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Autore: vabbeiovado@hotmail.com

Dove dormire e mangiare in Cornovaglia: i nostri consigli

Dove mangiare e dormire in Cornovaglia è tra i consigli che non vedevamo l’ora di condividere con voi. E il motivo è semplice: abbiamo dormito in luoghi incantati, tra cottage d’altri tempi e glamping immersi nella natura. Abbiamo gustato Cornish pasties appena sfornate in cittadine ricche di leggende e storie magiche. Tutto in Cornovaglia ci ha stregati (letteralmente), regalandoci momenti di spensieratezza in una delle regioni del Regno Unito che, almeno fino ad oggi, ci ha davvero rapito il cuore.

Se ancora non lo fai, ti consigliamo di seguirci sui nostri social per non perderti le prossime avventure di viaggio. Soprattutto se anche tu sogni i paesaggi del Regno Unito. Spoiler: presto ti faremo scoprire altro.

Ma torniamo alla Cornovaglia: oggi condividiamo con te proprio i migliori luoghi dove dormire e mangiare, così da facilitarti la ricerca e aiutarti a organizzare il viaggio in modo più tranquillo e sereno.

E se preferisci toglierti ogni pensiero, sappi che Stefania, in qualità di Travel Designer certificata, può occuparsi dell’intera organizzazione del tuo viaggio: dai voli ai pernottamenti, dalle esperienze personalizzate fino alla creazione di un itinerario su misura. Il tutto non solo grazie all’esperienza diretta, ma anche alla formazione professionale come Brit Agent Pro, ottenuta con VisitBritain. Insomma, sei in ottime mani. Contattami o scopri di più nella pagina dedicata!

Scopriamo dove dormire e mangiare in Cornovaglia e se vuoi qualche consiglio sull’itinerario, puoi leggere: itinerario in Cornovaglia.

Dove dormire in Cornovaglia

Amiamo i paesaggi della campagna inglese. Il suo verde, le pecorelle… e poi la Cornovaglia, con le sue scogliere spettacolari, arricchisce il tutto. Non potevamo quindi, in questo viaggio, non prediligere strutture che valorizzassero questi aspetti. E allora: cosa c’è di meglio di un glamping nel bosco?

Penhallow House

Ecco il Penhallow House, nella contea di Newquay, che offre pernottamenti in pod e tende super attrezzate. Si arriva in fondo a una stradina, davanti a voi due cottage: quello grande è l’abitazione dei proprietari, mentre quello sulla sinistra ospita la sala colazioni, l’area comune e i bagni. Le tende e le pod sono sparse nel resto del campo.

Noi abbiamo dormito in una delle pod, arredata in stile country, calda e pulita. Non c’è il bagno interno, ma accanto c’è un bagno compostabile, oppure si può utilizzare quello nel cottage. Abbiamo dormito sotto un cielo immenso, nel silenzio più totale.

Svegliarsi la mattina con tacchini, galline, uccellini intorno e gli animali della piccola fattoria è stato impagabile. Un’esperienza di glamping riuscitissima! Molto carini anche gli spazi comuni, dove abbiamo cenato con dei Cornish pasties e una birretta, godendoci la serata in completo relax.

glamping in UK, dove dormire e mangiare in Cornovaglia

Admiral’s Table, Bridgwater by Marston’s Inns

Altra tipologia di pernottamento che non può mancare in un viaggio nel Regno Unito sono gli Inn.

Gli Inn sono i tradizionali pub inglesi che offrono anche alloggio. Hanno origini antichissime: già nel Medioevo fungevano da tappa per viaggiatori, mercanti e pellegrini che attraversavano il paese. Offrivano un pasto caldo, un letto semplice e naturalmente birra! Oggi molti Inn mantengono il loro fascino storico, con camini accesi, travi in legno e atmosfera rustica, ma sono stati rinnovati per offrire comfort moderni. In pratica, sono un perfetto mix tra ospitalità, cucina tipica e storia locale.

L’Admiral’s è uno di quelli: dopo una lunga giornata potete gustarvi una birra e fatti due scalini buttarvi direttamente a letto. Camere spaziose, pulite, con bagno privato e, tra l’altro, pet friendly!

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Dove mangiare in Cornovaglia

Assaggiare le specialità locali ovunque nel mondo per noi è una missione. Lo sappiamo, il Regno Unito non è certo famoso per la sua cucina, ma siamo comunque riusciti ad assaggiare alcuni dei suoi piatti tipici e a sorseggiare birre locali davanti a un bel tramonto.
Condividiamo con voi la nostra lista di posticini preferiti dove mangiare in Cornovaglia.

Farmer Luxtons

Abbiamo trovato questa fattoria lungo la strada e ci siamo fermati per fare colazione con scones appena sfornati e una bella fetta di torta. Vendono i loro prodotti locali, tra cui carne, uova e verdure: perfetto per fare una spesa genuina o assaggiare qualcosa di cucinato da loro, come i pasties, i dolci e il resto delle specialità da forno.

È stata una piacevole ricarica con vista sulla campagna circostante e tante pecorelle al pascolo. Molto English, direi!

Controlla orari e chiusure qui: Farmer Luxtons.

Pengenna Pasties Traditional Pasty Shops

Il piatto tradizionale da mangiare assolutamente in Cornovaglia non può che essere il Cornish Pasty. Si tratta di un fagottino di pasta sfoglia o brisée, ripieno di carne di manzo, patate, cipolle e rapa (swede), chiuso a mezzaluna con una tipica piega laterale.

Cornish Pasties da provare in Regno Unito

Nato come pasto da portare al lavoro per i minatori cornici, è diventato un vero simbolo della cucina locale. E appena arrivati nel paesino di Tintagel, abbiamo scoperto che questo luogo non è famoso solo per il suo castello, ma anche per due dei più rinomati forni di pasties della zona.
Uno è proprio Pengenna. Da anni sforna pasties che potete prendere e gustare sulle scogliere, guardando le rovine del vecchio castello, oppure nella spiaggetta davanti alla grotta di Mago Merlino.
Deliziosi: ne abbiamo presi un paio in più da mangiare la sera e vi possiamo assicurare che, anche freddi, erano ancora croccanti fuori e saporiti all’interno.

Proprio di fronte a Pengenna si trova The Cornish Bakery: difficile dire quale sia il migliore… nel dubbio, assaggiateli entrambi anche voi!

Controlla orari e chiusure qui: Pengenna Pasties Traditional Pasty Shops, The Cornish Bakery.

The Golden Lion

Se dovessi scegliere un posto dove trascorrere la vecchiaia, sicuramente sarebbe Port Isaac. E questo pub, il mio porto tranquillo da cui osservare il mare.
Attraversate questo villaggio di pescatori fino a trovarvi, sulla destra, la piccola entrata di questo storico pub. Entrate salendo qualche scalino, ordinate una pinta di birra al bancone dal simpatico oste e poi uscite sulla piccola terrazza con vista. Ora ditemi se non è uno dei posti più belli del mondo.

Ho adorato questo luogo e ancora adesso mi si illuminano gli occhi al ricordo: uno di quei momenti che porto nel cuore.
La tranquillità del villaggio, i cani che giocavano spensierati con i loro padroni, la cornice del piccolo porto su cui si affacciano il pub e la chiesetta…
Una birretta al tramonto qui è semplicemente obbligatoria. E cosa carinissima: c’è anche un menu per i cani!

Controlla orari e chiusure qui: The Golden Lion.

Walkabout, Newquay

Vi sembrerà strano, ma la Cornovaglia è famosa per il surf, e la cittadina di Newquay è la meta preferita di ogni surfista del Regno Unito. Simpatica e colorata, affaccia su una bellissima spiaggia da cui si può ammirare anche il suggestivo isolotto Island on Towan Beach. Proprio su questa spiaggia si trova il Blue Reef Aquarium, e risalendo un po’ vi imbatterete in un grande locale con vista panoramica.

In pieno stile surfista californiano, questo posto organizza anche eventi di musica live e trasmette le partite. Noi ci siamo concessi un piatto dei loro nachos con mac & cheese e una birretta da gustare sulla terrazza, con una vista spettacolare sulla spiaggia. questo posticino promette benissimo anche con i suoi hamburger!

Controlla orari e chiusure qui: Walkabout, Newquay.

Ship Inn, Mousehole

Avevo segnato questo storico pubbetto in un piccolissimo villaggio di pescatori perché è il più famoso per assaggiare lo Stargazy Pie, una delle specialità da mangiare in Cornovaglia. Si tratta di una torta salata di pesce, tipica proprio del villaggio di Mousehole. La sua particolarità? Le teste di sardine (o altri pesci) sporgono dal bordo della torta, rivolte verso l’alto, come se stessero “guardando le stelle” da qui il nome Stargazy, cioè “che guarda le stelle”.

Il piatto nasce da una leggenda legata a Tom Bawcock, un pescatore che, secondo la tradizione, salvò il villaggio da una carestia, sfidando il mare in tempesta e tornando con un carico pieno di pesci. Per celebrarlo, ogni 23 dicembre si tiene ancora oggi il Tom Bawcock’s Eve, durante il quale viene cucinato questo piatto così particolare… e ahimè, solo ed esclusivamente in quella data!

pub storici del Regno Unito

Mi sono consolata con un freschissimo fish & chips e una birra locale. L’atmosfera qui è davvero autentica e accogliente, e anche gli amici a quattro zampe sono i benvenuti: all’ingresso trovate ciotole a disposizione e persino un piccolo menu dedicato ai cani.

Eh sì, la Cornovaglia è un vero paradiso pet-friendly. A dire la verità, tutto il Regno Unito è molto attento e affezionato ai suoi amici pelosi. Chissà che la prossima volta non torneremo con la nostra Nanà

Controlla orari e chiusure qui: Ship Inn, Mousehole.

Conclusione di dove mangiare in Cornovaglia

Sicuramente tra le cose da mangiare in Cornovaglia vi abbiamo segnalato le più irresistibili anche grazie ai posticini unici che vi abbiamo raccontato.
Questo viaggio per noi ha confermato ancora una volta che il Regno Unito è uno dei nostri paesi preferiti, e non è un caso se da anni cerchiamo di tornarci almeno una volta l’anno, esplorando una regione dopo l’altra.
E attenzione… ne manca ancora una, chissà che non la recuperiamo a breve!

Quindi non vi resta che seguirci e farci sapere se siete riusciti a mangiare lo Stargazy Pie il 23 dicembre. Dai, che parte la sfida!

Manchester cosa fare in un giorno

Ho pensato di scrivere questo articolo la sera stessa della reunion degli Oasis perché mi sono chiesta: che cosa potranno fare i fortunati che tra qualche giorno saranno a Manchester, oltre ad assistere al concerto?
Lo ammetto, ho passato la serata con occhio invidioso a guardare video, stories e i primissimi reel sulla prima data del mega concerto di reunion degli Oasis a Cardiff.

Se ancora non ci seguite vi consiglio di recuperare in fretta. Non si sa mai che… in ogni caso per non perdere le prossime avventure! Poi chissà che non ci siano di mezzo gli Oasis o Cardiff…lo scoprirete solo seguendoci.

