problematiche nel tuo viaggio in Portogallo.
Documenti
Per entrare in Portogallo avrete semplicemente bisogno di un documento di riconoscimento valido, come la Carta d’Identità o il passaporto in corso di validità. Consigliamo di portare sempre con voi anche la tessera sanitaria e di aggiungere un’assicurazione sanitaria e di viaggio nel vostro zaino. È importante viaggiare sicuri e protetti, anche quando ci troviamo in Europa.
Noi vi consigliamo HeyMondo, che garantisce assistenza h24 ovunque nel mondo. Inoltre, potete approfittare del nostro sconto del 10%. Cliccate qui per maggiori dettagli.
Gli aeroporti
I maggiori aeroporti del Portogallo sono:
Lisbona – Portela (LIS): È il più grande del paese, utilizzato dalle grandi compagnie per scali internazionali. Si trova poco distante dalla capitale, rendendolo ideale per chi vuole esplorare Lisbona e i dintorni.
Porto-Francisco Sá Carneiro (OPO): Situato vicino alla città di Porto, è perfetto per un viaggio nel nord del paese. Offre numerosi collegamenti con altre città europee e internazionali.
Aeroporto di Faro (FAO): È l’aeroporto principale della regione sud del Portogallo, perfetto per chi vuole esplorare l’Algarve. Durante l’estate, è particolarmente trafficato grazie ai numerosi voli charter e di linea che collegano Faro a molte destinazioni europee.
Aeroporto di Madeira (FNC): Situato sull’isola di Madeira, vicino a Funchal, è un’importante porta d’accesso per i turisti che visitano questa popolare destinazione. È noto anche per la sua spettacolare pista di atterraggio che offre viste mozzafiato sull’oceano.
Aeroporto di Ponta Delgada (PDL): Situato sull’isola di São Miguel nelle Azzorre, è il punto di partenza per esplorare queste isole meravigliose. L’aeroporto serve voli nazionali e internazionali, collegando le Azzorre con il continente portoghese e altre destinazioni.
Valutate attentamente l’aeroporto di arrivo in base alla regione che volete esplorare, per ottimizzare il vostro itinerario e sfruttare al meglio il tempo a disposizione.
Consigli per il noleggio auto in Portogallo
Per il noleggio auto in Portogallo valgono tutte le regole comuni al resto d’Europa. Ecco cosa c’è da sapere:
Patente di Guida: È necessario avere una patente di guida valida da almeno un anno.
Età: Per alcune compagnie, è essenziale avere almeno 21 anni. Potrebbe essere applicato un supplemento sull’assicurazione per i conducenti di età inferiore ai 25 anni. Il limite massimo è generalmente di 75 anni.
Documenti: Non dimenticate di portare con voi una Carta d’Identità o un passaporto.
Carta di Credito: È necessaria una carta di credito intestata alla persona che ha effettuato la prenotazione e che sarà il primo conducente.
Nel nostro articolo “Noleggio Auto: tutto quello che devi sapere”, vi spieghiamo meglio tutti i requisiti necessari per noleggiare un’auto, sia in Europa che nel mondo. Ma vi segnaliamo comunque alcune delle accortezze e regole da rispettare. Ecco alcuni consigli pratici:
Limiti di Velocità: Rispettare i limiti di velocità, generalmente fissati a 120 km/h sulle autostrade.
Cinture di Sicurezza: Indossare sempre la cintura di sicurezza.
Seggiolini per Bambini: Utilizzare un seggiolino adatto per i bambini.
Guida in Stato di Ebrezza: Non guidare mai in stato di ebbrezza.
Uso del Telefono: Evitare di utilizzare il telefono durante la guida.
Seguendo questi consigli, potrete godervi il vostro viaggio in Portogallo in tutta sicurezza e tranquillità.
Autostrade
Sapere come funzionano le strade per un viaggio on the road in Portogallo è fondamentale. Le strade sono tutte in buono stato e offrono paesaggi spettacolari. Tuttavia, è essenziale conoscere bene come muoversi sulle autostrade a pedaggio. Potete riconoscere queste strade perché sono indicate con una “A” seguita da un numero. Ci sono due tipologie di pagamento delle autostrade: il classico casello, che accetta pagamenti in contanti o con carte, e i pagamenti elettronici. Nel primo caso, sarà tutto molto più semplice e in linea con le nostre abitudini.
Sul sitowww.portugaltolls.com troverete descritte le modalità di pagamento riservate esclusivamente ai pedaggi elettronici. In questo caso, passerete davanti ad apparecchiature poste all’inizio dell’autostrada che scannerizzeranno la vostra targa. Le modalità di pagamento sono indicate di seguito:
Easytoll: è il metodo di pagamento che abbiamo utilizzato, considerato il più semplice. Sul sito, associate la carta di credito o debito alla targa del veicolo. Una volta entrati in autostrada o ogni volta che passerete sotto l’arco di telecamere che scannerizzano la vostra targa, il pagamento verrà effettuato automaticamente e i costi del pedaggio elettronico verranno addebitati direttamente sulla carta di debito o credito associata alla targa del vostro veicolo. Vedrete l’addebito sulla vostra carta dopo circa 3-4 giorni. Easytoll è valido per 30 giorni.
La TollCard: è una carta prepagata che può essere acquistata online o nei punti vendita autorizzati, ed è valida per un anno. Può essere ricaricata con importi di 5, 10, 20 o 40 euro, che verranno scalati ad ogni utilizzo.
Carta Virtuale 3 Giorni: questa carta ha un costo fisso ed è valida per 3 giorni con viaggi illimitati. È disponibile solo per veicoli di classe 1 (comprese le motociclette) e classe 2.
Carta Multiviaggio Virtuale: la carta multiviaggio virtuale ha un costo fisso ed è valida solo su percorsi predefiniti in partenza o in arrivo negli aeroporti di Porto e Faro.
Via Verde: è un dispositivo installato nel veicolo che addebita automaticamente i pedaggi sul conto associato. È acquistabile in appositi punti vendita ed è simile al Telepass italiano.
Noi abbiamo utilizzato Easytoll, che rimane tra i consigli che ci sentiamo di darvi per l’organizzazione di un viaggio on the road in Portogallo.
Consigli sul Portogallo: il periodo migliore
La nostra esperienza in Algarve si è purtroppo svolta durante uno dei mesi peggiori per visitare il Portogallo: agosto. Purtroppo, sappiamo che molto spesso le ferie ci lasciano poca scelta sui periodi migliori in cui partire, quindi ci siamo adeguati. Certo, è vero che l’acqua delle bellissime spiagge che bagnano le coste portoghesi è più mite in agosto. Insomma, ci sono come sempre i suoi pro e contro.
Sicuramente, la primavera rimane il periodo più consigliato per un viaggio in Portogallo. Le temperature sono miti e la vegetazione rigogliosa e colorata. Anche l’autunno è una buona alternativa, perfetto per chi vuole intraprendere i tanti percorsi di trekking, soprattutto in Algarve. In questo periodo, si può godere di un minor afflusso di turisti e di prezzi più bassi rispetto all’estate.
Quindi, in generale, i mesi consigliati per un viaggio in Portogallo sono maggio, giugno, settembre e ottobre.
Consigli il Portogallo come meta Pet Friendly?
Purtroppo, a questa domanda dobbiamo rispondere no. Il Portogallo, diversamente da quanto ci aspettavamo basandoci su altre esperienze, non è il paese adatto per intraprendere un viaggio con i vostri amici a quattro zampe. Ci sentiamo purtroppo di consigliarvi una meta diversa dal Portogallo se intendete viaggiare con un cane durante la stagione estiva.
Essendo in Algarve, una delle attività su cui puntavamo era trascorrere un po’ di tempo in spiaggia con Nanà. Purtroppo, il sito ufficiale da cui prendevamo informazioni sulle spiagge Pet Friendly è stato inspiegabilmente chiuso il giorno dopo il nostro arrivo. Neanche la popolazione locale sapeva più darci informazioni. L’unica spiaggia che abbiamo la sicurezza sia sempre Dog Friendly è un tratto di Praia Grande de Pêra.
Quindi, il nostro consiglio per un viaggio con amici a quattro zampe in Portogallo è quello di evitare la stagione balneare che va da giugno a metà settembre, poiché su nessuna spiaggia, a parte quelle designate, avrete modo di passeggiare con i vostri cagnolini. Per quanto riguarda l’accesso ai luoghi pubblici, purtroppo vale lo stesso: l’accesso è negato in ristoranti e locali a meno che non ci si sieda all’esterno, ma non sempre i ristoranti dispongono di spazi all’aperto. Insomma, non è stato tra i viaggi più belli per Nanà, date le grandi limitazioni. C’è ancora molto da lavorare sul Pet Friendly in questo paese.
Come sempre, i nostri consigli sul Portogallo sono frutto delle nostre esperienze, e in questo caso anche di quelle di Nanà. Speriamo presto di riuscire a recuperare anche il nostro rapporto con questo splendido paese, magari facendo nuovamente tappa a Lisbona per recuperare alcune delle cose perse nel nostro precedente viaggio, questa volta lasciando Nanà con i nonni.
Vi aspettiamo sui nostri social e siamo curiosi di sapere qual è stata la vostra impressione su questo paese.
Ok, lo ammetto subito: sono molto di parte quando si parla della Sardegna e delle bellissime spiagge che bagnano le coste della provincia di Oristano. È proprio in queste acque che da piccolissima ho imparato a nuotare. Su queste spiagge ho trascorso le mie estati fino ai 20 anni, quando poi il mondo mi ha chiamata a sé e per un po’ mi sono allontanata dalla mia Sardegna. Ma l’importante è tornare. E ogni volta che mi tuffo in questo mare il mio cuore si riempie di gioia e fantastici ricordi.
Così, perché non portarvi con me a nuotare nelle cristalline spiagge di Oristano?
Ho scelto di raccontarvi delle mie 5 spiagge preferite lungo la costa della provincia di Oristano. Trovate anche un articolo dedicato all’intero territorio del Campidano di Oristano. E se fate i bravi e completate la lettura, troverete 3 dei miei posti consigliati per iniziare o terminare la giornata assaggiando un po’ di Sardegna. Pronti a tuffarvi?
S’Archittu
Questa piccola spiaggia è famosa per il suo arco, dal quale, da piccoli, ci tuffavamo senza esitazione; ora, però, non avrei più il coraggio di farlo. L’arco, alto circa 15 metri, è il risultato di millenni di erosione da parte del mare e del vento sulle rocce calcaree. La piccola spiaggia, nascosta in un’insenatura, è raggiungibile percorrendo un sentiero che costeggia la scogliera. La sua sabbia fine e il fondale sabbioso la rendono perfetta per qualche tuffo e un po’ di relax lontano da tutti.
La sera, l’arco viene illuminato, rendendo questo luogo magico e molto suggestivo. Vi consiglio di essere qui prima del tramonto per riuscire a vedere il sole passare attraverso l’arco, un’esperienza davvero unica. Nei pressi della spiaggia, trovate un ampio parcheggio e alcuni servizi di ristoro, tra cui il famoso Food Truck 292 S’Archittu, di cui vi parliamo a fine articolo. Qui ci troviamo appena fuori dal Campidano di Oristano, precisamente nella regione del Montiferru, rimaniamo quindi sempre nella provincia di Oristano.
Mare Ermi
Stiamo per parlare della spiaggia preferita da Riccardo. La sua sabbia è una delle caratteristiche per cui vale la pena arrivare qui. Da piccole, con le mie sorelle, ci divertivamo a chiamarla “la spiaggia dei chicchi di riso”. Guardandola, capirete il perché. Si tratta di piccoli granelli di quarzo levigati che scintillano sotto la luce del sole e rendono il fondale di un azzurro che vi lascerà senza fiato. Il paesaggio qui è molto selvaggio, tanto che per arrivarci dovrete percorrere un bel tratto di strada sterrata.
Non ci sono servizi di alcun tipo, un po’ come capita nella maggior parte delle spiagge lungo la costa di Oristano. Vi consigliamo di portare con voi tutto l’occorrente se intendete passare qui l’intera giornata. Il parcheggio è a pagamento: 8€ per il giornaliero e 5€ per la mezza giornata. Nel vicino stagno di Mare Ermi, spesso potete vedere i fenicotteri. Mare Ermi fa parte dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, che cerca di preservare la sua flora e fauna.
Per arrivare qui, impostate il navigatore su “Spiaggia Mare Ermi”. Arrivando dalla SP7, troverete un chiosco con bar e noleggio kite e surf. Proseguendo lungo la strada bianca, potrete arrivare alla spiaggia successiva, di cui parleremo nel prossimo paragrafo.