Manchester non poteva che essere nella mia wishlist delle città inglesi da visitare. Mi auguro che per molti di voi il richiamo di Madchester faccia subito pensare a Oasis, The Smiths, Stone Roses e Joy Division. Vado avanti o mi fermo qui?
La domanda che sicuramente vi starete facendo è: ok, ma cosa vedere e fare a Manchester, magari proprio nella giornata del concerto‑reunion degli Oasis? Tranquilli, qui vi elencherò cosa fare, cosa vedere e soprattutto dove bere per ripercorrere la storia rock della città.

Il mio ricordo di Manchester è fatto di storici pub, musica rock di sottofondo, mercatini di Natale (siamo partiti a inizio dicembre), stadi e museo del calcio, tra negozietti di musica e librerie storiche un po’ alla Harry Potter.
Manchester potrebbe non avere tutto quello che vi aspettate da una vacanza classica, ma è sicuramente una tappa imperdibile per gli amanti del British rock.
È anche una città profondamente devota al calcio, che porta avanti due delle grandi squadre della Premier League: il Manchester City e il Manchester United.

The National Football Museum

Iniziamo subito a scoprire cosa fare a Manchester partendo da questo museo che Riccardo non vedeva l’ora di visitare.
Devo ammetterlo: non seguo il calcio inglese (al contrario di Ricc), ma è stato comunque molto divertente e interessante, anche perché si tratta di un museo interattivo.
È stato simpatico provare a fare gol, sfidarsi alla FA Cup e vedere la Hall of Fame del calcio.
Foto con la coppa d’obbligo, alla fine abbiamo passato quasi due ore qui dentro, tra cimeli calcistici e storia del calcio inglese.

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Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00
Biglietti: residenti: gratuito, adulti online: £15 / in loco: £17, bambini online: £9 / in loco: £11. (Controlla sempre il sito ufficiale per eventuali variazioni.)

The John Rylands Library

Eccoci invece in un posto decisamente più adatto a me.
Forse perché ricorda qualcosa di vagamente harrypotteriano e con quella scalinata gotica non è difficile immaginarci un giovane mago con la bacchetta in mano.
La John Rylands Library è un vero gioiello architettonico: la sua atmosfera fuori dal tempo merita la visita anche solo per respirare un po’ di magia.
Ospita collezioni rare e preziose, come una copia dei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, ma anche manoscritti antichissimi.
Fa parte dell’Università di Manchester e sì: è visitabile gratuitamente, il che la rende ancora più imperdibile.

Orari di apertura: da mercoledì a sabato, dalle 10:00 alle 17:00.
L’ingresso è libero, ma se vuoi fare una visita guidata ti consiglio di prenotare sul sito ufficiale.

Cattedrale di Manchester

Ricordo una grigia mattinata in cui la visita a questa cattedrale ci ha dato la giusta scusa per ripararci dalla pioggia e allo stesso tempo scoprire un luogo storico e iconico nel cuore di Manchester.

La Manchester Cathedral, dedicata a St Mary, St Denys e St George, è uno degli edifici religiosi più antichi della città. Le sue origini risalgono al XV secolo, anche se la struttura ha subito diversi restauri nel corso del tempo, soprattutto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e un attacco terroristico negli anni ’90.

L’interno è intimo e ricco di dettagli gotici: vetrate colorate, stalli del coro finemente scolpiti e un’atmosfera silenziosa che invita alla riflessione. È il tipo di posto che ti fa rallentare, abbassare la voce, e magari accendere una candela per qualche pensiero personale.

Ingresso gratuito, aperta tutti i giorni, controlla però gli orari sul sito ufficiale, perché potrebbero variare in base agli eventi religiosi o culturali.

Cattedrale

Mi raccomando: dal 2 aprile, per entrare nel Regno Unito è necessario il passaporto e l’ETA.
Ti spiego bene come compilarla e richiederla in questo articolo dedicato. Inoltre, non partire mai senza assicurazione sanitaria, sì, anche se viaggi in Europa. Noi ci affidiamo da anni a HeyMondo, e grazie a noi puoi avere uno sconto del 10% sulla tua prossima copertura assicurativa di viaggio. Approfittane!

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Old Trafford

Della serie “un po’ per uno”, torniamo a parlare di calcio. E come non ritrovarsi davanti all’iconico stadio del Manchester United? Lo ammetto: anche se non sono un’appassionata di calcio, questo stadio è uno di quei luoghi che ti fanno dire “wow” appena ci arrivi davanti.

Si tratta del secondo stadio più grande del Regno Unito (dopo Wembley) e uno dei più premiati: ha ricevuto anche le famose 5 stelle UEFA. Un vero tempio per gli amanti del pallone.

Anche se quel giorno purtroppo non era possibile visitare gli spogliatoi o affacciarsi sugli spalti, la visita è stata comunque super interessante grazie al museo e allo shop dedicato. Avevo anche provato a prendere i biglietti per la partita della sera prima, ma durante la Premier League è praticamente impossibile acquistarli se non si è abbonati.

So che i Gallagher tifano per il City, ma credetemi: anche solo per l’imponenza dell’edificio e l’atmosfera, valeva assolutamente la pena visitare lo stadio del Manchester United.

Old Trafford Stadium, Sir Matt Busby Way. Tour dello stadio e ingresso al museo: da circa £28. Consiglio di prenotare online per avere più opzioni.

Se vuoi prenotare in anticipo attrazioni, esperienze o tour a Manchester, ti consiglio GetYourGuide, l’app comoda da avere sempre con te. Grazie al nostro codice sconto VABBEIOVADO5 puoi ottenere il 5% di sconto sul tuo prossimo acquisto. Basta cliccare qui e scaricare l’app in pochi passaggi!

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Victoria Baths

Tra i luoghi che mi hanno sorpresa a Manchester ci sono sicuramente i Victoria Baths. Un tempo erano terme pubbliche in pieno stile edoardiano, oggi sono uno di quei posti un po’ decadenti ma pieni di fascino, che sembrano sospesi nel tempo. Io li ho visitati durante una delle aperture straordinarie del weekend (controllate bene il sito prima di andarci!) e mi sono ritrovata a camminare tra vecchie piastrelle colorate, vasche vuote, vetrate liberty e spogliatoi d’epoca, immaginando com’era questo posto nel suo periodo d’oro.
Se vi piacciono i luoghi un po’ insoliti, con una storia da raccontare, questo è un gioiellino nascosto da non perdere.

Victoria Baths, Hathersage Road, Manchester M13 0FE. Ingresso generale gratuito ogni martedì (8 aprile–30 settembre), dalle 11:00–15:00 (ultimo ingresso ore 14:30). Tour guidato (Discover Victoria Baths) ogni martedì alle 13:00, durata circa 1 h 15 min, £9 a persona, gratuito per under 16. Open days (seconda domenica del mese, aprile–novembre) ingresso libero, eventuali tour o eventi a biglietto separato (~£4)


Northern Quarter

Se Manchester avesse un cuore un po’ ribelle, creativo e pieno di carattere, sarebbe sicuramente il Northern Quarter. È uno di quei quartieri dove basta fare due passi per ritrovarsi circondati da murales, locali indipendenti, negozi vintage e caffetterie piene di personalità. Qui tutto profuma di creatività, dalle gallerie d’arte ai dischi in vinile che spuntano dalle vetrine di negozi minuscoli, ma pieni di tesori.

Io me ne sono innamorata quasi subito: sarà che ogni angolo sembra dire “fermati un attimo, guarda meglio”. È il quartiere perfetto per perdersi senza meta, per trovare quel pub con i divani sdruciti e le luci soffuse, o quella libreria nascosta dove ti ritrovi a sfogliare una fanzine degli anni ’90. Se sei appassionato di musica, arte, fotografia o semplicemente ami le atmosfere autentiche e un po’ alternative, il Northern Quarter è la tua tappa obbligata.

E sì, spoiler: è anche il posto dove si dice che i fratelli Gallagher venissero a bere quando erano ancora “solo” Liam e Noel.

Alcuni dei luoghi importanti da segnare:

Piccadilly Records
Un’istituzione a Manchester sin dagli anni ’70. È uno di quei negozi che ti fa venire voglia di comprare un giradischi solo per avere una scusa per riempirti casa di vinili. Hanno una selezione vastissima di generi: dal rock classico al punk, dall’indie al soul, elettronica e colonne sonore. Lo staff è super preparato e ogni disco ha una piccola recensione scritta a mano: dettagli che fanno la differenza. 53 Oldham Street. Aperto tutti i giorni (10:00–18:00 lun-sab, 11:00–17:00 domenica)

Piccadilly records, i luoghi del rock a Manchester

Vinyl Exchange
Perfetto se cerchi vinili usati, edizioni rare o anche CD e DVD musicali. Hanno due piani pieni zeppi di musica da rovistare, ed è il posto giusto per chi ama “cacciare” tra le pile e fare scoperte. Frequentato da veri nerd del vinile e anche da molti musicisti locali. 18 Oldham Street. Aperto tutti i giorni (10:00–18:00 lun-sab, 12:00–17:00 domenica)

Eastern Bloc Records
Per chi ama l’elettronica, la techno, l’ambient o i remix di qualità: questo è un tempio. È più di un negozio di dischi: è anche un caffè/bar e uno spazio eventi, con DJ set live nei weekend. È frequentatissimo dagli addetti ai lavori, e anche se non è il tuo genere, una visita ti fa capire quanto la scena musicale qui sia viva. 5A Stevenson Square. Aperto mar-sab (12:00–19:00), chiuso domenica e lunedì

Northern Quarter, tra Oldham Street, Newton Street e Lever Street
Sempre accessibile i locali, i negozi e i caffè seguono orari diversi, ma la zona vive soprattutto tra metà mattina e tarda serata. Gratuito (ma difficile uscire senza aver comprato almeno una maglietta vintage o un vinile degli Smiths)

Manchester Town Hall

Sarà anche in restauro da anni, ma la Town Hall di Manchester rimane uno degli edifici più iconici della città. Ricordo bene quando mi ci sono trovata davanti per la prima volta: la sua imponenza gotica mi ha fatto sentire in una scena di un film. Qualcuno direbbe Harry Potter, qualcun altro Il Nome della Rosa. Peccato non si possa ancora entrare del tutto (almeno fino al 2026!), ma vale comunque la pena passarci, anche solo per ammirarla da fuori, girare attorno alla statua di Albert nel mezzo della piazza e farsi un’idea dell’anima vittoriana di Manchester. E se hai fortuna, potrebbero esserci tour guidati in programma proprio durante la tua visita.

Manchester Town Hall, Albert Square, Manchester M60 2LA.
Orari attuali (area esterna e spazio pubblico): lun–sab 10:00–17:00, chiuso la domenica.
Ingresso gratuito all’edificio (solo aree accessibili). Tour guidati (quando disponibili): da circa £9–£16 – verifica online le date e prenota in anticipo.