Is Arutas
Ed eccoci qui, arrivati dopo un tuffo a Mare Ermi. Anche qui ritroviamo i piccoli granelli di quarzo che variano dal bianco al rosa e al verde. Il paesaggio è un po’ più scoglioso e il fondale è ideale per chi vuole divertirsi a fare snorkeling. Anni fa, qui ho avuto modo di vedere anche una murena. L’unica attenzione che dovete avere è quella di non allontanarvi troppo dalla riva. L’acqua, infatti, diventa subito profonda e le correnti, soprattutto quando soffia il maestrale, sono molto forti.
In questa spiaggia, così come a Mare Ermi, purtroppo non è raro trovare piccole montagne di posidonia portata dal mare. In entrambe le spiagge, vi ricordiamo di ripulirvi attentamente da ogni singolo granello di quarzo. Queste spiagge sono così preziose e uniche che dobbiamo fare del nostro meglio per preservarle. Da qui, guardando verso l’orizzonte, potrete scorgere l’isola di Mal di Ventre. Potete organizzare un’escursione giornaliera con alcune delle compagnie che trovate nei chioschi nel parcheggio.
Anche qui, a parte rari chioschi, non ci sono servizi. Il parcheggio è sempre a pagamento con le stesse condizioni citate per Mare Ermi.
Putzu Idu
Non c’è luogo della mia infanzia che ricordi meglio di questo piccolo paese affacciato sulle cristalline acque della spiaggia di Putzu Idu, che estendendosi verso nord diventa la spiaggia di Mandriola. E proprio Mandriola è il nome del piccolo paesino che anima questa località. La sua sabbia fine e il fondale bassissimo la rendono perfetta per le famiglie. Questo, però, significa che soprattutto nei weekend può risultare un po’ affollata. Quindi, se come me non avete problemi con gli scogli, vi consiglio di camminare lungo la costa e trovare qualche piccola insenatura più a nord.
Per muoverti in Sardegna ti consiglio vivamente di avere un’auto. E se stai cercando un noleggio, non posso che consigliarti Discover Cars: ottimo servizio e ottime offerte. Cerca la tua auto cliccando sul banner qui sotto!
Vi suggerisco di fare una passeggiata al mattino molto presto. Non è difficile riuscire a scorgere qualche delfino che capita qui. In ogni caso, adoro osservare il mare e rilassarmi nella parte più estrema di Mandriola, verso il punto indicato come Surf Point, dove un piccolo molo vi permetterà di osservare l’alba o, meglio ancora, il tramonto in solitaria.
Negli ultimi anni, il lungomare si è animato molto. Durante l’estate, trovate vari chioschi che organizzano aperitivi con musica e altri dove poter noleggiare tavole da surf o SUP.
Alle spalle di Mandriola si trova lo stagno Sa Salina Manna, dove spesso potrete avvistare fenicotteri e altri uccelli nel periodo primaverile ed estivo. Durante l’alta stagione, fate attenzione agli orari di apertura e chiusura della strada sul lungomare.
Sa Mesa Longa
Ho lasciato per ultima una delle mie spiagge preferite in assoluto al mondo, oltre che della provincia di Oristano. Questa spiaggia del Campidano di Oristano è nascosta tra le falesie di Capo Mannu. A rendere unico questo luogo è la barriera di arenaria che, collegata a un isolotto, crea una vera e propria piscina naturale in cui si è sempre riparati dal maestrale. Di conseguenza, la bellezza di questo luogo è il mare sempre calmo, che molte volte fa un grande contrasto con le grandi onde della spiaggia accanto, battuta dalla forza del vento. La sua sabbia dorata, se guardata con attenzione, rivela piccoli residui di corallo e minuscole conchiglie. È il luogo perfetto per nuotare in tranquillità e fare snorkeling grazie al fondale che diventa roccioso in profondità.
Una volta arrivati al grande muro di arenaria, avrete la spiaggia alle vostre spalle e il mare aperto e scontroso dall’altra. Vi consiglio, se avete intenzione di nuotare fino alla barriera, di indossare delle scarpette da scoglio e fare attenzione ai ricci. Mentre, se intendete nuotare e raggiungere la spiaggia aperta passando per la fessura tra l’isolotto e il bagnasciuga, circa una decina di metri, fate molta attenzione alla forte corrente che si crea in quel punto. Ricordo ancora quando mio papà mi rimproverava di non andare lì. Ho capito anni fa la forza della corrente in quel punto trovandomi in difficoltà. Ricordiamoci che il mare, per quanto meraviglioso, nasconde le sue insidie. Inoltre, in quel tratto di spiaggia non è quasi mai presente il bagnino.
Anche qui, il grande parcheggio a pagamento offre le solite tariffe giornaliere a 8€. All’entrata delle dune, poco prima della passerella che vi guiderà in spiaggia, c’è un chiosco.
Sa Mesa Longa è facilmente raggiungibile anche in bici da Putzu Idu, mentre chi volesse fare un po’ di attività fisica può valutare di fare uno dei trekking che partono da Putzu Idu e arrivano qui. E magari, nel tornare indietro, fermatevi ad ammirare il panorama da Turr’e Sa Mora. Non c’è tramonto più bello di quello che regala questo luogo.
Dove mangiare
Pasticceria Dolce & Salato
Ricordo questa piccola pasticceria di paese da sempre. Le torte dei compleanni e la tappa fissa per le pardulas appena sfornate. Con grande sorpresa, durante la mia penultima visita in Sardegna, ho trovato il locale ristrutturato e ampliato con una scelta che spazia dalla pasticceria e quindi dalla colazione a opzioni per pranzo e aperitivi. Il locale offre un piccolo angolo di pace nel giardino interno profumato da limoni. E malgrado il cambiamento di look, tutto ancora ha il gusto di una volta. Controllate i suoi orari sulla pagina ufficiale.
Dove si trova: Via De Cristoforis, 10, 09070 Riola Sardo, Oristano.
Ittiturismo Sa Pischera ‘e Mar ‘e Pontis
Siamo arrivati in questo luogo grazie a mio papà, che lo frequenta da anni. Il ristorante si trova lungo le sponde del canale Bau Manna e, soprattutto al tramonto, offre un’atmosfera magica. Il posto è molto semplice e accogliente e i piatti, tutti a base di pesce, hanno deliziato il nostro palato. Troverete due tipologie di menù: uno da 35€ e uno da 40€. I menù cambiano di giorno in giorno, difficilmente troverete le stesse proposte, ma anche questo è il bello. Insieme al fatto che il personale è sempre fantastico, disponibile e sempre con un gran sorriso. Che fa sempre piacere. Vi consigliamo di prenotare.