I luoghi del brit rock a Manchester

Se sei un vero fan del brit rock, Manchester (e dintorni) ha alcuni luoghi imperdibili che ti faranno sentire dentro una copertina d’album.
Il primo è senza dubbio Afflecks Palace, il tempio dell’alternative: tra vinili, poster vintage, magliette delle band e negozietti underground, è un tuffo nel cuore pulsante della musica indipendente.
Se invece il tuo cuore batte per i Joy Division, potresti spingerti fino al cimitero di Macclesfield, dove riposa Ian Curtis. Sulla sua lapide c’è inciso “Love Will Tear Us Apart” ed è impossibile non provare un brivido di emozione.

Afflcks Palace, i luoghi del rock a Manchester


Per gli innamorati degli Smiths, tappa obbligata al leggendario Salford Lads’ Club, reso immortale dalla copertina di The Queen Is Dead. Se ti va, puoi fare anche un salto alla ferrovia “Iron Bridge” o al Southern Cemetery, entrambi luoghi citati da Morrissey in Cemetry Gates.
E se nel tuo cuore ci sono anche gli Stone Roses, allora saprai che Spike Island, a Widnes, è stato teatro di un concerto storico nel 1990, diventato un simbolo della scena Madchester.

Ma se vuoi approfondire questa parte non ti rimane che leggere l’articolo dedicato ai luoghi del Brit rock a Manchester.

Tour dei pub storici

Quando si parla di città inglesi, non si può non parlare di pub e birra. Come dice sempre Noel Gallagher, a Manchester piove sempre e le uniche cose che rimangono da fare sono scrivere canzoni e bere una pinta.
Sulla prima ci limitiamo ad ascoltarle… ma sulla seconda possiamo decisamente impegnarci un po’ di più.

Manchester è piena di pub storici, dove ancora oggi si spillano cask beer, si ascolta musica live, e si guardano partite di calcio e rugby. L’atmosfera è quella autentica, fatta di legno scuro, moquette vissuta e chiacchiere da bancone.

Ma se volete scoprire dove bere e mangiare a Manchester, allora non vi resta che leggere l’articolo dedicato, dove vi svelo anche il nome del pub preferito dai fratelli Gallagher. Lo so, Manchester non sarà mai tra le prime scelte per tutti e lo capisco. Ma se sei arrivato fin qui a leggere, allora significa che anche tu sei un amante del brit rock, e che hai puntato questa città non solo per visitare un posto nuovo ma per qualcosa di più.
Sei qui perché vuoi scoprire i luoghi che hanno ispirato leggende, vedere il cielo che ha fatto da tetto ai tuoi album preferiti e magari bagnarti con quella pioggerellina leggera che rende tutto un po’ più magico.

Le cose da fare a Manchester, in realtà, non sono affatto poche, e se sarai tra i fortunati che nei prossimi giorni ascolteranno gli Oasis dal vivo, ora sai anche come rendere questo viaggio ancora più iconico.
E se vuoi farmi rosicare un po’, raccontami nei commenti com’è stato sentire quell’iconico “Hello Manchester”… proprio a Manchester.

New York pass turistici a confronto: quale scegliere

Organizzare un viaggio a New York è un mix di entusiasmo e incastri perfetti, soprattutto se vuoi vedere il più possibile senza spendere una fortuna. Ecco perché scegliere il New York pass turistico giusto può davvero fare la differenza. Ce ne sono tanti in circolazione, ognuno con caratteristiche diverse, e capire quale fa per te non è sempre così immediato.

Io li ho studiati uno per uno (sì, proprio con blocco appunti e confronti vari), e in questo articolo ti porto una panoramica chiara e sincera per aiutarti a scegliere il New York pass più adatto al tuo stile di viaggio.
Parlo anche con un pizzico di competenza in più: sono travel designer certificata e New York Destination Specialist, quindi se c’è un posto che conosco bene e che amo profondamente è proprio la Grande Mela.

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Che tu sia un fan dei musei, un amante dei panorami mozzafiato o il tipo che non vuole perdersi nemmeno una delle mille esperienze iconiche della città, c’è un New York pass perfetto anche per te. Il trucco è capire quanto vuoi vedere, in quanti giorni, e con che tipo di ritmo. Alcuni pass ti spingono a correre da un’attrazione all’altra, altri ti lasciano più libertà di movimento. E se ti stai chiedendo se ne vale davvero la pena, spoiler: sì, soprattutto se li usi bene. Il New York pass non solo ti fa risparmiare, ma ti evita anche code infinite e ti semplifica l’ingresso in tantissimi luoghi famosi. Quindi andiamo al confronto e scegliamo il più adatto per la nostra prossima avventura newyorkese!

New York City Pass

Costo: circa 137€. Cosa include:

  • Empire State Building
  • Museo di Storia Naturale
  • Metropolitan Museum of Art
  • Museo Guggenheim
  • Biglietto per il Top of the Rock oppure il Circle Line Sightseeing Cruise
  • Un’altra attrazione a scelta, come il 9/11 Memorial Museum o il MoMA

Perché sceglierlo:
È perfetto se hai già le idee chiare su cosa visitare. Include le attrazioni più iconiche e ti fa saltare molte code. Valido per 9 giorni, quindi ti permette di esplorare la città con calma, senza stress da scadenze. È il New York pass ideale per chi ama i grandi classici.

Non smetterò mai di ripeterlo, e soprattutto a New York è essenziale: stipulate una buona e valida assicurazione sanitaria! Non rovinatevi il viaggio per risparmiare qualche soldino. Anche perché, grazie a noi, con Heymondo potete avere uno sconto del 10% sulla vostra prossima copertura. Mi raccomando: partite in sicurezza. Trovate lo sconto nel banner qui sotto!

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Sightseeing Pass

Aggiornamento importante
Purtroppo il Sightseeing Pass non è più disponibile. Dal 19 giugno 2025 il servizio è stato sospeso a tempo indefinito e i pass già acquistati non risultano più validi. Una brutta sorpresa, lo so… Se ne avevi già uno, ti consiglio di contattare subito il servizio clienti per chiedere un rimborso. Al momento non è chiaro se tornerà attivo in futuro, quindi per ora meglio puntare su alternative come il New York Pass o il Go City Explorer Pass.

Se stai organizzando tutto in autonomia ma hai qualche dubbio, oltre a scrivermi o commentare questo articolo puoi leggere anche: Documenti per entrare a New York. Essenziale, prima della partenza, sapere tutto quello che serve per l’ingresso negli Stati Uniti.

vista dall'alto di NYC

Explorer Pass

Costo: a partire da 74€ (per 3 attrazioni). Cosa include:

  • Scegli tra 3, 4, 5, 7 o 10 attrazioni
  • Nessun obbligo di giorni consecutivi

Perché sceglierlo:
Libertà totale. Lo puoi usare anche a distanza di giorni, secondo i tuoi tempi. È il New York pass perfetto se non vuoi vedere troppe cose ma vuoi comunque risparmiare. Se invece hai l’obiettivo di fare tutto, forse non è il più conveniente.

Go City Pass

Costo: da circa 85€ (per 2 attrazioni). Cosa include:

  • Scelta tra oltre 90 attrazioni
  • Valido per 60 giorni
  • Disponibile in versione da 2 a 7 attrazioni

Perché sceglierlo:
Molto simile all’Explorer, ma include anche esperienze più particolari: tour in elicottero, degustazioni, crociere al tramonto… È il New York pass ideale se cerchi qualcosa di diverso e vuoi mescolare cultura, avventura e divertimento.

Confronto finale

Se vuoi qualcosa di semplice e completo, il mio consiglio è il New York City Pass: include tutto quello che serve per vivere la città da film, senza complicazioni. Secondo me, resta il miglior New York pass per un primo viaggio: attrazioni iconiche, risparmio concreto e una validità ampia che ti permette di non correre.

Gli altri sono perfetti se:

  • Vuoi libertà totale → Explorer Pass o Go City Pass

Dove acquistare il New York pass

Ti consiglio di prenderlo online prima di partire. Eviti code, stress e spesso trovi offerte più vantaggiose.
Ma se preferisci comprarlo direttamente in città, ecco dove:

  • Centri turistici ufficiali (il più comodo è al 810 Seventh Ave, vicino a Times Square)
  • Attrazioni principali, come l’Empire o il Top of the Rock (ma verifica prima online, perché non tutti i pass si comprano in loco)
Powered by GetYourGuide

Personalmente, mi affido sempre a Get Your Guide: il sito è chiaro, sicuro e spesso ci sono sconti interessanti. Ormai è la nostra app immancabile in qualsiasi viaggio.

Se vuoi muoverti in autonomia per la città ma non vuoi perderti le location iconiche dei tuoi film o telefilm preferiti, puoi seguire il mio Tour tra i film di New York.
E se ancora non ci segui sui social… allora devi correre a farlo! Presto arriveranno tante novità, su New York e non solo. See you in New York!

Itinerario Cina 15 giorni: le tappe imperdibili da Pechino a Shanghai

Ci siamo, finalmente sono qui a condividere con voi il tanto richiesto itinerario in Cina di 15 giorni.
Lo so, arrivo un po’ in ritardo, ma se ci seguite sui nostri social saprete che tra un viaggio e l’altro e il mio lavoro da Travel Designer non è sempre facile restare sul pezzo… ma l’importante è recuperare!
Quindi, se ancora non ci seguite, qui trovate tutti i nostri canali social per restare aggiornati sulle prossime avventure.

Ma torniamo al nostro itinerario in Cina di 15 giorni, con partenza da Pechino e rientro da Shanghai.
La scelta di un volo multicity si è rivelata ancora una volta la migliore. Arrivare in una città e ripartire da un’altra ci ha permesso di non preoccuparci di tornare al punto di partenza e di goderci, con più tranquillità, tutto ciò che di spettacolare la Cina ha da offrire lungo il percorso.

Il nostro itinerario in Cina è stato studiato pensando a chi, come noi, era alla prima esperienza nella terra del Dragone, con l’obiettivo di esplorare i luoghi più iconici: la Grande Muraglia, l’Esercito di Terracotta e la futuristica Shanghai.
Un viaggio che ci ha portato attraverso la storia e nel futuro di questo Paese che, preparatevi, vi lascerà senza parole.

È vero, organizzare un viaggio in autonomia non è sempre semplicissimo. Se è la vostra prima volta in Asia ci siamo noi per darvi una mano!
Trovate già tanti articoli utili sul blog, come quelli sui documenti necessari per entrare nel Paese o su come muoversi con i treni.
E se non vi sentite sicuri o volete affidarvi a chi non solo ha esperienza diretta ma lavora nel settore, potete contattarmi: in qualità di Travel Designer certificata posso aiutarvi a realizzare il vostro viaggio dei sogni e creare un itinerario su misura, in base alle vostre esigenze e aspettative. Visitate la mia pagina dedicata per scoprire di più!

Pechino

Siamo arrivati a Pechino, prima tappa del nostro itinerario in Cina, in un caldo pomeriggio con un volo Air France molto tranquillo.
Una volta scesi dall’aereo, abbiamo superato senza problemi i controlli alla dogana e, usciti dall’aeroporto, abbiamo preso l’Airport Express e poi la metro. Tranquilli: è tutto segnalato anche in inglese, impossibile perdersi!