Dove si trova: Provinciale 6, km 1,200, 09072 Càbras, Oristano.
Food Truck 292 S’Archittu
Questo food truck è la soluzione perfetta dopo una rilassante giornata di mare in una delle fantastiche spiagge di Oristano. Perfetto per un apericena al tramonto, propone piatti semplici di pesce e carne. Dalla frittura di calamari al panino con capocollo, fino al polpo con patate che ancora sogno la notte. Poi, tutte le lucine che illuminano il piazzale una volta sceso il sole rendono unico questo angolino che affaccia sulla spiaggia di S’Archittu. È davvero piacevole sorseggiare il loro cocktail speciale qui.
Dove si trova: Lungomare/S’Istella, 09073 Cuglieri, Oristano.
Ora che vi ho portato a fare un tuffo nella mia infanzia e adolescenza, condividendo con voi le mie 5 spiagge preferite della provincia di Oristano, non vi resta che farmi sapere quale di queste avete preferito. Nei prossimi mesi avrò modo di tornare qui e raccontarvi di più, soprattutto dell’entroterra. Vi ricordo quindi di restare aggiornati sui nostri social per non perdervi le prossime avventure!
Barcellona è una città dalle mille sfaccettature, e scovare qualcosa di insolito da fare non è affatto difficile. Soprattutto quando hai una sorella che ci vive da cinque anni e ti porta alla scoperta delle realtà da veri local barcellonesi. Sappiamo tutti dove tuffarci per mangiare il miglior jamón serrano della città o dove ammirare la bellissima arte di Gaudí. Ma cosa fanno di davvero insolito e fuori dalle solite rotte turistiche gli abitanti di Barcellona?
Iniziamo con una passeggiata al mercato delle pulci più grande della città, per poi perderci nel labirinto di Horta, provare un po’ di vertigini sulla funicolare di Montjuïc, rilassarci a un concerto di musica catalana e concludere la giornata con un tramonto al Tibidabo. Ecco qui un tour giornaliero di Barcellona da vivere come un vero barcellonese. Scopriamo passo passo come fare.
Labirinto di Horta
Un po’ decentrato ma molto facile da raggiungere, questo parco, il più antico ancora in uso di Barcellona, è il luogo perfetto per trascorrere qualche ora lontano dal caos del centro città. Costruito dall’architetto italiano Domenico Bagutti nel 1791, è una vera oasi di pace e tranquillità con un’architettura neoclassica ricca di canali e templi in stile romantico. La sua perla è il labirinto composto da alti muri di cipressi che vi faranno perdere la percezione del tempo e del luogo. Io ne sono uscita dopo un’ora e venti minuti, ma so che voi potete fare molto di meglio.
Come arrivare e dove si trova: prendete la metro L3 da Plaza Catalunya e scendete alla fermata Mundet, con un cambio. Costo del biglietto d’entrata: 2,23€ per gli adulti. Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 (fino alle 20:00 in estate). Scopri quando entrare gratuitamente nel nostro articolo dedicato al Labirinto di Horta.
Tibidabo
Uno dei punti migliori da cui osservare la città di Barcellona dall’alto è senza ombra di dubbio il Tibidabo, dominato dalla bellissima Iglesia del Sagrat Cor, ai cui piedi si trova il Parque de Atracciones del Tibidabo. Si tratta di un luogo molto particolare e insolito di Barcellona, tra l’altro anche gratuito. Questo monte, alto 552 metri, è il punto più alto della catena montuosa di Collserola. È un luogo di culto e divertimento. La basilica minore del Sacro Cuore di Gesù di Barcellona, completata nel 1961, è visitabile gratuitamente e raggiungibile dalla scalinata che si trova al livello del luna park. Una volta arrivati in cima, tra le forti raffiche di vento che caratterizzano questo luogo, avrete una vista spettacolare su tutta Barcellona, e soprattutto sul sottostante parco divertimenti Tibidabo, il più antico parco giochi di Barcellona e uno dei più antichi d’Europa, inaugurato nel 1899.
Potete arrivare qui grazie alla nuova funicolare, la Cuca de Llum, e scoprire gli orari, che possono cambiare in base alla stagionalità, sul sito ufficiale. Per scoprire meglio la sua storia vi rimandiamo al nostro articolo dedicato: “Tibidabo di Barcellona: una vista spettacolare con parco divertimenti”.
Teleferica del Porto e di Montjuïc
Se non soffrite di vertigini, una delle esperienze più adrenaliniche che potete inserire nel vostro insolito tour a Barcellona è prendere la Teleferica del Porto, meglio conosciuta come il Transbordador Aeri del Port. Questo suggestivo viaggio inizia da Port Vell e vi porta fino a Montjuïc, permettendovi di sorvolare la città da un’altezza di circa 70 metri, offrendovi viste mozzafiato senza dover affrontare la salita a piedi.
Il punto esatto in cui arriverete è il Mirador de Miramar, da dove potrete godere di una delle viste panoramiche più spettacolari su Barcellona. Da qui, le opzioni per continuare la vostra avventura sono molteplici: potete visitare il maestoso castello di Montjuïc, esplorare la Fontana Magica con i suoi spettacoli serali di luci e musica, o immergervi nell’arte e nella cultura visitando il Poble Espanyol, il MNAC (Museo Nazionale d’Arte della Catalogna) e la Fondazione Mirò.
Per raggiungere il castello, dovrete poi prendere la Telefèric de Montjuïc, un’altra funivia che vi porterà direttamente in cima, offrendovi ulteriori viste panoramiche sulla città e sul porto.