Abbiamo trascorso 6 giorni pieni a Pechino. Per noi sono stati sufficienti per visitare con calma la città, vedere tutte le principali attrazioni turistiche e vivere esperienze locali autentiche. Puoi leggere qui cosa fare a Pechino.

Il terzo giorno, però, ci siamo spostati da Pechino per raggiungere Mutianyu, una delle sezioni della Grande Muraglia Cinese, tra le meno affollate. Abbiamo scelto di trascorrere qui una notte per essere già sul posto all’apertura.

Ti raccontiamo la nostra esperienza sulla Grande Muraglia Cinese a Mutianyu in questo articolo.

Per le prime due notti abbiamo soggiornato al Qinglian, un hotel molto semplice e spartano, ma in una buona posizione.
Le restanti tre notti le abbiamo trascorse in un ostello, il coloratissimo e vivace: Peking Youth Hostel, con camere matrimoniali e bagno privato. Un angolino tra gli hutong di Nanluoguxiang: un quartiere animato durante il giorno, ma sorprendentemente tranquillo la notte.

Puoi prenotare i tuoi pernottamenti in Cina su Booking.com, il nostro ormai inseparabile alleato di viaggio!

Pingyao

Salutata la maestosa Pechino, la tappa successiva del nostro itinerario in Cina è stata la città delle lanterne: Pingyao.
Tutti i nostri spostamenti da una città all’altra sono avvenuti con i treni nazionali, comodissimi, super puntuali e ben organizzati.
Se hai bisogno di maggiori informazioni su come prenotarli, leggi qui: Treni in Cina, ti spieghiamo tutto!

Abbiamo approfittato del primo treno del mattino, riposandoci durante le quasi 4 ore di viaggio.
Appena arrivati in città, dopo un breve giro, non ho resistito: sono entrata in uno dei tanti negozietti che noleggiano abiti tradizionali e, per un giorno, mi sono sentita anche io un po’ Mulan.

24 ore a Pingyao possono bastare per visitare i luoghi di maggiore interesse, come le numerose dimore storiche, la Rishengchang Draft Bank – la prima banca della Cina – e, soprattutto, per godersi la città di sera, illuminata da centinaia di lanterne rosse. Una cittadina davvero particolare, sicuramente tra le meno moderne di tutto il nostro viaggio in Cina.

Cosa non deve assolutamente mancare nel vostro viaggio? L’assicurazione! Mi raccomando, partite sempre sereni con una buona assicurazione sanitaria e annullamento. Noi ormai da anni ci affidiamo a HeyMondo e, grazie a noi, potete avere uno sconto speciale del 15%. Approfittatene e partite sereni!

Abbiamo pernottato in una tradizionale dimora antica, con camera matrimoniale e bagno privato. Un piccolo angolo nascosto tra le lanterne.
Era compresa anche la colazione, che però non abbiamo potuto fare in loco perché avevamo l’hotel presto la mattina. Ma gli host sono stati davvero premurosi: ci hanno fatto trovare la colazione al sacco pronta per la partenza. Un gesto che abbiamo davvero apprezzato.

Xi’an

A qualcuno di voi questa città potrebbe non dire nulla, per altri è invece il simbolo di una delle meraviglie – non ufficialmente riconosciute – del mondo moderno: l’Esercito di Terracotta.

Ma attenzione, Xi’an è molto di più. Alla fine dei nostri tre giorni qui ci siamo resi conto di quanto ci saremmo persi se non le avessimo dedicato il giusto tempo.

Siamo arrivati da Pingyao con un viaggio in treno di circa 3 ore. Appena posati gli zaini, ci siamo lanciati subito alla scoperta dell’Old District, delle sue antiche mura e dello street food nel quartiere musulmano.

Per visitare l’Esercito di Terracotta dovete considerare circa 1 ora di viaggio con la metropolitana e poi un autobus locale.
Se partite al mattino presto, riuscite a tornare in città per l’ora di pranzo e rilassarvi il pomeriggio: magari noleggiando una bici sulle antiche mura della città, davvero un’esperienza unica!

Abbiamo passato due notti al Wutong ins Designer Hotel in ottima posizione, vicino all’Old Market, da cui ci siamo sempre mossi a piedi. Camera matrimoniale con bagno privato e alcune aree comuni, tra cui una lavanderia: comoda e funzionale!

Per rimanere connessi con il mondo, condividere sui social il vostro viaggio o controllare i gatti a casa, vi consigliamo Holafly: l’eSIM di viaggio che vi garantirà connessione e VPN sempre, anche sulla Grande Muraglia Cinese. Approfittate del nostro sconto del 5%!

Hangzhou

Durante l’organizzazione del nostro itinerario di viaggio in Cina, ero un po’ titubante se inserirla o meno.
Alla fine, però, sono stata felice di averla vista e vissuta, questa città affacciata sul Lago dell’Ovest.

24 ore sono poche per godersela con tranquillità, quindi, se avete tempo, vi consiglio di dedicarle almeno due giorni.
Una passeggiata serale lungo il lago è assolutamente da fare, così come esplorare la città dall’alto dei templi: il Jingci Temple e la Leifeng Pagoda offrono panorami bellissimi.

Qui abbiamo scelto un ostello: il Yootel Hostel. Molto spartano, ma in una buona posizione, perfetto per una sola notte. Camera matrimoniale con bagno privato, essenziale ma funzionale.

Suzhou

La mia città preferita di tutto il viaggio? Ebbene sì!
Suzhou ha rispecchiato perfettamente quelle che erano le mie aspettative sulla Cina.

Una città divisa tra un animo antico e tradizionale – fatto di canali, botteghe e lanterne colorate – e un lato moderno, con grattacieli e uno skyline che davvero non mi aspettavo. E vogliamo parlare del cibo?
Non perdetevi una passeggiata allo Shuangta Fair Trade Market: un’esperienza autentica e vivace.
E soprattutto, non lasciate Suzhou senza aver assaggiato i noodles locali: tra le cose più buone che io abbia mai mangiato al mondo!

Shanghai

Non credo abbia bisogno di presentazioni: Shanghai, con il suo skyline futuristico, è stata la chiusura perfetta del nostro viaggio in Cina.

Abbiamo dedicato gli ultimi quattro giorni del nostro itinerario a questa città incredibile, dove ogni angolo sembra guardare al futuro.
Tra tramonti spettacolari dai rooftop bar, visite guidate in bicicletta per scoprire la città da una prospettiva diversa, e serate passate a osservare le mille luci del Bund e dei suoi grattacieli, ci siamo lasciati incantare dalla sua energia.

Shanghai è frenesia, modernità, contrasti. È una metropoli che corre veloce, ma sa anche emozionare con scorci intimi, quartieri storici, cibo delizioso e una cura del dettaglio che non ti aspetti.

È stato il modo perfetto per salutare un Paese che ci ha travolti, stupiti e arricchiti.
Un mix perfetto di storia, tradizione e futuro, in un viaggio che ci ha lasciato addosso la voglia di scoprire ancora di più. Perché la Cina ha tantissimo altro da offrire, e noi non vediamo l’ora di tornarci.

Abbiamo soggiornato presso lo Shanghai Meego Qingwen Hotel: ottimo rapporto qualità-prezzo, con una camera matrimoniale spaziosa e un bel bagno privato con vetrata.
Buona anche la posizione, a pochi passi dalla metro e comoda per girare a piedi la sera, in tranquillità.

Conclusione

Questo viaggio in Cina è stato tutto ciò che speravo… e molto di più.
Un mix continuo tra passato e futuro, tradizione e innovazione, spiritualità e contrasti urbani. Ogni tappa ci ha regalato qualcosa di diverso: emozioni, riflessioni, incontri e scoperte che porterò nel cuore a lungo.

Organizzare questo itinerario non è stato semplice, lo ammetto. C’erano tanti dubbi, timori e qualche difficoltà logistica… ma alla fine ogni sforzo è stato ripagato mille volte.
Abbiamo camminato tra le lanterne, attraversato antiche mura, pedalato tra i grattacieli, assaggiato sapori nuovi e vissuto giornate che sembravano uscite da un film.

La Cina è un Paese che ti sorprende quando meno te lo aspetti. E forse è proprio questo che la rende così unica.
Spero che questo racconto possa esservi utile se state organizzando il vostro viaggio… ma anche solo ispirarvi a mettere questa terra così complessa e affascinante nella vostra lista dei desideri. Io, intanto, sogno già di tornare.

Passaporto cane e gatto: cosa serve, quanto costa e dove farlo

Viaggiare con il proprio cane o gatto è una delle gioie più grandi, almeno per me. Non riesco a immaginare una vacanza senza Nanà, che ormai ha più timbri (metaforici) sul passaporto di quanti ne abbia io. Sì, perché anche i nostri amici a quattro zampe hanno bisogno di un documento ufficiale per varcare i confini nazionali: il famigerato passaporto cane e gatto.

In molti non lo sanno, ma il passaporto per cani e gatti è obbligatorio se vuoi portarlo con te all’estero, almeno in Europa. E no, non basta il libretto sanitario. Il passaporto è un documento vero e proprio, rilasciato dalla ASL veterinaria, che certifica che il tuo cane è in salute e in regola con le vaccinazioni (quella antirabbica in primis).

Quindi oggi parliamo del passaporto cane e gatto (ci riferiremo al cane includendo anche il gatto in quanto le pratiche sono le stesse), perché quando viaggi con un quattro zampe devi essere pronto a tutto: frontiere, check-in, aeroporti, traghetti e chi più ne ha più ne metta.

Cosa serve per richiedere il passaporto cane

Ok, andiamo con ordine. Prima di tutto, il tuo cane deve avere il microchip e dev’essere regolarmente iscritto all’anagrafe canina. Se questa parte è a posto, il passo successivo è la vaccinazione antirabbica, che va fatta dal tuo veterinario almeno 21 giorni prima della partenza.

Già, perché il passaporto cane non è valido da subito: bisogna attendere quei fatidici 21 giorni affinché il vaccino faccia effetto. Una volta fatto il vaccino (che costa in media 45-50 euro), il veterinario ti rilascerà il certificato di buona salute, necessario per la richiesta del passaporto.

A quel punto puoi prendere appuntamento con la tua ASL veterinaria e portare tutto:
– documento d’identità e codice fiscale del proprietario
– libretto sanitario del cane
– certificato di buona salute
– ricevuta di pagamento del Modulo VT11 (costa 19€)
– cane al seguito (non dimenticarlo, eh!)

Passaporto cane e gatto come richiederlo

Quanto costa il passaporto per cani?

Il passaporto cane non costa moltissimo, ma bisogna considerare diverse voci. Oltre al bollettino da 19€, c’è il costo della vaccinazione antirabbica e del certificato di buona salute (di solito tra i 10 e i 15 euro). Se consideri tutto, siamo intorno ai 70 euro totali.