Informazioni sui biglietti:
Transbordador Aeri del Port:
Costo: circa 20 € andata e ritorno
Acquisto: in loco presso la stazione di partenza
Telefèric de Montjuïc:
Costo: 16 € andata e ritorno
Acquisto: in loco o online con sconto del 10% (acquistabili sul sito ufficiale)
Gli orari di apertura e le eventuali chiusure possono variare, quindi è consigliabile controllare sempre il sito ufficiale prima della visita per assicurarsi che il servizio sia operativo e per conoscere gli orari aggiornati. Per maggiori dettagli e per acquistare i biglietti online, visitate i seguenti link: Telefèric de Montjuïce Transbordador Aeri del Port
Palazzo della Musica Catalana
In una insolita giornata di pioggia a Barcellona, ho avuto l’occasione perfetta per visitare quello che poi si è rivelato una grande scoperta. Già da fuori rimarrete ammaliati dalle decorazioni in stile architettura modernista catalano, opera dell’architetto Lluís Domènech i Montaner. Inaugurato nel 1908, il palazzo è stato costruito per ospitare il coro Orfeó Català. I suoi mosaici floreali, le sue vetrate colorate e le sculture rappresentano la cultura musicale catalana. Al suo interno, le scalinate portano alla grande sala principale. Non una sala qualsiasi, ma la più bella sala concerti del mondo. Nota per la sua acustica eccellente e per il soffitto in vetro colorato che permette alla luce naturale di illuminare l’interno. La bellezza di questa sala ha fatto sì che nel 1997 il Palau de la Música Catalana fosse dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, riconoscendo il suo valore architettonico e culturale.
Controllando la programmazione musicale sul sito ufficiale, potrete partecipare a uno dei suggestivi concerti che spaziano dalla musica classica catalana al jazz. Altrimenti, potete optare per una visita guidata o in solitaria con audioguida, ammirando la bellezza di ogni singola decorazione. Il biglietto di entrata va dai 18€ ai 22€ con guida. Gli orari possono variare in base agli eventi. Vi consigliamo di prenotare in anticipo il biglietto online anche per non rischiare di arrivare qui e trovare la chiusura per un evento.
Dove si trova: Carrer del Palau de la Música, 4-6, 5 minuti a piedi da Plaza Catalunya.
Mercat Dels Encants
Questo mercato è una vera chicca da local. Scoperto grazie alla mia sorellina, è ormai il mio luogo preferito dove fare shopping di seconda mano a Barcellona, trovando sempre grandi occasioni di vestiario di grandi marche. Il Mercat dels Encants, noto anche come Els Encants Vells o Fira de Bellcaire, è uno dei mercati più antichi e affascinanti di Barcellona. Situato nel quartiere di Glòries, vicino alla torre Agbar e al Museu del Disseny de Barcelona, dedicato al design, alle arti decorative e alle arti grafiche.
L’esperienza di questo mercato vi farà entrare nel vivo della quotidianità dei cittadini di Barcellona. Il suo caos e le sue aste pubbliche, che si tengono tre volte a settimana, sono tra le cose da non perdere. Contrattare qui è di dovere. La sua architettura attuale risale al 2013, opera dell’architetto Fermín Vázquez, che è stato in grado di creare un tetto riflettente e inclinato, capace di proteggere i venditori e i clienti dalle intemperie del tempo, riflettendo la luce e creando un ambiente luminoso e colorato. Qui potrete comprare di tutto: da oggetti di antiquariato, abiti nuovi e usati, a oggetti unici di artigianato e banchi che offrono cibo locale e internazionale.
Molto spesso vengono organizzati eventi, soprattutto per le famiglie. È aperto il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il sabato dalle 9:00 alle 20:00, ma è consigliabile visitarlo la mattina presto per trovare le migliori occasioni.
Dove si trova: Carrer de los Castillejos, 158. Stazione della metropolitana più vicina: Glòries.
In questo tour insolito di Barcellona vi abbiamo fatto scoprire alcune delle chicche che renderanno ancora più unico il vostro viaggio. Come sempre, aspettiamo di conoscere le vostre impressioni sulla Spagna e su Barcellona, ricordandovi di seguirci sui nostri social per non perdervi le prossime avventure. Hasta luego!
“Ma cosa siete venuti a fare e vedere a Denver?” Questa è la frase che ci siamo sentiti ripetere più volte dai cittadini della colorata città del Colorado appena arrivati. Provate voi a spiegare cosa significa per noi il traguardo di essere arrivati fin qui da Los Angeles. Abbiamo guidato per 1.200 miglia (1.900 chilometri), attraversato quattro stati e preso un volo dalle Hawaii per terminare il nostro viaggio di nozze proprio qui: a Denver. Tutta l’avventura ve l’abbiamo raccontata nel nostroon the road da Los Angeles a Denver.
E vi possiamo assicurare che di cose da fare, vedere e mangiare a Denver ce ne sono molte di più di quello che potete immaginare. Questa città ci ha stupito per i suoi murales, i suoi birrifici, le case vittoriane e la sua atmosfera così rilassata. Abbiamo mangiato una delle migliori pizze degli Stati Uniti e camminato nelle stesse strade percorse da Kerouac. Ma vediamo insieme quali sono le cose da non perdere e le birre da assaggiare nella città nascosta tra le Montagne Rocciose.
Larimer Square e 16th Street Mall
Questi due quartieri pedonali sono perfetti per passare la serata tra un birrificio e l’altro. Proprio qui i grandi scrittori della Beat Generation si incontravano. Ripercorrere quelle stesse strade mi ha fatto emozionare. Pensare a quando, a 16 anni, leggendo “On the Road”, dovevo ancora capire bene dove fosse Denver. Larimer Square è il vero cuore di Denver e della sua Downtown, nonché la parte più antica della città. Poco più avanti arriverete nei 2 km di percorso pedonale della 16th Street Mall, dove potrete divertirvi a trovare alcune delle opere di street art nascoste tra i vicoli. E terminare con una visita nel suo Hard Rock Cafe, tappa per noi imperdibile in ogni città..
Colorado Convention Center
Una delle mascotte della città è il simpatico e gigante orso blu che sbircia all’interno di questa importante struttura cittadina. Il nome dell’opera è “I See What You Mean” ed è un orso di ben 12 metri, opera dell’artista Lawrence Argent, ormai simbolo della città. Sul lato opposto si trova un’altra opera, “The Dancers”, realizzata da Jonathan Borofsky, uno scultore americano noto per le sue opere monumentali e spesso giocose. Si tratta di due ballerini in acciaio e vetro di circa 15 metri. Inoltre, il Colorado Convention Center è un importante centro culturale dove vengono ospitati eventi e incontri internazionali. Controllate il suo calendario dopo aver scattato una simpatica foto con il grande orso blu.
Coors Field
In una città come Denver, tra le cose da vedere non può mancare una visita al suo importante stadio di baseball. Non abbiamo partecipato ad alcuna partita perché avevamo già fatto l’esperienza del baseball a Boston e a Chicago. Tuttavia, potete programmare una visita guidata al suo interno anche nelle giornate di fermo sportivo, anche se per noi la vera esperienza si vive durante una partita.
Inaugurato nel 1994, lo stadio può ospitare circa 50.000 persone e si trova nel quartiere di LoDo, quindi facilmente raggiungibile a piedi dal centro città. Il Coors Field è la casa dei Colorado Rockies, la squadra di Major League Baseball (MLB) di Denver, fin dal loro primo anno di gioco nello stadio nel 1995. Tra le sue curiosità, è noto per aver visto molti fuoricampo, in parte dovuti all’aria rarefatta di Denver che favorisce le lunghe distanze. Il nome “Coors Field” deriva dal birrificio Coors Brewing Company, che ha acquistato i diritti di denominazione dello stadio. A Denver, tutto torna sempre alla birra.
Denver Art Museum
Tornando all’arte, non potete perdere questo museo fondato nel 1893 ma che ha cambiato nomi e strutture nel corso degli anni. Fu definitivamente spostato nella nuova struttura, il Martin Building, solo nel 1971. Questo edificio distintivo fu progettato dall’architetto italiano Gio Ponti in collaborazione con l’architetto di Denver James Sudler. Inoltre, il DAM si è ampliato con l’apertura del Frederic C. Hamilton Building nel 2006, progettato dall’architetto Daniel Libeskind, che ha ulteriormente aumentato lo spazio espositivo e la capacità del museo di ospitare mostre contemporanee e programmi innovativi. Raccoglie grandi opere di artisti moderni come Andy Warhol e Man Ray, ma è famoso per la sua grande collezione artistica dei nativi americani. L’arte da vedere a Denver è tanta, e alcune opere di arte moderna vi aspettano già nel suo Giardino Museo.
Il primo soprannome di Denver è “Mile High City”. Questo soprannome deriva dal fatto che la città si trova esattamente a un miglio (1.609 metri) sopra il livello del mare. L’altitudine è un elemento distintivo e unico di Denver, che ne influenza il clima, lo stile di vita e le attività ricreative. Essere a un miglio di altitudine è un motivo di orgoglio per i residenti e rappresenta un’identità distintiva per la città. Tuttavia, ha anche il suo lato negativo: qui l’aria è più rarefatta, il che può influenzare la respirazione e la resistenza fisica. A conferma di questa storia, una delle cose da vedere a Denver è proprio il tredicesimo gradino della scalinata occidentale del Colorado State Capitol. Una targhetta vi informerà di essere nel punto giusto, anche se il punto che segna il miglio in realtà è spostato di qualche centimetro.
Già che siete qui, potete visitare la sede del governo dello Stato del Colorado. In stile architettonico neoclassico, questo edificio fu completato nel 1901. È visitabile con tour guidati gratuiti tutti i giorni tranne la domenica e potete salire fino alla sua cupola dorata.
Union Station e The Denver Central Market
Ok, le cose da vedere e fare a Denver sono tante, ma vogliamo iniziare anche a parlare di cosa e dove mangiare? Iniziamo con due dei luoghi che più abbiamo amato in questa nostra avventura in Colorado.
Union Station: Union Station è una storica stazione ferroviaria situata nel centro di Denver, Colorado. Inaugurata nel 1881, la stazione ha subito diversi ampliamenti e ristrutturazioni nel corso degli anni, con la facciata attuale in stile Beaux-Arts risalente al 1914. È un importante punto di riferimento storico e architettonico della città.
Nel 2014, Union Station ha subito una significativa ristrutturazione e riqualificazione per trasformarla in un moderno hub di trasporto e centro sociale. Il progetto ha preservato molti degli elementi storici dell’edificio, integrandoli con nuove strutture e servizi per adattarsi alle esigenze moderne. Oggi è molto più di una stazione. Al suo interno si trova un hotel, il The Crawford Hotel, numerosi ristoranti e bar, tra cui Snooze, un popolare locale per la colazione e il brunch. Se ci passate il sabato e la domenica, troverete anche un piccolo mercato di prodotti locali e biologici.
Denver Central Market: Qui abbiamo mangiato una delle pizze più buone di sempre! Giuriamo. Provate per credere. Due giovani ragazzi italo-americani, con il loro forno a legna, hanno sfornato una pizza così buona che si sono meritati i nostri complimenti. Si tratta di Vero Italian. Fateci sapere se confermate la loro bravura anche voi. Denver Central Market si trova nel quartiere di RiNo (River North Art District), noto per la sua vivace scena artistica, i murales colorati, le gallerie d’arte, i ristoranti e i bar alla moda.
I birrifici da non perdere a Denver
Arriviamo alla parte più interessante di Denver: i suoi birrifici. Questa città è famosa per la sua produzione di birra sin dal periodo della Corsa all’oro. Il Colorado è uno degli stati con il maggior numero di birrifici pro capite negli Stati Uniti, e Denver è il cuore di questa vibrante scena birraria. La città offre una vasta gamma di birrifici che producono una varietà di stili di birra, dalle tradizionali lager e pale ale alle innovative birre acide e imperial stout. Molte delle quali sono state personalmente provate. Vi lasciamo la nostra lista dei migliori birrifici da non perdere a Denver:
Great Divide Brewing Company: Famosa per le sue robuste birre come la Yeti Imperial Stout.
Wynkoop Brewing Company: Il primo birrificio artigianale di Denver, aperto nel 1988.
Breckenridge Brewery: Conosciuto per le sue birre di alta qualità e una forte presenza locale.
Denver Beer Co.: Popolare per le sue birre innovative e il suo patio all’aperto.
Woods Boss Brewing Company: Potrete scoprire come viene realizzata la loro birra prima di berne un bel bicchiere.
715 Club: Non un birrificio ma un locale rock dove abbiamo passato allegre serate con il giusto sottofondo musicale. Ci tenevamo a menzionarlo
Se riuscite a essere in città per il Great American Beer Festival, potete dire di aver partecipato all’evento più atteso e importante di questa città. Quest’anno si terrà dal 10 al 12 ottobre. Noi purtroppo lo abbiamo perso per pochissimi giorni, ma abbiamo avuto modo di partecipare alla festa dell’Oktoberfest per le strade di Larimer Square. Vi consigliamo di sbirciare i contenuti sui nostri social per scoprire a quale gara Riccardo è arrivato al secondo posto!
Se intendete riportarvi a casa un souvenir davvero speciale, vi consiglio di entrare da Rockmount Ranch Wear. Tra stivali e camicie da veri western, farete piangere il vostro portafoglio. Ma questo negozio è così autentico che dovete entrarci anche solo per visitarlo e sbirciare i bellissimi cappelli da cowboy che fanno così tanto Colorado. Qualcuno di voi ha visto la serie “The Ranch”?