Se non sai da dove partire con l’organizzazione del tuo viaggio pet friendly, in qualità di Travel Designer posso aiutarti anche in questo. Ti aiuto a trasformare in realtà il viaggio dei tuoi sogni, occupandomi di tutto: dai mezzi di trasporto ai pernottamenti pet friendly, fino alla creazione di un itinerario completamente su misura per te e i tuoi amici a quattro zampe. Scopri tutti i miei servizi nella pagina dedicata. E se ancora non lo fai, seguici sui nostri social, perché questa estate Nanà ha preparato un viaggio epico che non puoi perderti.

Come si rinnova il passaporto cane?

Il passaporto cane non ha una scadenza precisa, ma scadono le vaccinazioni. Quindi devi ricordarti di rinnovare il vaccino antirabbico prima che scada, altrimenti dovrai aspettare altri 21 giorni prima di poter partire. Il consiglio è di non ridurti all’ultimo minuto. Ogni vaccino ha la sua durata, che può andare dai 2 ai 4 anni (Lilo ne ha fatto uno con validità di 4 anni, mentre Nanà anche quest’anno ha fatto quello da 3). Parlatene attentamente con il vostro veterinario.

Se rinnovi il vaccino prima della scadenza, puoi semplicemente far aggiornare la data dal veterinario e far registrare tutto all’anagrafe canina. In alcuni casi, per viaggi specifici, ti chiederanno di pagare un secondo bollettino (VT 8,00€). Controllate attentamente ogni specifica sul sito della ASL di riferimento. Per Roma il sito è questo: Iscrizione all’anagrafe canina.

Se avete bisogno di un po’ di ispirazione per i vostri amici a 4 zampe, continuate a leggere gli articoli nella sezione Pet Friendly… tutti scritti da Nanà!

Faro, capitale dell'algarve, passaporto cane

Dove si fa il passaporto cane a Roma?

Se sei di Roma come me, sappi che ogni ASL veterinaria di zona gestisce le pratiche in autonomia. Ti consiglio di contattare prima quella di riferimento per avere tutte le info aggiornate, perché orari, disponibilità e modalità di prenotazione possono cambiare (sì, anche senza preavviso, perché Roma).

Sul sito del Comune trovi le info generiche, ma ogni struttura può avere regole leggermente diverse. A me hanno chiesto anche la fotocopia della carta d’identità e una delega quando è andato Riccardo al posto mio. Quindi meglio arrivare preparati.

Per trovare le migliori strutture dove viaggiare con il tuo amico a 4 zampe, noi ci affidiamo sempre a Booking.com. Troviamo ottime offerte e, grazie al filtro ‘animali ammessi’, siamo sempre tranquilli di poter avere Nanà con noi.

Un consiglio in più (da chi ci è già passato)

Se viaggi in aereo o in nave, ricorda che ogni compagnia ha regole diverse per il trasporto degli animali. Alcune fanno salire i cani piccoli in cabina, altre solo in stiva, e in traghetto potresti trovarti in “zona pet” o dover prenotare cabine dedicate. Chiedi sempre con largo anticipo.

Concludendo

Il passaporto cane non è solo un documento burocratico: è il lasciapassare per vivere viaggi meravigliosi con chi ami. Una volta fatto, ti sembrerà tutto più semplice. Io, dopo il primo viaggio in auto in Francia con Nanà, non ho più avuto dubbi. Ovunque vada, lei viene con me.

Quindi se stai pensando di partire, organizza tutto per tempo, prendi appuntamento alla tua ASL e preparati a riempire il passaporto cane di ricordi (anche se non ci mettono i timbri, nella mia testa sì!). Buon viaggio, e se anche tu viaggi col tuo amico peloso, raccontacelo. Nanà è sempre curiosa!

Cupola di San Pietro: biglietti a 8 €, prezzi e come salire

Una delle viste più belle su Roma sicuramente è quella dalla cupola di San Pietro. Ma come si fa ad accedere senza finire nei giri delle visite guidate da 30€ in su? E dove si prendono i biglietti per la cupola di San Pietro a 8€?

Prima di vivere questa esperienza in prima persona, anche io ero confusa. Capire come acquistare i biglietti per la cupola di San Pietro al prezzo ufficiale di 8€ non è stato semplice. Tanti blog rimandano a piattaforme di prenotazione che includono tour guidati, facendo sembrare impossibile ottenere solo il biglietto della cupola di San Pietro a prezzo pieno, senza extra. Ma con un po’ di pazienza (e una sveglia all’alba) ci sono riuscita, e ora ti racconto tutto passo dopo passo.

Se non volete perdervi altre chicche su Roma (e sul mondo), seguiteci sui nostri social!

Castel Sant'Angelo, Roma

Decisi a scoprire il “mistero” dei famosi biglietti per la cupola di San Pietro da 8€, ci siamo alzati alle 5:30 di una domenica di ottobre. Abbiamo parcheggiato a Borgo Pio (domenica: parcheggi gratis e ZTL non attiva) e ci siamo diretti verso Piazza San Pietro. Erano le 6:50. Il cielo ancora buio, le luci accese su via della Conciliazione, i gabbiani svegli, il silenzio quasi irreale.

Vivendo a Roma, ci ero già stata tantissime volte. Ma mai così. Mai con questa luce, questo silenzio, questa magia. Siamo andati sul Ponte Sant’Angelo ad aspettare il sorgere del sole, guardando il cielo tingersi di rosa sopra il Cupolone. Emozione pura.

Se non sai come organizzare al meglio la tua visita a Roma o hai bisogno di consigli da una vera local ma anche da una professionista del settore turistico posso aiutarti io! In qualità di Travel Designer certificata, realizzo viaggi su misura che rispecchiano i tuoi sogni e le tue esigenze. E poi… sai quante chicche posso svelarti su Roma? Seguimi sui miei canali social, scrivimi in DM o dai un’occhiata alla mia pagina dedicata.

La vista dalla cupola: semplicemente indimenticabile

Appena metti piede fuori dalla strettissima scalinata della cupola di San Pietro, ti si apre davanti un panorama mozzafiato. Sei a 133 metri di altezza, con una vista a 360° sulla Città del Vaticano e su tutta Roma. Si vedono le altre cupole della città, l’Altare della Patria, i Castelli Romani in lontananza. E i giardini vaticani, curatissimi. Da lì, tutto sembra immenso e perfetto. E pensare che tutto questo è stato progettato da Michelangelo nel XVI secolo, con una cupola di 14.000 tonnellate.

Dato che siete in zona, terminata la visita alla Basilica di San Pietro, vi consiglio un bel giro nel mio quartiere preferito: il Rione Prati.

Cupola di San Pietro biglietti: dove, come e quanto costano

E ora veniamo alla parte pratica. I biglietti per la cupola di San Pietro si comprano direttamente sul posto, nel lato sinistro della basilica. Non si possono prenotare online da sito ufficiale, ma acquistandoli con largo anticipo li trovi su GetYourGuide. Vedi qui i tour consigliati su Get Your Guide.

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  • Prezzo senza ascensore: 8€ – 551 scalini a piedi
  • Prezzo con ascensore: 10€ – si saltano i primi 231 scalini, ma restano 320 da fare a piedi

La cupola di San Pietro è aperta:

  • tutti i giorni dalle 7:30 alle 18:00 (aprile – settembre)
  • dalle 7:30 alle 17:00 (ottobre – marzo)

La domenica ricordate che c’è l’Angelus del Papa: la piazza viene chiusa e ci sono due controlli da superare. Noi eravamo in fila alle 7:20 e siamo entrati alle 7:50.

Se stai cercando un hotel dove vivere al meglio la tua esperienza a Roma, su Booking.com puoi trovare ottime offerte.

Consigli utili per la cupola di San Pietro

Il nostro consiglio? Salite a piedi! La prima parte è tranquilla, quella più impegnativa arriva dopo, quando la scalinata diventa stretta e curva. Non è adatta a chi soffre di claustrofobia o ha problemi fisici, ma per me è stato meno faticoso del previsto. E una volta in cima, la vista ripaga ogni sforzo. Salendo a piedi avrete anche la soddisfazione di aver conquistato ogni singolo scalino con le vostre forze. E con i soldi risparmiati? Andate a mangiarvi una carbonara!

Naturalmente, se preferite un’esperienza guidata, ci sono molti tour validi che includono l’accesso rapido e spiegazioni approfondite. Ma se volete spendere poco e godervi tutto con i vostri tempi, i biglietti per la cupola di San Pietro da 8€ o 10€ sono la scelta migliore.

Se decidete di prenotare un tour guidato o altre esperienze imperdibili a Roma (tipo un giro in rafting sul Tevere), vi consigliamo di acquistare in anticipo i vostri biglietti su Get Your Guide, nostro grande e fidato amico di avventure in giro per il mondo. Approfitta del nostro codice sconto: VABBEIOVADO5. Ti dà subito il 5% di sconto. Salvalo e inseriscilo al momento del pagamento, dopo aver scaricato l’app dal nostro link affiliato: clicca qui!

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E la basilica? Dopo la cupola, non dimenticatevi di visitare anche gli interni della Basilica di San Pietro (gratuita), la Pietà di Michelangelo e le Grotte Vaticane. E per concludere con un po’ di romanticismo, provate a trovare il sanpietrino a forma di cuore in piazza!

In conclusione: vale la pena salire sulla cupola?

Assolutamente sì. E la cosa bella è che non serve spendere una fortuna. Con un po’ di organizzazione e una sveglia presto, potete vivere un’esperienza unica a un prezzo super accessibile.

Quindi, ricapitolando:

  • Cupola San Pietro biglietti: 8€ (a piedi) o 10€ (con ascensore)
  • Da comprare sul posto o online su Get Your Guide
  • Meglio arrivare presto per evitare code
  • Vista mozzafiato assicurata!

Aspetto di sapere la vostra esperienza: ma voi li avete contati davvero tutti e 551 gli scalini?

Cosa fare a Oahu: itinerario tra spiagge da sogno e non solo

Oahu è l’isola delle Hawaii che mi è rimasta più nel cuore. Sarà per l’energia di Waikiki, per le tartarughe che spuntano dalla sabbia come se nulla fosse, per la bellezza irreale delle sue spiagge o per i paesaggi che sembrano usciti da un film (e in effetti lo sono davvero). È l’isola dove ho fatto più esperienze diverse, anche se non tutte quelle che avevo in programma… l’uragano Olivia ci ha rovinato i piani, ma ci ha anche fatto scoprire quanto siano resilienti e ospitali le persone qui.

Ecco quindi il mio itinerario a Oahu: un mix tra tappe iconiche, avventure improvvisate, tramonti che ti cambiano l’umore e consigli che avrei voluto leggere prima di partire.

Se stai sognando un viaggio negli Stati Uniti ma non sai da dove iniziare, ci sono qui io ad aiutarti. Come Travel Designer specializzata in Stati Uniti e Regno Unito, ogni anno accompagno decine di viaggiatori nella realizzazione del loro viaggio su misura, trasformando idee e sogni in itinerari concreti.