Denver sicuramente non sarà tra le prime città americane che vi verrà in mente di visitare. La sua posizione centrale e decentrata rispetto ad altre grandi città o luoghi di interesse la rende poco attraente. Ma, e c’è un grande ma, vale davvero la pena allungare, deviare o costringersi a un lungo scalo per scoprire anche solo in parte questa cittadina che si divide tra il suo animo hippie ed elegante. Vibrante e dinamica, Denver offre tanto ai giovani e a chi vuole visitare la città per vedere la sua architettura vittoriana e art déco in contrasto con quella moderna dei suoi famosi musei. Per noi è il ricordo di uno dei nostri on the road più belli. Almeno fino ad oggi, perché qui si sta già organizzando la prossima grande avventura.
Vi aspettiamo sui nostri social e siamo curiosi di sapere quante birre siete riusciti a bere nella Napa Valley del Colorado.
Quando pensiamo a Los Angeles, ci vengono subito in mente immagini iconiche come Hollywood, il molo di Santa Monica e le eleganti boutique di Rodeo Drive, ma la città ha un’anima molto più alternativa e insolita. Incuriositi come sempre dalla ricerca dei luoghi iconici di questa città e delle sue leggende, abbiamo seguito un nostro insolito itinerario di Los Angeles alla scoperta soprattutto del suo lato rock.
Da sempre, pensando a Los Angeles, immaginavo le corse con le moto nel Los Angeles River, viste in tanti film e video musicali, gli skaters di Venice Beach e i concerti rock nei tanti locali di Sunset Blvd. In sottofondo, “California Dreamin'” e “Under the Bridge” ci hanno accompagnato nelle lunghe passeggiate sotto il sole californiano. Ricordo le corse in macchina da una parte all’altra della città, tra il traffico e gli immensi cartelloni pubblicitari che fanno così tanto America.
Abbiamo visitato e visto molte delle attrazioni che troverete in tutte le guide turistiche, per poi perderci in una Los Angeles insolita e unica. Una città capace di emozionarvi e trasportarvi in un film. Perché in fondo Los Angeles è anche questo: la città del cinema.
Hollywood Forever Cemetery
Sì, lo sappiamo, è davvero strano e insolito inserire un cimitero tra le prime cose da visitare in una città. Ma vi possiamo assicurare che non si tratta solo di un cimitero. È un luogo di commemorazione e di incontro per la comunità, dove vengono organizzati eventi culturali, concerti e un cinema all’aperto ogni estate. Assurdo, lo sappiamo, ma il bello di Los Angeles è proprio questo: stupire.
Uno dei cimiteri più antichi di Los Angeles è stato fondato nel 1899 e, dal 1998, come unico cimitero di Hollywood, è il luogo di sepoltura di grandi nomi del cinema, della musica e dello spettacolo.
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Tra i personaggi a cui tenevamo particolarmente portare un nostro saluto ci sono stati Chris Cornell, Johnny Ramone e Dee Dee Ramone. Tra gli altri, ci sono anche Rodolfo Valentino e Judy Garland (Il mago di Oz). All’ingresso, con 5$, potete acquistare una mappa e scoprire tutti i grandi personaggi dello spettacolo che riposano in questo cimitero. Passeggerete tra opere artistiche e pavoni in un giardino che tutto sembra tranne che un cimitero.
Per noi, trovarci davanti all’iconica statua di Johnny Ramone e alla tomba di Chris Cornell ci ha inevitabilmente fatto scendere una lacrimuccia, pensando a quanti concerti avrebbero ancora potuto regalarci e a quante emozioni le loro canzoni ancora sanno trasmetterci.
Una cosa davvero insolita che potete fare nel cimitero più famoso di Los Angeles è partecipare a una serata cinema durante il periodo estivo: Cinespia. Trovate tutta la programmazione sul sito ufficiale e preparatevi, perché in serate speciali, a fine film, potete assistere anche a spettacoli pirotecnici. I biglietti vanno dai 20$ ai 35$.
Dove si trova: 6000 Santa Monica Boulevard.
Grand Central Market
Si sa, quando si parla di cibo, il discorso si fa serio. Nel cuore della Downtown di Los Angeles si trova il Grand Central Market, il più grande e antico mercato coperto della città. Situato al piano terra del Homer Laughlin Building, è aperto dal 1917. Le sue insegne luminose vi affascineranno, ma la cosa che più vi colpirà sono i suoi profumi inebrianti e invitanti. Da tacos a noodles, da hamburger vegani a dolci artigianali, qui troverete di tutto.
Oltre a essere uno dei luoghi particolari da visitare a Los Angeles, è anche uno dei posti consigliati in cui mangiare. Il Grand Central Market rappresenta un microcosmo della diversità culinaria della città, con oltre 30 venditori che offrono una vasta gamma di piatti internazionali. È il luogo perfetto per gustare sapori autentici e sperimentare nuove cucine.
Il mercato è aperto dal lunedì alla domenica dalle 08:00 alle 21:00, ma alcuni rivenditori potrebbero avere orari diversi. Controllate quindi sul sito ufficiale gli orari di ogni stand per evitare sorprese.
Dove si trova: 317 South Broadway.
Pink’s Hot Dogs
E torniamo a parlare di cibo. Questa volta, però, si tratta di una vera istituzione americana: l’hot dog. Le file chilometriche per assaggiare uno dei migliori street food della città sono la prova della sua popolarità. Nel 1939, Paul e Betty hanno iniziato a vendere hot dog con il loro piccolo stand. La fortuna è stata dalla loro parte e, nel corso degli anni, sono riusciti ad acquistare il terreno e a costruire quello che oggi è il loro celebre negozio di hot dog. La realizzazione di un sogno fatto di tanti sacrifici: alla loro apertura, un hot dog costava solo 0,10$. Il loro motto ancora oggi è: “Siamo il piccolo chiosco di hot dog che ce l’ha fatta.”
Passiamo ora alle loro infinite varietà di hot dog. Con cipolle fritte, formaggio fuso, fagioli messicani… insomma, avrete davvero l’imbarazzo della scelta. Il nostro consiglio è di studiare bene già da ora il vostro hot dog preferito dal menù online. Potete gustarlo nel piccolo atrio sul retro e scattare una foto instagrammabile, sempre se riuscite a mangiarlo senza sbrodolarvi di salse.