Che tu stia immaginando le luci di New York, un on the road tra i grandi parchi americani, la California o la Florida, posso aiutarti a costruire un viaggio pensato davvero per te. Dalla scelta dei voli agli hotel, dalle escursioni all’itinerario giorno per giorno, avrai sempre una guida e un supporto prima e durante la pianificazione.

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E se ancora non lo fai, seguici anche sui social. Ogni settimana condividiamo consigli, guide, curiosità e tantissimi contenuti dai nostri viaggi.

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Spoiler: torneremo presto negli USA!

Waikiki: caos, surf e tramonti da film

Siamo atterrati a Honolulu e abbiamo deciso di dormire a Waikiki. Sì, è turistica, caotica e piena di hotel alti, ma è anche comoda e con tramonti sul mare che sembrano finti. Non potrò mai dimenticare l’emozione che ho provato quando i miei piedi hanno affondato nella soffice sabbia di questa spiaggia che sognavo da troppo tempo. Il mio cuore è esploso quando, attraversata l’iconica Waikiki Surf Alley con tutte le tavole da surf, mi sono ritrovata davanti l’oceano Pacifico e, sullo sfondo, la sagoma del Diamond Head. La musica dell’hula riecheggiava per tutta la spiaggia e le ballerine sembravano danzare nell’aria. Ho ancora così vivo nel cuore quel momento che, ancora oggi, una lacrimuccia segna il mio viso.
Questa è Waikiki Beach.

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Diamond Head: il trekking più famoso di Oahu

Un classico che non poteva mancare. Per salire sul cratere di Diamond Head il sentiero non è lunghissimo ma è tutto in salita, quindi fatica sì, ma poi arrivi in cima e hai una vista pazzesca su tutta Waikiki. A 762 piedi dal livello del mare, questo vulcano ha eruttato una sola volta circa 300 000 anni fa. È possibile accedervi tutti i giorni dalle 06:00 AM alle 18:00, l’ultima entrata è alle ore 16.30. Biglietto di entrata 5$, più 10$ di parcheggio. Calcolate un’ora e mezza di percorso tra salita e discesa. Lo rifarei anche solo per la foto.

Ricordati che, anche se siamo sperduti nell’Oceano Pacifico, siamo comunque negli Stati Uniti. Ti consiglio quindi di partire sempre coperto da una buona assicurazione viaggio e sanitaria, che ti protegga da qualsiasi imprevisto. Noi da anni ci affidiamo a HeyMondo e, grazie a noi, puoi ottenere uno sconto del 10% sulla tua prossima copertura. Clicca sul banner per approfittarne!

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Assicurati anche di avere tutta la documentazione di viaggio in ordine leggendo il nostro approfondimento: documenti per entrare negli Stati Uniti.

Hanauma Bay: snorkeling nel cratere vulcanico

Uno dei miei posti preferiti in assoluto. È una baia formata da un antico cratere vulcanico, oggi riserva naturale. Si entra solo con prenotazione (fatelo in anticipo!) e si paga un biglietto, ma ne vale ogni centesimo. Ho nuotato accanto a pesci colorati, coralli e una tartaruga gigante che sembrava volare sott’acqua. Mai visto niente di simile. Aperta dal mercoledì alla domenica dalle 06:45 AM alle 04:00 PM. L’entrata è di 25$ (7.50$ nel 2018) e va prenotato online. 

Le spiagge più belle di Oahu (secondo me)

Abbiamo affittato l’auto per esplorare la costa est e il North Shore, e posso dire che le spiagge più belle di Oahu sono anche tra le più varie:

  • Lanikai Beach: acqua turchese, sabbia bianca, palme e pochissima gente se vai presto. È una zona residenziale di alto livello, ognuno dei residenti ha accesso privato alla spiaggia, in pratica si tuffa dal giardino. Si consiglia di parcheggiare all’inizio per avere accesso alla spiaggia pubblica.
  • Kailua Beach: accanto a Lanikai, più spaziosa e perfetta per passeggiare o fare kayak.
  • Laniakea Beach (Turtle Beach): qui ho visto le tartarughe verdi giganti riposare al sole. Un’emozione enorme, e sì, ho pianto.
  • Waimea Bay: nel North Shore, è famosa per essere apparsa nella serie televisiva Lost, e uno di suoi segni di riconoscimento è il The Rock, uno scoglio di circa 10 metri dove i più impavidi si tuffano.
  • Sunset Beach: il nome dice tutto. Uno dei tramonti più belli dell’isola.

North Shore: shrimp truck, onde giganti e atmosfera chill

Il North Shore è un mondo a parte. Meno turisti, più natura e quell’atmosfera surfista un po’ anni ‘70 che ti fa venire voglia di restare per sempre. Abbiamo pranzato da Giovanni’s Shrimp Truck (imperdibili i gamberi all’aglio), poi spiaggia, tartarughe e tramonto con musica hawaiana dal vivo. Pace assoluta.

Esperienze autentiche da fare a Oahu

Non solo mare e spiagge. Queste sono alcune delle cose che mi hanno fatto sentire davvero “dentro” l’isola:

  • Tempio Byodo-In: immerso nella valle di Kaneohe, questo tempio buddista è una replica di uno giapponese. L’accesso al monastero è consentito dalle 9:00 alle 16:00, 5$ pagabili solo con carte. È consigliato munirsi di repellente. Da subito capirete che è un luogo in cui poter riposare la mente e lo spirito per qualche minuto, immersi nel verde, guardando in alto potrete vedere la cappa di nuvole che sovrasta sempre le montagne. Rispettate le regole, quali togliere le scarpe per entrare nel tempio e camminate nel silenzio e nel rispetto di chi prega e commemora i proprio defunti. 
  • Tramonto con danze hula gratuite: Kuhio Beach Torch Lighting & Hula Cerimony, il piccolo palco si trova sulla spiaggia di Waikiki e ammirare lo spettacolo di Hula al tramonto da lì non ha davvero prezzo. Infatti è gratuito e si svolge ogni martedì, giovedì e sabato dalle 18:30 alle 19:30 ( 18:00- 19:00 da Novembre a Gennaio). Finito lo spettacolo potete fare una passeggiata per Waikiki lungo Kalakua Ave dove poter fare shopping con una carta di credito dal plafond illimitato.

Il modo migliore e più conveniente per prenotare e visitare le attrazioni negli Stati Uniti è GetYourGuide. E se vuoi risparmiare ancora un po’, scarica l’app di GetYourGuide da questo link e inserisci il codice VABBEIOVADO5 per ottenere il 5% di sconto sul totale. Avrai tutto a portata di app e cancellazione gratuita fino a 24 ore. Approfittane.

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Pearl Harbor: l’itinerario “mancato”

Doveva essere una delle tappe fondamentali del nostro viaggio, ma l’uragano Olivia ha cambiato i piani. Non siamo riusciti a visitare Pearl Harbor a causa della chiusura dei siti. Un vero peccato, perché il Memoriale dell’USS Arizona è gratuito (va prenotato in anticipo) e sembra essere una delle esperienze più toccanti da fare a Oahu. Lo tengo in cima alla lista per il prossimo viaggio, perché qui la storia si sente forte.

Diamond Head, Hawaii, Oahu, cosa fare a Oahu

Oahu nei film e nei sogni

Molti dei luoghi che ho visto mi sembravano familiari… poi ho capito perché:

  • Lilo & Stitch: anche se ufficialmente ambientato a Kauai, molte atmosfere vengono da Oahu, soprattutto nella zona di Haleiwa.
  • 50 volte il primo bacio: il cafè esiste davvero, e si trova nel nord dell’isola.
  • Jurassic Park, Lost, Pirates of the Caribbean… tutti passati da qui. La natura è così spettacolare che sembra davvero un set cinematografico.
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Quanti giorni servono per visitare Oahu?

Ti direi almeno 4 giorni pieni, ma se puoi farne 5 o 6, ancora meglio. Noi abbiamo corso un po’ e comunque ci siamo persi alcune cose, tipo Pearl Harbor, che si è stata colpa dell’uragano ma che non abbiamo poi avuto tempo di recuperare. L’isola ha tanto da offrire e ogni zona ha un’atmosfera diversa. Vale la pena rallentare e alla fine godersi un pò anche la vacanza. perchè se ceracte mare e relax comunque le Hawaii sono il luogo giusto.

Il mio consiglio finale

Non fare solo le cose “da checklist”. Lascia spazio all’imprevisto, a un tuffo nell’oceano in più, a un tramonto visto da uno scoglio, a un mango tagliato male sul cofano dell’auto. È lì che Oahu ti resta dentro. E se ancora non lo fai seguici si nostri social per non perderti le prossime avventure. Torneremo presto negli Stati Uniti ma chissà dove…

Documenti per entrare a New York

Una delle domande che ricevo più spesso come travel designer è: “Che documenti servono per New York?”
E capisco bene il dubbio perché tra passaporto, ESTA, controlli doganali e qualche voce che gira sui forum, si rischia di andare in confusione. Ma niente panico: in questo articolo ti spiego tutto quello che serve sapere, in modo semplice e pratico, proprio come faccio con i viaggi che organizzo per i miei clienti.
E se vuoi un itinerario personalizzato su New York o hai bisogno di una mano per prenotare tutto il viaggio, puoi contattarmi direttamente: ti aiuto con piacere! Oltre alle mie esperienze di viaggio sono anche una New York City Destination Specialist grazie alla mia formazione con la New York City Travel Trade Academy. Direi che puoi fidarti di me! E per lasciarti ispirare dai miei viaggi seguimi anche sui social!

Passaporto e requisiti d’ingresso

Per entrare negli Stati Uniti serve un passaporto elettronico valido per l’intera durata del viaggio. Non è più necessaria una validità residua di sei mesi ma il mio consiglio è di rinnovarlo sempre con un certo anticipo. Anche perché senza questo primo fondamentale tra i documenti per New York non si va da nessuna parte.

Se hai un passaporto italiano puoi viaggiare senza visto fino a 90 giorni, grazie al Visa Waiver Program. In questo caso serve però l’autorizzazione elettronica ESTA, uno dei documenti per New York più importanti da richiedere.

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L’ESTA: tra i documenti per entrare a New York

L’ESTA ha una validità di due anni (o fino alla scadenza del passaporto) e costa 40$. Devi richiederlo prima della partenza. Ricorda:

  • Serve anche per i minori
  • Va rinnovato se cambi passaporto o cittadinanza
  • Non è garantito al 100%: l’ingresso viene comunque valutato alla dogana

Un punto cruciale legato ai documenti per New York riguarda i viaggi precedenti: se sei stato in Paesi come Iran, Iraq, Corea del Nord, Libia, Siria, Somalia, Sudan o Yemen, l’ESTA non potrà essere approvato. Lo stesso vale (da gennaio 2021) per chi ha visitato Cuba.

In caso di dubbi, ti consiglio di contattare la tua ambasciata per valutare la tua situazione specifica.

L’ESTA va richiesto solo sul sito ufficiale del governo USA (40$): so che online troverai mille agenzie che ti propongono la procedura al doppio del prezzo ma davvero, è semplice da fare in autonomia. Oppure puoi chiedere a me: sono qui per aiutarti, anche con la burocrazia! Se preferisci, c’è anche l’app ESTA Mobile, comodissima.

Questo è il link del Governo Americano dove far domanda di ESTA.

per le strade di New York

Cosa succede all’arrivo: controlli e dogana

Una volta atterrato ti aspettano i controlli doganali. Niente panico: se hai con te tutti i documenti richiesti per il tuo viaggio a New York, andrà tutto liscio. Dovrai compilare un modulo elettronico (o cartaceo) e parlare con un ufficiale, ma si tratta di domande base: motivi del viaggio, durata del soggiorno e dove alloggerai.

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Troverai dei chioschi automatici (APC) anche in italiano: ti basta seguire le istruzioni e compilare il Modulo 6059B. In alternativa, puoi scaricare l’app MPC (Mobile Passport Control) e fare tutto direttamente dal telefono, così salti qualche coda.

Alla fine riceverai una ricevuta da consegnare all’ufficiale di dogana. Mi è capitato spesso di trovare personale che parlava italiano, quindi non farti prendere dall’ansia: ti chiederanno solo le info base sul viaggio. E poi arriva il momento che tutti aspettiamo: “Welcome to New York”!

Ricorda solo che non puoi portare con te più di 10.000$ in contanti, e se hai con te cibo o regali, meglio dichiararli. Io ho sempre portato qualcosa per i miei parenti americani e al massimo mi hanno controllato il bagaglio. Nessun dramma: una barretta ai cereali non ti farà espellere dal Paese.

Tieni conto che i tempi dei controlli possono variare molto. Se hai prenotato qualcosa il giorno dell’arrivo, considera sempre un po’ di margine.

Altri motivi di viaggio: visto e ambasciata

Se viaggi per studio, lavoro o altri scopi non turistici, l’ESTA non basta. Dovrai richiedere un visto adatto, come B1 o B2. Anche in questo caso, i documenti per New York variano: conviene muoversi per tempo e consultare l’ambasciata americana o un esperto del settore (io sono qui anche per questo!).

Assicurazione sanitaria

Un altro dei documenti immancabile per New York che ti consiglio di avere sempre con te è una buona assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, anche una visita banale può costare centinaia di dollari. Io mi affido sempre a Heymondo: è semplice, copre tutto e puoi avere anche uno sconto del 10% usando il link qui sotto.

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Non è richiesta all’ingresso ma è uno di quei documenti essenziali per New York che possono davvero salvarti la vacanza in caso di emergenza.

Se stai già organizzando in autonomia i tuoi itinerari, devi leggere i miei articoli: tour tra i film di New York e itinerario tra le strade di New York

Tutti i documenti per entrare a New York

I documenti per entrare a New York fondamentali sono: passaporto elettronico valido, ESTA approvato, assicurazione sanitaria e magari anche l’app doganale pronta sul telefono. Bastano pochi accorgimenti per partire tranquilli e goderti ogni secondo nella Grande Mela. Se hai bisogno di una mano o vuoi delegare la parte noiosa, ci penso io. E tu pensi solo a fare le valigie. Mentre se non volete perdervi le prossime avventure, se già non lo fate, vi conviene seguirci sui nostri social. Ci sono tante novità in arrivo su New York.

Dove mangiare e dormire a Bangkok

Ormai ci conoscete e sapete che la prima cosa che abbiamo cercato a Bangkok è stata proprio: dove mangiare (e cosa) e dove dormire. Bangkok è una città dalle mille sfaccettature: locali con musica altissima, templi dorati dove rifugiarsi, Pad Thai squisiti da gustare accanto a un gattino.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: in Thailandia e nello specifico a Bangkok, non rimarrete delusi da quello che mangerete. Ovviamente, sarà essenziale trovare anche un posto tranquillo dove rilassarsi e ricaricarsi. In questo viaggio in Thailandia, il nostro itinerario è stato un po’ itinerante. Se volete conoscere tutte le nostre tappe, potete leggere l’articolo dedicato.

Attenzione inoltre alle nuove norme di accesso al Paese: dal 1° maggio è obbligatorio compilare un nuovo modulo online. Vi spieghiamo tutto passo passo qui: Thailandia: consigli prima della partenza.

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Siamo arrivati e ripartiti da Bangkok, soggiornando in due diverse strutture, e abbiamo provato vari locali dove mangiare e bere un drink. Come sempre, siamo felici di condividere tutto con voi, quindi iniziamo subito a segnare tutti i posticini dove mangiare a Bangkok.

Sui nostri social trovate già tanti contenuti e se ancora non ci seguite… beh, è ora di farlo!

Dove mangiare e bere a Bangkok

Siamo partiti da Roma con una gran voglia di Pad Thai. Che sia stato proprio questo lo scopo del nostro viaggio? Quello che è sicuro è che ne abbiamo davvero abusato. Ma non è l’unico piatto che farà esplodere le vostre papille gustative.

Come sempre, vi consigliamo di fare una cura di fermenti lattici prima della partenza e durante il viaggio, di non bere acqua dal rubinetto (evitando anche il ghiaccio) e di fare attenzione allo street food, controllando sempre che sia tutto ben cotto. Ma, cosa importantissima, partite sempre con una copertura sanitaria che vi garantisca tranquillità. Da anni noi ci affidiamo a Heymondo e, grazie a noi, potete avere uno sconto del 10%. Approfittatene cliccando sul banner qui sotto.

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Ma tornando al dove mangiare (e cosa) a Bangkok, vi lasciamo la nostra lista di locali dove gustare le specialità della Thailandia, accompagnati da una bella Chang fresca.

Madame Musur Bar & Restaurant

Abbiamo mangiato qui per ben due sere, data la vicinanza al nostro primo pernottamento. Si trova nei pressi della famosa Khaosan Road, ma rimane in una zona molto più tranquilla. Il locale è arredato in pieno stile, con lanterne e fiori. I piatti sono quelli tradizionali della cucina thailandese.
Nello specifico abbiamo preso: il Pad Thai. Se ancora non sapete che piatto sia, ve lo spieghiamo: si tratta di noodles di riso saltati con uovo, verdure, germogli di soia, arachidi, salsa di pesce e a scelta, gamberi, pollo o tofu. Io li ho provati in tutti i modi e confermo la bontà di questo piatto.

Altro piatto provato qui: il Green Curry thailandese, Gang Kiew Wan. Squisita zuppa di carne con verdure che, per il mio palato, è risultata molto delicata e non piccante.

Khao Pad: riso saltato con carne a scelta, verdure, latte di cocco, curry e baby corn.

Ottimo anche il Mango Sticky Rice, il dolce thailandese per eccellenza (e forse uno dei più buoni al mondo): riso glutinoso, latte di cocco e mango fresco. Non potete non mangiarlo in un viaggio in Thailandia!

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Pad Thai Kratong Thong by Ama

In realtà, se parliamo di Pad Thai, il podio è riservato a questo piccolo e super accogliente locale situato proprio davanti al Wat Pho. Perfetto per rilassarsi e ricaricarsi dopo la visita al Wat Pho e al Wat Arun. Essendo piccolino potreste dover aspettare un po’ per avere posto, ma fidatevi: ne vale la pena.
Il Pad Thai qui viene servito all’interno di una cialda di uovo, che poi mangerete a fine piatto. Voto a questo Pad Thai: dieci. Potete accompagnarlo con un Butterfly Blue Tea, una tisana di fiori di pisello che dà questo colore blu. Scoprite cosa succede aggiungendo qualche goccia di lime alla bevanda!
Non vengono serviti alcolici. Attenzione: pagamento solo in contanti.

Nai Ek Roll Noodles

Siamo capitati qui per caso. Stavamo passeggiando lungo Yaowarat, la strada principale di Chinatown, quando ci siamo imbattuti in questo locale lungo la strada con la fila. Dove c’è fila, di solito c’è cibo buono… e infatti!
Abbiamo atteso circa 20 minuti e abbiamo scelto: crispy pork e costolette con verdure, accompagnati da un piatto di riso. Il maiale croccante è qualcosa di favoloso, cotto alla perfezione e delizioso. Il piatto forte qui, in realtà, è la zuppa di noodles con maiale croccante, che gli ha fatto guadagnare un posto nella guida Michelin nel 2018 e 2019.

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Yaowarat Toasted Bread

Poco dopo Nai Ek abbiamo notato un’altra lunga fila davanti a uno stand… e quindi, chi siamo noi per non accodarci? Preparatevi a una bella dose di glicemia!
Qui vengono serviti dei piccoli bun grigliati e riempiti con una crema a vostra scelta: latte, mango, durian (sì, proprio lui, il frutto più puzzolente del mondo), cioccolato, fragola, ananas, e poi i due gusti scelti da noi: burro d’arachidi e tuorlo d’uovo marinato. Indescrivibile! Dovete solo prendere un aereo e volare a Bangkok per assaggiarli.

Amorosa Bar

Qui ci siamo concessi un aperitivo con vista spettacolare sul Wat Arun. Si tratta di un locale distribuito su diversi piani di un palazzo affacciato proprio sul fiume Chao Phraya. È un residence con pernottamento, caffè al piano terra, ristorante e sala drink all’ultimo piano. Perfetto al tramonto o per una serata romantica.
Noi abbiamo optato per l’aperitivo: due cocktail (tra cui il Bangkok Sling, dolce e fruttato), accompagnati da un piatto di spring roll. Un rooftop bar dalla vista spettacolare e dai prezzi nella media.

Consigli random per mangiare a Bangkok

Abbiamo provato anche altri posticini lungo le strade, di cui però non abbiamo i nomi: piccoli ristorantini nascosti, che a prima vista non sembrano nemmeno locali. Il nostro consiglio è di fare sicuramente una lista dei locali più gettonati dove mangiare a Bangkok, ma tenete presente che in molti di quelli “instagrammabili” le file possono durare anche ore. Per noi, perdere così tanto tempo in viaggio è un po’ troppo, anche perché si trovano piatti buoni e tradizionali un po’ ovunque in città – alcuni anche migliori!
Passeggiate per i mercati e assaggiate, sempre prestando attenzione all’igiene.

Per i tanti rooftop bar, purtroppo, serve la prenotazione, e in molti di quelli famosi (come lo Sky Bar), oltre al dress code, c’è da calcolare una spesa elevata anche solo per un drink. Malgrado spesso ci concediamo lo sfizio di un drink fighetto, abbiamo preferito vivere Bangkok in modo più tranquillo.

Alcuni localetti dove rilassarsi e bere una birra con musica live li trovate lungo Ram Buttri Alley.
Khaosan Road è la via della perdizione: locali con musica altissima, night club a luci rosse e stand con spiedini di coccodrillo e insetti. Noi non siamo quel tipo di locale. Infatti, troverete cartelli con scritto “10 baht per fare la foto con gli spiedini di scorpioni o cavallette”. Questo vi dovrebbe far riflettere.
Quindi, evitate di mangiare queste cose.