Il nostro consiglio è di evitare gli orari di punta a pranzo o cena. Optate per uno spuntino di metà mattinata o una merenda.
Dove si trova: 709 N La Brea Ave.
I murales di Melrose Ave
Restiamo ancora a West Hollywood per ammirare i colorati murales di Melrose Ave. Dal muro totalmente rosa creato da Paul Smith, al grande simbolo della pace fatto all’uncinetto, fino alle famose ali d’angelo dell’artista Colette Miller, questa strada è un vero e proprio museo a cielo aperto. In alcuni di questi spot troverete sicuramente una fila di persone in attesa dello scatto perfetto.
Ma Melrose Ave non è solo arte di strada. È anche una delle vie più famose per lo shopping, tanto da avere un proprio Melrose District, dove si concentrano i migliori negozi e locali di questa via iconica. Tra boutique di alta moda, negozi vintage e caffè alla moda, c’è qualcosa per tutti i gusti e stili.
Dove si trova: Melrose Avenue e N Fairfax Avenue
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Nei miei sogni da adolescente rockettara c’era assistere a un concerto in questo iconico locale sulla Hollywood Blvd, dove i The Doors si sono esibiti per la prima volta. Gli amanti del rock capiranno bene l’emozione di varcare la soglia di questo locale e assistere a uno dei tanti spettacoli che, dal 1964, fanno risuonare le sue casse. I nomi dei grandi artisti che si sono esibiti qui sono leggendari: Led Zeppelin (e qui vorrei troppo avere la macchina del tempo), Jimi Hendrix, Aerosmith, Oasis. Insomma, ogni nome è un tonfo al cuore. Immaginate quindi la mia emozione la prima volta che mi sono ritrovata davanti alla sua insegna luminosa e la mia delusione quando all’entrata mi è stato negato l’accesso.
Purtroppo, i biglietti dei concerti, anche quelli delle cover band che si alternano durante la settimana, vanno prenotati con largo anticipo. E indovinate chi aveva pensato di presentarsi lì e acquistarli all’entrata? Ma se ci conoscete, sapete che non ci demoralizziamo facilmente. Così, durante la nostra seconda visita a Los Angeles, sono riuscita ad acquistare, mesi prima, i biglietti per una cover band degli AC/DC e ad assistere finalmente a un concerto in questo paradiso della musica rock. Felice come non mai!
Controllate bene in largo anticipo la scaletta dei concerti e prenotate subito i vostri biglietti. Il locale è piccolo e si riempie in poco tempo. Non accettano carte, quindi ritirate in anticipo. C’è un piccolo market con ATM proprio dall’altro lato della strada. E una volta dentro, tutto Rock ‘n’ Roll! Proprio qui accanto si trova anche il Rainbow, altro tempio del rock dove potete mangiare prima di spostarvi al Whisky.
Dove si trova: 8901 Sunset Boulevard, nella Sunset Strip.
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Foto Instagrammabili a LA
Ci sono luoghi a Los Angeles che attraggono i visitatori anche solo per la possibilità di scattare la foto più instagrammabile durante il viaggio. In questo tour di una Los Angeles insolita e alternativa, non potevamo non fornire alcuni consigli sui migliori scatti da non perdere. Ecco alcuni suggerimenti:
Scritta di Hollywood lungo la North Beachwood Drive. Fate attenzione a non bloccare il traffico e a non correre rischi.
Ilampioni del Lacma (Los Angeles County Museum of Art), un complesso di ben 200 lampioni provenienti da tutto il mondo. Urban Light è il nome di questa installazione che vi consigliamo di visitare di sera, quando i lampioni sono accesi.
Santa Monica Pier, un luogo iconico che segna il punto finale della famosa Route 66 sul suo molo. Tra le cose da vedere e fare c’è anche l’indicazione per il cartello che segna l’inizio della Route 66 a Chicago. Approfittate di una fresca serata tra i concerti sulla spiaggia e il parco divertimenti.
Venice Beach, che offre numerosi scatti unici tra i suoi murales e la sua iconica scritta luminosa all’incrocio tra Windward e Pacific Avenue. Esplorate le stradine secondarie e scoprirete murales di Jim Morrison, Arnold Schwarzenegger e altri che faranno impazzire la vostra macchina fotografica.
Infinity Mirrored Room, situata all’interno del museo The Broad, è sicuramente uno dei luoghi più instagrammabili di Los Angeles. Inoltre, l’ingresso è gratuito, ma vi consigliamo di prenotare il biglietto online per garantirvi l’accesso.
Non può mancare una foto davanti alla scritta di Beverly Hills. Tra le più suggestive c’è quella davanti alla fontana all’entrata del Beverly Hills Park.
Los Angeles si ama o si odia. Noi, ovviamente, abbiamo lasciato il nostro cuore tra le sue caotiche strade, i suoi murales colorati e i suoi locali dove il vero rock continua a far pulsare le casse, insieme alle tante scene assurde che è possibile vedere qui. Los Angeles è una città strana, alternativa, insolita, dove tanti giovani arrivano in massa con la speranza di realizzare i loro sogni di giovani attori, cantanti o produttori cinematografici.
Ricordo ancora quella sera in cui per puro caso ci siamo ritrovati a un mini party in strada, dove aspiranti artisti ci hanno raccontato perché Los Angeles è ancora oggi il sogno di ogni americano che aspira a lavorare nello spettacolo. Abbiamo visto la scintilla nei loro occhi e la gioia di quel seguace in più su Instagram, perché Los Angeles regala speranze e a volte successi. Chissà, magari tra qualche anno potremmo dire di aver conosciuto una nuova star di Hollywood.
Non vediamo l’ora di vedere tutti i vostri scatti colorati di LA, ma soprattutto di sentire il vostro parere su questa città così dinamica, vibrante, glamour, ma non sempre apprezzata.
Potete aggiungere questo itinerario di Los Angeles insolita a un on the road tra California e Las Vegas. Un grande consiglio che vi diamo per visitare questa città è noleggiare un’auto. La città è davvero grande e spostarsi con i mezzi non è impossibile ma molto dispendioso in termini di tempo. E poi una bella decappottabile per le strade alberate di Beverly Hills migliorerà sicuramente la vostra esperienza. Potete leggere i nostri consigli in on the road negli Stati Uniti: cosa sapere prima di partire. Vi ricordiamo di seguirci sui nostri social per non perdervi le prossime avventure.