Un’altra stradina dove trovare locali carini, tranquilli e con musica come piace a noi è Sam Sen Road: qui una pausa da Adhere The 13th Blues Bar, Musashi Bar BKK e Murmur.

Dove dormire a Bangkok

Per le prime due notti a Bangkok abbiamo scelto una delle zone più vivaci della città: in prossimità di Khao San Road, ma lontano dal suo caos.
Rambuttri Village Plaza è un hotel/residence situato lungo una delle parallele di Khao San Road, quindi qui non avrete problemi con la musica alta dei locali… almeno noi non ne abbiamo avuti, anche grazie alle camere ben insonorizzate.

Dalla strada principale si entra accanto al Thai Garden, trovandosi subito immersi in un angolo di tranquillità con un giardinetto e una fontana. La struttura è pulita e dotata di piscina e servizi vari. Le camere sono spaziose il giusto e il bagno in camera era pulito. Per noi, un’ottima soluzione.

Il pernottamento della seconda parte del viaggio è stato invece alla Sawatdee Guesthouse, gestita da madre e figlio. Si trova all’interno di un vicolo ricco di piante, in una zona molto più tranquilla. La camera era spaziosa, con un bagno molto essenziale e la classica doccia “all’asiatica”: apri il doccino e bagni tutto.

In entrambe le strutture ci siamo trovati molto bene per rapporto qualità-prezzo. Ovviamente dipende dalla zona che preferite. Ci siamo mossi tranquillamente in entrambe le occasioni, a piedi oppure chiamando un Grab.

Insomma, anche oggi vi abbiamo dato i nostri preziosi consigli di viaggio… ma soprattutto, ora sapete dove mangiare e dormire per il vostro prossimo viaggio a Bangkok!

Mi raccomando: non fatevi rapire troppo da questa città… e al vostro rientro raccontateci com’è andata!

Santuario degli elefanti etico a Phuket

Una delle esperienze che più mi hanno messo ansia durante questo viaggio in Thailandia è stata la necessità di essere davvero sicura di aver scelto un santuario degli elefanti etico a Phuket.

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Prima di partire, ho passato notti insonni a guardare video su YouTube, leggere contenuti sui social, blog e siti web, confrontando ogni singolo santuario presente sull’isola. Ho esaminato attentamente il modo in cui questi giganti silenziosi vengono ospitati nelle riserve.

Purtroppo, ho scoperto che dietro questo tema si nascondono tantissime storie di sfruttamento, inganno e crudeltà. L’uomo, pur di guadagnare, è spesso disposto a tutto: a mentire, a ingannare… non solo sé stesso, ma anche questi esseri indifesi. Ammetto che, dopo tante lacrime — sì, perché ho visto e letto di situazioni davvero strazianti — sono riuscita a creare una lista di santuari degli elefanti veramente etici in Thailandia e, in particolare, a Phuket.

Se ci seguite sui nostri social, avrete già visto qualche scorcio della nostra fantastica avventura in Thailandia e delle meraviglie che questa terra sa regalare… incluso un piccolo spoiler della nostra visita presso Hidden Forest. Quindi, se ancora non lo fate, correte a seguirci!

Come scegliere il santuario giusto

Partiamo subito da una domanda fondamentale: cosa significa davvero “etico”?
Cavalcare un elefante non è etico. Fare il bagno con un elefante fa male sia a lui che a noi. La sua pelle è molto delicata, e strofinarlo con spazzole o fango può causargli seri problemi. Per noi, immergerci in una pozza con loro significa esporsi a una grande quantità di germi e batteri, compresi quelli contenuti negli escrementi degli elefanti. Schifoso vero?

Accarezzarli, toccarli, salire sulla loro proboscide per scattare foto o video non li mette affatto a loro agio. Non dimentichiamolo: stiamo parlando di animali selvatici.

In natura, gli elefanti vivono in gruppi, le mandrie, e in totale libertà senza alcun contatto con gli esseri umani. Sappiamo bene che questo purtroppo non accade in molte zone del nostro pianeta, e l’Asia è uno dei continenti più duramente colpiti dallo sfruttamento e maltrattamento turistico di queste creature.

Quindi, qualsiasi “santuario” che vi prometta bagni, cavalcate, foto o spettacoli con gli elefanti… non è un vero santuario.

Quello che può essere accettato in un santuario etico è osservarli da una distanza di protezione, fondamentale anche per la nostra sicurezza. Basti pensare a quanto accaduto mesi fa a una ragazza spagnola, proprio in Thailandia.

La maggior parte dei santuari consente solo pochi minuti in cui offrire della frutta agli elefanti, sempre senza allungare la mano o toccarli. Solitamente, si prosegue poi con una camminata nella foresta, seguendoli in totale silenzio e rispettando i loro spazi.

La nostra esperienza a Hidden Forest Elephant Reserve

Ammetto che, prima di arrivare qui (e anche durante), ho provato tanta ansia. Mi chiedevo se avessi davvero scelto uno dei santuari degli elefanti etici e rispettosi di Phuket. La risposta l’ho scoperta solo vivendo questa esperienza… e posso già anticiparvi: sì, siamo in un vero santuario per elefanti.

Il biglietto per la mezza giornata (mattinata) include il prelievo direttamente dal vostro hotel, nella fascia oraria 8:00–8:30. L’arrivo al santuario è previsto per le 9:00. Una volta arrivati, ci hanno fatto accomodare in una sala all’aperto, dove una delle volontarie ci ha raccontato di più su queste meravigliose creature. Gli elefanti si distinguono tra asiatici (quelli che vedrete qui) e africani. Sono molto diversi tra loro per dimensioni, adattamento climatico e alimentazione. Purtroppo, ci è stata raccontata anche la dura realtà dello sfruttamento che questi animali hanno subito e ancora oggi subiscono. Tra circhi, spettacoli, lavori nei campi e turismo irresponsabile sono piaghe ancora presenti, soprattutto in Thailandia.
Negli ultimi anni si sta lavorando tanto per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, ma la strada è ancora lunga.

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Dopo una conoscenza approfondita su questi giganti buoni, ci siamo divisi in due gruppi (famiglie con bambini e adulti) e siamo stati accompagnati in uno dei punti di osservazione.
Ci siamo lavati le mani e, per circa 15 minuti, abbiamo potuto offrire delle banane agli elefanti presenti in quell’area. Era assolutamente vietato accarezzarli, e anche se forse si potrebbe evitare anche questo piccolo contatto, devo dire che tutto è stato attentamente supervisionato, nel pieno rispetto delle distanze e del benessere degli animali.

Dopo la merenda, loro si sono avviati nella foresta, e anche noi abbiamo iniziato il nostro percorso.
Durante la passeggiata ci siamo fermati ad osservarli mentre mangiavano e li abbiamo ascoltati comunicare tra loro. Un’emozione unica, vedere come trascorrono in modo tranquillo il loro tempo e come interagiscono tra di loro. I sette elefanti ospitati in questo santuario provengono tutti da situazioni diverse. I volontari li seguono attentamente, osservando ogni loro movimento per capirne lo stato fisico ed emotivo. Ad esempio, la più anziana ha 60 anni e preferisce restare in solitaria, mentre tre “amichette” poco dopo si sono tuffate nel laghetto: vi assicuro che il loro entusiasmo era percepibile.

Nel frattempo, noi siamo arrivati alla postazione pranzo e, gustandoci un Pad Thai (uno dei più buoni di tutto il viaggio), ci siamo goduti la vista di alcuni elefanti che si tuffavano nel lago.
Intorno alle 12:30 si è conclusa la nostra esperienza qui. Abbiamo salutato e ringraziato i volontari, tra cui Louise e Russell, e siamo stati riaccompagnati al nostro alloggio.

Sono uscita da questo luogo davvero felice. Ho visto la passione e l’amore autentico dei volontari, ho percepito il loro impegno concreto nell’aiutare questi animali e nel voler sensibilizzare chiunque entri in contatto con questa realtà al rispetto profondo verso queste meravigliose creature. L’unica interazione diretta con gli elefanti è stata quel quarto d’ora iniziale in cui abbiamo potuto offrire loro della frutta, mantenendo la giusta distanza e senza toccarli. Dopo di che, gli animali sono stati totalmente liberi di muoversi nella riserva, e noi felici di poterli osservare da lontano, liberi, nel loro habitat.

Costo dell’esperienza circa 78,00€.

Come prenotare in un vero santuario degli elefanti a Phuket

Questa è una di quelle rare situazioni in cui vi sconsiglio di prenotare tramite Get Your Guide.
Lasciate questa applicazione per le tante altre attività che potete fare qui sull’isola di Phuket o nel resto della Thailandia. Perché vi dico questo?
Purtroppo, definirsi “etici” è diventata una moda che attira quella parte di turismo consapevole che vuole fare del bene, ma che magari non ha il tempo o le risorse per informarsi a fondo. E così cosa succede? Prenotate la vostra esperienza in un santuario X… e vi ritrovate nel santuario Y, dove gli elefanti vengono ancora cavalcati o usati per fare il bagno insieme ai turisti.

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Ho scoperto che spesso vengono usati nomi molto simili per confondere, ad esempio: prenotate per il Phuket Elephant Sanctuary ma alla fine vi ritrovate con una prenotazione per Elephant Phuket Sanctuary – e non sono la stessa cosa. Quindi scegliete con attenzione il santuario che più rispecchia i vostri valori e le vostre aspettative, e prenotate sempre tramite il sito ufficiale. Noi, ad esempio, abbiamo fatto così per l’Hidden Forest.

Lista dei santuari degli elefanti etici in Thailandia e Phuket

Qui di seguito vi lascio una lista dei santuari degli elefanti che, secondo le mie ricerche, sono realmente etici, sia a Phuket che nel resto della Thailandia.
Ringrazio chi ha confermato con la propria esperienza la validità di questi nomi. E se anche voi ne conoscete altri da consigliare o da aggiungere alla lista, vi aspettiamo nei commenti!

La nostra conclusione è che esistono davvero luoghi etici, dove si pensa al bene degli elefanti e non solo al loro utilizzo a scopo turistico. Sta però a noi porre la giusta attenzione su quali realtà supportare e fare in modo di sensibilizzare il più possibile su questo tema.
Non vi racconto cosa ho visto poco dopo essere uscita dalla nostra esperienza all’Hidden Forest. Vi posso solo dire che, purtroppo, ho visto con i miei occhi la faccia più crudele di questo sistema di maltrattamento e sfruttamento.

Camminando per le strade di Phuket, potreste imbattervi anche voi in queste situazioni.
Cosa potete fare: non alimentarle, affinché il mancato guadagno porti, piano piano, alla loro scomparsa.
Spero di avervi dato un po’ di fiducia nel prendere parte a una di queste esperienze in uno dei santuari consigliati, e di aver contribuito a sensibilizzare chi ancora non conosce queste realtà, aiutandolo a capire che ogni nostro gesto su questa Terra è importante, sia per noi che per le splendide creature che la abitano.


Vi aspettiamo per la prossima avventura!